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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 21:04:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kenneth Stern, l’autore della definizione Ihra di antisemitismo, avverte che inserirla nel DDL 1004 trasformerebbe uno strumento nato per misurare il fenomeno in un’arma per reprimere le critiche a Israele e alimenterebbe «un nuovo maccartismo».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html">Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011224906160_e96218938c4e67e7f4eec850ca771536-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi l’ha scritta ora la considera uno strumento fuori controllo. <strong>Kenneth Stern</strong>, 73 anni, avvocato e direttore del <strong><em>Bard Center for the Study of Hate</em></strong>, fu nel 2004 il «lead drafter» della definizione operativa di antisemitismo poi adottata nel 2016 dall’<em>International Holocaust Remembrance Alliance </em>(<em>Ihra</em>). Quella definizione, con i suoi esempi, è la base del controverso DDL 1004 («Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo»), il cosiddetto «Ddl Antisemitismo», già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera.</p>



<p>Intervistato dalla giornalista <strong>Federica D’Alessio</strong> per <em><a href="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/" type="link" id="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/">Kritica</a></em>, Stern, che si dichiara «sionista», lancia un avvertimento chiaro: inserirla in una legge <strong>«alimenterà un nuovo maccartismo».</strong> Segnale che, evidentemente, le forze politiche che intendono approvare questo Ddl non sono interessati tanto a contrastare l&#8217;antisemitismo, come affermano ma, evidentemente, vogliono limitare le critiche verso il governo israeliano in un momento storico in cui quest&#8217;ultimo gode di una scarsa popolarità in tutto l&#8217;Occidente. Non certo per «pregiudizio» ma per un genocidio e per le migliaia di morti civili che sono sotto gli occhi di tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nata per misurare, usata per reprimere</strong></h2>



<p>Secondo Stern, il testo nacque per uno scopo preciso: aiutare chi raccoglie dati in Europa a monitorare l’antisemitismo con criteri comuni. «<strong>Non è mai stato inteso per stabilire se, quando qualcuno dice qualcosa su Israele</strong>, tale affermazione sia antisemita o debba essere soppressa», spiega. Le prime distorsioni le vide attorno al 2010 nei campus americani, dove la definizione veniva invocata contro corsi, relatori e iniziative legate alla causa palestinese. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Diretta con l&#39;avvocato americano Kenneth Stern, padre della definizione IHRA di antisemitismo. Stern disconosce in toto l&#39;uso che ne fa il ddl antisemitismo già approvato al Senato e ora in discussione alla Camera. <a href="https://x.com/hashtag/noddlantisemitismo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#noddlantisemitismo</a> <a href="https://t.co/U0QcuwooeV">https://t.co/U0QcuwooeV</a></p>&mdash; raffaele oriani (@rafforiani) <a href="https://x.com/rafforiani/status/2107452557618786695?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Da allora, sostiene, è stata usata anche per condizionare i finanziamenti alle ONG e per «<strong>reprimere la libertà di espressione</strong>». Il suo scopo originario, osserva, è stato svuotato: doveva servire a misurare il fenomeno, oggi <strong>viene presentata come il modo per combatterlo</strong>. Capito Romeo della Lega? Capito Delrio del Pd? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli esempi nel mondo. Tutti da dimenticare</h2>



<p>Stern cita casi concreti. Esempi che dovrebbero far riflettere la politica italiana. In <strong>Australia</strong>, un’associazione di operatori sanitari applica la definizione con il timore che chi pubblica qualcosa su Gaza ritenuto violento possa vedersi revocare la licenza: una questione, sottolinea, che «non ha nulla a che vedere» con la competenza di un medico o di un infermiere. </p>



<p>In <strong>Germania</strong>, dove il governo l’ha adottata, <strong>è stata applicata a ebrei che protestavano contro la guerra a Gaza</strong>. Nel <strong>Regno Unito</strong> viene usata per reprimere manifestazioni in cui Israele viene definito Stato di apartheid. E così via. È questo che vogliamo anche in Italia? Impedire, <em>de facto</em>, ogni possibile critica al governo israeliano? Promuovere l&#8217;autocensura? Alla domanda su come impedire un uso «malizioso» degli esempi allegati al testo, Stern risponde che sono proprio loro il punto controverso: «<strong>Gli esempi costituiscono la definizione stessa</strong>». Furono raccolti per offrire ai ricercatori un repertorio comune, «<strong>non si è mai trattato di creare un codice contro l’incitamento all’odio</strong>». Il problema, aggiunge, è che vengono usati come «una sorta di calamita» da chi vuole delegittimare il dissenso politico.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza.html">Sul caso del film <em>NAZA</em></a>, i cui autori rischierebbero la cittadinanza israeliana, Stern dice di non aver ancora visto il docu-film, ma giudica la vicenda una «minaccia alla libertà di espressione». E lo stesso schema, avverte, vale per chi sostiene che la definizione «non è giuridicamente vincolante» e poi la inserisce nelle leggi: «<strong>Stanno imponendo, invece di rispondere alle argomentazioni</strong>».</p>



<p>Chissà se i promotori del Ddl antisemitismo hanno letto l&#8217;intervista di <strong>Federica D&#8217;Alessio</strong> a <strong>Kenneth Stern</strong>: se lo facessero, dovrebbero &#8211; per coerenza &#8211; o ritirare il disegno di legge o emendarlo in maniera tale, ad esempio, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, abbandonare l&#8217;Ihra e scegliere di fare affidamento sulla <em><a href="https://jerusalemdeclaration.org/">Jerusalem Declaration on Antisemitism</a></em>, documento sottoscritto da circa duecento studiosi internazionali specializzati in storia dell’antisemitismo, Shoah e Medio Oriente. In questa maniera sì che si darebbe un chiaro segnale contro l&#8217;antisemitismo senza però introdurre un reato d&#8217;opinione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/ottoemezzo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ottoemezzo</a> &quot;Se questa legge passerà, Israele sarà l’unico Paese al mondo che non si potrà criticare in base al rischio di essere accusati di antisemitismo&quot;<br><br>Anna Foa interviene sul disegno di legge sull’antisemitismo<br> <a href="https://t.co/BcTBrpRNzr">https://t.co/BcTBrpRNzr</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://x.com/La7tv/status/2106102940662407289?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Anna Foa</strong>, tra i firmatari di un appello di intellettuali ebrei contrari al Ddl, ha spiegato infatti che questa legge rischia di sovrapporre antisemitismo e antisionismo: «Se questa legge passerà, Israele sarà l&#8217;unico Paese al mondo che non si potrà criticare» ha dichiarato di recente, <a href="https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ddl-antisemitismo-anna-foa-se-questa-legge-passera-israele-sara-lunico-paese-al-mondo-che-non-si-02-10-2026-660081" type="link" id="https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ddl-antisemitismo-anna-foa-se-questa-legge-passera-israele-sara-lunico-paese-al-mondo-che-non-si-02-10-2026-660081">intervistata da La7</a>. </p>



<p>Insomma, se l’obiettivo è (davvero) combattere l’antisemitismo, la strada non può passare da una definizione che è considerata inadatta allo scopo persino da chi l’ha scritta: altrimenti, più che tutelare una comunità, <strong>si vuole mettere un bavaglio alle opinioni. </strong>E uccidere un po&#8217; la democrazia. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Kenneth Stern, “Kenneth Stern ha redatto la definizione di antisemitismo dell’IHRA. ‘Inserirla in una legge alimenterà un nuovo maccartismo’,” intervista di Federica D’Alessio, Kritica, 6 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://kritica.it/tutti-gli-articoli/intervista-kenneth-stern-antisemitismo-ihra/</a>.</p>



<p><strong><em>Fulvio Scaglione, “Si avvicina all’Aula il DDL in cui l’antisemitismo c’entra poco e Israele c’entra tanto,” InsideOver, 2 ottobre 2026,</em></strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html</a>.</p>



<p><strong><em>“Ddl antisemitismo: più che lotta all’odio, un assist politico a Netanyahu.” InsideOver, 12 settembre 2026. </em></strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ddl-antisemitismo-piu-che-lotta-allodio-un-assist-politico-a-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/politica/ddl-antisemitismo-piu-che-lotta-allodio-un-assist-politico-a-netanyahu.html</a>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/kenneth-stern-che-scrisse-la-definizione-ihra-cosi-si-limita-la-liberta-di-espressione.html">Kenneth Stern, che scrisse la definizione Ihra: &#8220;Così si limita la libertà di espressione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Francia, vendemmia ai minimi da 70 anni. Italia in calo del 7% ma sempre leader mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economy/francia-vendemmia-ai-minimi-da-70-anni-italia-in-calo-del-7-ma-sempre-leader-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Sfregola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 14:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532092</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siccità e ondate di calore riducono le rese, mentre la contrazione volontaria di vigneti e produzione cerca di contenere le scorte invendute e di proteggere i prezzi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/francia-vendemmia-ai-minimi-da-70-anni-italia-in-calo-del-7-ma-sempre-leader-mondiale.html">Francia, vendemmia ai minimi da 70 anni. Italia in calo del 7% ma sempre leader mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261010132457295_19cf9b589c1d9edc96cdb3745ca7956f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La produzione di vino in Francia è in piena crisi. La vendemmia 2026 è stata stimata in circa 35 milioni di ettolitri, <a href="https://www.oiv.int/sites/default/files/documents/OIV_2025_World_Wine_Production_Outlook.pdf" type="link" id="https://www.oiv.int/sites/default/files/documents/OIV_2025_World_Wine_Production_Outlook.pdf">il livello più basso dal 1957</a>, un dato che conferma la difficoltà strutturale di uno dei settori-simbolo dell’economia francese.</p>



<p>Anche l’Italia, leader mondiale del settore, riduce la produzione: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vendemmia-2026-calo-72percento-ecco-perche-non-e-male-la-salute-vino-italiano-AJMq6NcB" type="link" id="https://www.ilsole24ore.com/art/vendemmia-2026-calo-72percento-ecco-perche-non-e-male-la-salute-vino-italiano-AJMq6NcB">per il 2026 sono attesi 41,1 milioni di ettolitri</a>, il 7,22% in meno rispetto al 2025.</p>



<p>A pesare sono soprattutto due fattori: un clima sempre più estremo, con siccità e ondate di calore che riducono resa e qualità dell’uva, e la contrazione delle superfici vitate, dovuta anche a precise manovre politico-economiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Francia sotto i minimi storici</strong></h2>



<p><a href="https://www.france24.com/en/france/20261007-historic-lows-expected-for-french-wine-harvest-after-record-summer-heatwaves" type="link" id="https://www.france24.com/en/france/20261007-historic-lows-expected-for-french-wine-harvest-after-record-summer-heatwaves">Secondo le stime del ministero francese dell’Agricoltura</a>, la produzione vitivinicola 2026 raggiungerà quasi 35 milioni di ettolitri, un calo del 2% rispetto al 2025 e del 14% rispetto alla media 2021-2024. Le prime previsioni di settembre <a href="https://france3-regions.franceinfo.fr/grand-est/champagne-ardenne/secheresse-une-recolte-reduite-de-moitie-en-champagne-selon-un-premier-bilan-officiel-des-vendanges-3412862.html" type="link" id="https://france3-regions.franceinfo.fr/grand-est/champagne-ardenne/secheresse-une-recolte-reduite-de-moitie-en-champagne-selon-un-premier-bilan-officiel-des-vendanges-3412862.html">sembravano ancora più severe</a>, con meno di 34 milioni di ettolitri e un calo del 6% sull’annata precedente. La revisione di ottobre riflette rese migliori in alcune aree, ma non cambia il quadro generale.</p>



<p>Il confronto storico è drammatico: nel 1957 la Francia produsse 32,5 milioni di ettolitri, e <a href="https://www.oiv.int/sites/default/files/2025-04/OIV-State_of_the_World_Vine-and-Wine-Sector-in-2024.pdf" type="link" id="https://www.oiv.int/sites/default/files/2025-04/OIV-State_of_the_World_Vine-and-Wine-Sector-in-2024.pdf">il dato del 2024 era già stato indicato dall’OIV come il più basso da quell’anno</a>. Il 2026 rischia quindi di consolidare una tendenza di lungo periodo, non di registrare una singola annata sfavorevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Caldo, siccità e meno vigneti</strong></h2>



<p><strong>A pesare sul calo della produzione è soprattutto il clima. </strong>La lunga e torrida estate, segnata da temperature record e siccità, ha ridotto notevolmente le rese, con acini più piccoli, bruciature e appassimenti. Le vendemmie sono partite con tre settimane di anticipo, tra le più precoci mai registrate in Francia.</p>



<p>Oltre al clima sempre più ostile, a incidere è anche il calo delle superfici vitate. <a href="https://avis-vin.lefigaro.fr/economie-du-vin/vendanges-malgre-de-forts-contrastes-entre-les-regions-viticoles-la-recolte-2026-s-annonce-historiquement-basse-20261007" type="link" id="https://avis-vin.lefigaro.fr/economie-du-vin/vendanges-malgre-de-forts-contrastes-entre-les-regions-viticoles-la-recolte-2026-s-annonce-historiquement-basse-20261007">Secondo Le Figaro</a>, la vigna francese si è ridotta dell’1,9% in un anno, scendendo a 740.000 ettari, anche per effetto delle politiche di estirpazione sostenute dal governo per andare incontro al calo dei consumi. Il settore si trova così schiacciato tra emergenza climatica e riduzione deliberata dell’offerta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’Italia taglia, ma resta prima</strong></h2>



<p>Anche l’Italia è colpita dalla stessa pressione. La Commissione europea stima per il 2026 una produzione di vino e mosti pari a 41,1 milioni di ettolitri, con un calo di circa 3,2 milioni di ettolitri rispetto ai 44,3 milioni del 2025.</p>



<p>La riduzione dipende sì dalla siccità, ma anche da una scelta consapevole: molte cantine, <a href="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/2155/consorzio-brunello-confermata-riduzione-rese-per-vendemmia-2026" type="link" id="https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/2155/consorzio-brunello-confermata-riduzione-rese-per-vendemmia-2026">come il Consorzio del Brunello di Montalcino</a>, hanno ridotto volontariamente le rese per contenere le giacenze e puntare sulla qualità. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-crisi-vino-non-rallenta-frescobaldi-la-produzione-va-tagliata-AJF1CRC" type="link" id="https://www.ilsole24ore.com/art/la-crisi-vino-non-rallenta-frescobaldi-la-produzione-va-tagliata-AJF1CRC">Il presidente dell’Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, ha parlato della necessità di trovare un nuovo equilibrio</a> tra quantità e qualità in un mercato con scorte elevate. Basti pensare al fatto che a luglio, tra vini e mosti, le cantine italiane contenevano 45,6 milioni di ettolitri di giacenza, scorte superiori al raccolto atteso. Il calo produttivo italiano non equivale quindi automaticamente a una crisi produttiva, ma pare più una correzione di mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una crisi europea</strong></h2>



<p>La Francia resta il caso più preoccupante, perché combina la crisi climatica che colpisce la vendemmia con una contrazione strutturale dei consumi e delle superfici vitate. L’Italia è ancora al primo posto nel mondo, e produce molto più della Francia, eppure affronta lo stesso problema di fondo: mercati in rallentamento, scorte pesanti e necessità di difendere il valore del prodotto.</p>



<p>Anche la Spagna, terzo produttore mondiale, subisce un’importante flessione. La vendemmia 2025/26 è stata chiusa a 33,1 milioni di ettolitri, <a href="https://www.vinetur.com/it/20260810105460/spains-wine-and-must-output-fell-101-to-331-million-hectoliters-through-june.html" type="link" id="https://www.vinetur.com/it/20260810105460/spains-wine-and-must-output-fell-101-to-331-million-hectoliters-through-june.html">in calo del 10,1%</a>, mentre la prossima è stimata intorno a 34,5.</p>



<p>Per Parigi, la sfida è evitare il crollo di un pilastro economico e identitario, mentre tutta l’Europa deve fare i conti con l’idea che produrre meno potrebbe non essere una sconfitta, ma l’unica condizione per restare sul mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://agreste.agriculture.gouv.fr/agreste-web/">https://agreste.agriculture.gouv.fr/agreste-web/</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.france24.com/en/france/20261007-historic-lows-expected-for-french-wine-harvest-after-record-summer-heatwaves">https://www.france24.com/en/france/20261007-historic-lows-expected-for-french-wine-harvest-after-record-summer-heatwaves</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vendemmia-2026-calo-72percento-ecco-perche-non-e-male-la-salute-vino-italiano-AJMq6NcB">https://www.ilsole24ore.com/art/vendemmia-2026-calo-72percento-ecco-perche-non-e-male-la-salute-vino-italiano-AJMq6NcB</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://agriculture.ec.europa.eu/farming/crops/wine_en">https://agriculture.ec.europa.eu/farming/crops/wine_en</a></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.oiv.int/sites/default/files/2025-04/OIV-State_of_the_World_Vine-and-Wine-Sector-in-2024.pdf">https://www.oiv.int/sites/default/files/2025-04/OIV-State_of_the_World_Vine-and-Wine-Sector-in-2024.pdf</a></li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/francia-vendemmia-ai-minimi-da-70-anni-italia-in-calo-del-7-ma-sempre-leader-mondiale.html">Francia, vendemmia ai minimi da 70 anni. Italia in calo del 7% ma sempre leader mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Liste d’attesa, il costo nascosto della sanità italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/liste-dattesa-il-costo-nascosto-della-sanita-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 06:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531908</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sanità" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le lunghe liste d’attesa spingono sempre più italiani verso il privato, la mobilità sanitaria o, nei casi più critici, la rinuncia alle cure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/liste-dattesa-il-costo-nascosto-della-sanita-italiana.html">Liste d’attesa, il costo nascosto della sanità italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="sanità" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/sanita-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando una persona si rivolge al CUP per prenotare una visita o un esame, la data proposta può collocarsi a distanza di diversi mesi o di oltre un anno. Una realtà con cui molti italiani hanno avuto a che fare prima o poi nella loro vita, ritrovandosi costretti a <strong>fare i conti con l’attesa sia in termini economici, prendendo inevitabilmente in considerazione una strada più dispendiosa, sia nel valutare se non fosse troppo rischioso aspettare.</strong></p>



<p>Il diritto alla prestazione esiste formalmente ed è garantito dai Livelli Essenziali di Assistenza -LEA, eppure la sua applicazione trova scarso riscontro nella realtà clinica a causa dei tempi richiesti, lasciando al cittadino la responsabilità di gestire la propria patologia per un periodo fin troppo lungo.&nbsp;</p>



<p>A fronte di questa criticità, il quadro normativo prevede il <strong>Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028 </strong>e il monitoraggio tramite la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) gestita da Agenas e dal Ministero della Salute, includendo anche nuove regole e sanzioni finanziarie per gli assistiti che non disdicono la prenotazione con almeno due giorni lavorativi di anticipo, al fine di evitare che le agende rimangano bloccate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aspettare, pagare o spostarsi: le alternative al SSN</strong></h2>



<p>Di fronte a una tempistica incompatibile con le proprie esigenze di cura, l’assistito deve scegliere tra un <em>range </em>ristretto di opzioni che non sono certamente ideali ma che risultano complementari ad una sanità non propriamente efficiente, se si guarda ai tempi di attesa. </p>



<p><strong>La prima scelta sarebbe aspettare, oppure spostarsi attivando la mobilità sanitaria da attesa.</strong> Questa misura permette di spostarsi presso altre ASL o fuori Regione per trovare tempi di risposta più brevi o prestazioni non disponibili sul proprio territorio. La Mobilità Sanitaria è un fenomeno tutt’altro che marginale: secondo lo stesso rapporto della Mobilità, <strong>l&#8217;indice di fuga nazionale per i ricoveri è salito all&#8217;8,72%,</strong> mentre la mobilità passiva per la specialistica ambulatoriale coinvolge 19,7 milioni di prestazioni per un valore di 650 milioni di euro. Allo stesso tempo, guardando ai ricoveri ospedalieri, Regioni come il Molise (con un indice di fuga del 39,80%) e la Basilicata (33,53%) registrano le percentuali più alte di cittadini costretti a curarsi altrove.</p>



<p>La seconda alternativa include la possibilità di rivolgersi al privato, pagando l’esame di tasca propria in intramoenia o presso strutture private cosiddette “pure” e per questo non accreditate. Una scelta che rientra in una spesa sanitaria complessiva <strong>a carico delle famiglie pari a 42,4 miliardi di euro, </strong>in lieve contrazione dell’1%, mentre la spesa tracciata dal Sistema Tessera Sanitaria per le sole prestazioni nel privato puro è più che raddoppiata, passando da 3,05 miliardi nel 2016 a 8,2 miliardi di euro.</p>



<p>La terza soluzione, la cui spesa sfiora i 7 miliardi di euro, prevede <strong>l’utilizzo di un’assicurazione o fondo sanitario integrativo </strong>attraverso i quali si fanno valere le coperture aziendali o le polizze individuali. La quarta e ultima opzione, invece, è dettata dalla mancanza di risorse economiche necessarie e si traduce in una scelta drammatica e diseguale: la rinuncia alle cure. Nel 2024, il 9,9% della popolazione italiana ha rinunciato ad almeno una visita specialistica o a un esame diagnostico a causa delle lunghe liste di attesa e per motivi di natura economica (talvolta le due cose si sovrappongono).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da 3 giorni a 4 mesi: quanto dovrebbe aspettare un paziente</strong></h2>



<p>Attingendo ai dati rilasciati dai rapporti PNLA e di Agenas è possibile stimare dove si concentrano i ritardi più marcati. Tra questi, la visita dermatologica ha le percentuali di rispetto dei tempi di attesa più basse in Italia, pari al 70,2% nel primo semestre del 2026. <strong>Tra le prestazioni che evidenziano maggiori criticità figurano anche la colonscopia,</strong> che registra i maggiori ritardi diagnostici, la gastroscopia e la risonanza magnetica. Un elenco di visite che comunica eloquentemente le ragioni dietro all’inevitabile scelta che l’individuo prende nel momento in cui decide di rivolgersi al privato.</p>



<p>Dal punto di vista amministrativo, la gravità della patologia e l’urgenza della prestazione vengono catalogate attraverso una lettera che stabilisce il limite di tempo entro cui il SSN deve garantirla. L’assegnazione avviene secondo quattro classi di priorità: urgente (U), entro tre giorni; breve (B), entro 10 giorni; differibile (D), entro 30 giorni per le prime visite e 60 per gli esami diagnostici; programmata (P), entro 120 giorni.</p>



<p>Ma cosa succede se il SSN non rispetta i tempi? Nel caso il servizio pubblico non riuscisse a garantire l’appuntamento entro il termine stabilito, l’assistito può richiedere che la prestazione venga effettuata in regime di libera professione intramuraria, oppure presso una struttura privata convenzionata con il SSN, sostenendo solo il costo del ticket.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dietro le liste d’attesa c’è anche la crisi del personale</strong></h2>



<p>È opportuno dire che i limiti strutturali del sistema sanitario sono, tra le altre cose, <strong>correlati alla penuria di organico nelle strutture ospedaliere. </strong>Secondo le rilevazioni del Rapporto GIMBE su dati OCSE, <strong>l&#8217;Italia conta oltre 339mila medici iscritti all&#8217;ordine,</strong> ma almeno 88mila di essi (pari al 26,1%, ovvero più di uno su quattro) non lavorano per il Servizio Sanitario Nazionale né sono inseriti in percorsi di specializzazione. Una dinamica analoga riguarda il personale infermieristico: a fronte di una carenza strutturale complessiva rispetto agli standard europei, quasi 80mila infermieri sui 407mila censiti (il 19,6%) operano al di fuori perimetro della sanità pubblica. Un dato che evidenzia non soltanto un problema quantitativo, ma una progressiva perdita di attrattività del SSN.</p>



<p>Ed è proprio a causa di questa penuria che <strong>il ricorso a medici gettonisti è diventato sempre più frequente,</strong> tanto da contare 1.06 miliardi di euro di contratti nel biennio 2024-2025. I medici a gettone rappresentano infatti quella categoria di dottori che riceve un compenso per il singolo turno o servizio svolto, spesso con retribuzioni più elevate rispetto a quelle del personale assunto stabilmente. I gettonisti esistono quindi per compensare la carenza di personale, ma questo sistema può contribuire a generare nuova spesa e bloccare nuove assunzioni.</p>



<p>Il problema delle liste d’attesa, dunque, non sembra potersi risolvere intervenendo unicamente sulle agende o introducendo nuove sanzioni per chi non si presenta a una visita prenotata.&nbsp;</p>



<p>La realtà è che quello che dovrebbe essere un diritto garantito rischia di trasformarsi, nella pratica, in una scelta legata alle possibilità economiche della persona: chi può permetterselo paga una visita privata, ricorre a una polizza o si sposta dove i tempi sono inferiori; chi non dispone delle stesse risorse aspetta, talvolta rinuncia. Ed è proprio in questa distanza tra il diritto scritto sulla carta e la possibilità concreta di esercitarlo che le liste d’attesa smettono di essere soltanto un problema organizzativo della sanità pubblica e diventano anche una questione di disuguaglianza nell’accesso alle cure.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><strong>Ministero della Salute</strong>,&nbsp;<em>Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2026-2028</em>, Decreto 26 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026</p>



<p><br><strong>Agenas</strong>,&nbsp;<em>Bollettino Liste di Attesa, n. 0</em>, 2026</p>



<p><br><strong>Agenas</strong>,&nbsp;<em>Mobilità Sanitaria. Terzo rapporto</em>, edizione 2025</p>



<p><br><strong>ANIA</strong>,&nbsp;<em>Trends – Infortuni e Malattia</em>, anno X, n. 2, luglio 2026</p>



<p><br>https://www.corriere.it/salute/26_ottobre_07/un-italiano-su-10-rinuncia-a-visite-ed-esami-per-le-lunghe-attese-42-4-miliardi-di-spesa-sanitaria-a-carico-delle-famiglie-8221af23-ff30-4e52-9b19-00bdd6eb3xlk.shtml</p>
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		<title>Dagli oceani ai mari chiusi, così cambia la sicurezza globale e nazionale. Il simposio di Venezia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dagli-oceani-ai-mari-chiusi-cosi-cambia-la-sicurezza-globale-e-nazionale-il-simposio-di-venezia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531872</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Occorre investire nella protezione delle infrastrutture sottomarine e va rafforzata la cooperazione industriale europea e occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dagli-oceani-ai-mari-chiusi-cosi-cambia-la-sicurezza-globale-e-nazionale-il-simposio-di-venezia.html">Dagli oceani ai mari chiusi, così cambia la sicurezza globale e nazionale. Il simposio di Venezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/italia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il XV° <em>Trans-Regional Seapower Symposium</em> di Venezia ha restituito l&#8217;immagine di un ordine marittimo in rapida mutazione. La sintesi degli argomenti trattati ci mostra come la sicurezza dei mari costituisca ormai un sistema integrato, retto da fondali protetti, filiere resilienti, alleanze interoperabili e una più matura responsabilità europea.</p>



<p><strong>Cosa si è detto a Venezia</strong></p>



<p>L’analisi degli interventi a Venezia deve necessariamente cominciare dal mutamento di paradigma racchiuso nel titolo del simposio, <strong>«Dalle acque regionali all&#8217;influenza globale».</strong> I bacini marittimi, a lungo pensati come compartimenti affidati ai Paesi rivieraschi, non sono più separabili: <strong>le tensioni nei «mari di mezzo»,</strong> dal Mediterraneo allargato al Mar Rosso, dal Mar Nero al Golfo Persico fino all&#8217;Indo-Pacifico, si ripercuotono immediatamente sulle catene logistiche e sull&#8217;economia planetaria.</p>



<p>La proiezione di potenza si misura allora sulla <strong>capacità di governare colli di bottiglia e spazi semichiusi, dove si addensano commercio, energia e flussi finanziari. </strong>Ne emerge un sistema di «Mediterranei globali» interconnessi, che il CESMAR aveva anticipato nel 2020 con la nozione di Infinito Mediterraneo, cioè <strong>l&#8217;estensione degli interessi economici nazionali oltre il Mediterraneo allargato.</strong> Muta così l&#8217;unità stessa di analisi, che non è più il bacino ma la rete di bacini: nessuna potenza marittima può considerare periferica una crisi lontana dalle proprie coste, e ciò richiede una visione trans-regionale e coalizioni flessibili fondate su interessi condivisi più che su appartenenze geografiche rigide.</p>



<p>In questa rete <strong>la vulnerabilità maggiore riguarda le infrastrutture critiche sottomarine.</strong> Cavi in fibra ottica e condotte energetiche, spina dorsale invisibile dell&#8217;economia globale, sono esposti a sabotaggi di difficile attribuzione, strumenti tipici di una guerra ibrida che resta sotto la soglia del conflitto dichiarato. Per questo la <em>Underwater Domain Awareness</em>, ossia la sorveglianza continua dei fondali e della colonna d&#8217;acqua, capace di distinguere l&#8217;incidente dall&#8217;atto ostile, diventa condizione di sovranità. </p>



<p>Né i fondali possono essere separati dalla logistica di superficie, poiché <strong>porti, rotte e cavi formano un unico sistema di vulnerabilità.</strong> La medesima logica di adattamento governa la risposta ai droni a basso costo: intercettarli con missili di elevato valore è economicamente insostenibile, ed è emersa la necessità di operare con una difesa stratificata, in cui sistemi cinetici, energia diretta e guerra elettronica operano in sinergia, ciascuno nello strato più efficiente. La difesa cessa così di essere una somma di piattaforme e <strong>diventa un&#8217;architettura</strong> che restituisce al difensore l&#8217;iniziativa economica oltre che operativa.</p>



<p>Un&#8217;architettura simile presuppone una base industriale solida. Le <em>supply chain</em> sono impiegate come armi nei conflitti ibridi, e la logistica, da processo neutro improntato all&#8217;efficienza <em>just-in-time</em>, diventa asset di sicurezza nazionale secondo il principio del <em>just-in-case</em>, con dazi, controlli e strategie di <em>de-risking</em>. <strong>Deterrenza collettiva e superiorità industriale dipendono dunque dalla sovranità delle filiere </strong>e dalla compatibilità dei sistemi C4I alleati, mentre la carenza di massa critica impone una cooperazione industriale transnazionale. </p>



<p>A ciò si intreccia la ristrutturazione del legame transatlantico: la richiesta statunitense di <em>burden-sharing</em> spinge l&#8217;Europa verso una maggiore autonomia strategica, ma <strong>il rischio è una frammentazione a geometria variabile, </strong>con il fianco orientale e baltico che attira risorse a scapito delle priorità meridionali. Per l&#8217;Italia ne deriva il duplice compito di consolidare la cooperazione aeronavale e di proiettare stabilità verso Nord Africa, Sahel e Medio Oriente.</p>



<p>Sullo sfondo opera il ritorno della Realpolitik e la «brutalizzazione» dei rapporti internazionali: l&#8217;interdipendenza economica, un tempo garanzia di moderazione, viene strumentalizzata, e la deterrenza torna a essere la valuta fondamentale della stabilità, credibile solo se fondata su capacità effettive. <strong>In tale scenario assume valore la diplomazia navale</strong>: le Forze Armate mantengono una professionalità apolitica orientata alla difesa e alla stabilità, e Venezia, riunendo circa settanta marine, si configura come incubatore di cooperazione multilaterale, dove la fiducia professionale diventa essa stessa un moltiplicatore di deterrenza.</p>



<p>Quanto emerso al simposio di Venezia era stato anticipato dal CESMAR, in un articolo pubblicato per il CIMSEC. Vi è infatti una convergenza strategica radicale: il baricentro della geopolitica si è spostato dai grandi spazi oceanici ai nodi e ai colli di bottiglia dei mari chiusi e semichiusi, e ciò certifica la crisi del modello mahaniano classico a favore del paradigma del potere arcipelagico-reticolare. <strong>La deterrenza fondata soltanto sulla proiezione di flotte pesanti risulta inadeguata</strong> di fronte a sciami di vettori a basso costo e a strategie di interdizione come l&#8217;A2/AD; sovranità e influenza si misurano nel presidio dei nodi logistici, energetici e digitali, e chi controlla i <em>chokepoints</em> e la continuità delle <em>supply chain</em> detiene il potere sistemico. </p>



<p>Davanti a una competizione spietata le democrazie non possono agire in ordine sparso, e l&#8217;interoperabilità va intesa non solo come compatibilità tecnica ma come armonizzazione culturale, procedurale e dottrinale tra marine alleate. <strong>La sicurezza subacquea è il banco di prova della resilienza statale</strong>, e le risposte tecnologiche indicate sono l&#8217;intelligenza artificiale applicata ai sistemi C4I e le piattaforme autonome e <em>unmanned.</em> La formula conclusiva è che la stabilità discende dalla capacità di proiettare sicurezza dai bacini regionali al sistema internazionale, trasformando la connettività in fattore di pace, deterrenza e prosperità condivisa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Analisi geopolitica e strategica</strong></h2>



<p>Sul piano geopolitico la sintesi individua <strong>una ridefinizione degli equilibri fondata sulla geografia delle connessioni più che dei confini:</strong> chi esercita pressione sui nodi ottiene un&#8217;influenza sproporzionata, mentre le potenze rivali dispongono di leve di coercizione a basso costo e ad alta ambiguità. Le alleanze si riconfigurano in coalizioni flessibili a geometria variabile, la rinegoziazione transatlantica appare come redistribuzione di oneri più che come rottura, e lo spazio marittimo si frammenta in aree di influenza, zone di rischio e corridoi presidiati, dove il diritto internazionale convive con pratiche imposte dalla forza.</p>



<p>Sul piano strategico la dottrina navale è chiamata a integrare i domini subacqueo, cibernetico e cognitivo, riconoscendo alla <em>seabed warfare</em> la dignità di ambito operativo autonomo. Il <em>procurement </em>premia sistemi modulari, scalabili e producibili in serie, capaci di dare massa critica a costi sostenibili, e assegna priorità all&#8217;interoperabilità C4I e a filiere diversificate. <strong>La postura di deterrenza privilegia una presenza persistente, </strong>fondata su pattugliamento, sorveglianza dei fondali e reazione rapida, mentre l&#8217;adozione di sistemi autonomi e intelligenza artificiale richiede regole d&#8217;ingaggio e responsabilità adeguate, perché l&#8217;innovazione non superi la capacità politica di governarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p>Da quanto ascoltato a Venezia emerge che la sicurezza marittima globale è ormai un sistema unitario, in cui crisi regionali, vulnerabilità dei fondali, dipendenze industriali e competizione tra potenze si alimentano a vicenda. <strong>In questa prospettiva il potere arcipelagico-reticolare indicato dal CESMAR offre la chiave interpretativa più utile per orientare scelte di lungo periodo. </strong>Ne discendono indicazioni chiare per i decisori. Occorre investire stabilmente in <em>Underwater Domain Awareness</em> e nella protezione delle infrastrutture sottomarine, condividendo dati con gli operatori privati. Vanno rafforzate la resilienza delle filiere e la cooperazione industriale europea e occidentale, privilegiando standard interoperabili e difese stratificate sostenibili nei costi. All&#8217;Europa spetta un&#8217;assunzione di responsabilità che bilanci fronte orientale e meridionale, valorizzando i Paesi mediterranei. Infine, la diplomazia navale va preservata come infrastruttura di fiducia, poiché la stabilità dell&#8217;ordine marittimo dipenderà dalla capacità di coniugare deterrenza credibile e cooperazione multilaterale.</p>



<p><strong>Fonti</strong></p>



<p>CESMAR (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima),&nbsp;<em>Agorà Strategico Nr. 3 – XV Trans Regional Seapower Symposium: sintesi dei temi trattati</em>, 8 ottobre 2026, elaborata sulla base di lectures e interviste del XV Trans Regional Seapower Symposium, Venezia, 6-7 ottobre 2026.</p>



<p></p>



<p><strong>Roberto Domini </strong>è Ufficiale Ammiraglio della riserva. Ha comandato nave Mogano, il contingente italiano in Sinai e le basi navali di Venezia e Augusta. Ha frequentato il Naval Staff College della Royal Navy a Greenwich a Londra ed è stato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata Italiana di Zagabria. Ha insegnato a lungo strategia marittima e storia navale all’Istituto di Guerra Marittima di Livorno e all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. È presidente del CeSMar (Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima – Circolo Fratelli Bonaldi).</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dagli-oceani-ai-mari-chiusi-cosi-cambia-la-sicurezza-globale-e-nazionale-il-simposio-di-venezia.html">Dagli oceani ai mari chiusi, così cambia la sicurezza globale e nazionale. Il simposio di Venezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Maserati cerca un futuro in Cina: allo studio una collaborazione con Huawei e Jac</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/maserati-cerca-un-futuro-in-cina-allo-studio-una-collaborazione-con-huawei-e-jac.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 04:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Huawei e Jac potrebbero diventare i nuovi partner cinesi di Maserati per rilanciare il Tridente. Ecco che cosa sappiamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/maserati-cerca-un-futuro-in-cina-allo-studio-una-collaborazione-con-huawei-e-jac.html">Maserati cerca un futuro in Cina: allo studio una collaborazione con Huawei e Jac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115020560_236b0f75754f33717b7671481b09379e-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le prime, insistenti, voci hanno iniziato <a href="https://it.insideover.com/auto/acquisto-di-fabbriche-o-di-marchi-come-maserati-la-strategia-dellauto-cinese-per-insidiarsi-in-europa.html">a rincorrersi la scorsa estate</a>. Qualcuno aveva accostato <strong>Masarati</strong>, prestigiosa casa automobilistica italiana in declino da anni, a <strong>Byd</strong>, rampante colosso cinese diventato il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici. Si era parlato di un possibile acquisto cinese del Tridente, di un&#8217;integrazione dei suoi stabilimenti ampiamente inutilizzati nelle strategie europee del Dragone, ma alla fine i rumors sarebbero rimasti tali. Anzi: <strong>Stella Li</strong>, vicepresidentessa esecutiva di Byd, avrebbe chiuso il discorso a luglio, spiegando in un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano francese <em>Los Echos</em> che c&#8217;erano“ottimi rapporti con i vertici di Stellantis” ma che la sua azienda non era “in trattativa per discutere” dell&#8217;acquisizione di Maserati. </p>



<p>A distanza di qualche mese il tema è tornato di stretta attualità. Questa volta, però, non c&#8217;entra <a href="https://it.insideover.com/auto/auto-marketing-soft-power-perche-la-cinese-byd-vuole-entrare-in-formula-1.html">Byd </a>ma altri due importanti player cinesi: Huawei e Jac. Ecco che cosa sappiamo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="692" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-1024x692.jpg" alt="" class="wp-image-531707" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-1024x692.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-1536x1038.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115133881_75977237e74f74f40096bd33d275c69e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A chi interessa Maserati</h2>



<p> Di <strong>Huawei </strong>c&#8217;è poco da dire. È il gigante tecnologico cinese di Shenzhen attivo nel mercato di smartphone, tablet e smartwatch, oltre che sul fronte di telecomunicazioni e infrastrutture 5G. Da qualche anno si è intrufolato anche nel settore dell&#8217;<strong>automotive</strong> sviluppando software, infotainment, sistemi elettronici e guida assistita per le auto intelligenti del Dragone. </p>



<p>Meno nota al pubblico occidentale è <strong>Jac</strong>, acronimo di <strong>Anhui Jianghuai Automobile</strong>, un costruttore automobilistico cinese con sede a Hefei che ha recentemente collaborato con Huawei per dare vita alla lussuosa berlina <strong>Maextro S800</strong>. </p>



<p>Il brand Maextro è il quarto marchio dell&#8217;<strong>Harmony Intelligent Mobility Alliance</strong> (Hima, <a href="https://it.insideover.com/auto/lexploit-della-maextro-s800-di-huawei-fate-largo-alla-maybach-cinese.html">ne abbiamo parlato qui</a>), l&#8217;alleanza automobilistica fondata nel 2023, avviata e guidata proprio da Huawei, comprendente Aito (marchio della casa Seres Group), Luxeed (Chery), Stelato (Baic BluePark), Maextro (Jac Group) e Saic (Saic Motor). </p>



<p>Cosa c&#8217;entra Maserati? Secondo quanto riportato da <em>EET China</em> sarebbe stato raggiunto un <strong>accordo a tre </strong>per un&#8217;approfondita collaborazione tra Maserati, Huawei e Jac.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800-1024x417.jpg" alt="" class="wp-image-473556" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800-1024x417.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800-600x244.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800-300x122.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800-768x313.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Maextro-S800.jpg 1194w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro (cinese?) del Tridente</h2>



<p>Alcune fonti cinesi vicine al dossier hanno spiegato che la partnership dovrebbe inizialmente portare alla realizzazione di due modelli: un <strong>Suv elettrico di medie-grandi dimensioni</strong> come alternativa all&#8217;attuale Maserati Grecale Folgore, e una <strong>Gt</strong>, anch&#8217;essa elettrica, da affiancare alla GranTurismo Folgore. </p>



<p>L&#8217;intenzione sarebbe quella di commercializzare entrambi con il marchio Maextro sul mercato cinese, mentre all&#8217;estero con quello di Maserati. Pare inoltre che Jac si occuperà della <strong>produzione </strong>dei veicoli nello stesso stabilimento (cinese) nel quale costruisce già gli attuali modelli Maextro. Huawei fornirà invece la sua <strong>piattaforma tecnologica</strong> <strong>Harmony Intelligent Mobility Alliance (Hima)</strong>, che include il sistema di guida autonoma Qiankun, la tecnologia per la propulsione elettrica e la configurazione intelligente dell&#8217;abitacolo. </p>



<p>E Maserati? Il suo ruolo coinciderà con la progettazione dei modelli e della loro commercializzazione oltre la Muraglia. Per quanto riguarda le esportazioni all&#8217;estero, Maserati dovrebbe adottare una strategia di <strong>esportazione Skd</strong> (<em>Semi-Knocked Down</em>), che prevede la produzione della scocca nello stabilimento di Hefei in Cina e la realizzazione degli interni di lusso/allestimenti standard in Italia. </p>



<p>&#8220;Perché in questo modo possiamo ridurre i costi mantenendo intatta la narrativa di lusso di Maserati&#8221;, ha riferito una fonte anonima ai media cinesi. Questa insolita partnership potrebbe rappresentare un&#8217;ancora di salvezza per Maserati. Nell&#8217;anno fiscale 2025, numeri alla mano, il marchio italiano ha venduto appena <strong>7.900 veicoli</strong>, in calo rispetto agli <strong>11.300 </strong>dell&#8217;anno precedente e ai minimi dall&#8217;inizio degli anni 2010.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="610" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-1024x610.jpg" alt="" class="wp-image-531706" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-1024x610.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-300x179.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-768x457.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-1536x914.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5-600x357.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261006115046592_bb202e0371021471ecdcdfce35a966c5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/maserati-cerca-un-futuro-in-cina-allo-studio-una-collaborazione-con-huawei-e-jac.html">Maserati cerca un futuro in Cina: allo studio una collaborazione con Huawei e Jac</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Egitto, Bab-el-Mandeb, Iraq: il delicato equilibrio dell&#8217;Italia nel Levante</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/egitto-bab-el-mandeb-iraq-il-delicato-equilibrio-dellitalia-nel-levante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 01:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531201</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caos in una regione strategica per l'interesse nazionale e l'accumularsi dell'entropia impongono a Roma di tenere alta la guardia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/egitto-bab-el-mandeb-iraq-il-delicato-equilibrio-dellitalia-nel-levante.html">Egitto, Bab-el-Mandeb, Iraq: il delicato equilibrio dell&#8217;Italia nel Levante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003095654409_fd092d41e93209a4f23ce97e9ccd4665-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ultime settimane hanno visto l&#8217;emersione di tre dinamiche diverse tra loro ma che, lette in forma convergente, contribuiscono a una riflessione sistemica sul futuro della politica italiana nel quadrante strategico compreso tra il Medio Oriente, il Nord Africa, il Mar Rosso, la Penisola Arabica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le diverse geografie dell&#8217;interesse italiano</h2>



<p><strong>Bab-el-Mandeb, Iraq, Egitto </strong>i teatri interessati. La presa di controllo da parte degli Houthi dell&#8217;area costiera yemenita proiettata sullo stretto di Bab-el-Mandeb ha portato <strong>la Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto</strong> a prendere in considerazione il rafforzamento della capacità di scorta al naviglio mercantile in movimento tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden,<a href="https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/"> spingendo al contempo nel perimetro dell&#8217;Unione Europea</a> per un <a href="https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB">potenziamento della <strong>missione &#8220;Aspides&#8221;</strong></a> varata dopo l&#8217;attacco dei ribelli filo-iraniani al traffico mercantile nel Mar Rosso tra fine 2023 e l&#8217;inizio del 2024. A fine settembre, inoltre, le truppe italiane hanno <a href="https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/"><strong>completato il ritiro dall&#8217;Iraq assieme alle forze della coalizione anti-Isis</strong> in campo dal 2014</a>, come richiesto da Baghdad all&#8217;alleanza guidata dagli Stati Uniti, cui l&#8217;Italia contribuiva con la <a href="https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/">missione Prima Parthica.</a></p>



<p>Eventi strategici di rilevanza regionale a cui si aggiunge un fatto <strong>giurisprudenziale di rilevanza interna ed internazionale</strong>: la sentenza di condanna in primo grado per sequestro aggravato da parte della Corte d&#8217;Assise di Roma, pronunciata il 28 settembre scorso, contro tre agenti dell&#8217;intelligence egiziana <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html">accusati di aver partecipato al rapimento del ricercatore italiano poi assassinato nel gennaio 2016.</a> L&#8217;evento ha aperto grandi discussioni sulla relazione tra Roma e Il Cairo, guidata dal regime di <strong>Abdel Fattah al-Sisi</strong> con cui<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/">molti governi italiani hanno consolidato una cooperazione strategica ed economica</a> nell&#8217;ultimo decennio, mentre sui rapporti bilaterali pendeva in molti casi il dilemma legato alla effettiva responsabilità dei vertici dello Stato egiziano nel drammatico caso Regeni.</p>



<p><strong>Il ministro degli Esteri Antonio Tajani prima e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni</strong> poi hanno ribadito che la linea di Roma non è quella di andare allo strappo col Cairo dopo la condanna degli agenti in primo grado. <a href="https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html">Meloni ha detto: </a>&#8220;Io non sono tra coloro che ritengono che per risolvere il problema chiudere i rapporti diplomatici con l&#8217;Egitto aiuti, piuttosto crea maggiori difficoltà&#8221;. <em>Huffington Post</em> segnala parimenti che è slittata, a valle della condanna di primo grado pronunciata a Roma, la discussione su un nuovo memorandum <a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/">militare italo-egiziano previsto alla <strong>Camera dei Deputati per l&#8217;1 ottobre</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;arco di crisi</h2>



<p>Parliamo di evoluzioni che condizionano l&#8217;approccio italiano <strong>da aree e Paesi d&#8217;interesse strategico per il Paese</strong> e a regioni attraversate da un arco di crisi che dal Levante da tre anni in ristrutturazione geopolitica tra guerra e cambi di paradigma politici tocca la penisola arabica dove è ripresa la guerra in <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-gli-houthi-padroni-della-costa-nel-loro-mirino-le-rotte-dellenergia.html" type="post" id="529315">Yemen,</a> il Corno d&#8217;Africa, la Somalia e si estende a Ovest fino a saldarsi con la <strong>sempre precaria situazione libica</strong>. Attraverso queste arterie nevralgiche e in tensione della geopolitica passano una fetta importante dell&#8217;import-export dell&#8217;Italia, la capacità di Roma di connettersi ai mercati globali, la sicurezza nazionale nella profondità del<a href="https://it.insideover.com/politica/un-nuovo-mediterraneo-infinito.html" type="post" id="299610"> <strong>Mediterraneo Allargato</strong>.</a> Avere dei pivot sistemici nell&#8217;area e una capacità di proiezione nel quadrante levantino esteso dal Mediterraneo Orientale alle porte dell&#8217;Oceano Indiano e dal Nord Africa all&#8217;Iraq, saper <strong>capire come prevenire le minacce e sfruttare le opportunità strategiche</strong> è vitale per Roma. La fase attuale, in ogni caso, pone la politica di fronte a scelte difficili nel quadro di un contesto in mutamento.</p>



<p>I teatri si sovrappongono e compenetrano tra loro. Prendiamo il caso dell&#8217;Egitto. <a href="https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/"><strong>L&#8217;Italia, come potenza di taglia media</strong></a><strong>su scala globale che si fa medio-grande nel Mediterraneo</strong> e proprio in virtù del suo ruolo di partner strategico dello Stato guidato da al-Sisi, ha la possibilità di far valere contemporaneamente le <strong>scelte politiche che hanno reso Il Cairo </strong>un partner importante per Roma sia la <strong>doverosa e fondamentale ricerca della verità sul caso Regeni,</strong> ben lungi dall&#8217;essere concluso dopo le sentenze di primo grado.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Egitto, la ricerca della verità su Regeni è interesse nazionale</h2>



<p><strong>La difesa della verità e della ricerca delle motivazioni che hanno portato alla brutale uccisione di un connazionale</strong> possono andare di pari passo con la continuità della presenza diplomatica al Cairo che, peraltro, diversi governi prima di Meloni hanno decretato e consolidato e anzi deve essere la leva per far sì che nel quadro degli <strong>accordi politici con un Paese a cui l&#8217;Italia ha accesso</strong> si inserisca anche l&#8217;impegno al rispetto di quanto deciso per via giudiziaria. Del resto, il rapporto bilaterale Roma-Il Cairo è multilivello. </p>



<p>&#8220;L’Egitto non è soltanto un interlocutore politico per Roma: è uno dei Paesi nei quali <strong>Eni ha costruito una presenza energetica di lungo periodo</strong>, con il <a href="https://www.eni.com/it-IT/azioni/attivita-mondo/egitto/zohr.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giacimento Zohr</a> come punto centrale di una relazione che coinvolge produzione, infrastrutture e prospettive di sviluppo di nuove risorse&#8221;, <a href="https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/">nota Policy Maker, aggiungendo</a> che in una recente visita diplomatica di Tajani &#8220;<strong>Gaza, Libia, Sudan e Mar Rosso</strong> erano nello stesso elenco di <a href="https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/09/il-ministro-tajani-domani-al-cairo-incontri-istituzionali-commissione-congiunta-e-business-forum-italia-egitto/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">temi discussi con le autorità egiziane</a>, a dimostrazione del fatto che <strong>l’Egitto è uno dei pochi interlocutori che Roma non può trattare come marginale</strong> quando discute di sicurezza e stabilità nel Mediterraneo allargato&#8221;.</p>



<p><strong>Visto in maniera complementare, questo significa che anche il rapporto con l&#8217;Italia è a maggior ragione indispensabile per l&#8217;Egitto</strong>, fattore che potrebbe contare come leva esercitabile per spingere a una piena collaborazione delle autorità de Il Cairo. Alle quali, del resto, interessa per ragioni strategiche la prospettiva che anche le rotte del Mar Rosso, da cui dipendono gli introiti non secondari del Canale di Suez, siano percorribili e disostruite da minacce. Dunque c&#8217;è tutto l&#8217;interesse egiziano a guardare con attenzione all&#8217;idea italiana di alzare l&#8217;asticella della presenza europea a presidio della libertà di navigazione in un contesto che vede, a ben guardare, gli <strong>Houthi astenersi, per ora, da minacce dirette</strong>. L&#8217;arco di crisi dell&#8217;Africa orientale a Sud dell&#8217;Egitto vede il sommarsi della guerra civile sudanese, delle tensioni etiopi, del secessionismo del Somaliland e della recrudescenza della pirateria nelle acque somale a perturbare un contesto già di per sé caotico. <strong>Per l&#8217;Egitto è raagion di Stato fornire risposte chiare sul caso Regeni anche per non pregiudicare un rapporto politico </strong>che può garantire stabilità nelle relazioni tra il Cairo e l&#8217;Europa in una fase complessa per la geopolitica regionale. E questo l&#8217;Italia deve ben tenerlo in mente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Iraq al Libano</h2>



<p>Del resto, il presidio securitario si completa con l&#8217;attenzione alle dinamiche mediorientali. Il ritiro dall&#8217;Iraq non segna la fine dell&#8217;interesse dell&#8217;Italia per un Paese che è un discreto <a href="https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/">fornitore di petrolio (circa il 6% del fabbisogno nazionale)</a> e un player importante per la stabilità regionale già condizionata dalle ripetute guerre e dal conflitto iraniano che ha avuto ricadute anche su Baghdad. <a href="https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725">Avvenire ricorda </a>che &#8220;il nuovo premier iracheno <strong>Ali al-Zaidi,</strong> insediato nel maggio 2026 dopo estenuanti trattative, ha promesso lealtà e contratti petroliferi alla Casa Bianca, ma l’influenza di Teheran in Iraq è sempre più ingombrante mentre la <strong>promessa integrazione nell’esercito delle milizie sciite è ora slittato a metà 2027</strong>&#8221; e resta il fatto che &#8220;dopo 20 anni di nostro addestramento, l’esercito iracheno non è ancora formato&#8221;. <a href="https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/">La continuità dell&#8217;assistenza</a> alle unità irachene e ai combattenti del Kurdistan posto sotto la sovranità di Baghdad sotto forma di cooperazione appare possibile per consolidare le capacità di difesa di un Paese il cui indebolimento creerebbe conseguenze in tutta la regione.</p>



<p>Il quadrante levantino tra Medio Oriente e Mediterraneo Allargato produce, parafrasando quanto diceva Winston Churchill dei Balcani, più complessità geopolitica di quanto riesca a digerirne e in tal senso per l&#8217;Italia una strategia olistica va valutata pesando tutti i vettori per calcolarne la risultante ottimale capace di indicare la stabilità. <strong>La via maestra potrebbe essere quella di una diplomazia strategica capace di combinare strumenti di proiezione</strong> e autorevolezza politica-diplomatica, oltre all&#8217;indubbio peso dell&#8217;influenza economica, per consolidare l&#8217;autorevolezza dell&#8217;Italia come attore interessato alla stabilità regionale. Un fattore che passa anche attraverso una fattiva cooperazione col Golfo e con la comprensione di cosa sarà di un altro teatro critico, quello del Libano, <a href="https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del">dopo che con il termine del 2026 finirà la missione Unifil</a>. </p>



<p><strong>Difficile ipotizzare però che un ritiro coincida con un totale disimpegno di quei <a href="https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/">Paesi europei,</a> come Italia, Spagna e Francia</strong>, in prima linea per garantire la tutela dell&#8217;unità nazionale libanese all&#8217;ombra del sempre incombente scontro tra Hezbollah e Israele che due volte, nel 2024 e nel 2026, ha coinvolto l&#8217;intero Stato. La parola d&#8217;ordine deve essere<strong>stabilità</strong>, nei teatri d&#8217;interesse politico e strategico e in quelli che potrebbero esserlo domani. L&#8217;Italia deve mantenere il sangue freddo ma il caos in una regione strategica per l&#8217;interesse nazionale e l&#8217;accumularsi dell&#8217;entropia impongono a Roma di tenere alta la guardia. La difesa dell&#8217;interesse nazionale richiede una capacità d&#8217;azione e di prontezza all&#8217;altezza dell&#8217;articolata natura delle sfide.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/">https://www.linkiesta.it/2026/09/armatori-italiani-aspides-sicurezza-ue-navi/</a></li>



<li><a href="https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/">https://decode39.com/16793/italys-defense-minister-explains-the-end-of-its-12-year-mission-in-iraq/</a></li>



<li><a href="https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB">https://en.ilsole24ore.com/art/the-strengthening-of-aspides-on-monday-at-the-eu-defence-ministers-meeting-AJUWhwOB</a></li>



<li><a href="https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/">https://beemagazine.it/iraq-addio-conclusa-la-presenza-militare-italiana/</a></li>



<li><a href="https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html">https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/10/01/meloni-chiudere-i-rapporti-con-legitto-aumenta-le-difficolta_d9fa30fc-edda-4cab-9a61-d3878e8c80c5.html</a></li>



<li><a href="https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/">https://europeanrelations.com/after-unifil-who-keeps-the-peace-in-southern-lebanon/</a></li>



<li><a href="https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/">https://infodifesa.it/ritiro-militari-italiani-iraq-bilancio-cosa-succede/</a></li>



<li><a href="https://www.agenzianova.com/a/6abea7a97472e7.79888191/7837770/2026-10-01/libano-onu-sfide-significative-permangono-nonostante-ritiro-unifil-2">https://www.agenzianova.com/a/6abea7a97472e7.79888191/7837770/2026-10-01/libano-onu-sfide-significative-permangono-nonostante-ritiro-unifil-2</a></li>



<li><a href="https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/">https://www.policymakermag.it/italia/tutti-i-nodi-tra-italia-ed-egitto-ecco-perche-rompere-e-difficile/</a></li>



<li><a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/">https://www.huffingtonpost.it/politica/2026/10/01/news/regeni_memorandum_egitto-22825763/</a></li>



<li><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html">https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/regeni-italia-egitto-omicidio-accuse-processo-condanna.html</a></li>



<li><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/29/caso-regeni-affari-italia-egitto-notizie/8521108/</a></li>



<li><a href="https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/">https://europeanrelations.com/briefing/italy-moves-to-protect-red-sea-shipping-as-houthi-threat-grows/</a></li>



<li><a href="https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/">https://www.ripartelitalia.it/ecco-da-dove-arriva-il-petrolio-in-italia-lanalisi/</a></li>



<li><a href="https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del">https://italstrat.substack.com/p/40-i-dimonios-sardi-nel-cuore-del</a></li>



<li><a href="https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725">https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/il-ritiro-dalliraq-e-la-lezione-che-la-politica-non-ha-imparato_113725</a></li>
</ul>
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		<title>Si avvicina all&#8217;Aula il DDL in cui  l&#8217;antisemitismo c&#8217;entra poco e Israele c&#8217;entra tanto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 22:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531206</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="antisemitismo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questo DDL è fatto non tanto per eliminare l'antisemitismo ma per fare un favore (noi e la Romania, unici in Europa) a Israele. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html">Si avvicina all&#8217;Aula il DDL in cui  l&#8217;antisemitismo c&#8217;entra poco e Israele c&#8217;entra tanto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="antisemitismo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/antisemitismo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Come <a href="https://it.insideover.com/politica/ddl-antisemitismo-piu-che-lotta-allodio-un-assist-politico-a-netanyahu.html" type="post" id="529333">avevamo</a> già scritto,</strong> il DDL 1004, meglio noto come &#8220;decreto legge sull&#8217;antisemitismo&#8221;, avanza a larghi passi verso l&#8217;approvazione in aula. È una storia già scritta, anche se non va sottovalutato il fatto che tra la partenza dell&#8217;iter legislativo e la sua (prossima) fine sono comunque intervenute modifiche non da poco: non si prevede più di bloccare manifestazioni che corressero il rischio di avere contenuti antisemiti (sai che pacchia, a vietare qualunque corteo), non sono più previsti procedimenti penali per eventuali espressioni antisemite, che nella vaghezza di questo DDL e della definizione IHRA su cui è basato sarebbero state facili da trovare o da inventare. Ultima ma non ultima, la decisione di Elly Schlein di schierare il Pd contro l&#8217;approvazione del decreto.</p>



<p>Importante per due ragioni. La prima è che la Schlein, da eurodeputata, nel 2017 votò a favore della risoluzione del Parlamento europeo che recepiva la definizione IHRA: il tempo e gli eventi, a quanto pare, hanno fatto il loro lavoro, e in definitiva solo gli stupidi non cambiano mai idea. E lo stesso ragionamento vale per il leader pentastellato Giuseppe Conte, che era capo del Governo che prese la stessa decisione a livello nazionale. Sono due &#8220;casi&#8221; che i pasdaran del DDL tirano spesso in ballo, in queste settimane. <strong>Dimenticando che il travaso della definizione IHRA da filosofia generale a norma di legge, come vogliono loro, in Europa finora è avvenuto solo in Romania. </strong>Noi saremmo i secondi. La seconda ragione è che, con la presa di posizione delle segreteria del Pd (per non parlare di M5S e sinistra radicale), il DDL diventa a tutti gli effetti il DDL della destra, replicando quanto avviene in gran parte dell&#8217;Europa, dove i migliori amici dell&#8217;Israele di Bibi Netanyahu sono appunto movimenti e partiti di destra, che spesso hanno alle spalle (anche se spesso distanti nel tempo) i fantasmi dell&#8217;antisemitismo &#8220;vero&#8221;, quello violento e razzista. </p>



<p>Adesso la senatrice Liliana Segre, dall&#8217;alto del suo magistero personale e morale, invita tutti ad approvare il decreto all&#8217;unanimità, &#8220;&#8230; nella consapevolezza che una lacerazione su un argomento così sensibile danneggerebbe l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e contribuirebbe ad alimentare un clima di intolleranza e di&nbsp;diffusione dell&#8217;odio&#8221;. Poi la senatrice aggiunge: &#8220;Grazie al buon lavoro svolto in Senato, sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale sia i divieti che comparivano in alcuni dei testi iniziali. Inoltre,&nbsp;<strong>il documento dell&#8217;IHRA che il DDL assume contiene questa inequivocabile precisazione: &nbsp;&#8216;Le manifestazioni [di antisemitismo] possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite&#8217;. </strong>Ciò detto, se per giungere a quella convergenza trasversale che ho sempre auspicato fosse &nbsp;necessario ribadire nel testo il medesimo principio sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica pur di salvaguardare un esito unitario&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Non si potrebbe dir meglio cosa più giusta di questa. Se non fosse per un piccolo aggettivo: &#8220;inessenziale&#8221;. Di fronte a una proposta di legge stravagante in Europa, <strong>criticata da decine di illustri costituzionalisti, </strong>respinta dalla Federazione nazionale della Stampa e temuta da decine di organizzazioni, oltre che basata sulla definizione IHRA a sua volta rifiutata da studiosi ebrei ed esperti di ebraismo di tutto il mondo e dal curriculum impeccabile con <strong>la Dichiarazione di Gerusalemme,</strong>na tutto diventa essenziale. Una legge che porterà &#8220;esperti&#8221; (quali? Scelti da chi? Sulla base di cosa? E chi valuterà il loro operato?) a fare corsi di educazione anti-antisemitismo agli studenti, alle forze armate, alle forze di polizia, ai magistrati? Una legge fortemente voluta da una serie di organizzazioni ebraiche del tutto rispettabili ma non sempre convincenti nei loro assunti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele, Hamas e il genocidio</h2>



<p>Facciamo un esempio: il <strong>Rapporto annuale sull&#8217;antisemitismo in Italia 2025</strong> del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), che era tra le associazioni (insieme con l&#8217;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane &#8211; UCEI, l&#8217;Unione Giovani Ebrei d&#8217;Italia- UGEI, l&#8217;International Holocaust Remembrance Alliance-IHRA, L&#8217;Associazione figli della Shoah). Nel Rapporto si legge che &#8220;nel corso dell’anno si sono registrati 963 episodi di antisemitismo, a fronte di 1492 segnalazioni ricevute. Questo dato rappresenta una crescita di circa il 10% rispetto allo scorso anno, del 100% rispetto al 2023 e di ben il 400% rispetto al 2022. Si tratta, dunque, di un trend in continua crescita&#8221;. Ci sarebbe piaciuto avere qualche informazione in più sui criteri sia di segnalazione degli episodi (chi segnala? Come?) sia della loro valutazione, del modo in cui li si identifica come episodi di antisemitismo vero e proprio. Ma non abbiamo ragioni per dubitare della validità dei dati. E della conclusione: gli episodi di antisemitismo sono in aumento.</p>



<p>Questo Rapporto, però, molti lo citano ma pochi devono averlo letto, altrimenti non sarebbero sfuggite certe affermazioni almeno discutibili. Eccone alcune. Per esempio la pagina 61, dove si nega il carattere genocidiario delle operazioni militari scatenate da Netanyahu dopo le stragi terroristiche condotte da Hamas il 7 ottobre del 2023, attribuendo per converso ad Hamas un piano di sterminio della popolazione ebraica e di cancellazione dello Stato di Israele. Per quanto riguarda Hamas, il suo statuto, i suoi progetti, sarebbe difficile non essere d&#8217;accordo. <strong>Ma le argomentazioni usate per assolvere Israele dall&#8217;accusa di genocidio sono risibili. </strong>Non ci sarebbe &#8220;un grande piano teorico circa la distruzione totale della controparte costituita da un intero gruppo etnico-religioso&#8221;? E le dichiarazioni a getto continuo di ministri in carica? Non ci sarebbe &#8220;un piano esecutivo operativo, dettagliato nei minimi particolari&#8221;? Quindi le azioni dell&#8217;IDF a Gaza, la distruzione sistematica del sistema scolastico, di quello sanitario, i colpi sulla popolazione civile sarebbero frutto del caso? Non ci sarebbe &#8220;un’ampia partecipazione di volontari civili&#8221;? E i setter in Cisgiordania che stanno facendo?</p>



<p>Andiamo avanti, pagina 65. Anche noi crediamo che dire che &#8220;il mondo sarebbe un posto migliore senza Israele&#8221; sia affermazione con forti connotati di antisemitismo. Ma subito dopo si legge: &#8220;L&#8217;affermazione della JDA (Dichiarazione di Gerusalemme, n.d.r.) secondo cui il BDS (Boicotta, disinvesti, sanziona, n.d.r.) non è antisemita contraddice la realtà empirica delle percezioni ebraiche contemporanee, <strong>dove l&#8217;82% degli ebrei europei ha valutato il boicottaggio di Israele e degli israeliani come antisemita&#8221;.</strong> Qui, onestamente, siamo ai limiti dell&#8217;assurdo. Boicottare e sanzionare l&#8217;Iran è anti-islamico? Boicottare e sanzionare la Russia è anti-ortodosso? Boicottare e sanzionare l&#8217;Italia sarebbe anti-cattolico? A torto o a ragione, gli Stati si boicottano e si sanzionano per ciò che fanno (nel caso di Israele, gli insediamenti illegali), non per ciò che sono. In più: davvero possiamo accettare che sia antisemita ciò che gli ebrei (e solo loro, evidentemente) giudicano tale? Diremmo che tutto ciò che un musulmano considera anti-islamico È anti-islamico? </p>



<p>Arriviamo infine a pagina74, dove il Rapporto, affrontando il tema delle <em>Narrazioni impazzite</em> (siamo, ovviamente, sulle stragi del 7 ottobre 2023), parla di &#8220;assoluta unilateralità&#8221;, per esporsi poi in affermazioni quasi incredibili: &#8220;I dati di base che informano il discorso sono di dubbia attendibilità. Il caso più clamoroso è quello delle stime dei morti a Gaza che provengono da una sola fonte – il Ministero della Sanità di Hamas – ossia da una fonte politica e non obiettivamente professionale. I dati sono dimostrabilmente falsi per eccesso, ma vengono riportati acriticamente da una fonte all’altra, incluse le Nazioni Unite, come se quest’ultima citazione attribuisse maggiore credibilità ai numeri&#8221;. Peccato che <strong>Israele abbia poi ufficialmente riconosciuto le stime dei morti avanzate da Hamas</strong>, com&#8217;era peraltro avvenuto anche in occasione delle precedenti operazioni militari condotte a Gaza; peccato quindi che il ministero della Sanità di Gaza sia assolutamente credibile, altro che &#8220;non obiettivamente professionale&#8221;.</p>



<p>E peccato infine che analisi condotte da personalità professionalmente inattaccabili abbiano (già prima del 2025) alzato l&#8217;asticella di morti di Gaza ben oltre la soglia (tra i 70 e i 75 mila) segnalata dal ministero della Sanità di Gaza e riconosciuta da Israele: <strong>più di 300 mila secondo lo studio di Yaakov Garb,</strong> professore di Sociologia per l’università Ben Gurion del Negev; 75 mila solo nei primi 16 mesi di guerra secondo <strong>la prestigiosa rivista medica britannica The Lancet</strong>; o i 110 mila morti di cui, già nell&#8217;ottobre del 2024, parlavano <strong>99 medici Usa che avevano lavorato nella Striscia</strong>, e che scrissero una lettera aperta a Joe Biden. Il paragrafo del Rapporto chiosa così: &#8220;Queste cifre affatturate hanno costituito la base principale dell’accusa di genocidio diretta contro Israele&#8221;. Affatturate?</p>



<p>E quindi, per concludere: sono queste le premesse ideologiche alla base del DDL? È questo ciò che verrà spiegato agli studenti, ai soldati, ai poliziotti, ai magistrati? È questa discreta distorsione della realtà <em>pro bono Israeli </em>ciò che dovrà essere protetto sotto l&#8217;egida (davanti a cui ci inginocchiamo rispettosi) dell&#8217;antisemitismo? Ci dispiace ma non possiamo accettarlo. Confermiamo che questo DDL pare fatto non tanto per eliminare l&#8217;odioso fenomeno dell&#8217;antisemitismo ma per fare un favore (noi e la Romania, unici in Europa) a Israele. E non all&#8217;Israele che tutti rispettiamo ma a questo Israele, quello di Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir, sui quali peraltro <strong>pesa il sospetto di aver sottostimato (e qualcuno pensa anche peggio) i piani genocidi di Hamas</strong>, così evidenti nella giusta analisi del Rapporto che abbiamo fin qui citato.</p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per il DDL: https://it.insideover.com/politica/la-bandiera-dellantisemitismo-e-la-sponda-con-israele-perche-il-ddl-non-ci-cambiera.html#google_vignette</p>



<p>Per la definizione IHRA: https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemitismo-dellalleanza-internazionale-per-la-memoria-dellolocausto</p>



<p>Per le critiche dei costituzionalisti: https://www.costituzionalismo.it/contro-lantisemitismo-o-contro-il-dissenso-sul-disegno-di-legge-in-tema-di-contrasto-allantisemitismo/</p>



<p>Per la Dichiarazione di Gerusalemme: https://www.assopacepalestina.org/2021/04/01/la-dichiarazione-di-gerusalemme-sullantisemitismo/</p>



<p>Per il Rapporto del CDEC: https://www.cdec.it/wp-content/uploads/2026/02/Rapporto-Antisemitismo-2025DEF.pdf</p>



<p>Per le ammissioni di Israele: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/israele-conferma-i-numeri-di-hamas-71-000-uccisi-dai-soli-attacchi-diretti-il-bilancio-reale-puo-arrivare-a-600-mila/8273505/</p>



<p>Per lo studio di Yaakov Garb: https://dataverse.harvard.edu/dataset.xhtml?persistentId=doi:10.7910/DVN/QB75LB</p>



<p>Per la ricerca di The Lancet: https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html</p>



<p>Per i 99 medici Usa: https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html</p>



<p>Per i sospetti su Netanyahu: https://www.corriere.it/esteri/26_settembre_27/cosa-sapeva-netanyahu-le-accuse-al-premier-mentre-israele-e-in-campagna-elettorale-858debc6-012a-456a-a7aa-04a90bda8xlk.shtml</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html">Si avvicina all&#8217;Aula il DDL in cui  l&#8217;antisemitismo c&#8217;entra poco e Israele c&#8217;entra tanto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La scommessa della Lombardia: le &#8220;Zone di Innovazione e Sviluppo&#8221; come hub di competitività</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-scommessa-della-lombardia-le-zone-di-innovazione-e-sviluppo-come-hub-di-competitivita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 11:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fare sistema nei territori e sviluppare capacità e competenze operative in campo economico favorendo la sinergia tra programmazione pubblica, investimenti privati, governance amministrativa, ricerca e valorizzazione del capitale umano: Regione Lombardia sta facendo avanzare il progetto delle Zone di Innovazione e Sviluppo con l&#8217;obiettivo di consolidare le sinergie territoriali dei vari distretti e promuovere la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-scommessa-della-lombardia-le-zone-di-innovazione-e-sviluppo-come-hub-di-competitivita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-600x393.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fare sistema nei territori e sviluppare <strong>capacità e competenze operative in campo economico</strong> favorendo la sinergia tra programmazione pubblica, investimenti privati, governance amministrativa, ricerca e valorizzazione del capitale umano: <strong>Regione Lombardia</strong> sta facendo avanzare il progetto delle <strong>Zone di Innovazione e Sviluppo</strong> con l&#8217;obiettivo di consolidare le sinergie territoriali dei vari distretti e promuovere la competitività di territori che si inseriscono nel quadro italiano ed europeo come trainanti per la crescita e la produttività. </p>



<p>Le Zis sono state delineate nel novembre 2025 dalla Giunta regionale di Milano presieduta da <strong>Attilio Fontana e sostenute dall&#8217;Assessorato allo Sviluppo economico con a capo Guido Guidesi,</strong> e stanno <a href="https://www.wired.it/article/zis-zone-innovazione-sviluppo-regione-lombardia/">entrando dalla fase ideativa a quella valutativa per un&#8217;eventuale definizione progettuale.</a> L&#8217;obiettivo è usare la leva della politica industriale regionale per favorire aggregazioni in grado di creare sinergie positive per i territori oggetto di valutazione per l&#8217;istituzione delle Zis, pensate come un fattore di aggregazione tra competenze e strutture eterogenee per ottimizzare risorse e accelerare l&#8217;ottenimento di risultati.</p>



<p><a href="https://diariodiac.it/fare-sistema-per-competere-partono-dalla-lombardia-le-zone-di-innovazione-e-sviluppo-zis/">La definizione ottimale l&#8217;ha data Diaro Diac</a>, sottolineando che nell&#8217;aspettativa della giunta lombarda le Zis dovrebbero emergere come &#8220;<strong>un modello sperimentale di organizzazione territoriale</strong>&#8220;. Ogni Zis, aggiunge Diario Diac, non sarebbe &#8220;una zona con incentivi automatici, ma un ecosistema in cui soggetti diversi lavorano insieme: imprese, università, centri di ricerca, enti pubblici. L’obiettivo è rafforzare la competitività attraverso collaborazione, conoscenza e visione condivisa&#8221;. L&#8217;obiettivo di Regione Lombardia è favorire le sinergie interne per accelerare la capacità dei distretti e degli <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lombardia-e-la-terza-economia-deuropa-il-traino-di-industria-e-competitivita.html" type="post" id="526229">hub produttivi di agganciarsi alle grandi rotte produttive nazionali ed europee.</a></p>



<p><strong><a href="https://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/news/news/9466/sei-zis-per-l-innovazione-in-lombardia-scopri-la-sperimentazione">Recente è la notizia che la prima Zis</a></strong> tra le sei ad aver presentato la propria candidatura per il riconoscimento come hub territoriale ha superato la prima fase di valutazione necessaria ad entrare in un contesto di approfondimento negoziale funzionale a capire come possa essere messa effettivamente a terra. Si tratta della Zis Meccatronica di Bergamo.</p>



<p>Parliamo di una Zis che ufficialmente è ipotizzata con il nome progettuale <strong>B.R.I.D.g.E. </strong>(Boosting Research &amp; Innovation for the Development of a Mechatronic Ecosystem) e destinata a essere sviluppata nell&#8217;area geografica centrata sul capoluogo orobico, che presiede alla terza provincia della Regione per popolazione, Pil e produzione industriale dopo Milano e Brescia, prevedendo come cuore pulsante la zona di innovazione del <strong>Kilometro Rosso, sito vicino all&#8217;Autostrada A4 &#8220;semiasse&#8221; dell&#8217;industria e della manifattura del Nord</strong> e sede del consorzio Intellimech. <a href="https://www.bergamonews.it/2026/09/25/la-zis-meccatronica-di-bergamo-e-la-prima-ad-accedere-alla-fase-operativa-ora-il-piano-strategico/924569/">Quest&#8217;ultimo, ricorda <em>Bergamo News</em>,</a> è il consorzio che ha proposto il progetto della Zis bergamasca della meccatronica, e la testata aggiunge che  &#8220;tra gli ambiti tecnologici al centro del progetto figurano robotica, automazione, interazione uomo-sistema, sostenibilità e gestione dei dati industriali&#8221;.</p>



<p>La Zis orobica non è, come detto, l&#8217;unica ad aver presentato la candidatura. Ci sono altri cinque progetti indicati dalla Regione come depositati presso l&#8217;Assessorato dello Sviluppo Economico, riguardanti, in due casi, Milano: il Milano Innovation District (Mind) è proposto come hub di una Zis dedicata al ramo sanitario e al comparto farmaceutico-biomedicale, mentre una seconda proposta centrata sul Made (nel quartiere della Bovisa) è a tema IA. Fuori Milano si segnalano le proposte di tre Zis: biomeccanica (Lecco), tecnologie agricola e transizione energetica (province di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova), tessile (Como-Varese). <strong>La sfida di consolidare produttività e crescita appare strategica e sistemica</strong> e in tal senso l&#8217;attivazione possibile delle Zis mira ad essere una prova di cooperazione tra soggetti diversi nei territori produttivi. <strong>La via indicata è quella del fare sistema per competere su scala internazionale: per un territorio di industria e produttività come la Lombardia</strong> questo è un obiettivo interno così come un dossier di &#8220;diplomazia economica&#8221; territoriale. Capire dove si costruirà il valore aggiunto del futuro e come diverse realtà possono compenetrarsi e rafforzarsi vicendevolmente valorizzando talenti, imprese, industria sarà una delle partite principali del progetto Zis.</p>
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		<title>FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Fregate Fremm]]></category>
		<category><![CDATA[US Navy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531005</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La U.S. Navy vuole ancora le fregate e Fincantieri resta in gara con le FREMM EVO. Attenzione però a non fare gli stessi errori della Constellation</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html">FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1008" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-600x295.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Fremm-EVO-iso-3.jpeg-scaled-1-1536x756.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La <strong>U.S. Navy</strong> sta ancora cercando un progetto per dotarsi di una classe di nuove fregate, secondo il programma <strong>FF(X)</strong>, dopo la chiusura del fallimentare esperimento della classe Constellation. Sono già al vaglio almeno tre progetti stranieri oltre a quello in partenariato misto, così come l&#8217;ipotesi di farle costruire all&#8217;estero, nell&#8217;ambito di uno studio che dovrebbe concludersi il mese prossimo.</p>



<p>Un ufficio di progettazione straniero non ancora specificato sta infatti procedendo parallelamente allo sviluppo della fregata FF(X) Flight I di <strong>HII Ingalls</strong> – annunciata alla fine dello scorso anno dopo la cancellazione della classe Constellation – <a href="https://news.usni.org/2026/09/27/hii-ffx-patrol-frigate-program-progressing-as-navy-considers-foreign-options">ha spiegato</a> giovedì il contrammiraglio <strong>Casey Moton</strong>, <em>Portfolio Acquisition Executive</em>, intervenendo a un simposio organizzato dall&#8217;American Society of Naval Engineers. L&#8217;ammiraglio Moton ha confermato che la fregata di HII ha superato la Critical Desing Review all&#8217;inizio dell&#8217;anno e che sono in corso attività di pre-produzione in collaborazione con HII Ingalls Shipbuilding. Ad aprile, la U.S. Navy ha assegnato un contratto preliminare da 282 milioni di dollari per l&#8217;approvvigionamento di componenti a lunga scadenza di consegna.</p>



<p>Insieme a questo progetto, la marina statunitense sta valutando anche la fregata lanciamissili giapponese <strong>classe Mogami</strong> (FFM) di Mitsubishi Heavy Industries, nonché le fregate lanciamissili sudcoreana <strong>classe Chungnam</strong> e turca <strong>classe Istanbul</strong>. Anche <strong>Fincantieri Marinette Marine</strong> – il cantiere navale responsabile della classe Constellation – è in lizza per costruire, questa volta, una variante per l&#8217;esportazione della fregata lanciamissili <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/fremm-evo-superata-la-critical-design-review.html">FREMM EVO</a></strong> presso i propri stabilimenti del Wisconsin, senza però apportare grosse modifiche al progetto originario: qualcosa che ha fatto lievitare i costi e allungare i tempi di consegna per la classe Constellation, generandone la cancellazione.</p>



<p>A quanto sembra, l&#8217;amministrazione statunitense e la U.S. Navy non intendono ricadere nei medesimi errori e, come riporta <em><a href="https://www.twz.com/sea/shipbuilder-behind-failed-constellation-class-wants-back-into-the-u-s-navy-frigate-game">The War Zone</a></em>, l&#8217;imperativo è accettare il design originale della nave e cominciare a lavorare su quello per avere delle unità da inserire nella flotta con tempistiche e costi adeguati. Risulta anche che la <strong>catena di approvvigionamento</strong> sviluppata dal cantiere navale Fincantieri Marinette per il programma Constellation potrebbe essere applicata al progetto FREMM EVO italiano con poche modifiche, evitando così le continue revisioni progettuali che hanno portato alla cancellazione delle Constellation. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;modello finlandese&#8221;</h2>



<p>Questo programma, che era stato avviato sotto i migliori auspici per avere una classe di fregata che la U.S. Navy non aveva in linea dai tempi della radiazione delle classe Oliver Hazard Perry, doveva originariamente essere molto simile alle FREMM che Fincantieri ha costruito per la Marina Militare italiana ma nel corso dello sviluppo della progettazione ha subito talmente tante modifiche che la Constellation finale condivideva solo il 15% del design con la FREMM originale. Questo ha causato ritardi e un <strong>aumento vertiginoso dei costi</strong> che hanno contribuito direttamente alla cancellazione del programma. </p>



<p>La U.S. Navy però, nonostante la valutazione di avere in servizio unità più piccole simili ai cutter della Guardia Costiera (classe Legend), continua a necessitare di unità di superficie di categoria fregata per compiti di scorta e pattugliamento. </p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense ad agosto ha inviato un memorandum al Segretario della Marina in cui, tra le varie raccomandazioni, chiedeva di affidarsi per l&#8217;acquisizione di nuove unità navali al “<strong>modello finlandese</strong>” in base alla quale i costruttori navali stranieri sarebbero tenuti a effettuare ingenti investimenti in aziende statunitensi e ad assumere manodopera americana nell&#8217;ambito di qualsiasi contratto futuro, anche qualora una prima tranche di unità venisse costruita all&#8217;estero. Questo ha dato impulso al già citato studio sulle fregate straniere attualmente in corso. </p>



<p><strong>Fincantieri Marinette potrebbe partire in vantaggio in questa nuova gara</strong> proprio perché la filiera produttiva era già stata stabilita negli Stati Uniti per le Constellation (e per altri programmi come le navi da sbarco di medie dimensioni &#8211; LSM) e questa volta, se il progetto FREMM EVO riuscirà davvero a non essere stravolto come per quello precedente, il colosso dell&#8217;industria navale italiano potrebbe vedere la costruzione delle nuove fregate per la U.S. Navy negli anni a venire.</p>



<p>Resta da vedere se la marina statunitense deciderà di procedere all&#8217;acquisizione di una delle navi straniere attualmente in fase di valutazione o se opterà per la proposta di Fincantieri o di altri cantieri navali: per quanto riguarda l&#8217;industria italiana, il rischio è che ci sia un&#8217;<strong>opposizione politica interna</strong> dopo il disastro delle Constellation, sebbene, come abbiamo sempre affermato, il fallimento di quel programma sia da imputare alle pesanti modifiche imposte al progetto originario di Fincantieri dalla U.S. Navy. </p>



<p>Affinché abbia successo, qualsiasi nuovo tentativo di sfruttare un progetto di fregata straniera già in produzione dovrà adottare misure concrete per evitare di incorrere nelle stesse problematiche relative alle modifiche progettuali che hanno caratterizzato la classe Constellation. In ogni caso, riteniamo che chiunque vincerà l&#8217;appalto, molto probabilmente si troverà a dover affrontare le annose <strong>difficoltà della cantieristica statunitense</strong> che, nonostante la recente iniezione di fondi, ancora non sono state risolte: la possibilità di <a href="https://it.insideover.com/difesa/navi-usa-costruite-allestero-dai-cantieri-e-da-parte-del-congresso-arriva-un-secco-no.html">trasferire all&#8217;estero la produzione navale nazionale</a> e addirittura di acquistare navi straniere, è stata infatti valutata proprio per cercare di avere più navi nel minor tempo possibile stante la situazione dei cantieri navali USA, alle prese con carenza di infrastrutture e personale specializzato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/ffx-per-la-u-s-navy-fincantieri-e-ancora-in-lizza.html">FF(X) per la U.S. Navy: Fincantieri è ancora in lizza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Garlasco, la procura di Pavia ipotizza test negativi sul Dna dei pedali mai trasmessi</title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/garlasco-la-procura-di-pavia-ipotizza-test-negativi-sul-dna-dei-pedali-mai-trasmessi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 19:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1088" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-1024x580.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-1536x870.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo la procura di Pavia, sui pedali della bici di Stasi nel 2007 furono fatti due test di controllo negativi mai trasmessi ai magistrati</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/garlasco-la-procura-di-pavia-ipotizza-test-negativi-sul-dna-dei-pedali-mai-trasmessi.html">Garlasco, la procura di Pavia ipotizza test negativi sul Dna dei pedali mai trasmessi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1088" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-1024x580.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-1536x870.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928171102362_82e12ae2bda13d475ffbc6646de0b52f-e1790608289541-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo quasi due anni di indagini, la nuova inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco si concentra su un aspetto degli accertamenti del 2007. <a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_28/garlasco-chiusa-inchiesta-ris-parma-stasi-sempio-803ff248-1b4b-4ad6-81a6-67331af3dxlk.shtml" type="link" id="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_28/garlasco-chiusa-inchiesta-ris-parma-stasi-sempio-803ff248-1b4b-4ad6-81a6-67331af3dxlk.shtml">Secondo quanto ricostruito dal <em>Corriere della Sera</em></a>, i magistrati guidati da <strong>Fabio Napoleone</strong> e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano ritengono che sul campione prelevato dai pedali della bicicletta di <strong>Alberto Stasi</strong>, condannato in via definitiva a 16 anni per l&#8217;omicidio di <strong>Chiara Poggi</strong>, siano stati effettuati due ulteriori test di controllo con esito negativo. Di questi test non ci sarebbe traccia negli atti.</p>



<p>Si tratta, allo stato attuale, di una tesi della pubblica accusa, tutta da appurare. Per quanto risulta, non vi sono persone indagate per questo specifico aspetto.</p>



<p>Il materiale, inizialmente ritenuto sangue, è uno dei sette elementi su cui si è fondata la condanna in Cassazione. <strong>Il campione fu prelevato l&#8217;11 settembre 2007 e, secondo la ricostruzione, una prima analisi diede un esito non utilizzabile</strong>, mentre una successiva restituì una quantità elevata di Dna compatibile con quello della vittima. I due controlli negativi sarebbero stati eseguiti il giorno seguente e non sarebbero mai stati trasmessi ai magistrati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La chiusura delle indagini</strong></h2>



<p>La <strong>procura di Pavia</strong> ha chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico di <strong>Andrea Sempio</strong> per l&#8217;omicidio di Chiara Poggi. Sempio è indagato e, come ogni persona sottoposta a indagini, è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva.</p>



<p>Dopo gli accertamenti integrativi disposti a fine maggio, i magistrati, <a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/09/delitto-garlasco-inchiesta-andrea-sempio-rinvio-a-giudizio-omicidio-chiara-poggi-alberto-stasi-indagini-da39f87a-57cd-482f-a556-25f698b2869f.html" type="link" id="https://www.rainews.it/articoli/2026/09/delitto-garlasco-inchiesta-andrea-sempio-rinvio-a-giudizio-omicidio-chiara-poggi-alberto-stasi-indagini-da39f87a-57cd-482f-a556-25f698b2869f.html">riferisce <em>Rai News</em></a>, hanno depositato nuovi atti, tra cui le consulenze sulla cosiddetta impronta della scarpa e sul Dna. È stato notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini, passaggio che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio.  Il procuratore Napoleone ha precisato che «nessuna richiesta di revisione della condanna di Stasi è mai stata rivolta al procuratore generale, che è e sarà tenuto informato di ogni aspetto di interesse».</p>



<p>Se non verrà chiesta una proroga, la procura trasmetterà al gip la richiesta di rinvio a giudizio o, in via puramente teorica, di archiviazione.</p>



<p><strong><em>Fonti</em>: </strong></p>



<p><strong><em>Cesare Giuzzi, «Garlasco, chiusa l’inchiesta su Sempio: “I Ris di Parma sapevano che Stasi era innocente già nel 2007, ma nascosero la prova del Dna sui pedali”», Corriere della Sera, 28 settembre 2026, </em></strong><a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_28/garlasco-chiusa-inchiesta-ris-parma-stasi-sempio-803ff248-1b4b-4ad6-81a6-67331af3dxlk.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_28/garlasco-chiusa-inchiesta-ris-parma-stasi-sempio-803ff248-1b4b-4ad6-81a6-67331af3dxlk.shtml</a>.</p>



<p><strong><em>«Garlasco, la Procura di Pavia chiude le indagini su Andrea Sempio per la seconda volta», Rai News, 28 settembre 2026, </em></strong><a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/09/delitto-garlasco-inchiesta-andrea-sempio-rinvio-a-giudizio-omicidio-chiara-poggi-alberto-stasi-indagini-da39f87a-57cd-482f-a556-25f698b2869f.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.rainews.it/articoli/2026/09/delitto-garlasco-inchiesta-andrea-sempio-rinvio-a-giudizio-omicidio-chiara-poggi-alberto-stasi-indagini-da39f87a-57cd-482f-a556-25f698b2869f.html</a>.</p>



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