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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2026 09:37:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Valentina Tamborra, &#8220;I Nascosti&#8221;: la video-installazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/valentima-tamborra-i-nascosti-la-video-installazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 21:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1357" height="890" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614.jpg 1357w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1357px) 100vw, 1357px" /></p>
<p>In occasione della dodicesima edizione di gARTen, il Parco di Villa Rovere a Correggio(RE) ospita I Nascosti di Valentina Tamborra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/valentima-tamborra-i-nascosti-la-video-installazione.html">Valentina Tamborra, &#8220;I Nascosti&#8221;: la video-installazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1357" height="890" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614.jpg 1357w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-e1780435114614-600x394.jpg 600w" sizes="(max-width: 1357px) 100vw, 1357px" /></p>
<p>In occasione della dodicesima edizione di <strong><em>gARTen</em></strong>, il <strong>Parco di Villa Rovere</strong> a <strong>Correggio (RE)</strong> ospita <strong><em>I Nascosti</em></strong>, video-installazione di <strong>Valentina Tamborra</strong>. L’autrice, più volte premiata per il suo lavoro di ricerca, presenta una nuova declinazione del progetto <em>I Nascosti </em>utilizzando la videoinstallazione per comporre un racconto corale: <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/akhat-terra-madre/sami-il-popolo-dei-ghiacci.html" type="link" id="https://it.insideover.com/reportage/societa/akhat-terra-madre/sami-il-popolo-dei-ghiacci.html">un viaggio fotografico e narrativo nel cuore dell’Artico</a>, che racconta il legame profondo tra il popolo Sami – ultimo popolo indigeno d’Europa – e la natura artica.</p>



<p>Realizzata in collaborazione con l’artista visuale e musicista <strong>Diego Ronzio,</strong> l’opera trova spazio all’interno della storica ghiacciaia, sita al centro del bosco di noccioli, riconvertita a luogo d’arte e cultura. Attraverso volti, testimonianze e paesaggi del Finnmark, la video-installazione accompagna il visitatore lungo il confine più settentrionale della Norvegia, da Tromsø a Capo Nord, restituendo la relazione profonda che lega il popolo Sami al territorio artico.</p>



<p>Le voci raccolte nel corso del viaggio si fondono agli <em>joik</em>, l’antica forma di canto tradizionale Sami, e ai suoni del tamburo sciamanico: elementi spirituali e identitari che per secoli sono stati repressi dai processi di cristianizzazione e di assimilazione culturale imposti dallo Stato norvegese. E proprio da una riflessione sul periodo della cristianizzazione parte il racconto: è la voce della nota attrice <strong>Federica Fracassi</strong> a leggere la Genesi secondo i sami, all’inizio dell’opera.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-519205" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-724x1024.jpg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-212x300.jpg 212w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-768x1087.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-1086x1536.jpg 1086w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1-600x849.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA-mostraVT-1.jpg 1357w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<p>Tra immagini, suoni, luce e silenzi, <em>I Nascosti</em> costruisce così una riflessione sul rapporto tra appartenenza, paesaggio e memoria collettiva. «Sono arrivata oltre il Circolo polare artico, nel Finnmark, per ascoltare la storia di chi per troppo tempo non ha avuto voce. Oggi provo a restituirla attraverso volti, parole, immagini, e non so se riuscirò a farlo nel modo migliore perché parlare delle storie altrui è complesso, ci si sente sempre in qualche modo inadeguati. C’è qualcosa però che mi fa sentire di poterci provare: vengo da un confine io stessa, ho imparato ben presto cosa significa stare ai margini», dichiara <strong>Valentina Tamborra</strong>.</p>



<p>Il progetto editoriale <em>I Nascosti</em> di <strong>Valentina Tamborra</strong> (Minimum Fax, 2024, con un testo di William T. Vollmann), vincitore del Premio Amato Lamberti per la Responsabilità Sociale 2025, nella categoria Diritti Umani, e finalista al Premio Editoriale Mariæ Nivis 1567, è parte di un percorso di incontro e conoscenza delle popolazioni che vivono l’Artico e che è partito dalle Isole Svalbard, con il progetto “Mi Tular – io sono il confine”, seguito da “Skrei il viaggio”, alle Lofoten e infine fra i Sami, nel Finnmark </p>



<p>La <strong>Ghiacciaia di Villa Rovere</strong> è visitabile liberamente il 6 e 7 giugno con orario 11:00 o nell’ambito delle visite guidate organizzate alla Villa e al giardino. Per informazioni: <a href="mailto:info.ideedigomma@gmail.com">info.ideedigomma@gmail.com</a></p>



<p><strong>Valentina Tamborra</strong> è nata a Milano, dove vive e lavora. Fotografa e giornalista, si occupa di reportage e di ritratto e nel suo lavoro unisce scrittura e immagine. Insegna all’Istituto Italiano di Fotografia a e tiene lezioni presso lo IED, la Naba, Scuola Holden. Ha collaborato e collabora con realtà umanitarie come AMREF, Medici Senza Frontiere, Emergenza Sorrisi e Croce Rossa Italiana. I suoi progetti sono stati oggetto di mostre a Milano, Roma, Venezia e Napoli. Nel 2018, ha vinto il Premio AIF Nuova Fotografia. <em>I Nascosti</em> è il terzo capitolo di una trilogia sull’Artico della quale fa parte il progetto <em>Skrei: il viaggio</em> (Silvana Editoriale 2020) e “<em>Mi Tular – io sono il confine”</em>. Per approfondimenti: <a href="http://www.valentinatamborra.com">www.valentinatamborra.com</a>, dove è possibile iscriversi alla sua newsletter (sezione contatti)</p>



<p>La dodicesima edizione di <strong><em>gARTen</em></strong>,per il secondo anno nella versione di “spazi in divenire”, si terrà il 6 e il 7 giugno 2026 nel parco di Villa Rovere (Via San Martino 3, Correggio) con orario 11.00-00:00 (ultimi ingressi 23:30) Nel suo nuovo formato, il festival si accompagna per due giorni a <em>bazART handmade market</em> organizzato dalla stessa associazione <strong>idee di gomma</strong>. Oltre al selezionato <em>bouquet</em> di artigiani che espongono, il parco si animerà di corsi creativi, momenti di riflessione, visite guidate storico-artistiche e botaniche, letture e atelier fotografici. Per informazioni: https://infoideedigomma.wixsite.com/idg-web/copia-di-bazart-garten-2025.</p>



<p><strong>VALENTINA TAMBORRA. <em>I Nascosti</em></strong></p>



<p><strong><em>Video-istallazione realizzata in collaborazione con Diego Ronzio</em></strong></p>



<p>Con la partecipazione di <strong>Federica Fracassi</strong></p>



<p>Parco di Villa Rovere, Ghiacciaia</p>



<p>Via San Martino 3, Correggio (RE)</p>



<p>6-7 giugno 2026</p>



<p>Orari: 11.00-23:30</p>



<p>Visite guidate storico-artistiche e botaniche su prenotazione: <a href="https://infoideedigomma.wixsite.com/idg-web/copia-di-bazart-garten-2025">https://infoideedigomma.wixsite.com/idg-web/copia-di-bazart-garten-2025</a></p>



<p><strong>Ingresso gratuito – offerta libera</strong></p>



<p><strong>INFORMAZIONI:</strong></p>



<p><strong><em>Associazione culturale idee di gomma</em></strong></p>



<p>Mail <a href="mailto:info.ideedigomma@gmail.com">info.ideedigomma@gmail.com</a></p>



<p>Sito  <a href="https://infoideedigomma.wixsite.com/idg-web">https://infoideedigomma.wixsite.com/idg-web</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/valentima-tamborra-i-nascosti-la-video-installazione.html">Valentina Tamborra, &#8220;I Nascosti&#8221;: la video-installazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggrappati alla manifattura: l&#8217;economia italiana non molla il suo salvagente</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/aggrappati-alla-manifattura-leconomia-italiana-non-molla-il-suo-salvagente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Export]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="702" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Industria riciclo della plastica (foto: Pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La manifattura continua a essere il salvagente dell'economia italiana. I dati positivi dell'indice S&#038;P raccontano un'Italia che regge.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/aggrappati-alla-manifattura-leconomia-italiana-non-molla-il-suo-salvagente.html">Aggrappati alla manifattura: l&#8217;economia italiana non molla il suo salvagente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="702" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Industria riciclo della plastica (foto: Pixabay)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/plastic-recycling-factory-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Crisi energetica, inflazione in aumento (sopra la linea di guardia del 3%), bond sotto l&#8217;assedio delle <a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html" type="post" id="518423">contingenze internazionali,</a> scenari commerciali ancora incerti&#8230; Ma c&#8217;è una certezza che l&#8217;economia italiana continua a mantenere: la <strong>manifattura</strong>. Dopo un periodo difficile tra il 2023 e il 2025, segnato principalmente dalla frizione con un rimbalzo post-pandemico energico e complesso, il 2026 sta per ora mostrando segni di ripresa della produzione industriale e della fiducia del comparto manifatturiero italiano e, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/industria-produzione-15percento-novembre-14percento-anno-AIVJhhs">dopo i dati macro sulla crescita del volume</a> di produzione, a inizio anno arriva l&#8217;indice manifatturiero S&amp;P a dare ulteriori elementi di conforto al sistema-Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;indice S&amp;P italiano è brillante</h2>



<p>A maggio l&#8217;indice manifatturiero è arrivato a 52,9 punti, un aumento rispetto ai 52,1 di aprile e ai 49,2 del maggio 2025. Si tratta di dati che non fotografano valori di output precisi ma <strong>mostrano il feeling delle imprese rispetto all&#8217;attesa per l&#8217;attività futura. </strong>Un indice sopra il 50 mostra la previsione di un&#8217;attività in espansione, un valore in crescita una possibilità di ulteriori miglioramenti. <strong>L&#8217;Italia è in controtendenza col resto d&#8217;Europa</strong>: il cosiddetto PMI manifatturiero è al massimo per l&#8217;Italia da quattro anni, superiore alla media europea, calata da 52,2 a 51,6 a maggio, e riconosce tendenze inverse rispetto a Spagna (da 51,7 a 51,2), Germania (da 51,4 a 50,1) e soprattutto Francia, scesa in territorio negativo: da 52,8 a 49,7.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come S&amp;P legge il dato italiano</h2>



<p>&#8220;Invertendo la tendenza al ribasso osservata ad aprile, le aziende manifatturiere italiane hanno segnalato a maggio un miglioramento nel volume degli ordini ricevuti. Sebbene solo marginale, il tasso di espansione è stato tra i maggiori negli ultimi quattro anni, con poco più di un quarto delle aziende che ha segnalato un rialzo&#8221;<a href="https://www.pmi.spglobal.com/Public/Home/PressRelease/aa02a35dae59499d90984e0016198fca">, ha commentato S&amp;P</a>, sottolineando come le aziende abbiano segnato un aumento della domanda collegata alla necessità di consolidare le scorte di sicurezza. L&#8217;economista Eleanor Dennison avverte che ci sono dei contro in questa tendenza: &#8220;questa è stata una delle più forti iniezioni di nuovi lavori in quattro anni&#8221;, ha commentato, notando che &#8220;le aziende <strong>hanno incrementato i volumi di produzione&#8221;.</strong> Certo, resta una ciclicità: le aziende operano per fare scorte ma l&#8217;Italia è un Paese di <strong>economia incentrata soprattutto sulla subfornitura e inserita in catene del valore più complesse,</strong> dunque il dato di crescita legato all&#8217;analoga restrizione tedesca, ad esempio, mostra un contesto complesso in cui a rallentare è il primo mercato del sistema-Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manifattura tra dazi e innovazione</h2>



<p>Resta pur vero che la manifattura italiana si sta comportando bene in questa fase e, al netto di <strong>tempeste energetiche, inflazione e barriere tariffarie, </strong>Roma sta vedendo una grande espansione dei suoi mercati. Ad aprile il rimbalzo rispetto al mese orribile del Liberation Day di Donald Trump del 2025 è stato notevole: +12,1% di export verso gli Usa, <a href="https://www.adnkronos.com/multimedia/news-to-go/export-italia-crescita-aprile-videonews_GW1hWA0vZ1ugcSVwmGUzZ">+11,3% verso l&#8217;Unione Europea.</a> Dopo il record di <strong>643 miliardi di euro nel 2025, <a href="https://it.insideover.com/economia/export-la-spinta-dellindustria-per-litalia-quarta-potenza-mondiale.html" type="post" id="433895">dato da quarta potenza globale,</a></strong> si preannunciano nuove prospettive <a href="https://italia-informa.com/export-extra-ue-italia-energia-dazi.aspx">positive per Roma</a>. E l&#8217;industria manifatturiera è in tal senso il fiore all&#8217;occhiello. Non che manchino diverse sfide. </p>



<p><strong>L&#8217;Italia deve, ad esempio, capire come gestire una strategia in cui sempre più l&#8217;automazione</strong> della produzione sfocerà nell&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale nelle fabbriche per capire se questi valori potranno essere difesi e consolidati. Ai margini della recente fiera Sps di Parma, l&#8217;ex segretario generale della Fim-Cisl e coordinatore di Base Italia, <strong>Marco Bentivogli</strong>, <a href="https://www.industriaitaliana.it/sps-industria-automazione-incentivi-bentivogli-anie-intelligenza-artificiale-manifattura-federmacchine/">ha dichiarato a <em>Industria Italiana</em> </a>che &#8220;il <strong> manifatturiero italiano pesa il 15% del Pil, ma genera il 95% dell’export e concentra il 35% degli investimenti</strong>. È il cuore competitivo del Paese. Ed è anche il terreno su cui si decide se l’Italia userà l’IA per rafforzare la propria base industriale o se la subirà come l’ennesima tecnologia importata&#8221;. Uno scenario da analizzare per capire se alle attuale contingenze positive seguiranno risultati strutturati altrettanto buoni. Ma la consapevolezza che la via per la prosperità del Paese passi per le fabbriche e la loro competitività è un dato assodato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/aggrappati-alla-manifattura-leconomia-italiana-non-molla-il-suo-salvagente.html">Aggrappati alla manifattura: l&#8217;economia italiana non molla il suo salvagente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sorpesa! La lotta all&#8217;evasione fiscale è un&#8217;eccellenza italiana. E vale la pena parlarne</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sorpesa-la-lotta-allevasione-fiscale-e-uneccellenza-italiana-e-vale-la-pena-parlarne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 04:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1169" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-1536x935.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-600x365.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sorpesa! La lotta all'evasione fiscale è un'eccellenza italiana di cui si parla troppo poco. L'Italia sta facendo strada.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sorpesa-la-lotta-allevasione-fiscale-e-uneccellenza-italiana-e-vale-la-pena-parlarne.html">Sorpesa! La lotta all&#8217;evasione fiscale è un&#8217;eccellenza italiana. E vale la pena parlarne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1169" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-1024x623.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-768x468.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-1536x935.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529163949260_74f6af80db704e931d6a93710a8da77a-600x365.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>evasione fiscale</strong>, si sa, è un problema atavico dell&#8217;Italia e da qualunque parte la si veda è inaccettabile e troppo alto il livello delle risorse che ogni anno sono <strong>sottratte al Paese</strong> da condotte scorrette, elusive o addirittura fraudolente volte a celare il dovuto al fisco da parte dei soggetti economici. Tutto vero e condivisibile. Parimenti, però, non va sottovalutato il fatto che da tempo c&#8217;è, in Italia, un consenso trasversale a livello istituzionale circa la necessità di fare il massimo per abbattere i danni di tale problema. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La lotta a un problema atavico</h2>



<p>Il direttore dell’agenzia delle Entrate <strong>Vincenzo Carbone</strong>, nella giornata di giovedì 28 maggio, ha ribadito il risultato di una sola delle misure introdotte, la più recente, da gennaio a maggio, ha detto carbone, &#8220;con l’entrata a regime dell’obbligo di abbinamento telematico tra registratori di cassa e Pos, è aumentato il flusso dei corrispettivi trasmessi al fisco dalle attività commerciali&#8221; portando a &#8220;un aumento della base imponibile di 5,3 miliardi&#8221;. Si tratta di dati ancora disaggregati e parziali il cui impatto reale sul <strong>contrasto alla quota di evasione fiscale residua</strong> dovrà poi essere letto su tempi più lunghi, ma quanto dichiarato da Carbone si inserisce in un trend consolidato.</p>



<p>Nel 2025, l&#8217;Agenzia delle Entrate ha recuperato, assieme alla divisione Riscossione,<strong> ben 36,2 miliardi di euro </strong>dal cosiddetto &#8220;tax gap&#8221;, oggi compreso tra i 98 e i 102 miliardi di euro l&#8217;anno secondo le stime della  <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/ministero/commissioni/rel_ev/documenti/pdf1_Relazione-evasione-fiscale-e-contributiva-2025_2310_ore1230.pdf">Relazione sull&#8217;economia non osservata e sull&#8217;evasione fiscale e contributiva del 2025</a> del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, e che comprende sia l&#8217;evasione propriamente detta che gli altri vuoti contributivi dovuti a atteggiamenti non elusivi. Si tratta di un aumento degli importi riscossi dell&#8217;8,4% sul 2024 e si consolida un sentiero di crescita iniziato nel 2018. Si segnala, in particolare, un dato importante legato all&#8217;attività preventiva: l&#8217;Agenzia delle Entrate, notano le statistiche consolidate dall&#8217;Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell&#8217;Università Cattolica di Milano, <strong><a href="https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_accertamento_e_riscossione.html">ha sfiorato i 6 miliardi di euro di riscossione</a></strong> tra la lotta alle frodi ai bonus edilizi (finti crediti evitati: 1,2 miliardi di euro) e in generale negli F24 (4,4 miliardi di euro) e il contrasto alle truffe internazionali e allo sfruttamento dell&#8217;immigrazione clandestina per dumping sul lavoro (1,1 miliardi di euro). </p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa alla riduzione dell&#8217;evasione</h2>



<p>&#8220;Anche in rapporto al Pil il 2025 segna un massimo storico, con il recupero totale all’1,6%, contro l’1,5% del 2024. In forte aumento soprattutto la componente strutturale, passata dall’1,3 all’1,4% del Pil&#8221;, <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-evasione-fiscale-cresce-il-recupero-strutturale">nota l&#8217;Osservatorio Cpi,</a> che segnala la crescita della capacità di riscossione nonostante la fine di misure di disclosure come la rottamazione delle cartelle esattoriali. Non è solo l&#8217;attività dell&#8217;Agenzia delle Entrate, chiaramente, a poter contrastare il fenomeno dell&#8217;evasione fiscale, dato che accertamenti e controlli ex post devono andare di pari passo con un&#8217;attività politico-istituzionale, sociale e culturale di eradicazione della cultura dell&#8217;evasione. Ebbene, nonostante la mole del problema, l&#8217;Italia ha fatto passi in avanti. </p>



<p>In dieci anni dal 2011 al 2021, l&#8217;evasione era scesa dal 23% al 15% del dovuto., mentre l&#8217;evasione propriamente detta, dal 2018 al 2022, ultimo anno per cui sono stati analizzati dati aggregati, è calata da 105,8 a 92,6 miliardi di euro. <strong>Un calo del 14,5% che pone l&#8217;Italia in posizione eccellente per raggiungere l&#8217;obiettivo del -15%</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html" type="post" id="518423"> promosso come target per il Piano nazionale di ripresa e resilienza</a> al 31 dicembre 2026. In generale,<a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/sogei-leo-da-lotta-all-evasione-dal-2023-recuperati-101-miliardi-nRC_28052026_1324_386871431.html"> il vice ministro dell&#8217;Economia Maurizio Leo ha ricordato</a> al recente convegno per i 50 anni di Sogei che lo Stato ha recuperato <strong>101 miliardi di euro</strong>, funzionali a investimenti, sanità, spesa sociale, istruzione e welfare, dal 2023 ad oggi: l&#8217;equivalente di oltre <strong>cinque manovre finanziarie</strong>. Per fare un paragone, nel 2006 l&#8217;evasione fiscale era <strong><a href="https://www.fiscooggi.it/portale/-/evasione-fiscale-recuperati-23-miliardi-nel-2006-e-2007">115 miliardi di euro (dell&#8217;epoca)</a></strong> a fronte di un recupero di più di una ventina da parte dello Stato. Un miglioramento, evidentemente, c&#8217;è stato. L&#8217;evasione resta una piaga, tra le più odiose, del sistema Paese. Ma una terapia di guarigione forse è stata prescritta. E tante piccole nuove ricette aiutano a strutturarla.</p>
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		<title>Superhisen, chi sono i cinesi che puntano su Giochi Preziosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/superhisen-chi-sono-i-cinesi-che-puntano-su-giochi-preziosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 04:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-600x424.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cinese Superhisen è pronta a diventare azionista di maggioranza di Giochi Preziosi con un aumento di capitale da 80 milioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1356" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-1024x723.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-1536x1085.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101628296_a1f9ba7213fd9862221124df580461f3-600x424.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si chiama <strong>Superhisen Corporation</strong> ed è il gruppo cinese pronto a prendere il controllo di <strong>Giochi Preziosi</strong>, azienda leader del mercato italiano nel <strong>settore dei giocattoli</strong>. Già uno dei suoi più importanti fornitori della catena <em>toys,</em> pare che Superhisen abbia firmato un <strong>memorandum d&#8217;intesa</strong> con la famiglia Preziosi a capo della società italiana. La notizia è stata riportata dal <em>Corriere della Sera</em> ed è subito rimbalzata negli ambienti finanziari che contano. Non solo perché in molti si sono chiesti chi diavolo fossero gli asiatici pronti a subentrare a Enrico Preziosi, ma anche perché alcuni hanno letto l&#8217;intera vicenda come l&#8217;ennesima svendita del <em>Made in Italy</em> a player stranieri. </p>



<p>La realtà è un po&#8217; più complessa. Intanto perché non si tratta di un&#8217;acquisizione completa: Superhisen parteciperebbe a un aumento di capitale dal valore di circa <strong>80 milioni di euro</strong>, così da raggiungere la <strong>maggioranza </strong>di Giochi Preziosi &#8211; insieme ad altri non meglio noti “investitori istituzionali internazionali” &#8211; salvare i conti dell&#8217;azienda italiana e sostenere, da protagonisti assoluti, un <strong>piano di rilancio</strong>. </p>



<p>La firma di un accordo vincolante tra le parti dovrebbe arrivare a breve. Quando arriverà la fumata bianca &#8211; dovrebbe essere una questione di giorni – i cinesi prenderanno il centro della scena al posto di <strong>Enrico Preziosi</strong>, l&#8217;imprenditore che aveva fondato Giochi Preziosi nel 1978.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giochi Preziosi verso i cinesi di Superhisen</h2>



<p>Giochi Preziosi si è imposta nel settore dei giocattoli lanciando marchi iconici come Gormiti, Cicciobello, Winx e Canta Tu. L&#8217;<strong>Italia</strong> è il suo campo di battaglia principale, ma il gruppo è attivo in sei Paesi totali e risulta essere particolarmente attivo in <strong>Spagna </strong>dove, nel 2019, ha acquisito la rivale <strong>Famosa</strong>. </p>



<p>Il successo accumulato nel corso degli ultimi decenni dalla creatura di Preziosi si è tuttavia scontrato con una serie di difficoltà iniziate con la <strong>pandemia </strong>e poi proseguite con le numerose tensioni che hanno toccato le <strong>filiere globali</strong>, oltre che con l&#8217;aumento dei <strong>costi della logistica</strong> e dei prezzi delle <strong>materie prime</strong>. </p>



<p>Per chi, come Giochi Preziosi è fortemente legata alla <strong>produzione asiatica</strong>, si è trattato di una vera e propria tempesta perfetta, che ha pesato sulla situazione finanziaria del gruppo. L&#8217;azienda ha avviato un percorso di ristrutturazione per ridefinire il debito e la struttura. Gli ultimi dati diffusi sempre dal <em>Corsera</em>, e relativi alla fine del 2025, fotografano una situazione delicatissima: la capogruppo deve fare i conti con un patrimonio negativo per 217 milioni, una perdita di esercizio di 97 milioni e <strong>410 milioni di debiti.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-518666" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528101706882_b04f7897ecdd60df1585ee8e5913dce8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Enrico Preziosi (a sinistra)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il Dragone attratto dai giocattoli</h2>



<p>Sembrano lontanissimi i tempi in cui la <strong>Cina </strong>era sinonimo dei giocattoli prodotti per conto dei colossi occidentali. Oggi il Dragone ha cambiato registro, <a href="https://it.insideover.com/economia/obiettivo-di-xi-crescita-di-qualita-ecco-la-nuova-mappa-delleconomia-cinese.html">la sua economia è in crescita</a> e, al netto di qualche rallentamento più o meno fisiologico, ha iniziato a dettare le regole del gioco in più ambiti, dall&#8217;automotive alla manifattura. </p>



<p>Giochi Preziosi è dunque l&#8217;ennesima occasione che Pechino intende sfruttare, non solo per questioni economiche, ma anche per migliorare ulteriormente il proprio posizionamento in un settore, quello dei giocattoli, che sta dando molte soddisfazioni al governo cinese. Emblematici i casi di <strong>Pop Mart</strong> (<a href="https://it.insideover.com/societa/pop-mart-il-nuovo-re-dei-giocattoli-made-in-china.html">l&#8217;inventore di Labubu</a>) e <strong>Miniso</strong>, <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideasia-lascesa-di-miniso.html">che hanno ormai fatto</a> breccia nel cuore dei consumatori internazionali. </p>



<p>La rivista <em>Fortune</em> ha comunque scritto che la vicenda Giochi Preziosi-Superhisen non viene letta dai mercati con una mera cessione societaria, quanto piuttosto come una specie di <strong>integrazione industriale</strong> tra produzione e distribuzione. Che cosa aspettarsi, dunque, dall&#8217;avvento dei cinesi? L&#8217;ipotesi più accreditata parla di una fusione tra la <strong>capacità produttiva</strong> di Superhisen e la <strong>rete commerciale e distributiva</strong> di Giochi Preziosi in Europa. Certo, il gruppo cinese non vede l&#8217;ora di ottenere un accesso prioritario e diretto al mercato europeo attraverso un marchio già noto e consolidato come quello della famiglia Preziosi.</p>
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		<title>La Cina e l&#8217;energia, le sfide per l&#8217;industria europea. Parla Guido Guidesi (Regione Lombardia)</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-lenergia-le-sfide-per-lindustria-europea-parla-guido-guidesi-regione-lombardia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 23:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518823</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E"nergia, tecnologia e industria sono strettamente legate: se restiamo indietro su uno di questi fronti, perdiamo terreno sugli altri".  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-lenergia-le-sfide-per-lindustria-europea-parla-guido-guidesi-regione-lombardia.html">La Cina e l&#8217;energia, le sfide per l&#8217;industria europea. Parla Guido Guidesi (Regione Lombardia)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Guido-Guidesi-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Assessore Guidesi, oggi i temi più urgenti per la competitività europea sembrano essere due: il confronto commerciale con la Cina e la crisi energetica. Da dove partire?</strong></p>



<p>&#8220;Sono due temi distinti ma profondamente interconnessi, perché incidono entrambi sulla capacità dell’Europa di rimanere competitiva sul piano industriale. Sul fronte del confronto con la Cina, è evidente che oggi subiamo una pressione molto forte in numerosi settori, non solo nell’automotive ma anche nella componentistica e in molte filiere produttive strategiche.</p>



<p>Il problema è che questo confronto non è stato finora affrontato con sufficiente determinazione: servirebbe un’azione europea più incisiva, soprattutto sul piano dell’anti-dumping, per evitare che pratiche commerciali aggressive compromettano il nostro sistema produttivo. Inoltre, alcune scelte regolatorie europee — penso ad esempio al settore automotive — rischiano di trasformarsi, come noto da tempo, in un vantaggio competitivo per i nostri concorrenti&#8221;. </p>



<p><strong>E sul fronte energetico, quanto pesa oggi la crisi?</strong></p>



<p>&#8220;Il tema energetico è probabilmente ancora più pervasivo, perché non riguarda solo le imprese ma l’intero sistema economico e sociale. L’energia oggi è uno dei principali fattori di inflazione: incide direttamente sulle bollette delle famiglie, sui costi di produzione delle imprese e, di conseguenza, sui prezzi finali. Questo significa che il problema non si limita al costo dell’energia in sé, ma si traduce in una riduzione del potere d’acquisto dei cittadini e in una pressione crescente sui consumi. Se le famiglie spendono di più per energia e carburanti, hanno meno risorse per il resto, e questo rallenta l’economia nel suo complesso&#8221;. </p>



<p><strong>C’è il rischio di una nuova fase inflattiva come quella recente?</strong></p>



<p>&#8220;Sì, ed è una prospettiva che considero molto preoccupante. La differenza rispetto al passato è che oggi partiamo già da un livello di prezzi più elevato, perché abbiamo alle spalle un periodo inflattivo che si è in parte stabilizzato. Ma “stabilizzato” non significa che i prezzi siano tornati indietro: significa che l’aumento si è consolidato. Se dovessimo affrontare un nuovo ciclo simile a quello tra il 2022 e il 2023, l’impatto potrebbe essere ancora più pesante, sia per le imprese — soprattutto quelle energivore — sia per le famiglie, con un rischio concreto di contrazione dei consumi interni. Se non si prende consapevolezza di questo, si rischia di sottovalutare l’impatto economico e sociale della crisi energetica. E due anni di difficoltà in un contesto già provato possono avere effetti molto pesanti sulla tenuta del sistema economico.</p>



<p><strong>Quali strumenti dovrebbe mettere in campo l’Unione Europea?</strong></p>



<p>&#8220;L’Europa ha già dimostrato, durante la pandemia, di saper reagire con strumenti efficaci: penso alle garanzie sul credito, agli incentivi agli investimenti, agli interventi che hanno permesso alle imprese di sopravvivere durante la sospensione delle attività. Oggi servirebbe un approccio analogo. Invece alcune proposte, come quella di utilizzare i fondi di coesione contro la crisi energetica, come proposto dal commissario Fitto, non sono realistiche: si tratta di risorse già programmate, con vincoli precisi e finalità definite. Pensare di usarle per affrontare l’emergenza energetica significa, di fatto, rischiare di non voler risolvere davvero il problema&#8221;. </p>



<p><strong>Sul piano energetico, si parla molto del nuovo nucleare. Qual è la sua posizione in materia?</strong></p>



<p>&#8220;Inevitabile ragionare in termini di diversificazione delle fonti e di innovazione. La domanda di energia è destinata a crescere e dobbiamo essere pronti con soluzioni nuove. Per questo stiamo sostenendo progetti innovativi, anche attraverso startup e incubatori universitari, con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie energetiche. Abbiamo importanti ritardi da colmare, e riuscire a farlo sarà decisivo&#8221;.</p>



<p><strong>Questo ritardo può compromettere la competitività industriale europea?</strong></p>



<p>&#8220;Assolutamente sì. Energia, tecnologia e industria sono strettamente legate: se restiamo indietro su uno di questi fronti, perdiamo terreno sugli altri. Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso: ritardi nelle scelte energetiche portano a costi più alti, che riducono la competitività industriale, che a sua volta limita la capacità di investire in innovazione. Nel frattempo, altri attori globali avanzano molto più rapidamente&#8221;. </p>



<p><strong>E gli investimenti in difesa?</strong></p>



<p>&#8220;Non compenseranno mai i vuoti di altri settori industriali e poi parliamoci chiaro per esempio: le auto si facevano e si vendevano, le armi se si fanno che succede? A me la guerra spaventa, io ne ho paura e forse ci vorrebbe più forza dalla politica e meno forza dalle armi&#8221;.</p>



<p><strong>Regione Lombardia da tempo opera una propria “diplomazia” con collettività affini fuori dall’Italia che insiste molto anche sul rilancio del ruolo dei territori all’interno dell’Europa. Che scenari vede a riguardo?</strong></p>



<p>&#8220;Credo che l’Europa possa funzionare davvero solo se si costruisce a partire dai territori. Le regioni europee spesso condividono le stesse esigenze produttive, anche se appartengono a Stati diversi. Quando territori come Lombardia, Baviera o Catalogna si confrontano, emerge la possibilità di creare sinergie e complementarità nelle filiere industriali. Questo è il modo corretto di affrontare la competizione globale: non mettendoci in concorrenza tra di noi, ma rafforzando il sistema europeo nel suo complesso. Del resto, in un continente dove i giovani nascono sentendosi europei credo che l’attività dei territori mostri il vero spirito di un continente che può mantenersi innovativo, competitivo e produttivo&#8221;.</p>



<p><strong>L’Europa dovrebbe ascoltare maggiormente la voce dei suoi giovani?</strong></p>



<p>&#8220;Sicuramente. Le nuove generazioni vivono già in una dimensione europea. Per un giovane è naturale studiare o lavorare in un altro Paese, senza percepirlo come un trasferimento ma come un’opportunità. La politica, invece, spesso è ancora ancorata a logiche nazionali. Questo crea una distanza tra istituzioni e realtà sociale che, nel tempo, rischia di diventare un problema&#8221;. </p>



<p><strong>In conclusione, qual è il rischio principale per l’Europa oggi?</strong></p>



<p>&#8220;Il rischio è quello di trovarsi davanti a una combinazione di fattori estremamente critica: perdita di competitività industriale, pressione energetica persistente e crescente esposizione alla concorrenza globale, in particolare cinese. Se non si interviene subito, iniziando da una deregolamentazione che liberi le imprese e le lasci libere di agire e innovare senza strade omologate e imposizioni che diventano assist ai concorrenti, le conseguenze possono essere molto pesanti, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-lenergia-le-sfide-per-lindustria-europea-parla-guido-guidesi-regione-lombardia.html">La Cina e l&#8217;energia, le sfide per l&#8217;industria europea. Parla Guido Guidesi (Regione Lombardia)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mps-Bpm, scalda i motori il Terzo Polo bancario</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/mps-bpm-scalda-i-motori-il-terzo-polo-bancario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 05:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Banco BPM]]></category>
		<category><![CDATA[Monte dei Paschi di Siena (Mps)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La fusione Mps-Bpm potrebbe aprire un importante rodeo tra politica e finanza e far rileggere criticamente molte scelte di ieri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/mps-bpm-scalda-i-motori-il-terzo-polo-bancario.html">Mps-Bpm, scalda i motori il Terzo Polo bancario</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Banche-il-terzo-polo-ora-e-un-progetto-tutti-gli-occhi-su-Mps-Banco-Bpm-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All&#8217;ombra della riconferma del Ceo Luigi Lovaglio, avvenuta ad aprile, <strong>Monte dei Paschi di Siena</strong> punta su una strategia realista di espansione e la via della convergenza con <strong>Banco Bpm appare sempre più solida</strong> dopo i rumors che iniziano a far emergere la prospettiva di un dialogo per una fusione tra Rocca Salimbeni e Piazza Meda. Sarebbe la nuova tappa del risiko bancario italiano e sarebbe, soprattutto, uno scenario strategico tutto da attenzionare per capire le nuove dinamiche del risparmio e della crescita finanziaria del sistema-Paese. Appare chiaro che la <em>pax </em>senese imposta dalla riconferma di Lovaglio, la rottura dell&#8217;asse tra i dioscuri Delfin e Caltagirone, primi azionisti di Mps, registi della scalata a Mediobanca e a lungo desiderosi di portare la partita fino alla torre più alta di Assicurazioni Generali, la convergenza dei fondi internazionali sul ritorno in sella del Ceo licenziato dalla banca e poi riportato in campo dagli azionisti e le mutate condizioni di mercato in Italia e non solo <strong>spingano gli istituti su linee prettamente realiste.</strong></p>



<p>La fusione Mps-Bpm, a rigor di logica, non sarebbe nemmeno impossibile e potrebbe garantire una discreta complementarietà territoriale tra i territori di riferimento del più antico istituto del mondo e quelli della banca nata sull&#8217;asse Milano-Verona. Nel quadro del consolidamento europeo, non sarebbe un&#8217;operazione avventurosa come la triangolazione Mps-Mediobanca-Generali di cui si è a lungo parlato e creerebbe un pool di azionisti composito. &#8220;La fusione tra Mps e Bpm darebbe vita al&nbsp;<strong>terzo polo bancario</strong>, ma, secondo i calcoli di&nbsp;<strong>Bnp Paribas</strong>, si tratterebbe del&nbsp;<strong>secondo per asset</strong>&nbsp;(450 miliardi di euro), con un 15% di market share nei prestiti, il 13% nei depositi, 2.900 filiali e 10 mila clienti&#8221;, <a href="https://www.orafinanza.it/it/azioni-banco-bpm-scalda-i-motori-per-l-m-and-a-con-mps">nota <em>Ora Finanza,</em></a> stimando un valore di questo istituto in Borsa pari a 50 miliardi di euro, la metà di quanto capitalizzino oggi le dominatrici di Piazza Affari, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Un Terzo Polo fatto e finito, potenzialmente competitivo. Ma è qui che iniziano i&#8230;&#8221;ma&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rodeo tra politica e finanza</h2>



<p>Le fusioni tra banche non sono mai un processo meccanico e impongono scelte. L&#8217;Antitrust impone la cessione di quote di filiali: fu così, ad esempio, quando Intesa assorbì Ubi tra il 2020 e il 2021 e Bper subentrò su molte sedi per motivi di concorrenza. I rapporti gestionali diventano equilibri complessi: in casa Ubi, prima della scalata di Ca&#8217; dei Sass era celebre, ad esempio, il dualismo tra soci bresciani e bergamaschi. Soprattutto, Mps-Bpm sarebbe un <strong>vero e proprio salotto buono. Avrebbe dentro Delfin e Caltagirone, ex alleati ora fratelli-coltelli;</strong> avrebbe dentro il <strong>governo italiano</strong> che proprio su Bpm si è mosso nel 2025 prevenendo la scalata ad opera di Unicredit; ci sarebbe anche il primo azionista di Piazza Meda, Credit Agricole. La Banque Verte, la cui filiale italiana è tra i primi dieci gruppi bancari italiani, ha quasi il 23% di Bpm ed ha potuto espandersi proprio perché, ironia della sorte, <a href="https://it.insideover.com/economia/roma-ha-fermato-milano-unicredit-si-ritira-da-banco-bpm.html" type="post" id="479097">Roma ha fermato Milano spingendo per il golden power su Unicredit come se fosse un attore straniero.</a> Vedere il terzo polo italiano con un primo azionista transalpino sarebbe una particolare eterogenesi dei fini, anche se la Bpm con Agricole in cabina di regia ha approvato proprio il ritorno di Lovaglio a Mps, e del resto anche il governo Meloni resta azionista del Monte in attesa di capire se rimettere a mercato la quota.</p>



<p>La prospettiva è che la fusione Mps-Bpm possa aprire un importante rodeo tra politica e finanza e un <strong>complesso equilibrio che potrebbe far rileggere criticamente molte scelte di ieri</strong>, e soprattutto per un esecutivo che cerca di districarsi tra difficoltà politiche e un <a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html" type="post" id="518423">rapporto teso con la finanza internazionale </a>questo è un tema da tenere in considerazione. La sfida delle signorie finanziarie, però, non accenna a perdere di intensità. Le banche tricolori smentiscono l&#8217;idea di un Paese immobile. Staremo a vedere se il nuovo capitolo del Monte porterà in dote una convergenza di cui sulla carta si ragiona da molto tempo ma che mai finora ha potuto concretizzarsi.</p>
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		<title>Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1536x1087.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-600x425.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Milan del fondo statunitense RedBird si trova nuovamente in fase di rivoluzione societaria, dopo l'ennesimo fallimento sportivo. Alla base dei problemi rossoneri c'è soprattutto una società più interessata al lato mediatico che a quello tecnico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html">Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1359" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1024x725.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-768x544.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-1536x1087.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/milan-600x425.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quarto anno dell&#8217;era Cardinale al Milan, terza rivoluzione societaria. <strong>Il disastro del finale di stagione</strong>, che ha visto il club rossonero scivolare fuori dalla zona Champions League, ha subito sortito pesanti conseguenze per il management: esonerato l&#8217;allenatore <strong>Massimiliano Allegri</strong>, ma licenziati anche il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l&#8217;amministratore delegato <strong>Giorgio Furlani</strong>.</p>



<p>E potrebbe non essere finita qui, perché a luglio potrebbero essere ceduti sia <strong>Adrien Rabiot</strong>, centrocampista pupillo di Allegri, che <strong>Rafael Leão</strong>. Secondo la <em>Gazzetta dello Sport</em>, anche il regista ed ex Pallone d&#8217;Oro <strong>Luka Modrić</strong> potrebbe andarsene: il mese prossimo disputerà il Mondiale con la Croazia, ma, all&#8217;alba dei 41 anni, potrebbe decidere di ritirarsi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🔴⚫️ AC Milan have sacked all key figures at the club after missing UCL qualification.<br><br>❌ Massimiliano Allegri<br>❌ CEO Giorgio Furlani<br>❌ Director Igli Tare<br>❌ Head of Scouting Geoffrey Moncada <a href="https://t.co/OPYrzn7sj4">pic.twitter.com/OPYrzn7sj4</a></p>&mdash; Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) <a href="https://x.com/FabrizioRomano/status/2058947675890843660?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un fallimentare dejà vu</h2>



<p>Meno di un anno fa, dopo aver chiuso all&#8217;ottavo posto in Serie A, restando fuori da tutte le coppe europee,<strong> il Milan varava un nuovo progetto tecnico</strong>, assumendo l&#8217;ex Lazio Igli Tare come ds e facendo tornare in panchina Allegri. A dispetto dell&#8217;età e di una stagione precedente da comprimario al Real Madrid, Modrić era stato individuato come nuovo pilastro della squadra, e infatti in rossonero ha giocato praticamente tutte le partite in cui è stato a disposizione, senza venire quasi mai sostituito.</p>



<p>Ma per i tifosi del Milan, questa situazione sa di già visto. Il fondo statunitense <strong>RedBird Capital</strong>, guidato da Gerry Cardinale, ha rilevato la proprietà del club nell&#8217;estate del 2022, poco dopo la conquista del 19° Scudetto della storia rossonera, riconfermando l&#8217;organigramma che aveva conquistato il titolo. Un anno dopo, venivano allontanati <strong>Paolo Maldini</strong> e <strong>Frederic Massara</strong>, rispettivamente direttore tecnico e direttore sportivo, da molti ritenuti gli artefici principali dello scudetto. L&#8217;ex attaccante Zlatan Ibrahimović assumeva invece un ruolo di consulenza.</p>



<p>Al termine di una stagione senza trofei, però, l&#8217;allenatore Stefano Pioli veniva sollevato dal suo incarico e sostituito col portoghese <strong>Paulo Fonseca</strong>, un profilo che era sembrato fin da subito un ripiego, vista le difficoltà ad accordarsi con nomi più graditi ai tifosi, quali Antonio Conte e Roberto De Zerbi. Nonostante oltre <strong>70 milioni di euro spesi in nuovi giocatori</strong>, il Milan visse una stagione travagliata: Fonseca venne esonerato dopo 18 partite e sostituito con il connazionale <strong>Sergio Conceição</strong>, che però si rivelò incapace di fare cambiare rotta alla squadra.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">I tifosi dell’<a href="https://x.com/hashtag/ACMilan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ACMilan</a> hanno esposto uno striscione contro Gerry <a href="https://x.com/hashtag/Cardinale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Cardinale</a> anche fuori da Casa <a href="https://x.com/hashtag/Milan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Milan</a>. La security è intervenuta prontamente per togliere immediatamente lo striscione e provare a “cancellare” la contestazione (comunque pacifica va sottolineato) verso il Patron <a href="https://t.co/eOrUqLRwxY">pic.twitter.com/eOrUqLRwxY</a></p>&mdash; Nicolò Schira (@NicoSchira) <a href="https://x.com/NicoSchira/status/2058884666027811217?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un club che naviga a vista</h2>



<p>Le rivoluzioni continue denotano una cronica incapacità progettuale da parte della società rossonera, e non fanno che accrescere le voci che vorrebbero che Cardinale cedesse il controllo del club a un nuovo proprietario. Uno degli esempi più discussi dei problemi del Milan è quello che riguarda <strong>il mai chiarito ruolo di Ibrahimović</strong>: ufficialmente è solo un consulente e un intermediario tra RedBird e la dirigenza milanista, ma secondo vari insider avrebbe molta più influenza sulle decisioni di quanto non si direbbe.</p>



<p>Davanti a un management completamente azzerato, l&#8217;ex centravanti svedese <strong>è l&#8217;unica figura rimasta al suo posto</strong>, e anzi potrebbe ottenere ancora più libertà d&#8217;azione, in attesa che vengano definiti i nuovi ruoli dirigenziali. L&#8217;importanza di Ibrahimović nel Milan, però, più che tecnica è mediatica. In un club glorioso ma da tempo in declino, soprattutto in Europa, e senza più una chiara identità sportiva, lo svedese rappresenta da solo <strong>un brand di fama globale con più di 63 milioni di follower</strong> su Instagram. È inoltre estremamente popolare negli Stati Uniti, Paese in cui ha sede RedBird, grazie alla sua esperienza da giocatore nei Los Angeles Galaxy.</p>



<p>Il problema del Milan sembra essere essenzialmente questo: la proprietà ha idee chiare sul fronte dei media, ma non su quello sportivo. Si prediligono giocatori che costano poco, e spesso non si riesce a raggiungere il primo obiettivo di mercato, così bisogna ripiegare su uno secondario. Non si riesce a valorizzare i talenti presenti in squadra, e anzi spesso si corre il rischio di svalutarli. È successo con Theo Hernández e Leão, e potrebbe accadere pure con <strong>Ardon Jashari</strong>, talento svizzero-albanese pagato 36 milioni di euro la scorsa estate ma poi relegato al ruolo di riserva. </p>



<p>Attirare <strong>l&#8217;interesse del pubblico statunitense</strong>, sfruttando l&#8217;onda del Mondiale di questa estate, sembra essere la priorità di RedBird. Lo dimostra non solo il caso Ibrahimović, ma anche quello di <strong>Christian Pulisic</strong>, stella della Nazionale americana, in rossonero dall&#8217;estate del 2023. Il suo apporto in queste stagioni è stato sicuramente positivo, ma nel 2026 non ha segnato neppure un gol, pur riuscendo a mantenere un ruolo da titolare nella squadra. Diventa allora necessario chiedersi cosa ne sarà del Milan, dopo che la Coppa del Mondo sarà terminata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economy/il-milan-riparte-da-zero-la-crisi-ciclica-di-un-modello-di-business-scollegato-dal-successo-sportivo.html">Il Milan riparte da zero: la crisi ciclica di un modello di business scollegato dal successo sportivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>C&#8217;eravamo tanto amati. Il Financial Times (e non solo lui) boccia l&#8217;Italia di Giorgia Meloni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 05:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1167" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-600x365.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pnrr, il Financial Times "boccia" l'Italia: fine della luna di miele con Meloni? Gli scenari per l'Italia che sarà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ceravamo-tanto-amati-il-financial-times-e-non-solo-lui-boccia-litalia-di-giorgia-meloni.html">C&#8217;eravamo tanto amati. Il Financial Times (e non solo lui) boccia l&#8217;Italia di Giorgia Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1167" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-300x182.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1024x622.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-768x467.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-1536x934.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260114171516199_cc6f213003750655933009c9d577fad4-600x365.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Un fallimento&#8221;: è tranchant il <em>Financial Times</em> nel definire il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promosso dopo l&#8217;inizio del Covid-19 per rilanciare l&#8217;economia italiana nel quadro della <em>Recovery and Resilience Facility</em> comunitaria. Roma, prima beneficiaria del fondo europeo con 194 miliardi di euro che verranno erogati fino al 31 dicembre, non è stata trasformativa con le sovvenzioni pensate per <strong>rafforzare digitalizzazione, infrastrutture e energie rinnovabili</strong> nel quadro della crescita del sistema-Paese e, anche se la spinta del Pnrr ha mantenuto in terreno positivo le stime sull&#8217;espansione del Pil dell&#8217;Italia, Roma resta <strong>ancora al palo in termini di sviluppo</strong>.</p>



<p>Il titolo del Ft è netto e pare un editoriale politico prima ancora che economico-finanziario, dato che all&#8217;interno dell&#8217;articolo si trovano i commenti puntuali e non catastrofisti di economisti come <strong>Tito Boeri della Bocconi e Marco Leonardi dell&#8217;Università degli Studi di Milano</strong>, che hanno presentato un quadro pragmatico, dati alla mano, sui limiti del Pnrr. Conta, però, il messaggio di fondo: il sistema finanziario internazionale di cui il Ft è espressione inizia a essere <strong>scettico delle capacità di Giorgia Meloni di continuare a traghettare il Paese</strong> e molte testate di peso stanno invertendo i trend dopo anni di elogi e sostegni al percorso di <strong>stabilità di Roma</strong> dall&#8217;ascesa della premier a oggi. Dal riconoscimento di <a href="https://www.ft.com/content/d54e6a7d-891e-404b-a755-ba87193b7a4b?syn-25a6b1a6=1https://www.ft.com/content/d54e6a7d-891e-404b-a755-ba87193b7a4b?syn-25a6b1a6=1">impegni per stabilizzare il bilancio </a>o <a href="https://www.ft.com/content/1a1f0646-55a0-49ea-a959-fcfd1b1d26b8">da ospitare articoli che ricordavano <em>Europe should learn from Italy</em></a>, come titolava il Ft a novembre, <a href="https://www.reuters.com/world/italys-meloni-marks-three-years-power-embracing-stability-over-growth-2025-10-21/">per arrivare al riconoscimento del percorso <em>stability over growth</em></a> dell&#8217;esecutivo, di cui ha parlato Reuters, la stella della premier sembra essersi appannata.</p>



<p>E a poco più di un anno dal voto politico del 2027 si inizia a capire la spinta per un cambio di fase. Meloni era già stata &#8220;sfiduciata&#8221; a gennaio, quando era stata messa in discussione <strong>la strategia politica del governo di puntare sull&#8217;asse col <a href="https://www.ft.com/content/a93c4998-823a-4c64-b38d-443f8e0e81f6?syn-25a6b1a6=1">costruttore Francesco Gaetano Caltagirone</a></strong> per riuscire, tramite Monte dei Paschi di Siena, a cambiare in senso più orientato all&#8217;italianità l&#8217;assetto gestionale di Generali. Dinamica, questa, poi rivelatasi controproducente alla luce della riconferma di <strong>Luigi Lovaglio </strong>alla guida del Monte, primo azionista di Mediobanca che è a sua volta primo socio di <a href="https://it.insideover.com/economia/mps-la-resa-dei-conti-premia-lovaglio-clamoroso-ribaltone-in-frantumi-la-coalizione-che-ha-scalato-mediobanca.html" type="post" id="513518">Generali, che ha portato con sé una spinta alla stabilità sostenuta da grandi elettori come BlackRock e Credit Agricole (via Banco Bpm)</a>. Non è stato perdonato, poi, in Europa l&#8217;endorsement eccessivo con cui Meloni ha accolto l&#8217;ascesa di <strong>Donald Trump alla Casa Bianca né è parsa sostanziale la sua posizione nel Vecchio Continente,</strong> ritenuta eccessivamente timida.</p>



<p>Quei grandi investitori internazionali che hanno scommesso sull&#8217;Italia di Meloni e quelle testate, come il Ft, che fiutano i venti nuovi della politica europea e globale osservano con attenzione gli scenari che aspettano Roma nei prossimi mesi. In tal senso, il dato di fatto è che <strong>il trend degli anni scorsi, orientato a riconoscere una stabilità sostanziale nell&#8217;Italia meloniana</strong> di fronte a un&#8217;Europa incerta sul piano politico ed economico, si sta trasformando in un riconoscimento di sostanziale immobilismo. Ma in fin dei conti si tratta delle due facce della stessa medaglia.</p>



<p>Politica industriale, tasse, investimenti strategici, progetti europei, innovazione: il quadriennio targato Meloni non è stato risolutivo su grandi dossier decisivi per il futuro del Paese. Ma <strong>difficilmente avrebbe potuto esserlo,</strong> dato che tra dazi, guerre, tensioni energetiche il periodo è stato segnato da <strong>continue e ripetute emergenze</strong> che hanno deviato il percorso dell&#8217;economia italiana.<a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html" type="post" id="421192">Per fortuna, l&#8217;export ha continuato a tirare e a garantire posti di lavoro e surplus</a>, ed è difficile pensare come con un altro esecutivo avrebbe potuto essere diversamente. <strong>Con la stella di Trump in declino, con la scelta di Meloni di un asse privilegiato con la Germania</strong> di Friedrich Merz in Europa che ha probabilmente suscitato malumori in diverse cancellerie (citofonare Francia e Commissione a Bruxelles) e con anni incerti dopo la fine della <em>Recovery and Resilience Facility,</em> resta un&#8217;Italia che ha scommesso tutto, sul piano economico e finanziario, sul taglio del debito per rassicurare l&#8217;Unione Europea e ha mancato, di poco, l&#8217;uscita dalla procedura d&#8217;infrazione. Resta una tempesta energetica di inizio 2026 che ha sconvolto i rendimenti dei titoli di Stato e la sostenibilità di bilancio, orgoglio di Meloni e del Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> negli ultimi anni. Resta, infine, una luna di miele ormai terminata. E per Meloni questa sfida internazionale varrà quanto quella politica. Un editoriale del Ft vale più di un referendum perso in termini di capitale politico: ed invertire la strada non sarà facile.</p>
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		<title>Rifornimento in volo e trasporto strategico, l&#8217;Italia sceglie Airbus</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/rifornimento-in-volo-e-trasporto-strategico-litalia-sceglie-airbus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Airbus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Italia ha optato per l'A330 MRTT di Airbus per sostituire le sue aerocisterne KC-767 dell'Aeronautica Militare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/A330-MRTT-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo lunghi ripensamenti, l&#8217;<strong>Italia</strong> ha scelto il velivolo di <strong>Airbus A300 MRTT</strong> per rinnovare e ampliare la flotta di aerocisterne dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>. Il contratto è stato firmato il 16 aprile 2026 da ARMAERO e vale <strong>1,393 miliardi di euro per sei A330</strong> ma la notizia è stata diffusa solo il 19 maggio grazie a un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea. Questa decisione giunge dopo la cancellazione del processo di acquisizione dei Boeing KC-46A nel 2024 “a causa di esigenze mutate e impreviste” come riferito allora dallo Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare, e dopo che la gara di appalto dell&#8217;aprile del 2025 <a href="https://www.rid.it/shownews/8082/italia-6-aerocisterne-a-330-mrtt-di-airbus-per-l-rsquo-aeronautica-militare">era andata deserta</a> per “mancanza di offerte conformi ai requisiti”, in un momento in cui l&#8217;AM necessita urgentemente di rinnovare ed espandere le proprie capacità di rifornimento in volo e di trasporto strategico. </p>



<p>Attualmente, infatti, l&#8217;Arma Azzurra utilizza solo <strong>quattro KC-767</strong> per questo ruolo, e dopo la decisione di bloccare l&#8217;acquisto di ulteriori due e quello dei KC-46A, <strong>le piattaforme erano diventate troppo poche per sostenere gli innumerevoli impegni dell&#8217;AM, </strong>anche in considerazione degli adeguati turni di riposo degli equipaggi e delle necessità di manutenzione dei velivoli.</p>



<p>La sospensione dell&#8217;ordine a Boeing, al tempo, sembrava essere legata ai costi e ai tempi di consegna promessi per il nuovo velivolo, ma molto probabilmente l&#8217;aver optato per una macchina europea segue una precisa decisione politica di riduzione della dipendenza da piattaforme statunitensi. L&#8217;ordine per le sei aerocisterne di Airbus arriva in un momento in cui le forze armate europee cercano una maggiore uniformità e sono più caute nell&#8217;acquistare prodotti statunitensi, dato che il presidente Trump critica regolarmente la storica alleanza transatlantica tra Stati Uniti ed Europa e ha avviato un <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-fermano-il-dispiegamento-di-4-000-soldati-in-polonia-ma-ritirarli-da-italia-o-germania-e-piu-complicato.html">processo di riduzione della presenza militare Usa in Europa</a>. </p>



<p><strong>Francia, Spagna e Regno Unito sono già clienti dell&#8217;A330 MRTT</strong>, mentre numerose altre nazioni europee utilizzano questo velivolo attraverso il pooling NATO, inoltre <a href="https://www.startmag.it/spazio-e-difesa/difesa-litalia-ora-preferisce-airbus-a-boeing/">ci sarebbe</a> la possibilità di coinvolgimento nell&#8217;affare di un&#8217;azienda italiana, Atitech, specializzata nella manutenzione aeronautica e candidata al <em>general agreement</em> per i servizi dedicati alla flotta militare Airbus. Resta da capire quale sia il modello selezionato, se l&#8217;A330 MRTT o l&#8217;MRTT+, a fronte di un accordo che prevede fornitura e assistenza logistica nell&#8217;arco di 8 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo rifornimento in volo</h2>



<p>Abbiamo sempre sottolineato come, dato l&#8217;ampliamento del ventaglio delle missioni dell&#8217;AM e dato l&#8217;attuale e mutevole livello delle relazioni internazionali, una criticità per la nostra Aeronautica fosse quella delle aerocisterne e del trasporto strategico. Nel panorama attuale, avere un mezzo capace di entrambi ruoli con un elevato livello di operatività e capacità di carico è essenziale non solo per condurre le operazioni aeree – <strong>sempre più proiettate verso e oltre il teatro del Mediterraneo Allargato </strong>– ma anche per le missioni di supporto strategico alle operazioni internazionali e di evacuazione.</p>



<p>L&#8217;Airbus A330 Multi Role Tanker Transport (MRTT) è un&#8217;aerocisterna di nuova generazione collaudata in combattimento che <a href="https://www.airbus.com/en/products-services/defence/military-aircraft/a330-mrtt">offre</a> la flessibilità necessaria per le esigenze dell&#8217;Aeronautica. L&#8217;aerocisterna è basata sul velivolo di linea A330, di grande successo, e l&#8217;A330 MRTT+ è basato sull&#8217;A330neo, la versione più recente dell&#8217;A330. L&#8217;<strong>A330 MRTT+</strong> introduce i motori Rolls-Royce Trent 7000, insieme a un&#8217;aerodinamica alare ottimizzata, un&#8217;apertura alare maggiore e nuovi dispositivi integrati nelle estremità alari. Il peso massimo al decollo dell&#8217;A330 MRTT+ è aumentato a 242 tonnellate per offrire agli operatori una maggiore autonomia rispetto ai <strong>16mila chilometri</strong> della versione MRTT. Q.uest&#8217;ultima ha la capacità di trasferire sino a 70 tonnellate di carburante durante un volo di un&#8217;ora a una distanza massima di 2300 chilometri dal punto di decollo. Il carico massimo imbarcabile è di 45 tonnellate, di cui 37 nella stiva e il velivolo in modalità trasporto VIP può montare sino a 300 posti a sedere. </p>



<p>In configurazione evacuazione medica, l&#8217;A330 MRTT può ospitare fino a 40 barelle, 20 posti a sedere per il personale medico e 100 passeggeri. Anche questa &#8216;aerocisterna ha integrati i due sistemi di rifornimento in volo (a sonda e a cestello) in modo da poter operare con tutti i velivoli presenti nelle flotte aeree occidentali e non. L&#8217;A330 MRTT offre anche soluzioni scalabili per trasformarlo in un nodo di comunicazione, sorveglianza, comando e controllo e intelligence sul campo di battaglia, migliorando al contempo la sua capacità di sopravvivenza in qualsiasi missione.</p>



<p>I Boeing KC-767 sono tra i mezzi più richiesti dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana: sebbene il loro ruolo primario sia il rifornimento in volo, i KC, nelle configurazioni Cargo, Combi e Full Pax, possono essere impiegati per missioni di trasporto strategico, nonché per missioni di evacuazione medica o di biocontenimento. Avendo raggiunto nel 2020 oltre 30mila ore di volo dall&#8217;entrata in servizio attivo avvenuta tra il 2011 e il 2012, la flotta di KC-767 necessitava di essere sostituita oltre che ampliata. Non è ancora chiaro se l&#8217;acquisizione di sei A330 MRTT rappresenti la dimensione finale prevista della flotta o <strong>l&#8217;inizio di un più ampio programma di espansione</strong> delle aerocisterne, ma viste le necessità nazionali legate al trasporto strategico e nel quadro delle operazioni NATO/UE ci auguriamo di vedere almeno altre due aerocisterne oltre quelle già ordinate.</p>
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		<title>F-35, la cambiale che l’Italia paga agli Usa per cedere la propria sovranità</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/f-35-la-cambiale-che-litalia-paga-agli-usa-per-cedere-la-propria-sovranita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[F-35 italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="f-35" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La vicenda degli F-35 italiani non è più una questione di difesa ma una radiografia del modo in cui uno Stato può perdere sovranità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="f-35" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/f-35-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Quando la sicurezza diventa dipendenza. La vicenda degli F-35 italiani non è più soltanto una questione di difesa. È diventata <strong>una radiografia del modo in cui uno Stato può perdere sovranità senza che nessuno lo dica apertamente. </strong>Non con un trattato imposto, non con una sconfitta militare, non con un commissariamento formale, ma attraverso un programma d’arma che si presenta come modernizzazione e finisce per diventare una catena finanziaria, industriale e tecnologica.</p>



<p>La Corte dei Conti ha certificato un dato politicamente pesantissimo: <strong>l’Italia ha speso 11,8 miliardi di euro per il programma F-35,</strong> <strong>circa il triplo rispetto alle previsioni iniziali.</strong> Il punto non è soltanto l’aumento dei costi. Il punto è che questo aumento non appare come un incidente, ma come la logica interna di un sistema costruito per costare sempre di più. La Stampa ha riassunto il dato centrale della relazione contabile: ritardi, oneri crescenti e spesa triplicata rispetto al preventivo. </p>



<p>Qui bisogna essere chiari: l’F-35 è certamente un aereo avanzatissimo. Ma l’eccellenza tecnica non cancella il problema politico. Anzi, lo rende più grave. Perché quanto più un sistema d’arma è complesso, digitale, aggiornabile, integrato e dipendente da una catena logistica esterna, tanto più <strong>chi lo acquista non compra soltanto un velivolo. Compra una dipendenza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il prezzo vero non è quello dell’aereo</h2>



<p>La grande finzione del dibattito sugli F-35 è sempre stata questa: parlare del costo del singolo caccia come se fosse il costo reale del programma. È come valutare il prezzo di una casa guardando solo alla porta d’ingresso. L’aereo appena uscito dalla linea di assemblaggio è solo l’inizio. Poi arrivano motori, aggiornamenti, manutenzione, programmi informatici, ricambi, addestramento, simulatori, armamenti, basi, infrastrutture, logistica, adeguamenti continui. <strong>Il costo reale non è l’acquisto. È il ciclo di vita.</strong></p>



<p>Ed è proprio qui che le analisi del mondo del disarmo avevano colto da tempo il punto essenziale. Le campagne critiche sugli F-35 hanno insistito per anni su un fatto: i costi ufficiali presentati all’opinione pubblica erano parziali, perché escludevano o minimizzavano le spese operative e di supporto per decenni. ARCI, riprendendo le elaborazioni della campagna contro gli F-35, ricordava già anni fa che ai costi di acquisizione andavano aggiunti almeno 35 miliardi di euro per costi operativi e supporto logistico lungo la vita dei velivoli. ￼</p>



<p>Allora si poteva liquidare tutto come propaganda pacifista. Oggi è più difficile. <strong>Perché ogni nuova relazione contabile conferma che l’allarme non era campato in aria. Era semplicemente stato ascoltato troppo poco.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una macchina perfetta per moltiplicare i costi</h2>



<p>Il programma F-35 è nato dentro una scelta industriale e militare che ha prodotto un mostro contabile: costruire gli aerei mentre lo sviluppo non era ancora concluso. In teoria si guadagna tempo. In pratica si consegnano velivoli che devono essere continuamente corretti, aggiornati, modificati. È la logica della produzione anticipata: <strong>prima si compra, poi si scopre cosa manca, poi si paga per correggere.</strong></p>



<p>Questo meccanismo ha trasformato l’F-35 in un aereo mai davvero finito. Ogni nuova configurazione diventa necessaria. Ogni aggiornamento diventa obbligato. Ogni ritardo diventa costo. Ogni difetto si trasforma in nuova spesa. Analisi Difesa ha sottolineato il peso della nuova configurazione Block 4, arrivando a indicare un costo di circa 52 milioni di euro per velivolo, quasi metà del costo medio dell’aereo “nudo”. Questo non è un aggiornamento. È una seconda rata. E dopo la seconda ne arriveranno altre. La verità brutale è che l’Italia non ha comprato un aereo. Ha sottoscritto un abbonamento militare a tempo indeterminato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sovranità ridotta a manutenzione</h2>



<p>Per anni si è ripetuto che il programma avrebbe portato ritorni industriali importanti, soprattutto grazie al polo di Cameri. Certo, Cameri conta. Produce competenze, occupazione qualificata, capacità di assemblaggio e manutenzione. Ma non bisogna confondere la partecipazione industriale con la sovranità tecnologica.</p>



<p>La sovranità non consiste nel montare pezzi. Consiste nel controllare il cuore del sistema: programmi informatici, architetture digitali, aggiornamenti, codici, standard, proprietà intellettuale, catene decisionali, integrazione degli armamenti, accesso ai dati. <strong>Su questi punti decisivi, il baricentro resta negli Stati Uniti.</strong></p>



<p>L’Italia partecipa, ma non guida. Investe, ma non decide. Manutiene, ma non controlla l’architettura. È dentro la filiera, ma non comanda la filiera. E questo è il dato più inquietante. La guerra economica contemporanea non si combatte solo con dazi, sanzioni e acquisizioni industriali. Si combatte anche imponendo standard tecnologici e piattaforme militari che rendono gli alleati dipendenti. L’F-35 è anche questo: un ecosistema americano dentro cui l’Italia accetta di collocare una parte centrale della propria difesa aerea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disarmo non era ingenuità, era previsione politica</h2>



<p>Le organizzazioni legate al disarmo hanno denunciato a lungo il carattere strutturalmente espansivo del programma. Non dicevano soltanto “spendiamo troppo per le armi”. Dicevano qualcosa di più preciso: questo programma è costruito in modo tale da produrre costi crescenti, opacità decisionale e dipendenza tecnologica.</p>



<p>Rete Italiana Pace e Disarmo continua a collocare il caso F-35 dentro una dinamica più ampia: l’aumento della spesa militare globale e italiana, presentato come risposta inevitabile all’insicurezza internazionale, ma incapace di produrre automaticamente maggiore sicurezza. Nel 2025 la spesa militare mondiale ha raggiunto un nuovo record, mentre l’Europa accelera il riarmo e l’Italia aumenta sensibilmente le proprie uscite militari. ￼</p>



<p>Il punto è politico: più denaro alle armi non significa automaticamente più sicurezza. Può significare più dipendenza, più squilibri di bilancio, più subordinazione industriale, più distanza tra scelte strategiche e controllo democratico.</p>



<p>La sicurezza non è una parola magica che assolve tutto. Se diventa il nome elegante di una spesa incontrollabile, allora smette di essere sicurezza e diventa rendita militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riarmo come pilota automatico</h2>



<p>Il caso F-35 non è isolato. È parte di una stagione in cui la spesa militare viene trasformata in destino. Mil€x ha documentato che in tre anni di legislatura sono stati avviati o rafforzati 78 programmi di riarmo con stanziamenti pluriennali per 36 miliardi di euro. Tra questi figurano nuovi carri armati, nuovi caccia, obici, fregate, sottomarini e navi specializzate. ￼</p>



<p>Questa è la nuova normalità: programmi pluriennali, cifre enormi, decisioni tecniche, dibattito pubblico minimo. Prima si approva. Poi si rifinanzia. Poi si spiega che ormai fermarsi costerebbe troppo. È il ricatto perfetto dei grandi programmi militari: più diventano costosi, più diventano politicamente irreversibili.</p>



<p>Mentre si discutono tagli, sacrifici, vincoli di bilancio, sanità sotto pressione, scuola impoverita, salari fermi e territori fragili, la macchina militare procede con un linguaggio quasi sacrale. Non si parla di spesa, ma di investimento. Non si parla di dipendenza, ma di interoperabilità. Non si parla di subordinazione, ma di alleanza. Non si parla di costi fuori controllo, ma di aggiornamenti necessari. È una neolingua del riarmo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione militare: qualità senza massa</h2>



<p>Dal punto di vista operativo, l’F-35 offre capacità reali: furtività, fusione dei dati, collegamento in rete, attacco di precisione, penetrazione in ambienti difesi. Nessuno può liquidarlo come un giocattolo inutile. <strong>Ma il problema militare serio è un altro: una piattaforma troppo costosa rischia di comprimere tutto il resto.</strong></p>



<p>Una difesa credibile non vive di pochi sistemi costosissimi. Vive di equilibrio. Servono aerei, ma anche munizioni. Servono sensori, ma anche manutentori. Servono piattaforme avanzate, ma anche ore di volo. Servono capacità di punta, ma anche massa, logistica, resilienza, industria nazionale, scorte, addestramento.</p>



<p>Se ogni ora di volo costa troppo, si vola meno. Se ogni aggiornamento pesa decine di milioni, si sacrifica altro. Se ogni ricambio dipende da una catena esterna, la sovranità operativa diventa condizionata. Se il cuore digitale dell’aereo resta fuori dal controllo nazionale, l’autonomia strategica diventa una formula vuota. La guerra in Ucraina e le crisi mediorientali hanno mostrato una lezione semplice: la tecnologia conta, ma la sostenibilità conta altrettanto. Un sistema eccellente che non si riesce a mantenere, aggiornare e impiegare con libertà è una potenza dimezzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione geopolitica: fedeltà atlantica pagata in anticipo</h2>



<p>L’F-35 è anche un certificato di appartenenza. <strong>Comprarlo significa collocarsi nel cuore dell’ecosistema militare americano. </strong>Significa rendere le proprie forze aeree pienamente compatibili con la pianificazione statunitense e atlantica. Significa ottenere accesso a capacità avanzate, ma anche accettare una posizione gerarchica. L’Italia, con l’F-35, non diventa più autonoma. Diventa più integrata. E l’integrazione, quando non è bilanciata da sovranità tecnologica, è solo una parola elegante per dire dipendenza.</p>



<p>Questo non vuol dire uscire dalle alleanze. Vuol dire smettere di confondere l’alleanza con l’obbedienza tecnica. Un Paese alleato dovrebbe poter scegliere, controllare, verificare, modificare, pianificare. Se invece deve attendere aggiornamenti, autorizzazioni, standard e decisioni altrui, allora la sua libertà è più formale che reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valutazione geoeconomica: denaro pubblico, rendita privata, controllo esterno</h2>



<p>L’F-35 è anche un gigantesco trasferimento di valore. Lo Stato italiano impegna risorse pubbliche per decenni. L’industria nazionale riceve alcune ricadute, ma la rendita tecnologica principale resta nell’architettura americana. Ogni aggiornamento, ogni modifica, ogni costo condiviso, ogni pacchetto logistico riconduce al centro del programma.</p>



<p>È una forma moderna di dipendenza geoeconomica. Non serve imporre nulla con la forza. Basta creare un sistema indispensabile, costoso, complesso e controllato da chi lo ha progettato. Da quel momento, chi compra continua a pagare.</p>



<p>L’errore più grave sarebbe considerare tutto questo una questione da specialisti. Non lo è. Riguarda il modo in cui lo Stato usa il denaro pubblico. Riguarda le priorità nazionali. Riguarda la sovranità industriale. Riguarda il rapporto tra Parlamento, cittadini e apparati militari. Riguarda la possibilità stessa di dire no.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero fallimento è politico</h2>



<p>Il vero scandalo non è che l’F-35 costi molto. Era prevedibile. Il vero scandalo è che continui a costare sempre di più senza produrre una vera resa dei conti politica. Ogni nuova relazione conferma aumenti, ritardi, opacità e dipendenza. Ogni volta si prende atto. Ogni volta si va avanti.</p>



<p>Questa è la parte più dura della vicenda: l’Italia non subisce semplicemente il programma F-35. Lo accompagna. Lo giustifica. Lo rifinanzia. Lo difende anche quando i numeri smentiscono la narrazione iniziale.</p>



<p>L’F-35 vola come simbolo della guerra del futuro, ma sotto le sue ali trascina il peso di una domanda molto antica: chi decide davvero in uno Stato sovrano? Se decide chi paga, allora l’Italia dovrebbe avere un controllo pieno sul programma. Se decide chi controlla la tecnologia, allora la risposta è già scritta: l’Italia paga, ma non comanda. E questa, più ancora dei miliardi spesi, è la vera sconfitta strategica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/f-35-la-cambiale-che-litalia-paga-agli-usa-per-cedere-la-propria-sovranita.html">F-35, la cambiale che l’Italia paga agli Usa per cedere la propria sovranità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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