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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 09:26:55 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Italia-Spagna, quell&#8217;asse mediterraneo mancato in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-spagna-quellasse-mediterraneo-mancato-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi di Ceuta ha distanziato Italia e Spagna, Paesi che la grammatica geopolitica europea vorrebbe come naturalmente convergenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-spagna-quellasse-mediterraneo-mancato-in-europa.html">Italia-Spagna, quell&#8217;asse mediterraneo mancato in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1372" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260804071427939_6fde47a4f7d136555a83ef13ee14145c-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia e Spagna, l&#8217;asse che non c&#8217;è. Almeno sul piano politico. <strong>Giorgia Meloni e Pedro Sanchez</strong> vedono i loro rapporti personali e politici al nadir dopo che Roma ha imposto la chiusura per un mese dello spazio Schengen con il regno iberico in seguito alla drammatica vicenda dell&#8217;esodo di massa dei migranti a Ceuta. Un <strong>fallo di reazione politico</strong> che ha fatto infuriare Madrid e che ha nuovamente distanziato Italia e Spagna, Paesi che la grammatica geopolitica europea vorrebbe come <strong>naturalmente convergenti</strong> e che invece, troppo spesso, si sono trovati a muoversi su direttrici politiche diverse. Dettate anche dai colori politici delle maggioranze <em>pro-tempore</em> di due Stati emblema del Sud dell&#8217;Unione Europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni, Sanchez e la disfida di Ceuta</h2>



<p>Meloni, del resto, con la mossa su Schengen ha indubbiamente <strong>accelerato un confronto politico aperto</strong>: Ceuta ha colpito all&#8217;intersezione tra le problematiche interne della premier, pressata dall&#8217;ascesa a destra del battitore libero <strong>Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale</strong> e chiamata a tenere conto delle posizioni intransigenti della <strong>Lega</strong> su sicurezza e immigrazione, e gli scenari europei che hanno visto negli ultimi anni un avvicinamento di molti Paesi alla linea italiana sull&#8217;ampliamento delle misure di contrasto all&#8217;immigrazione clandestina. A ciò si è aggiunta, come surplus, la distanza ideologica tra l&#8217;esecutivo progressista di Madrid, guidato dal Partito Socialista di Sanchez, e la destra meloniana. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-crisi-migratoria-sahara-occidentale.html" type="post" id="524964">Ceuta </a>è exclave spagnola in Marocco</strong> e per una volta ha portato Italia e Spagna a guardare in maniera convergente sullo stesso teatro, nel Mediterraneo, a Sud. Purtroppo per entrambe, con dinamiche di confronto e non di incontro. Già, perché il Grande Mare e il suo rapporto inevitabile con l&#8217;Europa dovrebbero, potenzialmente, essere punto d&#8217;incontro e di confronto tra le due nazioni, valorizzandone le somiglianze. Ma così spesso non è stato. <strong>E non è solo una questione che riguarda Meloni e Sanchez</strong>: la storia degli ultimi anni del rapporto italo-spagnolo racconta di occasioni perse per consolidare un vero partenariato mediterraneo esteso agli altri Stati, come Grecia, Croazia, Cipro, Portogallo (atlantico ma integrato su molti fronti alla stessa Spagna), dell&#8217;Unione Europea meridionale, magari anche ammiccando a una <strong>Francia</strong> che in Europa segue preferibilmente il baricentro carolingio che porta verso la Germania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quella sponda meridionale d&#8217;Europa che non nasce</h2>



<p>L&#8217;obiettivo? Potrebbe essere composito.Un blocco del Sud capace di mettere in campo strategie per la crescita, per la ridondanza infrastrutturale sul piano delle connessioni e dell&#8217;energia, per le politiche di cooperazione estesa con la Sponda Sud, per l&#8217;apertura alle dinamiche mediterranee nell&#8217;agenda europea. Questo blocco fatica ad emergere come soggetto politico.</p>



<p>Non c&#8217;entrano solo i governi di Meloni e Sanchez. Già nello scorso decennio <strong>Matteo Renzi e Mariano Rajoy,</strong> in una fase in cui rispetto ad oggi i governi avevano segni politici inversi (centro-sinistra in Italia, centro-destra in Spagna), pur avendo rapporti sostanzialmente cordiali e senza mai arrivare a scontri formali ebbero diversi distinguo politici. <strong>Rajoy fu molto allineato a Angela Merkel e alla Germania</strong> per spuntare margini di manovra dai programmi di aggiustamento strutturale dell&#8217;economia spagnola, Renzi si rifiutò sempre <a href="https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/contro-crisi-maggiore-flessibilita-lesperienza">di prendere Madrid come modello</a> rivendicando maggiori margini di manovra nel bilancio comunitario. Oggi, però, i distinguo politici, ideologici e strategici si sommano e condensano.</p>



<p>La distanza che spesso Spagna e Italia hanno avuto sulle politiche comunitarie lo conferma. L&#8217;Italia con Meloni ha proposto dinamiche come l&#8217;istituzione dei centri in Albania per esternalizzare<a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/03/dallalbania-allafrica-litalia-porta-in-europa-il-piano-per-i-centri-migranti"> la gestione della crisi dei migranti, Madrid si è sempre detta scettica a soluzioni di questo tipo.</a> A marzo Roma e Madrid si trovarono su fronti opposti<a href="https://lespresso.it/c/mondo/2026/3/19/consiglio-europeo-ets-meloni-sanchez-macron-bruxelles/60760"> nella gestione del <strong>progetto di riforma dello schema di Ets per il mercato delle emissioni</strong></a> e, più in generale, Meloni si è detta favorevole a una maggiore deregulation europea in asse con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. A dicembre 2025 la revisione dello stop totale alle auto tradizionali entro il 2035 deciso dalla Commissione Ue <a href="https://www.vaielettrico.it/il-premier-spagnolo-attacca-la-ue-errore-storico-sul-2035/">vide l&#8217;Italia favorevole e la Spagna contraria.</a> <strong>In tal senso, anche la profonda diversità delle agende energetiche dei due Paesi</strong> incide nel dettare queste divergenze. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le problematiche politiche</h2>



<p><strong>La fuga in avanti italiana, in questa circostanza, è stata letta a Madrid come uno strappo</strong> anche sulla base di condotte dei mesi scorsi che hanno distanziato i due governi sebbene tra Meloni e Sanchez siano prevalsi, molto spesso, rapporti personali formalmente cordiali e mai interrotti ai vari summit in sede europea e atlantica che li hanno visti coinvolti. Ma oggi <strong>la distanza tra i due governi del Sud Europa sembra ampia</strong> e difficilmente colmabile, e per Roma e Madrid ciò rischia di essere pregiudizievole per i dossier di comune interesse. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-meloni-attiva-safe-ma-piu-che-al-riarmo-pensa-alle-sfide-nella-ue-e-alle-elezioni-2027-in-italia.html" type="post" id="524803"><strong>Le due battaglie chiave dell&#8217;Italia</strong> in Europa</a> di cui abbiamo parlato su queste colonne, bilancio comune e nuovo presidente della Banca centrale europea, per la fine del 2026 e l&#8217;inizio del 2027 sono anche d&#8217;interesse spagnolo e Madrid ha tutto l&#8217;interesse a un bilancio espansivo e a un governatore &#8220;colomba&#8221; a Francoforte (c&#8217;è in ballop anche lo spagnolo <strong><a href="https://www.luxtimes.lu/businessandfinance/lagarde-watchers-cast-aside-doubts-to-say-shell-finish-ecb-term/158793199.html#:~:text=Former%20Bank%20of%20Spain%20chief,the%20ECB's%20first%20female%20president">Pablo Hernandez de Cos</a></strong>) per cui la sponda con Roma potrebbe essere importante. Parimenti, per l&#8217;Italia strategie come quella volta a promuovere l&#8217;agenda politica verso l&#8217;Africa, incardinata nella spinta del Piano Mattei, possono avere nella Spagna un interlocutore importante. Per Meloni e Sanchez la de-escalation è strutturalmente conveniente. Concretizzarla sarà complessa ora che la questione Ceuta è già diventata materia di discussione europea e, soprattutto, tema politico in tutto il continente. Da qui a settembre 2027 sia Meloni che Sanchez, del resto, affronteranno le elezioni politiche nazionali. E questo dovrà essere messo in conto nell&#8217;analizzare l&#8217;evoluzione di un dualismo che non è rivalità ma sicuramente lascia un vuoto nell&#8217;Europa mediterranea, in una fase in cui forse servirebbe maggior coordinamento per ricordare l&#8217;importanza della sponda Sud al resto dell&#8217;Ue.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>La nostra Marina contro la flotta ombra russa: il Thaon di Revel abborda una petroliera a Ovest di Pantelleria</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/blitz-del-thaon-di-revel-a-ovest-di-pantelleria-la-marina-militare-ispeziona-una-petroliera-camerunense.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 18:57:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-600x434.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il pattugliatore d'altura Paolo Thaon di Revel (P430), è intervenuto come nave ammiraglia dell'operazione europea Irini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/blitz-del-thaon-di-revel-a-ovest-di-pantelleria-la-marina-militare-ispeziona-una-petroliera-camerunense.html">La nostra Marina contro la flotta ombra russa: il Thaon di Revel abborda una petroliera a Ovest di Pantelleria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260802205637582_175f48cdea5a3a14a6dfe2e6ae56dd4a-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2 agosto 2026 l&#8217;unità italiana Thaon di Revel, ammiraglia della missione EUNAVFOR MED IRINI, ha abbordato coattivamente la petroliera Toa Payoh a Ovest di Pantelleria, riaffermando l&#8217;applicazione del diritto di visita contro la &#8220;flotta ombra&#8221; russa nel Mediterraneo centrale.</p>



<p><strong>I fatti</strong></p>



<p>L&#8217;episodio del 2 agosto costituisce l&#8217;ultimo, in ordine cronologico, di una sequenza di interventi coercitivi condotti dalla Marina Militare contro il naviglio riconducibile alla cosiddetta &#8220;flotta ombra&#8221; russa, l&#8217;insieme eterogeneo di petroliere che, ricorrendo a registrazioni di comodo, cambi di bandiera fraudolenti e opacità proprietarie, elude sistematicamente il regime sanzionatorio occidentale sul greggio di Mosca.</p>



<p>Il pattugliatore polivalente d&#8217;altura Paolo Thaon di Revel (P430), unità capoclasse del programma Fincantieri caratterizzata dalla prua a doppio bulbo idrodinamico e dal ponte di comando integrato, operava in qualità di nave ammiraglia dell&#8217;operazione europea Irini, la missione dell&#8217;Unione Europea originariamente concepita per il controllo dell&#8217;embargo sulle armi in Libia e progressivamente estesa, tra maggio e giugno 2026, al monitoraggio delle rotte petrolifere sanzionate.</p>



<p>L&#8217;abbordaggio si è verificato in acque internazionali del Mediterraneo centrale, dove la petroliera Toa Payoh, battente bandiera del Camerun, si trovava, dopo essere partita il 16 luglio dal Benin, con destinazione dichiarata Istanbul. Il fondato sospetto di un utilizzo fraudolento del registro camerunense per mascherare l&#8217;effettiva nazionalità del mercantile ha indotto il quartier generale operativo di Irini ad autorizzare l&#8217;esercizio del diritto di visita, previsto dall&#8217;articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS).</p>



<p>Determinante è stato il rifiuto iniziale del comandante della nave di cooperare con le richieste radio, circostanza che ha reso necessario un intervento di forza mirato, con la discesa rapida di un team di ispezione dall&#8217;elicottero di bordo e il coinvolgimento dei fucilieri della Brigata Marina San Marco.</p>



<p>L&#8217;ammiraglio di divisione Marco Casapieri, <em>Operation Commander</em> della missione dal quartier generale strategico di Roma-Centocelle, ha confermato la dinamica dei fatti in un&#8217;intervista al Tg1, mentre la conduzione tattica sul campo è stata assicurata dal contrammiraglio Andrea Bielli, <em>Force Commander</em> imbarcato, che dal 1° aprile 2026 ha assunto la guida della Task Force 464 succedendo al collega greco Pollatos.</p>



<p>L&#8217;episodio segue di dodici giorni l&#8217;analogo abbordaggio, sempre condotto dal Thaon di Revel, della petroliera MV South Star al largo della Sicilia, e si inserisce in una cronologia più ampia che include l&#8217;intervento francese sulla MT Deliver del 26 giugno e la prima ispezione ufficiale del 7 giugno verso la MV Sandhya, quest&#8217;ultima realizzata sotto le nuove linee guida di ingaggio approvate dal Consiglio dell&#8217;Unione Europea proprio per contrastare la dark fleet.</p>



<p><strong>Conseguenze geopolitiche e marittime</strong></p>



<p>Sul piano geopolitico, l&#8217;abbordaggio della Toa Payoh conferma la trasformazione del Mediterraneo centrale in uno spazio conteso di enforcement sanzionatorio, dove l&#8217;Unione Europea sperimenta strumenti giuridici sinora impiegati con parsimonia. L&#8217;estensione del mandato di Irini oltre l&#8217;originaria missione libica segnala una ricalibratura strategica di fondo: la sicurezza marittima europea si salda ora esplicitamente alla politica sanzionatoria verso la Russia, superando la tradizionale distinzione tra missioni di embargo regionale e strumenti di pressione economica globale. Tale saldatura produce un effetto di precedente giuridico-politico: applicare sistematicamente l&#8217;articolo 110 UNCLOS contro mercantili sospettati di falso registro normalizza, agli occhi della comunità internazionale, un uso più assertivo del diritto di visita, che potrebbe in futuro essere invocato da altre coalizioni per finalità sanzionatorie analoghe, con il rischio di un&#8217;escalation reciproca di prassi coercitive in mare.</p>



<p>Contestualmente, la persistenza della flotta ombra, nonostante l&#8217;intensificazione dei controlli, dimostra la resilienza adattiva della rete logistica russa, capace di rigenerare rapidamente coperture di bandiera alternative, spesso presso registri aperti di Stati terzi con limitata capacità di verifica.</p>



<p>Sul versante propriamente marittimo, l&#8217;episodio rafforza la centralità dei colli di bottiglia del Mediterraneo centrale — l&#8217;area tra il Canale di Sicilia, Pantelleria e Malta — quale nodo cruciale per il controllo dei flussi energetici globali, ridisegnando implicitamente la geografia del potere marittimo europeo attorno a tali strozzature. La convergenza di più marine nazionali (italiana, francese, greca, tedesca) in un&#8217;unica cornice operativa consolida una forma di governance marittima multilaterale che eccede la funzione di polizia navale, configurandosi come strumento di affermazione della presenza europea in acque contese.</p>



<p>Infine, la vicenda alimenta la competizione normativa tra registri navali, poiché gli armatori legati alla rete sanzionata saranno indotti a migrare verso bandiere meno esposte alla pressione diplomatica occidentale, con effetti duraturi sulla mappa globale della <em>flag of convenience economy</em> e sulla credibilità dei registri africani coinvolti.</p>



<p><strong>Conseguenze strategiche</strong></p>



<p>Sotto il profilo strategico, l&#8217;episodio rafforza la proiezione operativa della Marina Militare quale attore di riferimento nell&#8217;architettura di sicurezza marittima europea, grazie alla disponibilità di unità di ultima generazione come i pattugliatori polivalenti d&#8217;altura, capaci di coniugare sorveglianza, deterrenza e capacità di intervento coercitivo.</p>



<p>La struttura di comando duale, con l&#8217;Operational Headquarters di Roma e il Force Headquarters imbarcato, esemplifica un modello di comando decentrato che integra pianificazione strategica e reattività tattica, sostenuto da un&#8217;architettura multinazionale che coinvolge Grecia, Francia, Germania e Romania, oltre al supporto aereo e satellitare di SatCen e Frontex.</p>



<p>L&#8217;episodio rafforza altresì la dottrina emergente della Maritime Domain Awareness quale pilastro imprescindibile per l&#8217;applicazione effettiva delle sanzioni, ridefinendo il perimetro operativo delle missioni navali europee.</p>



<p><strong>Conclusioni</strong></p>



<p>L’operazione condotta a ovest di Pantelleria conferma il ruolo centrale del Mediterraneo quale teatro prioritario per la sicurezza e la legalità internazionale.</p>



<p>In questo scenario complesso, emerge con straordinaria forza l’elevatissima professionalità degli equipaggi della Marina Militare e del team d’ispezione della Brigata Marina San Marco. L’impeccabile condotta tattica, la prontezza operativa e la precisione esecutiva dimostrate durante l’abbordaggio coattivo della Toa Payoh testimoniano l&#8217;eccellenza e il rigore addestrativo del personale imbarcato sulla nave ammiraglia Thaon di Revel.</p>



<p>Il successo e il valore strategico dell&#8217;intervento sono stati rimarcati con grande enfasi dallo stesso Ministro della Difesa, che ha espresso parole di vivo plauso ed profonda ammirazione per l’evento. Il Ministro ha lodato l&#8217;efficacia dell&#8217;azione e l’impegno profuso dagli uomini e dalle donne in divisa, evidenziando come la loro perizia costituisca un motivo di orgoglio nazionale e un pilastro fondamentale per la credibilità dell&#8217;Italia e dell&#8217;Unione Europea nel contrasto alla flotta ombra russa. Un plauso istituzionale che suggella l&#8217;eccellenza operativa di una missione chiave per il rispetto del diritto del mare.</p>



<p><em>ROBERTO DOMINI è Ufficiale Ammiraglio della riserva.&nbsp;Ha comandato nave Mogano, il contingente italiano in Sinai e le basi navali di Venezia e Augusta. Ha frequentato il Naval Staff College della Royal Navy a Greenwich a Londra ed è stato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata Italiana di Zagabria. Ha insegnato a lungo Strategia marittima e Storia navale all’Istituto di Guerra Marittima di Livorno e all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia.&nbsp;</em></p>



<p><strong>Fonte</strong></p>



<p>Redazione, &#8220;Nave Thaon di Revel abborda petroliera della flotta ombra russa a Pantelleria&#8221;, ANSA / Ministero della Difesa-Operazione EUNAVFOR MED IRINI, 2 agosto 2026. URL: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/08/02/nave-della-marina-italiana-abborda-una-petroliera-della-flotta-ombra_c93a593b-b3bc-494c-a2f7-1cbdca2cb003.html</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/blitz-del-thaon-di-revel-a-ovest-di-pantelleria-la-marina-militare-ispeziona-una-petroliera-camerunense.html">La nostra Marina contro la flotta ombra russa: il Thaon di Revel abborda una petroliera a Ovest di Pantelleria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[GCAP]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-300x226.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1024x771.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-768x578.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1536x1157.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-600x452.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Singapore, Germania e Arabia Saudita sono interessati a entrare nel GCAP, ma non è detto che debbano avere quote paritarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html">Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Singapore </strong>ha avviato le prime discussioni su una possibile partecipazione al <em>Global Combat Air Programme </em>(GCAP), secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/air/singapore-in-early-talks-on-possible-involvement-in-gcap-programme?hss_channel=tw-70529694">Janes</a></em>. Da quanto riferito, i colloqui sono attualmente in una <strong>fase esplorativa</strong> e il governo di Singapore non ha ancora preso alcuna decisione in merito alla partecipazione al programma. Ciononostante, questo sviluppo rappresenta la prima indicazione nota che Singapore stia formalmente esaminando potenziali legami con il programma, <strong>sviluppato congiuntamente da Regno Unito, Giappone e Italia per costruire un caccia di sesta generazione </strong>che dovrà essere in linea a partire dal 2035.</p>



<p>Il programma GCAP riunisce partner governativi e industriali dei tre Paesi con un meccanismo assolutamente paritario (33% per ciascuna industria nazionale) ed è considerato una delle due principali iniziative al mondo per lo sviluppo di aerei da combattimento di sesta generazione, insieme al progetto statunitense <em>Next Generation Air Dominance </em>(NGAD), dopo che il progetto franco-tedesco-spagnolo <em>Systéme de Combat Aérien du Futur </em>(SCAF) è definitivamente naufragato all&#8217;inizio di giugno, lasciando attiva solamente la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/flop-dello-scaf-berlino-rilancia-ecco-i-piani-e-rischi-2678158.html">progettazione del software tipo Cloud</a>.</p>



<p>I dettagli tecnici della cellula che verrà prodotta per il GCAP sono scarsi, ma i modelli concettuali presentati finora dai partner indicano un disegno con doppia deriva inclinata, un&#8217;ampia configurazione ala-fusoliera integrata e una motorizzazione a due propulsori. Oltre allo sviluppo di un velivolo con equipaggio, il GCAP mira a fornire un <strong>ecosistema di combattimento aereo</strong> più ampio, che integri sensori avanzati, tecnologie basate sull&#8217;intelligenza artificiale e la capacità di operare a fianco di sistemi autonomi e senza equipaggio secondo il principio un tempo noto come “loyal wingman”, che ora prende il nome di <em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA).</p>



<p>L&#8217;interesse di Singapore per il caccia italo-anglo-nipponico non significa necessariamente una valutazione di breve termine, in quanto la città-Stato asiatica è nota per impiegare anni in valutazioni di tecnologie e opportunità industriali, con relative implicazioni strategiche, prima di prendere decisioni, esattamente come avvenuto per l&#8217;acquisizone dei cacciabombardieri di quinta generazione F-35.</p>



<p>La notizia dell&#8217;interessamento di Singapore per il GCAP segue quella <strong>della partecipazione come osservatore del <a href="https://breakingdefense.com/2026/07/canada-to-join-gcap-next-gen-fighter-program-as-observer-reports/">Canada</a></strong>, resa nota a metà luglio. In qualità di osservatore, Ottawa non parteciperà attivamente ai vari contratti per il programma, ma potrà accedere alle informazioni riservate del progetto e contribuire con tecnologie di addestramento alla simulazione di volo. Questa possibilità di collaborazione dipende dal centro di addestramento internazionale (<strong>IFTS – International Flight Training School</strong>) di Decimomannu (Ca) dove l&#8217;Aeronautica Militare insieme a Leonardo forma i piloti per i velivoli di nuova generazione e che nei suoi simulatori, utilizza le repliche di cabine di pilotaggio del T-346 della canadese CAE. L&#8217;azienda è anche uno dei principali fornitori del Ministero della Difesa britannico in qualità di “integratore leader di sistemi di addestramento e fornitore di apparecchiature per l&#8217;addestramento sintetico”.</p>



<p>L&#8217;ingresso del Canada nel GCAP come osservatore è giunto mentre un&#8217;altra parte interessata, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, è ancora in attesa. Riad infatti starebbe incontrando l&#8217;opposizione del Giappone che teme ritardi qualora l&#8217;ampliamento del partenariato dovesse generare una ridistribuzione di ruoli e forniture che richiederebbero tempo per poter essere debitamente concertati: <strong>l&#8217;Arabia Saudita infatti probabilmente punta a una partecipazione più strutturale invece che collaterale come il Canada.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un meccanismo virtuoso da non compromettere </h2>



<p>La stessa partecipazione strutturale a cui punta la <strong>Germania</strong>, che con la fine dello SCAF sta palesando il suo interesse per il GCAP. Dal Salone aeronautico di Farnborough, la scorsa settimana, Airbus <a href="https://www.yahoo.com/news/world/articles/germany-pushes-join-uk-fighter-170201577.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly9kdWNrZHVja2dvLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAMyV45XW9lLL4xzct89tilg6YkdOoEfnqKOoqE2eSwTlYG1urX8X0m-p4DXvswuf_Puf6XpFM2uh3VA9JEkGsEnIu8UeMM9XT1kZDo6PtHdQoBO9e_XdjJSj8Q3k6mELlb-0G2JHGWd0NW9m5VjicU_UTRx2EhSeG98yoFgm8VlN">ha fatto sapere</a> di essere aperta a collaborare con Gran Bretagna, Italia e Giappone al nuovo programma per il caccia stealth a patto però di avere sufficiente influenza sul progetto e una quota di lavoro. “Siamo pronti a unirci a un progetto o a svilupparne uno in cui abbiamo una parte significativa del lavoro e della leadership. Stiamo attualmente valutando questa possibilità”, ha dichiarato <strong>Michael Schoellhorn,</strong> responsabile della divisione difesa di Airbus. </p>



<p>Sappiamo che la Germania, visto il percorso oltremodo accidentato dello SCAF, aveva espresso più volte interesse per entrare nella joint venture per il GCAP, e sappiamo che in questo ha trovato anche sponsor come l&#8217;Italia, che ancora recentemente, per voce dell&#8217;Amministratore Delegato di Leonardo, <strong>Lorenzo Mariani,</strong> <a href="https://www.yahoo.com/news/world/articles/germany-welcome-gcap-leonardo-boss-150730781.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly9kdWNrZHVja2dvLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAJHSW9en07ex3OcCSEjHmtrv6XgZpu9TjiHIE7LiTiQmMIQxO9KH9JNZ_-FWsWQvgCxjHeB_y4JBzpPE2Yh6EpG7za3S9xX8RqmGlLeJOq27i2b5O6ni5Hzm3S2NkCRFf-Prf_lPNTHuuW34zfQUmlCnQ2M-toY5E_HuvBSl5Ynl">ha reso noto</a> che “sarebbe un&#8217;ottima cosa in termini di capacità e condivisione dei costi, ma bisogna anche tenere presente la data obiettivo del 2035 per il volo del jet”, precisando che “sebbene spetti ai governi valutare e decidere in merito, l&#8217;adesione di un maggior numero di partner al GCAP porterebbe maggiori competenze e supporto finanziario” ma “ovviamente, dobbiamo tenere presente che ciò potrebbe avere un impatto sulla tempistica e sulle tappe fondamentali dello sviluppo. Quindi dobbiamo trovare il giusto equilibrio”.</p>



<p>Se l&#8217;ingresso di Airbus – e delle relative consociate – nel GCAP potrebbe apparire a prima vista positivo, in realtà il <strong>rischio </strong>che la Germania pretenda una maggiore quota a fronte della possibilità di stanziare maggiori fondi rispetto agli altri partner (e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/gcap-inglesi-finalmente-riescono-sbloccare-i-fondi-2687348.html">data la fatica del Regno Unito</a> a trovare gli stanziamenti è qualcosa di verosimile) con conseguenti <strong>ritardi e cambiamenti di requisiti</strong> ci fa ritenere che non sia la soluzione ottimale. </p>



<p>Oggettivamente, è comprensibile che chi spende di più abbia più peso, ma se il GCAP è uno dei due soli progetti al mondo per un caccia di sesta generazione è proprio perché si è trovato un meccanismo virtuoso di collaborazione internazionale perfettamente paritaria che potrebbe facilmente rompersi. </p>



<p>Per evitare che Berlino causi un&#8217;ulteriore duplicazione di sistemi (in Germania resta l&#8217;opzione di legarsi a Saab) se non dovesse entrare nel GCAP e quindi generare sperpero di fondi europei e concorrenza interna, ci sono comunque <strong>due soluzioni possibili</strong>: la prima, meno consigliabile e sicuramente osteggiata da Tokyo, sarebbe di <strong>ridefinire le quote paritarie al 25%</strong>, con una stretta divisione dei compiti e oneri finanziari; la seconda sarebbe aprire alla possibilità di entrare nel programma come <strong>partner secondario</strong>, così come avvenuto durante la progettazione e costruzione dell&#8217;F-35.</p>



<p>Il <strong>Joint Strike Fighter</strong> è infatti un programma multinazionale a cui partecipano diversi Paesi ma non tutti con lo stesso livello di responsabilità, quindi non tutti con lo stesso livello industriale. Oltre agli Stati Uniti, che si sono assunti i maggiori oneri di progettazione, il partner principale, unico di livello 1, è il Regno Unito, seguito da Italia e Olanda al livello 2, infine da Australia, Canada, Danimarca e Norvegia al livello 3. <a href="https://www.f35.com/f35/about/F-35-Partners.html">Questo assetto</a>, sebbene non privo di problematiche emerse durante gli anni ma dovute alla complessità della cellula e non alla divisione del lavoro, ha portato oggi ad avere <strong>25 nazioni</strong> che utilizzano il caccia schierando circa 3 mila F-35 complessivamente (nelle tre varianti), dando vita al più vasto programma multinazionale di caccia della storia, con linee di assemblaggio finali in Texas, Italia e Giappone. Gli Stati Uniti, che restano gli utilizzatori principali, prevedono di acquisire 2.456 velivoli (quasi due terzi della flotta globale), mentre i principali partner, ovvero Giappone (con 147 velivoli), Regno Unito (138), <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/difesa-2024-7-miliardi-euro-nuovi-f-35-2369697.html">Italia (115)</a> e Australia (100), costituiscono il nucleo del consorzio internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html">Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;addio al &#8220;Piscinin&#8221;: Franco Baresi, il capitano eterno che aveva il Milan nel cuore</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1088" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Franco Baresi Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-1024x580.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-1536x870.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Franco Baresi, leggendaria bandiera del Milan e campione del mondo 1982, è morto a 66 anni dopo una grave malattia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html">L&#8217;addio al &#8220;Piscinin&#8221;: Franco Baresi, il capitano eterno che aveva il Milan nel cuore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1088" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Franco Baresi Milan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-1024x580.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-1536x870.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731100906730_eb51654a14574a44e3bfbc39340d3276-e1785485383553-600x340.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se c&#8217;è un calciatore che ha incarnato fino in fondo il concetto di &#8220;bandiera&#8221;, quel calciatore è <strong>Franco Baresi</strong>. Definirlo una leggenda sarebbe persino riduttivo: Baresi, scomparso oggi all&#8217;età di 66 anni<a href="https://www.goal.com/it/liste/e-morto-franco-baresi-aveva-66-anni-il-milan-e-l-italia-del-calcio-perdono-una-leggenda-assoluta/blt5d30e4b431cb95db" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.corriere.it/sport/calcio/26_luglio_31/franco-baresi-morto-68b824b6-b95c-4ed2-b2c0-e4090eb86xlk.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>, è stato un patrimonio dello sport italiano e mondiale, al di là dei colori e delle appartenenze. Il Milan ha annunciato la triste notizia con un comunicato che ha scosso il mondo del calcio:&nbsp;<em>«La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club</em>».</p>



<p>La notizia arriva dopo una giornata di drammatica attesa. Mercoledì 29 luglio erano infatti circolate voci infondate sulla sua morte, prontamente smentite dal club rossonero<a href="https://www.goal.com/it/liste/e-morto-franco-baresi-aveva-66-anni-il-milan-e-l-italia-del-calcio-perdono-una-leggenda-assoluta/blt5d30e4b431cb95db" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Oggi, purtroppo, la conferma ufficiale ha trasformato il timore in lutto per tutti gli appassionati di calcio, e non solo. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta… <a href="https://t.co/a8wNOCUc2o">pic.twitter.com/a8wNOCUc2o</a></p>&mdash; AC Milan (@acmilan) <a href="https://x.com/acmilan/status/2083062918099173495?ref_src=twsrc%5Etfw">July 31, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Una vita in rossonero</h2>



<p>Nato l&#8217;8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Franco Baresi ha vestito un&#8217;unica maglia per tutta la carriera: quella del <strong>Milan</strong><a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Esordì in Serie A a soli 17 anni, il 23 aprile 1978<a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>, e da quel momento non smise mai di scrivere la storia del club.</p>



<p>L&#8217;eterno capitano rossonero ha collezionato&nbsp;<strong>719 presenze</strong>&nbsp;con i Diavoli, risultando il secondo calciatore con più gettoni nella storia del club, dopo Paolo Maldini. Il suo palmarès è da leggenda:&nbsp;<strong>sei scudetti</strong>,&nbsp;<strong>tre Coppe dei Campioni</strong>,&nbsp;<strong>due Coppe Intercontinentali</strong>,&nbsp;<strong>due Supercoppe UEFA</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>quattro Supercoppe italiane</strong><a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Con la nazionale italiana vinse il campionato del mondo del 1982, pur senza scendere in campo, e raggiunse la finale di Stati Uniti 1994 da capitano della selezione azzurra.</p>



<p>Il 1º giugno 1997, all&#8217;età di 37 anni, disputò la sua ultima partita con la maglia del Milan (Milan-Cagliari 0-1), dopo oltre 700 partite disputate con il club di cui è stato capitano e bandiera per ben&nbsp;<strong>15 stagioni</strong><a href="https://www.dailymail.com/sport/football/article-16015881/AC-Milan-forced-release-statement-deny-rumour-club-legend-Franco-Baresi-passed-away-Respect-privacy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Qualche anno dopo l&#8217;addio al campo, il club rossonero ritirò la maglia numero 6, un tutt&#8217;uno con Baresi<a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nel 1999, in occasione del centenario, i tifosi lo elessero giocatore più importante della storia del Milan<a href="https://www.dailymail.com/sport/football/article-16015881/AC-Milan-forced-release-statement-deny-rumour-club-legend-Franco-Baresi-passed-away-Respect-privacy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Dopo il ritiro, Baresi è stato <em>brand ambassador</em> del Milan e, dal 2020, <strong>vicepresidente onorario</strong> del club. La sua ultima apparizione pubblica risale all&#8217;inizio del 2026, quando fu tedoforo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina all&#8217;interno di San Siro, insieme al grande rivale e amico Beppe Bergomi<a href="https://www.repubblica.it/sport/2026/07/31/news/franco_baresi_morto_66_anni_calciatore_milan-425503635/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>In campo <strong>Franco Baresi</strong> era unico. Speciale. Pur non dotato di un fisico imponente, (alto 1,76 m per 70 kg), Baresi compensava con lettura del gioco straordinaria, tempismo perfetto nei contrasti e grande tecnica. «Non c’è mai stato un giocatore che ha capito così bene fisicamente lo spazio… vedeva il gioco meglio di qualsiasi altro da qualsiasi paese e di qualsiasi epoca» disse di lui il grande regista <strong>Werner Herzog</strong>, in un <a href="https://www.nytimes.com/athletic/7198910/2026/05/27/world-cup-franco-baresi-italy-soccer-100/" type="link" id="https://www.nytimes.com/athletic/7198910/2026/05/27/world-cup-franco-baresi-italy-soccer-100/">articolo dedicato al calciatore del Milan pubblicato sul <em>New York Times</em></a>. «Ha smentito l’idea che per essere un grande difensore bisogna essere grandi, forti e veloci. Non contava sulla stazza &#8211; <a href="https://thefootballfaithful.com/franco-baresi-best-quotes-ac-milan/" type="link" id="https://thefootballfaithful.com/franco-baresi-best-quotes-ac-milan/">afferma <strong>Jamie Carragher</strong></a> -.  ma era un organizzatore brillante e quello che gli mancava in velocità lo compensava con le capacità organizzative. Leggeva la partita restando un passo avanti. Fantastico con il pallone: partiva dalla difesa per avviare gli attacchi del Milan».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La malattia e l&#8217;ultimo saluto</h2>



<p>La salute di Baresi aveva cominciato a vacillare nell&#8217;estate del 2025. Un controllo di routine rivelò la presenza di un nodulo polmonare, che venne rimosso con un intervento chirurgico a agosto<a href="https://www.goal.com/it/liste/e-morto-franco-baresi-aveva-66-anni-il-milan-e-l-italia-del-calcio-perdono-una-leggenda-assoluta/blt5d30e4b431cb95db" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Dopo l&#8217;operazione, l&#8217;ex capitano aveva rassicurato i tifosi:&nbsp;<em>«Cari tifosi, voglio comunicarvi che mi ci vorrà un po&#8217; di tempo per rimettermi in forma. Grazie al Milan e a tutti voi per il sostegno e il supporto</em>». Le sue condizioni, tuttavia, sono rimaste delicate: il club aveva parlato di una «terapia di consolidamento a base di immunoterapico»&nbsp;e Baresi era stato costretto a saltare la visita al ritiro estivo del Milan a Milanello<a href="https://www.dailymail.com/sport/football/article-16015881/AC-Milan-forced-release-statement-deny-rumour-club-legend-Franco-Baresi-passed-away-Respect-privacy.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Negli ultimi giorni, le sue condizioni si sono aggravate fino all&#8217;esito drammatico di oggi. Il <strong>Milan ha ricordato il suo capitano con parole che resteranno nella storia</strong>:&nbsp;<em>«Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un&#8217;ora così dura</em>».</p>



<p>Franco Baresi lascia un vuoto incolmabile, per tutti gli amanti di sport. Non era solo un calciatore: era l&#8217;emblema di un calcio che non c&#8217;è più, fatto di valori, di appartenenza e di fedeltà assoluta a una maglia. Come scrisse il grande giornalista <strong>Beppe Viola</strong> presentandolo al grande pubblico:&nbsp;<em>«Si accomodi quindi la nuova stella di San Siro</em>». Quella stella, oggi, si è spenta. Ma il suo ricordo, come la sua numero 6, resterà per sempre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html">L&#8217;addio al &#8220;Piscinin&#8221;: Franco Baresi, il capitano eterno che aveva il Milan nel cuore</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli inglesi ridono dell&#8217;Italia. La demografia e l&#8217;economia ridono di loro</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/gli-inglesi-ridono-dellitalia-la-demografia-e-leconomia-ridono-di-loro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Londra guarda Roma come un monito sul declino demografico. Ma il rischio è che stia leggendo il proprio futuro nello specchio italiano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/gli-inglesi-ridono-dellitalia-la-demografia-e-leconomia-ridono-di-loro.html">Gli inglesi ridono dell&#8217;Italia. La demografia e l&#8217;economia ridono di loro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/istockphoto-836661344-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Il 27 luglio scorso, nientepopodimeno che il <em>Telegraph</em> ha titolato così: <em>L&#8217;Italia sta esaurendo gli italiani. Una catastrofe demografica simile attende la Gran Bretagna.</em> &#8220;Buongiorno Principessa!&#8221;, ci sarebbe da urlare a Mr Sean Thomas, autore del pezzo. Per gli inglesi è quasi uno sport nazionale. Quando c&#8217;è da spiegare cosa non funziona in Europa, l&#8217;Italia è sempre un ottimo punto di partenza. Il <em><a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2026/07/27/italy-is-running-out-of-italians/">Telegraph</a></em> lo ha rifatto con un articolo dedicato al <strong>crollo demografico italiano</strong>, dipingendo il Paese come il laboratorio del declino occidentale: pochi bambini, troppi anziani, salari stagnanti, industria in ritirata.</p>



<p>Fin qui, nulla da eccepire. I numeri sono quelli dell&#8217;Istat e nessuno li mette in discussione. Il problema è un altro. Il <em>Telegraph</em> sembra <strong>raccontare l&#8217;Italia come se fosse un caso patologico</strong>, una deviazione della storia economica europea. Una lettura rassicurante per il lettore britannico, ma decisamente meno convincente se si osservano i dati del Regno Unito. Perché il bello degli editoriali moralisti è che spesso invecchiano molto più rapidamente delle statistiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prima lezione: la demografia non conosce la Brexit</h3>



<p>L&#8217;articolo parte da una constatazione corretta: in Italia nascono sempre meno bambini. Peccato che il Regno Unito stia vivendo la stessa dinamica. Secondo l&#8217;<em>Office for National Statistics</em>, <strong>il tasso di fecondità britannico è sceso al minimo storico</strong>. Anche Oltremanica le donne fanno sempre meno figli, l&#8217;età del primo parto continua a salire e la popolazione invecchia rapidamente.</p>



<p><strong>Nel 2025 in Italia sono nati appena 355 mila bambini, mentre i decessi sono stati 652 mila.</strong> Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, uno dei valori più bassi d&#8217;Europa, e la popolazione italiana continua a ridursi nonostante il contributo dell&#8217;immigrazione, che nel 2025 ha garantito un saldo migratorio positivo di circa 296 mila persone. L&#8217;Istat fotografa un Paese dove il problema non è più una semplice diminuzione delle nascite, ma una trasformazione strutturale della società: meno giovani, più anziani, meno lavoratori disponibili.</p>



<p>Ma qui arriva il primo cortocircuito del racconto britannico. Perché <strong>la demografia non si ferma alla dogana di Dover.</strong> Anche il Regno Unito sta vivendo un forte calo delle nascite. In Inghilterra e Galles il tasso di fertilità è sceso a circa 1,4 figli per donna, il livello più basso dall&#8217;inizio delle serie storiche moderne. Anche Londra deve fare i conti con una generazione più anziana, giovani che rimandano la scelta di avere figli per il costo delle case e della vita e una forza lavoro destinata a restringersi. La differenza è che Londra ha potuto mascherare il problema grazie all&#8217;<strong>immigrazione</strong>. Ed è qui che emerge la prima contraddizione. Per anni una parte consistente della politica britannica ha indicato proprio l&#8217;immigrazione come il principale problema nazionale. Poi è arrivata la <strong>Brexit</strong>, che avrebbe dovuto ridurre gli ingressi e restituire controllo alle frontiere.</p>



<p>Il risultato? <strong>Il Regno Unito oggi registra una delle più alte immigrazioni nette della sua storia recente </strong>perché senza lavoratori stranieri ospedali, assistenza agli anziani, agricoltura, edilizia e ristorazione semplicemente non riescono a funzionare. Insomma: il Paese che per anni ha promesso di fare a meno degli immigrati oggi scopre che senza immigrati rischia di fare la fine dell&#8217;Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Seconda lezione: i salari italiani stagnano. Quelli britannici non stanno festeggiando</h3>



<p>Il <em>Telegraph</em> ricorda che i salari reali italiani sono inferiori rispetto agli anni Novanta. Vero. Ma dimentica un piccolo dettaglio. Dal 2008 il Regno Unito registra <strong>una delle peggiori crescite dei salari reali</strong> tra le economie avanzate dell&#8217;OCSE. La cosiddetta &#8220;<em><strong>lost decade</strong></em>&#8221; britannica è stata analizzata dalla <em>Bank of England</em>, dall&#8217;<em>Institute for Fiscal Studies e dalla Resolution Foundation</em> come la più lunga fase di stagnazione salariale dell&#8217;era moderna. In altre parole, mentre Londra punta il dito contro Roma, milioni di famiglie britanniche affrontano una crisi del costo della vita che ha eroso potere d&#8217;acquisto, consumi e risparmio.</p>



<p>Il <em>Telegraph </em>colpisce un nervo scoperto quando parla dei <strong>salari italiani</strong>. È vero: <em>l&#8217;Italia è il grande malato europeo della crescita salariale. </em>Secondo l&#8217;OCSE, all&#8217;inizio del 2025 i salari reali italiani erano ancora il 7,5% inferiori rispetto ai livelli precedenti alla fiammata inflazionistica del 2021, il peggior risultato tra le grandi economie dell&#8217;organizzazione. È un problema enorme: meno potere d&#8217;acquisto significa meno consumi, meno investimenti familiari e anche meno incentivi a costruire una famiglia.</p>



<p>Ma anche qui il quadro raccontato dal giornale britannico è curiosamente selettivo. Il Regno Unito non è esattamente il paradiso salariale che il confronto lascia immaginare. Dopo la <strong>crisi finanziaria del 2008</strong>, il Paese ha vissuto quella che molti economisti hanno definito una lunga fase di stagnazione dei redditi reali. L&#8217;inflazione energetica e alimentare degli ultimi anni ha colpito duramente le famiglie britanniche e la crescita dei salari reali è tornata positiva solo marginalmente. Secondo l&#8217;Office for National Statistics, nel 2026 la crescita reale delle retribuzioni regolari era appena dello 0,2-0,3% annuo.</p>



<p>L&#8217;Italia è immobile. Il Regno Unito non corre certo a velocità da Formula 1.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Parlare di industria italiana dal salotto della deindustrializzazione britannica</h3>



<p>Il passaggio più curioso è quello dedicato all&#8217;<strong>industria</strong>. L&#8217;articolo osserva che la produzione automobilistica italiana è tornata ai livelli degli anni Cinquanta e che il <strong>Made in Italy</strong> ha perso terreno a favore della <strong>Cina</strong>. È un problema reale. Ma davvero questo arriva dalla patria che negli ultimi quarant&#8217;anni ha assistito alla chiusura di miniere, acciaierie, cantieri navali e di buona parte della manifattura pesante? La stessa Gran Bretagna che oggi discute quotidianamente di <strong>reindustrializzazione</strong>, sicurezza delle filiere e dipendenza strategica dalla Cina? L&#8217;Italia ha perso quote industriali. Il Regno Unito, in molti comparti, ha perso direttamente le industrie. Sono due problemi diversi.</p>



<p>Il Paese che ha dato i natali a marchi come Fiat, Alfa Romeo e Lancia oggi produce una frazione delle vetture che uscivano dalle fabbriche negli anni del boom economico. È un dato innegabile: la produzione automobilistica italiana è crollata rispetto ai livelli storici e negli ultimi anni la crisi del gruppo Stellantis ha riportato al centro del dibattito politico il futuro degli stabilimenti nazionali. <strong>Nel 2024 la produzione italiana di autoveicoli è scesa sotto le 600 mila unità, un livello che non si vedeva dagli anni Cinquanta.</strong> Un dato drammatico se confrontato con gli oltre 1,7 milioni di veicoli prodotti nel 1999 e con i quasi 2 milioni raggiunti nei periodi di massimo splendore della Fiat.</p>



<p>La Gran Bretagna è stata la prima potenza industriale del mondo. La rivoluzione industriale è nata nelle sue fabbriche, nelle miniere di carbone del Galles e dell&#8217;Inghilterra settentrionale, nei cantieri navali di Glasgow, nelle acciaierie di Sheffield. Poi è arrivato il lungo processo di trasformazione. <strong>Negli anni Settanta il settore manifatturiero rappresentava circa un quarto dell&#8217;economia britannica e occupava milioni di lavoratori. Oggi pesa poco più del 10%</strong> del valore aggiunto nazionale e impiega una quota molto più ridotta della forza lavoro.</p>



<p>Tra il 1970 e il 2020 il Regno Unito ha perso milioni di posti di lavoro industriali. La chiusura delle miniere voluta durante il governo di <strong>Margaret Thatcher </strong>negli anni Ottanta è diventata il simbolo di una trasformazione economica che ha privilegiato finanza e servizi rispetto alla produzione. Il caso dell&#8217;automobile è particolarmente emblematico. La Gran Bretagna, che un tempo aveva una delle industrie automobilistiche più importanti d&#8217;Europa, oggi non possiede più grandi marchi automobilistici nazionali indipendenti: Jaguar Land Rover appartiene al gruppo indiano Tata, MG è controllata dalla cinese SAIC, mentre altri marchi storici britannici sono scomparsi o sono stati assorbiti da gruppi stranieri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La morale? Benvenuti nel club.</strong></h3>



<p>Il vero limite dell&#8217;articolo del <em>Telegraph</em> non è nei dati. È nel tono. Trasforma un problema comune a quasi tutte le economie avanzate in una specie di difetto antropologico italiano. Come se gli italiani avessero inventato l&#8217;invecchiamento. Come se la <strong>globalizzazione</strong> avesse colpito solo il distretto della Brianza.</p>



<p>Come se Londra fosse ancora la capitale di un&#8217;economia immune dai problemi che attraversano tutto l&#8217;Occidente. La realtà è molto meno consolatoria. <strong>L&#8217;Italia è arrivata prima</strong>. Ha sperimentato prima il crollo della natalità, la stagnazione della produttività, l&#8217;invecchiamento della popolazione e la pressione sul welfare. Il Regno Unito sta percorrendo una strada diversa, ma nella stessa direzione.</p>



<p><strong>L&#8217;Italia è un paese complicato, ma non è il malato d&#8217;Europa</strong>. È semplicemente il paziente entrato in ambulatorio qualche anno prima degli altri. Il <em>Telegraph</em> ha scambiato la sala d&#8217;attesa per una platea. Peccato che il numero successivo, con ogni probabilità, sia proprio quello del Regno Unito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/gli-inglesi-ridono-dellitalia-la-demografia-e-leconomia-ridono-di-loro.html">Gli inglesi ridono dell&#8217;Italia. La demografia e l&#8217;economia ridono di loro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il governo Meloni verso Safe. Ma più che al riarmo pensa alle sfide nella Ue e alle elezioni 2027 in Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-governo-meloni-attiva-safe-ma-piu-che-al-riarmo-pensa-alle-sfide-nella-ue-e-alle-elezioni-2027-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524803</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-600x562.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-300x281.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-1024x959.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-768x720.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-1536x1439.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Safe, più che il riarmo il messaggio dell'Italia di Meloni è politico e la partita dovrà essere letta a tutto campo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-governo-meloni-attiva-safe-ma-piu-che-al-riarmo-pensa-alle-sfide-nella-ue-e-alle-elezioni-2027-in-italia.html">Il governo Meloni verso Safe. Ma più che al riarmo pensa alle sfide nella Ue e alle elezioni 2027 in Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-600x562.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-300x281.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-1024x959.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-768x720.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250307110523845_3135307189792413914cee5e291a6f62-1536x1439.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un dato politico, prima ancora che legato alle dinamiche militari: l&#8217;annuncio del Ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani </strong>della possibile attivazione da parte dell&#8217;Italia dei <strong>14,9 miliardi di euro di prestiti</strong> a basso tasso d&#8217;interesse segnala l&#8217;adesione del governo di <strong>Giorgia Meloni</strong> a un progetto volto a finanziare il riarmo dei Paesi membri dell&#8217;Unione Europea, ma anche un&#8217;evoluzione dell&#8217;approccio dell&#8217;esecutivo verso Bruxelles e le sue politiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tema di Safe e gli scenari della maggioranza</h2>



<p>Come ben ricostruito da <em>Avvenire</em>, quanto detto dal titolare della Farnesina e leader di Forza Italia ieri non esaurisce il dibattito sulla <strong>Security Action for Europe</strong>, dato che dalla maggioranza di centrodestra emerge la volontà di portare in Parlamento il discorso su richiesta della Lega e sono arrivate le precisazioni del ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong> sulla natura tecnica della scelta, dato che &#8220;Safe non comporta aggiunta di spese militari rispetto a quanto previsto nel bilancio italiano&#8221;.</p>



<p>Vero, però non è da <strong>sottovalutare il messaggio politico che si manda</strong> <a href="https://www.avvenire.it/politica/il-governo-ha-deciso-di-utilizzare-safe-per-il-riarmo-ora-parola-al-parlamento_111417">e, del resto, <em>Avvenire </em>centra il punto della questione</a>: &#8220;Il tema politico di fondo è, e resta, l&#8217;opportunità di accedere a prestiti per il riarmo in una fase economica e sociale così delicata&#8221;, a cui Meloni e i suoi arrivano dopo aver <strong>negoziato margini di manovra per derogare </strong><a href="https://tg24.sky.it/economia/2026/06/04/caro-energia-flessibilita-italia-europa?card=1"><strong>dal 2026 al 2028 dello 0,3% del Pil</strong> rispetto al vincolo di bilancio europeo nel mese di giugno.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre Safe: le partite che attendono l&#8217;Italia</h2>



<p>Meloni deve bilanciare molte dinamiche. C&#8217;entra sicuramente la tendenza a mostrare buona volontà verso Bruxelles dopo che il dialogo condotto da Roma ha prodotto un risultato non scontato e che potrebbe contribuire a affrontare nuove tempeste energetiche dettate dal vento incerto della geopolitica mondiale e c&#8217;entrano anche i nuovi equilibri globali. I prossimi mesi saranno decisivi per l&#8217;Europa e nel prossimo anno, che per il centrodestra di governo porterà anche alla campagna elettorale per il voto del 2027, a Bruxelles e nelle istituzioni Ue <strong>Roma sarà attesa da due partite importanti</strong>. </p>



<p><a href="https://commission.europa.eu/topics/budget/eu-budget-2028-2034-explained_it">Da un lato ci sarà la discussione per il <strong>bilancio pluriennale 2028-2034 dell&#8217;Unione Europea,</strong></a> che per l&#8217;Italia avrà un valore strategico dato che sarà il primo dopo l&#8217;esaurimento della <em>Recovery and Resilience Facility </em>(Rrf) da cui ha attinto risorse il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che ha sorretto gli investimenti pubblici del Paese dopo il Covid-19. Dall&#8217;altro, la <strong>scelta del successore di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html" type="post" id="522256"><strong>Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea</strong>:</a> nell&#8217;ultimo ventennio, segnato da crisi e tensioni, Roma ha potuto provare spesso sulla sua pelle quanto impattino diversi approcci dell&#8217;autorità monetaria su tassi, costo del denaro e politiche di gestione dell&#8217;euro sulla sua economia. E visto che il mandato del presidente della Bce dura otto anni il processo che si svilupperà nel 2027 sarà dall&#8217;alto peso strategico.</p>



<p>Non sfugge, chiaramente, l&#8217;importanza delle due partite: un bilancio capace di sostenere investimenti e crescita rompendo il rischio di nuovi trinceramenti sul rigore, ampliando la potenza di fuoco della spesa nazionale, è nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia in Europa, così come la nomina di una figura alla guida della Bce che non sia <strong>orientata a un uso eccessivamente rigido delle strette fiscali</strong> e sappia leggere la politica monetaria in sinergia con gli impatti concreti su crescita, investimenti, sviluppo. Su quest&#8217;ultimo fronte, un nome &#8220;mediterraneo&#8221; che potrebbe essere gradito all&#8217;Italia, tra quelli che si vociferano, a nostro avviso potrebbe essere <strong>l&#8217;ex capo della Banca centrale spagnola <a href="https://www.luxtimes.lu/businessandfinance/lagarde-watchers-cast-aside-doubts-to-say-shell-finish-ecb-term/158793199.html#:~:text=Former%20Bank%20of%20Spain%20chief,the%20ECB's%20first%20female%20president">Pablo Hernandez de Cos.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Safe e le sfide di Meloni</h2>



<p>Quel che appare chiaro è che Meloni sembra aver deciso di giocare nel gruppo di testa la partita dell&#8217;influenza dell&#8217;Italia nella sfera comunitaria e di non voler rinunciare alle credenziali di leader attenta agli equilibri europei costruite negli anni, e in tal senso decidere l&#8217;adesione del programma Safe può apparire come un&#8217;apertura di buona volontà e un endorsement a un programma ritenuto europeista. Tutto questo in un contesto che, <a href="https://iep.unibocconi.eu/publications/commentaries/more-debt-or-less-security">come ha notato l&#8217;Institute for European Policymaking dell&#8217;Università Bocconi,</a> perché &#8220;Safe non risolve il dilemma politico relativo alla spesa per la difesa&#8221; e &#8220;l&#8217;Italia rimane attualmente soggetta alla procedura per disavanzo eccessivo ai sensi del Patto di stabilità e crescita riformato&#8221; dall&#8217;Ue in un contesto in cui &#8220;le previsioni di crescita economica italiana sono state recentemente riviste al ribasso, riducendo ulteriormente il margine di manovra fiscale del governo&#8221;.</p>



<p><strong>La partita può dunque essere analizzata a trecentosessanta gradi, tenendo in conto sia l&#8217;impatto concreto del prestito Safe</strong> e il fatto che sulla sua effettiva attuazione e sulla quantità di risorse che l&#8217;Italia attingerà ancora bisogna attendere ufficialità e decisioni concrete da un lato, sia l&#8217;ampiezza dello <strong>scacchiere politico europeo dall&#8217;altro</strong>. Certamente andranno analizzate anche le conseguenze interne del provvedimento su Safe che, potenzialmente, può creare linee di faglia tanto nella maggioranza quanto nell&#8217;opposizione. <strong>La Lega e Futuro Nazionale a destra e Alleanza Verdi-Sinistra e il Movimento Cinque Stelle nel campo progressista</strong> andranno monitorati come critici della spinta di Meloni su Safe, mostrando quanto anche l&#8217;agenda estera debba essere tenuta in conto guardando alla costruzione di un&#8217;agenda politica delle coalizioni e dei partiti che si sfideranno al voto del 2027 e che il contesto globale continua a sollecitare. Il governo Meloni dovrà tenere d&#8217;occhio contemporaneamente Italia ed Europa: ed è chiaro che non si guarderà solo al riarmo, ma al posizionamento di Roma e delle sfide che la aspettano.</p>



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		<title>Che sgomento! La stampa italiana nuda e cruda: caso Pirlo e caso Mancini</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/che-sgomento-la-stampa-italiana-nuda-e-cruda-caso-pirlo-e-caso-mancini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se partecipi a un evento del tuo datore di lavoro russo, vieni cacciato. Se alleni la Nazionale degli stragisti sauditi sei perdonato. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/mancini-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ho aspettato, per un po&#8217;. Lo diranno, figurati se non lo diranno. E invece niente, non una Picierno a fare fuoco e fiamme sui giornali sulla decisione di <strong>Roberto Mancini </strong>di &#8220;prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Mohammed bin Salman&#8221;, nemmeno uno straccio di Calenda a intervenire. Taciturni i picchiatori del Corriere della Sera, tipo Fabrizio Roncone, che parlava di &#8220;amichettismo&#8221; per Pirlo scelto da Maldini e Leonardo e deciso nel condannare l&#8217;evento di &#8220;bieca propaganda&#8221; a cui aveva partecipato a Mosca l&#8217;ex giocatore di Milan e Juventus &#8220;mentre quel criminale di Putin bombardava l&#8217;Ucraina&#8221;.</p>



<p>Eh no, cari signori. Con Roberto Mancini siamo su un altro pianeta. Ma in senso letterale. Siamo sul pianeta in cui i morti ammazzati forse contano solo se sono biondi e con gli occhi azzurri. E in cui prestarsi a operazioni di normalizzazione qua va bene e là no. Sul curriculum di allenatore di Mancini ovviamente non si può dire nulla: scudetti con l&#8217;Inter, Coppa Italia con la Lazio, Campionato europeo nel 2021 come leader della Nazionale. Ma per tutto il resto da dire ce n&#8217;è. Amichettismo: tutti sanno della sua amicizia di lunga data con <strong>Giovanni Malagò</strong>, ora presidente della FIGC (Federazione italiana gioco calcio) e già presidente del Coni, e delle partite di calcio a cinque nei circoli romani. Che infatti voleva lui fin da subito. Ma, a quanto pare, c&#8217;è amichettismo e amichettismo. Dev&#8217;essere questo che sta facendo digerire a tutti il fatto che venga recuperato un allenatore che, appena partita la corsa per la qualificazione al Mondiale Usa-Canada-Messico (forse anche per questo poi mancata) <strong>decise di mandare a quel Paese la nostra Nazionale e di andare a guadagnare tantissimi soldi in più in Arabia Saudita </strong>prima, come allenatore della locale Nazionale, e poi in Qatar nell&#8217;Al-Sadd.</p>



<p>Allora, a parte il trattamento di m&#8230; riservato alla nostra Nazionale da Mancini, che già basterebbe a tenerlo lontano da Coverciano se non fosse per gli amici importanti che ha, forse la Picierno, Calenda e compagnia giornalistica non sanno che <strong>Arabia Saudita e Qatar non sono esattamente la Svizzera e il Lussemburgo.</strong></p>



<p>Due informazioni due. L&#8217;Arabia Saudita dal 2015 guida una coalizione militare in guerra con gli Houthi. I<strong>n questa guerra sono morte 150 mila yemeniti solo nei primi quattro anni. A fine 2021 il conto era salito a quasi 400 mila,</strong> con almeno 15 mila civili uccisi in attacchi diretti dei sauditi. Due terzi di loro erano bambini. E adesso siamo nel 2026. Pensate che magnifica &#8220;operazione di normalizzazione&#8221;, per i sauditi, coprire di dollari l&#8217;allenatore campione d&#8217;Europa per metterlo alla guida della propria Nazionale. Vero Picierno?</p>



<p>Vogliamo parlare un pochino anche del Qatar? Qui, figuriamoci, ci hanno fatto pure un Campionato del mondo nel 2022, quindi lo sdoganamento è totale. <strong>Peccato che il Qatar sia stato e sia anche il principale finanziatore di Hamas </strong>(7 ottobre 2023, moralisti vi dice niente?), a cui ha versato una media di 30 milioni di dollari al mese per decenni. E mica basta. Nell&#8217;agosto del 2014 il <em>New York Times </em>pubblicò un&#8217;editoriale intitolato &#8220;Un Club Med per i terroristi&#8221; di <strong>Ron Prosor,</strong> allora rappresentante permanente di Israele presso le Nazioni Unite, che descriveva il tentativo del Qatar di migliorare la propria immagine finanziando importanti università straniere a Doha e facendosi assegnare i Mondiali di calcio del 2022, pur sostenendo contemporaneamente Hamas, al-Qaeda e i Fratelli Musulmani. Nel dicembre di quello stesso anno, i deputati Brad Sherman (Democratico) e Peter Roskam (Repubblicano) <strong>chiesero al governo degli Stati Uniti, di imporre sanzioni al Qatar,</strong> chiedendo al contempo un rapporto completo sulle attività svolte in Qatar da individui, enti di beneficenza e organizzazioni che finanziavano Hamas, l&#8217;ISIS, al-Qaeda e il Fronte al-Nusra. Il Dipartimento di Stato rispose esaltando le buone relazioni con il Qatar ma ammettendo che il monitoraggio e il perseguimento dei finanziatori del terrorismo e delle organizzazioni benefiche da parte del Qatar erano&#8221;incoerenti&#8221;.</p>



<p>E se vogliamo dirla tutta, Mancini ha pure allenato lo Zenit San Pietroburgo nel 2017-2018, cioè abbondantemente dopo l&#8217;occupazione della Crimea da parte dei russi. <strong>E lo Zenit appartiene a Gazprom, la grande azienda del gas controllata dal Governo russo. </strong>Picierno, dove sei? Calenda, più astuto, sul caso Pirlo ha detto che &#8220;«Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 <strong>non dovrebbe ricoprire cariche nazionali</strong> ». Salvo Mancini, quindi, ma salvo anche lui che da ministro, nel 2016, nella Crimea occupata diceva che la Russia era un partner importante e che bisognava tenere buoni rapporti. Un errore, ha detto poi. Come fa ora anche Mancini, ultimo adepto del partito tutto italiano dei pentiti al momento giusto.</p>



<p>Quindi pensate un po&#8217;: questo è meglio, più dignitoso e all&#8217;altezza degli sdegni che sbandierate, che andare a Mosca per un evento del tuo datore di lavoro (Sergey Lomakin è il proprietario della squadra che Pirlo allena negli Emirati Arabi Uniti)? Questa è la nera realtà (per meglio dire: una parte di essa) e non c&#8217;è alcun detersivo politico-mediatico che possa sbiancarla, cari i miei cicci belli. Ma non vi preoccupate, andate avanti così. D&#8217;altra parte state per sconfiggere la Russia, i vostri partiti hanno sempre più voti, i vostri giornali vendono sempre più copie e la nostra Nazionale va benissimo. Con immutata stima, vostro</p>



<p><strong>Senatore Palpatine</strong></p>
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		<title>Pirlo, niente nazionale: l&#8217;ex campione del mondo vittima della caccia alle streghe antirussa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/pirlo-niente-nazionale-lex-campione-del-mondo-vittima-della-caccia-alle-streghe-antirussa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1917" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-1024x593.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-768x445.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-1536x889.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>Andrea Pirlo non è stato nominato CT dell'Italia per via di un clima di russofobia che ha trasformato un contratto commerciale in un processo politico</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1917" height="1110" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-300x174.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-1024x593.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-768x445.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-1536x889.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260727121312437_735012e2db7f4b12f889e33da4878653-e1785147220929-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p><strong>Andrea Pirlo</strong> aveva il contratto in tasca. La firma che lo avrebbe consacrato erede di <strong>Gennaro Gattuso</strong> — e di Silvio Baldini — sulla panchina più prestigiosa d&#8217;Italia sembrava questione di ore. Ma la scelta di <strong>Paolo Maldini</strong> e <strong>Leonardo</strong> per ridare slancio alla Nazionale si è scontrata con un ostacolo che nulla ha a che fare con schemi tattici o risultati sul campo: il clima di russofobia diffuso in Europa già prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 2022.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pirlo e il messaggio sui social </h2>



<p>Pirlo, dunque, non sarà il prossimo commissario tecnico e Paolo Maldini sembra essere pronto a lasciare, insieme a Leonardo. L&#8217;attuale allenatore dello United FC di Dubai è stato costretto a rompere il silenzio con un post sui social, dopo la bufera mediatica degli ultimi giorni, per prendere atto della decisione di <strong>Giovanni Malagò</strong>. Lo ha fatto con parole che sanno di delusione e amarezza:&nbsp;<em>«La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono»</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04-1024x854.jpg" alt="" class="wp-image-524486" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04-1024x854.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04-300x250.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04-768x641.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04-600x501.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-27-alle-11.58.04.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Un accordo a cui, una volta sulla panchina azzurra, avrebbe probabilmente rinunciato. Ma ormai era troppo tardi. In Italia, chi intrattiene rapporti di varia natura con Mosca rischia di essere trattato come un appestato o un traditore, soprattutto da chi si arroga il diritto di dettare la verità storica e zittire chiunque la pensi diversamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il capo d&#8217;accusa: Fonbet e il legame con Mosca</strong></h2>



<p>L&#8217;accusa? Un contratto da ambasciatore globale per <strong>Fonbet</strong>, società russa di scommesse riconducibile a Sergey Lomakin, magnate che possiede anche la squadra allenata da Pirlo. Di per sé, i rapporti con il gioco d&#8217;azzardo avrebbero già creato problemi con le norme FIGC. Ma l&#8217;accusa che ha davvero fatto tremare i palazzi del calcio è un&#8217;altra: fare da testimonial a un&#8217;azienda russa. Come se fosse un reato. <em>«Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto»</em>, ha ribadito Pirlo.</p>



<p>L&#8217;ex campione di <strong>Brescia, Milan e Juventus</strong> è finito — insieme a Maldini e alla stessa Juventus — nel tritacarne mediatico alimentato da una minoranza rumorosa ma influente.&nbsp;<em>«Accolgo con soddisfazione la scelta di non nominare Andrea Pirlo Ct della Nazionale. È una scelta giusta e doverosa, considerato ciò che Pirlo ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin»</em>, ha scritto su X Paola Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo che più di tutti, sostenuta da Carlo Calenda e dal presidente del Senato, La Russa, ha condotto questa guerra contro il campione bresciano. La stessa Picierno che, tuttavia, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/03/29/picierno-pd-incontro-lobby-estrema-destra-israele-polemica-surreale/7932989/" type="link" id="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/03/29/picierno-pd-incontro-lobby-estrema-destra-israele-polemica-surreale/7932989/">non esita a incontrare con nonchalance <strong>lobby israeliane di estrema destra</strong></a> &#8211; nello specifico, un’organizzazione di ex militari che sostiene le iniziative e&nbsp;<strong>gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania</strong>, ndr &#8211; per poi ergersi a giudice morale degli altri. Davvero complimenti per la coerenza. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">COME PERDERE L’ APPOGGIO VERSO LA SACROSANTA CAUSA UCRAINA.<br><br>La follia del caso Pirlo (e non è quella dell’allenatore, ma di chi chi ne sta chiedendo la revoca).<br><br>—————————————————<br><br>Già, purtroppo, la causa ucraina è tra le meno popolari per gli italiani. <br><br>Ma non perdiamo…</p>&mdash; Luigi Marattin (@marattin) <a href="https://x.com/marattin/status/2081393485509214347?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In questa vicenda, il dibattito sportivo è stato travolto da un clima nel quale il <strong>fanatismo di una sparuta minoranza, che rappresenta a malapena il 5% degli italiani, prevale sulla ragione e sul buon senso</strong> e su ciò che pensa la stragrande maggioranza degli italiani. Che magari erano divisi sulla scelta di Pirlo come allenatore, ma per ragioni sportive. Non per via di questa delirante campagna politico-mediatica che, purtroppo, ha avuto successo. Perché fermiamoci un attimo e guardiamo ai fatti. Cosa ha fatto davvero Pirlo? Ha mai inneggiato a Putin, giustificato l&#8217;invasione o diffuso propaganda filo-Cremlino? Non esiste una registrazione, un&#8217;intervista, un tweet in tal senso. Esiste solo un rapporto di lavoro con un&#8217;azienda russa collegata alla squadra che allena. <a href="https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html">Nel calcio moderno, sponsor e scommesse viaggiano spesso di pari passo con calciatori e allenatori</a>. Se ci scandalizziamo di questo, allora il calcio dovrebbe chiudere. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un clima politico sempre più asfissiante</strong></h2>



<p>Questa vicenda restituisce l&#8217;immagine di un clima politico di maccartista memoria che qualcuno vuole imporre anche qui, in Italia, come se fossimo la Lituania o la Polonia. Sembra la replica dello stesso copione già utilizzato contro intellettuali e voci scomode: <a href="https://it.insideover.com/politica/buttafuoco-e-la-biennale-come-dare-addosso-a-uno-che-pensa-ancora-con-la-propria-testa.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/buttafuoco-e-la-biennale-come-dare-addosso-a-uno-che-pensa-ancora-con-la-propria-testa.html">come nel caso del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco</a>, «punito» dall&#8217;Unione europea per aver aperto il padiglione russo. Si alza il polverone, si grida alla “minaccia russa” e il contraddittorio viene sepolto sotto una coltre di sospetti. Così un grande ex calciatore viene allontanato dalla panchina dell&#8217;Italia non perché ritenuto inadeguato sul piano tecnico, ma perché la sua immagine è stata giudicata «contaminata» dal contatto con una società di un Paese considerato un «nemico assoluto». </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pirlo-niente-nazionale-lex-campione-del-mondo-vittima-della-caccia-alle-streghe-antirussa.html">Pirlo, niente nazionale: l&#8217;ex campione del mondo vittima della caccia alle streghe antirussa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I rapporti di Pirlo con la Russia fanno discutere ma il calcio è pieno di casi anche più clamorosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 04:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di contraddizioni del genere il calcio ne ha vissute molte, troppe per salire su un piedistallo morale nel solo caso di Pirlo. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La telenovela per scegliere il nuovo allenatore della Nazionale italiana di calcio si è arricchita negli ultimi giorni di una complicazione decisamente prevedibile. Il favorito per sedersi sulla panchina azzurra, <strong>Andrea Pirlo,</strong> è stato messo in discussione prima ancora dell&#8217;annuncio ufficiale, e non per ragioni propriamente sportive, ma per <strong>i suoi rapporti con la Russia</strong>.</p>



<p>È riemerso, infatti, un <a href="https://www.theguardian.com/football/2026/may/27/andrea-pirlo-marco-materazzi-criticised-attending-football-day-russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo del <em>Guardian</em></a> dello scorso maggio, passato inizialmente abbastanza sottotraccia nel nostro Paese: raccontava del viaggio a Mosca di Pirlo e di un altro noto ex calciatore italiano, <strong>Marco Materazzi</strong>, per partecipare a un festival dedicato al calcio internazionale. La partecipazione dei due campioni del mondo del 2006 era stata organizzata da <strong>Fonbet</strong>, un&#8217;importante società di scommesse russa che ha tra i propri investitori anche <strong>Sergey Lomakin</strong>, il proprietario dello United FC di Dubai, il club allenato da un anno proprio da Pirlo.</p>



<p>La collaborazione tra il probabile nuovo allenatore dell&#8217;Italia e Fonbet è stata siglata ufficialmente lo scorso ottobre, e vede Pirlo nella veste di global ambassador del brand. Di per sé, questa partnership sarebbe problematica anche se non riguardasse una società russa: il ruolo di commissario tecnico della Nazionale comporta<strong> l&#8217;interruzione di qualsiasi rapporto commerciale con società legate al mondo del gioco d&#8217;azzardo</strong>. Ma l&#8217;accusa che ha fatto più discutere è chiaramente quella di essere pagato dalla Russia (o comunque da oligarchi vicini al governo russo).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Andrea Pirlo’s hopes of becoming Italy coach took another battering after FC United owner Sergey Lomakin denied he was behind the contract with Russian gambling company Fonbet.<a href="https://x.com/hashtag/Azzurri?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Azzurri</a> <a href="https://x.com/hashtag/Calcio?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Calcio</a> <a href="https://x.com/hashtag/Pirlo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pirlo</a> <a href="https://x.com/hashtag/UnitedFC?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UnitedFC</a> <a href="https://x.com/hashtag/Nazionale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Nazionale</a> <a href="https://t.co/0N4CYct9WY">pic.twitter.com/0N4CYct9WY</a></p>&mdash; Football Italia (@footballitalia) <a href="https://x.com/footballitalia/status/2081465442636300438?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Con Pirlo non è stato tenero neppure <strong>Andriy Shevchenko</strong>, suo ex compagno di squadra ai tempi del Milan e oggi portavoce di primo piano della causa ucraina, al punto da essere uno dei consiglieri di Volodymyr Zelenskyy. &#8220;Ho parlato direttamente con molti di loro e ho espresso chiaramente la mia contrarietà. Condanno ciò che hanno fatto&#8221; <a href="https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/nazionale/anche-shevchenko-contro-pirlo-per-i-rapporti-con-la-russia-condanno-quello-che-ha-fatto-mi-ha-ferito_114834906-202602k.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha spiegato Shevchenko</a>, riferendosi non solo a Pirlo e Materazzi, ma anche a Francesco Totti, che nell&#8217;aprile del 2025 aveva partecipato a un evento a Mosca organizzato da un&#8217;altra società di scommesse, Bookmaker Ratings.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le controversie e i doppi standard del calcio</h2>



<p>Il caso di Pirlo non è, quindi, unico. Ma tracciare una linea morale riguardo a questi rapporti, nel mondo del calcio, è molto più complicato di quanto sembri. Le due alternative più discusse per la panchina dell&#8217;Italia, a ben vedere, presentano situazioni non molto differenti. <strong>Antonio Conte</strong> è stato allenatore del Chelsea tra il 2016 e il 2018, ai tempi in cui il club inglese era di proprietà dell&#8217;imprenditore russo Roman Abramovich, molto vicino a Putin al punto che, dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, dovette vendere la squadra. <strong>Roberto Mancini</strong> è stato allenatore, nella stagione 2017/18, dello Zenit San Pietroburgo, ovvero del club di proprietà di Gazprom.</p>



<p>Anche l&#8217;ex ct dell&#8217;Italia <strong>Luciano Spalletti </strong>ha allenato lo Zenit, tra il 2009 e il 2014, senza che nessuno avesse in alcun modo obiettato alla sua nomina. Si può obiettare che, nel suo caso, il lavoro in Russia era stato in un&#8217;epoca in cui l&#8217;atteggiamento generale verso Putin era molto differente da quello attuale. Ma le esperienze di Mancini e Conte sono state successive al 2014, l&#8217;anno dell&#8217;annessione della Crimea e dell&#8217;inizio della guerra nel Donbass, che rappresentano il prologo dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina dei otto anni dopo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Italy’s coaching search gets even crazier… <br><br>Gazzetta reports Paolo Maldini could resign if he’s not allowed to appoint Pirlo as Italy’s next coach.<br><br>Reminder: Maldini only took the job 16 days ago. <a href="https://t.co/4RtvOIccII">pic.twitter.com/4RtvOIccII</a></p>&mdash; Italian Football TV (@IFTVofficial) <a href="https://x.com/IFTVofficial/status/2081429594779861442?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Allungando lo sguardo oltre la Russia, le connessioni discutibili degli allenatori che sono stati affiancati all&#8217;Italia in questi giorni non mancano. Il già citato Mancini è stato <strong>allenatore dell&#8217;Arabia Saudita tra il 2023 e il 2024</strong>, nonostante l&#8217;esercito di Riad sia ancora profondamente impegnato nella guerra in Yemen: <a href="https://caat.org.uk/data/countries/saudi-arabia/the-war-on-yemens-civilians/" id="https://caat.org.uk/data/countries/saudi-arabia/the-war-on-yemens-civilians/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si stima</a> che siano morte almeno 377.000 persone in circa undici anni di conflitto. <strong>Pep Guardiola</strong>, che è stato a lungo il candidato principale per la panchina della Nazionale, ha trascorso gli ultimi dieci anni sulla panchina del Manchester City, un club di proprietà degli Emirati Arabi Uniti, il cui ruolo in varie guerre in giro per il mondo, tra cui soprattutto quella in Sudan, è stato <a href="https://www.nytimes.com/2025/06/29/world/middleeast/emirates-manchester-city-soccer-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ampiamente dimostrato</a>.</p>



<p>Nel 2024, la Salernitana ingaggiò l&#8217;attaccante israeliano <strong>Shon Weissman</strong>, che mesi prima aveva pubblicato sui social diversi messaggi che supportavano i crimini di guerra dell&#8217;IDF a Gaza, e nemmeno nel suo caso ci furono proteste (cosa avvenuta, invece, <a href="https://it.insideover.com/politica/inneggi-ai-bombardamentisu-gaza-e-noi-non-ti-ingaggiamo-shon-weissman-e-il-fortuna-dusseldorf.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in Germania</a>). Di contraddizioni del genere, il calcio italiano ne ha vissute molte negli ultimi anni, troppe per poter salire su un piedistallo morale nel solo caso di Andrea Pirlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html">I rapporti di Pirlo con la Russia fanno discutere ma il calcio è pieno di casi anche più clamorosi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Belpaese. A Photographic journey. L’Italia nelle collezioni fotografiche della Fondazione di Venezia al M9 Museo del ‘900 di Mestre</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/belpaese-a-photographic-journey-litalia-nelle-collezioni-fotografiche-della-fondazione-di-venezia-al-m9-museo-del-900-di-mestre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 17:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524280</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="820" height="539" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg 820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p>Visitare&#160;“Belpaese. A Photographic journey. L’Italia nelle collezioni fotografiche della Fondazione di Venezia”,&#160;a cura di&#160;Denis Curti, in mostra da&#160;M9 Museo del ’900&#160;di&#160;Mestre&#160;(Venezia)&#160;fino al 13 settembre, è come affacciarsi da una finestra sull’Italia del secolo scorso. La selezione di una cinquantina di fotografie proviene dalla vasta collezione della Fondazione di Venezia: un patrimonio di 2.500 scatti, in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/belpaese-a-photographic-journey-litalia-nelle-collezioni-fotografiche-della-fondazione-di-venezia-al-m9-museo-del-900-di-mestre.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/belpaese-a-photographic-journey-litalia-nelle-collezioni-fotografiche-della-fondazione-di-venezia-al-m9-museo-del-900-di-mestre.html">Belpaese. A Photographic journey. L’Italia nelle collezioni fotografiche della Fondazione di Venezia al M9 Museo del ‘900 di Mestre</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="820" height="539" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg 820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
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<p>Visitare&nbsp;<strong>“Belpaese. A Photographic journey. L’Italia nelle collezioni fotografiche della Fondazione di Venezia”,</strong>&nbsp;a cura di&nbsp;<strong>Denis Curti</strong>, in mostra da&nbsp;<strong>M9 Museo del ’900</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Mestre</strong>&nbsp;(Venezia)&nbsp;<strong>fino al 13 settembre</strong>, è come affacciarsi da una finestra sull’Italia del secolo scorso.</p>



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<p>La selezione di una cinquantina di fotografie proviene dalla vasta collezione della Fondazione di Venezia: <strong>un patrimonio di 2.500 scatti, in progressivo incremento, in gran parte arrivati con l’acquisizione nel 2007 del fondo Zannier (circa 12mila volumi e 1.300 fotografie originali, dalla dagherrotipia alla stampa digitale), a cui si sono aggiunte le raccolte dall’archivio milanese Forma.</strong> L’obiettivo raggiunto con queste acquisizioni, anche attraverso il lavoro di restauro e digitalizzazione, è quello di aver scongiurato la dispersione di una rara visione d’insieme con una raccolta che consente un viaggio attraverso 170 anni di stili e autori. Denis Curti è consulente per la gestione e valorizzazione di questo patrimonio, oltre che direttore artistico delle Stanze della Fotografia a Venezia, in passato ha diretto la Biennale Internazionale di Fotografia di Torino, l’agenzia Contrasto e il mensile «Il Fotografo. Belpaese», e M9 si erge come un’apparizione in una zona un tempo degradata nel centro di Mestre, progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, inaugurato nel 2018. “Circondato da diversi edifici dismessi, è stata una scommessa, un’operazione di rigenerazione urbana finanziata dalla Fondazione di Venezia, -spiega la direttrice&nbsp;<strong>Serena Bertolucci</strong>, che è anche docente all’Università di Genova di Interpretazione e valorizzazione del patrimonio culturale-. Nel decennale, possiamo dire che i risultati sono eccellenti: M9 ha visto la presenza di 700 classi nel 2025, ha staccato 70mila biglietti, con un incremento di visitatori molto significativo negli ultimi anni, ma se si contano i partecipanti agli eventi che il Museo organizza si arriva a 130mila presenze, per non parlare degli effetti a ricaduta sul quartiere e di un record tutto speciale, quello della più lunga permanenza all’interno di un museo». <strong>La sua mission è quella di raccontare la storia che il nostro Paese ha attraversato nel ’900, un unicum in Italia, </strong>sottolinea la direttrice, e un compito che M9 intende perseguire “facendo ricorso a tutte le forme di ingegno e creatività. Gli studenti di Ca’ Foscari hanno definito M9 “terzo luogo”, definizione che trovo molto pertinente, destinato a intercettare diversi interessi e rivolto a una vasta e variegata platea”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="820" height="539" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg" alt="" class="wp-image-524282" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1.jpg 820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Belpaese-1-600x394.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p>La selezione operata per la mostra “Belpaese” costruisce un sentiero di immagini che ritraggono l’Italia dagli anni Cinquanta ad oggi secondo la visione di fotografi come&nbsp;<strong>Mario Giacomelli</strong>,<strong>&nbsp;Ferdinando Scianna</strong>,<strong>&nbsp;Italo Zannier</strong>,<strong>&nbsp;Aldo Beltrame</strong>,<strong>&nbsp;Fulvio Roiter</strong>,<strong>&nbsp;Nino Migliori</strong>,<strong>&nbsp;Tazio Secchiaroli</strong>,<strong>&nbsp;Luca Campigotto</strong>,<strong>&nbsp;Mimmo Jodice</strong>,<strong>&nbsp;Maurizio Galimberti</strong>,<strong>&nbsp;Gianni Berengo Gardin</strong>,<strong>&nbsp;Francesca Spanio</strong>,<strong>&nbsp;Elio Luxardo&nbsp;</strong>ed<strong>&nbsp;Elisabetta Catalano</strong>. Un percorso che si snoda suggestivamente circondato dalle immagini e dai suoni di alcuni frame dalle pellicole del cinema italiano che hanno fatto la storia del ’900. “La mostra, spiega il curatore Denis Curti, si configura come un viaggio tra due modalità interpretative, due modi diversi di guardare l’Italia: da un lato la prospettiva documentaria, attraverso la quale molti autori hanno saputo raccontare la condizione dell’uomo e il suo tessuto sociale con estrema lucidità, registrando la realtà con occhio attento e responsabile. Dall’altro, emerge una forte propensione a dedicarsi alla sfera evocativa, a quel processo figurativo che richiede all’osservatore una partecipazione attiva nel decifrare i messaggi nascosti sotto la superficie ambigua di ogni fotogramma. Due modi entrambi essenziali per comprendere nel profondo il nostro Paese. La selezione operata per questa mostra procede da una curatela attenta delle collezioni Zannier e Forma, due nuclei che rappresentano due diverse stagioni della fotografia italiana nel secondo ’900. Due acquisizioni distinte che, riunite in un unico corpo, inquadrano lo spettro fluido della storia fotografica”.</p>
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