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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2026 06:03:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da dove nasce la violenza nelle piazze? L&#8217;intervista alla sociologa Katia Pilati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/da-dove-nasce-la-violenza-nelle-piazze-lintervista-alla-sociologa-katia-pilati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 06:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Katia Pilati]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'intervista alla professoressa Katia Pilati sulle violenze all'interno delle manifestazioni in Italia e in Francia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/da-dove-nasce-la-violenza-nelle-piazze-lintervista-alla-sociologa-katia-pilati.html">Da dove nasce la violenza nelle piazze? L&#8217;intervista alla sociologa Katia Pilati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/11/italia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Dopo gli scontri in Italia delle ultime settimane, la professoressa di Sociologia dell’Università di Trento, Katia Pilati, spiega perché la violenza non si legge nelle intenzioni dei singoli ma nelle interazioni tra manifestanti, forze dell’ordine e organizzazioni, e cosa cambia con la risposta dello Stato.</em></p>



<p><strong>Chi sono i violenti?</strong> È la domanda che sta dominando il dibattito italiano dopo il 17 ottobre, quando a Milano il corteo contro il caro vita è stato sopraffatto da centinaia di giovanissimi vestiti di nero: bombe carta contro la polizia, vetrine sfondate, negozi saccheggiati e il giorno dopo nuovi disordini. La prima stima di <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/18/confcommercio-a-milano-oltre-mezzo-milione-di-euro-di-danni_fb2d8576-5aed-4c56-8627-d901b82738e6.html">Confcommercio</a> per Milano è stata di una perdita di circa mezzo milione di euro, solamente a causa dei danni. </p>



<p>Il governo ha risposto con un <a href="https://www.governo.it/en/node/32881">decreto sicurezza</a>: fino a cinque anni di carcere per chi partecipa a cortei violenti, fermo preventivo esteso anche ai minorenni e 500 militari nel capoluogo lombardo.&nbsp;In Italia, solo nella giornata del 24 ottobre, il bilancio del Dipartimento di pubblica sicurezza è stato di 9 arrestati, 87 denunce e 371 persone accompagnate e fermate negli uffici di pubblica sicurezza, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri. I cortei, a cui hanno preso parte migliaia di persone, si sono svolti in otto città e sono stati per la maggior parte pacifici, secondo <a href="https://www.famigliacristiana.it/attualita/italia/le-piazze-del-24-ottobre-il-bilancio-del-giorno-dopo-e-le-domande-aperte">Famiglia Cristiana</a>. <a href="https://www.avvenire.it/politica/lautunno-caldo-e-lallerta-continua-del-viminale_114848">Avvenire</a> parla di quasi 5mila identificati, <a href="https://www.amnesty.it/italia-gestione-ordine-pubblico-manifestazioni/">Amnesty</a> di oltre 4.200.</p>



<p>Ma per <strong>Katia Pilati, professoressa di Sociologia politica dell&#8217;Università di Trento</strong>, la domanda da cui partire è un’altra: non chi siano i violenti, ma come e in quali condizioni una protesta si trasforma in violenza, <strong>rivelando spesso, dietro ai saccheggi e alle vetrine rotte, una profonda richiesta di riconoscimento da parte dei più giovani</strong>. InsideOver ha parlato con la sociologa di Gen Z, di <em>riot</em> e movimenti e di cosa cambia quando lo Stato risponde con la repressione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La Gen Z è la sola protagonista di queste manifestazioni?</strong></h3>



<p>V&#8221;orrei prima di tutto fornire un chiarimento sul concetto di <strong>Gen Z, un’etichetta che indica i giovani nati tra il 1997 e il 2012</strong>. Si tratta di una categoria che <strong>non implica necessariamente l’esistenza </strong>di un’identità politica condivisa o, nel caso delle proteste, <strong>di mobilitazioni organizzate intorno a un’identità generazionale</strong>, e alla percezione di appartenere a un gruppo che condivide esperienze di eventi sociali, politici, economici e culturali significativi.</p>



<p><strong>Affinché la Gen Z possa essere considerata un attore politico collettivo, non è sufficiente che i partecipanti siano giovani</strong> o condividano alcune rivendicazioni o persino simboli. I simboli condivisi possono contribuire alla costruzione di alcuni legami perché suggeriscono forme di riconoscimento reciproco e offrono un linguaggio comune. Tuttavia, la loro presenza non è sufficiente, da sola, a dimostrare l’esistenza di un progetto politico condiviso, o di un «noi» generazionale. Stabilire se un gruppo di questo tipo stia effettivamente emergendo è una questione empirica e <strong>in questo momento non mi sembra che ci siano le condizioni per definirla tale</strong>&#8220;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa ci dicono, da questo punto di vista, le giornate di Milano tra il 16 e il 18 ottobre?</strong></h3>



<p>&#8220;Le proteste milanesi del 16-18 ottobre offrono alcune evidenze in tal senso &#8211; anche se non abbiamo ancora dati raccolti in maniera sistematica &#8211; mostrando chiaramente la diversità delle proteste. <strong>La manifestazione e il corteo studentesco di venerdì 16 ottobre</strong> e le precedenti iniziative degli studenti liceali e universitari costituiscono momenti di mobilitazione <strong>molto distinti rispetto alla giornata del 18 ottobre segnata dagli scontri in centro e dai saccheggi.</strong> È quindi <strong>importante non identificare i partecipanti a queste diverse mobilitazioni con un unico movimento</strong>, né considerarli espressione di una Generazione Z politicamente omogenea&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi altro c’è in piazza oltre ai giovani?</strong></h3>



<p><strong>&#8220;Ci sono state varie situazioni durante le quali gli studenti hanno manifestato con genitori e insegnanti</strong>, sostenuti da organizzazioni giovanili, di partito, da sindacati come nel caso delle proteste dei liceali <strong>in Francia</strong>. Altre proteste in cui osserviamo la partecipazione di vari attori sono gli <strong>scioperi generali che spesso riuniscono studenti, organizzazioni </strong>di vario tipo, lavoratori e cittadini&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come si organizza la Gen Z rispetto a millennial e alle generazioni precedenti?</strong></h3>



<p>&#8220;Non esiste un’unica modalità di organizzazione delle proteste da parte dei giovani, anche se si possono individuare <strong>alcuni elementi comuni, come l’uso dei social media.</strong> Il caso di Milano tra il 16 e il 18 ottobre è particolarmente interessante perché mostra la presenza di forme di mobilitazione con livelli di organizzazione e spontaneità molto diversi: dai <strong>cortei del 16 ottobre promossi da giovani inseriti in reti e collettivi studenteschi,</strong> alle <strong>proteste del 18 ottobre che hanno mostrato un elevato grado di spontaneità</strong>, con forme di coordinamento e organizzazione affidate prevalentemente ai <strong>social media</strong>&#8220;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come si sono differenziate, nel concreto, le tre giornate?</strong></h3>



<p>&#8220;<strong>Venerdì 16 ottobre</strong> centinaia di studenti delle scuole superiori e delle università hanno partecipato al corteo <strong>«Nessuno è straniero» </strong>le cui rivendicazioni riguardavano l’inclusione scolastica, l’opposizione al tetto agli alunni stranieri, il caro-affitti, la sicurezza degli edifici scolastici, il finanziamento dell’istruzione e il riarmo. Si è trattato di una <strong>mobilitazione promossa all’interno di circuiti studenteschi e politici riconoscibili.</strong> </p>



<p><strong>La mobilitazione di sabato 17 ottobre</strong>, convocata con il nome <strong>«Italia in Piazza»</strong>, presentava un <strong>profilo più eterogeneo</strong> sia per le rivendicazioni che per il tipo di attori. In quella giornata erano presenti collettivi studenteschi, ma anche ragazzi esterni ai circuiti organizzati, raggiunti dagli appelli diffusi sui social media, in particolare su TikTok.</p>



<p><strong>Domenica 18 ottobre</strong>, infine, ci sono stati <strong>nuovi raduni e proteste, con numerosi giovani</strong> <strong>protagonisti di saccheggi e disordini richiamati soprattutto da messaggi che sono circolati sui social media. </strong>In questo caso, nessuna organizzazione è stata identificata, se non la piattaforma chiamata successivamente «Movimento 17 ottobre»&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I social media bastano a spiegare la differenza tra una giornata e l’altra?</strong></h3>



<p>&#8220;Sebbene <strong>i social media</strong> abbiano svolto un <strong>ruolo importante nel mobilitare </strong>la protesta in tutte queste occasioni, <strong>una differenza tra le diverse giornate riguarda la presenza o meno di organizzazioni</strong>, come collettivi studenteschi e associazioni giovanili. Questa differenza ha inciso notevolmente sulle forme di azione adottate poiché <strong>in presenza di organizzazioni è tendenzialmente più facile coordinare la protesta, e mediare nei momenti di tensione.</strong> Quando non è possibile identificare un interlocutore diventa difficile stabilire chi possa parlare a nome dei partecipanti, e negoziare soluzioni&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Queste piazze somigliano più a un &#8220;riot&#8221;, come la Francia del 2005, o a un movimento,</strong> <strong>come i gilet gialli? Questa distinzione regge ancora?</strong> </h3>



<p>&#8220;Sì, esiste una differenza tra riot e movimento sociale, ma va innanzitutto precisato che <strong>la categoria</strong> <strong>di riot è stata ampiamente criticata dalla letteratura sociologica </strong>poiché tende a rappresentare la <strong>protesta come un’espressione spontanea, disorganizzata e violenta</strong>, riconducibile alla rabbia, alla frustrazione o all’irrazionalità dei partecipanti oltre che a giustificare la scelta della repressione. Già <strong>Charles Tilly aveva messo in discussione l’uso di tale categoria perché troppo ideologica</strong> e poco utile a comprendere le proteste&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che conseguenze ha definire &#8220;riot&#8221; una protesta?</strong></h3>



<p><strong>&#8220;Definire alcuni eventi di protesta come riot comporta due conseguenze principali. </strong> La prima è analitica: la categoria riot mette in primo piano la spontaneità e la violenza. Ciò <strong>tende ad oscurare le rivendicazioni politiche e le cause della protesta</strong> e, soprattutto, <strong>riduce la complessità del fenomeno senza considerare il contesto e le condizioni strutturali che contribuiscono a generare la protesta</strong>. Chi partecipa tende ad essere rappresentato in maniera riduttiva come un individuo aggressivo o come espressione di una cultura giovanile violenta.</p>



<p>La seconda conseguenza riguarda la <strong>risposta delle élite politiche e delle istituzioni. </strong>Quando una protesta viene interpretata come un’espressione spontanea, disorganizzata e violenta diventa <strong>più facile legittimare il ricorso a misure repressiv</strong>e e interpretare le proteste principalmente come un problema di sicurezza e di ordine pubblico.  Questo non significa che gli episodi di violenza debbano essere ignorati o giustificati, ma che <strong>le misure repressive non possono costituire l’unica chiave risolutiva.</strong> La differenza va posta in termini di <strong>distinzione tra movimenti, e proteste o azioni collettive </strong>più spontanee&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come si distingue un movimento da una protesta spontanea?</strong></h3>



<p>&#8220;Nel caso di un <strong>movimento</strong> le caratteristiche sono la <strong>continuità delle azioni nel tempo, </strong>le reti di relazioni tra gli attori, le forme relativamente stabili di coordinamento, e la presenza di <strong>identità e progetti collettivi condivisi.</strong> <strong>Le proteste spontanee</strong> si caratterizzano invece per il <strong>minor livello di coordinamento</strong> e di strutture organizzative e una <strong>debole continuità </strong>dell’azione che <strong>non permette la costruzione di identità e progetti condivisi</strong> nel tempo&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ogni grande corteo sembra finire in scontri, a cui si contrappongono manifestanti</strong> <strong>“pacifici” e “violenti” infiltrati. È una percezione dei media o un dato reale?</strong></h3>



<p>&#8220;Il repertorio dell’azione collettiva è molto ampio e comprende cortei, scioperi, occupazioni, blocchi stradali, sit-in, disobbedienza civile e altre forme di azione collettiva. Il dato &#8211; reale e basato su evidenze empiriche raccolte attraverso l’analisi di vari cicli di protesta &#8211; mostra che <strong>gli episodi di</strong> <strong>violenza costituiscono, storicamente, una componente marginale</strong> rispetto all’insieme delle azioni collettive. All’interno della stessa manifestazione possono certamente coesistere repertori d’azione differenti. Alcuni partecipanti possono privilegiare forme di protesta pacifiche e più convenzionali, mentre altri possono scegliere modalità più conflittuali, di rottura, o violente&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Da dove nasce la violenza nelle manifestazioni?</strong></h3>



<p>&#8220;Quello che è dimostrato dagli studi sociologici è che <strong>la violenza non può essere spiegata</strong> <strong>attraverso le intenzioni o le caratteristiche individuali dei manifestanti</strong>. <strong>Occorre analizzare</strong> <strong>soprattutto le interazioni che si sviluppano durante la protesta</strong>: tra manifestanti e forze dell’ordine, tra manifestanti e contro-movimenti e i gruppi presenti allo stesso evento. Queste interazioni possono produrre un’escalation del conflitto, attraverso una successione di azioni e reazioni che modifica progressivamente il comportamento degli attori coinvolti. <strong>Una manifestazione inizialmente pacifica può diventare più violenta</strong> <strong>quando, per esempio, interventi repressivi da parte delle forze dell’ordine sono percepiti dai partecipanti come indiscriminati o sproporzionati.</strong> Bisogna ricostruire empiricamente la sequenza degli eventi e capire in quali passaggi le interazioni sono accompagnate da un’escalation del conflitto e da azioni più dirompenti e violente. In questa prospettiva <strong>la domanda </strong>sociologica non è semplicemente chi sia violento e chi sia pacifico, ma <strong>come, e in quali condizioni alcune forme di protesta si trasformino in azioni violente&#8221;.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le vetrine rotte e i saccheggi nei negozi rientrano sempre nelle dinamiche di interazione della piazza o c&#8217;è chi si unisce alla folla unicamente per spaccare e rubare, magari spinto dall&#8217;emulazione sui social? </strong></h3>



<p>&#8220;Le due dinamiche &#8211; <strong>la violenza che emerge dalle interazioni durante una manifestazione e quella adottata come scelta deliberata</strong> &#8211; <strong>possono coesistere</strong>. Tuttavia, anche se consideriamo solamente il secondo caso, <strong>è difficile dire che l’emulazione sia l’unico elemento da considerare.</strong> Consideriamo gli episodi di danneggiamento e saccheggio avvenuti a Milano il 18 ottobre. Non disponiamo ancora di elementi sufficienti per ricostruire con precisione quanto sia successo ma sappiamo che, in parte, <strong>le immagini arrivate dalla Francia e circolate sui social possono aver favorito forme di emulazione&#8221;. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Chi compie questi atti lo fa davvero per protestare contro il caro vita o c&#8217;è un malessere diverso alla base?</strong></h3>



<p>&#8220;Molti giovani si sono ritrovati attraverso hashtag e contatti online e le loro rivendicazioni potevano anche essere scollegate al “caro vita”. Oltre a questo, tuttavia, dobbiamo considerare la dichiarazione di un ragazzo protagonista di tali atti che, davanti ai giornalisti, ha affermato <strong>«Spaccare è protestare contro lo Stato che non ci vede». </strong>Questa testimonianza mostra chiaramente una <strong>richiesta di riconoscimento e di partecipazione da parte di giovani che si sentono esclusi</strong>. In questo caso, <strong>la rivendicazione è collegata all’esclusione dai luoghi decisionali. </strong>Quindi, tanto nel contesto francese quanto in quello italiano, possiamo ipotizzare che <strong>distruzioni e saccheggi siano anche riconducibili a scelte, più o meno consapevoli, di giovani che richiedono di essere ascoltati </strong>e di partecipare a quei processi che permettono di incidere sulle decisioni che riguardano il proprio futuro. </p>



<p>È utile, pertanto, <strong>spostare l’attenzione alla relazione tra questi giovani e le istituzioni.</strong> Occorre chiedersi quali esperienze abbiano alimentato la percezione di essere ignorati e quali siano le modalità attraverso cui i giovani possano far ascoltare le proprie rivendicazioni. A mancare, inoltre, sono spesso le forme di aggregazione attraverso cui tale partecipazione può avvenire, come collettivi o associazioni capaci di trasformare bisogni individuali in iniziative collettive e di mediare con le sedi istituzionali. Quando questi spazi mancano, o sono percepiti come inaccessibili, la protesta diventa uno dei modi per far sentire la propria voce e può includere anche forme di azione più radicali&#8221;. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il modo in cui lo Stato gestisce le piazze scoraggia la mobilitazione o contribuisce a</strong> <strong>radicalizzarla?</strong></h3>



<p>&#8220;Lo Stato può combinare diverse strategie di risposta alla protesta: negoziazione, concessioni, promesse di riforma, tentativi di delegittimare i manifestanti e repressione sono alcune possibili azioni. <strong>Gli effetti della repressione</strong> <strong>dipendono da diversi fattori,</strong> tra cui la sua forma, l’intensità, o se colpisce attivisti specifici oppure i manifestanti indiscriminatamente. </p>



<p>Una prima ipotesi del nesso repressione-protesta propone una relazione lineare negativa che prevede che <strong>all’aumentare della repressione la mobilitazione diminuisca</strong>: in questo caso, la repressione indebolisce i movimenti sociali aumentando i costi della partecipazione, in termini di sanzioni, rischi personali e stigmatizzazione. Il rischio di subire lesioni, essere arrestati o perseguiti penalmente, oppure perdere il proprio lavoro, può indurre gli individui a ritirarsi dalla mobilitazione o scoraggiare altri potenziali partecipanti. </p>



<p>Un’altra ipotesi assume, diversamente, una relazione lineare positiva tra repressione e protesta, proponendo che <strong>la repressione contribuisca ad aumentare le proteste</strong>. In questo caso, la repressione dà luogo a quello che viene definito un <strong>backfire effect</strong>: quando l’intervento repressivo è percepito come ingiusto o sproporzionato, può generare indignazione, delegittimare le autorità e attirare nuovi partecipanti&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La repressione cambia anche il modo in cui si protesta?</strong></h3>



<p>&#8220;La repressione può contribuire a moderare il repertorio ma anche a radicalizzare le forme di protesta. Da un lato, il timore di sanzioni può spingere i <strong>partecipanti ad adottare tattiche meno dirompenti</strong>. Dall’altro, quando la repressione è percepita come ingiusta, alcuni attivisti possono <strong>orientarsi verso forme di azione più dirompenti o violente.</strong> <strong>Queste risposte</strong> <strong>possono coesistere all’interno dello stesso movimento</strong>, accentuando le divisioni tra componenti moderate e radicali&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come cambia il supporto in Italia e Francia (anche per quanto riguarda gli scontri violenti) delle organizzazioni intermedie, come i sindacati?&nbsp;</strong></h3>



<p>&#8220;Le organizzazioni intermedie, come per esempio i sindacati, possono svolgere un <strong>ruolo cruciale nel prevenire l’escalation e contenere il ricorso alla violenza</strong>. Riescono a <strong>incanalare il malcontento individuale in forme coordinate di azione collettiva</strong> e, durante le manifestazioni, possono facilitare la comunicazione e la mediazione tra manifestanti e istituzioni. Attraverso i servizi d’ordine, per esempio, possono c<strong>ontribuire a proteggere i partecipanti</strong>, e limitare comportamenti che potrebbero provocare scontri. Un esempio viene dalle recenti mobilitazioni dei liceali in <strong>Francia: genitori, insegnanti e sindacalisti hanno formato cordoni umani per accompagnare i giovani e proteggerli,</strong> interponendosi tra loro e le forze dell’ordine&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa chiedono i giovani che sono scesi in piazza?</strong></h3>



<p>&#8220;<strong>C’è una richiesta di riconoscimento e di partecipazione a quei processi</strong> che permettono di incidere sulle decisioni che riguardano il proprio futuro anche da parte dei giovani che hanno protestato nelle ultime settimane. La ricerca sociologica invita quindi a un’analisi articolata delle proteste, attenta ai contesti in cui prendono forma e alle relazioni tra manifestanti, organizzazioni e attori istituzionali&#8221;.</p>
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		<title>Quinta manovra del governo Meloni: piccolo cabotaggio, le scelte forti le fa la crisi globale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/quinta-manovra-del-governo-meloni-piccolo-cabotaggio-le-scelte-forti-le-fa-la-crisi-globale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 15:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manovra 2027, la difficoltà delle scelte strutturali in un'economia dove a decidere sono inflazione e geopolitica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/quinta-manovra-del-governo-meloni-piccolo-cabotaggio-le-scelte-forti-le-fa-la-crisi-globale.html">Quinta manovra del governo Meloni: piccolo cabotaggio, le scelte forti le fa la crisi globale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026103015460790_2462610521580a4a8611ccd1d67cfbe6-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;erano una volta le &#8220;<strong>manovre elettorali&#8221;,</strong> quelle leggi di bilancio condotte dagli esecutivi in chiusura di mandato per provare a spingere con misure-bandiera le <strong>proposte più significative della loro agenda</strong> in vista dei voti per le politiche. L&#8217;ultima manovra del <strong>governo Meloni, la Legge di Bilancio 2027</strong>, si può solo in parte ascrivere a questa categoria perché parte da un principio prudenziale, che riguarda non solo l&#8217;Italia ma anche l&#8217;Europa intera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Legge di Bilancio cauta di Meloni e Giorgetti</h2>



<p>In definitiva, in Italia e non solo <strong>le risorse scarseggiano e gli spazi di manovra che la Commissione Europea concede</strong> riguardano soprattutto i settori strategici come <strong>energia e difesa</strong>. L&#8217;Italia ne prende atto, come confermato, nel quadro di un impegno complessivo di <strong>26 miliardi di euro</strong> la parte del leone la faranno i <a href="https://www.avvenire.it/politica/difesa-ed-energia-priorita-del-2027-ecco-perche-gli-impegni-non-sono-cambiati_113826">circa 7 miliardi ciascuno destinati a queste due voci di spesa</a>, ritenute prioritarie e strategiche, mentre nei finanziamenti <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-finanza-tassata-per-centrare-il-target-del-2-9-di-deficit-202610281942452425">invece si fa sentire l&#8217;aumento della tassazione sul settore finanziario</a>, e in parallelo il <strong>ridotto cabotaggio è manifesto dall&#8217;assenza di misure sistemiche di politica industriale</strong> ulteriori dopo che la manovra per l&#8217;anno in conclusione <a href="https://www.money.it/legge-di-bilancio-il-governo-meloni-rilancia-la-politica-industriale-e-archivia-la-transizione-50">aveva introdotto la misura dell&#8217;iperammortamento in luogo di Transizione 5.0.</a> Quest&#8217;ultima misura ha messo in campo <strong>4 miliardi di euro per le imprese nella finanziaria dello scorso anno,</strong> mentre quest&#8217;anno la coperta corta connessa alla mancata fine della <strong>procedura d&#8217;infrazione per deficit eccessivo,</strong> all&#8217;esaurirsi della <strong>spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> e allo shock energetico ha reso difficile ipotizzare <a href="https://www.ilpost.it/2026/10/28/disegno-di-legge-di-bilancio-2027-cosa-contiene/">nuove misure a ampio raggio.</a></p>



<p>Non c&#8217;è margine per una manovra espansiva a tutto campo, poche risorse salvo nei settori ritenuti apribili a margini di flessibilità di bilancio e anche le misure di <strong>rilevanza generale non si avventurano al largo</strong>, tanto da rendere quella del governo Meloni, primo esecutivo nella storia italiana a presentare cinque finanziarie, una manovra che sarebbe ardito definire &#8220;elettorale&#8221;. Certo, il centro-destra di governo piazza <strong>misure-bandiera su quote di altezza modesta, </strong>come concessioni sul fronte dell&#8217;ampliamento della riduzione delle tasse al ceto medio e avanzamenti sul fronte della soglia massimale delle Partite Iva forfettarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manovra, le pressioni globali e l&#8217;inflazione</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/manovra-la-strada-in-salita-di-meloni-e-giorgetti-tra-debito-inflazione-ed-energia.html" type="post" id="533314">In generale <strong>non si prendono eccessivi rischi,</strong></a> confermando quanto emerso già nel <a href="https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/">Documento Programmatico di Finanza Pubblica</a>, in cui rispetto a precedenti previsioni <a href="https://www.prometeia.it/it/about-us/insights/article/le-prime-indicazioni-sulla-manovra-preelettorale-62656388">uno studio di Prometeia</a> ricorda che &#8220;il quadro macroeconomico del governo sottostante i nuovi obiettivi di finanza pubblica vede una <strong>revisione delle previsioni di crescita in uno scenario tendenziale più robusto, nonostante un contesto internazionale più incerto e prezzi e tassi più elevati</strong>&#8220;. </p>



<p>In tal senso, Meloni e il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> hanno consolidato la linea della prudenza fiscale in un contesto in cui appare sempre più chiaro che <strong>sarà il contesto globale a determinare margini di crescita, sviluppi strategici e prospettive concrete</strong> dell&#8217;economia italiana. </p>



<p>L&#8217;energia è oggetto d&#8217;attenzione nella finanziaria ma in prospettiva resta il grande tema per il tessuto produttivo nazionale,<a href="https://www.ilnordest.it/italia-ed-esteri/giorgetti-alta-inflazione-drammatica-conseguenza-caro-energia-eesr22i6">e  le tempeste di Hormuz e dell&#8217;Ucraina pendono come Spade di Damocle </a>sull&#8217;economia nazionale, segnata inoltre dalla <strong>fiammata dell&#8217;inflazione</strong><a href="https://www.milanofinanza.it/news/istat-si-ferma-la-crescita-economica-e-l-inflazione-vola-a-5-4-202610301233246409"><strong>s alita al 5,4% a ottobre secondo l&#8217;Istat, al massimo da oltre tre anni</strong></a>. <strong>Geopolitica e rivalità tra sistemi Paesi,</strong> in una fase in cui l&#8217;Europa tutta è pressata tra la difficoltà a gestire approvvigionamenti a prezzi sostenibili, e il martello della competizione industriale cinese, determineranno le sorti dell&#8217;economia nazionale più di qualsiasi svolta possa essere promessa o compiuta tramite manovra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso un 2027 complesso</h2>



<p>Per il governo italiano, le chiavi del rilancio stanno in larga parte nelle situazioni esogene, e a tal proposito un altro fronte da guardare con attenzione, che si aprirà molto presto, <a href="https://it.insideover.com/politica/lagarde-le-pen-bardella-le-grandi-manovre-per-le-presidenziali-francesi-con-un-occhio-alleuropa.html" type="post" id="522256">sarà quello della <strong>Banca centrale europea</strong></a><strong>,</strong> dove le dimissioni di Christine Lagarde aprono una partita importante in cui priorità italiana sarà <strong>garantire l&#8217;ascesa di una leadership prudente a Francoforte</strong> e attenta a un governo pragmatico, non eccessivamente restrittivo, della politica monetaria e del costo del denaro che impatta sull&#8217;intero sistema. <strong>Si capisce dunque come questa Legge di Bilancio non sarà risolutiva nel giudizio sull&#8217;economia italiana o sulla politica economica del governo Meloni</strong> perché figlia di un contesto complesso in cui il suo contributo può essere, al massimo, segnaletico di priorità politiche e pragmatico nelle scelte principali. </p>



<p>La ripresa di partner industriali chiave, come la Germania, l&#8217;appianarsi di tensioni energetiche sistemiche e una generale normalizzazione del sistema macroeconomico e finanziario <strong>saranno le vere questioni da osservare</strong> per capire in che misura l&#8217;economia di trasformazione e esportatrice dell&#8217;Italia potrà rafforzare il sentiero di moderata espansione e rompere la precarietà che la circonda. Il 2027 che porterà alle elezioni politiche sarà un anno complesso che il governo (e le forze di opposizione) dovranno affrontare con cautela. Ma in cui, come spesso in passato, sarà il quadro globale più di quello interno a dare le carte per la strutturazione della rotta dell&#8217;Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>&#8220;Legge di Bilancio, il governo Meloni rilancia la politica industriale e archivia la Transizione 5.0&#8221;, Money.it, 1 novembre 2025 &#8211; <a href="https://www.money.it/legge-di-bilancio-il-governo-meloni-rilancia-la-politica-industriale-e-archivia-la-transizione-50">https://www.money.it/legge-di-bilancio-il-governo-meloni-rilancia-la-politica-industriale-e-archivia-la-transizione-50</a></li>



<li>&#8220;Difesa ed energia priorità del 2027: ecco perché gli impegni non sono cambiati&#8221;, Avvenire, 3 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.avvenire.it/politica/difesa-ed-energia-priorita-del-2027-ecco-perche-gli-impegni-non-sono-cambiati_113826">https://www.avvenire.it/politica/difesa-ed-energia-priorita-del-2027-ecco-perche-gli-impegni-non-sono-cambiati_113826</a></li>



<li>&#8220;Dpfp, una manovra in cerca di risorse&#8221;, Lavoce.info, 6 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/">https://lavoce.info/archives/113987/dpfp-una-manovra-in-cerca-di-risorse/</a></li>



<li>&#8220;Le prime indicazioni sulla manovra pre-elettorale&#8221;, Prometeia, 22 ottobre 2026- <a href="https://www.prometeia.it/it/about-us/insights/article/le-prime-indicazioni-sulla-manovra-preelettorale-62656388">https://www.prometeia.it/it/about-us/insights/article/le-prime-indicazioni-sulla-manovra-preelettorale-62656388</a></li>



<li>&#8220;La finanza tassata per centrare il target del 2,9% di deficit&#8221;, Milano Finanza, 28 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-finanza-tassata-per-centrare-il-target-del-2-9-di-deficit-202610281942452425">https://www.milanofinanza.it/news/la-finanza-tassata-per-centrare-il-target-del-2-9-di-deficit-202610281942452425</a></li>



<li>&#8220;La legge di bilancio in dieci punti&#8221;, Il Post, 28 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.ilpost.it/2026/10/28/disegno-di-legge-di-bilancio-2027-cosa-contiene/">https://www.ilpost.it/2026/10/28/disegno-di-legge-di-bilancio-2027-cosa-contiene/</a></li>



<li>&#8220;Istat: in Italia si ferma la crescita economica e a ottobre l’inflazione vola a +5,4%&#8221;, Milano Finanza, 30 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.milanofinanza.it/news/istat-si-ferma-la-crescita-economica-e-l-inflazione-vola-a-5-4-202610301233246409">https://www.milanofinanza.it/news/istat-si-ferma-la-crescita-economica-e-l-inflazione-vola-a-5-4-202610301233246409</a></li>
</ul>
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		<title>Startup, Regione Lombardia raddoppia le competizioni e premia le idee innovative. Guidesi: «La Lombardia è la Casa delle idee»</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/startup-regione-lombardia-raddoppia-le-competizioni-e-premia-le-idee-innovative-guidesi-la-lombardia-e-la-casa-delle-idee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Start-up]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05-1536x1023.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-29-at-17.02.05-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Regione Lombardia rafforza il proprio impegno a sostegno dell’innovazione e delle nuove realtà imprenditoriali, e a detta dell&#8217;Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi questo deve spingere la Lombardia a essere, ora più che mai la «Casa delle idee» e puntando a favorire il dialogo tra giovani talenti, imprese e mondo della ricerca in nome della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/startup-regione-lombardia-raddoppia-le-competizioni-e-premia-le-idee-innovative-guidesi-la-lombardia-e-la-casa-delle-idee.html">[...]</a></p>
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<p>Regione Lombardia rafforza il proprio impegno a sostegno dell’innovazione e delle nuove realtà imprenditoriali, e a detta dell&#8217;Assessore allo Sviluppo Economico <strong>Guido Guidesi</strong> questo deve spingere la Lombardia a essere, ora più che mai la «Casa delle idee» e puntando a favorire il dialogo tra giovani talenti, imprese e mondo della ricerca in nome della <strong>competitività, vero driver di sviluppo</strong>. Un impegno che ha avuto la sua più recente manifestazione nell’evento «Persone e Innovazione – La Lombardia incontra i volti nuovi dell’impresa», promosso a Milano su iniziativa del citato Guidesi nella giornata di ieri. Quella andata in scena è stata un&#8217;occasione di confronto e condivisione di esperienze, che ha riunito giovani imprenditori, startup, rappresentanti del sistema industriale, ricercatori e investitori, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di collaborazione e accompagnare la crescita delle idee innovative al servizio del comune obiettivo del progresso economico.</p>



<p>Momento centrale dell’iniziativa è stata la premiazione delle Startup Competitions 2026, il programma regionale dedicato alla valorizzazione dei progetti imprenditoriali più innovativi, che ha visto un raddoppio del numero delle competizioni andate in scena dalle tre del 2025 alle sei del 2026, il coinvolgimento d un numero maggiore di settori strategici per l’economia lombarda e un montepremi di 900mila euro messo in campo da Regione Lombardia col fine di sostenere startup, spin-off universitari, team imprenditoriali e innovatori. <strong><a href="https://www.lombardianotizie.online/startup-competizioni/">I vincitori, indicati nel dettaglio su &#8220;Lombardia Notizie&#8221;</a></strong>, hanno coinvolto Start-up innovative, aziende attive nell&#8217;edilizia sostenibile, realtà della chimica green, attori della siderurgia, dell&#8217;agroindustria e dels ettore tessile</p>



<p>«La Lombardia vuole continuare a essere la Casa delle idee, il luogo in cui chiunque abbia un’intuizione innovativa possa trovare le condizioni migliori per trasformarla in un’impresa, generando sviluppo e occupazione», ha dichiarato l’assessore Guido Guidesi. «Quest’anno abbiamo raddoppiato il numero delle competizioni, ampliando i settori coinvolti e rafforzando il collegamento con il nostro sistema produttivo».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Regione Lombardia promuove la &#039;Champions League&#039; delle startup" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Y2MAiI7gE9c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Y2MAiI7gE9c");</script>
</div></figure>



<p>L’obiettivo, ha spiegato Guidesi, non è soltanto riconoscere e premiare i progetti migliori, ma soprattutto creare le condizioni affinché possano diventare imprese solide e competitive, e a tal proposito l&#8217;assessore ha spiegato le priorità sistemiche della giunta di Palazzo Regione ricordando che &#8220;<strong>non vogliamo limitarci a premiare le idee migliori, vogliamo creare le condizioni perché possano trasformarsi in imprese di successo</strong>&#8220;. Tutto questo si inserisce in un&#8217;ampia ed articolata strategia di promozione e attrazione dei talenti nel territorio lombardo e di valorizzazione della capacità di fare impresa in Lombardia che spazia dalla promozione del piano “Talenti – Trasferimento delle conoscenze&#8221; che fornirà 7 milioni di euro per portare ricercatori con dottorato nel tessuto produttivo <a href="https://www.finlombarda.it/it/prodotti-e-servizi/prodotti-servizi/88/lombardia-venture">all&#8217;iniziativa Lombardia Venture e Lombardia Venture Step </a>per mobilitare finanziamenti a favore di start-up e scale-up passando per i programmi di &#8220;Generazione Impresa&#8221; finalizzati all&#8217;autoimprenditorialità. Di recente Guidesi, incontrando i colleghi delle regioni alpine d&#8217;Europa, ha spinto anche per la <a href="https://it.insideover.com/economia/il-ruolo-delle-alpi-nel-futuro-dello-sviluppo-europeo.html" type="post" id="533310">promozione della capacità di fare impresa anche in territorio montano.</a></p>



<p><em>Last but not least</em>, la promozione della capacità di creare imprese di valore si inserisce anche nel quadro della strategia delle <strong>Zone d&#8217;Innovazione e Sviluppo (Zis)</strong> volte a creare hub territoriali di crescita condivisa e sviluppo sistemico, su cui la Lombardia sta puntando e che ha <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nasce-officina-ai-a-milano-la-nuova-zona-di-innovazione-e-sviluppo-di-regione-lombardia.html">avuto di recente con <strong>Officina AI a Milano</strong></a> il terzo caso ufficiale di processo avviato per la costituzione delle Zis in questione dopo il<a href="https://it.insideover.com/economia/la-scommessa-della-lombardia-le-zone-di-innovazione-e-sviluppo-come-hub-di-competitivita.html" type="post" id="531341"> progetto sulla meccatronica di Bergamo</a> e quella <a href="https://www.finlombarda.it/it/news/news/1311/regione-lombardia-riconosce-seconda-zona-innovazione-e-sviluppo-zis">a trazione sanitaria di Lecco.</a> Per un territorio trainante per produttività, export e attrazione degli investimenti, la sfida dell&#8217;innovazione a 360 gradi è centrale per la competitività a livello italiano e europeo. La convergenza multilivello delle politiche è la sfida che Regione Lombardia promuove per mantenersi hub italiano e continentale in questo campo. E la via della promozione delle start-up e del consolidamento delle fondamenta della &#8220;Case delle Idee&#8221; è ritenuta strategica da Palazzo Regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/startup-regione-lombardia-raddoppia-le-competizioni-e-premia-le-idee-innovative-guidesi-la-lombardia-e-la-casa-delle-idee.html">Startup, Regione Lombardia raddoppia le competizioni e premia le idee innovative. Guidesi: «La Lombardia è la Casa delle idee»</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gas, Eni accelera su Cronos: Cipro guarda al mercato europeo attraverso l’Egitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/eni-sviluppo-cronos-gas-cipro-europa-egitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=534014</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1054" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="++ Eni investe in progetto Cronos, dal 2028 gas dall&#039;offshore a Cipro ++" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-1536x843.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Contratti per un valore fino a 1,8 miliardi di dollari e produzione prevista nel primo semestre del 2028: il progetto punta sulle infrastrutture egiziane per trattare e liquefare il gas, destinato a raggiungere i mercati internazionali, soprattutto europei</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-sviluppo-cronos-gas-cipro-europa-egitto.html">Gas, Eni accelera su Cronos: Cipro guarda al mercato europeo attraverso l’Egitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1054" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="++ Eni investe in progetto Cronos, dal 2028 gas dall&#039;offshore a Cipro ++" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-1536x843.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029100330574_2a68d2a922381e1a571ed9a0c0a6e88a-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Cipro</strong> si avvicina alla prima valorizzazione commerciale delle proprie risorse di <strong>gas naturale </strong><a href="https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2026/10/cs-eni-avvia-fase-esecutiva-progetto-cronos.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con l’avvio della fase esecutiva di <strong>Cronos</strong></a>, il giacimento situato nel Blocco 6 della Zona economica esclusiva dell’isola. Il 26 ottobre, a Nicosia, <strong>Eni</strong> ha formalizzato l’assegnazione dei principali contratti per la costruzione delle infrastrutture e le attività di perforazione, per un valore complessivo stimato <strong>tra 1,3 e 1,8 miliardi di dollari</strong>. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Repubblica <strong>Nikos Christodoulides</strong>, il ministro dell’Energia <strong>Michael Damianos</strong> e <strong>Guido Brusco</strong>, responsabile delle attività operative di Eni nel settore delle risorse naturali.</p>



<p>La firma segue la decisione finale di investimento approvata il 28 luglio e mette in moto le attività necessarie per rispettare l’obiettivo di <strong>avviare la produzione nel primo semestre del 2028</strong>. Le risorse del giacimento sono stimate in oltre 3.000 miliardi di piedi cubi di gas inizialmente in posto &#8211; equivalenti a circa <strong>85 miliardi di metri cubi</strong> &#8211; mentre la produzione dovrebbe raggiungere a regime 500 milioni di piedi cubi standard al giorno, pari a circa <strong>14,2 milioni di metri cubi</strong>. Per Cipro, che finora non ha sviluppato commercialmente un proprio giacimento di idrocarburi, si tratta del passaggio dalle scoperte <strong>alla costruzione di una vera e propria filiera produttiva</strong>.</p>



<p>Eni, presente sull’isola dal 2013, opera il Blocco 6 <strong>con una quota del 50% in partnership con TotalEnergies</strong>. Lo sviluppo di Cronos è quindi <strong>il primo progetto di produzione di idrocarburi del Paese </strong>e un banco di prova per la capacità di <a href="https://www.euronews.com/2026/10/26/cyprus-signs-18bn-deal-to-develop-first-gas-field-with-exports-to-europe-via-egypt">trasfor</a><a href="https://www.euronews.com/2026/10/26/cyprus-signs-18bn-deal-to-develop-first-gas-field-with-exports-to-europe-via-egypt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mare le risorse individuate nel Mediterraneo orientale in forniture commercializzabili.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Eni to Sign up to $1.8 Billion of Infrastructure Contracts for Cyprus Gas Project in Coming Days, Sources Say<br>The contracts, which involve building subsea infrastructure that will help extract, treat and send gas to Egypt, could be signed as soon as Monday <a href="https://t.co/AQgE35acXj">https://t.co/AQgE35acXj</a></p>&mdash; Giovanni Staunovo🛢 (@staunovo) <a href="https://x.com/staunovo/status/2113708272066888170?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta dell’Egitto per portare il gas sui mercati</h2>



<p>Il progetto non prevede la costruzione a Cipro di un’intera catena per il trattamento e la liquefazione del gas. <a href="https://it.insideover.com/energia/eni-installa-douglas-ccs-i-vecchi-giacimenti-del-regno-unito-diventano-depositi-di-co%E2%82%82.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Eni</strong></a><strong> e TotalEnergies utilizzeranno invece gli impianti già operativi in Egitto</strong>, dove la produzione di Cronos sarà trasportata per essere trattata, anche attraverso infrastrutture collegate al giacimento di Zohr, e <strong>successivamente liquefatta nel terminale di Damietta</strong>. Da qui il gas potrà essere caricato su navi e raggiungere i mercati internazionali, soprattutto quelli europei.</p>



<p>La scelta consente di valorizzare strutture esistenti senza dover realizzare sull’isola un terminale dedicato, <strong>con possibili vantaggi sui tempi e sui costi dello sviluppo</strong>. Per collegare gli impianti è prevista anche <strong>una nuova condotta terrestre tra l’area di Zohr e Damietta</strong>, affidata alla società egiziana <strong>Petrojet</strong>. Il collegamento dovrà inserirsi in una filiera che comprende le strutture offshore del giacimento, i gasdotti di trasporto e gli impianti destinati alla liquefazione.</p>



<p>La disponibilità delle infrastrutture egiziane costituisce dunque uno degli elementi centrali del progetto, ma rende altrettanto importante <strong>il coordinamento tra le attività nei due Paesi</strong>. Il calendario di produzione fissato per il 2028 richiede che installazioni e collegamenti siano completati nei tempi previsti; inoltre, l’avvio dell’estrazione non equivale automaticamente all’arrivo di nuovi volumi in Europa, perché saranno determinanti anche la capacità effettiva di esportazione e gli accordi commerciali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le infrastrutture e le società coinvolte nello sviluppo</h2>



<p>La fase esecutiva coinvolge imprese specializzate in diverse componenti del progetto, dai sistemi di produzione sottomarini alle condotte e alla perforazione. <strong>Baker Hughes </strong>fornirà le apparecchiature per la produzione e il controllo sul fondale, mentre <strong>TechnipFMC</strong> realizzerà le linee flessibili e <strong>Dalmine</strong> fornirà tubazioni rigide per le condotte, comprese quelle destinate al trasporto del gas e del monoetilenglicole (MEG), utilizzato nelle operazioni di produzione. <strong>McDermott</strong> seguirà il trasporto e l’installazione offshore delle attrezzature, i collegamenti e la preparazione all’esercizio; <strong>Oceaneering</strong> fornirà gli ombelicali di controllo e la cinese <strong>CMHI</strong> costruirà un’unità di controllo galleggiante.</p>



<p>Alle attività di perforazione e completamento dei pozzi contribuirà <strong>Saipem</strong> con la nave Saipem 10000, mentre la già citata <strong>Petrojet</strong> si occuperà della condotta terrestre in Egitto. Questa distribuzione degli incarichi riflette la complessità di un’opera che deve raccordare strutture sottomarine, collegamenti offshore e impianti sulla terraferma.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il contributo alla diversificazione energetica europea</h2>



<p>Per Cipro, Cronos può aprire una nuova fase dell’industria energetica nazionale, ma <strong>la portata del progetto va oltre i confini dell’isola</strong>. Il Mediterraneo orientale dispone di risorse di gas e di infrastrutture di trattamento ed esportazione che, se integrate, <strong>possono ampliare le opzioni di approvvigionamento dell’Europa</strong>. In questo schema, Cipro contribuirebbe con nuova produzione, mentre l’Egitto fornirebbe gli impianti necessari per trasformarla in <a href="https://it.insideover.com/economy/sanzioni-in-aumento-importazioni-di-gnl-russo-anche-le-fragilita-nascoste-delleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GNL</a> e distribuirla via mare.</p>



<p>Le tensioni in Medio Oriente e i rischi per i flussi che attraversano lo Stretto di Hormuz hanno riportato l’attenzione <strong>sulla necessità di diversificare fornitori e rotte</strong>. Il gas cipriota potrebbe aggiungere una fonte al portafoglio europeo, ma non sostituire automaticamente le forniture degli altri grandi esportatori: il suo peso dipenderà dai volumi effettivamente prodotti, dalla capacità di esportazione e dalle condizioni di mercato. Il primo banco di prova sarà quindi il rispetto della scadenza del 2028; solo con l’avvio della produzione e il funzionamento dei collegamenti con l’Egitto, Cronos potrà effettivamente <strong>tradurre le risorse individuate in nuove forniture per i compratori internazionali.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Fonti:</strong></h3>



<p>Eni, <em>Eni avvia la fase esecutiva del progetto Cronos</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2026/10/cs-eni-avvia-fase-esecutiva-progetto-cronos.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2026/10/cs-eni-avvia-fase-esecutiva-progetto-cronos.html</a></p>



<p>Euronews, <em>Cyprus signs $1.8bn deal to develop first gas field, with exports to Europe via Egypt</em>, 2026. Disponibile su: <a href="https://www.euronews.com/2026/10/26/cyprus-signs-18bn-deal-to-develop-first-gas-field-with-exports-to-europe-via-egypt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.euronews.com/2026/10/26/cyprus-signs-18bn-deal-to-develop-first-gas-field-with-exports-to-europe-via-egypt</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caso Siher, gli errori della stampa nel raccontare il fermo</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-siher-gli-errori-della-stampa-nel-raccontare-il-fermo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Youssef Siher]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fermo di Youssef Siher era una notizia importante e i giornali avevano il diritto di raccontarla. La notizia era di interesse pubblico. Ma in molti casi il racconto ha anticipato il giudizio, ha dato troppo spazio alle carte dell’accusa e ha trasformato dettagli privati in elementi di cronaca. Siher era stato fermato nell’ambito di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-siher-gli-errori-della-stampa-nel-raccontare-il-fermo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261029124103446_bdc007bed3f5f0f76b7938dfb113b84d-600x389.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fermo di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html" type="post" id="533927">Youssef Siher</a> era una notizia importante e i giornali avevano il diritto di raccontarla. La notizia era di interesse pubblico. Ma in molti casi il racconto ha anticipato il giudizio, ha dato troppo spazio alle carte dell’accusa e ha trasformato dettagli privati in elementi di cronaca. Siher era stato fermato nell’ambito di un’indagine e la Procura aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Pochi giorni dopo, però, il GIP ha respinto entrambe le richieste e ne ha disposto la scarcerazione. </p>



<p>Questo è il primo punto: al momento della pubblicazione iniziale non c’era una condanna, né una decisione del giudice che accertasse le accuse. C’era la ricostruzione della Procura, destinata a essere controllata dal GIP e poi, eventualmente, affrontata in un processo. La cronaca doveva quindi parlare di ipotesi accusatorie, non di responsabilità già dimostrate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Titoli che hanno trasformato l’accusa in un’identità</strong></h2>



<p>L’errore più grave è stato il linguaggio. In più occasioni, il fermato è stato presentato come la “mente” delle rivolte, il “regista” del movimento, il “burattinaio” degli scontri, il “capo del branco” o l’“ideologo eversore”. Sono parole che non descrivono soltanto l’esistenza di un’indagine: costruiscono l’immagine di una persona già riconosciuta come responsabile e guida delle violenze.</p>



<p>Alcune formule si sono spinte oltre, usando espressioni come “potenziale terrorista” o evocando una “regia islamica”. Così il racconto giudiziario ha finito per sovrapporsi a un giudizio politico, identitario e religioso. Il rischio è evidente: il lettore non vede più un indagato al centro di una verifica giudiziaria, ma un colpevole già definito nei suoi tratti personali e culturali.</p>



<p>La rassegna analizzata segnala che, accanto a formule più corrette come “secondo i pm” e “la Procura ritiene”, sono apparsi titoli e aperture con espressioni capaci di anticipare una responsabilità non ancora accertata. La Cassazione ha richiamato proprio l’esigenza di non presentare l’indagato come colpevole attraverso ricostruzioni suggestive o enfatiche</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le carte dell’accusa raccontate troppo da vicino</strong></h2>



<p>Un secondo problema riguarda la diffusione di brani e argomenti tratti dalla richiesta di convalida. La rassegna rileva che la stampa ha riportato, in alcuni casi quasi testualmente, passaggi sulla presunta “strategia rivoluzionaria”, sulla capacità di rendersi irreperibile, sul ruolo nell’organizzazione delle piazze e sul presunto intento di creare paura</p>



<p>Raccontare le ragioni dell’accusa era possibile e, per molti aspetti, necessario. Ma un conto è spiegare al pubblico che cosa sostiene la Procura; un altro è pubblicare le carte d’indagine come se fossero già una ricostruzione definitiva dei fatti. Gli atti investigativi possono essere coperti da segreto e, anche quando una notizia è divulgabile, esistono limiti alla pubblicazione del contenuto degli atti.</p>



<p>L’effetto è stato quello di un racconto sbilanciato: la versione dell’accusa è diventata subito il centro della notizia, mentre le verifiche successive del giudice hanno avuto inevitabilmente meno forza e meno spazio nel dibattito pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I dettagli privati che non servivano a capire la vicenda</strong></h2>



<p>La cronaca ha inoltre insistito su informazioni personali relative alla moglie di Siher: età, origini, professione, residenza, matrimonio e altri aspetti della vita familiare Se una persona è coinvolta nell’indagine, può essere necessario spiegare quale sia, secondo l’accusa, il suo presunto ruolo. Ma questo non rende automaticamente rilevante ogni dettaglio della sua biografia.</p>



<p>La domanda da porsi è semplice: questa informazione aiuta davvero il lettore a capire il fatto? Se la risposta è no, il dato rischia di essere un’aggiunta superflua, capace solo di ampliare l’esposizione pubblica di persone che non sono il centro della notizia. La normativa sulla privacy consente il trattamento giornalistico dei dati, ma richiede che siano essenziali rispetto a un fatto di interesse pubblico. Il Garante ha anche invitato a evitare riferimenti non necessari a familiari e congiunti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Informare senza condannare</strong></h2>



<p>Il punto non è chiedere alla stampa di tacere o di addolcire i fatti. La cronaca giudiziaria deve poter raccontare le indagini, le accuse e anche gli elementi più seri emersi dagli atti. Deve farlo, però, senza trasformare l’indagato in un colpevole prima del giudice.</p>



<p>Nel caso Siher, l’errore non è stato dare la notizia. È stato, quando ciò è avvenuto, usare parole che attribuivano ruoli e responsabilità ancora da provare; riportare troppo fedelmente la voce dell’accusa; e dare rilievo a dettagli familiari e identitari che non erano necessari per comprendere il fermo.</p>



<p>La conclusione è semplice: il diritto di cronaca è fondamentale, ma non può diventare un processo mediatico. Raccontare correttamente significa ricordare sempre che un fermo è l’inizio di una verifica giudiziaria, non la sua conclusione.</p>
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		<item>
		<title>Youssef Siher scagionato senza condizioni: smentiti i maranza del governo e dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533927</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nessun complotto, nessuna rivoluzione, nessuna guerra ibrida. Siher torna libero ma ha svolto la funzione di arma di distrazione di massa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html">Youssef Siher scagionato senza condizioni: smentiti i maranza del governo e dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>E dunque <strong>Youssef Siher,</strong> il trentenne ricercatore italiano che per qualche giorno sui giornali era tornato improvvisamente a essere marocchino, è stato rimesso in libertà. La giudice per le indagini preliminari lo ha rimandato a casa senza alcuna misura cautelare perché non c&#8217;è pericolo di fuga. Di più, le sue condotte “non potrebbero ritenersi tali da arrecare un grave danno allo Stato nè risultano essere state compiute allo scopo di intimidire la popolazione, suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante”, e quindi via l&#8217;aggravante del terrorismo. Di più: <strong>Siher “non risulta aver caldeggiato o in qualche modo sostenuto i comportamenti violenti”.</strong> Insomma, non c&#8217;era niente. Niente di niente. L&#8217;accusa di voler preparare addirittura una rivoluzione era una scemenza. E quello che i giornali di regime avevano presentato come un &#8220;colpaccio&#8221; (abbiamo preso la mente dei disordini!) viene adesso mostrato come ciò che realmente era: la caccia a un capro espiatorio che servisse a distrarre l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per qualche giorno e permettesse alle Tv di parlare d&#8217;altro. Elevando le stupide violenze dei maranza a questione di sicurezza nazionale e spacciando un attivista dei social per un novello Lenin.</p>



<p>Il bello della faccenda, poi, è che, <a href="https://it.insideover.com/societa/italia-la-protesta-ha-due-anime-e-la-piazza-del-17-ottobre-non-lha-organizzata-youssef-siher.html">come ha raccontato </a><strong>Alessio Mannino </strong>nelle nostre pagine, la protesta originaria, la madre di tutte le proteste come avrebbe detto Saddam Hussein, non l&#8217;aveva nemmeno organizzata Siher. Quella per cui autorevoli ministri, e i loro portaborse nell&#8217;informazione, avevano tirato in ballo nientemeno che la &#8220;guerra ibrida&#8221; e quindi in definitiva il Cremlino, di cui, a dar retta a loro e alle accuse, in definitiva Siher sarebbe stato un agente o, come dicevano gli anticomunisti del 1948 in Italia  degli intellettuali che si esponevano per il Fronte popolare, un &#8220;utile idiota&#8221;.</p>



<p>Di utili in questa faccenda ce ne sono pochi, in compenso non mancano gli idioti. Tutti quelli che, di fronte alle vetrine spaccate e al saccheggio dei negozi, che sono e restano problemi di ordine pubblico da regolare senza ridicoli pietismi con il Codice penale alla mano, hanno gridato al complotto e hanno voluto l&#8217;esercito (l&#8217;esercito!) per strada. Quelli che hanno sbrodolato analisi da quattro soldi sui giovani senza nemmeno ricordare che t<strong>ra il 2011 e il 2024 se ne sono andati dall&#8217;Italia 630 mila giovani,</strong> senza spaccare niente ma privando noi tutti di energie preziose. Quelli che in un Paese dove il salario annuo medio è sui 27 mila euro se la prendono con gli studenti che trovano giustamente scandaloso pagare 800-1.000 euro un posto letto in una città universitaria. Quelli che fanno finta di non sapere che <strong>i salari reali in Italia sono fermi da 25 anni mentre l&#8217;inflazione non si ferma e li rosicchia, </strong>facendo del nostro Paese un caso unico tra i Paese sviluppati, come testimoniato dal&#8217;Ocse (su queso tema, a cui teniamo in maniera particolare, hai letto la nostra <em><strong>InsideWeek</strong></em>? <a href="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99" type="link" id="https://a8x7c9.mailupclient.com/frontend/LandingPage.aspx?idList=1&amp;idLP=3&amp;guid=CACD7F73-2EFC-45CE-9600-913CC7D5CA99"><strong>Iscriviti, è gratis, e facci sapere cosa ne pensi</strong></a>) Quelli che, di fronte ai blocchi dei trasportatori del Sud, padroncini strangolati dal caro-carburanti a sua volta generato da guerre a cui non siamo stati capaci di opporci, nemmeno a parole, hanno subito tirato in ballo la mafia, proprio come per Siher si sono tirati in ballo i palestinesi.</p>



<p>Di tutto questo dobbiamo conservare una precisa memoria. Per non lasciare che la narrazione fittizia dei maranza del governo (di qualunque governo) e dell&#8217;informazione, già pervasiva, diventi infine totalitaria.</p>



<p><strong>Riferimenti:</strong></p>



<p>Per l&#8217;emigrazione dei giovani: <a href="https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2025/12/30/tra-il-2011-e-il-2024-emigrati-dall-italia-630mila-giovani">https://www.cnel.it/comunicazione-e-stampa/notizie/news/detail/2025/12/30/tra-il-2011-e-il-2024-emigrati-dall-italia-630mila-giovani</a></p>



<p>Per i salari in Italia: <a href="https://www.oecd.org/content/dam/oecd/it/publications/reports/2025/07/oecd-employment-outlook-2025-country-notes_5f33b4c5/italy_a775131b/9571f483-it.pdf">https://www.oecd.org/content/dam/oecd/it/publications/reports/2025/07/oecd-employment-outlook-2025-country-notes_5f33b4c5/italy_a775131b/9571f483-it.pdf</a></p>



<p></p>



<p></p>



<p>&nbsp;<br><br>    </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/youssef-siher-scagionato-senza-condizioni-smentiti-i-maranza-del-governo-e-dellinformazione.html">Youssef Siher scagionato senza condizioni: smentiti i maranza del governo e dell&#8217;informazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Italia, la protesta ha due anime e la piazza del 17 ottobre non l’ha organizzata Youssef Siher</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/italia-la-protesta-ha-due-anime-e-la-piazza-del-17-ottobre-non-lha-organizzata-youssef-siher.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 05:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La protesta dei giovani in Italia ha due anime, una pia barricadiera e l'altra più costruttiva. Bisognerà vedere quanto durano. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/youssef-siher-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è un <strong>equivoco grosso </strong>come due interi e caldissimi sabati, intorno alle proteste del <strong>17 e 24 ottobre</strong> in Italia.  Vale a dire che a organizzare la prima data da cui tutto è cominciato sarebbe stato il cosiddetto <strong>“Movimento 17 Ottobre” (M1710</strong>), alla cui testa, secondo la Procura di Milano, ci sarebbe il trentenne giornalista freelance e attivista di origine <strong>marocchina Youssef Siher</strong>, in stato di fermo con l’accusa di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. In realtà, la batteria di canali e pagine digitali a cui corrisponde la sigla (Whatsapp, Telegram, Instagram) è stata <strong>creata la sera di domenica 18 ottobre.</strong> Bisogna partire da questo sfasamento, riportato da tutti gli organi di stampa, per capire che l’ondata giovanile di queste settimane ha <strong>due anime</strong>, e quella da cui ha preso le mosse è un’altra, <strong>Italia in Piazza</strong>, che si differenzia nettamente da quella su cui sono puntati i fari di testate, politica e magistratura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempistica delle date</h2>



<p><strong>Punto primo.</strong> Il primissimo vagito sui social, denominato appunto Italia in Piazza, è infatti apparso il <strong>3 ottobre</strong>, per essere replicato poi il 5 ottobre con un profilo su Instagram e il 7 ottobre con il gruppo su Telegram. Come si può facilmente evincere scorrendo i contenuti pubblicati, l’annuncio della piazza del 17 è stato dato qui. A rigor di fatti, quindi, <strong>il M1710 non è stato l’organizzatore della fatidica giornata</strong>, il giorno prima preceduta da manifestazioni studentesche, e che è rimasta mediaticamente marchiata dai danni e saccheggi a negozi di grandi marche da parte di qualche centinaio di adolescenti della zona di Milano (i <strong>“<a href="https://it.insideover.com/societa/il-sociologo-pilati-maranza-la-violenza-come-merce-da-esibire-e-monetizzare-sui-social.html">maranza</a>”).</strong> Che Siher possa essere stato, come si sostiene, la “mente” delle violenze sembra essere l’ipotesi degli inquirenti. Quel che però emerge dalla sequenza organizzativa apparsa sul web, unica e sola piattaforma della mobilitazione, smentisce che lo sia dell’intera protesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diverso trattamento</h2>



<p><strong>Punto secondo</strong>. Italia in Piazza, mentre scriviamo, conta più di <strong>2.300 iscritti</strong> su Telegram, principale veicolo di raccolta e discussione di entrambe le realtà. Quello del M1710, invece, <strong>oltre 9 mila</strong>. Come mai questa discrepanza numerica? Le possibili risposte sono due. Innanzitutto, banalmente, il <strong>nome:</strong> chiunque, ragazzo o no, faccia una ricerca sui social network per trovare il canale su cui informarsi riguardo il movimento giovanile del 17, s’imbatterà a tutt’oggi molto più facilmente in quello chiamato, appunto, “Movimento 17 Ottobre”. In secondo luogo, la <strong>copertura giornalistica:</strong> il M1710 ne ha ricevuta una di gran lunga maggiore. Un po’ in virtù del primo motivo, e un po’ perché i documenti e dichiarazioni firmate dalla sigla nata dopo il 17 si prestano molto di più a una <strong>lettura allarmistica,</strong> che fa più notizia, o che comunque richiama concetti e stilemi familiari a una descrizione estremista del fenomeno. </p>



<p>Come si sottolinea con insistenza in questi giorni, è nelle pagine del M1710 che si possono leggere riferimenti espliciti alle <strong>primavere arabe</strong>, in particolare alla rivolta del Cairo in Egitto, o istruzioni per affrontare l’urto con le forze di polizia in strada o per la segretezza su internet. È lì che si leggono frasi come <strong>“ci tuteliamo dallo Stato e dai fascisti”</strong>, “non offriamo bersagli”, “non lasciamo tracce”. Ed è lì che si usano espressioni ideologicamente connotate, tipiche dell’area detta dell’antagonismo di estrema sinistra come “compagni e compagne” o “lotte”, al plurale. Ed è sempre lì, soprattutto, che si teorizza una precisa, anche se poi non meglio precisata, “<strong>strategia fluida”,</strong> che consisterebbe nel rifarsi alla modalità di azione liquida, inafferrabile, <strong><em>“be water”,</em></strong> secondo il motto della protesta di Hong Kong del 2019-2020. Una pratica di cui si sarebbe dovuto vedere l’applicazione nella comparsa di raduni a sorpresa sabato 24, dopo <strong>l’annullamento, all’ultimo momento, dei ritrovi</strong> fissati dal M1710 qualche giorno prima. Una mossa che invece, poi, non si è verificata, lasciando alla spontaneità dei cortei l’afflusso di ragazzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Approcci differenti</h2>



<p><strong>Punto terzo.</strong> Le differenze fra M1710 e Italia in Piazza sono notevoli. Il primo ha, come detto, un approccio più ispirato al <strong>radicalismo di sinistra</strong>. Con una colorazione, negli scritti personali di Siher, di un <strong>neo-terzomondismo</strong> militante che risulta perfetto per offrire all’opinione pubblica lo scalpo di un piccolo “cattivo maestro”, vivente ritratto della tesi di punta dell’area di governo. E cioè, <em>sic</em>, la <strong>saldatura Islam-comunismo</strong> (con contorno di improbabili manine “ibride” russe o anche, secondo un’indagine parallela dei pm di Genova, di contatti con presunti finanziatori di <strong>Hamas</strong> legati alla causa filo-palestinese, a cui Siher aderiva). Gli scritti di quest’ultimo, da questo punto di vista, sono in effetti significativi: basta farsi un giro sul suo <em>Substack </em>e pagina Instagram, lasciate sorprendentemente visibili dopo l’arresto, per accorgersi di una ben identificabile linea politica, coltivata sull’<strong>interesse per il mondo islamico</strong>, arabo, africano e orientale, e articolata in idee di critica frontale all’Occidente (“<strong>Perché la sinistra occidentale non farà mai la rivoluzione</strong>”, s’intitola un suo articolo di gennaio dallo stile un po’ fumoso, intellettualistico, caratteristico di chi parla di “rottura epistemologica e ontologica” per indicare la premessa a un “ruolo rivoluzionario”, contro l’ “imperialismo”, delle “diaspore” di migranti…).</p>



<p>Niente di tutto questo, in ciò che è stato finora prodotto da Italia in Piazza. Qui non sono rinvenibili toni vagamente guerriglieri, e il loro manifesto presenta rivendicazioni di <strong>democrazia, per così dire, integrale</strong>, anti-partitica, centrate sulle urgenze diffuse e trasversali che spingono la maggioranza a scendere nelle piazze (costo della vita, diritto alla casa e allo studio, ecc). Come si legge nell’<a href="https://it.insideover.com/societa/i-giovani-di-italia-in-piazza-avanti-con-camionisti-e-agricoltori-e-lo-sciopero-delle-bollette.html">intervista</a> rilasciata a <em>InsideOver </em>dall’addetto stampa, inoltre, si pensa già a <strong>unire le forze con le altre categorie in rivolta</strong>, agricoltori e camionisti, oltre a un possibile sciopero delle bollette. In ogni caso, a tagliar la testa al toro è il fatto che non è attribuibile a Italia in Piazza alcun coinvolgimento ufficiale nelle dimostrazioni di sabato 24 ottobre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eterno dilemma</h2>



<p><strong>Conclusioni.</strong> Con tutta evidenza, il carattere che palesa questa sollevazione degli under 30 italiani è un <strong>movimentismo</strong>, come si dice, spontaneista. Da quel che abbiamo potuto sapere, fra i due gruppi non c’è rivalità o condanna reciproca. Semplicemente, ci sono due sensibilità diverse di intendere l’agitazione: quella di M1710 <strong>più “francese”</strong> e barricadiera, quella di Italia in Piazza <strong>più “costruttiva”,</strong> più tattica. Il che, a quanto pare, non significa meno radicale. Non per niente hanno scelto di aderire allo sciopero generale di venerdì 20 ottobre indetto dai <strong>sindacati di base Usb</strong>, snobbando l’altro, fissato dai confederali della Cgil &nbsp;il prossimo 20 novembre. </p>



<p>Resta un interrogativo: se o quanto si pongano il problema di come dare corpo e continuità alla protesta. Il movimento di <strong>studenti serbi</strong> che domenica 25 ottobre è riuscito a spodestare elettoralmente l’esecutivo in carica viene da contestazioni andate avanti <strong>due lunghi anni e mezzo.</strong> Senza un leader unico riconosciuto, ma con una capillare presenza sul territorio. L’esempio di altre realtà nazionali, tuttavia, può costituire un modello <strong>fino a un certo punto</strong>, perché nonostante le motivazioni simili, ogni contesto fa storia a sé (la Serbia, come del resto la Francia, non è l’Italia). Al netto del giudizio politico di merito, il fallimento di esperienze come il <strong>G8 di Genova</strong> o di <em>Occupy Wall Street</em>, ma soprattutto dell’<strong>auto-sterilizzazione del M5S</strong>, avrebbe dovuto insegnarlo: la mancanza, anzi, il rifiuto di darsi per tempo una <strong>struttura coerente ed efficiente</strong>, democratica ma dotata in tutti i casi di un vertice decisionale, porta ad afflosciarsi o a normalizzarsi. Oppure, se va bene, a dover per forza, prima o poi, strutturarsi. Tradotto, per stare a Belgrado: ora i ragazzi serbi saranno obbligati a costituirlo, un vero e proprio vertice, per scegliere chi far sedere al governo. &nbsp;</p>



<p></p>
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		<title>33 anni in cella, innocente: Beniamino Zuncheddu e la battaglia per la giustizia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/33-anni-in-cella-innocente-beniamino-zuncheddu-e-la-battaglia-per-la-giustizia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=533666</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giustizia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>​La vicenda di Beniamino Zuncheddu non è solo la cronaca di un drammatico errore giudiziario, ma un monito per la collettività. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/33-anni-in-cella-innocente-beniamino-zuncheddu-e-la-battaglia-per-la-giustizia.html">33 anni in cella, innocente: Beniamino Zuncheddu e la battaglia per la giustizia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giustizia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un incubo iniziato con una drammatica irruzione della polizia nel 1991 e conclusosi con un’assoluzione con formula piena in sede di revisione («per non aver commesso il fatto») dopo 33 anni di detenzione. È questa, in estrema sintesi, la storia di <strong>Beniamino Zuncheddu,</strong> protagonista di uno dei casi di errore giudiziario più eclatanti d&#8217;Italia. Ricordiamo che Beniamino fu condannato all&#8217;ergastolo, condanna oggi annullata in sede di revisione, per l&#8217;accusa di aver commesso nelle campagne del sud Sardegna un triplice omicidio nel 1991.</p>



<p>​Già narrata nel libro <a href="https://www.deagostinilibri.it/libri/io-sono-innocente">Io sono innocente</a>, scritto a quattro mani con l’avvocato <strong>Mauro Trogu,</strong> il legale che ha ottenuto la revisione del processo, pubblicato più di due anni fa, oggi la vicenda è tornata al centro dell’attenzione pubblica grazie al film <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YCJ6g2SEVxI">Zustìssia</a>, pellicola che sta registrando un ottimo riscontro nelle sale. Ma dietro i riflettori dell’editoria e del cinema si cela una ferita aperta: quella di un uomo che, nonostante il riconoscimento totale della propria estraneità ai fatti, attende ancora una reale riparazione e un risarcimento adeguato dallo Stato. Finora è stata riconosciuta solo una <a href="https://comunicazioneitaliana.it/news/866b5aede1d146e220ab4027ee560a82">somma</a> di poco superiore ai trentamila euro, per le condizioni detentive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un’esistenza sospesa</strong></h2>



<p>​Nel corso dell&#8217;intervista concessa da poco <a href="https://www.youtube.com/watch?v=knS_N7ESWVM&amp;t=622s">al mio canale YouTube</a>, Beniamino Zuncheddu ripercorre la durezza della vita dietro le sbarre, trascorsa <strong>tra istituti di pena come Buoncammino e il carcere di massima sicurezza di Nuoro. </strong>Un percorso segnato da restrizioni che hanno caratterizzato anche le fasi di concessione di permessi e semilibertà, dove le possibilità di comunicare e reinserirsi socialmente erano molto contenute.</p>



<p>​«Ero fuori, ma sempre dentro una cella», ci ha raccontato Beniamino, ricordando le difficoltà di un reinserimento che di fatto negava persino il contatto con i familiari. Un sistema che, come sottolineato nel corso dell&#8217;intervista, spesso schiaccia chi si proclama innocente, rifiutando compromessi pur di non macchiarsi di colpe mai commesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La solidarietà della comunità e il ruolo della difesa</strong></h2>



<p>​Nonostante il dramma giudiziario, Beniamino Zuncheddu sottolinea la forza ricevuta dalla straordinaria ondata di solidarietà popolare, arrivata non solo dai cittadini di Burcei, il suo paese, e dai compagni di detenzione, <strong>ma anche da parte della polizia penitenziaria. </strong>Un sostegno umano fondamentale, così come determinante è stato il rapporto di fiducia e amicizia instaurato con l’avvocato Mauro Trogu, capace di riaprire un fascicolo che sembrava destinato all&#8217;oblio. E non dimentichiamo l’importanza dell’attenzione mediatica suscitato attorno al suo caso, grazie all’impegno, tra i tanti, di <a href="https://www.radioradicale.it/scheda/800171/lo-stato-del-diritto-intervista-a-beniamino-zuncheddu">Irene Testa</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’appello: «Nessuno sia un altro Beniamino»</strong></h2>



<p>​​Oggi, a circa tre anni dalla scarcerazione, la vita quotidiana di Beniamino Zuncheddu è fatta di passeggiate in campagna e dei ricordi di una giovinezza sottratta, ma soprattutto della preoccupazione per il domani. Uscito senza risorse economiche, <strong>vive attualmente coi suoi familiari, in attesa che la giustizia compia fino in fondo il proprio dovere,</strong> attraverso una <a href="https://www.cagliaritoday.it/politica/beniamino-zuncheddu-film-irene-testa-legge-errori-giudiziari.html">riparazione economica congrua e dignitosa</a>, prevista dall’articolo <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-24">24 della Costituzione</a> e dall’art. <a href="https://app.toga.cloud/codici/codice-di-procedura-penale/3/28278/art-643-riparazione-dell-errore-giudiziario">643 del codice di procedura penale</a>, secondo cui: “<em>Chi è stato prosciolto in sede di revisione, se non ha dato causa per dolo o colpa grave all&#8217;errore giudiziario, ha diritto a una riparazione commisurata alla durata dell&#8217;eventuale espiazione della pena o internamento e alle conseguenze personali e familiari derivanti dalla condanna. La riparazione si attua mediante pagamento di una somma di denaro ovvero, tenuto conto delle condizioni dell&#8217;avente diritto e della natura del danno, mediante la costituzione di una rendita vitalizia. L&#8217;avente diritto, su sua domanda, può essere accolto in un istituto, a spese dello Stato.</em>”</p>



<p>​La vicenda di Beniamino Zuncheddu non è solo la cronaca di un drammatico errore giudiziario, ma un monito per la collettività. Un appello affinché episodi simili non si ripetano mai più e perché lo Stato riconosca tempestivamente i propri errori, restituendo dignità e giustizia sostanziale a chi, come i tanti &#8220;Beniamini&#8221; silenziosi, ha pagato ingiustamente con la propria libertà.</p>



<p>Perché stando a quanto ci ha raccontato lui stesso, alla luce della sua esperienza, quello di Beniamino è un caso tutt’altro che isolato, e chissà di quanti non verremo mai a conoscenza.</p>



<p>​</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/33-anni-in-cella-innocente-beniamino-zuncheddu-e-la-battaglia-per-la-giustizia.html">33 anni in cella, innocente: Beniamino Zuncheddu e la battaglia per la giustizia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sbatti il mostro in prima pagina! I media e il racconto delle proteste italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/sbatti-il-mostro-in-prima-pagina-i-media-e-il-racconto-delle-proteste-italiane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Youssef ha trent’anni, fa il giornalista freelance e sostiene la causa palestinese. È italiano di seconda generazione. Prima i giornali scrivono che ha origini marocchine, poi il Messaggero si corregge e le origini diventano palestinesi. Nel giro di poche ore la sua foto finisce in prima pagina, insieme a nome, cognome, città di residenza, origini &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/sbatti-il-mostro-in-prima-pagina-i-media-e-il-racconto-delle-proteste-italiane">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261020232958313_54ec759fb26ae6917411e3706354fbb5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Youssef ha trent’anni, fa il giornalista freelance e sostiene la causa palestinese. È italiano di seconda generazione. Prima i giornali scrivono che ha origini marocchine, poi il Messaggero si corregge e le origini diventano palestinesi.</p>



<p>Nel giro di poche ore la sua foto finisce in prima pagina, insieme a nome, cognome, città di residenza, origini e percorso di studi.</p>



<p>Youssef è stato perquisito e sentito in Questura ed è indagato per istigazione a delinquere aggravata. Fino a prova contraria è innocente, lo prevede la legge e lo ricorda il codice deontologico dei giornalisti. Sui giornali della presunzione di innocenza non c’è traccia.</p>



<p>I ministri non hanno aspettato. Guido Crosetto si complimenta con la polizia per aver scovato l’ideatore del Movimento 17 ottobre, Matteo Salvini fa lo stesso.</p>



<p>Pochi giorni prima lo stesso trattamento tocca a un bambino di undici anni, ripreso in un video mentre esce da un negozio di Milano con quello che ha appena rubato. Giornali e televisioni gli dedicano decine di articoli e servizi. Raccontano chi è, come va a scuola, cosa pensa di lui la preside, e intervistano perfino le sue compagne, undicenni anche loro.</p>



<p>Lo stesso codice deontologico vieta di pubblicare dettagli che rendano riconoscibile un minore. E nessuno si chiede perché un bambino di undici anni arriva a rubare.</p>



<p>Chissà dove finisce tutto questo zelo quando c’è da raccontare il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania. O, più vicino a casa, perché migliaia di persone scendono in piazza in Italia.</p>



<p>In prima pagina finiscono invece le vetrine, un bambino di undici anni e un ragazzo che, fino a prova contraria, è innocente.</p>
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		<title>Il Distretto Manifatturiero Unico del Nord si fa strada: si consolida l&#8217;asse tra le cinque regioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-distretto-manifatturiero-unico-del-nord-si-fa-strada-si-consolida-lasse-tra-le-cinque-regioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 09:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-300x259.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-1024x886.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-768x664.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-600x519.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Nella giornata di venerdì 23 ottobre Milano è stata, per la seconda volta, teatro di una riunione della Cabina di Regia del Distretto Manifatturiero Unico del Nord, coordinata dalle Regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in sinergia con le rappresentanze locali del sistema imprenditoriale e finanziario e con l’obiettivo di creare opportunità di sistema &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-distretto-manifatturiero-unico-del-nord-si-fa-strada-si-consolida-lasse-tra-le-cinque-regioni.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-distretto-manifatturiero-unico-del-nord-si-fa-strada-si-consolida-lasse-tra-le-cinque-regioni.html">Il Distretto Manifatturiero Unico del Nord si fa strada: si consolida l&#8217;asse tra le cinque regioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="934" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero.jpeg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-300x259.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-1024x886.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-768x664.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/distretto-manifatturiero-600x519.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Nella giornata di venerdì 23 ottobre Milano è stata, per la seconda volta, teatro di una riunione della Cabina di Regia del <strong>Distretto Manifatturiero Unico del Nord, </strong>coordinata dalle Regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in sinergia con le rappresentanze locali del sistema imprenditoriale e finanziario e con l’obiettivo di creare opportunità di sistema per finalizzare un’agenda per la competitività e lo sviluppo d’interesse comune. L’incontro, terzo in tutto (c’è stata anche un’occasione di incontro a Torino) coinvolgente le cinque regioni, si è svolto a margine del <strong>World Manufacturing Forum andato in <a href="https://worldmanufacturing.org/activities/world-manufacturing-forum-2026/">scena il 22 e 23 ottobre</a> </strong>nella cornice di Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.</p>



<p>Presenti per consolidare il dialogo tra i polmoni produttivi del Nord Italia i cinque assessori regionali allo Sviluppo economico delle Regioni coinvolte: <strong>Vincenzo Colla</strong> (Emilia-Romagna), <strong>Alessio Piana</strong> (Liguria), <strong>Guido Guidesi</strong> (Lombardia), <strong>Andrea Tronzano</strong> (Piemonte) e <strong>Massimo Bitonci</strong> (Veneto). L’obiettivo è dare profondità alla capacità d’azione dei territori che, col pivot della Lombardia, hanno in passato avviato iniziative come la Cabina Economica del Nord-Ovest o le sinergie di Milano con Bologna e Venezia sulla politica industriale. L’obiettivo è plasmare una capacità di coordinamento politico e operativo <a href="https://it.insideover.com/economia/tra-italia-e-europa-lasse-tra-le-regioni-del-nord-per-la-competitivita.html">sulle politiche per la competitività che rifletta l’ambizione nazionale ed europea</a> dei territori che sono al centro dello sviluppo strategico e della <strong>connettività continentale portando allo stesso tavolo le voci dei decisori e quelle degli esponenti del sistema produttivo</strong>.</p>



<p>Grande attenzione è stata data in questa sede al confronto con i vertici dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) <strong>per ottimizzare la garanzia dell’accesso al credito per le imprese e consentire al polmone finanziario di operare a sostegno dell’economia reale </strong>e dell’industria, oggetto del dialogo tra i cinque assessori e le rappresentanze regionali di Confindustria nel consesso della Cabina di Regia. Per territori che da soli assommano la maggioranza assoluta del Pil italiano e sono decisivi per la sua presenza nei mercati globali, e che il 9 dicembre torneranno a trovarsi a Veronafiere, fare squadra sul tema della competitività è fondamentale e l’attenzione alla leva dei finanziamenti appare interessante in un’ottica di sistema. Tutto questo s’inserisce in un sistema che vede le cinque regioni coordinarsi sul piano delle politiche per l’internazionalizzazione delle imprese e la spinta all’attrattività degli investimenti, come già fatto dalla Lombardia con operazioni come la &#8220;diplomazia&#8221; europea con accordi con territori quali la Catalogna o la creazione della <a href="https://it.insideover.com/economia/lombardia-hub-europeo-e-globale-per-litalia-la-regione-spinge-invest-in-lombardy.html" type="post" id="516845">piattaforma Invest in Lombardy</a> per creare le condizioni di attrattività che possono unire un territorio che, tra Alpi, Appennino, Pianura Padana è il crocevia dell&#8217;economia italiana e della sua postura europea. E può far correre, facendo squadra, la presenza dell&#8217;industria del Nord nel sistema commerciale continentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-distretto-manifatturiero-unico-del-nord-si-fa-strada-si-consolida-lasse-tra-le-cinque-regioni.html">Il Distretto Manifatturiero Unico del Nord si fa strada: si consolida l&#8217;asse tra le cinque regioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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