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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 12:33:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Italia Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Leonardo e Baykar volano insieme con il drone turco Kizilelma controllato dall&#8217;M-346</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-baykar-volano-insieme-con-il-drone-turco-kizilelma-controllato-dallm-346.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Baykar]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia M-346]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Leonardo e Baykar testano con successo l'accoppiamento loyal wingman / velivolo pilotato col drone Kizilelma e l'M-346</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-baykar-volano-insieme-con-il-drone-turco-kizilelma-controllato-dallm-346.html">Leonardo e Baykar volano insieme con il drone turco Kizilelma controllato dall&#8217;M-346</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/9-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il partenariato tra <strong>Leonardo </strong>e la turca <strong>Baykar </strong>compie un importante e decisivo passo in avanti nel settore aeronautico: il velivolo italiano da addestramento avanzato <strong>M-346</strong> e il drone <strong>Kizilelma</strong> hanno effettuato il primo test di volo collaborativo nell&#8217;ambito della serie K-SWARM di “voli di formazione autonomi congiunti”, svoltasi a maggio presso il centro di volo di prova di Baykar a Çorlu.</p>



<p>In una dichiarazione congiunta di Leonardo e Baykar del 22 giugno, si riferisce che i “voli di formazione autonomi” hanno convalidato la tecnologia, il software e l&#8217;hardware sviluppati per il combattimento autonomo. Questa campagna di test ha fornito importanti risultati per il perfezionamento dei processi operativi, concettuali, industriali, logistici e dottrinali necessari per la produzione in serie dei sistemi destinati all&#8217;impiego in combattimento, e ha certificato la <strong>validità del concetto “loyal wingman”</strong> &#8211; o CCA – <em>Collaborative Combat Aircraft </em>– tra il drone di fabbricazione turca e il software avanzato dell&#8217;addestratore italiano, utilizzato per <a href="https://it.insideover.com/difesa/inaugurato-il-centro-internazionale-di-addestramento-piloti-dellaeronautica-militare.html">formare i piloti nazionali e di Paesi alleati e partner</a> per volare sui caccia di quarta generazione avanzata, quinta e, in prospettiva, sesta generazione.</p>



<p>Le prove, in dettaglio, hanno coinvolto un M-346 in versione FA (<em>Fighter Attack</em>) di Leonardo e un T-346A dell&#8217;Aeronautica Militare italiana come aereo di supporto. Durante la campagna di test, il Kizilelma ha completato autonomamente il rullaggio e il decollo e successivamente si è unito autonomamente all&#8217;M-346 in formazione. A questo punto, i due membri dell&#8217;equipaggio a bordo dei velivoli hanno assunto il pieno controllo del drone. Il Kizilelma ha utilizzato i cosiddetti algoritmi <strong>Smart Fleet Autonomy</strong> sviluppati dal laboratorio di intelligenza artificiale <em>Hardware-in-the-Loop </em>(HIL) di Baykar per le prove. Una volta ceduto il controllo ai 346, i piloti hanno utilizzato una suite avionica di nuova concezione sviluppata da Leonardo (denominata <strong>GCC</strong>) che consiste in un collegamento dati basato su radiofrequenza che sincronizza e integra tutti i dati tra il drone e gli M-346 completamente integrata per comandare le diverse formazioni.</p>



<p>Le prove dell&#8217;accoppiamento “Kizilelma/M-346” in Turchia, che andranno avanti anche nei prossimi mesi, hanno rappresentato la prima fase operativa del programma K-SWARM di Leonardo e Baykar, incentrato sullo sviluppo dell&#8217;interoperabilità tra velivoli con equipaggio e senza equipaggio. Le aziende si riferiscono a questo concetto come “<strong>teaming crewed/uncrewed</strong>” (CUC-T), ma è anche noto con altre designazioni come “manned-unmanned teaming” (MUM-T) o “collaborative combat teaming”. “Le capacità di autonomia avanzate del Kizilelma hanno semplificato notevolmente il processo di integrazione, consentendo un&#8217;implementazione senza intoppi e un rapido dispiegamento”, si legge nel <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/22-06-2026-leonardo-and-baykar-set-major-milestone-for-advanced-crewed-uncrewed-capability-development-with-successful-first-k-swarm-live-trials">comunicato di Leonardo</a>. Queste capacità sono state inizialmente testate con un simulatore di missione dell&#8217;M-346 presso l&#8217;aeroporto di Venegono, in provincia di Varese. Il comunicato suggerisce che il simulatore sia stato utilizzato per simulare e coordinare le attività di comando del principio CUC-T, i voli in formazione e per testare i vari algoritmi di volo autonomo, di collegamento dati e di rete sviluppati da Baykar e Leonardo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Operazioni sempre più complesse</h2>



<p>L&#8217;azienda italiana ha inoltre specificato che “queste capacità sono state messe in pratica durante i voli in formazione M-346/KIZILELMA, a supporto della validazione della collaborazione e del coordinamento avanzati di diverse piattaforme da combattimento ad alte prestazioni e sistemi aerei, in quanto il programma ha segnato il passaggio dalla simulazione alle operazioni reali”. Leonardo precisa anche che nei prossimi mesi il programma K-SWARM si evolverà “<strong>verso operazioni più complesse e funzioni aggiuntive</strong>”. La tecnologia e gli algoritmi di intelligenza artificiale passeranno ora “gradualmente <strong>dal pilotaggio remoto all&#8217;autonomia</strong>” per “ridurre il carico di lavoro del pilota pur mantenendo il pieno controllo e la capacità decisionale”. Il comunicato stampa di Leonardo ricorda infine che “la prima fase di test dimostra la solida partnership tra Leonardo e Baykar e le rispettive competenze tecnologiche e industriali. Questo conferma il vantaggio competitivo delle due aziende nel settore e rappresenta un passo concreto verso lo sviluppo di capacità critiche per le moderne operazioni aeree di combattimento in scenari operativi multidominio”. </p>



<p>I progressi di Leonardo/Baykar nell&#8217;accoppiamento CCA/velivolo pilotato sono una pietra miliare per l&#8217;industria nazionale, per quella turca e in prospettiva per l&#8217;architettura della Difesa europea. Il concetto CCA prevede infatti i piloti da caccia del futuro affrontino il combattimento accompagnati da droni sotto il loro controllo, pronti a sparare, raccogliere informazioni, disturbare le comunicazioni o fungere da esche. Lo stesso concetto, valido per velivoli attuali come l&#8217;F-35 o perfino l&#8217;Eurofighter “Typhoon” di ultima tranche, sarà <strong>centrale per il velivolo di sesta generazione</strong> che tra i suoi requisiti prevede il teaming con droni da combattimento aereo. Il lavoro effettuato da Leonardo insieme a Baykar sarà quindi molto probabilmente funzionale per lo sviluppo del software di comunicazione/controllo del futuro CCA che andrà ad accoppiarsi col <strong>GCAP</strong> (Global Combat Air Programme), ponendo così l&#8217;Europa ai massimi vertici della tecnologia aeronautica globale, ed esprimendo capacità concorrenziali rispetto ai prodotti statunitensi attualmente in fase di sviluppo.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-baykar-volano-insieme-con-il-drone-turco-kizilelma-controllato-dallm-346.html">Leonardo e Baykar volano insieme con il drone turco Kizilelma controllato dall&#8217;M-346</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Boeing si ritira dalla gara per il nuovo aereo da addestramento della U.S. Navy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/boeing-si-ritira-dalla-gara-per-il-nuovo-aereo-da-addestramento-della-u-s-navy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 04:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing Aircrafts]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia M-346]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/IMG_0356-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Boeing si ritira dalla gare per il nuovo addestratore della U.S. Navy spianando la strada all'M-346 di Leonardo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/boeing-si-ritira-dalla-gara-per-il-nuovo-aereo-da-addestramento-della-u-s-navy.html">Boeing si ritira dalla gara per il nuovo aereo da addestramento della U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Boeing</strong>, con una decisione a sorpresa, si ritira dalla gara per un nuovo addestratore della <strong>U.S. Navy</strong> che deve sostituire i suoi T-45 con un nuovo velivolo più adatto alle esigenze di formazione dei piloti che andranno a operare i caccia di quinta e sesta generazione. Il 12 giugno, con uno stringato <a href="https://boeing.mediaroom.com/news-releases-statements?item=131677">comunicato stampa</a>, il colosso aeronautico statunitense ha riferito che “si impegna a rispettare i propri impegni e partecipa alle gare d&#8217;appalto solo quando ritiene di poter fornire la soluzione più adatta alle esigenze e ai requisiti dei propri clienti. Dopo un&#8217;attenta valutazione, <strong>abbiamo stabilito che il T-7A non soddisfa i requisiti del sistema di addestramento per piloti di jet della marina statunitense.</strong> Pertanto, abbiamo informato la marina che non parteciperemo alla gara d&#8217;appalto in corso. Rimaniamo impegnati a fornire il T-7A come soluzione di addestramento moderna e orientata alla crescita per i piloti di quarta, quinta e sesta generazione, in linea con l&#8217;evoluzione dei requisiti. Siamo lieti di poter fornire e sostenere le capacità attuali e future della marina”. </p>



<p>Sebbene Boeing non abbia riportato quali requisiti non fossero soddisfatti dal T-7A, <em><a href="https://breakingdefense.com/2026/06/boeing-bows-out-of-navys-new-trainer-jet-competition/">Breaking Defense</a></em> afferma che la <strong>motorizzazione </strong>del velivolo, data da due General Electric F404, non è adatta per le richieste della U.S. Navy pertanto l&#8217;adeguamento comporterebbe un lungo ciclo di sviluppo e prove che “ostacolerebbe la capacità operativa iniziale” del T-7. <strong>La rinuncia di Boeing segue quella di Lockheed Martin,</strong> che ad aprile aveva abbandonato la gara col suo TF-50N sviluppato insieme a Korea Aerospace Industries.</p>



<p>Ora, le restanti aziende in lizza per il programma sono Textron Aviation Defense, che offre il <strong>Beechcraft M-346N</strong> nell&#8217;ambito di una partnership con <strong>Leonardo </strong>(ovvero la versione “americanizzata” dell&#8217;M-346 nazionale), ed SNC, che offre il <font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>Fremo</u></span></font> in collaborazione con Northrop Grumman e General Atomics.</p>



<p>Leonardo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ci-riprova-e-propone-il-caccia-leggero-t-346-agli-usa.html">aveva presentato</a> il suo addestratore avanzato all’esposizione <em>Navy League Sea Air &amp; Space 2023</em>, nel Maryland, insieme ad altri prodotti e servizi ad alta tecnologia per un’ampia gamma di esigenze operative in ambito marittimo. L&#8217;M-346 sarebbe una soluzione ottimale per soddisfare i requisiti di addestramento della U.S. Navy del programma UJTS (<em>Undergraduate Jet Training Systems)</em> e TSA (<em>Tactical Surrogate Aircraft</em>). L’M-346 è infatti un collaudato velivolo di addestramento integrato associato a un sistema complesso basato a terra (con simulatori) pienamente operativo, in grado di addestrare gli aspiranti piloti da caccia agli scenari operativi più impegnativi. <strong>L’interfaccia uomo-macchina all’avanguardia offerto dal “sistema M-346”,</strong> offre i più disparati scenari tattici con la presenza di sensori, minacce e bersagli di ogni tipo che fanno di questo addestratore un vero e proprio simulacro degli aerei da combattimento di ultima generazione. Dal punto di vista prettamente aeronautico, le qualità di volo e le prestazioni dell’M-346 sono ampiamente collaudate e mature avendo accumulato <strong>più di 100mila ore di volo</strong>, e come certificato anche dalla decisione dell&#8217;Aeronautica Militare italiana di utilizzarlo per le <strong>Frecce Tricolori</strong> in sostituzione del vetusto MB-339 PAN, pertanto la marina statunitense potrebbe optare per la macchina di Leonardo avendo richiesto espressamente un velivolo “già collaudato”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strada spianata per l&#8217;M-346 &#8220;americanizzato&#8221;</h2>



<p>Dopo che l’U.S. Air Force ha optato per il T-7A di Boeing per sostituire la numerosa linea dei suoi aerei da addestramento, il ritiro dell&#8217;industria USA potrebbe quindi spianare la strada all’M-346 considerando che il Freedom è un velivolo nato espressamente per questa competizione e non ha accumulato esperienza di volo.</p>



<p>La decisione di Boeing è anche sicuramente legata alle <strong>difficoltà di sviluppo del T-7</strong>: a giugno 2021, l&#8217;U.S. Air Force aveva infatti affermato che molteplici problemi stavano affliggendo il programma, come, ad esempio, la decisione di spostare la produzione su vasta scala dal 2022 al 2023 a causa della carenza di componenti fondamentali, per via dei ritardi di progettazione iniziali e per la necessità di ulteriori test per correggere problemi all’ala dell’aereo, che comportano un’instabilità lungo l’asse di rollio quando il T-7A vola ad angoli di attacco elevati. </p>



<p>Sebbene l&#8217;M-346 non sia “navalizzato”, risulta essere il candidato ideale in quanto la U.S. Navy nel suo bando di gara di marzo 2026 ha indicato che il suo nuovo aereo da addestramento <strong>non dovrà atterrare sulle portaerei</strong>, a differenza del T-45. Inoltre, la marina USA ha affermato che l&#8217;aereo non dovrà supportare le simulazioni di atterraggio su portaerei, ovvero l&#8217;atterraggio su una pista progettata per simulare l&#8217;appontaggio. Il velivolo dovrà però avere “capacità di simulazione di velivoli uniche” per addestrare i piloti agli atterraggi sulle portaerei, e questo requisito sembra fatto apposta proprio per la macchina di Leonardo, che grazie alla sua particolare <strong>architettura software</strong>, divisa tra elementi terrestri e sull&#8217;aereo, è in grado di simulare molteplici scenari operativi come avviene correntemente al centro di addestramento nazionale di Decimomannu (CA), l&#8217;<strong><em>International Flight Training School </em>(IFTS)</strong>. </p>



<p>Il centro, la cui costruzione è cominciata nel 2020, sta formando i primi piloti, anche stranieri, con un programma di addestramento basato sul modello “train as you fight”. In particolare, il rigoroso processo di preparazione dei piloti consente di ottenere i più alti profili di addestramento per i caccia di quarta e quinta generazione, come l’F-35, ma, in prospettiva, sarà in grado di addestrare il personale di volo anche per il prossimo velivolo di sesta generazione. In buona sostanza, l&#8217;M-346 risulta essere l&#8217;unica opzione a basso rischio e perfettamente adatta per l&#8217;U.S. Navy.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/boeing-si-ritira-dalla-gara-per-il-nuovo-aereo-da-addestramento-della-u-s-navy.html">Boeing si ritira dalla gara per il nuovo aereo da addestramento della U.S. Navy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Corsa ai lavoratori thailandesi: Italia e Israele a caccia di manodopera low cost</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/corsa-ai-lavoratori-thailandesi-italia-e-israele-a-caccia-di-manodopera-low-cost.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 04:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo fonti thailandesi l’Italia starebbe valutando l’ingresso di numerosi lavoratori thailandesi nell’ambito del Decreto Flussi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/corsa-ai-lavoratori-thailandesi-italia-e-israele-a-caccia-di-manodopera-low-cost.html">Corsa ai lavoratori thailandesi: Italia e Israele a caccia di manodopera low cost</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164631537_3ee1099eb4a675462344f78f2fb5f40b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alle nostre latitudini nessuno ha parlato di questo dossier. La vice portavoce del governo della Thailandia, <strong>Patdarat Thongsaluaykorn</strong>, ha invece dichiarato che l&#8217;<strong>Italia</strong> si è offerta di assumere tra i <strong>20.000 e i 30.000 lavoratori thailandesi</strong> all&#8217;anno per sopperire alla <strong>carenza di manodopera</strong> nei settori agricolo e sanitario oltre che nei servizi. L&#8217;alta funzionaria di Bangkok ha aggiunto un altro particolare rilevante, ossia che Roma intenderebbe importare circa 500.000 lavoratori da Paesi extra Ue. La notizia è stata riportata dal <em>Bangkok Post</em>, il principale quotidiano in lingua inglese pubblicato in <a href="https://it.insideover.com/societa/la-thailandia-sogna-in-grande-e-si-affida-al-soft-power.html">Thailandia</a>. </p>



<p>Il ministro del Lavoro thailandese, <strong>Julapun Amornvivat</strong>, avrebbe auspicato la firma di un <strong>memorandum</strong> ad hoc tra Italia e Thailandia per confermare il tutto. Che cosa sta succedendo? La ricostruzione è questa: la terza economia dell&#8217;Unione Europea ha bisogno di manodopera e avrebbe manifestato l&#8217;interesse ad accogliere lavoratori thailandesi. Il media thailandese <em>Thairath</em> ha aggiunto un particolare interessante: Roma ha formalmente incluso Bangkok nel suo <strong>Decreto Flussi 2026-2028</strong>, un programma triennale in materia di immigrazione che disciplina l&#8217;ingresso legale dei lavoratori extracomunitari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521256" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164657869_dfceedfc0aa282b15a1f4946dda72692.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Lavoratori thailandesi per l&#8217;Italia?</h2>



<p>La <strong>Thailandia </strong>ha confermato la propria disponibilità a sostenere lavoratori qualificati e stagionali per contribuire all&#8217;economia italiana. I due Paesi hanno già avuto i primi <strong>colloqui </strong>sul tema ed entrambe le parti hanno concordato di ampliare la cooperazione in quattro aree chiave: lo sviluppo della formazione professionale e di centri di formazione congiunti, lo scambio di conoscenze sui sistemi pensionistici, la tutela dei diritti dei lavoratori e del benessere familiare e l&#8217;incremento delle opportunità di inserimento dei lavoratori thailandesi nel mercato del lavoro europeo. </p>



<p>Non solo: la Thailandia ha espresso interesse a studiare il <strong>modello di istruzione</strong> tecnica e il sistema di istruzione duale italiano, lo stesso che collega la formazione con il mondo del lavoro e dell&#8217;industria. Qualora il protocollo d&#8217;intesa dovesse essere finalizzato come previsto, l&#8217;Italia diventerà un importante mercato del lavoro europeo per i lavoratori thailandesi, in un contesto di crescente domanda di manodopera straniera. </p>



<p>Dal punto di vista di Bangkok, questa cooperazione non solo apre nuove opportunità di lavoro per i lavoratori thailandesi, ma riflette anche il ruolo della Thailandia come fonte affidabile di <strong>manodopera qualificata</strong>, riconosciuta dai partner internazionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-521257" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164714449_0ea1f6532ed4fea4ac3aca58b2aaa23f.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;opzione Israele</h2>



<p>Nel frattempo, a quasi tre anni dallo <a href="https://it.insideover.com/guerra/com-e-strutturata-oggi-hamas.html">scoppio della guerra di Gaza</a>, la forza lavoro thailandese in <strong>Israele </strong>è aumentata. Prima dell&#8217;attacco il loro numero in Israele si aggirava intorno alle 30.000 unità; adesso è salito a circa <strong>50.000</strong>, con addetti impiegati nei settori dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;edilizia, della manifattura e dei servizi. </p>



<p>Con l&#8217;aggravarsi della carenza di manodopera interna, si stima che oltre 50.000 lavoratori provenienti dall&#8217;Asia ricoprano ruoli fondamentali per il funzionamento delle catene di approvvigionamento israeliane. Se in passato Israele faceva affidamento sui lavoratori palestinesi, in seguito alle tensioni generate dalla Prima Intifada (tra il 1987 e il 1993) Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/societa/i-thailandesi-di-israele-sfruttati-dai-padroni-sul-lavoro-e-rapiti-da-hamas.html">ha iniziato a sostituirli</a> con un elevato numero di migranti. </p>



<p>Migranti per lo più provenienti dalla Thailandia &#8211; che hanno formato al gruppo più numeroso di braccianti agricoli stranieri presenti sul territorio israeliano – ma anche da Bangladesh, Sri Lanka e India.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="711" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1024x711.jpg" alt="" class="wp-image-521258" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-1536x1066.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623164742250_62b48adb6814b345cc57fe2c294fcb82.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Sanare la relazione Italia-Usa dopo le uscite di Trump, Guidesi: &#8220;Costruire un nuovo rapporto economico transatlantico&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sanare-la-relazione-italia-usa-dopo-le-uscite-di-trump-guidesi-costruire-un-nuovo-rapporto-economico-transatlantico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“La complementarietà economica è fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice Guido Guidesi, assessore di Regione Lombardia.  </p>
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<p>Le tensioni transatlantiche delle ultime settimane e l’inaudito e sgrammaticato attacco di <strong>Donald Trump </strong>alla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni,</strong> rea agli occhi del presidente americano di aver stigmatizzato i suoi attacchi a Papa <strong>Leone XIV </strong>e aver rifiutato di sostenere la fallimentare avventura militare nel Golfo contro l’Iran, hanno portato a un livello di guardia l’attenzione sulle relazioni tra Roma e Washington.</p>



<p>Eppure, c&#8217;è un&#8217;America (e un&#8217;Italia) che continua a premiare la relazione transatlantica, ed è quella dell&#8217;economia. Per uno strano scherzo del destino, la faglia Trump-Meloni si apre proprio nei giorni in cui emerge la vitalità dell&#8217;interscambio Roma-Washington: export a quasi 70 miliardi di euro nel 2025, +7,2% nonostante i dazi, Usa secondo mercato italiano, un surplus di Roma di oltre 34 miliardi di euro, un contributo decisivo per portare il Paese al quarto posto mondiale degli esportatori. E secondo il report Istat &#8220;<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-estero-extra-ue-aprile-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commercio estero extra UE &#8211; Aprile 2026</a>&#8220;, l’anno in corso è iniziato sotto una buona stella. <strong>In tal senso, il ponte economico può essere una leva con cui Italia e Usa </strong>possono ricordare l’importanza di una storia e di valori comuni.</p>



<p>“La complementarietà economica è un fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice a InsideOver <strong>Guido Guidesi,</strong> Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia. Guidesi ha di recente cancellato la sua presenza a una missione commerciale in America focalizzata sul ruolo dell’innovazione e sul settore pharma e, spiega, “ho voluto mandare un messaggio politico dopo che l’uscita sgrammaticata di Trump ha creato questo problema, volendo mandare un messaggio di solidarietà al presidente del Consiglio. La missione è rimasta attiva sul piano tecnico-economico”, che per Guidesi può e deve restare un ponte. “L’elemento fondamentale del rapporto economico è cruciale sul lungo periodo e non solo gli Usa e l’Italia ma anche l’America e l’Europa in generale devono rendersi conto che, a prescindere da Trump, coltivare questa <strong>relazione naturale e mutualmente benefica </strong>sarà fondamentale per restare uniti e competitivi”.</p>



<p>“Tuttora”, ragiona Guidesi, “i numeri raccontano molto di questa complementarietà e ci spiegano in particolare due fattori. Da un lato, la naturalità di un rapporto consolidato e che valorizza un orizzonte ideale e politico comune, dall’altro”, aggiunge l’assessore, “una grande complementarietà”. <strong>Gli Usa “hanno bisogno di noi per la componentistica insostituibile di diversi settori, </strong>per filiere che vanno dall’agroalimentare alla meccanica ci sono molte componenti di ogni ciclo produttivo per cui a Washington e alle sue imprese serve flessibilità, strategicità, continuità operativa”. E, ragiona Guidesi, “molto spesso a colmare queste necessità sono aziende europee, italiane e, in diversi casi, lombarde”, che contribuiscono a “tenere vivo un rapporto atlantico fondamentale per competere a livello internazionale, perché la complementarietà serve a entrambi e rinunciarvi vorrebbe dire fornire un assist al competitor cinese”.</p>



<p>Guidesi invita ad andare oltre e a “ragionare alla costruzione strategica di un nuovo rapporto economico transatlantico”: “La Commissione Europea non stia ferma. Chiedere un cambio di atteggiamento al presidente Usa è fondamentale e prioritario”, nota Guidesi, ma dobbiamo anche, a suo avviso, “fare di tutto perché anche le relazioni economiche continuino a consolidare questo rapporto”. Questo vuol dire, secondo l’assessore, ascoltare anche le <strong>preoccupazioni per le aziende americane desiderose di investire in Europa </strong>ma “preoccupate dall’asfissiante contesto regolatorio, dai freni alla competitività, dalle rigidità intrinseche del mercato unico”.</p>



<p>Le parole di Trump, a detta dell’assessore, sono oltre modo dannose perché “la frattura transatlantica è innaturale ed è fondamentale evitare che si trasmetta a settori decisivi per la competitività di entrambi i campi” perché “se così sarà, soccomberemo e saremo colonizzati dal gigante cinese”. L’egocentrismo di Trump da un lato, le rigidità europee dall’altro: il rischio dell’incomunicabilità c’è. Sanarlo è fondamentale per la prosperità di un continente intero.</p>
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		<title>Trump contro Meloni: che cosa pensa davvero l’America</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-contro-meloni-che-cosa-pensa-davvero-lamerica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="meloni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-1024x523.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-1536x784.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-600x306.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella maggior parte degli ambienti politici americani, la questione viene considerata irrilevante rispetto alle sfide mondiali. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="meloni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-1024x523.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-1536x784.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-trump-e1782143962344-600x306.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vicenda nata dalle parole di <strong>Donald Trump </strong>nei confronti di <strong>Giorgia Meloni </strong>e dalla successiva reazione del governo italiano merita una riflessione che va oltre la polemica del giorno. Per comprendere cosa sia accaduto, bisogna innanzitutto capire come gli Stati Uniti osservano questo tipo di episodi. E la risposta è semplice: nella maggior parte degli ambienti politici americani, la questione viene considerata irrilevante rispetto alle sfide strategiche che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali. Mentre Washington discute di Iran, Medio Oriente, Cina, sicurezza energetica, riarmo occidentale, immigrazione e futuro della NATO, in Italia il dibattito pubblico si è improvvisamente concentrato su una battuta, una fotografia e una questione di prestigio personale.</p>



<p>È qui che emerge il problema. <strong>La politica internazionale non è un concorso di simpatia. </strong>Non è nemmeno una gara di popolarità tra leader. È il luogo in cui gli Stati difendono interessi concreti. Nella visione americana, soprattutto nell’universo politico che ruota attorno a Trump, il rispetto tra leader non si misura dalla cortesia delle dichiarazioni pubbliche, ma dalla capacità di un alleato di condividere rischi, responsabilità e obiettivi strategici. Ed è proprio su questo terreno che molti osservatori statunitensi hanno iniziato a interrogarsi sul rapporto tra Roma e Washington.</p>



<p>Negli ultimi anni Giorgia Meloni è stata spesso presentata come l’interlocutore europeo più vicino al mondo conservatore americano. Una leader capace di dialogare sia con Bruxelles sia con Washington. Una figura in grado di costruire ponti tra due mondi politici spesso distanti. Tuttavia, quando si entra nel terreno delle grandi crisi internazionali, le percezioni cambiano rapidamente. <strong>Negli Stati Uniti esiste una convinzione molto radicata: gli alleati si giudicano soprattutto nei momenti difficili. </strong>Per questo motivo alcune scelte italiane degli ultimi mesi hanno generato discussioni negli ambienti conservatori americani. Non necessariamente ostilità, ma certamente interrogativi. Da una parte vi è la convinzione che l’Italia resti un partner fondamentale nel Mediterraneo. Dall’altra vi è la sensazione che Roma abbia talvolta privilegiato il consenso interno rispetto alla chiarezza strategica.</p>



<p>In questo contesto, la polemica sulla battuta di Trump è stata interpretata da molti come il sintomo di un errore più grande: trasformare una questione di immagine in una questione politica. La reazione italiana ha finito per amplificare un episodio che probabilmente sarebbe scomparso dal ciclo delle notizie nel giro di poche ore. Quando un intero governo, ministri compresi, si sente chiamato a difendere il prestigio del proprio leader da una battuta, il rischio è quello di comunicare insicurezza anziché forza. La leadership internazionale funziona diversamente. <strong>I leader più forti sono spesso quelli che lasciano cadere le provocazioni minori e concentrano il proprio capitale politico sulle questioni che contano davvero.</strong></p>



<p>Vi è poi un secondo aspetto che merita attenzione. <strong>Negli Stati Uniti la politica è spesso brutale. </strong>Trump ha attaccato pubblicamente presidenti, primi ministri, alleati storici, membri del proprio partito e persino figure della sua stessa amministrazione. Chi conosce il linguaggio politico americano sa che la provocazione è parte integrante della comunicazione. Pretendere di applicare a Trump le categorie della diplomazia tradizionale europea significa non comprendere la natura del fenomeno politico che rappresenta.</p>



<p>Ed è forse questo il punto più interessante dell’intera vicenda. <strong>L’Italia rischia talvolta di interpretare la politica americana attraverso una lente europea, </strong>mentre l’America contemporanea segue logiche molto diverse. Per molti osservatori statunitensi la domanda non è se Trump abbia avuto torto o ragione. La domanda è perché si sia scelto di reagire in modo tanto energico a una questione così marginale. Nel frattempo il mondo continua a muoversi. Il Medio Oriente attraversa una delle sue fasi più instabili degli ultimi anni. L’Europa deve interrogarsi sulla propria sicurezza. La pressione migratoria resta una sfida aperta. Le economie occidentali affrontano una competizione globale sempre più aggressiva. In questo scenario, le battaglie simboliche rischiano di diventare una distrazione.</p>



<p>Le nazioni non vengono giudicate dalla rapidità con cui rispondono a una battuta. <strong>Vengono giudicate dalla capacità di difendere i propri interessi, mantenere alleanze strategiche e contribuire alla stabilità internazionale. </strong>Ed è forse questa la lezione più importante della vicenda. Quando la politica si trasforma in una questione di ego, tutti perdono qualcosa. Quando la politica torna a essere una questione di interessi nazionali, tutti sanno esattamente qual è la priorità. Perché la vera forza di uno Stato non consiste nel vincere ogni polemica. Consiste nel riconoscere quali polemiche non meritano nemmeno di essere combattute.</p>
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		<title>Più libri Più liberi e il patentino antifascista: allora censuriamo anche Pirandello, Gentile e Ungaretti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 04:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il totale non senso del “patentino antifascista”, iniziativa che quest’anno si sono inventati alla fiera Più libri Più liberi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/libri-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Ho ricevuto da Garzanti una settimana fa una enorme edizione del <em>Mein Kampf</em>. Allora cacciamo Garzanti… Io non amo <strong>Céline, </strong>il più antisemita del mondo, ma è un pezzo da novanta della Adelphi. Laterza ha pubblicato Giovanni Gentile, filosofo del fascismo. Allora via anche Laterza. Coga pubblica il libro di Proudhon<em>, Pornocrazia</em>, un attacco alle donne in quanto tali. Via anche la Dedalo, che è come <strong>Vannacci. </strong>Tutto assurdo». In poche righe lo storico <strong>Luciano Canfora</strong>, comunista doc, ha condensato il totale non senso del <strong>“patentino antifascista”,</strong> iniziativa che quest’anno si sono inventati alla fiera Più libri Più liberi contro le piccole case editrici che non si riconoscono nell’antifascismo. Perché aggiungere l’aggettivo «antifascisti», ai valori del regolamento da sottoscrivere, non è soltanto «un’idiozia», per dirla con <strong>Massimo Cacciari</strong>, in senso politico, dato che la Costituzione vieta solo la ricostituzione del partito fascista e non obbliga nessuno, nell’esercizio del diritto di espressione, a giurare su alcunché.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Di Paolo “tradisce” Montanelli</h2>



<p>È anche e soprattutto un clamoroso <strong>autogoal culturale.</strong> Perché, come chiunque non sia in malafede sa perfettamente, tanta parte della cultura italiana ed europea della prima metà del Novecento si snoda attraverso una lunga sequela di autori che non solo non sono stati contrari al fascismo (e al nazismo), ma lo hanno addirittura appoggiato, sia pur ognuno con traiettorie diverse. È un fatto storico che conosce, o dovrebbe conoscere, anche il curatore della mostra, <strong>Paolo Di Paolo</strong>. A maggior ragione perché il suo nome assunse una qualche notorietà, da imberbe aspirante giornalista, grazie alle lettere con cui tempestava la rubrica sul <em>Corriere della Sera</em> tenuta fino alla morte, avvenuta nel 2001, da <strong>Indro Montanelli,</strong> il quale avrebbe considerato l’odierna trovata una bischerata offensiva. Probabilmente anche per sé stesso, che da giovanissimo collaborò alla rivista <em>L’Universale</em> diretta da un intellettuale brillante, e ultrafascista, che rispondeva al nome <strong>Berto Ricci.</strong> E fascista, almeno fino alla guerra d’Etiopia, fu egli stesso, il conservatore Indro, cosa che non rinnegò mai.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scontro fra titani</h2>



<p>Rinfrescarne la memoria non significa fare nessuna apologia: vuol dire semplicemente rispettare la Storia. Fascista convinto, tanto da diventare punto di riferimento ufficiale in qualità di responsabile della monumentale Enciclopedia Treccani voluta da Mussolini, fu <strong>Giovanni Gentile, </strong>con Benedetto Croce uno dei dioscuri dell’idealismo italiano. Fascista sino all’ultimo, Gentile, tanto da rimetterci la vita, da presidente dell’Accademia d’Italia durante la Repubblica di Salò, quando, nel 1944, fu trucidato da un commando di partigiani preda del fanatismo. Vent’anni prima, nel 1925, era stato lui il promotore del <strong>“Manifesto degli intellettuali fascisti”</strong>, scorrendo il quale si ha già un’idea della portata dell’adesione del nascente regime che chiudeva giornali, arrestava oppositori e proibiva il dissenso. Lo firmarono storici come Gioacchino Volpe, drammaturghi come <strong>Luigi Pirandello</strong>, poeti come <strong>Giuseppe Ungaretti,</strong> scrittori come <strong>Curzio Malaparte,</strong> giornalisti come Luigi Barzini sr, filosofi come Ugo Spirito, giuristi come Alfredo Rocco. Croce rispose a stretto giro con un contro-manifesto in cui si esposero altrettanti bei nomi dell’Italia intellettuale di allora, da Luigi Einaudi a Giustino Fortunato, da Eugenio Montale ad Aldo Palazzeschi. Lo scontro era vivo, anche se si spense definitivamente con le <strong>“leggi fascistissime”</strong> del 1926, con cui il neo-partito unico completò l’instaurazione della dittatura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Varietà di voci</h2>



<p>&nbsp;All’interno del fascismo stesso, poi, il panorama fu negli anni variegato, quanto a filoni e pubblicazioni. Spesso in contrasto fra loro, come fu per la polemica, celeberrima, fra i modernisti di Stracittà e gli antimodernisti di Strapaese. C’erano i futuristi, in testa il capofila <strong>Filippo Tommaso Marinetti</strong> (che dopo aver tanto sbertucciato istituzioni e musei, si musealizzò accettando la feluca di accademico). C’erano i clerico-fascisti, come il convertito <strong>Giovanni Papini</strong>, penna acuminata e prolificissima. C’erano i fascisti di sinistra, dal gruppo de <em>Il Selvaggio</em> del corrosivo <strong>Mino Maccari </strong>alla nuova generazione uscita dai “littoriali” degli anni ’30 (due nomi su tutti: <strong>Elio Vittorini e Vasco Pratolini</strong>, destinati nel dopoguerra a diventare mostri sacri della sinistra culturale). C’era il giro attorno a <strong>Giuseppe Bottai </strong>e al quindicinale <em>Critica Fascista</em>. C’era chi, dopo aver coniato motti che il Duce fese suoi come “Mussolini ha sempre ragione”, faceva un po’ di fronda e di satira sul piano del costume, come <strong>Leo Longanesi.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fascisti-antifascisti, andata e ritorno</h2>



<p>Ci fu chi lavorò attivamente per la propaganda di guerra, arrivando niente meno che dall’estero come lo statunitense <strong>Ezra Pound.</strong> Chi invece si tenne sullo sfondo, ormai vecchio e mai del tutto aderente al regime, come<strong> Gabriele D’Annunzio</strong> (a cui pure, assieme alla mistica degli “arditi”, si deve il modello di certe liturgie fasciste). Ci fu anche chi dapprima sostenne le camicie nere e poi, quando costava farlo, divenne antifascista, come il pensatore irrazionalista <strong>Giuseppe Rensi</strong>. Chi, dal fascismo firmatario del Concordato con la Chiesa, si augurava un’impossibile rivendicazione di paganesimo, come<strong> Julius Evola</strong>. Chi fu fascista fino al 1943, anno della caduta, come gli scrittori <strong>Guido Piovene </strong>o Paolo Monelli. Chi faceva professione di fede fascista nei Gruppi Universitari, come <strong>Giorgio Bocca,</strong> per entrare poi nella Resistenza. Chi scriveva a favore dell’Impero e del corporativismo, come il cattolico <strong>Amintore Fanfani,</strong> futuro leader Dc. Insomma, c’era una vivacità che fra l’altro non può granché stupire, perché nonostante la censura di Stato un Paese, e in special modo un Paese articolato come l’Italia, non può non produrre cultura, in un periodo lungo ben vent’anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nazismo settario. Eppure…</h2>



<p>Diverso il discorso per la Germania nazista, che fu <strong>più restrittiva </strong>nel controllo delle arti e delle scienze (basti pensare alla condanna dell’“arte degenerata” contemporanea, che avrebbe costretto all’esilio un pittore fascista come Mario Sironi, o la persecuzione per motivi razziali di scienziati ebrei di ogni campo). Ma a dispetto di <strong>Goebbels</strong> e dei suoi roghi di libri, va registrata una pattuglia di menti fra le migliori dell’epoca che, sebbene solo inizialmente, approvarono o si inserirono nel nuovo regime hitleriano. Parliamo di gente del calibro di <strong>Martin Heidegger, </strong>forse l’ultimo grande filosofo tedesco; del giurista <strong>Carl Schmitt</strong>, peso massimo del pensiero politico tuttora attualissimo; di <strong>Gottfried Benn</strong>, poeta fra i più penetranti indagatori del nichilismo. Furono molti di più, naturalmente, coloro che rimasero intrappolati nelle grinfie del nuovo Stato di polizia, o si videro costretti a scappare fisicamente dal Terzo Reich. Quel ricco e formicolante mondo di idee, suggestioni e sperimentazioni che aveva popolato la <strong>Repubblica di Weimar</strong> divenne afono nell’arco di pochi mesi, in quel fatidico 1933. Represso brutalmente in quanto, secondo l’asfittica ideologia nazionalsocialista, tacciato di “decadenza”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stupidità della tessera</h2>



<p>L’elenco di intelletti eccellenti, tra premi Nobel e ingegni fini che non per nulla si studiano a scuola, dovrebbe far capire anche a settari come Paolo Di Paolo che qualunque forma di certificazione del pensiero, <strong>qualsiasi tipo di “tessera</strong>” è, se guardiamo proprio allo storia italiana, intrinsecamente fascista. Nel suo caso, si tratta del “fascismo degli antifascisti” (<strong>Ennio Flaiano</strong>). E allora gioverà ricordare cosa scriveva Croce, il <strong>nume dell’antifascismo Croce</strong>, quello stesso Croce che Mussolini, autoritario ma non cretino, si guardò bene dall’imbavagliare durante tutto il Ventennio, in una missiva a Ferruccio Parri del 18 giugno 1945, per criticare l’ipotesi di escludere dal primo governo post-25 Aprile chi era stato iscritto al partito fascista: «Questo significa ignorare» osservava indignato il filosofo liberale, che «tutti gl’italiani per esercitare professioni, erano costretti a iscriversi e che ben pochi poterono, rinunziando alle professioni, <strong>rifiutare l’iscrizione,</strong> la quale prese perciò carattere affatto formale e insignificante. Tanto vero che molti dei più operosi e benemeriti oppositori ed eversori del fascismo erano iscritti, e finirono col soffrire persecuzioni, carcere e peggio. (&#8230;) Io annovero <strong>tra i miei migliori amici e collaboratori,</strong> durante e dopo il fascismo, di codesti iscritti per formalità. (&#8230;). E concludeva, sbugiardando l&#8217;ipocrisia degli zelanti neo-antifascisti: «Ma chi è che perde il tempo a escogitare e suggerire simili, non dico neppure cattiverie, ma stupidità?».</p>
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		<title>Dalla FREMM alla Mogami: la battaglia navale del XXI secolo si combatte tra sensori, dati e industria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dalla-fremm-alla-mogami-la-battaglia-navale-del-xxi-secolo-si-combatte-tra-sensori-dati-e-industria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Technology]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le nuove piattaforme sono nodi operativi il cui valore sta nella capacità di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli in effetti militari. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dalla-fremm-alla-mogami-la-battaglia-navale-del-xxi-secolo-si-combatte-tra-sensori-dati-e-industria.html">Dalla FREMM alla Mogami: la battaglia navale del XXI secolo si combatte tra sensori, dati e industria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250922095908562_0f1537bc82b59af377ce8197f28b5510-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per decenni la fregata è stata considerata il &#8220;cavallo da tiro&#8221; delle marine militari: meno prestigiosa di una portaerei, meno potente di un cacciatorpediniere, ma indispensabile per garantire presenza, scorta e controllo marittimo. Oggi questa definizione è superata. Le nuove piattaforme come <strong>Type 26</strong>, <strong>F110</strong>, <strong>FREMM</strong>, <strong>Mogami</strong> e <strong>Constellation</strong> rappresentano qualcosa di diverso: nodi operativi inseriti in ecosistemi digitali dove il valore non dipende soltanto da missili, radar o tonnellaggio, ma dalla capacità di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli rapidamente in effetti militari. La guerra navale contemporanea si sviluppa infatti in ambienti saturi di minacce: droni navali, missili ipersonici, sommergibili sempre più silenziosi, cyberattacchi e guerra elettronica stanno ridefinendo il concetto stesso di superiorità marittima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque fregate, cinque visioni strategiche</h2>



<p>Dietro ogni programma navale si nasconde una diversa lettura della minaccia. La britannica <strong>Type 26</strong> nasce per il Nord Atlantico e riflette l&#8217;ossessione strategica di Londra per la guerra anti-sommergibile. La priorità non è colpire per primi, ma individuare prima degli altri. Silenziosità acustica, autonomia oceanica e capacità ASW costituiscono il cuore della piattaforma. La spagnola <strong>F110</strong> segue invece una logica differente. <a href="https://www.lafionda.org/2026/05/14/i-mari-stretti-dove-si-decide-il-potere-del-mondo/">Madrid ha investito massicciamente nella digitalizzazione della nave, trasformandola in una <strong>smart ship</strong> progettata per integrare grandi quantità di dati e ridurre costi operativi attraverso manutenzione predittiva e sistemi virtualizzati.</a> </p>



<p>La <strong>FREMM</strong>, sviluppata da Italia e Francia, rappresenta probabilmente il modello più equilibrato. Meno rivoluzionaria sul piano concettuale, ma estremamente solida sotto il profilo industriale, operativo ed esportativo. Non a caso è diventata uno dei maggiori successi navali europei degli ultimi vent&#8217;anni. La giapponese <strong>Mogami</strong> interpreta invece una sfida diversa: la scarsità di personale. In una regione dominata dalla crescente pressione cinese, Tokyo ha scelto di spingere sull&#8217;<strong>automazione</strong>, riducendo drasticamente gli equipaggi senza rinunciare alla capacità operativa. Infine la statunitense <strong>Constellation</strong> rappresenta il caso più controverso. Nata per accelerare la produzione di una fregata moderna partendo da una base progettuale già esistente, è progressivamente diventata un esempio delle difficoltà dell&#8217;industria navale americana nel conciliare innovazione, requisiti nazionali e tempi di consegna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera arma è la sensor fusion</h2>



<p>Osservando le specifiche tecniche si rischia di perdere il punto essenziale. La differenza tra una nave da 6.000 o 7.000 tonnellate è oggi meno importante della capacità di operare all&#8217;interno di una <strong>kill chain distribuita</strong>. Le lezioni emerse dalla guerra in Ucraina e dagli attacchi nel Mar Rosso sono chiare: nessuna unità navale può più contare esclusivamente sui propri sensori. <strong>Le piattaforme devono ricevere dati da satelliti, droni, velivoli AEW, asset spaziali, sommergibili e reti alleate.</strong> La fregata moderna non è più un sistema autonomo ma un nodo di una rete più ampia. In questo contesto assumono un&#8217;importanza crescente la <strong>guerra elettronica</strong>, la capacità di contrastare il jamming, la protezione cyber e l&#8217;integrazione con sistemi unmanned. Una nave incapace di comunicare efficacemente con il resto della forza rischia di trasformarsi in un bersaglio altamente costoso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione silenziosa dell&#8217;automazione</h2>



<p>Uno degli aspetti meno discussi riguarda il fattore umano. Le marine occidentali affrontano una crescente difficoltà nel reclutamento e nel mantenimento di personale qualificato. Di conseguenza l&#8217;automazione non è soltanto una scelta tecnologica, ma una necessità strategica. La Mogami rappresenta il caso più avanzato di questa trasformazione. Equipaggi ridotti, sistemi altamente automatizzati e manutenzione digitalizzata consentono di diminuire il fabbisogno di personale. Tuttavia esiste un compromesso. Una nave con pochi marinai può risultare efficiente in tempo di pace, ma durante un conflitto ad alta intensità potrebbe avere minori capacità di gestione dei danni e di ripristino operativo dopo un attacco. La sfida del prossimo decennio sarà quindi trovare un equilibrio tra efficienza automatizzata e resilienza umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo decisivo: l&#8217;industria</h2>



<p><strong>La competizione tra fregate è in realtà una competizione tra sistemi industriali. </strong>La domanda strategica non è quale nave sia la più potente sulla carta, ma quale possa essere costruita rapidamente, aggiornata nel tempo e sostenuta durante una guerra prolungata. Sotto questo profilo la vicenda della Constellation assume un valore emblematico. Le difficoltà emerse nel programma mostrano come perfino la prima potenza militare mondiale possa incontrare ostacoli quando requisiti crescenti, complessità progettuale e tensioni industriali si combinano. Il vero vantaggio competitivo non risiede soltanto nella qualità dello scafo, ma nella capacità di una nazione di mantenere attiva una filiera produttiva resiliente, in grado di generare nuove unità, software aggiornati, munizionamento e pezzi di ricambio durante una crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fregata che vincerà sarà quella che resterà disponibile</h2>



<p>La lezione più importante è forse la più controintuitiva. La migliore fregata del XXI secolo non sarà necessariamente quella con più missili o con il radar più potente. Sarà quella capace di sopravvivere a un conflitto prolungato, restare integrata nella rete informativa alleata e continuare a generare effetti operativi anche dopo mesi di guerra. Type 26, FREMM, F110, Mogami e Constellation rappresentano cinque risposte differenti alla stessa domanda strategica: come trasformare dati, industria, personale e tecnologia in potenza navale reale. Nel nuovo confronto marittimo globale, la superiorità non sarà determinata soltanto dall&#8217;acciaio. Sarà determinata dalla capacità di connettere <strong>sensori, software, guerra elettronica, droni e sostenibilità industriale</strong> in un unico sistema coerente. Chi riuscirà a farlo per primo avrà costruito non soltanto una fregata migliore, ma una marina più adatta alle guerre del futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dalla-fremm-alla-mogami-la-battaglia-navale-del-xxi-secolo-si-combatte-tra-sensori-dati-e-industria.html">Dalla FREMM alla Mogami: la battaglia navale del XXI secolo si combatte tra sensori, dati e industria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-marina-militare-e-il-punto-2026-il-mare-dominio-essenziale-per-il-futuro-del-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il "Punto Nave" della Marina Militare: dall'Artico all'Indo-Pacifico la chiave del successo è innovazione, adattamento e velocità</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-marina-militare-e-il-punto-2026-il-mare-dominio-essenziale-per-il-futuro-del-paese.html">La Marina Militare e il &#8220;Punto 2026&#8221;: il mare, dominio essenziale per il futuro del Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240802154212877_becd63e44e5f6bafac8fc77db30812ae-1536x1018.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno, la <strong>Marina Militare italiana</strong> ha edito un rapporto sulle attività, prospettive, sfide e sulla strategia e le priorità della forza armata nel contesto geopolitico e marittimo globale. Il “Punto Nave” 2026 si focalizza sul mutamento del concetto di “potenza marittima” e <strong>sull&#8217;importanza del mare nella politica di sicurezza nazionale,</strong> precisando come la Marina Militare italiana si adatti alle nuove sfide strategiche globali, puntando su presenza, interoperabilità e innovazione.</p>



<p>Il punto di partenza dell&#8217;analisi è la considerazione della sfumatura della linea di demarcazione tra pace e conflitto. Ancora una volta, si riconosce che il confronto tra Stati non si manifesta soltanto attraverso strumenti militari tradizionali, ma si sviluppa lungo uno <strong>spettro ibrido</strong> che comprende pressioni economiche, campagne informative, attacchi cyber, sabotaggi e azioni indirette contro infrastrutture critiche. In questo contesto il potere marittimo deve evolversi da efficiente a rilevante, con presenza, prontezza e connessione come elementi chiave.</p>



<p>Il mare è tornato centrale nelle competizioni tra potenze come è emerso soprattutto dalla crisi nel Golfo Persico, con vulnerabilità legate a rotte energetiche, infrastrutture critiche e sicurezza regionale. <strong>Per l’Italia, il dominio marittimo è vitale</strong>, essenziale per energia, commercio, dati e infrastrutture strategiche, pertanto la sicurezza marittima è fondamentale per la prosperità e la stabilità nazionale.<strong> </strong></p>



<p>Oggi più che mai si richiede capacità di <strong>adattamento</strong>, di analisi della minaccia e di <strong>velocità di reazione</strong>, e la Marina sta continuando a percorrere la strada intrapresa qualche anno fa di modernizzazione degli assetti, di ampliamento delle capacità del personale e della Flotta e di interazione con alleati e partner nazionali nel quadro di una diffusione delle competenze alla ricerca di una maggiore interoperabilità e della creazione di una rete di Paesi “<em>like minded</em>” per affrontare le nuove sfide globali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presente in tutti i teatri</h2>



<p>La Marina Militare è – ed è stata – presente in tutti i teatri di rilevanza per la sicurezza nazionale: Artico, Mediterraneo Allargato e Indo-Pacifico. Per la stessa natura del mare, che non ha confini, la Marina è presente in queste macroregioni geografiche offrendo proiezione globale grazie alle maggiori capacità acquisite negli ultimi anni. Questa presenza credibile, fatta di mezzi ma soprattutto di equipaggi ben rodati e amalgamati anche in un contesto internazionale, è il fattore essenziale – ma sarebbe meglio dire l&#8217;unico – per esprimere una <strong>deterrenza credibile</strong>. Soprattutto in un mondo in cui esistono attori statali e non statali in grado di mettere a rischio la libertà di navigazione, oppure di effettuare veri e propri blocchi marittimi <a href="https://it.insideover.com/difesa/guerra-ibrida-la-cina-si-esercita-con-la-sua-flottiglia-da-pesca.html">secondo una filosofia asimmetrica</a>, la forza armata deve essere in grado di poter esprimere questa deterrenza in modo efficace ovunque occorra farlo. </p>



<p>Per questo anche nell&#8217;anno trascorso, la Marina Militare ha stabilito una proiezione in Indo-Pacifico con attività di Nave “Marceglia” e di Nave “<a href="https://it.insideover.com/difesa/rimpac-e-pacific-dragon-con-il-bande-nere-la-marina-italiana-torna-nellindo-pacifico.html">Giovanni dalle Bande Nere</a>”, miranti alla tutela di rotte e al mantenimento di alleanze. Le operazioni nel Mediterraneo Allargato e nel Mar Rosso – e in prospettiva quella nel Golfo Persico – come <strong>IRINI </strong>e <strong>ASPIDES </strong>sono state effettuate a tutela delle nostre rotte energetiche e commerciali, <strong>garantendo stabilità economica europea.</strong> Non bisogna nemmeno dimenticare la presenza nel Nord Atlantico e nell’Artico, che rafforza la sicurezza euro-atlantica e l’accesso alle rotte emergenti passanti per i mari artici, ma che soprattutto sono finalizzate alla maggiore conoscenza di un settore del globo in cui i cambiamenti climatici in atto sono più veloci ed evidenti.</p>



<p>Dal punto di vista dell&#8217;innovazione e della cooperazione tecnologica, l&#8217;anno trascorso ha visto la consegna di <a href="https://it.insideover.com/scienza/varo-tecnico-per-la-nuova-nave-oceanografica-della-marina-militare.html">Nave “Quirinale”</a> e la prosecuzione di importanti programmi di rinnovo della flotta come quello per una nuova classe di cacciatorpediniere o per i sottomarini U-212 NFS, senza dimenticare l&#8217;evoluzione delle <strong>fregate FREMM</strong> e la decisione di portare tutti i PPA/MCS allo standard “full”. </p>



<p>Anche l&#8217;attività dedicata alla dimensione subacquea – ma sarebbe ora chiamarlo “<strong>dominio sottomarino</strong>” &#8211; è proseguita al Polo Nazionale della Subacquea di La Spezia, e dal f<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/fondali-cavi-e-gasdotti-modello-italia-contro-guerra-ibrida-2675105.html">orum “Shangri La” di Singapore</a> è arrivata la certificazione internazionale della validità del modello italiano, con anche l&#8217;ampliamento del partenariato per quanto riguarda la sicurezza sottomarina a nuovi partner regionali ma soprattutto globali. Mai come negli ultimi anni è emersa la priorità della protezione delle infrastrutture sottomarine, siano esse cavi di comunicazione o gasdotti, a causa soprattutto delle nuove tecnologie e capacità emerse nel campo della “lotta ai cavi”, ma soprattutto per via della volontà di certi attori internazionali di effettuare azioni distruttive su queste infrastrutture restando al di sotto della soglia di attivazione di un conflitto diretto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità di innovazione e adattamento</h2>



<p>Permettiamoci ora una piccola riflessione: proprio l&#8217;avvento di nuove tecnologie ha permesso una sorta di <strong>democratizzazione della minaccia</strong>. Sebbene in modo diverso rispetto all&#8217;avvento dei “droni kamikaze” per via dei costi imposti da un ambiente totalmente diverso – e ostile dal punto di vista fisico – la possibilità di effettuare importanti azioni di “disturbo” alle infrastrutture sottomarine si è allargata grazie alla negazione plausibile e all&#8217;accessibilità/facilità di utilizzo degli strumenti offensivi. Oggi, ad esempio, i tagli “accidentali” di cavi di comunicazione sottomarina per via del trascinamento di un&#8217;ancora di una nave sono più frequenti rispetto al passato e più geograficamente circoscritti in quelle zone globali di crisi o confronto diretto tra fazioni rivali (Taiwan, Mar Baltico). Chiaramente il nostro Paese, che è proteso nel Mar Mediterraneo e crocevia di condutture sottomarine oltre che di merci, <strong>deve pensare a proteggere queste vitali infrastrutture.</strong></p>



<p>Anche per questo, alla Marina Militare come all&#8217;ecosistema Difesa nazionale è richiesta capacità di innovazione e adattamento rapido: <strong>ridurre i tempi di innovazione</strong> e adattare lo strumento marittimo sono obiettivi chiave per mantenere efficacia e credibilità. L&#8217;appello alla rapidità e all&#8217;adattamento si accompagna alla considerazione dell&#8217;importanza di garantire continuità finanziaria e coerenza programmatica, in modo da evitare discontinuità industriali ma soprattutto per preservare la sovranità tecnologica. In ultima analisi, per continuare ad essere un Paese rilevante nel consesso globale, <strong>la Marina deve seguire direttrici operative/dottrinali ben precise come il controllo del mare,</strong> avere capacità di adattamento, dotarsi di un&#8217;architettura delle forze scalabile, continuare con l&#8217;ampliamento del personale e con la cooperazione internazionale.</p>



<p>Il controllo del mare, per l&#8217;Italia è <strong>una condizione essenziale di sicurezza e prosperità</strong>, e in un mondo dove vige ancora l&#8217;interdipendenza e si assiste all&#8217;assurgere di realtà diverse che minacciano la libertà di navigazione, è imperativo guardare oltre il nostro “giardino di casa”; pena delegare la protezione delle nostre linee di comunicazione a Paesi terzi, e quindi essere obbligati a pagarne il conseguente prezzo.</p>
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		<title>Meloni vede Takaichi Sanae: come (e dove) si rafforza l&#8217;asse tra Italia e Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/meloni-vede-takaichi-sanae-come-e-dove-si-rafforza-lasse-tra-italia-e-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Meloni Takaichi rafforzano l’alleanza strategica Italia-Giappone su sicurezza, tecnologia, spazio e cooperazione internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/meloni-sanae-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Sono lieta di aver accolto oggi a Villa Pamphilj l&#8217;amica <a href="https://it.insideover.com/politica/profilo-takaichi-sanae-la-donna-che-punta-a-guidare-il-giappone.html">Sanae Takaichi</a>, primo ministro del Giappone&#8221;. Amica: <strong>Giorgia Meloni</strong> non ha usato mezzi termini per salutare un ospite più che gradito. In un video pubblicato sui social la si vede abbracciare affettuosamente la leader asiatica tra grandi sorrisi reciproci ed espressioni di giubilo. &#8220;Spero di essere riuscita a ricambiare l’accoglienza affettuosa che ho ricevuto in Giappone a gennaio&#8221;, ha dichiarato la premier italiana definendo Takaichi &#8220;pragmatica, concreta e determinata&#8221;. </p>



<p>Dietro ai sinceri convenevoli troviamo un&#8217;alleanza strategica, quella tra <strong>Italia </strong>e <strong>Giappone</strong>, destinata a rafforzarsi ulteriormente, oltre a obiettivi comuni da raggiungere e numerosi dossier da implementare in vista di una cooperazione ancora più intensa. Meloni, non a caso, ha subito ribadito che Roma e Tokyo sono &#8220;naturalmente <strong>alleati strategici</strong> destinati a lavorare insieme sul presente e sul futuro&#8221;. Nessun dubbio, nessuna incertezza. &#8220;Con Sanae ci siamo incontrate a gennaio a Tokyo e abbiamo fissato insieme degli obiettivi concreti che vogliamo raggiungere e, siccome siamo due donne a capo delle loro nazioni, li abbiamo raggiunti in pochi mesi&#8221;, ha spiegato ancora Meloni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-1024x636.jpg" alt="" class="wp-image-520616" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616132824387_ffdf807fde1cc384215cbf886a3c5dff.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro tra Meloni e Takaichi Sanae</h2>



<p>Il <em>vis a vis </em>tra Meloni e Takaichi ha inevitabilmente affrontato le questioni di più stretta attualità. Nel corso del meeting, ha spiegato la premier italiana, è stata espressa una comune &#8220;soddisfazione per la firma del memorandum&#8221; tra Usa e Iran, ed è stata ribadita &#8220;la fondamentale importanza della riapertura dello <strong>stretto di Hormuz</strong> e della difesa della libertà di navigazione&#8221;. Anche il Giappone ha aderito al comunicato diramato da Italia, Regno, Regno Unito, Germania e Francia. </p>



<p>Per il resto, Italia e Giappone hanno annunciato un <strong>memorandum d&#8217;intesa</strong> per rafforzare le <strong>catene di approvvigionamento</strong> di <strong>semiconduttori</strong>, <strong>minerali critici</strong> e <strong>tecnologie avanzate</strong>, unitamente a una dichiarazione congiunta sulla <strong>collaborazione spaziale</strong>. </p>



<p>Sul fronte della sicurezza, Takaichi ha inoltre accolto con favore il continuo impegno di Roma nella regione indo-pacifica, compresa la prevista sosta di una nave della Marina militare italiana in Giappone a settembre. Ricordiamo, poi, che Giappone, Gran Bretagna e Italia sono già partner nel <strong>Global Combat Air Program</strong> <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-giappone-e-uk-il-punto-sul-gcap-la-riunione-dei-tre-ministri-della-difesa.html">per lo sviluppo dei caccia di nuova generazione</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Incontro Meloni-Takaichi, l&#039;accoglienza a Villa Pamphili al Primo Ministro del Giappone" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/pTx10HUBbJo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_pTx10HUBbJo");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I dossier sul tavolo di Italia e Giappone</h2>



<p>&#8220;Evito di elencare tutte le cose su cui stiamo lavorando perché diventa troppo lungo. C&#8217;è una straordinaria e particolare sintonia tra le nostre relazioni, tra le nostre leadership, tra le nostre visioni che intendiamo sfruttare al massimo&#8221;, ha affermato Meloni. È però interessante capire quali sono i <strong>dossier </strong>più caldi che contribuiranno a rafforzare i legami tra Roma e Tokyo. </p>



<p>Italia e Giappone avevano concordato di lanciare un meccanismo di <strong>consultazione sulla sicurezza economica</strong>, per consolidare le nostre catene del valore e fare fronte comune per proteggere i settori strategici. Non solo: è stato effettuato anche un approfondimento nel dialogo sullo <strong>Spazio </strong>&#8220;per unire le competenze delle nostre agenzie spaziali, ma anche delle nostre imprese&#8221;, ha dichiarato la premier italiana. </p>



<p>Non sono infine mancate altre iniziative di collaborazione che toccheranno alcune tra le aree più sensibili del pianeta. È stata citata l&#8217;<strong>Africa</strong>, con l&#8217;intenzione di <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-kenya-il-laboratorio-africano-del-piano-mattei.html">rendere complementare</a> il <strong>piano Mattei</strong> italiano con il <strong>Ticad (Tokyo International Conference on African Development)</strong>, un forum multilaterale istituito dal governo nipponico nel 1993 per promuovere lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza nel continente africano attraverso partenariati internazionali, e l&#8217;<strong>Artico</strong>, etichettato come &#8220;uno dei quadranti strategici del presente e futuro. Ulteriori particolari in materia verranno presumibilmente resi noti nei prossimi mesi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="715" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-1024x715.jpg" alt="" class="wp-image-520617" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-1024x715.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-1536x1073.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163-600x419.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260616133321997_54f5a80f30a00b9163b819633a622163.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/meloni-vede-takaichi-sanae-come-e-dove-si-rafforza-lasse-tra-italia-e-giappone.html">Meloni vede Takaichi Sanae: come (e dove) si rafforza l&#8217;asse tra Italia e Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Lombardia-Liguria-Piemonte: la spinta del Nord-Ovest per la microelettronica</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/lombardia-liguria-piemonte-la-spinta-del-nord-ovest-per-la-microelettronica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La &#8220;Chip Valley&#8221; italiana è il Nord-Ovest. La decisiva industria della microelettronica, cruciale come filiera strategica per lo sviluppo europeo, ha visto un coordinamento crescente ad opera delle politiche economiche nazionali e territoriali. A tal proposito, la Cabina Economica del Nord-Ovest formata dalle tre regioni dell&#8217;area, Lombardia, Liguria e Piemonte, si è riunita a Pavia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lombardia-liguria-piemonte-la-spinta-del-nord-ovest-per-la-microelettronica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1302" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260310110701519_d53acac4a18eefa2c575a042d2b96e27-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La &#8220;Chip Valley&#8221; italiana è il Nord-Ovest. <strong>La decisiva industria della microelettronica,</strong> cruciale come filiera strategica per lo sviluppo europeo, ha visto un coordinamento crescente ad opera delle politiche economiche nazionali e territoriali. A tal proposito, la Cabina Economica del Nord-Ovest formata dalle tre regioni dell&#8217;area, Lombardia, Liguria e Piemonte, si è riunita a Pavia nella giornata di venerdì 12 giugno col fine di rafforzare il coordinamento strategico per approfondire le politiche industriali per far correre la microelettronica. <strong>Dai chip di base ai prodotti complessi per l&#8217;inferenza IA e il supercalcolo,</strong> dalla ricerca di base a quella applicata all&#8217;industria il Nord-Ovest presenta alcune delle migliori realtà tecnologiche e produttive che operano in questo settore.</p>



<p>Dalla sede italiana di <strong>StMicroelectronics, ad Agrate Brianza</strong>, ai futuri impianti di <strong>Silicon Box a Novara, da Technoprobe,</strong> campione globale delle probe cards, fino alle istituzioni di ricerca sparse per il territorio delle tre regioni la microelettronica è di casa tra Lombardia, Liguria e Piemonte. A Torino e Milano i due Politecnici, a Genova l&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia sono protagonisti della corsa all&#8217;innovazione. E così come tante volte nella sua storia <strong>Pavia ha rappresentato un cruciale snodo tra Pianura Padana e Appennini, Nord Italia e territori dell&#8217;Ovest del Paese,</strong> anche sul fronte della microelettronica l&#8217;antica capitale d&#8217;Italia è il <strong>baricentro scelto</strong> in quanto sede dell&#8217;importante Fondazione Chips-IT. Lombardia, Liguria e Piemonte hanno dunque scelto Pavia per consoldiare il dialogo nel quadro della proposta da parte del Nord-Ovest di istituire il riconoscimento di European Semiconductor Region of Excellence per i poli trainanti.</p>



<p>L’evento dell’Università degli Studi di Pavia “Il futuro della Microelettronica”, alla presenza del rettore e vicepresidente del Cnr Francesco Svelto e di figure di peso come Alberto Sangiovanni Vincentelli, Presidente della Fondazione Chips.IT e Piero Malcovati, Coordinatore della Scuola di Dottorato Nazionale Industriale in Micro e Nano-Elettronica dell&#8217;Università di Pavia, ha rappresentato un&#8217;occasione di confronto per rimettere <strong>i dialoghi tra territori al centro della programmazione industriale</strong> e pensare le regioni trainanti come hub europei. </p>



<p>Settori come la microelettronica hanno valore per i Paesi se affrontati su scala europea. E in tal senso, le autorità e i territori che conoscono i settori produttivi in maniera approfondita hanno spesso un polso migliore delle prospettive di sviluppo dei dossier industriali rispetto alle autorità statali. In tal senso, vedere geolocalizzata una densità tanto alta di competenze e capacità nel sistema Nord-Ovest offre opportunità a Lombardia, Liguria e Piemonte per mettere a servizio della <strong>corsa europea al rafforzamento della produzione di chip, della generazione di filiere integrate e della capacità di fare scala</strong> i migliori ritrovati dell&#8217;industria e dell&#8217;innovazione. </p>



<p>Questo è anche un <strong>perno della visione economica della Regione ospitante, la Lombardia</strong>, che soprattutto per mezzo dell&#8217;Assessorato allo Sviluppo Economico di <strong>Guido Guidesi</strong> ha spinto per porre le politiche industriali e la connettività europea al centro del discorso. Dall&#8217;istituzione di una cabina di regia unificata per gli investimenti all&#8217;accordo con territori europei quali la Catalogna, passando per l&#8217;attenzione a dossier critici a livello continentale, la &#8220;diplomazia economica&#8221; di Palazzo Regione è intensa e strutturata. Dalla microelettronica, &#8220;industria delle industrie&#8221; dell&#8217;era globale, passa poi una fetta notevole dello sviluppo di domani. Il Nord-Ovest non intende restare indietro e fa squadra per muoversi e diffondere consapevolezza sull&#8217;importanza del dossier.</p>
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