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	<title>Mauro Indelicato Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 08:32:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mauro Indelicato Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gli &#8220;stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale più l&#8217;Azerbaigian: un formato a sei per un&#8217;alternativa a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/asia-centrale-e-azerbaijan-nasce-il-formato-a-sei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Asia Centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Baku si unisce ai Paesi Stan con l'obiettivo di creare un'area economica comune a ridosso delle sponde del Mar Caspio </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asia-centrale-e-azerbaijan-nasce-il-formato-a-sei.html">Gli &#8220;stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale più l&#8217;Azerbaigian: un formato a sei per un&#8217;alternativa a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261013151904956_9e2c488570722ec4da8e59e45072dc8b-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un vertice internazionale in <strong>Turkmenistan</strong> rappresenta un qualcosa di piuttosto raro. Il Paese spesso, per via della sua rigidità nel permettere ingressi e uscite dal proprio territorio, viene paragonato alla Corea del Nord e organizzare incontri anche di livello governativo non appare molto semplice. Tra l&#8217;8 e il 9 ottobre invece, sono stati ben due gli incontri di alto livello. Entrambi sono stati ospitati ad <strong>Avaza</strong>, città ancora in costruzione che secondo le intenzioni del governo turkmeno dovrebbe diventare un giorno la principale meta turistica del Mar Caspio. In attesa che all&#8217;interno dei mega alberghi ancora non completati arrivino i turisti, a visitare la città al momento sono i capi di Stato e di governo ospitati dalle autorità locali. Tra questi anche il presidente azero, <strong>Ilham Aliyev</strong>, e il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>. Il primo è intervenuto l&#8217;8 ottobre, n<a href="https://eurasianet.org/news-analysis-central-asian-leaders-espouse-unity-but-stop-short-of-backing-words-with-action">ell&#8217;ambito del vertice tra i Paesi dell&#8217;Asia centrale</a>, il secondo invece il 9 ottobre durante l&#8217;annuale incontro della <strong>Csi</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Baku inclusa nel club dell&#8217;Asia centrale </h2>



<p>La presenza di Aliyev ad Avaza appare molto indicativa. <strong>Il presidente azero è atterrato da Baku per partecipare al vertice riservato esclusivamente ai Paesi dell&#8217;Asia centrale </strong>o, per come spesso vengono identificati a livello geopolitico, ai Paesi cosiddetto &#8220;stan&#8221;: <strong>Turkmenistan, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan</strong> e <strong>Tajikistan</strong>. In comune hanno l&#8217;appartenenza all&#8217;Urss fino al 1991, così come la condivisione di uno spazio incastonato per l&#8217;appunto nel cuore del continente asiatico. Tajikistan a parte inoltre, tutti gli altri Paesi condividono anche l&#8217;uso di lingue turcofone. L&#8217;Azerbaijan ha anch&#8217;esso alcune simili caratteristiche, avendo fatto parte dell&#8217;Unione Sovietica ed essendo la lingua azera fortemente imparentata con quella turca. Manca però, per essere un Paese &#8220;Stan&#8221;, una caratteristica fondamentale: quello di condividere uno spazio comune interno all&#8217;Asia Centrale. Il territorio azero, al contrario, <strong>si trova al di là del Caspio ed è associato al Caucaso prima ancora che all&#8217;Asia. </strong></p>



<p>Eppure, l&#8217;invito rivolto dai cinque Paesi asiatici ad Aliyev è stato tutt&#8217;altro che di cortesia. Al contrario, ad Avaza il capo del governo di Baku ha firmato un trattato che ha sancito la nascita del cosiddetto &#8220;f<strong>ormato a sei</strong>&#8220;: i cinque Paesi dell&#8217;Asia centrale cioè, più l&#8217;Azerbaijan. È come se l&#8217;area comunemente indicata come di pertinenza dei Paesi Stan, includesse adesso anche una parte del Caucaso e avesse quindi scavalcato lo stesso Mar Caspio. Uno specchio d&#8217;acqua quest&#8217;ultimo che, nelle intenzioni dei sei capi di governo, è destinato a diventare un&#8217;autostrada tra Est ed Ovest: <em>&#8220;Sei Paesi, un solo prodotto&#8221;</em>, ha dichiarato non a caso il presidente uzbeko <strong>Shavkat Mirziyoyev</strong>. Un&#8217;allusione chiara alla necessità, avvertita dai sei, di passare da una fase di collaborazione vocata al semplice scambio di merci a una fase in cui <strong>creare economie integrate e assortite</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero obiettivo comune: creare alternative a Mosca </h2>



<p>Tra i temi discussi l&#8217;8 ottobre ad Avaza, vi sono stati anche quelli inerenti il cosiddetto &#8220;<em>Middle Corrido</em>r&#8221;. Ossia il corridoio capace di <strong>creare alternative sia alla via marittima costituita dall&#8217;Oceano Indiano</strong>, oggi in crisi a causa delle note vicende relative alle tensioni in medio oriente, e s<strong>ia alle vie terrestri più a nord passanti dalla Russia</strong>. Il &#8220;corridoio di mezzo&#8221; permetterebbe di collegare la Cina con il Kazakistan e, da qui, sfruttare i porti sul Caspio per passare in territorio azero. Dal Caucaso infine, <strong>si aprirebbero le strade verso la Turchia, il Mar Nero e quindi l&#8217;Europa.</strong> Vale per le vie di comunicazione commerciali, così come per i gasdotti e gli oleodotti: il cosiddetto &#8220;<strong>gasdotto transcaspico</strong>&#8220;, non a caso, è uno degli obiettivi a lungo termine dei Paesi Stan e consentirebbe di creare sbocchi nel Vecchio Continente per il gas estratto in Kazakistan e Turkmenistan. </p>



<p>Oltre ai diretti interessati, <strong>a guardare con attenzione al progetto sono anche Europa, Turchia e anche in parte la stessa Cina</strong>. Più defilata invece la Russia, <strong>con il Cremlino che teme un ridimensionamento della propria influenza nella regione</strong>. Non a caso, nel vertice della Csi tenuto il 9 ottobre, il presidente russo intervenuto di persona ha rimarcato gli storici legami tra Mosca e l&#8217;Asia centrale: <em>&#8220;I dati dell&#8217;export e i nostri rapporti culturali </em>&#8211; ha dichiarato Putin &#8211; <em>lo dimostrano&#8221;</em>. La riunione della Csi, per la cronaca, è stata intanto descritta come &#8220;positiva&#8221; da tutte le parti in causa. Un segno di come i rapporti tra i governi del nuovo formato a sei e il Cremlino siano ancora piuttosto stretti. È probabile quindi che, da parte dei Paesi asiatici ex Urss, non esista una reale volontà di staccarsi del tutto da Mosca. Più semplicemente, le ultime vicende hanno forse fatto nascere nella regione una <strong>chiara consapevolezza</strong>: <a href="https://www.reuters.com/business/energy/turkmenistans-ex-president-says-diversifying-gas-exports-is-primary-goal-2026-02-22/">diversificare è meglio che dipendere da un solo attore</a>, creare vie alternative è più conveniente che restare agganciati a un solo mercato o a una sola casa madre.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://eurasianet.org/news-analysis-central-asian-leaders-espouse-unity-but-stop-short-of-backing-words-with-action">https://eurasianet.org/news-analysis-central-asian-leaders-espouse-unity-but-stop-short-of-backing-words-with-action</a></p>



<p><a href="https://www.reuters.com/business/energy/turkmenistans-ex-president-says-diversifying-gas-exports-is-primary-goal-2026-02-22">https://www.reuters.com/business/energy/turkmenistans-ex-president-says-diversifying-gas-exports-is-primary-goal-2026-02-22</a></p>



<p><a href="https://www.euronews.com/2026/10/02/trans-caspian-corridor-europe-and-central-asia-target-faster-trade">https://www.euronews.com/2026/10/02/trans-caspian-corridor-europe-and-central-asia-target-faster-trade</a></p>



<p><a href="https://www.worldbank.org/en/brief/2024/04/17/10-priority-actions-that-can-triple-trade-in-the-middle-corridor-by-2030">https://www.worldbank.org/en/brief/2024/04/17/10-priority-actions-that-can-triple-trade-in-the-middle-corridor-by-2030</a></p>



<p><a href="https://www.aa.com.tr/en/eurasia/putin-arrives-in-turkmenistan-to-attend-cis-leaders-and-caspian-environmental-summits/4082569">https://www.aa.com.tr/en/eurasia/putin-arrives-in-turkmenistan-to-attend-cis-leaders-and-caspian-environmental-summits/4082569</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asia-centrale-e-azerbaijan-nasce-il-formato-a-sei.html">Gli &#8220;stan&#8221; dell&#8217;Asia Centrale più l&#8217;Azerbaigian: un formato a sei per un&#8217;alternativa a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I mondiali di atletica del 2029 a Nairobi: parte il nuovo sogno africano</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/i-mondiali-di-atletica-a-nairobi-ecco-il-nuovo-sogno-africano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'assegnazione dei mondiali di atletica alla capitale keniana rappresenta una svolta importante per l'intera Africa e non solo da un punto di vista sportivo </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-mondiali-di-atletica-a-nairobi-ecco-il-nuovo-sogno-africano.html">I mondiali di atletica del 2029 a Nairobi: parte il nuovo sogno africano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261012161549180_ad1199350dc27b9c917c3d2f9692a68c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia dei <strong>mondiali di calcio di Sudafrica 2010</strong>, il presidente della Fifa di allora, Sepp Blatter, era stato categorico:<em> &#8220;Siamo in Africa solo per il principio di rotazione del torneo tra i continenti, altrimenti nessun Paese africano avrebbe avuto possibilità&#8221;</em>. Anni dopo, nel 2025, alla vigilia dei <strong>mondiali di ciclismo di Kigali </strong>in molti si sono mobilitati per il boicottaggio e per sottolineare come l&#8217;assegnazione della kermesse ciclistica al Ruanda fosse avvenuta solo per valutazioni economiche e nulla più. Ora che l&#8217;Africa è stata raggiunta da una terza grande competizione che potrà ospitare al proprio interno, la situazione è radicalmente diversa: il 15 settembre scorso la federazione internazionale dell&#8217;Atletica ha infatti assegnato <a href="https://worldathletics.org/news/press-releases/nairobi-munich-2029-2031-world-athletics-championships">il mondiale di atletica del 2029 a Nairobi</a>. E qui, ci sono pochi dubbi: <strong>si va in casa di una potenza della disciplina</strong>, visto che il Kenya è secondo assoluto nel medagliere di tutti i tempi dei mondiali di atletica. <strong>Per l&#8217;Africa sarà una nuova grande e importante vetrina</strong>, ma con una differenza marcata rispetto agli eventi precedenti: il merito sportivo non è in discussione e <strong>per la prima volta dei campioni africani potranno sperare di essere applauditi da un pubblico africano</strong>. Il quale, a sua volta, potrà finalmente vedere gareggiare in casa i propri beniamini. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli occhi rivolti verso Kasarani</h2>



<p>Da quando è stato assegnato il mondiale al Kenya, gli occhi dei media locali sono tutti puntati verso una zona precisa della capitale: quella di <strong>Kasarani, </strong>periferia nord orientale della metropoli africana oramai prossima ai 5 milioni di abitanti. È qui che il Kenya ospiterà atleti e delegazioni da tutto il mondo. Quando nel 1987 la capitale keniana ha ospitato i giochi panafricani, l&#8217;area di Kasarani è stata scelta per costruire il <em>Moi National Stadium</em>. Negli anni, la struttura è diventata il vero riferimento sportivo di Nairobi, assieme al &#8220;vecchio&#8221; ma ancora oggi efficiente <em>Nyayo Stadium</em>. Nel 2029, <strong>sarà il palcoscenico principale delle gare di atletica </strong>e sulle tribune si assieperanno tifosi e giornalisti che verranno da tutti e cinque i continenti. I lavori al Moi sono partiti da tempo e vengono seguiti passo dopo passo dai media locali. Ma questo perché la struttura di Kasarani è stata selezionata anche per l&#8217;altro importante appuntamento atteso in Kenya, ossia la <strong>Coppa d&#8217;Africa del 2027 </strong>che il Paese ospiterà assieme a Tanzania e Uganda. Nairobi fornirà tre stadi: il Moi appunto, ma anche il Nyayo e il nuovissimo <em>Talanta Stadium</em>, il più grande e anche l&#8217;unico adibito unicamente al calcio.  </p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Kasarani stadium will be allowed to host only 27000 fans down from 48000 because of this " width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lUAcsUBd40o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_lUAcsUBd40o");</script>
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<p>Sul fronte delle<strong> strutture sportive</strong>, complici anche gli investimenti per il principale torneo calcistico continentale, Nairobi sembra pronta. E lo è anche sul fronte delle <strong>strutture ricettive</strong>: <a href="https://www.bbc.com/news/articles/cmy8zy00x2qxo">così come sottolineato in un documentario della Bbc</a>, la città negli anni si è ritagliata il ruolo di uno dei principali centri finanziari e politici dell&#8217;Africa e ospita ogni anno meeting, riunioni e congressi internazionali. I posti letto, in poche parole, ci sono.<strong> Diversa è la situazione a livello logistico</strong>. Nairobi non ha ancora una metropolitana e il traffico è spesso congestionato. Un limite importante, da molti visto come <strong>simbolo delle contraddizioni </strong>che caratterizzano la capitale keniana. Si potrebbe fare fronte al problema, visto che il tempo stringe, con l&#8217;istituzione di corsie preferenziali e navette tra gli alberghi, gli stadi di allenamento e lo stadio di Kasarani. Una sfida, quella logistica, che ad oggi forse appare quella più difficile per Nairobi in vista della kermesse iridata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mondiale in casa per applaudire i propri idoli</h2>



<p>Se le sfide organizzative avranno la massima priorità agli occhi del governo del presidente <strong>William Ruto</strong>, il quale potrebbe sfruttare l&#8217;assegnazione dei mondiali del 2029 come carta da giocare per la sua rielezione, <strong>le sfide sportive a Kasarani potrebbero accendere i sogni di migliaia di sportivi africani</strong>. Con i suoi 72 ori conquistati dal 1987 a oggi, il Kenya è la seconda nazione più vincente nei mondiali di atletica. Subito dietro di lei vi è la Russia, davanti invece sono posizionati unicamente gli Stati Uniti. <strong>L&#8217;atletica è un motivo di vanto per i keniani</strong>, i trionfi soprattutto dei maratoneti e dei mezzofondisti ha dato modo ai cittadini del Paese africano di ascoltare il proprio inno in giro per il mondo tra Olimpiadi e rassegne iridate. Adesso, al contrario, sarà il mondo a venire a Nairobi e la bandiera keniana potrebbe sventolare più volte sopra il podio che verrà allestito all&#8217;interno del Moi Stadium. </p>



<p>Tra chi sarà in lizza per vincere tra gli applausi del pubblico di casa, senza dubbio occorre annoverare<strong> Beatrice Chebet</strong>, colei cioè che agli ultimi mondiali e a Parigi 2024 ha reso una formalità le gare dei 5.000 e 10.000 metri. <strong>Faith Kipyegon</strong>, altro idolo di casa, nel 2025 a Tokyo ha trionfato sui 1.500 metri e nel 2029 avrà sì 35 anni ma al tempo stesso anche molta voglia di stupire ancora. Avrà dieci in meno e dunque molte più possibilità di essere della partita il classe 2004 <strong>Emmanuel Wanyonyi</strong>, campione del mondo in carica sugli 800 metri. L&#8217;elenco potrebbe essere ancora più lungo anche perché a Pechino prima, per i mondiali del 2027, e alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 poi potrebbero emergere altri nomi. </p>



<p>In Kenya infatti si sta sviluppando un&#8217;altra generazione d&#8217;oro. Per molti osservatori, il Paese africano sta alle grandi distanze in atletica al pari di come la Giamaica sta alle distanze brevi. <strong>C&#8217;entra senza dubbio la geografia</strong>, con i grandi altipiani della Rift Valley capaci di essere perfetti naturali campi di allenamento. <strong>Ma c&#8217;entra anche una tradizione sportiva locale oramai ben consolidata</strong>, soprattutto tra le comunità dei <strong>Kalenjiin</strong>, gruppi etnici da cui provengono buona parte dei medagliati keniani. Storie e situazioni che il mondo, nell&#8217;estate del 2029, avrà modo di conoscere meglio. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://worldathletics.org/news/press-releases/nairobi-munich-2029-2031-world-athletics-championships">https://worldathletics.org/news/press-releases/nairobi-munich-2029-2031-world-athletics-championships</a></p>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/cmy8zy00x2qxo">https://www.bbc.com/news/articles/cmy8zy00x2qxo</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/i-mondiali-di-atletica-a-nairobi-ecco-il-nuovo-sogno-africano.html">I mondiali di atletica del 2029 a Nairobi: parte il nuovo sogno africano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 04:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la rimozione di Aguila Saleh quale presidente del parlamento, vi sono le ambizioni di Saddam Haftar di centralizzare il potere nelle sue mani </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1078" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-1536x862.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261007161424100_ffcc450472bf0059e0a30f77a644bf27-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parlare di Parlamento con pieno mandato appare, giusto per usare un eufemismo, molto fantasioso. Eppure, quell&#8217;assemblea nata con il voto del 2014 e insediatasi poi a <strong>Tobruck</strong> per via della guerra che imperversava a Bengasi, ad oggi appare uno dei pochi appigli istituzionali a cui la Libia può aggrapparsi per provare a disegnare una qualche forma di Stato. E costituisce, soprattutto, uno dei pochi enti in grado di essere internazionalmente riconosciuti. Per questo le due votazioni svoltesi nelle ultime 48 ore potrebbero incidere e non poco sul futuro del Paese nordafricano. </p>



<p>In una prima votazione, i deputati libici hanno introdotto una riforma che<strong> limita a un anno la durata del mandato del presidente della Camera</strong>.<a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent/">Questo atto, a detta della maggior parte dei parlamentari, ha automaticamente fatto decadere dall&#8217;incarico lo storico presidente <strong>Aguila Saleh</strong>.</a> Così, il giorno successivo, la Camera di Tobruck non ha perso tempo nell&#8217;eleggere il successore: si tratta di <strong>Al-Salhin Al Obeidi</strong>, un rappresentante di Tobruck ma soprattutto una persona considerata vicina a <strong>Saddam Haftar.</strong> Un nome quest&#8217;ultimo che evoca quello della famiglia più forte dell&#8217;Est della Libia, il cui capostipite <strong>Khalifa Haftar</strong> è a capo del <em>Libyan National Army</em>. Ossia il sedicente esercito che controlla da oramai dieci anni buona parte della Cirenaica e del Fezzan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della Camera di Tobruck</h2>



<p>La mano della famiglia Haftar sembra quindi ormai proiettata verso il <strong>controllo del Parlamento</strong>. Ma prima di approfondire questo aspetto, appare utile capire come mai questa camera eletta 12 anni fa appare così importante nel frastagliato quadro politico libico.<strong>Nel 2012 la Libia ha organizzato le prime elezioni dell&#8217;era post Gheddafi</strong> e i risultati sono stati ampiamente favorevoli ai partiti ricollegabili all&#8217;Islam politico. Una sorte che ha accomunato Tripoli con Tunisi e Il Cairo negli anni immediatamente successivi alle primavere arabe. Anche per questo motivo sono subito sorte da più parti, sia all&#8217;interno che all&#8217;estero, le pressioni per arrivare quanto prima all&#8217;elezione di un nuovo Parlamento. Del resto, la camera uscita dal voto del 2012 doveva servire soprattutto da costituente, in attesa delle prime &#8220;vere&#8221; elezioni. Si è così stabilito, anche con l&#8217;obiettivo di ridurre le storiche rivalità tra Tripolitania e Cirenaica, di piazzare la sede definitiva del governo a Tripoli e quella del parlamento a Bengasi e andare al voto.</p>



<p><strong>Non tutto è però filato liscio</strong>: a Bengasi, lì dove si doveva insediare il Parlamento, gruppi islamisti hanno preso il sopravvento e i venti di guerra spirano anche a Tripoli. Il risultato è che al voto è andato soltanto il 18% degli elettori e i parlamentari eletti nel 2012 <strong>hanno rifiutato di dare riconoscimento politico e legale alla nuova assemblea</strong>. Soltanto nel 2015, con gli accordi sottoscritti dalle parti a <strong>Skhirat</strong>, è stata trovata <strong>la più classica delle soluzioni di compromesso</strong>: mantenimento in vita di entrambi i Parlamenti, con l&#8217;assemblea del 2012 trasformata in una sorta di &#8220;Camera Alta&#8221; libica e quella del 2014 diventata ufficialmente Camera dei Rappresentanti. Concepita come misura temporanea, i due Parlamenti sono ancora esistenti e, come sottolineato in precedenza, hanno una loro specifica importanza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di Saddam Haftar</h2>



<p>Nel 2014 a entrare in gioco è proprio <strong>Aguila Saleh,</strong> avvocato lontano dalla politica nell&#8217;era Gheddafi, che il 5 agosto 2014 è stato eletto presidente della Camera. Una volta insediata a Tobruck per l&#8217;indisponibilità di Bengasi, l&#8217;assemblea è progressivamente stata identificata con l&#8217;Est del Paese e contrapposta quindi al governo con sede a Tripoli. E questo per via delle avanzate in Cirenaica di Haftar, il quale ha fatto della Camera il proprio <strong>braccio politico</strong>. Saleh in tal senso è emerso come una <strong>figura di garanzia</strong>: da un lato ha in qualche modo assicurato una certa autonomia del Parlamento, dall&#8217;altro non ha mancato di avvicinarsi ad Haftar. A dimostrarlo è il conferimento nel 2018 del titolo di &#8220;maresciallo di Libia&#8221; al generale che da poco aveva riconquistato Bengasi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇱🇾 After a decade in power, Libyan HoR Speaker Agila Saleh faces an immediate vote on his removal. <br><br>With Saddam Haftar consolidating power, and Khalifa Haftar backing a U.S.-led political initiative, eastern Libya’s coalition is fracturing over Saleh&#39;s obstruction:…</p>&mdash; The Geopolitical Desk (@thegeopoldesk) <a href="https://x.com/thegeopoldesk/status/2107431910804762916?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Oggi però il clima è cambiato. Khalifa Haftar è anziano e, a detta di molti, anche molto malato. Dalla sua roccaforte di Bengasi, <strong>sta progressivamente pianificando la successione ai figli.</strong> Soprattutto a uno di questi figli, quel<strong> Saddam Haftar </strong>in grado negli ultimi mesi di prendere sempre più spazio e piede e di occupare i vuoti progressivamente lasciati dal padre. <strong>I rapporti tra Aguila Saleh e Khalifa Haftar sono stati perlopiù improntati su un preciso gioco delle parti</strong>: il primo ha recitato il ruolo politico e istituzionale di rappresentante del Parlamento, il secondo invece quello di capo militare. La distinzione, seppur di facciata, è stata utile a entrambi: Saleh si è potuto ritagliare un ruolo nazionale e ha trasformato Tobruck in una specie di &#8220;co capitale&#8221; dell&#8217;Est, il generale dal canto suo ha potuto rivendicare una legittimazione politica del suo &#8220;mandato&#8221; militare. Con Saddam sempre più ai vertici, la situazione è drasticamente cambiata: <strong>nessun gioco delle parti e nessun ruolo</strong>, il primogenito di Khalifa aspira a diventare <strong>l&#8217;unico vero uomo forte dell&#8217;Est della Libia</strong>. Così come sottolineato da <strong>Emadeddin Badi</strong>, analista del think tank londinese <em>Chatham House</em>, Aguila Saleh <em>&#8220;è l&#8217;ultima vittima delle mire di Saddam Haftar e della sua volontà di centralizzare il processo decisionale&#8221;</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Saddam come figura di garanzia</h2>



<p>Muoversi con così tanta disinvoltura in Libia può non risultare, alla lunga, molto prudente. In un contesto già fortemente spaccato, <strong>la rottura di ogni minimo equilibrio rischia di tramutarsi in nuove tensioni</strong>. Saddam però dalla sua ha forse un certo grado di incoscienza dettato dalla volontà di uscire il prima possibile dall&#8217;ombra del padre, in un momento in cui l&#8217;anziano genitore è costretto a guardare più alla propria eredità che alle proprie mire espansionistiche. </p>



<p>Non è da escludere tuttavia che il primogenito del generale sia<strong>motivato anche da alcune rassicurazioni ricevute da più parti.</strong> Fonti diplomatiche parlano di come, tutto sommato, agli <strong>Stati Uniti </strong>il nome di Saddam Haftar risulti benvisto: l&#8217;idea di affidarsi a un interlocutore forte infatti, in quel di Washington sembra alimentare la speranza di poter riunificare il Paese.<strong> Il figlio del generale potrebbe andare bene anche alla Turchia</strong>, altro Paese con un ruolo importante sia nell&#8217;Est che nell&#8217;Ovest della Libia. E infine, potrebbe piacere anche alla <strong>Russia</strong>, forte dei rapporti già stretti con il padre per la tutela dei propri interessi in Cirenaica. Vi è quindi al momento una convergenza interna ed internazionale in grado per adesso di assecondare le ambizioni del giovane Haftar. Ambizioni che dovranno comunque misurarsi con la realtà.</p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years">https://www.aljazeera.com/amp/news/2026/10/7/libyas-parliament-removes-speaker-aguila-saleh-after-12-years</a></p>



<p><a href="https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent">https://www.africanews.com/amp/2026/10/07/libyas-eastern-based-parliament-removes-speaker-amid-growing-discontent</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-la-guerra-dei-parlamenti-e-la-scalata-al-potere-di-saddam-haftar.html">Libia, la guerra dei Parlamenti e la scalata al potere di Saddam Haftar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il sogno dell&#8217;Amedspor: far parlare curdo al campionato turco</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-sogno-dellamedspor-far-parlare-curdo-al-campionato-turco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 14:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al primo posto in Turchia si trova una neopromossa che rappresenta la principale città curda nel Paese, Diyarbakir. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-sogno-dellamedspor-far-parlare-curdo-al-campionato-turco.html">Il sogno dell&#8217;Amedspor: far parlare curdo al campionato turco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260928154308834_4c0a14f5d68bd3a71f7145c6945abc54-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima della pausa per le nazionali, c&#8217;è stata una sfida che ha acceso molti riflettori sulla <strong>Super Lig turca</strong>. Non si tratta di uno dei derby di Istanbul, capitale economica del Paese che da tempo costituisce il perno attorno cui ruota il campionato locale. Al contrario, la partita è stata giocata nel <strong>profondo Sud-Est del Paese</strong>. Lì dove l&#8217;Anatolia inizia ad abbracciare più da vicino il Medio Oriente e dove la popolazione, nella maggioranza dei casi, parla curdo. A <strong>Diyarbakir</strong>, città da oltre mezzo milione di abitanti che rappresenta il <strong>centro nevralgico, culturale ed economico dei curdi di Turchia</strong>, la locale squadra dell&#8217;<strong>Amedspor </strong>ha battuto il Besiktas, una delle grandi di Istanbul e del campionato turco. Con questa vittoria la formazione di casa, da neopromossa nella massima serie, è adesso <strong>in testa con 13 punti</strong>. Una favola quindi, un po&#8217; come il mai dimenticato Chievo in Serie A nel 2002. Ma c&#8217;è molto di più: in Turchia spesso le squadre aggiungono la desinenza &#8220;<em>Spor</em>&#8221; al nome della località da cui provengono, Amedspor dunque indica la provenienza da Amed. <strong>E Amed altro non è che il nome in curdo di Diyarbakir</strong>, <a href="https://www.lemonde.fr/sport/article/2026/09/24/en-turquie-le-club-d-amedspor-porte-etendard-de-l-identite-kurde-et-barometre-malgre-lui-des-relations-avec-ankara_6781498_3242.html?">dunque la squadra e il suo tifoso hanno una dimensione culturale e sociale che va ben oltre l&#8217;aspetto prettamente calcistico. </a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Amed SF - Beşiktaş - Highlights/Özet | Trendyol Süper Lig - 2026/27" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/cAP3UtO8s4w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_cAP3UtO8s4w");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un nome, un&#8217;appartenenza</h2>



<p>Nel 2014 la squadra ha da poco terminato il suo secondo campionato consecutivo nella terza serie turca. La sua denominazione in quel momento è diversa e corrisponde a quella di <strong>Diyarbakir Belediyespor</strong>, attribuito alla società nel 1990 quando la proprietà è passata in mano alle autorità comunali. Proprio l&#8217;acquisizione da parte del comune, ha cambiato per la prima volta la storia del club: fondato nel 1972 con un altro nome, quello di <strong>Melikahmet Turanspor</strong>, per molto tempo ha navigato nelle serie dilettantistiche. Il calcio che conta a Diyarbakir è arrivato con il Diyarbakirspor, in grado negli anni Settanta di approdare nella massima serie e di rimanerci per diverse stagioni. Nel 2010 si è avuta l&#8217;ultima apparizione in Super Lig dei &#8220;cugini&#8221; dell&#8217;Amed, caduti successivamente in disgrazia per via di difficoltà economiche e da allora mai più riemersi. Ed ecco, per l&#8217;appunto, che si arriva al 2014: ora che il Belediyespor, con la sua presenza in terza serie, è la prima squadra della città forse serve <strong>un nome in grado di cementificare meglio l&#8217;identità e attrarre più tifosi</strong>. Questo è il ragionamento fatto dai soci del club nell&#8217;estate di quell&#8217;anno, quando per l&#8217;appunto per la prima volta nel logo è apparsa la scritta Amedspor.</p>



<p>Il riferimento al nome curdo di Diyarbakir, in una fase in cui il governo di Ankara risulta profondamente impegnato in operazioni contro il Pkk e ogni mese dispiega nel Sud-Est della Turchia migliaia di soldati, <strong>non è subito stato digerito dalla federazione calcistica turca</strong>. Sono arrivate, così come spiegato dall&#8217;attuale presidente dell&#8217;Amedspor, l&#8217;avvocato <strong>Nahit Eren</strong>, pressioni sia dai vertici calcistici che da quelli politici. Tuttavia, il tira e molla con le istituzioni è stato poi vinto dalla società e da allora il club non ha più cambiato nome. Il progetto sportivo nel corso degli anni si è poi rivelato solido e la squadra ha iniziato a diventare un <strong>riferimento per i tifosi curdi</strong>. Pur non avendo la stessa tradizione del primo club cittadino, seppur già caduto nelle serie inferiori nella fase di consolidamento dell&#8217;Amedspor, il club ha costruito il suo seguito e in qualche modo la popolazione curda ha iniziato a vedere nei colori verde-rosso della squadra un riferimento che è diventato prima calcistico e poi culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cavalcata fino alla testa del campionato</h2>



<p>Una mano d&#8217;aiuto, indirettamente e paradossalmente, è arrivata proprio dal governo. <a href="https://www.aa.com.tr/en/turkey/turkish-pm-inaugurates-new-istanbul-football-stadium/136418?">Nel 2014 il presidente turco Erdogan ha varato una legge per l&#8217;ammodernamento e la costruzione di stadi in tutto il Paese</a>. Un provvedimento frutto non solo della passione del leader turco per il calcio, ma anche dalla <strong>consapevolezza dell&#8217;importanza sociale e politica del mondo del pallone all&#8217;interno del Paese.</strong> La legge ha consentito un po&#8217; ovunque alle amministrazioni locali di usufruire di finanziamenti diretti o collegati alla <strong>Toki</strong>, l&#8217;Agenzia Statale per l&#8217;edilizia abitativa. Anche a Diyarbakir  il comune si è mosso per l&#8217;approvazione di un progetto per un nuovo stadio, moderno e da almeno 30.000 posti. I lavori hanno permesso nel 2018 alla città di avere la sua nuova arena,<strong> trasformata dall&#8217;Amedspor nel proprio fortino di casa</strong>. È proprio qui che il club curdo ha costruito la sua scalata, culminata nel 2024 con la storica promozione nella seconda serie e nella scorsa primavera con l&#8217;approdo in Super Lig. </p>



<p>C&#8217;è chi parla adesso di &#8220;nazionale curda&#8221;, in modo però improprio. La filosofia della società è senza dubbio quella di contribuire a creare un riferimento per i tifosi curdi, oltre che incentivare i talenti locali, ma la squadra è composta da calciatori provenienti da più parti della Turchia e dall&#8217;estero. Anzi, buona parte dei 16 acquisti fatti in estate per potenziare la rosa risultano stranieri. I tifosi italiani riconoscono ad esempio <strong>Gift Orban</strong>, lo scorso anno al Verona e quest&#8217;anno già autore di diverse reti, tra cui la prima siglata contro il Besiktas di Vincenzo Italiano. C&#8217;è il difensore kosovaro <strong>Lumbardh Dellova</strong>, il trequartista israeliano <strong>Dia Saba</strong>, il centrale scozzese <strong>David Bates</strong>. Il vero eroe dei tifosi al momento è l&#8217;attaccante senegalese <strong>Mbaye Diagne</strong>, capocannoniere la scorsa stagione. Più che la lingua parlata in campo, ai tifosi interessa quella parlata in tribuna: qui si può parlare curdo senza il timore di essere guardati con dispetto o con sospetto. Il primo posto attuale permette di sognare, anche se comunque in tanti hanno le idee chiare su un punto: prima di tutto occorre mettere in cascina i punti salvezza.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.lemonde.fr/sport/article/2026/09/24/en-turquie-le-club-d-amedspor-porte-etendard-de-l-identite-kurde-et-barometre-malgre-lui-des-relations-avec-ankara_6781498_3242.html?">https://www.lemonde.fr/sport/article/2026/09/24/en-turquie-le-club-d-amedspor-porte-etendard-de-l-identite-kurde-et-barometre-malgre-lui-des-relations-avec-ankara_6781498_3242.html?</a></p>



<p><a href="https://beinsports.com.tr/takim/amedspor/istatistikler?">https://beinsports.com.tr/takim/amedspor/istatistikler?</a></p>



<p><a href="https://www.aa.com.tr/en/turkey/turkish-pm-inaugurates-new-istanbul-football-stadium/136418?">https://www.aa.com.tr/en/turkey/turkish-pm-inaugurates-new-istanbul-football-stadium/136418?</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-sogno-dellamedspor-far-parlare-curdo-al-campionato-turco.html">Il sogno dell&#8217;Amedspor: far parlare curdo al campionato turco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Medio Oriente con il fiato sospeso per il volo Dubai-Tel Aviv: rissa tra piloti o attentato? Cosa sappiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-aereo-che-ha-scosso-lo-stato-emotivo-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531042</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un aereo sparito dai radar, forse dirottato: Israele ha vissuto gli spettri del passato, anche se poi la situazione si è rivelata diversa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-aereo-che-ha-scosso-lo-stato-emotivo-di-israele.html">Medio Oriente con il fiato sospeso per il volo Dubai-Tel Aviv: rissa tra piloti o attentato? Cosa sappiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121352853_7e35a140ba389634295cef1397a33e5d-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Erano da poco passate le 9 del mattino in Israele quando a Tel Aviv è immediatamente scattato l&#8217;allarme: un aereo di linea con 150 passeggeri a bordo<strong> decollato da Dubai e atteso proprio nello scalo della capitale economica israeliana</strong>, è risultato scomparso dai radar. Poco prima, <strong>l&#8217;equipaggio ha dichiarato un&#8217;emergenza con il codice 7500</strong>, quella cioè usata per segnalare i dirottamenti. La situazione è apparsa subito confusa, anche perché dall&#8217;aereo è arrivato anche un<strong> segnale codice 7700</strong>, quello cioè riguardante un allarme più generico e confacente un problema di natura tecnica oppure un&#8217;emergenza medica. La mancanza di una certa chiarezza sulla dinamica, unita anche all&#8217;<strong>inversione di rotta visualizzata sui radar mentre il velivolo era nello spazio aereo saudita</strong>, ha destato ulteriore preoccupazione. <strong>Il medio oriente ha trattenuto il fiato:</strong> l&#8217;idea, in una fase già piuttosto drammatica e convulsa, di tornare ad assistere alla stagione dei dirottamenti aerei potrebbe rappresentare di per sé un evento drammtico. Alla fine però, il peggio questa volta non si è verificato:<strong> l&#8217;aereo, intorno alle 10:00, è atterrato in un aeroporto saudita e non sono state registrate vittime</strong>. Ma non è possibile al momento derubricare tutto a un false allarme o a un banale incidente: quanto sta emergendo, <strong>denota come in medio oriente e in Israele in particolare può bastare la minima scintilla per creare una tensione difficile poi da contenere ed arginare</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Aflydubai flight that activated an emergency code used to signal unlawful interference with the flight. <a href="https://t.co/v1cLfo9xhw">pic.twitter.com/v1cLfo9xhw</a></p>&mdash; Amit Segal (@AmitSegal) <a href="https://x.com/AmitSegal/status/2105181309740241001?ref_src=twsrc%5Etfw">September 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è successo a bordo dell&#8217;aereo?</h2>



<p>Una volta che il velivolo operato dalla compagnia <em>FlyDubai</em> ha toccato terra, sono progressivamente usciti i tanto attesi dettagli. Sono stati i media israeliani i primi lanciare le indiscrezioni,<strong> parlando di un&#8217;emergenza dichiarata dall&#8217;aereo per via di una non meglio precisata &#8220;rissa&#8221; a bordo</strong>. Con i dispacci di agenzia già sui monitor delle principali redazioni, le autorità saudite hanno raggiunto lo scalo di <strong>Tabuk</strong>, nella cui pista l&#8217;aereo ha terminato la sua corsa. Da qui l&#8217;ulteriore fuoriuscita di informazioni, da cui si è appreso che <strong>la rissa in realtà ha riguardato i due piloti</strong>. Entrambi, per motivi non ancora chiariti, da insulti e minacce sarebbero poi passati alle maniere forti fino a compromettere l&#8217;operatività del volo. In un primo momento, si è parlato di un pilota russo e un co pilota ucraino, con quindi possibile riferimento a un litigio causato da discussioni sulla guerra in corso. </p>



<p>L&#8217;indiscrezione è stata smentita però dagli stessi media israeliani. Forse, ma non c&#8217;è per adesso certezza, i piloti protagonisti della clamorosa rissa hanno nazionalità emiratina ed omanita. <strong>Amit Segal</strong>, giornalista di <em>Channel 12</em> in Israele, sui propri canali social ha mostrato la foto di un passeggero con la propria maglietta bianca macchiata di sangue. Circostanza che ha aperto a un&#8217;altra ipotesi, quella cioè non di un alterco finito malamente tra i due piloti ma di un <strong>tentativo di accoltellamento </strong>di uno dei due nei confronti dell&#8217;altro e successiva <strong>ribellione da parte dei passeggeri</strong> volta a scongiurare il peggio. Anche su questo però, al momento è impossibile trovare conferme. Resta il fatto che il velivolo ha cambiato improvvisamente rotta a 90 minuti dall&#8217;approccio con lo scalo di Tel Aviv, abbassandosi a quote da subito definite &#8220;sospette&#8221; dalle autorità israeliane.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">La forte tensione in Israele</h2>



<p>Netanyahu, ricevuta la notizia di un&#8217;emergenza a bordo di un aereo dagli Emirati Arabi Uniti, <strong>ha subito convocato una riunione di emergenza con il ministro della Difesa Israel Katz</strong>. Nella sede dei servizi di sicurezza di Tel Aviv, premier e titolare della Difesa hanno deciso nel giro di pochi minuti di mettere in allerta l&#8217;aviazione ed eventualmente inviare i propri caccia in direzione del velivolo. Telegiornali e giornali online hanno seguito la notizia con le proprie edizioni straordinarie<strong>, il Paese intero è entrato in una fase di forte tensione.</strong> Anche perché la tratta in cui l&#8217;aereo di FlyDubai stava operando non passa certo inosservata: <strong>i voli che collegano Israele con Dubai e con Abu Dhabi sono figli diretti degli accordi di Abramo </strong>e quindi del riconoscimento emiratino di Israele, costituendo un potenziale bersaglio terroristico. Inoltre, proprio pochi giorni fa è emersa l&#8217;indiscrezione di un viaggio non reso pubblico di Netanyahu ad Abu Dhabi per incontrare il presidente emiratino Mohammed Bin Zayed. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-1024x500.jpg" alt="" class="wp-image-531058" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-1536x750.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260930121616606_94cd5a49fe90b4c2e2f4967b02e5336a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La rotta del volo FlyDubai tra Dubai e Tel Aviv</figcaption></figure>



<p>Impossibile, in poche parole, non pensare al peggio. E anche quando la situazione si è ridimensionata<strong> il governo non ha smesso di seguire il fatto come un possibile attacco terroristico</strong>. La Difesa israeliana vuole capire cosa è realmente successo e, in particolare, comprendere le ragioni dell&#8217;eventuale accoltellamento di uno dei due piloti. Il sospetto,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-september-30-2026/"> così come rilanciato da diversi giornalisti israeliani</a>, è che chi ha avviato la rissa volesse far precipitare l&#8217;aereo. Non si sa se per ragioni personali oppure per un atto politicamente motivato. Resta il fatto che, non appena si è diffusa la notizia di un velivolo lontano dalla rotta originaria, Israele ha tremato e non poco. <strong>Segno di un Paese che rimane ancorato a una tensione oramai tanto diffusa quanto quasi &#8220;strutturale&#8221;</strong>, lì dove il clima di guerra perenne sembra destinato ancora per lungo tempo a influenzare emotività e stato d&#8217;animo dell&#8217;opinione pubblica. Circostanza quest&#8217;ultima da non sottovalutare in una fase, come quella attuale, di intensa campagna elettorale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso è diventato anche politico </h2>



<p>E a proposito della campagna elettorale, l&#8217;episodio non ha mancato di alimentare importanti polemiche politiche tra rappresentanti del governo e membri dell&#8217;opposizione. Nei giorni scorsi il premier Netanyahu ha parlato di &#8220;<strong>minacce importanti</strong>&#8221; contro il Paese in vista del voto, con l&#8217;obiettivo di influenzare l&#8217;esito elettorale. Oggi ovviamente, diversi esponenti della maggioranza hanno ripreso quelle parole con l&#8217;intento di dimostrare la veridicità degli avvisi di Netanyahu: <em>&#8220;Quanto accaduto in queste ore </em>&#8211; <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/ben-gvir-says-alleged-flydubai-attack-shows-israel-must-intensify-regional-campaigns/">ha dichiarato <strong>Itamar Ben Gvir</strong>, ministro della Pubblica Sicurezza e leader del partito ultranazionalista Potere Ebraico<em> </em></a><em>&#8211; dimostra la necessità di Israele di allargare le operazioni militari nella regione&#8221;</em>. Dal canto suo <strong>Yair Lapid</strong>, tra gli esponenti di spicco dell&#8217;opposizione, ha messo in dubbio questa ricostruzione: <em>&#8220;Dopo che Netanyahu ha parlato di pericoli imminenti durante la campagna elettorale</em> &#8211; <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/lapid-says-nothing-resembling-flydubai-incident-mentioned-in-netanyahu-security-briefing/">ha detto</a> &#8211; <em>ho chiesto e ottenuto un incontro con lui per capire di cosa parlava. Ma non ha fatto minimamente menzione di un incidente aereo, dunque la minaccia di cui ha parlato è qualcosa di diverso da ciò che è successo oggi&#8221;. </em></p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.jpost.com/international/article-910155">https://www.jpost.com/international/article-910155</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-september-30-2026">https://www.timesofisrael.com/liveblog-september-30-2026</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/ben-gvir-says-alleged-flydubai-attack-shows-israel-must-intensify-regional-campaigns">https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/ben-gvir-says-alleged-flydubai-attack-shows-israel-must-intensify-regional-campaigns</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/lapid-says-nothing-resembling-flydubai-incident-mentioned-in-netanyahu-security-briefing">https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/lapid-says-nothing-resembling-flydubai-incident-mentioned-in-netanyahu-security-briefing</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-aereo-che-ha-scosso-lo-stato-emotivo-di-israele.html">Medio Oriente con il fiato sospeso per il volo Dubai-Tel Aviv: rissa tra piloti o attentato? Cosa sappiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Israele: in vista del voto, riservisti e liberali insieme contro gli ultraortodossi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-in-vista-del-voto-riservisti-e-liberali-insieme-contro-gli-ultraortodossi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 04:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530378</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una nuova lista nata dalla convergenza tra i riservisti e il New Economic Party potrebbe essere il vero ago della bilancia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-in-vista-del-voto-riservisti-e-liberali-insieme-contro-gli-ultraortodossi.html">Israele: in vista del voto, riservisti e liberali insieme contro gli ultraortodossi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260922153338189_c79b9c7ac6be51666ce9f57b7f86abb1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa volta l&#8217;incognita politica non viene né dai partiti arabi e né da quelli di estrema destra. In vista del voto di ottobre, c&#8217;è una nuova lista che potrebbe ulteriormente scompaginare il quadro politico israeliano. Il riferimento è <a href="https://israelvote.meforum.org/parties/reservists-economic/">alla formazione nata dalla fusione tra il partito dei riservisti e quello, di orientamento liberale, del New Economic Party</a>. Il primo è capitanato da <strong>Yoaz Hendel</strong>, capace nel 2025 di dare voce politica agli umori di chi è stato chiamato in guerra come riservista, il secondo invece è guidato dall&#8217;economista<strong> Yaron Zelekha</strong>. Il punto in comune tra uomini dell&#8217;esercito chiamati a combattere ed economisti liberali, è dato dalla <strong>volontà di creare un esecutivo sionista e senza Haredim o formazioni di espressione degli ebrei ultraortodossi. </strong>Circostanza che per il premier uscente <strong>Benjamin Netanyahu</strong> potrebbe rappresentare un problema: anche se la nuova lista appare più orientata verso il centrodestra, non è scontato che i propri parlamentari confluiscano in una nuova maxi alleanza favorevole all&#8217;attuale capo del governo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sono Hendel e Zelekha</h2>



<p>Yoaz Hendel ha messo assieme richieste e rimostranze dei riservisti, ma non è un volto del tutto nuovo in politica. Al contrario, ha fatto parte di due governi in passato come <strong>ministro delle Comunicazioni</strong>. Nel primo caso, all&#8217;interno della breve avventura dell&#8217;esecutivo di unità formato da Netanyahu e Benny Gantz, risultava vicino alle posizioni di quest&#8217;ultimo. Pur avendo sempre rivendicato un orientamento politico di centrodestra, Hendel si è spesso detto convinto della necessità per il Likud di avere un&#8217;altra leadership rispetto a Netanyahu. Ed è per questo che, dopo pochi mesi dentro un governo di larghe intese, alla fine ha deciso di lasciare. Ha ripreso posto alla guida del medesimo ministero nel <strong>governo di Bennett</strong>, l&#8217;unico cioè non guidato da Netanyahu dal 2009 a oggi. La sua è quindi una figura di centrodestra, vicina ad ambienti della sicurezza e dell&#8217;esercito ma spesso contrapposta a quella dell&#8217;attuale capo di governo.</p>



<p>Di Zelekha invece si conosce la sua attività come consulente al ministero dell&#8217;economia, mentre a livello politico quella di ottobre sarà la sua prima vera avventura<strong>. Il proprio pensiero politico è incentrato più sull&#8217;economia che sulla guerra</strong>, circostanza piuttosto peculiare in questa particolare fase della storia israeliana. Zelekha, in particolare, si dice f<strong>avorevole a riforme in senso liberale e in grado di rompere monopoli e concentrazioni di mercato </strong>in mano a pochi soggetti. Secondo il fondatore del New Economic Party, ricette del genere sono le uniche essenziali per dare una scossa all&#8217;economia del Paese gravata da oramai tre anni di conflitto. Inoltre, così come è possibile leggere all&#8217;interno del proprio programma di partito, la lotta ai monopoli viene ritenuta essenziale per frenare l&#8217;innalzata dei prezzi e ridimensionare almeno in parte l&#8217;inflazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un governo senza Haredim </h2>



<p>Attualmente i sondaggi vedono la lista del duo Hendel &#8211; Zelekha oscillare attorno al 3% e il 4%. Un risultato non da poco per una formazione nata soltanto il 6 settembre scorso. Occorre però ricordare che la legge elettorale israeliana prevede una soglia di sbarramento del 3.25%, dunque per il nuovo partito appare essenziale mettere al sicuro più consensi possibili per piazzare almeno 4 parlamentari alla Knesset. Una volta dentro il parlamento però,<strong> è difficile capire dove si piazzeranno riservisti e liberali</strong>. Hendel, come sottolineato in precedenza, non ha mai gradito la leadership di Netanyahu e ne ha chiesto anche le dimissioni dopo le stragi del 7 ottobre 2023. Tuttavia, nei primi discorsi successivi all&#8217;apertura della campagna elettorale, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-90351">non ha posto alcun veto sul nome dell&#8217;attuale primo ministro</a>. La vera pregiudiziale <a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-906335">è rappresentata dalla presenza o meno dei partiti religiosi. </a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Knesset Seat Poll<br><br>🔴Yashar: 21 (-2)<br>🔵Likud: 18 (-2)<br>🔴Together: 16<br>🔴Democrats: 9<br>🔵Otzma Yehudit: 9<br>🔵Shas: 9<br>🔴Yisrael Beteinu: 7<br>🔵UTJ: 7<br>🟢Joint List: 6 (-1)<br>🟢Ra&#39;am: 5<br>🔵RZP-Zehut: 5 (+1)<br>🔵Winter: 4<br>🟣Reservists-Economic: 4 (+4)<br><br>+/- Sep. 9<br><br>via Maagar Mochot/Chan16 <a href="https://t.co/maHgOtvC0I">pic.twitter.com/maHgOtvC0I</a></p>&mdash; Israel Elects (@israel_elects) <a href="https://x.com/israel_elects/status/2100297694749057446?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Secondo sia Hendel che Zelekha, ed è questo il loro vero punto di convergenza, <strong>chi nel Paese ha fatto sacrifici in questi anni di guerra deve ora essere premiato</strong>. Vale per chi ha combattuto, così come per chi ha investito in economia. Dunque, ogni futuro governo dovrà prevedere<strong> l&#8217;approvazione di una legge definitiva che obblighi anche gli ultraortodossi a servire nell&#8217;esercito</strong>. Per farlo, seguendo questo schema politico, <strong>occorre un governo con solo i partiti sionisti</strong>. Siano essi di destra, di centro o di sinistra. Netanyahu potrebbe anche ottenere il loro appoggio, a condizione che non includa al proprio interno lo Shas e il Giudaismo Unito nella Torah, ossia le formazioni più rappresentative degli ebrei ortodossi. Il discorso potrebbe valere anche per le formazioni ultranazionaliste religiose di Smotrich e Ben Gvir. </p>



<p>In definitiva, la nuova lista potrebbe rappresentare un nuovo alleato per Netanyahu ma solo a certe condizioni e con il premier costretto in caso a rinunciare ai seggi dei partiti religiosi. Così come, potrebbe essere una futura spalla per l&#8217;attuale opposizione nell&#8217;ottica di costruire un governo moderato. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://israelvote.meforum.org/parties/reservists-economic">https://israelvote.meforum.org/parties/reservists-economic</a></p>



<p><a href="https://en.idi.org.il/israeli-elections-and-parties/parties/the-reservists">https://en.idi.org.il/israeli-elections-and-parties/parties/the-reservists</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-90351">https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-90351</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-906335">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-906335</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-in-vista-del-voto-riservisti-e-liberali-insieme-contro-gli-ultraortodossi.html">Israele: in vista del voto, riservisti e liberali insieme contro gli ultraortodossi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La svolta degli Usa con l&#8217;Eritrea: tolte le sanzioni contro l&#8217;esercito e le società legate ad Afewerki</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-degli-usa-con-leritrea-tolte-le-sanzioni-contro-lesercito-e-le-societa-legate-ad-afewerki.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eritrea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1024x832.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-768x624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1536x1248.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-600x488.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington ha deciso di non rinnovare parte delle sanzioni nei confronti dell'Eritrea, decisione ricollegabile ai nuovi assetti nel Mar Rosso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eritrea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1024x832.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-768x624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1536x1248.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-600x488.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viene da tempo soprannominata la &#8220;<strong>Corea del Nord d&#8217;Africa</strong>&#8221; e questo per via della presenza di un duro regime militare, lì dove il periodo di leva per ogni cittadino maschio può arrivare anche fino a 15 anni, e di una parziale chiusura commerciale con il resto del mondo. In realtà l&#8217;<strong>Eritrea</strong>, guidata dall&#8217;anno della sua indipendenza dall&#8217;Etiopia avvenuta nel 1993 da <strong>Isaias Afewerki</strong>, oggi appare pienamente inserita nel suo contesto regionale e ha rapporti con diversi attori. Ma hanno ugualmente fatto scalpore le notizie legate a un <strong>parziale ridimensionamento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti</strong>. Washington infatti, il 18 ottobre scorso, ha ufficializzato l&#8217;uscita dalla lista dei soggetti sanzionati di alcuni enti fortemente legati al Paese africano. Per la verità, a livello tecnico, <strong>si è trattato del mancato rinnovo di una serie di sanzioni e peraltro non tutte</strong>. Ma a livello politico il fatto appare importante: segna infatti i <strong>primi tentativi di avvicinamento tra Washington e Asmara. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sanzioni non rinnovate</h2>



<p>Per via della linea politica portata avanti da Afewerki e per via delle accuse di violazione dei diritti umani mosse al governo di Asmara, i rapporti tra Stati Uniti ed Eritrea sono spesso stati ai minimi termini. Per la verità, subito dopo l&#8217;indipendenza del 1993 la situazione appariva diversa: Washington è stata tra le prime capitali a riconoscere le istituzioni eritree e negli anni successivi sono stati diversi i contatti tra le due parti. <strong>La situazione è realmente cambiata quando Eritrea ed Etiopia sono arrivate ai ferri corti nel 1998</strong>, avviando una guerra destinata a durare per quasi venti anni. A quel punto, gli Usa hanno visto in Addis Abeba il proprio alleato regionale <strong>mentre Asmara è stata accusata, soprattutto dall&#8217;amministrazione di Bush junior, di alimentare l&#8217;instabilità nel Corno d&#8217;Africa e non solo</strong>. La guerra nel <strong>Tigray</strong> del 2020, interna all&#8217;Etiopia, ha avuto effetti anche sui già fragili rapporti tra Usa ed Eritrea: la Casa Bianca ha accusato Afewerki di aiutare i ribelli tigrini e di essere complice di numerose violazioni dei diritti umani. L&#8217;allora presidente<strong>Joe Biden</strong>, nel settembre 2021, ha così firmato l&#8217;<em>ordine esecutivo 14046</em> con cui sono state imposte sanzioni a diversi enti eritrei.</p>



<p><strong>Il documento scadeva lo scorso 17 settembre e l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di non rinnovarlo</strong>. Il giorno dopo così, il Tesoro Usa ha rimosso dall&#8217;elenco dei soggetti sanzionati tutti coloro che erano inclusi nell&#8217;ordine 14046. E non si tratta di soggetti di second&#8217;ordine: tra i sanzionati c&#8217;era <strong>l&#8217;esercito eritreo</strong>, così come il <strong>partito</strong> di Afewerki e la <strong>Red Sea Trading Corporation</strong>, ossia la più importante società commerciale del Paese africano, legata a doppio e triplo filo all&#8217;apparato di potere ruotante attorno il presidente. Se con le sanzioni del 2021 l&#8217;amministrazione Biden ha tolto completamente ogni filo con i più importanti soggetti del potere eritreo, oggi il mancato rinnovo del documento prima citato potrebbe garantire una vera e propria boccata d&#8217;ossigeno per l&#8217;intera dirigenza eritrea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Washington guarda con attenzione al Mar Rosso</h2>



<p>Curioso come la rimozione delle sanzioni, a cui corrisponde un implicito riconoscimento della fine dei timori legati a un aiuto dell&#8217;Eritrea ai tigrini, <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html">sia avvenuta proprio mentre la guerra nel Tigray ha iniziato nuovamente a infuriare</a>. Con il premier etiope <strong>Abiy Ahmed </strong>che, tra le altre cose, ha accusato ancora una volta Asmara di essere dietro i movimenti armati presenti nella regione. Ed è in questo contesto che appare possibile cogliere l&#8217;elemento politico più significativo: anche se si è trattato di un mancato rinnovo delle misure contro il Paese africano, ad ogni modo la mossa della Casa Bianca indica la volontà degli Usa di riaprire i cordoni del dialogo con l&#8217;Eritrea. Il tutto, nonostante per l&#8217;appunto la guerra che Afewerki è accusato di fomentare è tornata a imperversare.</p>



<p>Il punto, così come sottolineato da funzionari Usa alla <em>Reuters</em>, riguarda la <strong>posizione strategica dell&#8217;Eritrea nel Corno d&#8217;Africa.</strong> Il Paese si affaccia sul <strong>Mar Rosso</strong> ed è quasi dirimpettaio allo Yemen, lì dove gli Houthi minacciano la chiusura dello Stretto di Bab El Mandeb. Anche Al Jazeera, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray">riportando le valutazioni di alcuni dirigenti del Dipartimento di Stato Usa</a>, ha ipotizzato come dietro il mancato rinnovo delle sanzioni ci sia la volontà pragmatica di Washington di stringere rapporti con i Paesi affacciati sul Mar Rosso. In cambio di un maggior respiro economico, indispensabile per la stabilità del regime di Afewerki, gli Usa potrebbero ottenere collaborazione da Asmara per la difesa di equilibri e interessi nella regione. Una circostanza quest&#8217;ultima che rappresenterebbe una<strong>svolta nella politica di Washington sul Mar Rosso</strong>, oltre che la conferma del ritrovato interesse dalla Casa Bianca per le sorti di quest&#8217;area a cavallo tra Africa e Asia.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://ofac.treasury.gov/recent-actions/20260918">https://ofac.treasury.gov/recent-actions/20260918</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray">https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray</a></p>



<p><a href="https://thefederalregister.org/documents/2026-19415/notice-of-ofac-sanctions-action">https://thefederalregister.org/documents/2026-19415/notice-of-ofac-sanctions-action</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-degli-usa-con-leritrea-tolte-le-sanzioni-contro-lesercito-e-le-societa-legate-ad-afewerki.html">La svolta degli Usa con l&#8217;Eritrea: tolte le sanzioni contro l&#8217;esercito e le società legate ad Afewerki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Etiopia: gli scontri nel Tigray fanno tremare Addis Abeba</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 04:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530501</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I combattimenti avviati nelle ultime ore a Makale potrebbero rappresentare un'avvisaglia di un conflitto civile su vasta scala </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html">Etiopia: gli scontri nel Tigray fanno tremare Addis Abeba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ultime notizie parlano della presa in possesso dell&#8217;aeroporto di <strong>Mekele</strong> (nota anche come Macallè) da parte delle <strong>Tplf</strong>, ossia il <em>Tigray Popular Liberation Front</em>. La conquista, confermata anche da fonti locali, segna inevitabilmente una <strong>svolta</strong> nelle tensioni interne all&#8217;Etiopia maturate negli ultimi giorni. Si è passati oramai, si potrebbe dire, dalle parole ai fatti. <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-lalleanza-contro-abiy-che-rischia-di-regionalizzare-la-guerra-in-sudan.html">Il Tplf nei giorni scorsi si è fatto portavoce di una coalizione di sette gruppi armati</a>, tutti intenzionati a ribaltare il governo del premier <strong>Abiy Ahmed.</strong> Nel giro di 48 ore, il comunicato si è tramutato in uno scontro armato molto violento che ha nell&#8217;aeroporto di Mekele il proprio fronte principale. La città non è certo secondaria: si tratta infatti del capoluogo del <strong>Tigray</strong> ed è sede di quelle istituzioni regionali da tempo oggetto di contesa tra il Tplf e il governo centrale. Una contesa oggi diventata anche, e nuovamente, militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The leaders of the northern Ethiopian region of Tigray said on Wednesday that they had entered a new war with the federal government as fighting broke out in Tigray and two neighbouring regions, shattering a four-year-old peace deal. <a href="https://t.co/2NY2vWerHJ">https://t.co/2NY2vWerHJ</a></p>&mdash; Reuters Africa (@ReutersAfrica) <a href="https://x.com/ReutersAfrica/status/2102737319492997201?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Una nuova guerra nel Tigray? </h2>



<p>Gli scontri di oggi partono da lontano e, in particolare, <strong>da una visione politica molto differente tra l&#8217;attuale premier Abiy Ahmed e il Tplf</strong>. Quest&#8217;ultimo è il partito rappresentante dell&#8217;etnia tigrina che ha dominato la scena etiope dal 1991, anno della caduta del &#8220;negus rosso&#8221; Menghistu, al 2018. Per 17 anni il Tplf, nonostante i tigrini rappresentino una minoranza, ha guidato il Paese nominando sempre propri membri a capo dei vari governi che si sono susseguiti. Questo fino all&#8217;arrivo alla guida dell&#8217;esecutivo proprio di Abiy Ahmed, primo premier di origine oromo della storia recente. Ahmed ha sviluppato una linea vocata al cosiddetto &#8220;<strong>etiopianismo</strong>&#8220;, con l&#8217;obiettivo di promuovere uno Stato più centralizzato e tarato su Addis Abeba. Il tutto, a scapito dell&#8217;impianto federale dominato dalle varie componenti etniche. Nel 2019, buona parte dei partiti ha accettato la linea del premier mentre il Tplf, rimasto al potere nella regione del Tigray, ha rifiutato di aderire al progetto unitario di Abiy Ahmed. Il capo del governo ha allora deciso di usare la mano forte nel <strong>novembre del 2020</strong>, scagliando l&#8217;esercito federale contro le forze locali tigrine formate grossomodo dal Tplf.</p>



<p>Nonostante la guerra avesse preso subito una piega favorevole ad Addis Abeba, con le truppe federali arrivate nel giro di poco tempo a Makale, la guerriglia del Tplf ha fatto alla lunga la differenza. I combattenti locali hanno riguadagnato terreno fino a spingersi oltre il territorio del Tigray. Soltanto l&#8217;intervento internazionale ha messo fine temporaneamente alla disputa, con la firma degli accordi di Pretoria del 2022 che hanno portato a un cessate il fuoco. Da mesi però le tensioni sono tornate a essere piuttosto importanti.<strong> Addis Abeba accusa l&#8217;Eritrea di armare e fomentare i tigrini</strong>, dando così una dimensione regionale alle varie dispute sul campo. Adesso si registrano i nuovi scontri, i quali ben presto potrebbero essere di vasta scala e coinvolgere altre regioni oltre quella del Tigray. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una polveriera pronta ad esplodere</h2>



<p>Nel corso degli ultimi anni, Addis Abeba non ha dovuto fronteggiare soltanto la ribellione tigrina. Altri movimenti armati hanno creato grattacapi in diverse aree del Paese, con la stessa motivazione del Tplf: il rifiuto di un etiopianismo centralizzante e la rivendicazione delle proprie peculiarità etniche. L&#8217;<strong>Ola</strong>, il movimento degli Oromo, tra il 2022 e il 2025 è riuscito a conquistare alcune località e ha costretto l&#8217;esercito più volte a intervenire. Anche il <strong>Fano</strong>, il movimento armato degli Ahmara, pur se alleato del governo nella guerra contro il Tplf negli ultimi tempi ha manifestato insofferenza verso la leadership di Abiy Ahmed. Queste e altre sigle si sono adesso tutte unite, consapevoli forse di poter destabilizzare lo Stato etiope e di mettere le mani su Addis Abeba. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 BREAKING NEWS | Ethiopia 🇪🇹<br><br>Fresh clashes are being reported along the Tigray–Afar border, particularly around Tonsa in Afar Region, amid rising tensions in northern Ethiopia.<br><br>Meanwhile, reports from Mekelle say Tigrayan forces have taken control of Alula Aba Nega Airport, <a href="https://t.co/OqoxztyQNl">pic.twitter.com/OqoxztyQNl</a></p>&mdash; said 📍🇩🇯 (@moahemd_ali) <a href="https://x.com/moahemd_ali/status/2102703373338443968?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il governo federale, comunque, ha le sue carte. Abiy può contare sul sostegno emiratino, mai confermato ufficialmente ma ben esistente sul campo, così come su un impianto statale comunque ancora piuttosto saldo soprattutto nella capitale. Difficile quindi scommettere su un&#8217;avanzata senza grossi ostacoli da parte dei gruppi armati coalizzati, ma è altrettanto difficile scommettere su una futura stabilità del Paese. L&#8217;impressione è che l&#8217;Etiopia sia una polveriera disseminata di piccoli e grandi conflitti ora pronti a diventare tasselli di una guerra più ampia. E, forse, le prime avvisaglie del confitto si stanno osservando ancora una volta nel Tigray.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/africa/seven-ethiopian-armed-groups-announce-anti-government-alliance-2026-09-21">https://www.reuters.com/world/africa/seven-ethiopian-armed-groups-announce-anti-government-alliance-2026-09-21</a></p>



<p><a href="https://english.ahram.org.eg/NewsContent/2/10/577326/World/Africa/Tigray-rebel-forces-seize-Ethiopia-regional-airpor.aspx?">https://english.ahram.org.eg/NewsContent/2/10/577326/World/Africa/Tigray-rebel-forces-seize-Ethiopia-regional-airpor.aspx?</a></p>



<p><a href="https://www.gov.uk/government/publications/ethiopia-country-policy-and-information-notes/country-policy-and-information-note-tigrayans-and-the-tigrayan-peoples-liberation-front-ethiopia-december-2024-accessible">https://www.gov.uk/government/publications/ethiopia-country-policy-and-information-notes/country-policy-and-information-note-tigrayans-and-the-tigrayan-peoples-liberation-front-ethiopia-december-2024-accessible</a></p>
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		<title>Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 11:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suo partito, appena lanciato, è già accreditato di 4 seggi in parlamento: Ofer Winter è il nuovo attore della destra israeliana, con il suo partito che rappresenta un dilemma per Netanyahu </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html">Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel già frastagliato quadro della politica israeliana, si è aggiunta nelle ultime settimane una nuova incognita rappresentata dalla nascita di un nuovo partito. La formazione si chiama <strong>Amcha Yisrael</strong>, ossia &#8220;Il Popolo di Israele&#8221;, ed è guidata da un ex generale dell&#8217;Idf: <strong>Ofer Winter</strong>. Quest&#8217;ultimo si è presentato agli elettori come<strong> un nuovo attore della destra israeliana</strong>, alternativo all&#8217;attuale destra rappresentata soprattutto da Smotrich e Ben Gvir ma, al tempo stesso,<strong> garante di un&#8217;eventuale conferma di Benjamin Netanyahu quale premier</strong>. Ed è proprio su questa <strong>ambiguità</strong> che si regge il dilemma che sta attanagliando diversi membri del Likud, il partito del primo ministro uscente, in questi giorni: la discesa in campo di Winter rappresenta un elemento negativo per la destra israeliana oppure, al contrario, la possibilità di contare su una nuova formazione? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Ofer Winter e i fatti di Gaza del 2014 </h2>



<p>In primo luogo però, specialmente al di fuori di Israele, ci si sta chiedendo chi è Ofer Winter e come ha fatto a diventare in così poco tempo uno dei politici più discussi alla vigilia del voto di ottobre. Per le verità, il suo non è affatto un volto nuovo. Ma prima della discesa in politica e della fondazione di Amcha Yisrael, <strong>era associato soprattutto all&#8217;ambiente militare.</strong> Classe 1971, è diventato negli anni generale di brigata e nel 2014 ha ricoperto il ruolo di colonnello della <strong>Brigata Givati</strong>. Il suo nome è emerso a livello nazionale e non solo proprio in questa veste, quando nell&#8217;estate di quell&#8217;anno è stato impegnato con i suoi uomini della <strong>Battaglia di Rafah</strong> all&#8217;interno della Striscia di Gaza. Si tratta di una delle tante operazioni condotte contro Hamas, i luoghi sono gli stessi della guerra di oggi ma i tempi sono diversi. Il primo agosto 2014, a seguito della morte di due soldati israeliani dopo un&#8217;imboscata di Hamas tenuta proprio a Rafah, l&#8217;Idf ha deciso di scagliare una potente offensiva sulla città più meridionale della Striscia. <a href="https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/">Amnesty International ha parlato all&#8217;epoca di almeno 135 palestinesi uccisi nel giro di poche ore</a>, con comportamenti dell&#8217;esercito israeliano passibili anche di accuse di crimini di guerra. Essendo Winter tra i presenti quel giorno a Rafah, il suo nome è stato inserito tra i papabili responsabili degli eventi. </p>



<p>Le inchieste israeliane sono state chiuse nel 2018, con i giudici che hanno considerato le azioni dell&#8217;Idf congrue alle finalità militari e non figlie della volontà di vendetta contro la popolazione. Winter però, a proposito del suo comportamento durante i giorni della battaglia di Rafah, è rimasto famoso anche per un altro episodio. In particolare, <strong>ha esortato i suoi soldati a combattere scrivendo una lettera dai forti richiami biblici</strong>. In qualche modo, si è trattato di conferire alla battaglia un&#8217;aurea religiosa e in quel momento in Israele il fatto ha creato scalpore.<strong> Nel bene e nel male, Winter da allora è diventato popolare</strong>: c&#8217;è chi lo ha criticato per i toni della lettera, c&#8217;è chi invece ha visto positivamente il ricorso a riferimenti biblici. Nonostante la fama, la scalata ai vertici dell&#8217;Idf di Winter si è interrotta nel 2024: in quell&#8217;anno ha lasciato il servizio militare e, a distanza di due anni, il suo nome è tornato a circolare in piena campagna elettorale. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israeli Brigadier General Ofer Winter:<br><br>A decisive victory will happen when there are no more Arabs in Gaza. <a href="https://t.co/ztLw9FFuMM">pic.twitter.com/ztLw9FFuMM</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/1950161179940094207?ref_src=twsrc%5Etfw">July 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Croce o delizia per Netanyahu?</h2>



<p>Tornando alla domanda precedente, occorre capire in che modo Amcha Yisrael andrà ad influenzare l&#8217;esito del voto.<a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?"> Diversi media israeliani parlano delle perplessità di Netanyahu sull&#8217;opportunità di creare un nuovo partito di destra</a>. Il premier, in particolare, <strong>teme un&#8217;eccessiva frammentazione </strong>tra chi vuole votare una delle liste dell&#8217;arco più a destra del panorama politico. Quei dubbi però sono stati espressi quando l&#8217;andamento nei sondaggi della nuova formazione rappresentava un mistero. In effetti, se Winter dovesse rosicchiare voti alle liste di destra senza raggiungere la soglia di sbarramento del 3.25%, la coalizione pro Netanyahu si ritroverebbe con alcuni seggi in meno.<strong> Oggi però Amcha Yisrael è accreditato grossomodo del 4%</strong> e dovrebbe ottenere dei seggi nel futuro parlamento. In questo caso allora, la destra potrebbe contare su un nuovo alleato e Netanyahu potrebbe avere altri deputati in grado potenzialmente di sostenere la sua riconferma. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Sondage de 📺 i24 News : Le parti Yashar de Gadi Eizenkot devance le Likoud de Benjamin Netanyahu de 4 sièges. <a href="https://t.co/w1sPLuIsv0">pic.twitter.com/w1sPLuIsv0</a></p>&mdash; Beau Gosse Prétentieux_Backup (@BoGossPrebackup) <a href="https://x.com/BoGossPrebackup/status/2099645898359750822?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Il problema della frammentazione però rimane</strong>. Perché Winter tiene ancora oggi a sottolineare<strong> la propria autonomia dal Likud </strong>e la propria diversità dagli altri partiti considerati di destra. Il suo partito, esattamente come ad esempio a quelli di<strong> Itamar Ben Gvir</strong> e <strong>Bezalel Smotrich</strong>, sostiene il pugno duro a Gaza, così come la contrarietà alla nascita di uno Stato palestinese. C&#8217;è poi, sempre in continuità con i partiti di destra, un linguaggio e un tono messianico usato nella retorica e quella lettera dai contenuti biblici scritta a Gaza nel 2014 lo dimostra. Ci sono però anche <strong>alcune importanti differenze</strong> tra lui e i potenziali alleati. In primo luogo, <strong>Amcha Yisrael è favorevole alla leva obbligatoria anche per gli Haredim </strong>e quindi per le comunità ortodosse. In secondo luogo,<strong> Winter è sostenitore di un maggiore coinvolgimento della popolazione araba israeliana </strong>e il suo vice all&#8217;interno del partito è, non a caso, <strong>Yosef Haddad</strong>. Ossia uno dei più noti opinionisti arabo israeliani, con posizioni spesso orientate a destra. Al contrario, Ben Gvir e Smotrich sostengono fortemente il carattere unicamente ebraico dello Stato. </p>



<p>Infine, <strong>Winter aspira a fare del suo partito una formazione di respiro nazionale</strong> e non soltanto rappresentante di specifiche identità religiose e politiche. Differenze non da poco che, in sede di trattative per la formazione del nuovo governo, potrebbero dare a Netanyahu grane non da poco. Forse è proprio per questo che il premier continuerebbe a rimanere molto scettico sulle intenzioni di Amcha Yisrael. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/">https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/new-poll-shows-opposition-bloc-getting-knesset-majority-if-new-right-wing-party-runs/?">https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/new-poll-shows-opposition-bloc-getting-knesset-majority-if-new-right-wing-party-runs/?</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html">Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chiunque vorrà formare un governo in Israele dopo le prossime elezioni dovrà tenere conto dei partiti arabi, accreditati dai sondaggi di almeno 12 seggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html">Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282">I sondaggi giorno dopo giorno sembrano dare vita a un autentico incubo</a>: non più di 55 parlamentari a testa in media per i blocchi pro e contro Netanyahu, a fronte dei 61 indispensabili per dare vita a una maggioranza. <strong>Uno stallo quindi difficilmente risolvibile e da cui appare quasi impossibile tirar fuori una coalizione di governo.</strong> C&#8217;è poi un altro dato che in queste settimane sta facendo sempre più scalpore: sempre secondo i sondaggi, tra il blocco di destra vicino al premier uscente e quello invece formato dalle opposizioni, <strong>si sta insinuando un terzo polo </strong>che potrebbe avere un peso rilevante nella prossima legislatura. Il riferimento è ai <strong>partiti arabo israeliani,</strong> accreditati complessivamente di almeno 12 seggi. Circostanza che, nelle prime elezioni post 7 ottobre, darà una <strong>profonda centralità alle liste arabe</strong> per la determinazione dei risultati elettorali e la formazione del prossimo esecutivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i partiti arabi da tenere in considerazione</h2>



<p>Occorre partire da una considerazione di natura sociale e storica: Israele ha al proprio interno, ossia nei confini internazionalmente riconosciuti del 1948 ed escludendo quindi Gaza e Cisgiordania, <strong>un 20% di popolazione di origine araba</strong>. Si tratta degli eredi di coloro che, dopo la prima guerra arabo-isareliana combattuta all&#8217;indomani della formazione dello Stato ebraico, hanno scelto di vivere all&#8217;interno di Israele prendendo anche la cittadinanza. E in quanto cittadini, gli arabi di Israele possono andare a votare e dare vita a formazioni politiche. La partecipazione politica araba fino agli anni Settanta è stata grossomodo limitata alla presenza di associazioni o anche singoli deputati all&#8217;interno di <strong>Mapai</strong>, il partito di Ben Gurion che ha governato Israele nei primi tre decenni di esistenza del Paese, antesignano del Partito Laburista. Nel corso degli anni poi, in Parlamento sono approdati veri e propri partiti arabi.</p>



<p><strong>Nel 2015 si è avuta la più importante affermazione delle formazioni arabe</strong>: confluiti in un unico listone, in quell&#8217;occasione i partiti arabofoni sono riusciti a piazzare 13 deputati alla Knesset, il Parlamento israeliano, ponendosi come terza forza politica in assoluto. Oggi la lista unica non esiste più o, almeno, al suo interno non convolano tutti i partiti di riferimento della popolazione arabo-israeliana. <a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154">Esiste Ra&#8217;am</a>, acronimo ebraico per l&#8217;appunto di <em>Lista Araba Unita</em>, ma oggi rappresentante soltanto dell<strong>&#8216;elettorato arabo vicino all&#8217;Islam politico</strong>. <a href="https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?">Guidato da Mansour Abbas</a>, il partito è noto per essere stato il primo gruppo parlamentare arabofono ad appoggiare apertamente un governo israeliano. Nel 2021 infatti, Ra&#8217;am ha aderito, pur senza nominare ministri, alla maggioranza parlamentare a sostegno del governo di<strong> Naftali Bennett</strong>.</p>



<p>Gli altri pezzi della lista unica del 2015 oggi fanno parte di una nuova &#8220;joint list&#8221;, con all&#8217;interno i partiti arabofoni di tradizione più laica. È il caso di <strong>Hadash</strong>, fondato nel 1977 dall&#8217;unione tra il Partito Comunista di Israele con altri movimenti di sinistra e che oggi al proprio interno raccoglie sia arabofoni che ebrei laici. Ci sono poi gli eredi del nazionalismo arabo di <em>Balad</em> e della sinistra secolare araba di <strong>Ta&#8217;al.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono i sondaggi</h2>



<p>Se da un lato sembra esserci discordia sulla distanza tra Netanyahu e i suoi oppositori, con alcune rilevazioni che danno in vantaggio l&#8217;attuale premier e altre invece che vedono in avanzata gli avversari, <strong>dall&#8217;altro non sembrano esserci dubbi sul peso che avranno i partiti arabi dentro la prossima Knesset</strong>. Buona parte degli istituti a cui i media israeliani hanno affidato i sondaggi, prevedono infatti l&#8217;ingresso di almeno 12 deputati arabi. Di questi, tra 7 e 8 apparterranno alla nuova joint list. Ra&#8217;am invece, dal canto suo, è accreditato di 4 o 5 parlamentari. Entrambe le liste quindi supereranno la soglia di sbarramento fissata al 3.25% e porteranno propri rappresentanti all&#8217;interno della Camera. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Knesset Seat Poll<br><br>🔴Yashar: 25<br>🔵Likud: 21 (+1)<br>🔴Together:14 (+1)<br>🔴Democrats: 9 (-1)<br>🔴Yisrael Beteinu: 9<br>🔵Otzma: 7 (-1)<br>🟢Hadash-Ta&#39;al-Balad: 7<br>🔵Shas: 7<br>🔵UTJ: 7<br>🟢Ra&#39;am: 5<br>🔵RZP-Zehut: 5<br>🔵Winter: 4 (+4)<br>🟣Reservists-Economic: 0 (-4)<br><br>+/- Sep. 8<br><br>via Lazar/Walla, Sep. 9 <a href="https://t.co/m6toPSisKy">pic.twitter.com/m6toPSisKy</a></p>&mdash; Israel Elects (@israel_elects) <a href="https://x.com/israel_elects/status/2097698532358541570?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Considerando come attualmente né l&#8217;uscente maggioranza e né l&#8217;opposizione avrebbero i numeri per governare,<strong>i partiti arabi avranno la funzione di vero e proprio ago della bilancia.</strong> I loro voti, comunque vada, saranno vitali per chiunque ha ambizione di varare e guidare il nuovo esecutivo. Niente è però scontato: le formazioni arabofone, pur essendo ovviamente molto lontane dai partiti messianici vicini al Likud di Netanyahu, non possono essere considerate organiche all&#8217;opposizione. Proprio perché l&#8217;unico precedente di sostegno a un governo risale soltanto al 2021. L&#8217;impressione è che sia da destra che da sinistra, nel dietro le quinte della Knesset un po&#8217; tutti saranno &#8220;costretti&#8221; a <strong>corteggiare i partiti arabi </strong>e a provare a scendere a patti con loro. Un elemento che, di per sé, non può che assumere un significato politico molto particolare. Specialmente considerando l&#8217;attuale situazione in Medio Oriente.</p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?">https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html">Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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