<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mauro Indelicato Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/autore/mauro-indelicato/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/autore/mauro-indelicato</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 09:43:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Mauro Indelicato Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/autore/mauro-indelicato</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La svolta degli Usa con l&#8217;Eritrea: tolte le sanzioni contro l&#8217;esercito e le società legate ad Afewerki</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-svolta-degli-usa-con-leritrea-tolte-le-sanzioni-contro-lesercito-e-le-societa-legate-ad-afewerki.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530585</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eritrea" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1024x832.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-768x624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1536x1248.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-600x488.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Washington ha deciso di non rinnovare parte delle sanzioni nei confronti dell'Eritrea, decisione ricollegabile ai nuovi assetti nel Mar Rosso</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-degli-usa-con-leritrea-tolte-le-sanzioni-contro-lesercito-e-le-societa-legate-ad-afewerki.html">La svolta degli Usa con l&#8217;Eritrea: tolte le sanzioni contro l&#8217;esercito e le società legate ad Afewerki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eritrea" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-300x244.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1024x832.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-768x624.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-1536x1248.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/eritrea-600x488.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Viene da tempo soprannominata la &#8220;<strong>Corea del Nord d&#8217;Africa</strong>&#8221; e questo per via della presenza di un duro regime militare, lì dove il periodo di leva per ogni cittadino maschio può arrivare anche fino a 15 anni, e di una parziale chiusura commerciale con il resto del mondo. In realtà l&#8217;<strong>Eritrea</strong>, guidata dall&#8217;anno della sua indipendenza dall&#8217;Etiopia avvenuta nel 1993 da <strong>Isaias Afewerki</strong>, oggi appare pienamente inserita nel suo contesto regionale e ha rapporti con diversi attori. Ma hanno ugualmente fatto scalpore le notizie legate a un <strong>parziale ridimensionamento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti</strong>. Washington infatti, il 18 ottobre scorso, ha ufficializzato l&#8217;uscita dalla lista dei soggetti sanzionati di alcuni enti fortemente legati al Paese africano. Per la verità, a livello tecnico, <strong>si è trattato del mancato rinnovo di una serie di sanzioni e peraltro non tutte</strong>. Ma a livello politico il fatto appare importante: segna infatti i <strong>primi tentativi di avvicinamento tra Washington e Asmara. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sanzioni non rinnovate</h2>



<p>Per via della linea politica portata avanti da Afewerki e per via delle accuse di violazione dei diritti umani mosse al governo di Asmara, i rapporti tra Stati Uniti ed Eritrea sono spesso stati ai minimi termini. Per la verità, subito dopo l&#8217;indipendenza del 1993 la situazione appariva diversa: Washington è stata tra le prime capitali a riconoscere le istituzioni eritree e negli anni successivi sono stati diversi i contatti tra le due parti. <strong>La situazione è realmente cambiata quando Eritrea ed Etiopia sono arrivate ai ferri corti nel 1998</strong>, avviando una guerra destinata a durare per quasi venti anni. A quel punto, gli Usa hanno visto in Addis Abeba il proprio alleato regionale <strong>mentre Asmara è stata accusata, soprattutto dall&#8217;amministrazione di Bush junior, di alimentare l&#8217;instabilità nel Corno d&#8217;Africa e non solo</strong>. La guerra nel <strong>Tigray</strong> del 2020, interna all&#8217;Etiopia, ha avuto effetti anche sui già fragili rapporti tra Usa ed Eritrea: la Casa Bianca ha accusato Afewerki di aiutare i ribelli tigrini e di essere complice di numerose violazioni dei diritti umani. L&#8217;allora presidente<strong>Joe Biden</strong>, nel settembre 2021, ha così firmato l&#8217;<em>ordine esecutivo 14046</em> con cui sono state imposte sanzioni a diversi enti eritrei.</p>



<p><strong>Il documento scadeva lo scorso 17 settembre e l&#8217;amministrazione Trump ha deciso di non rinnovarlo</strong>. Il giorno dopo così, il Tesoro Usa ha rimosso dall&#8217;elenco dei soggetti sanzionati tutti coloro che erano inclusi nell&#8217;ordine 14046. E non si tratta di soggetti di second&#8217;ordine: tra i sanzionati c&#8217;era <strong>l&#8217;esercito eritreo</strong>, così come il <strong>partito</strong> di Afewerki e la <strong>Red Sea Trading Corporation</strong>, ossia la più importante società commerciale del Paese africano, legata a doppio e triplo filo all&#8217;apparato di potere ruotante attorno il presidente. Se con le sanzioni del 2021 l&#8217;amministrazione Biden ha tolto completamente ogni filo con i più importanti soggetti del potere eritreo, oggi il mancato rinnovo del documento prima citato potrebbe garantire una vera e propria boccata d&#8217;ossigeno per l&#8217;intera dirigenza eritrea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Washington guarda con attenzione al Mar Rosso</h2>



<p>Curioso come la rimozione delle sanzioni, a cui corrisponde un implicito riconoscimento della fine dei timori legati a un aiuto dell&#8217;Eritrea ai tigrini, <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html">sia avvenuta proprio mentre la guerra nel Tigray ha iniziato nuovamente a infuriare</a>. Con il premier etiope <strong>Abiy Ahmed </strong>che, tra le altre cose, ha accusato ancora una volta Asmara di essere dietro i movimenti armati presenti nella regione. Ed è in questo contesto che appare possibile cogliere l&#8217;elemento politico più significativo: anche se si è trattato di un mancato rinnovo delle misure contro il Paese africano, ad ogni modo la mossa della Casa Bianca indica la volontà degli Usa di riaprire i cordoni del dialogo con l&#8217;Eritrea. Il tutto, nonostante per l&#8217;appunto la guerra che Afewerki è accusato di fomentare è tornata a imperversare.</p>



<p>Il punto, così come sottolineato da funzionari Usa alla <em>Reuters</em>, riguarda la <strong>posizione strategica dell&#8217;Eritrea nel Corno d&#8217;Africa.</strong> Il Paese si affaccia sul <strong>Mar Rosso</strong> ed è quasi dirimpettaio allo Yemen, lì dove gli Houthi minacciano la chiusura dello Stretto di Bab El Mandeb. Anche Al Jazeera, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray">riportando le valutazioni di alcuni dirigenti del Dipartimento di Stato Usa</a>, ha ipotizzato come dietro il mancato rinnovo delle sanzioni ci sia la volontà pragmatica di Washington di stringere rapporti con i Paesi affacciati sul Mar Rosso. In cambio di un maggior respiro economico, indispensabile per la stabilità del regime di Afewerki, gli Usa potrebbero ottenere collaborazione da Asmara per la difesa di equilibri e interessi nella regione. Una circostanza quest&#8217;ultima che rappresenterebbe una<strong>svolta nella politica di Washington sul Mar Rosso</strong>, oltre che la conferma del ritrovato interesse dalla Casa Bianca per le sorti di quest&#8217;area a cavallo tra Africa e Asia.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://ofac.treasury.gov/recent-actions/20260918">https://ofac.treasury.gov/recent-actions/20260918</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray">https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/us-lifts-sanctions-on-eritrea-imposed-during-conflict-in-ethiopias-tigray</a></p>



<p><a href="https://thefederalregister.org/documents/2026-19415/notice-of-ofac-sanctions-action">https://thefederalregister.org/documents/2026-19415/notice-of-ofac-sanctions-action</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-degli-usa-con-leritrea-tolte-le-sanzioni-contro-lesercito-e-le-societa-legate-ad-afewerki.html">La svolta degli Usa con l&#8217;Eritrea: tolte le sanzioni contro l&#8217;esercito e le società legate ad Afewerki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Etiopia: gli scontri nel Tigray fanno tremare Addis Abeba</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 04:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530501</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I combattimenti avviati nelle ultime ore a Makale potrebbero rappresentare un'avvisaglia di un conflitto civile su vasta scala </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html">Etiopia: gli scontri nel Tigray fanno tremare Addis Abeba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260923160103774_ef216de4236c761d3daf0ffbbfe47571-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ultime notizie parlano della presa in possesso dell&#8217;aeroporto di <strong>Mekele</strong> (nota anche come Macallè) da parte delle <strong>Tplf</strong>, ossia il <em>Tigray Popular Liberation Front</em>. La conquista, confermata anche da fonti locali, segna inevitabilmente una <strong>svolta</strong> nelle tensioni interne all&#8217;Etiopia maturate negli ultimi giorni. Si è passati oramai, si potrebbe dire, dalle parole ai fatti. <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-lalleanza-contro-abiy-che-rischia-di-regionalizzare-la-guerra-in-sudan.html">Il Tplf nei giorni scorsi si è fatto portavoce di una coalizione di sette gruppi armati</a>, tutti intenzionati a ribaltare il governo del premier <strong>Abiy Ahmed.</strong> Nel giro di 48 ore, il comunicato si è tramutato in uno scontro armato molto violento che ha nell&#8217;aeroporto di Mekele il proprio fronte principale. La città non è certo secondaria: si tratta infatti del capoluogo del <strong>Tigray</strong> ed è sede di quelle istituzioni regionali da tempo oggetto di contesa tra il Tplf e il governo centrale. Una contesa oggi diventata anche, e nuovamente, militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The leaders of the northern Ethiopian region of Tigray said on Wednesday that they had entered a new war with the federal government as fighting broke out in Tigray and two neighbouring regions, shattering a four-year-old peace deal. <a href="https://t.co/2NY2vWerHJ">https://t.co/2NY2vWerHJ</a></p>&mdash; Reuters Africa (@ReutersAfrica) <a href="https://x.com/ReutersAfrica/status/2102737319492997201?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova guerra nel Tigray? </h2>



<p>Gli scontri di oggi partono da lontano e, in particolare, <strong>da una visione politica molto differente tra l&#8217;attuale premier Abiy Ahmed e il Tplf</strong>. Quest&#8217;ultimo è il partito rappresentante dell&#8217;etnia tigrina che ha dominato la scena etiope dal 1991, anno della caduta del &#8220;negus rosso&#8221; Menghistu, al 2018. Per 17 anni il Tplf, nonostante i tigrini rappresentino una minoranza, ha guidato il Paese nominando sempre propri membri a capo dei vari governi che si sono susseguiti. Questo fino all&#8217;arrivo alla guida dell&#8217;esecutivo proprio di Abiy Ahmed, primo premier di origine oromo della storia recente. Ahmed ha sviluppato una linea vocata al cosiddetto &#8220;<strong>etiopianismo</strong>&#8220;, con l&#8217;obiettivo di promuovere uno Stato più centralizzato e tarato su Addis Abeba. Il tutto, a scapito dell&#8217;impianto federale dominato dalle varie componenti etniche. Nel 2019, buona parte dei partiti ha accettato la linea del premier mentre il Tplf, rimasto al potere nella regione del Tigray, ha rifiutato di aderire al progetto unitario di Abiy Ahmed. Il capo del governo ha allora deciso di usare la mano forte nel <strong>novembre del 2020</strong>, scagliando l&#8217;esercito federale contro le forze locali tigrine formate grossomodo dal Tplf.</p>



<p>Nonostante la guerra avesse preso subito una piega favorevole ad Addis Abeba, con le truppe federali arrivate nel giro di poco tempo a Makale, la guerriglia del Tplf ha fatto alla lunga la differenza. I combattenti locali hanno riguadagnato terreno fino a spingersi oltre il territorio del Tigray. Soltanto l&#8217;intervento internazionale ha messo fine temporaneamente alla disputa, con la firma degli accordi di Pretoria del 2022 che hanno portato a un cessate il fuoco. Da mesi però le tensioni sono tornate a essere piuttosto importanti.<strong> Addis Abeba accusa l&#8217;Eritrea di armare e fomentare i tigrini</strong>, dando così una dimensione regionale alle varie dispute sul campo. Adesso si registrano i nuovi scontri, i quali ben presto potrebbero essere di vasta scala e coinvolgere altre regioni oltre quella del Tigray. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una polveriera pronta ad esplodere</h2>



<p>Nel corso degli ultimi anni, Addis Abeba non ha dovuto fronteggiare soltanto la ribellione tigrina. Altri movimenti armati hanno creato grattacapi in diverse aree del Paese, con la stessa motivazione del Tplf: il rifiuto di un etiopianismo centralizzante e la rivendicazione delle proprie peculiarità etniche. L&#8217;<strong>Ola</strong>, il movimento degli Oromo, tra il 2022 e il 2025 è riuscito a conquistare alcune località e ha costretto l&#8217;esercito più volte a intervenire. Anche il <strong>Fano</strong>, il movimento armato degli Ahmara, pur se alleato del governo nella guerra contro il Tplf negli ultimi tempi ha manifestato insofferenza verso la leadership di Abiy Ahmed. Queste e altre sigle si sono adesso tutte unite, consapevoli forse di poter destabilizzare lo Stato etiope e di mettere le mani su Addis Abeba. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 BREAKING NEWS | Ethiopia 🇪🇹<br><br>Fresh clashes are being reported along the Tigray–Afar border, particularly around Tonsa in Afar Region, amid rising tensions in northern Ethiopia.<br><br>Meanwhile, reports from Mekelle say Tigrayan forces have taken control of Alula Aba Nega Airport, <a href="https://t.co/OqoxztyQNl">pic.twitter.com/OqoxztyQNl</a></p>&mdash; said 📍🇩🇯 (@moahemd_ali) <a href="https://x.com/moahemd_ali/status/2102703373338443968?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il governo federale, comunque, ha le sue carte. Abiy può contare sul sostegno emiratino, mai confermato ufficialmente ma ben esistente sul campo, così come su un impianto statale comunque ancora piuttosto saldo soprattutto nella capitale. Difficile quindi scommettere su un&#8217;avanzata senza grossi ostacoli da parte dei gruppi armati coalizzati, ma è altrettanto difficile scommettere su una futura stabilità del Paese. L&#8217;impressione è che l&#8217;Etiopia sia una polveriera disseminata di piccoli e grandi conflitti ora pronti a diventare tasselli di una guerra più ampia. E, forse, le prime avvisaglie del confitto si stanno osservando ancora una volta nel Tigray.</p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/africa/seven-ethiopian-armed-groups-announce-anti-government-alliance-2026-09-21">https://www.reuters.com/world/africa/seven-ethiopian-armed-groups-announce-anti-government-alliance-2026-09-21</a></p>



<p><a href="https://english.ahram.org.eg/NewsContent/2/10/577326/World/Africa/Tigray-rebel-forces-seize-Ethiopia-regional-airpor.aspx?">https://english.ahram.org.eg/NewsContent/2/10/577326/World/Africa/Tigray-rebel-forces-seize-Ethiopia-regional-airpor.aspx?</a></p>



<p><a href="https://www.gov.uk/government/publications/ethiopia-country-policy-and-information-notes/country-policy-and-information-note-tigrayans-and-the-tigrayan-peoples-liberation-front-ethiopia-december-2024-accessible">https://www.gov.uk/government/publications/ethiopia-country-policy-and-information-notes/country-policy-and-information-note-tigrayans-and-the-tigrayan-peoples-liberation-front-ethiopia-december-2024-accessible</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/etiopia-gli-scontri-nel-tigray-fanno-tremare-addis-abeba.html">Etiopia: gli scontri nel Tigray fanno tremare Addis Abeba</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 11:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529873</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il suo partito, appena lanciato, è già accreditato di 4 seggi in parlamento: Ofer Winter è il nuovo attore della destra israeliana, con il suo partito che rappresenta un dilemma per Netanyahu </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html">Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260917161131415_20f6b1eeb2eb464c360a7883af10e059-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel già frastagliato quadro della politica israeliana, si è aggiunta nelle ultime settimane una nuova incognita rappresentata dalla nascita di un nuovo partito. La formazione si chiama <strong>Amcha Yisrael</strong>, ossia &#8220;Il Popolo di Israele&#8221;, ed è guidata da un ex generale dell&#8217;Idf: <strong>Ofer Winter</strong>. Quest&#8217;ultimo si è presentato agli elettori come<strong> un nuovo attore della destra israeliana</strong>, alternativo all&#8217;attuale destra rappresentata soprattutto da Smotrich e Ben Gvir ma, al tempo stesso,<strong> garante di un&#8217;eventuale conferma di Benjamin Netanyahu quale premier</strong>. Ed è proprio su questa <strong>ambiguità</strong> che si regge il dilemma che sta attanagliando diversi membri del Likud, il partito del primo ministro uscente, in questi giorni: la discesa in campo di Winter rappresenta un elemento negativo per la destra israeliana oppure, al contrario, la possibilità di contare su una nuova formazione? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Ofer Winter e i fatti di Gaza del 2014 </h2>



<p>In primo luogo però, specialmente al di fuori di Israele, ci si sta chiedendo chi è Ofer Winter e come ha fatto a diventare in così poco tempo uno dei politici più discussi alla vigilia del voto di ottobre. Per le verità, il suo non è affatto un volto nuovo. Ma prima della discesa in politica e della fondazione di Amcha Yisrael, <strong>era associato soprattutto all&#8217;ambiente militare.</strong> Classe 1971, è diventato negli anni generale di brigata e nel 2014 ha ricoperto il ruolo di colonnello della <strong>Brigata Givati</strong>. Il suo nome è emerso a livello nazionale e non solo proprio in questa veste, quando nell&#8217;estate di quell&#8217;anno è stato impegnato con i suoi uomini della <strong>Battaglia di Rafah</strong> all&#8217;interno della Striscia di Gaza. Si tratta di una delle tante operazioni condotte contro Hamas, i luoghi sono gli stessi della guerra di oggi ma i tempi sono diversi. Il primo agosto 2014, a seguito della morte di due soldati israeliani dopo un&#8217;imboscata di Hamas tenuta proprio a Rafah, l&#8217;Idf ha deciso di scagliare una potente offensiva sulla città più meridionale della Striscia. <a href="https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/">Amnesty International ha parlato all&#8217;epoca di almeno 135 palestinesi uccisi nel giro di poche ore</a>, con comportamenti dell&#8217;esercito israeliano passibili anche di accuse di crimini di guerra. Essendo Winter tra i presenti quel giorno a Rafah, il suo nome è stato inserito tra i papabili responsabili degli eventi. </p>



<p>Le inchieste israeliane sono state chiuse nel 2018, con i giudici che hanno considerato le azioni dell&#8217;Idf congrue alle finalità militari e non figlie della volontà di vendetta contro la popolazione. Winter però, a proposito del suo comportamento durante i giorni della battaglia di Rafah, è rimasto famoso anche per un altro episodio. In particolare, <strong>ha esortato i suoi soldati a combattere scrivendo una lettera dai forti richiami biblici</strong>. In qualche modo, si è trattato di conferire alla battaglia un&#8217;aurea religiosa e in quel momento in Israele il fatto ha creato scalpore.<strong> Nel bene e nel male, Winter da allora è diventato popolare</strong>: c&#8217;è chi lo ha criticato per i toni della lettera, c&#8217;è chi invece ha visto positivamente il ricorso a riferimenti biblici. Nonostante la fama, la scalata ai vertici dell&#8217;Idf di Winter si è interrotta nel 2024: in quell&#8217;anno ha lasciato il servizio militare e, a distanza di due anni, il suo nome è tornato a circolare in piena campagna elettorale. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israeli Brigadier General Ofer Winter:<br><br>A decisive victory will happen when there are no more Arabs in Gaza. <a href="https://t.co/ztLw9FFuMM">pic.twitter.com/ztLw9FFuMM</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/1950161179940094207?ref_src=twsrc%5Etfw">July 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Croce o delizia per Netanyahu?</h2>



<p>Tornando alla domanda precedente, occorre capire in che modo Amcha Yisrael andrà ad influenzare l&#8217;esito del voto.<a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?"> Diversi media israeliani parlano delle perplessità di Netanyahu sull&#8217;opportunità di creare un nuovo partito di destra</a>. Il premier, in particolare, <strong>teme un&#8217;eccessiva frammentazione </strong>tra chi vuole votare una delle liste dell&#8217;arco più a destra del panorama politico. Quei dubbi però sono stati espressi quando l&#8217;andamento nei sondaggi della nuova formazione rappresentava un mistero. In effetti, se Winter dovesse rosicchiare voti alle liste di destra senza raggiungere la soglia di sbarramento del 3.25%, la coalizione pro Netanyahu si ritroverebbe con alcuni seggi in meno.<strong> Oggi però Amcha Yisrael è accreditato grossomodo del 4%</strong> e dovrebbe ottenere dei seggi nel futuro parlamento. In questo caso allora, la destra potrebbe contare su un nuovo alleato e Netanyahu potrebbe avere altri deputati in grado potenzialmente di sostenere la sua riconferma. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Sondage de 📺 i24 News : Le parti Yashar de Gadi Eizenkot devance le Likoud de Benjamin Netanyahu de 4 sièges. <a href="https://t.co/w1sPLuIsv0">pic.twitter.com/w1sPLuIsv0</a></p>&mdash; Beau Gosse Prétentieux_Backup (@BoGossPrebackup) <a href="https://x.com/BoGossPrebackup/status/2099645898359750822?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Il problema della frammentazione però rimane</strong>. Perché Winter tiene ancora oggi a sottolineare<strong> la propria autonomia dal Likud </strong>e la propria diversità dagli altri partiti considerati di destra. Il suo partito, esattamente come ad esempio a quelli di<strong> Itamar Ben Gvir</strong> e <strong>Bezalel Smotrich</strong>, sostiene il pugno duro a Gaza, così come la contrarietà alla nascita di uno Stato palestinese. C&#8217;è poi, sempre in continuità con i partiti di destra, un linguaggio e un tono messianico usato nella retorica e quella lettera dai contenuti biblici scritta a Gaza nel 2014 lo dimostra. Ci sono però anche <strong>alcune importanti differenze</strong> tra lui e i potenziali alleati. In primo luogo, <strong>Amcha Yisrael è favorevole alla leva obbligatoria anche per gli Haredim </strong>e quindi per le comunità ortodosse. In secondo luogo,<strong> Winter è sostenitore di un maggiore coinvolgimento della popolazione araba israeliana </strong>e il suo vice all&#8217;interno del partito è, non a caso, <strong>Yosef Haddad</strong>. Ossia uno dei più noti opinionisti arabo israeliani, con posizioni spesso orientate a destra. Al contrario, Ben Gvir e Smotrich sostengono fortemente il carattere unicamente ebraico dello Stato. </p>



<p>Infine, <strong>Winter aspira a fare del suo partito una formazione di respiro nazionale</strong> e non soltanto rappresentante di specifiche identità religiose e politiche. Differenze non da poco che, in sede di trattative per la formazione del nuovo governo, potrebbero dare a Netanyahu grane non da poco. Forse è proprio per questo che il premier continuerebbe a rimanere molto scettico sulle intenzioni di Amcha Yisrael. </p>



<p>Fonti: </p>



<p><a href="https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/">https://www.amnesty.it/litalia-dovrebbe-arrestare-lex-generale-israeliano-winter/</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907078?</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/new-poll-shows-opposition-bloc-getting-knesset-majority-if-new-right-wing-party-runs/?">https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/new-poll-shows-opposition-bloc-getting-knesset-majority-if-new-right-wing-party-runs/?</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-incognita-di-ofer-winter.html">Elezioni in Israele, l&#8217;incognita di Ofer Winter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529772</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chiunque vorrà formare un governo in Israele dopo le prossime elezioni dovrà tenere conto dei partiti arabi, accreditati dai sondaggi di almeno 12 seggi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html">Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260916160640240_288a84075d2bea6640523cc4aae6306c-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282">I sondaggi giorno dopo giorno sembrano dare vita a un autentico incubo</a>: non più di 55 parlamentari a testa in media per i blocchi pro e contro Netanyahu, a fronte dei 61 indispensabili per dare vita a una maggioranza. <strong>Uno stallo quindi difficilmente risolvibile e da cui appare quasi impossibile tirar fuori una coalizione di governo.</strong> C&#8217;è poi un altro dato che in queste settimane sta facendo sempre più scalpore: sempre secondo i sondaggi, tra il blocco di destra vicino al premier uscente e quello invece formato dalle opposizioni, <strong>si sta insinuando un terzo polo </strong>che potrebbe avere un peso rilevante nella prossima legislatura. Il riferimento è ai <strong>partiti arabo israeliani,</strong> accreditati complessivamente di almeno 12 seggi. Circostanza che, nelle prime elezioni post 7 ottobre, darà una <strong>profonda centralità alle liste arabe</strong> per la determinazione dei risultati elettorali e la formazione del prossimo esecutivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i partiti arabi da tenere in considerazione</h2>



<p>Occorre partire da una considerazione di natura sociale e storica: Israele ha al proprio interno, ossia nei confini internazionalmente riconosciuti del 1948 ed escludendo quindi Gaza e Cisgiordania, <strong>un 20% di popolazione di origine araba</strong>. Si tratta degli eredi di coloro che, dopo la prima guerra arabo-isareliana combattuta all&#8217;indomani della formazione dello Stato ebraico, hanno scelto di vivere all&#8217;interno di Israele prendendo anche la cittadinanza. E in quanto cittadini, gli arabi di Israele possono andare a votare e dare vita a formazioni politiche. La partecipazione politica araba fino agli anni Settanta è stata grossomodo limitata alla presenza di associazioni o anche singoli deputati all&#8217;interno di <strong>Mapai</strong>, il partito di Ben Gurion che ha governato Israele nei primi tre decenni di esistenza del Paese, antesignano del Partito Laburista. Nel corso degli anni poi, in Parlamento sono approdati veri e propri partiti arabi.</p>



<p><strong>Nel 2015 si è avuta la più importante affermazione delle formazioni arabe</strong>: confluiti in un unico listone, in quell&#8217;occasione i partiti arabofoni sono riusciti a piazzare 13 deputati alla Knesset, il Parlamento israeliano, ponendosi come terza forza politica in assoluto. Oggi la lista unica non esiste più o, almeno, al suo interno non convolano tutti i partiti di riferimento della popolazione arabo-israeliana. <a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154">Esiste Ra&#8217;am</a>, acronimo ebraico per l&#8217;appunto di <em>Lista Araba Unita</em>, ma oggi rappresentante soltanto dell<strong>&#8216;elettorato arabo vicino all&#8217;Islam politico</strong>. <a href="https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?">Guidato da Mansour Abbas</a>, il partito è noto per essere stato il primo gruppo parlamentare arabofono ad appoggiare apertamente un governo israeliano. Nel 2021 infatti, Ra&#8217;am ha aderito, pur senza nominare ministri, alla maggioranza parlamentare a sostegno del governo di<strong> Naftali Bennett</strong>.</p>



<p>Gli altri pezzi della lista unica del 2015 oggi fanno parte di una nuova &#8220;joint list&#8221;, con all&#8217;interno i partiti arabofoni di tradizione più laica. È il caso di <strong>Hadash</strong>, fondato nel 1977 dall&#8217;unione tra il Partito Comunista di Israele con altri movimenti di sinistra e che oggi al proprio interno raccoglie sia arabofoni che ebrei laici. Ci sono poi gli eredi del nazionalismo arabo di <em>Balad</em> e della sinistra secolare araba di <strong>Ta&#8217;al.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dicono i sondaggi</h2>



<p>Se da un lato sembra esserci discordia sulla distanza tra Netanyahu e i suoi oppositori, con alcune rilevazioni che danno in vantaggio l&#8217;attuale premier e altre invece che vedono in avanzata gli avversari, <strong>dall&#8217;altro non sembrano esserci dubbi sul peso che avranno i partiti arabi dentro la prossima Knesset</strong>. Buona parte degli istituti a cui i media israeliani hanno affidato i sondaggi, prevedono infatti l&#8217;ingresso di almeno 12 deputati arabi. Di questi, tra 7 e 8 apparterranno alla nuova joint list. Ra&#8217;am invece, dal canto suo, è accreditato di 4 o 5 parlamentari. Entrambe le liste quindi supereranno la soglia di sbarramento fissata al 3.25% e porteranno propri rappresentanti all&#8217;interno della Camera. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ca" dir="ltr">Knesset Seat Poll<br><br>🔴Yashar: 25<br>🔵Likud: 21 (+1)<br>🔴Together:14 (+1)<br>🔴Democrats: 9 (-1)<br>🔴Yisrael Beteinu: 9<br>🔵Otzma: 7 (-1)<br>🟢Hadash-Ta&#39;al-Balad: 7<br>🔵Shas: 7<br>🔵UTJ: 7<br>🟢Ra&#39;am: 5<br>🔵RZP-Zehut: 5<br>🔵Winter: 4 (+4)<br>🟣Reservists-Economic: 0 (-4)<br><br>+/- Sep. 8<br><br>via Lazar/Walla, Sep. 9 <a href="https://t.co/m6toPSisKy">pic.twitter.com/m6toPSisKy</a></p>&mdash; Israel Elects (@israel_elects) <a href="https://x.com/israel_elects/status/2097698532358541570?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Considerando come attualmente né l&#8217;uscente maggioranza e né l&#8217;opposizione avrebbero i numeri per governare,<strong>i partiti arabi avranno la funzione di vero e proprio ago della bilancia.</strong> I loro voti, comunque vada, saranno vitali per chiunque ha ambizione di varare e guidare il nuovo esecutivo. Niente è però scontato: le formazioni arabofone, pur essendo ovviamente molto lontane dai partiti messianici vicini al Likud di Netanyahu, non possono essere considerate organiche all&#8217;opposizione. Proprio perché l&#8217;unico precedente di sostegno a un governo risale soltanto al 2021. L&#8217;impressione è che sia da destra che da sinistra, nel dietro le quinte della Knesset un po&#8217; tutti saranno &#8220;costretti&#8221; a <strong>corteggiare i partiti arabi </strong>e a provare a scendere a patti con loro. Un elemento che, di per sé, non può che assumere un significato politico molto particolare. Specialmente considerando l&#8217;attuale situazione in Medio Oriente.</p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-907154</a></p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?">https://www.timesofisrael.com/abbas-says-raam-party-will-be-open-to-jewish-candidates-in-major-shift/amp/?</a></p>



<p><a href="https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282">https://www.jpost.com/israel-election-2026/article-908282</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-elezioni-in-israele-potrebbero-essere-decise-dai-partiti-arabi.html">Israele si avvicina alle elezioni e scopre che saranno decisivi i partiti arabi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spagna &#8211; Marocco, non solo Ceuta: ora si litiga per la finale dei mondiali 2030</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-la-disputa-e-anche-per-la-finale-dei-mondiali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 04:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mondiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529583</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Marocco rivendica la finale del mondiale 2030, quello che verrà organizzato assieme anche alla Spagna: nuova grana tra Madrid e Rabat </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-la-disputa-e-anche-per-la-finale-dei-mondiali.html">Spagna &#8211; Marocco, non solo Ceuta: ora si litiga per la finale dei mondiali 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914162109544_e5a73b9d3054202b1deb805dfb7053de-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Sepp Blatter,</strong> subito dopo il mondiale del 2002 organizzato congiuntamente da Corea del Sud e Giappone, lo aveva detto<em>: &#8220;Mai più affidare un mondiale a due Paesi contemporaneamente&#8221;.</em> Fino a quando è rimasto al timone della Fifa, prima di passare il testimone al suo connazionale <strong>Gianni Infantino</strong>, lo svizzero è stato di parola: per Blatter, distribuire un mondiale in due Paesi significava <strong>andare incontro a tensioni politiche e incomprensioni logistiche</strong>. Infantino sembrava aver recepito questo consiglio, fino a quando però ha allargato il mondiale a 48 squadre. Il torneo in tal modo non è affatto organizzabile da un solo Paese, nel 2026 per la prima volta si è avuta quindi la kermesse &#8220;spalmata&#8221; addirittura su un intero continente e ospitata da ben tre Paesi (Usa, Messico e Canada). <strong>Nel 2030 si replicherà seguendo la stessa impostazione</strong>, ma dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano: il mondiale sarà infatti organizzato da <strong>Spagna, Portogallo e Marocco</strong>, con un&#8217;introduzione in Sud America per omaggiare il centenario della prima competizione iridata. </p>



<p>I nodi politici sono già venuti al pettine: c&#8217;è infatti da decidere la <strong>sede della finale</strong>, la partita più prestigiosa e iconica della manifestazione e che da sola è in grado di orientare il &#8220;baricentro&#8221; dell&#8217;organizzazione. Nei giorni scorsi <strong>è nato un vero e proprio derby tra le due sponde delle Colonne d&#8217;Ercole</strong>: sia la Spagna che il Marocco rivendicano la finale e il braccio di ferro potrebbe tradursi anche in uno scontro politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole (smentite) del numero uno del calcio marocchino </h2>



<p>La querelle è partita ufficialmente lo scorso 10 settembre, quando in un&#8217;intervista <strong>Fouzi Lekjaa</strong> si è detto certo che la finale si giocherà nel costruendo <strong>stadio Hassan II a Casablanca</strong>. Quelle di Lekjaa non sono parole di second&#8217;ordine, né tanto meno da far passare in sordina: si tratta infatti del <strong>presidente della Federcalcio marocchina</strong>, il numero uno di quello che attualmente rappresenta il movimento più importante dell&#8217;intera Africa. Alla base delle sue dichiarazioni, ci sarebbe un via libera della Fifa accordato informalmente allo stesso Lekjaa e anche la convinzione di<strong> veder scelto lo stadio più grande del torneo del 2030 come sede della finale.</strong> L&#8217;Hassan II infatti, attualmente in costruzione, potrà ospitare oltre 115.000 posti a sedere e dunque la sua capienza sarà superiore a quella del Camp Nou di Barcellona e del <strong>Santiago Bernabeu di Madrid.</strong> Quest&#8217;ultimo è per la verità lo stadio a cui buona parte degli appassionati guarda quale vera sede della finale, avendo già ospitato quella del 1982 (vinta dall&#8217;Italia di Bearzot) ed avendo inoltre la nomina di vero e proprio tempio del calcio internazionale.</p>



<p>Proprio da Madrid, non a caso, le repliche non si sono fatte attendere: <em>&#8220;Non è ancora stata presa una decisione </em>&#8211; ha dichiarato il presidente della Federcalcio spagnola, <strong>Rafael Louzan</strong> &#8211; <em>non capiamo perché Lekjaa si sia lasciato andare in dichiarazioni del genere&#8221;</em>. La Spagna rivendica da diversi anni il ruolo principale nella macchina organizzativa del torneo. Secondo i vertici del calcio locale, il Paese è già ben attrezzato a livello strutturale e logistico, le sue città ospitano alcune delle squadre più blasonate al mondo e la propria tradizione calcistica è tra le più consolidate a livello internazionale. Infine, circostanza che a Madrid non mancano certo di sottolineare, <strong>la Spagna arriverà al mondiale del 2030 da campione in carica. </strong></p>



<p>In poche parole, la Federcalcio spagnola vuole giocare le sue carte e puntare su molti elementi per portare la finale al Bernabeu. Per il momento, Louzan non è il solo a smentire le parole del collega marocchino. Anche la <strong>Fifa</strong>, tramite alcuni funzionari sentiti da diverse testate iberiche, <a href="https://efe.com/deportes/2026-09-10/fifa-final-mundial-2030/">ha dichiarato l&#8217;assenza di ogni decisione definitiva</a>. Non solo, lo stesso governo marocchino sembra non aver molto gradito la fuga in avanti di Lekjaa: <a href="https://www.reuters.com/sports/soccer/morocco-pm-slams-federation-chief-over-2030-world-cup-final-boast-2026-09-11/">così come riportato dalla Reuters,</a> infatti, il premier del governo di Rabat, <strong>Aziz Akhannouch</strong>, ha criticato l&#8217;atteggiamento del numero uno della locale Federcalcio e ha assicurato che ogni decisione verrà presa di comune accordo con gli altri Paesi organizzatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo Ceuta, un&#8217;altra grana nei rapporti tra Rabat e Madrid </h2>



<p>Se il premier marocchino ha avvertito la necessità di gettare acqua sul fuoco, probabilmente, è perché né a Rabat e né a Madrid si vogliono ulteriori tensioni. A partire da fine luglio, i due Paesi sono già piuttosto esposti a livello diplomatico per via della <strong>crisi dei migranti di Ceuta</strong>. L&#8217;ingresso in massa di oltre 70.000 persone nell&#8217;exclave spagnola ha avviato una crisi umanitaria senza precedenti e ha ovviamente contribuito a surriscaldare i rapporti tra tra Spagna e Marocco. Rapporti che, a onor del vero, prima di luglio apparivano piuttosto solidi. <strong>E questo specialmente da quando Madrid ha dato ampio credito al piano marocchino per il Sahara Occidentale</strong>, circostanza che sembrava aver appianato per sempre i dissapori tra le due parti.</p>



<p>Forse è per questo che anche il governo spagnolo di<strong> Pedro Sanchez</strong> ha più volte discolpato le autorità marocchine dalla responsabilità per l&#8217;ondata migratoria, con il premier che da Madrid ha puntato il dito su altre vicende non connesse con il Marocco. Gli strascichi per gli eventi di fine luglio però ci sono ugualmente e appaiono comunque inevitabili. <strong>Vox</strong>, il partito dell&#8217;estrema destra spagnola, ha chiesto al premier Sanchez di cancellare ogni collaborazione per l&#8217;organizzazione del mondiale del 2030. Pressioni in tal senso sono arrivate da diverse associazioni e da alcuni amministratori locali di Ceuta e Melilla. Le parole del numero uno del calcio marocchino sulla finale, <strong>hanno quindi aperto un altro squarcio tra Spagna e Marocco</strong>. Squarcio che potrebbe portare la Fifa a gestire un derby tutto interno al comitato organizzatore del mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-marocco-la-disputa-e-anche-per-la-finale-dei-mondiali.html">Spagna &#8211; Marocco, non solo Ceuta: ora si litiga per la finale dei mondiali 2030</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 04:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529652</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Islamisti all'assalto in Mali, con il campo di battaglia spostato oramai sulle strade da cui passano i camion colmi di carburante</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html">Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mali" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/mali-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono gli attacchi diretti contro obiettivi militari, tra caserme e basi colpite, ma ci sono anche quelli volti a togliere il respiro alla già fragile economia: il <strong>Jnim</strong>, la cui sigla rimanda al più pericoloso gruppo islamista presente nel Mali, <strong>mira ad assediare Bamako e non soltanto a livello militare.</strong> La strategia è quella di stringere il cappio anche da un punto di vista economico, con gli islamisti che oramai da mesi prendono di mira cisterne e mezzi che riforniscono di carburante la capitale. L&#8217;offensiva contro la giunta militare di <strong>Assimi Goita</strong>, al potere dal golpe del 2021, è portata avanti quindi su più fronti e più direzioni. Alcuni episodi accaduti negli ultimi giorni potrebbero far presagire un ulteriore salto di qualità della guerriglia, mentre il governo deve guardarsi anche dalle attività a nord dei gruppi combattenti dei Tuareg. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli attacchi degli ultimi giorni </h2>



<p>Gli episodi più clamorosi, in grado di suscitare parecchia impressione in una popolazione già di per sé purtroppo abituata alla guerra, hanno riguardato gli assalti frontali del Jnim contro le caserme. <strong>Il 7 settembre</strong> scorso, in un&#8217;area della strategica regione di <strong>Mopti</strong>, un&#8217;imboscata ha ucciso almeno 11 persone. Tra le vittime, almeno 7 erano miliziani <strong>Dozo</strong>, uno dei gruppi alleati di Bamako in funzione anti islamista. Le altre 4 vittime facevano invece parte del contingente russo dell&#8217;<strong>Africa Corps</strong>, comprendente gli ex contractors della Wagner e assorbiti adesso dalle strutture del ministero della Difesa di Mosca. Tra Russia e Mali esiste infatti da diversi anni un accordo che prevede la presenza degli <strong>ex Wagner</strong> per dare manforte all&#8217;esercito locale. Al contrario, nei vari assalti del Jnim sempre più spesso si contano anche vittime con cittadinanza russa. Come accaduto il 10 settembre nell&#8217;episodio più grave che ha coinvolto le forze di Bamako negli ultimi mesi, quello cioè riguardante l&#8217;attacco dei miliziani islamisti contro la base militare di Dioura.</p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688">Qui a perdere la vita sono stati almeno 50 soldati maliani e 5 russi dell&#8217;Africa Corps</a>. Una strage di militari provocata da un assalto frontale e improvviso del Jnim contro il perimetro della base. Il bilancio non è stato reso ufficiale da Bamako, ma secondo l&#8217;<em>Afp</em> è quello più verosimile. C&#8217;è infatti chi parla anche di almeno 80 vittime, mentre fonti locali hanno riferito di decine di soldati presi come prigionieri. Video apparsi su X, hanno mostrato i combattenti jihadisti camminare all&#8217;interno della base per rivendicarne il possesso. Adesso la struttura sarebbe ritornata nelle mani dell&#8217;esercito, ma appare oramai distrutta e inutilizzabile. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr">Mali 🇲🇱<br><br>Une partie des dizaines de soldats maliens capturés lors de l&#39;attaque de la caserne de Dioura par le JNIM, le 10 septembre 2026.<br><br>Selon des sources locales, le nombre de prisonniers pourrait atteindre 70 soldats. Ces mêmes sources avancent également le bilan de 130… <a href="https://t.co/uT2zN1Ve31">https://t.co/uT2zN1Ve31</a> <a href="https://t.co/Ac3sNxY2jR">pic.twitter.com/Ac3sNxY2jR</a></p>&mdash; Sahel Alerte (@SahelAlerte) <a href="https://x.com/SahelAlerte/status/2099482844061942139?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La morsa economica</h2>



<p>Dioura non è stata ripresa dai maliani e dai russi grazie a una controffensiva. Al contrario, sono stati i combattenti islamisti a lasciare l&#8217;area. Circostanza che potrebbe apparire come un paradosso, ma che in realtà svela semplicemente quella che è la tattica jihadista applicata in Mali. <strong>Il Jnim, in particolare, non punta a un controllo del territorio</strong> sulla falsariga di quanto attuato dallo Stato Islamico tra Siria e Iraq lo scorso decennio. L&#8217;obiettivo cardine è quello di <strong>attuare attacchi contro obiettivi strategici</strong>, per poi ritirarsi nelle proprie roccaforte. Un modo per <strong>costringere l&#8217;esercito a disperdere le proprie forze </strong>in un&#8217;area territoriale molto vasta, non dare ai militari punti di riferimento ed evitare di dover impiegare centinaia di uomini solo per il controllo di strade e vie di comunicazione. C&#8217;è quindi, di fondo, <strong>la volontà di erodere le forze maliane</strong> progressivamente e mettere sotto <strong>costante pressione </strong>la giunta di Goita.</p>



<p>La stessa modalità di attacchi, come detto in precedenza, non la si vede solo in ambito militare. Al pari di come gli islamisti vogliono erodere progressivamente lo Stato maliano, <strong>allo stesso modo il loro obiettivo è anche quello di piegarne l&#8217;economia.</strong> Per cui, oltre che contro basi e caserme i miliziani rivolgono la propria furia anche contro cisterne e camion carichi di petrolio. Dalle loro basi situate in campi remoti delle regioni centrali e occidentali del Paese, i combattenti del Jnim da oltre un anno assediano le <strong>principali vie di comunicazione provenienti dal Senegal e dalla Costa d&#8217;Avorio</strong>. Da dove cioè scorrono i litri di carburante destinati ad alimentare Bamako.<a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability"> Secondo il sito <em>Janes.com</em></a>, tra il 13 e il 14 settembre i terroristi sarebbero riusciti a dare alle fiamme qualcosa come 20 autocisterne entrate dal Senegal. Il governo ha minimizzato l&#8217;accaduto, <a href="https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama">rivendicando di essere riuscito a far arrivare nella capitale almeno 900 autocisterne scortate dall&#8217;esercito</a>. Elemento quest&#8217;ultimo che però, paradossalmente, dà alla popolazione un maggiore senso di insicurezza. Perché, di fatto, oramai tutti a Bamako sanno che la propria sopravvivenza dipende unicamente da quanti camion riescono a sfuggire agli agguati degli islamisti. Circostanza che rafforza la retorica del Jnim e diminuisce la popolarità di Goita.   </p>



<p></p>



<p>Fonti:</p>



<p><a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability">https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-and-national-security-analysis/jnim-attacks-on-fuel-tanker-convoys-in-western-mali-underline-broader-risks-to-government-and-social-stability</a></p>



<p><a href="https://www.swissinfo.ch/ita/mali%3A-50-soldati-e-5-mercenari-russi-uccisi-in-un-attacco-jihadista/92054672?utm_source=chatgpt.com">https://www.swissinfo.ch/ita/mali%3A-50-soldati-e-5-mercenari-russi-uccisi-in-un-attacco-jihadista/92054672</a></p>



<p><a href="https://www.dakaractu.com/Mali-des-dizaines-de-soldats-tues-dans-l-attaque-du-camp-de-Dioura-par-les-jihadistes-du-Jnim_a275916.html">https://www.dakaractu.com/Mali-des-dizaines-de-soldats-tues-dans-l-attaque-du-camp-de-Dioura-par-les-jihadistes-du-Jnim_a275916.html</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/5/what-to-know-about-the-renewed-coordinated-attacks-across-mali">https://www.aljazeera.com/news/2026/7/5/what-to-know-about-the-renewed-coordinated-attacks-across-mali</a></p>



<p><a href="https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama">https://www.fama.ml/bamako-arrivee-de-plus-de-900-camions-citernes-sous-escorte-des-fama</a></p>



<p><a href="https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688">https://www.arabnews.com/world/mali-attack-last-week-killed-dozens-of-soldiers-5-russian-mercenaries-3001688</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mali-islamisti-allattacco-incursioni-contro-le-basi-e-guerra-delle-cisterne.html">Mali, islamisti all&#8217;attacco: incursioni contro le basi e &#8220;guerra delle cisterne&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Niger: dopo il tentato golpe, cresce l&#8217;influenza di Russia e Algeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-cambia-il-niger-dopo-il-tentato-golpe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 10:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=529230</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 29 agosto alcuni militari hanno provato a defenestrare l'attuale giunta militare guidata da Abdourahamane Tchiani</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-cambia-il-niger-dopo-il-tentato-golpe.html">Niger: dopo il tentato golpe, cresce l&#8217;influenza di Russia e Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160309781_1f8ce0f36e9d340f588a8334525fa66a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione a Niamey adesso appare calma: <em>&#8220;La gente è tornata a lavoro anche in aeroporto&#8221;</em>, riferisce ai nostri microfoni un funzionario diplomatico presente in questi giorni in Niger. Raggiungere lo scalo fino a pochi giorni fa risultava difficile. Tra il centro della capitale nigerina e il terminal, <strong>per almeno una settimana hanno fatto mostra di sé posti di blocco e check point dell&#8217;esercito. </strong>O, almeno, di quella parte dell&#8217;esercito rimasta fedele al governo della giunta militare guidata da <strong>Abdourahamane Tchiani</strong>. Ossia <a href="https://it.insideover.com/politica/colpo-di-stato-in-niger-deposto-il-presidente-i-militari-prendono-il-potere.html">il leader golpista che nel 2023 ha defenestrato il predecessore Mohamed Bazoum</a> e ha piazzato il Niger dentro l&#8217;Aes, <strong>l&#8217;Alleanza degli Stati del Sahel</strong> guidati da altre giunte militari in funzione anti francese. </p>



<p>Il Paese, in poche parole, <strong>fa compagnia al Mali e al Burkina Faso</strong> tra gli attori regionali che hanno deciso di lasciare l&#8217;Ecowas e le altre organizzazioni considerate vicino alle ex potenze coloniali. Ma, per l&#8217;appunto, <strong>il generale golpista ha rischiato di subire a sua volta un altro golpe. </strong>Diversi membri dell&#8217;esercito lo scorso 29 agosto hanno assaltato palazzo presidenziale e aeroporto e sono stati sul punto di prendere il potere. Tutto è rientrato, ma anche se il governo è rimasto lo stesso il Paese potrebbe aver subito non poche modifiche nei suoi equilibri interni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tchiani parla di &#8220;ammutinamento&#8221; </h2>



<p>Gli scontri sono stati piuttosto duri e a confermarlo è anche il funzionario sentito da InsideOver e rimasto bloccato per alcuni giorni in città: <em>&#8220;L&#8217;impressione è che sia stata battaglia vera</em> &#8211; ha riferito al telefono &#8211; <em>perché sono stati ben udibili i colpi di artiglieria pesante e tutto è andato avanti per diverse ore&#8221;.</em> In quei momenti, <strong>l&#8217;allerta ha riguardato anche l&#8217;esercito italiano</strong>: da non dimenticare infatti che il nostro Paese è l&#8217;unico europeo con cui la giunta di Tchiani ha voluto mantenere stretti rapporti, con il nostro contingente rimasto all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto di Niamey con il compito di addestrare le truppe locali. Soltanto nel pomeriggio del 29 agosto si è avuta la certezza che l&#8217;attuale governo militare è riuscito a sventare la minaccia: <em>&#8220;Tutto è ritornato alla calma</em> &#8211; conferma il funzionario &#8211; <em>anche se per diversi giorni l&#8217;aeroporto è rimasto chiuso, per molti cittadini raggiungere le postazioni di lavoro al suo interno è risultato impossibile&#8221;. </em>Il perché è presto detto: attorno Niamey sono stati istituiti posti di blocco e controlli, mentre diverse attività per sicurezza sono rimaste chiuse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-529254" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910160249188_a9ac005438311bfcfe35e8672d0829f9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Militare italiano all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto di Niamey</figcaption></figure>



<p>La tensione si è allentata definitivamente soltanto nella seconda settimana di settembre, quando la capitale e le aree circostanti sono tornate nella loro normalità. <strong>C&#8217;è un dettaglio non secondario da osservare</strong>: a Niamey e in altre località strategiche, non si sta avendo sentore di operazioni speciali o blitz volti ad arrestare i golpisti. Si ha notizia di decine di fermi ma solo attraverso i social e solo informalmente. Del resto, lo stesso Tchiani non ha parlato di golpe. Nel comunicato ufficiale con cui la giunta militare ha commentato gli eventi, si è da un lato ammessa l&#8217;esistenza di combattimenti <strong>ma dall&#8217;altro si è parlato più semplicemente di &#8220;ammutinamento&#8221;</strong> da parte di alcune fazioni dell&#8217;esercito e non di tentativi di colpi di Stato. Certo, sotto il profilo della retorica è interesse anche di Tchiani non far percepire all&#8217;esterno una possibile instabilità interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intervento di Russia e Algeria</h2>



<p>Difficile per il momento sapere dove finisca la retorica di Tchiani e dove inizi invece la realtà. Possibile cioè che in effetti l&#8217;esercito nigerino si sia ricomposto, ma è altrettanto vero che non è possibile escludere del tutto il contrario. Intanto, a proposito di retorica, a Niamey si parla di &#8220;<strong>intromissioni francesi</strong>&#8220;. Così come accade per ogni tumulto contro le giunte militari del Sahel, capi di Stato e generali tendono a dare la colpa soprattutto alla Francia e a non meglio precisate forze vicine alla Nato. Ci sono comunque alcuni elementi certi da cui ripartire per esaminare la dinamica dei fatti: <strong>la giunta militare nigerina è sopravvissuta anche (se non soprattutto) per interventi esterni</strong>. A partire da quella della <strong>Russia</strong>, presente nel Paese con gli <strong>Afrika Corps</strong>. Si tratta degli ex della Wagner adesso integrati definitivamente nelle strutture del ministero della Difesa di Mosca. Da giorni sui social gira la foto di un blindato russo posizionato in una delle piazze centrali di Niamey, per molti rappresenta la conferma dell&#8217;intervento dell&#8217;Afrika Corps a difesa di Tchiani. Le forze di Mosca, in particolare, sarebbero andate in soccorso del governo nigerino nella notte tra il 28 e il 29 agosto, in una fase dove le sorti della giunta militare sembravano oramai segnate. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Russia’s Africa Corps may have provided the firepower that helped quash a coup attempt in Niger, but the arrival of four Algerian fighter jets in Niamey hailed a different kind of coup — Algeria’s return to regional power.<a href="https://t.co/YimidsQjYu">https://t.co/YimidsQjYu</a></p>&mdash; New Lines Magazine (@newlinesmag) <a href="https://x.com/newlinesmag/status/2097007190615662981?ref_src=twsrc%5Etfw">September 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>C&#8217;è poi l&#8217;<strong>Algeria</strong>, il cui governo non ha nascosto e ha anzi ostentato la propria presenza in territorio nigerino. Funzionari algerini in divisa hanno pubblicato le foto con i loro omologhi di Niamey all&#8217;interno dello scalo aeroportuale, mentre nel frattempo hanno fatto bella mostra di sé almeno quattro aerei algerini spediti nel cuore del Sahel. Aerei che, secondo fonti non confermate, giravano attorno Niamey anche nelle ore del tentato golpe. </p>



<p><strong>Il &#8220;day after&#8221; per il Niger è quindi denso di novità</strong>, nonostante gli attuali uomini di potere siano rimasti al proprio posto. La fisionomia della politica estera del Paese africano è destinata a tenere conto degli eventi e, soprattutto, degli attori che hanno aiutato Tchiani. Mosca e Algeri potrebbero quindi ora recitare una parte ancora più importante e influenzare da vicino le politiche di Niamey. Per la Russia si tratta di un ulteriore tassello della propria politica africana, per l&#8217;Algeria vuol dire provare ad espandere la propria influenza nella regione in funzione anti marocchina e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-cambia-il-niger-dopo-il-tentato-golpe.html">Niger: dopo il tentato golpe, cresce l&#8217;influenza di Russia e Algeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yemen, tra esercito e Houthi è di nuovo guerra aperta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/scontro-aperto-tra-esercito-yemenita-e-miliziani-houthi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528940</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1242" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ricostituito esercito dello Yemen ha attaccato le postazioni Houthi nel nord del Paese: la guerra torna così ad essere ad alta intensità</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontro-aperto-tra-esercito-yemenita-e-miliziani-houthi.html">Yemen, tra esercito e Houthi è di nuovo guerra aperta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1242" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-1024x662.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-1536x994.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_2026090815590576_a2ef18bd3ef3cad6a3b8d83e194584d6-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nello Yemen si torna a sparare. Non che, ad onor del vero, la guerra nel Paese fosse sparita. Anzi, non solo negli ultimi 18 mesi almeno parte del territorio ha assistito a passaggi di mano tra una forza e l&#8217;altra, ma il caos generale in Medio Oriente ha ulteriormente trascinato lo Yemen nel vortice del conflitto. Del resto, la capitale Sana&#8217;a dal 2014 è in mano alle milizie sciite filo iraniane rispondenti al partito <strong>Ansarullah</strong>, meglio noto con il nome della sua famiglia fondatrice, gli <strong>Houthi</strong>. Questi ultimi hanno rappresentato lo spauracchio più importante per Israele, così come per molti Paesi della regione per via del loro potenziale controllo dello strategico Stretto di <strong>Bab El Mandeb</strong>. Da qui i raid e le operazioni militari mirate contro il gruppo. </p>



<p>Tuttavia, la guerra di recente è passata soprattutto dal cielo. Sul terreno, al contrario, <strong>soltanto adesso le linee del fronte sembrano ricominciare a muoversi</strong>. Nelle aree settentrionali, le forze governative stanno attuando operazioni su vasta scala proprio contro gli Houthi e hanno preso il controllo assieme ad alcuni alleati locali tribali di postazioni dei miliziani sciiti.<a href="https://www.agenzianova.com/a/6a9e5f74255c18.86519272/7746238/2026-09-04/yemen-escalation-militare-tra-forze-di-aden-e-houthi-almeno-80-morti">Scontri sono in corso anche nelle strategiche province di <strong>Hodeidah</strong> e <strong>Taiz</strong>.</a> Gli Houthi sembrano per adesso contrattaccare soltanto dal cielo, con il lancio di una serie di missili verso il Sud dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. Verso il Paese cioè che più di tutti sostiene l&#8217;esercito yemenita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricostituzione di un esercito yemenita</h2>



<p>Le cronache delle ultime ore appaiono confuse, ma concordano su un punto: in diverse aree dello Yemen, le forze regolari sono impegnate in battaglie molto dure. <strong>E questa, di per sé, è già una notizia</strong>. Nel 2014, anno della più importante offensiva degli Houthi che ha portato i miliziani sciiti filo iraniani a Sana&#8217;a, l&#8217;esercito si è come liquefatto. A pesare è stato lo scarso equipaggiamento, ma anche la poca motivazione dei militari che pativano, al pari del resto della popolazione, situazioni economiche molto gravi. Inoltre, dentro le forze regolari si è assistito a una spaccatura piuttosto inattesa: <strong>l&#8217;ex presidente Saleh</strong>, detronizzato nel 2011 dopo oltre 30 anni di potere, ha appoggiato gli Houthi e ha messo a loro disposizione la <strong>Guardia Presidenziale.</strong> Ossia le forze d&#8217;élite dell&#8217;esercito, nonché quelle meglio equipaggiate e addestrate. Le forze armate yemenite a quel punto non sono più state in grado di riprendere il territorio andato in mano agli Houthi, questo nonostante l&#8217;intervento a loro favore della coalizione a guida saudita. Dal 2022 in poi inoltre, i governativi hanno iniziato a perdere terreno anche a Sud per via dell&#8217;avanzata dei <strong>locali gruppi separatisti appoggiati dagli Emirati Arabi Uniti. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Aljawf?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Aljawf</a><br>The armed forces succeed in establishing control over Al-Yatmah area in Khab wa  Sha&#39;af District, amid ongoing field advancements</p>&mdash; Yemen Army Media (@Yemenarmyeng) <a href="https://x.com/Yemenarmyeng/status/2097321028481392987?ref_src=twsrc%5Etfw">September 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Nello scorso mese di gennaio è arrivata però la svolta</strong>. I Saud hanno deciso di tornare a intervenire nello Yemen, questa volta non con i fallimentari raid andati avanti dal 2015 al 2023 ma con un supporto diretto all&#8217;esercito. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-emiratina-nello-yemen-preoccupa-haftar.html">I militari hanno così ripreso tutto il territorio caduto in mano ai separatisti del Sud </a>e, in seguito, hanno iniziato i preparativi per attaccare gli Houthi. L&#8217;aiuto di Riad è stato fondamentale per rimettere in sesto un esercito oramai dato per inesistente fino a pochi mesi fa. Dal territorio saudita sono arrivati armi, attrezzature, soldi ma anche personale chiamato ad addestrare le forze locali. <strong>A questo, occorre aggiungere il peso delle alleanze tribali stipulate dai governativi.</strong> Nella società yemenita, le tribù hanno una funzione sociale e politica molto importante e il loro appoggio è vitale per chiunque voglia governare il Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tutto per tutto degli Houthi </h2>



<p>Occorre specificare che, nonostante i proclami e nonostante una propaganda del governo locale che sembra attribuire all&#8217;esercito avanzate già decisive, <strong>i guadagni territoriali delle forze regolari contro gli Houthi per il momento appaiono limitati</strong>. Il punto però è che l&#8217;esercito non prendeva l&#8217;iniziativa sul terreno da molti anni e i primi movimenti registrati potrebbero rappresentare, ad oggi, il preludio ad azioni militari ancora più vaste. Le province più coinvolte nei combattimenti sono quelle di <strong>Al Jawf</strong>, <strong>Taiz</strong> ed <strong>Hodeidah</strong>. Qui gli scontri sono molto duri, almeno 300 persone avrebbero perso la vita tra militari, miliziani e civili. Il bilancio potrebbe tuttavia essere ancora più pesante. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Yemen?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Yemen</a> / <a href="https://x.com/hashtag/SaudiArabia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#SaudiArabia</a> 🇾🇪🇸🇦: Ansar Allah (<a href="https://x.com/hashtag/Houthis?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Houthis</a>) reportedly recaptured the Al-Yatmah from Saudi-backed PLC Forces in Al-Jawf Governorate.<br><br>Ansar Allah fighters seemingly seized a pickup truck armed with an NSV-12.7 heavy machine gun from the PLC Forces as well. <a href="https://t.co/KD1h119925">pic.twitter.com/KD1h119925</a></p>&mdash; War Noir (@war_noir) <a href="https://x.com/war_noir/status/2097307230907338963?ref_src=twsrc%5Etfw">September 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dal canto loro, <strong>gli Houthi stanno provando la carta dell&#8217;attacco diretto al principale nemico</strong>. Ossia, nella fattispecie, l&#8217;Arabia Saudita. Nelle ultime ore, i combattenti sciiti hanno infatti lanciato diversi ordigni tra missili e droni contro le aree meridionali e di confine del territorio saudita. Riad ha parlato la presenza di 73 feriti a causa delle esplosioni, confermando così l&#8217;esistenza di danni materiali legati alla controffensiva Houthi. Adesso gli occhi sono puntati proprio lungo il confine tra Yemen ed Arabia Saudita: i miliziani sciiti infatti, per provare a fermare l&#8217;offensiva governativa, potrebbero provare il tutto per tutto. Tra le opzioni, potrebbe esserci la chiusura dello Stretto di Bab El Mandeb come forma di ritorsione verso i Saud e di pressione verso gli alleati di Riad. Circostanza che preoccupa e non poco e che potrebbe portare il conflitto ad avere una dimensione regionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/scontro-aperto-tra-esercito-yemenita-e-miliziani-houthi.html">Yemen, tra esercito e Houthi è di nuovo guerra aperta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel Golfo la guerra è oramai soprattutto economica</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/nel-golfo-la-guerra-e-oramai-soprattutto-economica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 08:46:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528068</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cosa aspettarsi dopo gli ultimi raid statunitensi e la risposta iraniana: sia Washington che Teheran usano le armi ma guardano all'economia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/nel-golfo-la-guerra-e-oramai-soprattutto-economica.html">Nel Golfo la guerra è oramai soprattutto economica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831195356578_bb6799505993f9ffc3d309f5256f38f1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa hanno bombardato domenica sera l&#8217;isola di <strong>Larak</strong> e, in risposta, gli iraniani hanno puntato il mirino contro le basi di Washington in <strong>Giordania</strong> e negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>. È quindi iniziata una nuova fase della guerra tra Iran e Usa? Difficile per il momento a dirlo. Anche perché il vero centro del conflitto sembra essere legato all&#8217;economia. Se da un lato Teheran vuole colpire l&#8217;economia internazionale chiudendo lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, consapevole di recare così un grosso danno anche elettorale a Donald Trump, dall&#8217;altro gli Usa vogliono provare a dare la spallata finale all&#8217;economia iraniana.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iranian forces attacked King Hussein and Muwaffaq Salti Air Bases in Jordan tonight in response to the US strike on Larak Island. <br><br>A US source told Fox that &quot;nearly all&quot; incoming ballistic missiles were intercepted, with no significant impacts. <a href="https://t.co/TtpFx1O9vm">pic.twitter.com/TtpFx1O9vm</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://x.com/Osinttechnical/status/2094201760428519487?ref_src=twsrc%5Etfw">August 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gli Usa sperano di costringere alla resa economica un Paese i cui vertici però, escludendo i moderati più inclini a seguire la via del presidente Masoud Pezeshkian, danno maggior rilevanza alla resilienza militare rispetto a quella economica. L&#8217;Iran dal canto suo spera di tirare a lungo la situazione inerente lo Stretto di Hormuz, contro cui però in tanti sono riusciti a trovare delle prime parziali contromisure. Il rischio è quello di arrivare, esattamente per come accaduto sul fronte militare, a uno stallo. E quindi a un prolungamento a tempo indeterminato della guerra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/nel-golfo-la-guerra-e-oramai-soprattutto-economica.html">Nel Golfo la guerra è oramai soprattutto economica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il generale Mladic e la Stella Rossa: l&#8217;intreccio tra nazionalismo e ultras nei Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/l-intreccio-tra-le-nazionalismo-e-ultras-nei-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 04:46:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528026</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La morte di Ratko Mladic ha messo nuovamente in evidenza lo stretto legame tra il tifo organizzato e i gruppi nazionalisti nei Balcani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/l-intreccio-tra-le-nazionalismo-e-ultras-nei-balcani.html">Il generale Mladic e la Stella Rossa: l&#8217;intreccio tra nazionalismo e ultras nei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-1536x1019.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260831160106419_5bc54b3399f655e6ca07ed3db56cd645-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come prevedibile, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-ratko-mladic-il-macellaio-di-bosnia.html">la morte di Ratko Mladic </a>ha spaccato l&#8217;opinione pubblica serba. Da una parte coloro che, leggendo anche le sentenze della Corte Penale Internazionale, considerano l&#8217;ex generale della repubblica serba di Bosnia come un militare spietato e senza scrupoli. Dall&#8217;altra, però, c&#8217;è chi lo vede ancora oggi come vero e proprio eroe e difensore dell&#8217;identità serba. Il governo, dal canto suo, non sembra avere dubbi da che parte stare: <strong>Belgrado ha infatti annunciato funerali solenni</strong> per il cosiddetto &#8220;macellaio di Sebrenica&#8221;. A spiccare è stata anche la presa di posizione di una categoria in Serbia molto importante, sia a livello sociale che politico, quella degli ultras. Nel giorno della morte di Mladic, la squadra della <strong>Stella Rossa di Belgrado</strong> è stata impegnata in Cechia contro il Viktoria Plzen per i preliminari di Europa League. <strong>Qui i tifosi hanno intonato cori in onore del generale serbo </strong>e la stessa società sui social ha tributato un saluto &#8220;solenne&#8221;. Un episodio che dimostra come in Serbia, ma non solo, vige uno stretto rapporto tra le curve e le frange più estreme della politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli episodi in Serbia</h2>



<p>Il caso legato a Mladic è soltanto l&#8217;ultimo di una lunga serie. Se si parla di tifosi serbi, la mente non può non andare alla <strong>sera del 12 ottobre 2010</strong>. In quell&#8217;occasione, durante la gara ospitata al Ferraris di Genova tra la nostra nazionale e quella serba, i tifosi ospiti hanno lanciato bombe carta e fumogeni. Protagonista in quell&#8217;occasione è stato soprattutto il tifoso Ivan, soprannominato poi &#8220;<strong>Ivan il terribile</strong>&#8220;, il quale con il volto travisato da un passamontagna e armato di fumogeni ha di fatto guidato l&#8217;intera curva serba durante i disordini. Pochi giorni prima dei fatti di Genova, a Belgrado gli stessi tifosi sono stati protagonisti dei violenti scontri inscenati durante il <strong>gay pride organizzato nella capitale serba</strong>. In quell&#8217;occasione, gli ultras hanno agito da vero e proprio braccio armato dei movimenti più oltranzisti e nazionalisti e non si è certo trattato di un primo precedente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="586" height="421" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-23.11.55-1.jpeg" alt="" class="wp-image-528037" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-23.11.55-1.jpeg 586w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-23.11.55-1-300x216.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il tributo su X della Stella Rossa al generale Mladic, con la raffigurazione degli striscioni portati dai tifosi in Cechia</em></figcaption></figure>



<p>I gruppi del tifo organizzato più noti sono quelli della <strong>Stella Rossa</strong>, la squadra più iconica del calcio serbo per via della vittoria della Coppa dei Campioni del 1991, così come dell&#8217;altra grande di Belgrado: il <strong>Partizan</strong>. Una rivalità, la loro, tra le più accese d&#8217;Europa e non solo. <strong>Tutto nasce dagli anni della ex Jugoslavia</strong>: la Stella Rossa in quel periodo era la squadra più &#8220;serba&#8221; della capitale, il Partizan invece ha sempre puntato su una dimensione jugoslava raccogliendo talenti da tutto il Paese. Quest&#8217;ultimo aspetto non deve trarre in inganno: anche la tifoseria bianconera ha caratteri nazionalisti. <strong>Vale nel calcio, così come nel basket</strong>: per anni, non a caso, presidente onorario della sezione cestistica del Partizan è stato l&#8217;ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia, il nazionalista <strong>Milorad Dodik</strong>.</p>



<p><strong>Calcio e basket sono i due fronti in cui le due tifoserie si fronteggiano e, al tempo stesso, dove continuano ad avere grazie alle loro azioni un importante peso politico</strong>. Non si tratta soltanto di scontri con la polizia o cori inneggianti ai criminali di guerra degli anni Novanta. Al contrario, è <strong>una fitta rete dove si intrecciano nazionalismo e protezione politica</strong>. Anche perché la retorica nazionalista durante la fase di dissoluzione della Jugoslavia, ha fatto proseliti negli stadi e da allora molti gruppi continuano ad avere una forte presa su alcuni ambienti della società serba. Non occorre a tal proposito dimenticare che tra gli ultras, specie tra quelli più anziani, <strong>non mancano reduci delle guerre di oltre 30 anni fa.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Riots Erupt at Serbia Gay Pride Parade" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/IBoCNKrG96A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_IBoCNKrG96A");</script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un problema che riguarda tutti i Balcani</h2>



<p>Sarebbe però sbagliato considerare come esclusivamente serbo il problema degli ultras estremisti. In tutti i Balcani, dalla Croazia alla Macedonia del Nord, passando per la stessa Bosnia e anche per la Bulgaria (seppur con una genesi diversa in quest&#8217;ultimo caso), il copione è lo stesso: <strong>le curve sono espressione delle frange più nazionaliste delle società</strong>. Un fenomeno che ha a che fare con <strong>l&#8217;eredità delle guerre balcaniche di fine secolo</strong>: oggi quei conflitti rappresentano ancora ferite aperte <strong>e i più oltranzisti vedono negli stadi e nei palasport il terreno fertile per dare fondo al proprio senso di rivalsa. </strong></p>



<p>Questo perché il calcio e il basket hanno <strong>una rilevanza sociale notevole in tutta l&#8217;area dell&#8217;ex Jugoslavia</strong>. Lo si nota ad esempio andando allo <strong>stadio Maksimir di Zagabria</strong>, lì dove è esposta una targa in memoria degli scontri del 13 maggio 1990 durante l<strong>a partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa</strong>. Per molti croati, è proprio quell&#8217;episodio ad aver dato vita alle istanze indipendentiste e ad aver aperto la stagione delle rivendicazioni contro Belgrado.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Maksimir chaos: dramatic version" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Fy_5TVXNWdc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Fy_5TVXNWdc");</script>
</div></figure>



<p>Da qui si può comprendere come <strong>il nazionalismo di oggi negli stadi sia erede di quello sviluppatosi negli anni Ottanta e Novanta</strong>, quando la Jugoslavia è entrata nella spirale della violenza che porterà alla sua tragica dissoluzione. Nelle curve si è iniziato a esprimere il proprio scontento e da lì sono partiti i cori di odio e rivalsa verso le fazioni opposte. <strong>Dagli stadi e dai palasport, in tanti sono poi passati alle trincee e ai combattimenti all&#8217;interno dei vari gruppi paramilitari</strong>. Una volta finita la guerra, molti di quei gruppi non si sono dissolti realmente ma hanno continuato ad operare nelle curve. Oggi, grazie anche per l&#8217;appunto a un sentimento nazionalista mai domo dentro le società balcaniche, quelle fazioni sono ancora forti. Tanto che la politica, di ogni colore, non solo fa fatica a smantellarli ma <strong>sembra quasi non volersene disfare</strong>. Avere ultras armati e pronti agli scontri anche fuori dagli stadi, potrebbe far comodo specialmente in una fase in cui non tutte le questioni tra i Paesi balcanici sono rientrate. Le curve quindi rischiano di rappresentare il bacino principale del nazionalismo nella regione per ancora molto tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/l-intreccio-tra-le-nazionalismo-e-ultras-nei-balcani.html">Il generale Mladic e la Stella Rossa: l&#8217;intreccio tra nazionalismo e ultras nei Balcani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 64/495 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-26 11:02:22 by W3 Total Cache
-->