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	<title>Giovanni Pigni Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 30 Apr 2022 13:54:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giovanni Pigni Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Viaggio nel sottobosco nazionalista della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/viaggio-nel-sottobosco-nazionalista-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 05:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pigni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni-.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--2048x1151.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Il-club-patriottico-militare-Rusich-affiliato-all_omonimo-gruppo-paramilitare-Autore_-Giovanni-Pigni--334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
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<p>Il movimento nazionalista russo ebbe un ruolo centrale nella rivolta che nel 2014 portò alla nascita delle repubbliche separatiste del Donbass. Con il tacito benestare del Cremlino, migliaia di cittadini russi si unirono alla lotta armata contro le forze governative di Kiev. Quando la fase calda della guerra terminò nel Febbraio 2015 con gli <strong>accordi di Minsk</strong>, la maggior parte dei volontari fece ritorno in Russia. Negli anni successivi, la crisi ucraina passò in secondo piano nell’agenda di Mosca e molti nazionalisti si sentirono traditi: Putin aveva lasciato il Donbass in un limbo. Questo fino all’annuncio dell&#8217; &#8220;operazione militare speciale&#8221;.</p>
<h2>Il momento tanto atteso</h2>
<p>“Per otto anni abbiamo predetto che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, e finalmente ci siamo”, esclama il nazionalista russo Aleksandr Ljubimov. Ljubimov è il direttore del Centro di Coordinazione per l’Aiuto alla Novorossiya, un’organizzazione che ha come missione aiutare &#8220;tutti coloro che combattono contro l’Ucraina”. Nel 2014, Ljubimov offriva supporto logistico ai <strong>combattenti volontari</strong> diretti nel Donbas. Ora la sua organizzazione si occupa di raccogliere fondi, acquistare e inviare equipaggiamento militare alle milizie filo-russe impegnate al fronte. “Noi non rappresentiamo lo Stato russo, ma la volontà della società civile”, spiega Ljubimov.</p>
<p>Il movimento nazionalista russo è molto variegato: ci sono i monarchisti ortodossi, nostalgici dell’Impero Russo. C’è il gruppo paramilitare di estrema destra Rusich, che sfoggia simbologia neo-nazista. Ci sono poi i nazionalbolscevichi, seguaci del defunto Eduard Limonov. E molti altri. Nonostante le diversità ideologiche, questi gruppi condividono un tratto comune: l&#8217;ostilità verso lo Stato ucraino, considerato un’aberrazione della Storia, un costrutto creato dall’Occidente in funzione anti-russa e colpevole di crimini contro la gente del Donbass. “L’esperimento che portò alla nascita di due Stati russi separati è fallito” mi spiega Ljubimov. “Noi siamo la Russia giusta. Mentre la Russia sbagliata, la cosiddetta Ucraina, deve essere annientata”.</p>
<figure id="attachment_354833" aria-describedby="caption-attachment-354833" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="wp-image-354833 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni.jpeg" alt="" width="2560" height="1439" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-1536x863.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-2048x1151.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Addestramento-di-volontari-nei-pressi-di-San-Pietroburgo-Autore_-Giovanni-Pigni-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-354833" class="wp-caption-text">Addestramento di volontari nei pressi di San Pietroburgo (Foto di Giovanni Pigni)</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il rapporto con lo Stato</h2>
<p>Nonostante il fervore patriottico, i nazionalisti faticano a guadagnarsi la fiducia delle autorità: diverse organizzazioni di estrema destra sono state messe al bando, i loro leader accusati di estremismo e arrestati. Nelle scorse settimane, ai nazionalisti è stato più volte <a href="https://t.me/sevslavo/870">negato il permesso</a> di organizzare manifestazioni in sostegno alle forze armate.</p>
<p>“Per le autorità non c&#8217;è differenza tra noi patrioti e gli oppositori politici&#8221;, si lamenta Aleksandr Krasnogorodzev, pittore, ex-volontario combattente e membro dell’organizzazione nazionalista Unione Militare Russa. “Se usciamo a manifestare a favore dell’esercito senza autorizzazione, ci mettono dentro”.</p>
<p>Anche la partecipazione dei nazionalisti all&#8217;operazione speciale è strettamente regolamentata: mentre nel 2014 gli aspiranti combattenti raggiungevano l&#8217;Ucraina in maniera relativamente spontanea, ora il processo viene rigidamente controllato dall&#8217;alto. &#8220;Non si può più attraversare il confine passando tra i cespugli&#8221;, commenta Krasnogorodzev. Come osserva Pavel Nikulin, giornalista esperto dei movimenti nazionalisti, il Cremlino è sempre più intollerante a qualsiasi iniziativa proveniente dalla società civile. Questo vale per movimenti liberali come quello di Aleksey Navalny, ma anche per le forze patriottico-nazionaliste. La forza di Putin, infatti, non si fonda sulla mobilitazione delle masse. “Se coinvolgi le masse, le rendi un soggetto&#8221;, osserva Nikulin, &#8220;e poi c&#8217;è il rischio che questo soggetto ti spodesti”.</p>
<figure id="attachment_354834" aria-describedby="caption-attachment-354834" style="width: 1280px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="wp-image-354834 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr.jpeg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/Aleksandr-Krasnogorodzev-sulla-sinistra-nel-Donbass-2014-fonte_-archivio-personale-di-Aleksandr-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption id="caption-attachment-354834" class="wp-caption-text">Aleksandr Krasnogorodzev (sulla sinistra) nel Donbass (2014), (Fonte: archivio personale di Aleksandr)</figcaption></figure>
<h2>Le critiche all’&#8221;operazione speciale&#8221;</h2>
<p>L’entusiasmo iniziale dei nazionalisti verso l&#8217;“operazione militare speciale” si è presto trasformato in scetticismo: molti di loro criticano il governo per aver preso sotto gamba il conflitto. “Gli obiettivi non sono stati spiegati chiaramente”, commenta Krasnogorodzev. “Le vaghe dichiarazioni sulla “denazificazione” e “demilitarizzazione” dell’Ucraina si prestano a diverse interpretazioni, ci vuole più concretezza”, aggiunge.</p>
<p>Come molti nazionalisti, Krasnogorodzev rifiuta gli eufemismi del linguaggio ufficiale: non si tratta di un'&#8221;operazione militare speciale”, ma di una “guerra esistenziale”, il cui risultato può essere solo la capitolazione dell’Ucraina e la sua più o meno totale annessione alla Russia, o la fine della Russia stessa. &#8220;La Russia non può esistere senza i suoi territori storici&#8221;, commenta Krasnogorodzev. Ma per ottenere la vittoria totale, le risorse messe in campo fino ad ora non bastano: la resistenza degli ucraini è più accanita del previsto, mentre l’offensiva russa conta su un numero relativamente limitato di militari professionisti. Secondo Krasnogorodzev, il governo dovrebbe decidersi a mobilitare la nazione. “Una mobilitazione almeno parziale è necessaria per fare in modo che le nostre truppe siano altrettanto numerose come quelle del nemico”, spiega l’ex-combattente. Lui stesso non esclude che potrebbe tornare presto in Ucraina a dare manforte ai suoi.</p>
<p>Krasnogorozev, come altri nazionalisti, esita a criticare pubblicamente il governo per timore di risultare anti-patriottico. Altri invece non si trattengono: il leader nazionalista Igor Girkin, uno degli architetti della rivolta armata nel Donbass, ha scritto <a href="https://eugene-df.livejournal.com/1099926.html">una recente lettera</a> a Putin. &#8220;Il Paese non accetterà, né perdonerà le mezze misure&#8221;, scrive Girkin. “Ci aspettiamo grandi cose da lei, signor Presidente. Se ce le darete, saremo pronti a seguirla anche attraverso il fuoco e l’acciaio. Ma non provate a deluderci”.</p>
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		<title>Gli abitanti del Kuzbass</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/kuzbass-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:44:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Attivista-Sori.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Attivista-Sori.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Attivista-Sori-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Attivista-Sori-768x631.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Attivista-Sori-1024x841.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel Kuzbass, il più grande bacino carbonifero della Russia, le miniere a cielo aperto spuntano come funghi, trasformando il territorio in un paesaggio lunare. La polvere di carbone, altamente tossica, si diffonde nell’aria, inquina i corsi d’acqua e avvelena le coltivazioni.</p>
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		<item>
		<title>La Russia che vive sul carbone</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/kuzbass.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel Kuzbass, il più grande bacino carbonifero della Russia, le miniere a cielo aperto spuntano come funghi, trasformando il territorio in un paesaggio lunare. La polvere di carbone, altamente tossica, si diffonde nell’aria, inquina i corsi d’acqua e avvelena le coltivazioni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="674" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Territorio%20%C5%A0ori%20%281%29-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/kuzbass.html">La Russia che vive sul carbone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia che vive sul carbone</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/la-russia-vive-sul-carbone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 07:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carbone]]></category>
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<p>Quando Evgeny si era appena trasferito nel villaggio di Starobachaty, di fianco a casa sua c’era un campo di patate. Ora al suo posto si erge una montagna di scorie, percorsa da enormi camion che, al passaggio, sollevano una polvere giallastra. “Quando il vento soffia dalla nostra parte, non si riesce ad uscire di casa. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/la-russia-vive-sul-carbone.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/apertura.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Quando Evgeny si era appena trasferito nel villaggio di Starobachaty, di fianco a casa sua c’era un campo di patate. Ora al suo posto si erge una montagna di scorie, percorsa da enormi camion che, al passaggio, sollevano una polvere giallastra. “Quando il vento soffia dalla nostra parte, non si riesce ad uscire di casa. La polvere ti entra in bocca e scricchiola fra i denti”, racconta Evgeny con voce tremante.</p>
<p>Nel <strong>Kuzbass</strong>, il più grande bacino carbonifero della Russia, le miniere a cielo aperto spuntano come funghi, trasformando il territorio in un paesaggio lunare. La polvere di carbone, altamente tossica, si diffonde nell’aria, inquina i corsi d’acqua e avvelena le coltivazioni.</p>
<p>Non c’è da sorprendersi che le aspettative di vita degli abitanti del Kuzbass sia di circa quattro anni inferiore alla media nazionale. O che la regione detenga il primato delle malattie professionali, in particolare quelle che affliggono gli organi respiratori. Infatti, le frenetiche attività minerarie si accompagnano a costanti infrazioni delle norme di sicurezza. L’organizzazione ambientalista locale “Ecozashita” ha rilevato più di cinquanta violazioni della distanza minima di un chilometro che per legge dovrebbe separare le miniere dai centri abitati.</p>
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<p>“Si potrebbe ridurre al minimo l’impatto ambientale delle miniere. Ma estrarre il carbone in modo ecologico costa caro e i proprietari delle miniere sono avari” si indigna Vladislav Tannagashev, residente del villaggio Chuvashka. Le compagnie carbonifere devono sostenere gli enormi costi che comporta il trasporto del carbone per migliaia di chilometri dalle miniere del Kuzbass fino ai porti più vicini. Per questo, secondo gli attivisti, gli imprenditori tagliano i costi sulla sicurezza.</p>
<p>I portavoce dell’amministrazione locale sono reticenti a commentare l’impatto ambientale delle miniere. Si limitano a dichiarare che “se ci fossero delle irregolarità, sarebbero già stati presi dei provvedimenti”. Tuttavia, secondo gli attivisti locali, le autorità sono profondamente colluse con il business minerario. “Il governatore Tuleev è il principale lobbista delle compagnie carbonifere, di conseguenza non ha alcun interesse nel sanzionarle” spiega Lementuev.</p>
<p>Gli abitanti del Kuzbass sono perlopiù inermi di fronte ai soprusi delle compagnie carbonifere, soprattutto a causa della scarsa consapevolezza dei propri diritti civili e degli strumenti appropriati per difenderli. “La gente scrive lettere al presidente Putin e al governatore Tuleev chiedendo il loro aiuto, quasi si rivolgessero a Babbo Natale”, afferma sconsolato Lementuev.</p>
<p>Principale vittima dell’industrializzazione selvaggia è il popolo autoctono degli Šori. Un tempo dediti alla caccia, alla pesca e alla raccolta, oggi gli Šori sono costretti ad abbandonare le loro terre ancestrali, rese inabitabili dalle miniere. Senza più legame con il territorio, si trasferiscono nelle città, dove la loro lingua e tradizioni stanno scomparendo. “Viviamo sul carbone. I nostri antenati hanno scelto di stabilirsi in una terra ricchissima. Questa è la nostra maledizione” riconosce amaramente Vladimir Bekrenev, imprenditore Šori.</p>
<p>In seguito agli accordi di Parigi, sempre più Paesi occidentali riducono il consumo del carbone per investire in fonti di energia pulita. Nonostante ciò, nel Kuzbass si continua a estrarre carbone a pieno regime. La maggior parte degli abitanti della regione trova impiego nell’industria mineraria e nei settori ad essa collegati.</p>
<p>Gli attivisti di “Ecozashita” ritengono che se il Kuzbass non diversificherà le sue esportazioni, nei prossimi decenni sulla regione si abbatterà una grave recessione economica. “E allora, non ci sarà più lavoro per nessuno &#8211; conclude Lementuev &#8211; e dell’industria mineraria resteranno soltanto i crateri”.</p>
<p><em><strong>Foto di Giovanni Pigni</strong></em></p>
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