<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Eliseo Bertolasi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/autore/eliseo-bertolasi/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/autore/eliseo-bertolasi</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 May 2017 09:48:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Eliseo Bertolasi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/autore/eliseo-bertolasi</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le nuove elezioni in Donbass</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/donbass-elezioni-svolte-regolarmente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 09:09:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donetsk]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/donbass-elezioni-svolte-regolarmente-158085.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="818" height="611" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg 818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-768x574.jpg 768w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p>
<p>Nella giornata del 2 ottobre nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk si sono tenute le “primarie” delle elezioni amministrative.Nonostante la loro denominazione “Praimeriz”, non avevano lo scopo di eleggere il candidato premier delle rispettive repubbliche, ma il compito di scegliere i personaggi a carica elettiva alla guida dell’amministrazione di Donetsk e Lugansk.Ho seguito questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/donbass-elezioni-svolte-regolarmente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/donbass-elezioni-svolte-regolarmente.html">Le nuove elezioni in Donbass</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="818" height="611" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg 818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/elezioni-a-Donetsk-11-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-768x574.jpg 768w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p><p>Nella giornata del 2 ottobre nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk si sono tenute le “primarie” delle <strong>elezioni amministrative</strong>.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16410" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/cristiani_sotto_tiro.jpg" alt="cristiani_sotto_tiro" /></a>Nonostante la loro denominazione “Praimeriz”, non avevano lo scopo di eleggere il candidato premier delle rispettive repubbliche, ma il compito di scegliere i personaggi a carica elettiva alla guida dell’amministrazione di Donetsk e Lugansk.Ho seguito questo evento a Donetsk; secondo i dati ufficiali rilasciati dal presidente della Commissione elettorale Oleg Balykin, in questa città sono stati distribuiti un totale di 1.324.000 bollettini (così vengono chiamate le schede elettorali).Si è votato su tre schede per eleggere: il <strong>sindaco di Donetsk</strong> (5 candidati sulla scheda), i <strong>capi delle varie circoscrizioni amministrative della città</strong>, i <strong>deputati del Consiglio cittadino</strong> (due candidati su ognuna delle due schede).I seggi sono rimasti aperti per dodici ore, dalle otto di mattina alle otto di sera.  In base ai risultati finali pubblicati nella mattinata del 3 ottobre, nella città di Donetsk si sono recati al voto 370.517 elettori. Considerando che prima della guerra la città contava quasi un milione di abitanti, se togliamo il numero di coloro che se ne sono andati a causa delle ostilità e di chi non ha ancora l’età per votare, senza ricorrere a particolari calcoli matematici, l’affluenza alle urne appare rilevante.I seggi elettorali sono stati allestiti nei vari edifici pubblici, soprattutto nelle scuole; ad accogliere i votanti non c’era solo il personale impiegato ai seggi, ma anche le stesse scolaresche dove gli alunni, se delle elementari, o gli studenti, se del ginnasio o delle scuole superiori, all’entrata si esibivano in canti, spettacoli vari, danze tradizionali in costume..La popolazione di Donetsk è riuscita a trasformare questo evento elettorale in una specie di grande festa popolare, complice del successo la splendida giornata di sole. Fuori dai seggi, anche molte bancarelle dove era possibile acquistare: dolci, torte fatte in casa. Un piatto di soldatskaia kasha (porridge composto da grano saraceno, arricchito in questo caso con pezzetti di carne) e te bollente venivano offerti a tutti coloro che ne faceva richiesta.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;288&#8243; gal_title=&#8221;Elezioni_Donbass&#8221;]Spostandomi su sette diverse sezioni elettorali in vari quartieri di Donetsk ho avuto modo di seguire, soprattutto di osservare, lo svolgersi di queste elezioni. Con piena libertà all’interno delle sezioni elettorali ho potuto: fotografare, filmare, fare domande agli elettori&#8230;nessuno mi ha mai ostacolato. Il personale docente degli istituti scolastici che coadiuvava il lavoro ai seggi, spesso mi ha poi fatto visitare l’edificio della scuola, come ad esempio nella sezione elettorale n°131 presso il ginnasio umanistico n°33. La scuola due anni fa è stata bombardata, mi hanno mostrato le fotografie della tragedia, l’edificio è stato riparato al più presto con gli stessi docenti al lavoro nelle squadre edili. Su una parete gli studenti hanno posto una scritta che può essere considerata un motto di questo conflitto: “La mia città sta ritta nel sangue per non piegarsi sulle ginocchia”.Nonostante la guerra sia ancora in corso, anche se a bassa intensità rispetto al passato (di notte come da “consuetudine” si sente ancora in lontananza il fragore dei colpi e delle esplosioni), tutto si è svolto in maniera tranquilla e nella più totale regolarità.Queste consultazioni elettorali benché di tipo locale e amministrativo mandano all’esterno della regione e alla comunità internazionale un segnale molto forte: la nuova Repubblica in maniera autonoma è in grado di gestire a livello organizzativo la conduzione di eventi elettorali nel completo rispetto dei previsti standard di sicurezza e trasparenza; quindi una grande prova di civiltà e democrazia. Rappresentano inoltre un test generale, pienamente riuscito, per eventuali prossime elezioni. Allo stesso tempo, a livello interno, palesano un entusiasmo e un’adesione popolare che esprimono un profondo desiderio di girare pagina. Gli abitanti del Donbass con l’indipendenza da Kiev (le due Repubbliche secessioniste “di fatto” sono separate dall’Ucraina) si sentono ora protagonisti della propria storia. Questa loro sensazione è palpabile nell’aria. In occidente, ad ogni appuntamento elettorale, sappiamo quanto sia invece frequente l’assenteismo, proprio per la mancanza di fiducia verso ciò che si dovrebbe votare.Chiedo: “Vi siete sempre recati a votare con tanta determinazione?” mi risponde Anna, una signora sulla cinquantina che sta uscendo dal seggio: “Durante il periodo dell’Ucraina, non c’è mai stata piena libertà, adesso invece le cose sono cambiate, finalmente siamo padroni del nostro destino”. Il presidente di un seggio elettorale mi racconta che solo alle ultime presidenziali, quelle del 2010, dove venne eletto democraticamente e legittimamente il presidente Viktor Yanukovich, ci fu una grande mobilitazione popolare e mi spiega anche il motivo: “Temevamo potesse vincere Yulija Timoshenko, il Paese con il precedente presidente Viktor Yushenko aveva già preso un preoccupante orientamento antirusso che spaventava tutti noi, cittadini del Donbass”.Secondo la vulgata di Kiev, spesso adottata in occidente (per tutta una serie di ragioni politiche che fanno principalmente capo all’attuale tensione tra gli Usa e la Russia), i territori delle due Repubbliche secessioniste sarebbero sotto il giogo di un’occupazione militare russa “terrorista”, dalla quale gli abitanti della regione vorrebbero liberarsi al più presto per tornare a far parte dell’Ucraina. Questa versione, che smentisco fermamente, per chi è stato sul posto, fa semplicemente sorridere.In ultima analisi la frontiera tra la le due Repubbliche e la Russia è aperta a tutti; nel Donetsk e nel Lugansk le “famose” interminabili “black list” di Kiev che vietano l’entrata di giornalisti.. e in genere di tutti coloro che Kiev avverte come “nemici”, non esistono, chiunque vi può entrare per valutare la situazione con i propri occhi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/donbass-elezioni-svolte-regolarmente.html">Le nuove elezioni in Donbass</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Donetsk si continua a morire</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-donetsk-si-continua-a-morire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 14:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donetsk]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/a-donetsk-si-continua-a-morire-157807.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1210" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg 1210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-1024x769.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1210px) 100vw, 1210px" /></p>
<p>Donetsk, capitale dell’autoproclamatasi Repubblica Popolare di Donetsk. Il centro città sembra aver ripreso una parvenza di normalità, tutto sembra tornato alle condizioni pre-guerra: negozi, ristoranti e bar aperti, traffico, mezzi pubblici, tanta gente per le strade, bambini, donne, famiglie&#8230;Per approfondire: Guarda il reportage dal DonbassTuttavia questo scenario di normale vita urbana vale solo di giorno. Appena &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-donetsk-si-continua-a-morire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-donetsk-si-continua-a-morire.html">A Donetsk si continua a morire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1210" height="909" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi.jpg 1210w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/Donetsk-1-%C2%A9-Eliseo-Bertolasi-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1210px) 100vw, 1210px" /></p><p>Donetsk, capitale dell’autoproclamatasi Repubblica Popolare di Donetsk. Il centro città sembra aver ripreso una parvenza di normalità, tutto sembra tornato alle condizioni pre-guerra: negozi, ristoranti e bar aperti, traffico, mezzi pubblici, tanta gente per le strade, bambini, donne, famiglie&#8230;<a href="http://www.occhidellaguerra.it/category/europa/ucraina/ritorno-nel-donbass/" target="_blank">Per approfondire: Guarda il reportage dal Donbass</a>Tuttavia questo scenario di normale vita urbana vale solo di giorno. Appena si fa sera ecco che rapidamente la città si fa deserta. Alle undici di notte inizia il coprifuoco, ma già verso le nove gradualmente tutto viene chiuso, le strade e le piazze si svuotano. La grande Donetsk viene permeata dal silenzio e dall’immobilità, da una calma almeno “strana” considerando le considerevoli dimensioni della città.Come quasi ogni notte dall’inizio della guerra il silenzio viene rotto dal fragore, più o meno intenso, più o meno lontano dei colpi e delle esplosioni.I quartieri a nord della città o limitrofi alla linea del fronte che passa quasi tangente all’aeroporto o, più precisamente, a quello spaventoso cumulo di macerie che continua ad essere chiamato “aeroporto” per continuare poi verso nord: Spartak, Jasinovata, Gorlovka&#8230; appaiono spettrali con le facciate dei palazzi sventrati dalle esplosioni, i balconi distrutti e le finestre sfondate.. I più coraggiosi, o più semplicemente coloro che non hanno trovato altro luogo dove rifugiarsi e trasferirsi vi continuano a vivere un’esistenza più simile a una sfida quotidiana alla morte piuttosto che qualcosa da possa essere definito “vita normale”.Anche la stazione ferroviaria di Donetsk è un metafora di questo frangente: tutto è in ordine, pulito, addirittura con le aiuole coltivate, non c’è traccia d’abbandono, ma non ci sono né treni in movimento, né passeggeri.Certamente ora, rispetto solo a un anno fa, c’è un conflitto a bassa intensità. La linea del fronte si è irrigidita e fossilizzata in una guerra di posizione: trincee contro trincee, ancora più logorante di una guerra di movimento.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;278&#8243; gal_title=&#8221;Donetsk&#8221;]Ecco che ogni giorno è un continuo stillicidio di vittime. L’esercito di Kiev al di là della linea di contatto mantiene sempre sotto pressione non solo le postazioni dei militari di Donetsk, ma anche la popolazione civile dei limitrofi quartieri urbani.Le forze in campo sono decisamente a favore dell’esercito ucraino rispetto alle forze armate di Donetsk. Non si parla né di qualità, né di motivazioni, semplicemente di numeri. I militari di Donetsk sono quindi sottoposti a lunghe e estenuanti permanenze in prima linea con rotazioni ridotte.Il giorno 28 agosto a Donetsk è stata festeggiata “la giornata della città” e la “giornata del minatore” (Donetsk era e rimane sempre la capitale del grande bacino carbonifero del Donbass, con un’economia che si basa soprattutto sul lavoro estrattivo delle miniere), un ricco programma di manifestazioni culturali: mostre, concerti, gruppi musicali, canti e balletti in costume nei parchi e tra le zone pedonali degli ampi boulevard.Durante i festeggiamenti, però, secondo un comunicato del vice comandante del comando operativo delle Forze armate della DNR<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://dan-news.info/defence/chislo-zhertv-ukrainskogo-snajpera-v-donecke-vozroslo-do-dvux.html"> Eduard Basurin, </a>i cecchini ucraini hanno ucciso due donne nella periferia occidentale di Donetsk. Secondo il vice comandante, le due tragedie sono state pianificate dalle forze ucraine: “Per celebrare la Giornata del minatore” nella Repubblica.Anche il presidente ucraino Petro Poroshenko ha rivolto agli abitanti di Donetsk un quanto meno ambiguo augurio: “Buona festa cari donciani. Noi siamo con voi”.Due vite umane stroncate, due uccisioni totalmente inutili e gratuite, se non nella misura di continuare a terrorizzare la popolazione civile di Donetsk. Altre due vittime civili che vanno ad aggiungersi al lungo elenco di vittime innocenti di questa guerra “dimenticata” che insanguina l’Europa orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-donetsk-si-continua-a-morire.html">A Donetsk si continua a morire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nato alla ricerca di minacce russe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nato-alla-ricerca-di-minacce-russe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2016 09:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/nato-alla-ricerca-di-minacce-russe-157735.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-1024x617.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Senza dubbio il Vertice Nato di Varsavia nel luglio di quest’anno ha rappresentato un evento di grande rilevanza, gravido però di probabili pesanti conseguenze per l’intero sistema di sicurezza europeo.Dall’inizio della crisi ucraina, i paesi dell’Europa orientale sono diventati oggetto di grande attenzione da parte della Nato come punto d’appoggio strategico per rafforzare la pressione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nato-alla-ricerca-di-minacce-russe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nato-alla-ricerca-di-minacce-russe.html">Nato alla ricerca di minacce russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1157" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-768x463.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/08/1463738459-aper-occhi-1024x617.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Senza dubbio il <strong>Vertice Nato di Varsavia</strong> nel luglio di quest’anno ha rappresentato un evento di grande rilevanza, gravido però di probabili pesanti conseguenze per l’intero sistema di sicurezza europeo.Dall’inizio della crisi ucraina, i paesi dell’Europa orientale sono diventati oggetto di grande attenzione da parte della Nato come punto d’appoggio strategico per rafforzare la pressione militare sulla Russia.In base al recente rapporto del Consiglio Atlantico,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.atlanticcouncil.org/images/publications/Arming_for_Deterrence_web_0719.pdf"> “Arming for deterrence”</a>, ufficiali di alto rango della Nato sottolineano “la minaccia rappresentata da una Russia che sta risorgendo” come pure “la maggiore minaccia di guerra nelle regioni orientali della Nato dalla fine della Guerra Fredda”.Come sostenuto dai generali Sir Richard Shirreff e Maciej Olex-Szczytowski, autori del rapporto, gli Stati Baltici e in particolare la <strong>Polonia</strong> dovrebbero svolgere un ruolo importante nel dissuadere la Russia da possibili aggressioni.Tuttavia, la questione fondamentale è se davvero la Russia rappresenti oggi una minaccia reale per l’Alleanza e l’Unione Europea.Prima di tutto, una retorica che si basi su tale confronto presume un’<strong>ipotesi di invasione russa</strong> e, presumibilmente, anche di tutti i corrispondenti preparativi militari alle frontiere, per il momento non riscontrabili. Quest’ approccio, purtroppo, trasforma la regione baltica come base di pressione militare e politica sulla Russia ponendo di fatto le relazioni Paesi Baltici-Russia nella dimensione militare. Nessun analista “serio”, anche della stessa Nato, ritiene che la Russia stia progettando l’invasione di uno qualsiasi dei Paesi dell’Alleanza.I Paesi della costa del Mar Baltico hanno molte più probabilità d’implodere sotto il peso dei propri problemi interni (economici e sociali) piuttosto che da parte di fantasiosi attacchi condotti dalle forze armate della Federazione Russa. È vero invece il contrario, l’<strong>espansione verso Est della Nato</strong> ha, di fatto, distrutto il precedente assetto di sicurezza europea. Il mondo di oggi, carico di possibili squilibri e di sfide inaspettate, determina un clima d’imprevedibilità che spaventa anche gli stessi strateghi della Nato.La nuova Guerra Fredda potrebbe portare a un’improvvisa escalation, tale da non escludere la possibilità che si arrivi a una Guerra “Calda” con un verosimile scambio di attacchi nucleari tattici in Europa, dalle conseguenze terrificanti.Oltre a ciò va evidenziato come questi nuovi rapporti di forza, che giustificano la necessità di aumentare le capacità di difesa della Polonia, riflettano anche gli interessi dei più importanti gruppi del complesso militare-industriale americano. Non a caso, l’ultima relazione del Consiglio Atlantico suggerisce di <strong>aumentare il numero di aerei F-16</strong> da combattimento in grado di trasportare ordigni nucleari tattici. Per di più, in caso di aggressione russa, si propone di eseguire contrattacchi in profondità nel territorio russo, in particolare con l’impiego dei missili da crociera a lungo raggio JASSM (Joint Air-to-Surface Standoff Missile) che la Polonia riceverà dagli Stati Uniti entro la fine dell’anno.Sembra che una delle maggiori aspirazioni del Consiglio Atlantico sia finalizzata a servire gli interessi del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, piuttosto che a fornire stabilità e sicurezza alle regioni dell’Europa orientale.Uno dei più importanti e probabilmente anche inquietanti punti della Dichiarazione del Vertice Nato di Varsavia è l’accordo su una stretta cooperazione tra la Nato e l’Unione Europea, in quanto quest’ultima non dispone di un esercito proprio.Dopo la Brexit del Regno Unito, questo punto potrebbe rafforzare la Nato tanto da trasformarla in una sorta di gabbia progettata per incatenare strettamente Europa e Stati Uniti. In realtà, oggi la Nato è uno strumento diretto di controllo militare americano in Europa, realizzato con il pretesto di dissuadere la Russia.I risultati del Vertice di Varsavia presentano anche una certa dose d’ambiguità. Da un lato, i Paesi della Nato hanno concordato di rafforzare le difese dell’Europa nei confronti dell’ “arco d’instabilità”, che si estende dalla Russia fino al Nord Africa, dall’altro, i delegati hanno dichiarato la loro intenzione a ristabilire “relazioni costruttive” con la Russia e “mantenere un dialogo con Mosca”.Nonostante il clima minaccioso, la linea di Mosca è comunque orientata a una riduzione delle tensioni nelle sue relazioni con la Nato.L’obiettivo prioritario della Russia rimane quello di evitare che questa pericolosa escalation basata su sentimenti anti-russi possa degenerare in un conflitto militare in Europa. Un obiettivo che dovrebbe essere perseguito, non solo dalla Russia ma anche da ogni leader europeo dotato di lungimiranza e buon senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nato-alla-ricerca-di-minacce-russe.html">Nato alla ricerca di minacce russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fra i cecchini di Lugansk</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/fra-i-cecchini-di-lugansk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra-civile-ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Lugansk]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/fra-i-cecchini-di-lugansk-156791.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-300x220.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-768x562.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-1024x749.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Mi trovo nella LNR, la cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk.  La situazione appare calma, sembra calma. Ma è una calma “strana”, cupa, carica di tristezza, soprattutto carica di presentimenti. Non la calma dei parchi in fiore ma quella dei villaggi dove regnano l’abbandono e la rovina.In effetti, molti dei centri abitati in prossimità del fronte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-i-cecchini-di-lugansk.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-i-cecchini-di-lugansk.html">Fra i cecchini di Lugansk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1124" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-300x220.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-768x562.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/image-1024x749.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p>Mi trovo nella LNR, la cosiddetta <strong>Repubblica Popolare di Lugansk</strong>.  La situazione appare calma, sembra calma. Ma è una calma “strana”, cupa, carica di tristezza, soprattutto carica di presentimenti. Non la calma dei parchi in fiore ma quella dei villaggi dove regnano l’abbandono e la rovina.In effetti, molti dei centri abitati in prossimità del fronte appaiono ora come delle città fantasma. È rimasto in piedi ben poco, tutto è stato distrutto. Tra le rovine i calcinacci e i crateri delle<strong> bombe</strong>, crescono ora le erbacce.Sono stato a<strong> Sokol’niki</strong>, un sobborgo a circa 100 km da Lugansk in direzione nord-occidentale. L’estate dell’anno scorso è stato teatro di cruenti combattimenti. È situato in prossimità della<strong> linea del fronte</strong>, linea che coincide col confine. Un confine che separa: da una parte i territori sotto il potere di Kiev e dall’altra i territori “secessionisti”, che “di fatto” sono ormai autonomi e indipendenti da Kiev.La frontiera qui scorre lungo il corso del  fiume Severskij Donetsk. La nostra riva, è difesa da un’unità dei<strong> cosacchi</strong> del Don. Sull’altra sponda davanti a noi, a nord, a poco più di un centinaio di metri di distanza, occultate nella boscaglia, ci sono già le postazioni dell’esercito ucraino.Da mesi su questo quadrante del fronte c’è una guerra di logoramento a bassa intensità.  Gli <strong>sniper</strong> da entrambi le parti sono sempre in agguato sui loro fucili di precisione. Anche se spesso si tratta solo di tiri isolati, questi colpi servono comunque a mantenere sotto pressione le rispettive postazioni.Il 2 maggio, sul lato della Repubblica Popolare di Lugansk, è stato colpito un militare cosacco Andrej Blizhnivkov di 35 anni. Lascia una moglie e due figli piccoli. Ho visto le poche cose che portava con se: un pugnale, qualche tessera e una bandiera, quella dei cosacchi del Don, ora verranno consegnate a sua moglie.Nonostante il dolore per la sua scomparsa i suoi compagni lo ricordano con onore e stima, un vero eroe, mi dicono, che ha difeso la sua terra e che ha fatto il suo dovere. La sua foto, ultima di una lunga serie, è già stata posta sulla parete, all’interno del loro quartier generale, dove vengono ricordati tutti i loro caduti. Le foto sono attorniate dal “nastrino di San Giorno” dagli inconfondibili colori arancione e nero, ormai diventato un simbolo, rappresenta la vittoria sul nazi-fascismo.Sulle posizioni al fronte la vita è molto dura, manca tutta, si vive nel fango nella sporcizia.. Alla mia domanda: com’è la situazione? C’è la tregua? I cosacchi mi rispondono: “Tranquilla! ma… Non ci sono combattimenti attivi, ma quattro giorni, fa c’è stato un morto”. È pericoloso! Non si sa da dove arrivano i colpi”. Alla mia domanda: quanto sono distanti le linee ucraine? Rispondono: “vicino, al di là del fiume, sentiamo i loro cani abbaiare”.Sono stato a  Djakovo,  un villaggio non distante dalla città di Antrazit, per la cerimonia d’inaugurazione di un monumento dedicato ai caduti dell’Armata rossa che durante la “Grande guerra patriottica” liberarono questi territori dai tedeschi. Una cerimonia molto toccante, alla quale hanno preso parte non solo i militari ma anche tante donne, bambini..In prossimità del 9 maggio, data in cui in tutta la Russia come anche nel Donbass si festeggia il “Den Pobedy” (Il giorno della Vittoria), queste manifestazioni sono frequenti. Qui nel Lugansk, mi dicono: “Ricordiamo i nostri eroi del passato e del presente, quelli che, ieri come oggi, lottarono lottano e muoiono per la libertà della nostra terra”.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/ritorno-nel-donbass/" target="_blank">Sostieni il reportage nel Donbass</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/fra-i-cecchini-di-lugansk.html">Fra i cecchini di Lugansk</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/203 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 00:40:50 by W3 Total Cache
-->