Senza dubbio il Vertice Nato di Varsavia nel luglio di quest’anno ha rappresentato un evento di grande rilevanza, gravido però di probabili pesanti conseguenze per l’intero sistema di sicurezza europeo.Dall’inizio della crisi ucraina, i paesi dell’Europa orientale sono diventati oggetto di grande attenzione da parte della Nato come punto d’appoggio strategico per rafforzare la pressione militare sulla Russia.In base al recente rapporto del Consiglio Atlantico, “Arming for deterrence”, ufficiali di alto rango della Nato sottolineano “la minaccia rappresentata da una Russia che sta risorgendo” come pure “la maggiore minaccia di guerra nelle regioni orientali della Nato dalla fine della Guerra Fredda”.Come sostenuto dai generali Sir Richard Shirreff e Maciej Olex-Szczytowski, autori del rapporto, gli Stati Baltici e in particolare la Polonia dovrebbero svolgere un ruolo importante nel dissuadere la Russia da possibili aggressioni.Tuttavia, la questione fondamentale è se davvero la Russia rappresenti oggi una minaccia reale per l’Alleanza e l’Unione Europea.Prima di tutto, una retorica che si basi su tale confronto presume un’ipotesi di invasione russa e, presumibilmente, anche di tutti i corrispondenti preparativi militari alle frontiere, per il momento non riscontrabili. Quest’ approccio, purtroppo, trasforma la regione baltica come base di pressione militare e politica sulla Russia ponendo di fatto le relazioni Paesi Baltici-Russia nella dimensione militare. Nessun analista “serio”, anche della stessa Nato, ritiene che la Russia stia progettando l’invasione di uno qualsiasi dei Paesi dell’Alleanza.I Paesi della costa del Mar Baltico hanno molte più probabilità d’implodere sotto il peso dei propri problemi interni (economici e sociali) piuttosto che da parte di fantasiosi attacchi condotti dalle forze armate della Federazione Russa. È vero invece il contrario, l’espansione verso Est della Nato ha, di fatto, distrutto il precedente assetto di sicurezza europea. Il mondo di oggi, carico di possibili squilibri e di sfide inaspettate, determina un clima d’imprevedibilità che spaventa anche gli stessi strateghi della Nato.La nuova Guerra Fredda potrebbe portare a un’improvvisa escalation, tale da non escludere la possibilità che si arrivi a una Guerra “Calda” con un verosimile scambio di attacchi nucleari tattici in Europa, dalle conseguenze terrificanti.Oltre a ciò va evidenziato come questi nuovi rapporti di forza, che giustificano la necessità di aumentare le capacità di difesa della Polonia, riflettano anche gli interessi dei più importanti gruppi del complesso militare-industriale americano. Non a caso, l’ultima relazione del Consiglio Atlantico suggerisce di aumentare il numero di aerei F-16 da combattimento in grado di trasportare ordigni nucleari tattici. Per di più, in caso di aggressione russa, si propone di eseguire contrattacchi in profondità nel territorio russo, in particolare con l’impiego dei missili da crociera a lungo raggio JASSM (Joint Air-to-Surface Standoff Missile) che la Polonia riceverà dagli Stati Uniti entro la fine dell’anno.Sembra che una delle maggiori aspirazioni del Consiglio Atlantico sia finalizzata a servire gli interessi del complesso militare-industriale degli Stati Uniti, piuttosto che a fornire stabilità e sicurezza alle regioni dell’Europa orientale.Uno dei più importanti e probabilmente anche inquietanti punti della Dichiarazione del Vertice Nato di Varsavia è l’accordo su una stretta cooperazione tra la Nato e l’Unione Europea, in quanto quest’ultima non dispone di un esercito proprio.Dopo la Brexit del Regno Unito, questo punto potrebbe rafforzare la Nato tanto da trasformarla in una sorta di gabbia progettata per incatenare strettamente Europa e Stati Uniti. In realtà, oggi la Nato è uno strumento diretto di controllo militare americano in Europa, realizzato con il pretesto di dissuadere la Russia.I risultati del Vertice di Varsavia presentano anche una certa dose d’ambiguità. Da un lato, i Paesi della Nato hanno concordato di rafforzare le difese dell’Europa nei confronti dell’ “arco d’instabilità”, che si estende dalla Russia fino al Nord Africa, dall’altro, i delegati hanno dichiarato la loro intenzione a ristabilire “relazioni costruttive” con la Russia e “mantenere un dialogo con Mosca”.Nonostante il clima minaccioso, la linea di Mosca è comunque orientata a una riduzione delle tensioni nelle sue relazioni con la Nato.L’obiettivo prioritario della Russia rimane quello di evitare che questa pericolosa escalation basata su sentimenti anti-russi possa degenerare in un conflitto militare in Europa. Un obiettivo che dovrebbe essere perseguito, non solo dalla Russia ma anche da ogni leader europeo dotato di lungimiranza e buon senso.

Nel campo comunista di Goli Otok
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