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	<title>Elena Basile Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 03 Nov 2025 12:12:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elena Basile Archives - InsideOver</title>
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		<title>Elena Basile: quella &#8220;zona grigia&#8221; nella politica e nei media che giustifica tutto, anche il genocidio</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/elena-basile-quella-zona-grigia-nella-politica-e-nei-media-che-giustifica-tutto-anche-il-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 12:12:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le politiche occidentali, che hanno distrutto il  multilateralismo, sono coperte da una complicità politico-mediatica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/GAZAFOTO-12-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non mi ha stupito il trattamento riservato dalla diplomazia italiana a una funzionaria italiana delle Nazioni Unite, <strong>Francesca Albanese</strong>, riconosciuta mondialmente per il suo coraggio e integrità morale nel compimento del suo incarico quale Relatore delle Nazioni Unite sul rispetto dei diritti umani in Palestina. <strong>È stata accusata da Israele, Italia e Ungheria</strong>, nel corso della recente riunione della Terza Commissione dell’AG ONU a New York di essere di parte,<br>pro Hamas, di esorbitare dai suoi compiti con dichiarazioni politiche, di non essere credibile. Il delegato israeliano l’ha apostrofata “ strega fallita”. Un episodio grottesco di cui gli esperti di politica internazionale non dovrebbero occuparsi? </p>



<p>Mi permetto di non essere d’accordo. <strong>Si tratta infatti di un caso di linciaggio aperto di una funzionaria pubblica, emblematico del prevalere della forza contro il diritto. </strong>La demolizione del sistema onusiano e del diritto internazionale dovrebbe essere oggetto di una riflessione a ampio spettro senza rispolverare cinici relativismi con i quali si tende ad inculcare nell’opinione pubblica che la Storia è sempre andata in questo modo. Non è così. Nel secondo dopoguerra l’Occidente difendeva le istituzioni multilaterali come l’ ONU e difendeva i principi di Helsinki sulla cui base dialogava in piena guerra fredda con l’URSS. Ogni qualvolta con la sua politica e le sue azioni militari trasgrediva le norme da esso stesso create, cercava di nascondere il misfatto. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica la yubris occidentale <strong>ha sostituito le norme dell’ONU e dell’OSCE con un utilizzo spregiudicato e offensivo della NATO</strong>. Coalizioni di volenterosi hanno violato apertamente l’integrità di Stati deboli come la Serbia, l’Afghanistan, l’Irak ,la Siria e la Libia, violando i principi del diritto internazionale. Poche sono state le reazioni negative dell’intellighentia occidentale a violazioni eclatanti del Diritto. Cori di esperti internazionali e di giornalisti, hanno legittimato l’illegalità, aderendo alla<br>propaganda elementare che ogni volta demonizzava l’avversario, da Milosevich a Saddam Hussein e Gheddafi, passando per il terrorismo in Afghanistan e in Siria, per giustificare la violenza dei <em>regime change</em>, le stragi da parte dell’egemone benevolo e dei suoi protetti. </p>



<p>Nel libro <em>Approdo per noi Naufraghi</em> edito da Paperfirst e in libreria il 4 novembre, cerco di indagare <strong>le cause profonde della fine del multilateralismo</strong>. Fattori economico-sociali e geopolitici hanno concorso all’instaurazione di un clima culturale che <strong>celebra la dimostrazione della forza</strong> contro le più elementari regole alla base della convivenza tra gli Stati membri dell’ONU tra le quali ricordiamo: non ingerenza negli Affari Interni di un altro Stato, autodeterminazione dei popoli e integrità territoriale. La mancanza di istruzione, il dilagare della sottocultura, la distruzione dei corpi intermedi, sindacati e partiti radicati nella società civile, ha portato a una frammentazione della società civile, priva di reali spinte aggregative e destinata alla passività della società fluida di Baumann o della comunità di consumatori eterodiretta e omologata dal nuovo fascismo del linguaggio televisivo, denunciato da un Pasolini visionario già negli anni Settanta. </p>



<p>Le guerre di esportazione della democrazia di Bush sono continuate con l’attacco alla Libia di Cameron e Sarkozi, con la fomentazione della guerra civile in Siria ai tempi di Obama, con gli attacchi di Israele a Yemen, Libano, Iran, Qatar, supportati da Trump, <strong>fino al genocidio di cui sono complici gli Stati Uniti e i Paesi europei</strong>, accomunati dal rifiuto di interrompere le relazioni politiche, militari e economiche con Israele, malgrado la Convenzione sul genocidio, la CIG, la commissione indipendente del Consiglio per i diritti umani dell’ONU , la CPI, e le tante organizzazioni non governative per i diritti umani, abbiano documentato come <strong>Tel Aviv si sia macchiata di crimini contro l’umanità, di pulizia etnica e di genocidio</strong>. Le efferatezze della Storia sono state rese possibili grazie alla zona grigia, una tela di complicità che ha interessato la diplomazia, l’amministrazione, il settore privato, lo spazio mediatico.</p>



<p>La manipolazione politico mediatica riesce a silenziare il dissenso con le accuse menzognere relative all’accostamento delle poche voci che si levano contro il<br>sopruso e la violenza al male assoluto identificato con Putin, Hamas, il terrorismo. La tecnica di criminalizzazione dell’avversario è così trasparente che <strong>appare incredibile sia accettata dal ceto moderato, dall’elettorato delle destre e del PD</strong>. L’Occidente, che rappresenta una percentuale ormai minoritaria di popolazione, risorse e materie prime, di Pil mondiale, grazie alla supremazia militare si erge a<br>creatore del bene e del male, s<strong>i autopromuove come Democrazia in guerra con autocrazie e terrorismo</strong>, emana sanzioni a nome di una fantomatica Comunità<br>Internazionale, fomenta rivoluzioni colorate nel vicinato russo, corrompe i media e le classi dirigenti di Paesi fragili con lauti finanziamenti alla frontiera orientale dell’Europa come in Medio Oriente, ritorna alle tecniche già sperimentate, operazioni coperte e instaurazione di regimi dittatoriali e fantoccio in America Latina. </p>



<p>La dottrina Monroe, definita nel diciannovesimo secolo, viene rispolverata per giustificare omicidi mirati e preparare attacchi ai Paesi che detengono materie prime e che non sono stati ancore desovranizzati. Il Venezuela è nel mirino di Trump come in quello dei predecessori. <strong>Tutti sanno che Caracas non è il centro propulsore del narcotraffico, meno di quanto lo siano i porti di Anversa e di Rotterdam.</strong> Il mondo di Barbie trionfa. Abbiamo creduto nel paradiso<br>tibetano abitato da pacifici monaci buddisti, alla democrazia ucraina, di fatto svenduta a interessi occidentali, sotto legge marziale e ricattata dalla componente neo-nazista al Governo, a Israele unica democrazia de Medio Oriente; possiamo ora credere in <strong>Corinne Machado</strong>, premio Nobel per la pace e liberatrice del suo Paese.<br>Ripeto: non si tratta di episodi folcroristici ma di segnali emblematici della svolta verso l’autoritarismo delle oligarchie liberali.</p>



<p>La militarizzazione del dollaro, vittima della trappola del debito, marca <strong>la fase odierna dell’imperialismo finanziario, costretto a una espansione permanente </strong>in cerca di nuove materie prime e risorse che permettano al meccanismo inceppato di sopravvivere. Il debito per le armi, i profitti del complesso militare-industriale, sono fortemente voluti dai potentati economici, dai grandi fondi protagonisti del<br>capitalismo finanziario. Se le politiche neoconservatrici di smantellamento della<br>Federazione russa che, a partire dalla decisione di espandere la NATO presa nel 1997 al Dipartimento di Stato, sono state portate avanti con estrema coerenza da<br>Washington, documentate dalla Rand Corporation nel 2019 e dagli incontri del consigliere Arestovich con i suoi interlocutori internazionali nello stesso anno, fossero messe da parte e si prendesse atto della realtà del loro fallimento, <strong>la pace in Ucraina potrebbe aver luogo immediatamente. </strong></p>



<p>Non ci stancheremo, contro le menzogne che circolano circa la minaccia russa all’Europa ma anche in antitesi ad analisi ambigue inclini a considerare impossibile la mediazione, di affermare che la Russia è stata provocata dall’aggressione strategica della NATO e che non mira alla conquista di territori ma lotta per la propria sovranità. Un’Ucraina neutrale e vicina all’UE, la fine delle sanzioni e della mentalità da guerra fredda potrebbe permettere di salvaguardare territori<br>ucraini. <strong>Le garanzie per una pace duratura e per le minoranze russofone sarebbero essenziali a salvare Kiev.</strong> I soldati ucraini sono purtroppo carne da macello. Gli ultimi sviluppi mostrano centinaia di ucraini assediati dalle truppe russe che non ricevono ancora l’ordine da parte di Zelenski di arrendersi. L’Europa guerrafondaia e tutta la zona grigia è complice di una carneficina in corso. </p>



<p>La ripresa dei bombardamenti a Gaza, legittimati dallo spazio politico mediatico occidentale, erano prevedibili. Accettare la proposta indecente di Trump al fine di far terminare l’Inferno, di sospenderlo solo per poche settimane, è un’altra prova di come <strong>l’uso mafioso della forza prostri le vittime e i difensori del diritto</strong>. Nel ritorno al protettorato anglosassone a Gaza e agli Accordi di Abramo non c’è alcuna prospettiva politica per i palestinesi. Hamas disarma solo se viene accettata una<br>soggettività palestinese, in tutte le sue componenti, che possa negoziare la ricostruzione di Gaza e un futuro Stato Palestinese. <strong>Questo avverrà soltanto se Washington e Bruxelles riconoscono il fallimento del Grande Israele</strong> e di un progetto coloniale e di dominio nella regione perseguito dal 1967 in poi, nell’illegalità e nell’impunità da Tel Aviv, con la complicità europea e americana.</p>



<p>L’accettazione della realtà da parte di burocrazie asservite ai grandi fondi, al complesso militare industriale, alle lobby della finanza e delle armi in osmosi con quella di Israele, può essere obbligata dalle manifestazioni popolari, da quella generazione Zeta che ancora non ha un’istanza rappresentativa politica e che per ora esprime soltanto indignazione morale. <strong>Le strumentalizzazioni dello spazio<br>politico mediatico sono molteplici al fine di normalizzare le guerre e il genocidio.</strong> È necessario reagire uniti contro le false accuse di antisemitismo. <strong>Israele è contestato non in quanto Stato ebraico ma in quanto Stato terrorista</strong>. Gli ebrei e i non ebrei che difendono i crimini di Israele contrabbandandoli per il diritto di difendersi e che negano il genocidio sono contestati non per l’odio contro gli ebrei ma per una sana indignazione morale contro le atrocità. La libertà di espressione va difesa seguendo l’esempio di Pertini:mi batto affinchè il mio avversario possa parlare.</p>



<p>Eppure esistono dei valori radicati nel DNA delle società civili democratiche che ammettono eccezioni. Non si ascolta in Tv e nelle università chi fa propaganda razzista contro le minoranze nere e etniche in generale. Non si lascia libera parola ai negatori dell’olocausto. Per coerenza, allo stesso modo, <strong>non è più tollerabile la negazione del genocidio</strong> che, qualora la diretta tv non fosse bastata a mostrarlo, è ormai documentato dai tribunali internazionali, dagli stessi ebrei esperti di Olocausto, dalle molteplici organizzazioni umanitarie.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elena Basile: che cosa si può fare per fermare chi vuole un Vietnam in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elena-basile-che-cosa-si-puo-fare-per-fermare-chi-vuole-un-vietnam-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 13:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/europa-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/europa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/europa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/europa-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'Europa bellicista vuole un nuovo Vietnam in Europa per sfiancare la Russia e trascinare l'America in guerra. </p>
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<p><em>Pubblichiamo la seconda parte di un intervento di <strong>Elena Basile</strong>, già ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, editorialista e autrice di molti libri di narrativa (da </em>Donne, nient’altro che donne<em> del 1995 a </em>Frammenti di Bruxelles<em> del 2024) e di saggi (</em>L’Occidente e il nemico permanente<em>, 2024).</em> <em><a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-abbiamo-ucciso-il-diritto-ora-allonu-due-terzi-del-mondo-votano-contro-loccidente.html">Qui la prima parte.</a></em></p>



<p>Sembrerebbe oltremodo preoccupante la reazione occidentale all’incursione di droni russi in Polonia. Al fine di analizzare la politica internazionale dobbiamo partire dal presupposto che le strategie siano razionali. Non si comprende <strong>perché la Russia, vincitrice sul campo militare in Ucraina, dovrebbe provocare i membri della NATO</strong>, mandare droni senza obiettivi specifici verso l’alleato bielorusso e poi in Polonia. Difficile capire le ragioni dell’avviso dato da Minsk a Varsavia nel caso si fosse trattato di un attacco intenzionale russo. Appare invece illuminato dalla coerenza il tentativo ucraino, e dei cosiddetti Paesi volenterosi europei di fabbricare alibi al fine di giustificare il rafforzamento di truppe e di armi sul confine orientale, obbligando Washington a restare e a aumentare la propria presenza.</p>



<p><strong>L’allerta di una guerra imminente inoltre manipola il consenso a favore del piano RearmEU </strong>e del conseguente indebolimento di quel che resta dello Stato sociale. Pone le basi per il trascinamento di una America riluttante in guerra. Sebbene l’obiettivo di un conflitto Nato contro una potenza nucleare sia difficile da accettare, la catena di eventi a cui assistiamo non ci tranquillizza. L’Europa non è<br>mai stata così priva di sicurezza. <strong>Stiamo creando un nemico temibile alle nostre porte.</strong> Lo minacciamo costantemente affermando che le truppe di Paesi membri della NATO saranno inviate in Ucraina, costruendo in Polonia e Germania eserciti potenti, aumentando la presenza militare al fianco EST della NATO, dichiarando che l’UE tra 4/5 anni sarà pronta per una guerra. </p>



<p>Gli equilibri della guerra fredda si erano già rotti in precedenza. <strong>L’entrata di Svezia e Finlandia è stata l’ultima picconata data al sistema di sicurezza in Europa. </strong>Sembrerebbe che le potenze europee vogliano fare di tutto affinchè Mosca attacchi rapidamente prima che il riarmo sia compiuto. Queste incongruenze da film Hollywoodiano portano la maggioranza degli analisti, e del ceto moderato che vota la destra e il centro-sinistra, <strong>a credere che non vi è un vero pericolo di guerra.</strong> Il teatro serve soltanto a far continuare la guerra in Ucraina, il massacro degli ucraini come dei russi, (gli strateghi militari concordano tuttavia che il rapporto dei caduti è a totale svantaggio ucraino).</p>



<p><strong>Vogliamo un nuovo Vietnam in Europa per sfiancare Mosca e scommettere che ceda.</strong> Purtroppo la Storia dovrebbe avere insegnato che non ci sono certezze su come gli eventi accadono e che strategie rischiose, come quelle scelte dall’Occidente bellicista, possono portare a incidenti e a concatenazioni di eventi non controllabili. Rimango per questo allibita al pensiero che tanti esponenti della classe dominante occidentale, includerei accademici, giornalisti e diplomatici, non si accorgano di quanto instabile sia divenuto il mondo. L’ideologia non può accecare. Le preoccupazioni per i figli e le generazioni future non dovrebbero essere una priorità?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alibi del nucleare iraniano</h2>



<p>In Medio Oriente il volto brutale dell’impero americano è ormai riconosciuto dalla maggioranza del centro-sinistra. <strong>Resta in piedi tuttavia il disegno politico,</strong> incoraggiato dallo spazio mediatico, di fare una differenza tra i due conflitti: in Ucraina e in Medio Oriente. Si paragona un criminale di guerra, artefice del genocidio di GAZA e delle atroci violenze in Cisgiordania, delle violazioni ripetute del diritto internazionale, di guerre mafiose e terroriste contro i vicini, (con l’attacco di Doha sono stati aperti otto fronti militari), a Putin che conduce una guerra contro l’esercito ucraino, rafforzato dall’intelligence e dalle armi NATO, con<br>bombardamenti a infrastrutture militari e civili e morti civili ucraini in numero inferiore, fino a prova contraria, rispetto alle vittime civili nelle guerre dell’Occidente.</p>



<p>È un peccato che l’elettorato borghese, moderato resti cieco di fronte alla manipolazione dell’opinione pubblica. <strong>Putin non è Netanyahu</strong>, leader accolto al congresso USA con una <em>standing ovation</em> e col quale gli esponenti della destra europea sognano di potersi fare un selfie. La repressione brutale degli autonomisti e terroristi ceceni ha potuto configurare crimini di guerra. Eppure c’è da chiedersi, come reagirebbe uno Stato minacciato dal terrorismo e da spinte separatiste e autonomiste nel caso sapesse che le insurrezioni autonomiste sono aiutate se<br>non pilotate da un Paese nemico. </p>



<p>Non ho documentazione sufficiente oppure non ho avuto modo di studiarla per capire se gli omicidi di cui Putin è accusato siano reali oppure un portato della propaganda. <strong>So tuttavia che il conflitto ucraino non ha nulla a che vedere col genocidio di Gaza.</strong> Lo sappiamo tutti e dovremmo stigmatizzare paragoni menzogneri. L’Ucraina e Gaza non si possono analizzare se si prescinde dal disegno di dominio imperialistico occidentale come si è modulato nella Storia. Rifiutiamo le istantanee che uccidono la complessità. La distruzione della cultura è il primo fattore dell’autoritarismo delle oligarchie liberali.</p>



<p>In Medio Oriente <strong>è ormai evidente che il nucleare iraniano sia divenuto un alibi per gli attacchi contro Teheran e lo stabilimento di un nuovo ordine regional</strong>e. Il Paese aveva sottoscritto il JCOA nel 2015 e si era obbligato al rispetto del tetto del 3,67% dell’arricchimento di uranio. Il JCPOA coinvolgeva i 5 memmbri del CDS ONU più Germania e Europa. L’uscita unilaterale di Trump dal Trattato nel 2018 ha reso gli obblighi vani. Teheran è tuttavia tornata a negoziare con l’AIEA e sottoscriverebbe nuovamente il JCOA con obblighi equi, non assimilabili al diktat dell’arricchimento zero di uranio imposto da Trump. Gli E3 hanno promesso nuove sanzioni mentre Cina e Russia, durante lo scorso Vertice SCO di Tjanin, hanno difeso l’Iran contestando la legittimità giuridica delle sanzioni occidentali. Il Paese sarebbe comprensibilmente pronto a negoziare al fine di evitare le minacce esistenziali a cui lo sottopone l’esibizione costante di muscoli dell’impero. <strong>Le azioni occidentali attraverso la pedina atlantica Israeliana sono palesemente contrarie al Diritto Internazionale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assalto all&#8217;America Latina</h2>



<p>Trump, grazie a Rubio che assomma le funzioni di Segretario di Stato e Consigliere per al Sicurezza Nazionale, <strong>ha aggiunto l’America Latina quale obiettivo delle politiche neo-conservatrici </strong>in Eurasia e in Medio Oriente, sintetizzabili nella strategia della forza contro il Diritto Internazionale al fine di ottenere cambiamenti di regime e la sottomissione di governi ancora non vassalli alle richieste mafiose relative alle fonti di energia e alle materie prime. L’attacco al Venezuela è in fase di preparazione. Il nuovo ordine regionale attende. Nulla è cambiato. La continuità con Bush ma anche con Clinton e Obama è evidente. Forse l’hard power prevale sul soft power ma gli obiettivi di dominio a spregio delle norme onusiane sono gli stessi. </p>



<p>L’Europa e i media del democratico Occidente sono pronti a nuove condanne verbali delle aggressioni trumpiane. Di fatto <strong>la classe politica europea si allinea alla postura bellicosa e eversiva degli Stati Uniti.</strong> Nel recente passato Bruxelles ha sostenuto i tentativi di cambiamento di regime a Caracas con sanzioni e l’appoggio al candidato fantoccio statunitense, Guaidò. I nuovi valori occidentali sembrano oggi includere il dominio dei Paesi sovrani attraverso il ricatto della violenza. La propaganda contro il narcotraffico venezuelano, accusa arbitraria, non documentata, prepara il terreno alla nuova aggressione e al battesimo della rinnovata Dottrina Monroe.</p>



<p><strong>Gaza costituisce l’incrinatura dalla quale partire per aprire gli occhi anche all’elettorato moderato</strong> sottolineando come la postura occidentale sia contraria agli interessidella maggioranza della società civile europea e americana. Il PD della Schlein nel caso esista, AVS e i 5 stelle, insieme alle numerose e dinamiche isole del dissenso che hanno arricchito la manifestazione per la pace del 5 aprile scorso, per non tradire la fiducia di tanti, potrebbero costituire una istanza politica che smaschera il disegno imperialista appoggiato dalle lobby della finanza, delle armi e di Israele. Il lavoro è lungo perché concerne le alleanze con i movimenti e le forze politiche in Europa. È tuttavia vitale a mantenere accesa la fiaccola della speranza. Anche di qui passa il ritorno alla nostra umanità.</p>



<p>(2.fine)</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-che-cosa-si-puo-fare-per-fermare-chi-vuole-un-vietnam-in-europa.html">Elena Basile: che cosa si può fare per fermare chi vuole un Vietnam in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Elena Basile: &#8220;Abbiamo ucciso il diritto, ora all&#8217;Onu due terzi del mondo votano contro l&#8217;Occidente&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elena-basile-abbiamo-ucciso-il-diritto-ora-allonu-due-terzi-del-mondo-votano-contro-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1408" height="792" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Onu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu.jpg 1408w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/onu-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1408px) 100vw, 1408px" /></p>
<p>Nel 1991, con la fie dell’URSS, gli Stati Uniti avrebbero potuto dare inizio a un sistema basato sul rispetto tra gli Stati. E invece...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-abbiamo-ucciso-il-diritto-ora-allonu-due-terzi-del-mondo-votano-contro-loccidente.html">Elena Basile: &#8220;Abbiamo ucciso il diritto, ora all&#8217;Onu due terzi del mondo votano contro l&#8217;Occidente&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em>Pubblichiamo la prima parte di un intervento di <strong>Elena Basile</strong>, già ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, editorialista e autrice di molti libri di narrativa (da </em>Donne, nient’altro che donne<em> del 1995 a </em>Frammenti di Bruxelles<em> del 2024) e di saggi (</em>L’Occidente e il nemico permanente<em>, 2024).</em></p>



<p>C’era una volta il Diritto Internazionale. Nel dopoguerra le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale hanno dato vita a un sistema di organizzazioni internazionali che traduceva in norme i rapporti di forza politici. Il diritto come è noto non è avulso dalla politica e dalla società. <strong>Il Consiglio di Sicurezza formato da 5 membri permanenti detentori del potere di veto contraddice l’uguaglianza degli Stati sovrani</strong> che pure è un principio onusiano. L’ostilità nata nell’immediato dopoguerra tra USA e URSS ha minato alla base l’efficacia di una Organizzazione che aveva l’ambizione dell’utilizzo della forza legittima. Le mediazioni tra Mosca e Washington nel sistema bipolare hanno tuttavia permesso in alcuni casi all’ONU di funzionare. Cito spesso la crisi di Suez oppure quella del Kippur al fine di evidenziare come il CdS sia riuscito, dato l’accordo tra le principali potenze, a temperare la violenza e a porre le condizioni per una mediazione. </p>



<p>Nel 1991, con la dissoluzione dell’URSS e l’inizio dell’unipolarismo, gli Stati Uniti, restati soli sulla scena internazionale, avrebbero potuto dare inizio a <strong>un sistema basato sul rispetto tra gli Stati, l’applicazione del diritto, la cooperazione in sostituzione della competizione e del dominio.</strong> Non mi sembra che così sia stato. Mi piacerebbe ascoltare in proposito i tanti politici e intellettuali che hanno interpretazioni differenti di quanto è accaduto. È ormai noto come le guerre di esportazione della democrazia, le rivoluzioni colorate, le primavere arabe, l’invasione della Libia siano state violazioni aperte dell’ordine internazionale creato nel dopoguerra. In breve, potremmo sostenere che, a partire dal 1997, L’OSCE e l’ONU, (nei suoi aspetti di organizzazione della sicurezza internazionale non in quelli settoriali che continuano a funzionare) siano state sostituite dalla NATO. </p>



<p><strong>L‘Occidente poteva permettersi di applicare le norme <em>a la carte</em> e di affermare di farlo a nome della Comunità Internazionale</strong>, concetto piuttosto ambiguo, in quanto gli sviluppi delle dinamiche internazionali, con la nascita dei BRICS e del Sud Globale, hanno dimostrato come il cosiddetto <em>Western World</em> sia divenuto una minoranza politica, economica, tecnologica e demografica. Gli Usa continuano a detenere un potere riconosciuto, basato sulla supremazia militare e su una <em>governance</em> economica costruita a loro vantaggio. L’egemonia tuttavia è crollata.</p>



<p>Spero che gli autorevoli accademici filoatlantici, dati alla mano, convengano che il baricentro del mondo si sta spostando, almeno dal 2008, in un processo graduale ma stabile, verso il Pacifico. Obama riconobbe immediatamente questa tendenza, poi sfociata nell’affermazione del mondo multipolare. <strong>Oggi due terzi del mondo votano all’ONU contro l’Occidente.</strong> La competizione con la Cina e le guerre in Ucraina come in Medio Oriente sono il riflesso di questi cambiamenti. È importante sottolineare che<strong> l’espansionismo della NATO ai confini con la Russia fu varato nel momento di massima forza dell’Occidente</strong>, quando Mosca era in ginocchio e non<br>poteva essere accusata di disegni imperialistici verso l’Europa. L’intenzione di desovranizzare il perdente della guerra fredda, definito dai politici statunitensi una stazione di benzina con armi nucleari, inizia a causa della volontà di dominio USA e dei problemi del capitalismo occidentale immerso nella trappola, del debito di cui la crisi del 2008 è stata la manifestazione piú evidente.</p>



<p>Il progetto di dominio imperialistico statunitense a cui l’Europa continentale ha resistito fino al 2014,(fino all’accelerazione degli eventi rappresentata dal colpo di Stato americano a Kiev e dalla successiva annessione russa della Crimea) è andato avanti con coerenza. Esso ha portato alla guerra con la Russia in quanto Mosca, avendo una storia e una potenza diverse, ha rifiutato di giocare il ruolo del perdente della guerra fredda. <strong>Non ha voluto essere succube di Washington come<br>gli sconfitti della seconda guerra mondiale: Germania, Giappone e Italia</strong>. La narrazione attuale astorica motiva il conflitto per procura tra la NATO e la Russia in Ucraina quale guerra difensiva, una reazione alla minaccia rappresentata da Mosca. L’incongruenza sembrerebbe palese. Probabilmente la classe politica occidentale<br>considera il rifiuto della Russia, (i cui aspetti geografici, economici, energetici e geo-politici sembrerebbero non noti e certamente sottovalutati,) a farsi sottomettere dall’impero economico alla stregua di <strong>una minaccia esistenziale per la nostra centralità e per i privilegi della classe dominante da Washington a Bruxelles.</strong></p>



<p>Sono convinta che questa analisi potrebbe essere condivisa da molti esponenti dell’<em>establishment</em>. La differenza non sta nell’analisi ma nella posizione. Ricordo ancora le parole di un Segretario Generale della Farnesina secondo il quale<br>per fare politica bisogna accettare il principio di realtà costituito <strong>dal Neoliberismo europeo, dal filo-atlantismo e dal cieco rispetto del nostro ruolo nel quadro gerarchico della NATO e dell’Europa</strong>. Insomma non c’è alternativa. Lo slogan della Thatcher ha coniato la politica occidentale e ha portato al governo le due destre: l’una populista, l’altra tecnocratica. La minaccia della terza guerra mondiale e dell’estinzione della vita sulla terra sono tuttavia variabili che smascherano la follia del presunto realismo. La mia speranza è che politici, accademici e diplomatici, alla luce della razionalità, se ne accorgano in tempo.</p>



<p>(<em>1. continua</em>)</p>



<p><br></p>
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		<title>Elena Basile: &#8220;L&#8217;Occidente, complice del genocidio di Gaza, cerca di riscrivere la storia del Medio Oriente&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elena-basile-loccidente-complice-del-genocidio-di-gaza-cerca-di-riscrivere-la-storia-del-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 13:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaxa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 7 ottobre Hamas ha compiuto un feroce attacco terroristico,scrive Elena Basile. Ma le radici di Hamas stanno nell'occupazione di Israele. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gaxa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/gaza-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><em>Pubblichiamo la terza e ultima parte di un intervento su Europa, Usa, Ucraina, Russia, Israele e le élite politiche Ue di <strong>Elena Basile</strong>, già ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, editorialista e autrice di molti libri di narrativa (da </em>Donne, nient’altro che donne<em> del 1995 a </em>Frammenti di Bruxelles<em> del 2024) e di saggi (</em>L’Occidente e il nemico permanente<em>, 2024).</em></p>



<p>In Medio Oriente il progetto del grande Israele continua. La tappa più recente è costituita dall’ invasione di Gaza. Il governo neo-nazista di <strong>Netanyahu realizza in modo coerente la cancellazione di un popolo</strong>, massacrato, torturato, affamato. Bambini mutilati, denutriti, senza soccorsi sono ritratti da giornalisti e civili palestinesi. Al netto della retorica, dei piagnistei e dei finti riconoscimenti della Palestina, l’Occidente è complice del genocidio. Soltanto la fine di ogni cooperazione politica, economica e militare, accompagnata da sanzioni economiche durissime, potrebbe temperare la violenza di uno Stato canaglia come<br>Israele. </p>



<p>Tel Aviv attacca i vicini contro ogni norma internazionale. Gli Houty sono, come gli Hezbollah, gli unici che sulla propria pelle si ribellano all’azione di Israele, incarnando un’eroica resistenza. <strong>Sono puniti da una potenza militare, nucleare e tecnologica , senza uguali nella regione.</strong> <strong>Il Governo della destra messianica israeliana ha bisogno delle guerre per restare in piedi.</strong> Le campagne<br>contro la Siria, il Libano, l’Iran si alternano a quelle contro Gaza. Il 7 ottobre ha reso maggiormente evidente l’illegalità internazionale, l’ideologia razzista, e la violenza militare di un Paese che, tuttavia, in passato non ha rispettato il diritto Internazionale e le Risoluzioni, (anche quelle vincolanti del Consiglio di Sicurezza), dell’ONU, ha colonizzato terre non proprie, ha creato forme di apartheid, ha<br>incarcerato minori, ha praticato la tortura contro civili inermi, non solo contro i miliziani di Hamas. </p>



<p>In Cisgiordania il sopruso razzista e l’illegalità non sono cessati, malgrado Hamas non esista in questo territorio vessato da decenni da Tel Aviv. <strong>Hamas è una organizzazione dedita alla lotta armata, segretamente finanziata dalla Cia e da Israele, contro al Fatah</strong> al fine di rompere l’unità palestinese. È stata eletta democraticamente e nel 2007 ha cercato un dialogo politico. L’Occidente non ha mai voluto iniziare con Hamas quel processo virtuoso realizzato con l’OLP, nata come organizzazione terrorista, e che ha permesso i negoziati di Oslo. Dal 2000 in poi la destra israeliana ha sconfessato la soluzione dei due Stati e il progetto del Grande Israele è stato portato avanti con la complicità dell’Occidente. </p>



<p>Queste premesse hanno portato al genocidio odierno, <strong>giustificato dall’attacco subito il 7 ottobre, un attacco feroce e terrorista anche contro la popolazione civile. </strong>Si attende, tuttavia, una inchiesta indipendente internazionale al fine di verificare quanti morti siano dovuti al fuoco amico e alla <strong>direttiva israeliana Hannibal</strong> che permette l’uccisione da parte dell’esercito nazionale di civili israeliani al fine di non farli divenire ostaggi. Le atrocità attribuite dalla propaganda occidentale a Hamas, quali decapitazione di bambini e stupri di donne, sono state smentite. Si deve ancora verificare se il governo Israeliano ha peccato di negligenza o di complicità, al fine di permettere l’attacco del 7 Ottobre, utilizzato da Netanyahu e dall’Occidente come alibi per giustificare il genocidio del popolo palestinese. </p>



<p>Tutti gli intellettuali, gli attivisti e gli esperti giuridici dell’ONU, sono costretti dalla stampa di regime a una condanna astorica, moralistica del terrorismo di Hamas per potere dare credibilità alla denuncia delle attività criminali di Israele. La verità è che Hamas esiste perché esiste la violenza razzista, illegale di Israele contro una popolazione indifesa. <strong>Condannare Hamas senza tenere conto della realtà storico-politica nella quale nasce, è un’operazione sottoculturale e di regime.</strong> Se ci fosse stata la volontà politica Israeliana e Occidentale, oggi in Palestina avremmo due Stati che convivono e hanno risolto diplomaticamente le loro controversie. Come ho scritto nell’<em>Occidente e il nemico permanente</em>, il fallimento della diplomazia è dovuto in gran parte a Occidente e lobby di Israele. I Paesi arabi hanno perseguito i propri interessi, utilizzando la causa palestinese, per i propri giochi geopolitici. La miopia politica di al Fatah e il massimalismo hanno contribuito a far morire un dialogo a vantaggio dei Palestinesi. Il terrorismo di Hamas è una conseguenza di un quadro geo-politico, di un processo storico e della distruzione del multilateralismo.</p>



<p>Repetita Juvant ma la lotta è impari. Il <strong>soft power occidentale è invincibile.</strong> La maggioranza è manipolata o impotente. L’autoritarismo avanza. L’assurdo è che l’Occidente, artefice principale dell’illegalità internazionale e del disordine nel quale viviamo, si presenta come il difensore della pace, della democrazia e dei diritti umani. George Orwell, uno scrittore visionario, aveva previsto la manipolazione a opera di un potere dittatoriale e l’adesione surrealistica della società civile. L’assurdo e il grottesco sono le dimensioni consone al secolo<br>ventunesimo.</p>



<p>(3. fine. Per le puntate precedenti: <a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-cosi-loligarchia-illiberale-ha-trasformato-leuropa-nel-braccio-della-nato.html">qui</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-il-vertice-in-alaska-una-concessione-di-putin.html">qui</a>)</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/elena-basile-loccidente-complice-del-genocidio-di-gaza-cerca-di-riscrivere-la-storia-del-medio-oriente.html">Elena Basile: &#8220;L&#8217;Occidente, complice del genocidio di Gaza, cerca di riscrivere la storia del Medio Oriente&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Elena Basile: &#8220;Il vertice in Alaska? Una concessione di Putin&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elena-basile-il-vertice-in-alaska-una-concessione-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 10:35:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Mosca vuole una pace durevole in Europa ma la prima condizione è che l'Ucraina non diventi una piattaforma per l'attacco alla Russia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Putin" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/putin-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><em>Pubblichiamo la seconda parte di un intervento su Europa, Usa, Ucraina, Russia, Israele e le élite politiche Ue di <strong>Elena Basile</strong>, già ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio, editorialista e autrice di molti libri di narrativa (da </em>Donne, nient’altro che donne<em> del 1995 a </em>Frammenti di Bruxelles<em> del 2024) e di saggi (</em>L’Occidente e il nemico permanente<em>, 2024).</em></p>



<p>L’allineamento alle guerre dei neo conservatori Usa in Ucraina e Medio Oriente ha tolto all’UE quel residuo di dignità che le era rimasto. Il tradimento degli interessi del popolo europeo è eclatante. Draghi ha inoltre difeso a Rimini l’integrazione UE fingendo di non sapere che essa, senza legittimità democratica, rafforzerebbe la burocrazia al servizio dell’imperialismo USA. <strong>L’UE federale non può essere costruita con piccoli emendamenti.</strong> Non è il voto a maggioranza che renderà l’UE capace di una politica estera autonoma e di perseguire gli interessi geopolitici e economici delle classi lavoratrici europee. </p>



<p>Il popolo europeo esiste se viene individuato un interesse comune basato sul compromesso geopolitico e economico tra Nord e Sud dell’Europa. L&#8217;interesse comune esiste se ci limitiamo all’Europa continentale del nocciolo duro, non a quella dei 27 Stati di cui una buona parte vuole soltanto partecipare ai benefici economici e obbedire agli interessi di Washington. L’Europa federale, unione politica democratica, <strong>si può perseguire soltanto con una rivoluzione dell’impianto istituzionale e una revisione importante dei Trattati</strong>. Il progetto di Draghi e di Gentiloni è tuttavia differente. Essi perseguono una UE burocratica e asservita agli interessi non di Trump ma dello stato profondo USA, del partito trasversale DEM di cui la loro carriera politica è debitrice. </p>



<p>Bisogna vincere le resistenze nazionali e statali, la maggioranza deve schiacciare la minoranza per rafforzare il potere di una organizzazione senza anima che ha tradito gli ideali di pace e prosperità, il sogno federale e di una politica estera basata sull’autonomia strategica da Washington, lo Stato sociale, un modello di società opposto a quello neo liberista statunitense. <strong>Lo Stato profondo USA si sposta a Bruxelles.</strong> L’Occidente non si è spezzato, rantola e sopravvive nel contrasto ai parvenu alla Trump, generati da un sistema fallito. </p>



<p>Repetita juvant e con riluttanza ritorno sulla possibile pace in Ucraina. Premetto che la difesa delle ragioni geopolitiche della Russia mi porta soltanto svantaggi, ad esempio l’ostracismo dell’establishment, la mancanza di incarichi cosmetici e danarosi che tanti ex Ambasciatori ottengono, soprattutto la mancanza di recensioni sui giornali più letti e i media più ascoltati dei miei sette libri di narrativa. Sono l’unica donna in italia, ex Ambasciatrice, che scrive romanzi e racconti. Soltanto per questo dovrei forse ricevere un minimo di attenzione, di critica anche soltanto negativa. Premessa necessaria per rispondere ai filoatlantici, che <strong>dalle loro esternazioni a favore della narrativa NATO traggono benefici e prebende</strong>. Con una protervia unica gli stessi accusano i dissenzienti di filoputinismo come se noi avessimo dei tornaconti personali come loro, nell’ascoltare la nostra coscienza e nell’analizzare le dinamiche internazionali con onestà intellettuale. </p>



<p>La Russia non ha chiesto il Vertice in Alaska ma lo ha concesso. Il Paese avanza sul campo militare e il tempo gioca a suo favore. Avanza lentamente per non sprecare le vite dei russi e per non commettere crimini di guerra contro una popolazione affratellata come quella ucraina. <strong>Potrebbe radere al suolo le città come noi abbiamo fatto con Dresda,</strong> oppure più recentemente con Bagdad. Invito coloro che si deliziano nel chiamare Putin il mostro, il macellaio, di spiegarmi il contrario. Contiamo le vittime civili di questo conflitto e paragoniamo il numero con altri conflitti durati tre anni. Cerchiamo di essere onesti. Soprattutto vergognamoci di paragonare la Russia a Israele. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel che serve per una pace durevole</h2>



<p>Mosca non ha cambiato la sua posizione. <strong>Vuole una pace durevole in Europa che annulli le cause del conflitto.</strong> La neutralità ucraina deve tornare in Costituzione, il Paese deve essere smilitarizzato oppure contare su un esercito nazionale ridimensionato, non su una piattaforma occidentale, anglosassone per l’attacco alla Russia. I territori occupati, soprattutto quelli già annessi del Donbass, le cui popolazioni russofone, bombardate dal Governo centrale ucraino, con la complicità occidentale, durante la guerra civile durata 8 anni, hanno da tempo espresso il desiderio di fare parte della Russia. Dopo tre anni di guerra Mosca, che per tasso demografico decrescente, estensione della sua superficie e materie prime, non è interessata alla conquista di nuovi territori, non potrà che fare minime concessioni. La maggiore è fermarsi. </p>



<p><strong>No Ucraina nella NATO significa no NATO in Ucraina</strong>. La Russia considera la NATO ai suoi confini una minaccia esistenziale. Le garanzie di sicurezza NATO all’Ucraina permetterebbero a Kiev di ritornare con mille provocazioni al conflitto, trascinando i Paesi NATO o alcuni di essi. Le garanzie possono essere soltanto quelle dei Pesi europei e BRICS, come comprenderebbe anche un bambino, in nome dell’equità e di una pace duratura. Altre concessioni vi potrebbero essere in un negoziato aperto con un Occidente che ha cambiato postura, elimina le sanzioni e torna ai principi di Helsinki, difesi recentemente dal Papa. </p>



<p>Gli Europei e il loro fantoccio, Zelenski, chiedono invece il cessate il fuoco che consentirebbe all’Ucraina di meglio armarsi e riprendere la guerra. <strong>Impongono condizioni alla potenza che vince sul campo militare</strong>, cosa mai vista nella storia e accentuano una postura bellicista, continuando a utilizzare Kiev per erodere il potere russo, in accordo al piano ben illustrato da <strong>Zbigniew Brzezinski</strong> nel libro &#8220;La Grande Scacchiera&#8221; pubblicato nel 1997. Si permettono ancora di affermare che l’Ucraina entrerà un giorno nella NATO. Esitano tuttavia a farla entrare in Europa, malgrado Putin abbia affermato di non essere contrario a un percorso di avvicinamento di Kiev all’UE. </p>



<p>Qualcuno ha avuto la brillante idea di affermare che le sorti del conflitto con la Russia possono essere mutate come è avvenuto con la Germania nazista, durante la seconda guerra mondiale. Dimenticano che all’epoca non avevamo l’arma nucleare, un piccolo dettaglio che strateghi e politici occidentali continuano a cancellare. La Russia in caso di sconfitta, essendo la NATO molto più potente politicamente, economicamente e militarmente, <strong>ricorrerebbe all’arma nucleare in propria difesa, come è chiaramente sancito nella dottrina militare russa.</strong> A prescindere dal nucleare, Mosca può essere sconfitta da una entrata in guerra, con gli stivali sul campo, di americani e europei per contrastare un milione e trecento unità russe. Proporrei che i figli dei leader guerrafondai diano l’esempio e comincino a ora a combattere per Kiev. Vaneggiano. Non so se ne sono consapevoli. In effetti per ora obbediscono agli ordini. <strong>Bisogna continuare il conflitto fino all’ultimo ucraino a beneficio della finanza e delle lobby delle armi.</strong> Naturalmente non lo confessano la sera guardandosi nello specchio. Non ascoltano il Grillo Parlante come Pinocchio, si sono ormai immedesimati nei loro alibi, nella favola di Parsi: la difesa di una democrazia aggredita contro un mostro, un autocrate senza scrupoli.</p>



<p>(2. continua)</p>



<p></p>



<p><br></p>
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		<item>
		<title>Elena Basile: &#8220;Così l&#8217;oligarchia (il)liberale ha trasformato l&#8217;Europa nel braccio della Nato&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/elena-basile-cosi-loligarchia-illiberale-ha-trasformato-leuropa-nel-braccio-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 07:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="890" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662-1024x475.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662-768x356.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662-1536x712.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828091427195_a3c94e0850c4a6028bf62412f0e5f61b-e1756365312662-600x278.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le politiche neo liberiste e di austerity hanno reso l'Europa dipendente  dal capitalismo finanziario Usa. E ora fanno sì che...</p>
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<p><em>Pubblichiamo la prima parte di un intervento su Europa, Usa, Ucraina, Israele e le élite politiche Ue di <strong>Elena Basile</strong>, già ambasciatrice d&#8217;Italia in Svezia e in Belgio, editorialista e autrice di molti libri di narrativa (da </em>Donne, nient&#8217;altro che donne<em> del 1995 a </em>Frammenti di Bruxelles<em> del 2024) e di saggi (</em>L&#8217;Occidente e il nemico permanente<em>, 2024).</em> </p>



<p>Se vogliamo avere contezza delle contraddizioni delle oligarchie illiberali bisogna concentrarsi sul pensiero progressista e stanare l’ipocrisia che lo domina. Sono colpita da come i media più ascoltati riescano a continuare a sabotare i deboli tentativi di mediazione che Mosca e Washington potrebbero raggiungere sull’Ucraina e presentarsi, insieme alle classi dirigenti europee, come i detentori di una morale basata su Rule of Law e diritti umani. Era chiaro ai più che la difesa di questa narrativa <strong>non era conciliabile con il sostegno al genocidio in corso a opera di Netanyahu</strong>. Questo spiega come mai su alcuni giornali del mainstream la denuncia dei crimini di guerra in Cisgiordania, del genocidio di Gaza e del regime fascista di Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir sia ormai comune. Articoli che ci consolano e che potrebbero uscire dalla nostra penna. </p>



<p>La denuncia del terrorismo di Stato di Israele non è tuttavia accompagnata dalla proposizione realistica di politiche di concreto isolamento del Paese. L’unica possibilità di frenare la <em>yubris</em> israeliana sarebbe costituita dalla fine della cooperazione politico-militare, economica, energetica con Israele dei Paesi europei. Sanzioni dure, 18 pacchetti di sanzioni alla stregua di quelle applicate alla Russia, dovrebbero essere sostenute fortemente. <strong>Ursula von Der Leyen</strong> e <strong>Kaja Kallas</strong> potrebbero essere assediate e costrette ad affermare che l’UE ha raggiunto una decisione comune dalla quale si astengono l’Ungheria, l’Italia e pochi altri. Non avviene purtroppo. Messi alle strette i Macron, Starmer e Mertz,per citare i più influenti, che fingono di disapprovare genocidio, apartheid e invasione di Gaza, non oserebbero prendere alcuna misura concreta che penalizzi Israele. </p>



<p><strong>Si tratta della stessa posizione di tanta parte della diaspora ebraica</strong>, che si mette la coscienza a posto con la critica al genocidio di Netanyahu, incidente di percorso, di una storia di Israele non esaminata nelle sue premesse che hanno determinato i crimini odierni. Si comprende allora come Trump, Meloni, Orban, la destra radicale che sta crescendo in Europa, <strong>non sia poi così differente dal Partito trasversale DEM al potere.</strong> È vero che la forma ha una sua rilevanza politica. Tra Hitler e i ceti capitalistici che si esprimevano nei liberali tedeschi e che hanno permesso l’ascesa del dittatore al potere, esisteva una differenza. Churchill non era Hitler sebbene durante i primi incontri sia stato favorevolmente colpito dalla personalità del razzista psicopatico. Rimane importante comprendere che la Meloni oggi è al potere perché abbiamo sperimentato la politica del pensiero unico DEM la cui migliore manifestazione si è avuta in <strong>Mario Draghi</strong>. </p>



<p>E in effetti la destra radicale è oggi sdoganata e benedetta. Il nostro Presidente della Repubblica, emblema del pensiero liberale e democristiano, progressista, filo-atlantico e subordinato alla lobby dei DEM, convive con la Meloni, sostiene la guerra in Ucraina e, molto cautamente, ha iniziato a pronunciare qualche parola di condanna contro la violenza esercitata contro i Palestinesi, i nuovi paria, i nuovi ebrei. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Così l&#8217;Europa ha tradito i suoi principi</h2>



<p>Per stanare i farisei di regime, le opposizioni dovrebbero con una mobilitazione costante in Parlamento e nella società civile <strong>pretendere dai Governi europei sanzioni durissime e l’isolamento dello Stato canaglia</strong>. Disperdersi in mille iniziative, rilevanti in quanto prova della indignazione civile ma prive di effetto, non giova alla nostra causa. Ho letto con molto interesse gli articoli di Migone e D’Orsi di cui ammiro da tempo il pensiero e la passione civile. Dubito tuttavia che riusciremo a resuscitare i caschi blu dell’ONU che dovrebbero cimentarsi in un confronto militare con Israele coperto e difeso dagli USA. Cina, Russia e Paesi arabi non potrebbero sostenere una azione in grado di provocare una escalation verso la terza guerra mondiale. La sola azione unitaria che rimane è una guerra economica a Israele. </p>



<p>Cerchiamo di svelare l’ipocrisia dei DEM al potere per mostrare all’opinione pubblica moderata e manipolata, che essi non sono diversi da Trump o dalla destra radicale che si fa i selfie con Netanyahu. Si potrà in questo modo ricostruire il filo di una politica europea che ha tradito i suoi principi ed <strong>è divenuta, come volevano i suoi artefici da Draghi a Gentiloni, da Macron a Starmer, il braccio operativo della NATO</strong> per le guerre imperiali in Ucraina come in Medio Oriente. Nel discorso surrealistico di Rimini, Draghi ha criticato l’UE che si arrende a Trump, accettando i dazi e il diktat su energia e investimenti. Ha finto di non sapere che la UE mercato e burocrazia sottomessa alle lobby degli affari è stata costruita da lui, da Monti, da Prodi, da Gentiloni e dai loro colleghi europei. Almeno i nordici e i britannici non piangono lacrime di coccodrillo. Loro sanno bene che l’UE odierna è una cinghia di trasmissione degli interessi di Black Rock. L’osmosi è evidente. Il cancelliere Metz come è noto lavorava per <strong>Larry Fink</strong>. </p>



<p>Le politiche neo liberiste e di austerità, volute fortemente da Draghi, sono state alla base della dipendenza dell’Europa dal capitalismo finanziario USA, dell’affossamento dell’EURO, di una relazione debitori creditori che è stata a vantaggio dei creditori. I debitori chiamati gentilmente Piigs hanno ceduto sovranità economica senza ottenere solidarietà e meccanismi di compensazione. L’accettazione del sistema creato a Maastricht e dei <em>fiscal compact</em> ha portato a <strong>un drenaggio di risorse dai più poveri Stati meridionali ai più ricchi del Nord.</strong> Il “quantitative easing”, le iniezioni di liquidità promosse da Draghi a imitazione di quanto andava facendo la FED a Washington e le politiche di austerità hanno contribuito alla crescita dei profitti bancari e finanziari a spese delle classi lavoratrici europee. Chiedere oggi un mercato di capitali europei, debito comune, unione bancaria e fiscalità comune da parte di Draghi <strong>è un paradosso tragicomico. </strong>L’UE che questa classe dirigente ha voluto è stata una organizzazione burocratica, dominata economicamente dai tedeschi e colonia geopolitica degli USA. </p>



<p>(1. continua)</p>



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