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	<title>Turismo sessuale Archives - InsideOver</title>
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	<title>Turismo sessuale Archives - InsideOver</title>
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		<title>La prostituzione in Thailandia oltre i luoghi comuni</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-prostituzione-in-thailandia-oltre-i-luoghi-comuni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Polese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 14:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Prostituzione in Thailandia (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Chiang Mai, Thailandia) Le parole di papa Francesco sulla piaga del turismo sessuale in Thailandia hanno fatto il giro del mondo, facendo tornare a galla un tema complesso, troppo spesso banalizzato e sicuramente poco approfondito, che in molte occasioni è stato messo al pari della pedofilia e della tratta. Nulla di più sbagliato. Negli anni microfoni e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-prostituzione-in-thailandia-oltre-i-luoghi-comuni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Prostituzione in Thailandia (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Prostituzione-in-Thailandia-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong style="font-style: italic;">(Chiang Mai</strong><strong>,</strong> <strong>Thailandia) </strong>Le parole di <strong>papa Francesco</strong> sulla piaga del <strong>turismo sessuale in</strong> <strong>Thailandia</strong> hanno fatto il giro del mondo, facendo tornare a galla un tema complesso, troppo spesso banalizzato e sicuramente poco approfondito, che in molte occasioni è stato messo al pari della pedofilia e della tratta. Nulla di più sbagliato.</p>
<p>Negli anni microfoni e telecamere nascoste di grandi e piccole televisioni e giornali, si sono “infiltrate” nei quartieri a luci rosse presenti in tutto il “Paese dei Sorrisi”, ridicolizzando qualche connazionale intento a fare battute di pessimo gusto in uno dei tanti <em>gogo bar</em> della Thailandia. Ma nessuno dei grandi media, fino ad ora, ha cercato di approfondire realmente. Nessuno, infatti, ha mai cercato di capire come e perché il fenomeno della <strong>prostituzione</strong> abbia dei numeri così alti. Oppure, molto semplicemente, ha cercato di capire perché questa situazione venga accettata dalla società Thai.</p>
<p>Da ormai un decennio viaggio per il Sud-Est asiatico e da un paio d&#8217;anni vivo nel Nord della Thailandia. E questo mi ha portato ad essere sempre più convinto che, in generale, quando parliamo di Asia, lo facciamo esclusivamente con un&#8217;ottica occidentale, sbagliando. Perchè non si possono utilizzare gli stessi parametri di giudizio. Troppo spesso, infatti, ci dimentichiamo che qua ci sono altri usi e costumi. Altri modi di fare e pensare. Un&#8217;altra religione e altre tradizioni.</p>
<h3>Origine della prostituzione in Thailandia</h3>
<p>La prostituzione nel “Paese dei Sorrisi” ha origini antiche e non ha nulla a che fare con il turismo sessuale occidentale. Al contrario di quello che molti pensano, infatti, i primi bordelli &#8211; legalizzati da Re Rama V nel lontano 1934 &#8211; sono stati aperti per soddisfare la<strong> popolazione locale</strong> che, ancora oggi, ne è il principale fruitore.</p>
<p>Siroj Sorajjakool, autore del libro <em>Human Trafficking in Thailand: Current issues, trends, and the role of the Thai government</em>, scrive che l&#8217;inizio del sesso a pagamento risale ai primi anni del Novecento. Mentre il nascere di un mercato del sesso per i <em>farang</em> &#8211; gli stranieri &#8211; inizia quasi sessant&#8217;anni dopo, come in altri Paesi del Sud-Est asiatico, con l&#8217;arrivo delle truppe americane impegnate nella <strong>guerra in Vietnam</strong>. Ufficialmente, poi, dopo varie pressioni da parte delle Nazioni Unite, la prostituzione è diventata illegale nel 1960, nonostante sia praticata apertamente sotto gli occhi di tutti attraverso diversi escamotage.</p>
<h3>Parte integrante della società</h3>
<p>Pochi lo sanno, ma gran parte dei Thai vede la prostituzione come parte integrante del tessuto sociale della Nazione, tanto che il sesso prematrimoniale, occasionale ed extraconiugale è accettato dalla maggioranza della popolazione.</p>
<p>“La nostra società ha sempre accettato il concubinaggio e la prostituzione. Perdere la verginità in un bordello è un rito di passaggio per i giovani thai”, <a href="https://www.rivistastudio.com/il-codice-bordello/" target="_blank" rel="noopener">ha spiegato in un&#8217;intervista la professoressa Pasuk Phongpaichit</a> della Chulalongkorn University di Bangkok, autrice di <em>Guns, Girls, Gambling, Ganja</em>, un libro sull’economia illegale.</p>
<p>A confermare le parole della docente è anche un rapporto realizzato dal <a href="https://kinseyinstitute.org/" target="_blank" rel="noopener">Kinsey Institute</a>, dovi si legge che il 90% dei maschi thailandesi intervistati ha ammesso di aver fatto sesso con una prostituta e il 74% di aver perso la verginità con una <em>sex worker</em>.</p>
<p>“Frequentare i bordelli è una forma di socializzazione, un’occasione d’incontro tra colleghi, un modo informale di fare affari. Alcuni sono un vero status symbol riservati ai rappresentanti delle élite”, ha aggiunto Phongpaichit. Non è difficile, infatti, che un appuntamento di lavoro si concluda in qualche sala massaggio.</p>
<h3>La questione economica</h3>
<p>Un altro aspetto da tenere in considerazione è la questione economica. Nella società thai, infatti, il <strong>denaro</strong> conta più di qualsiasi altra cosa. “Molte prostitute non si considerano vittime e fanno ciò che fanno a causa delle opportunità economiche che ne derivano”, scrive Sorajjakool, che nel suo volume riporta le storie di tante donne che volontariamente sono entrate nell&#8217;industria del sesso con l&#8217;unico scopo di migliorare velocemente il proprio stile di vita. Una differenza sostanziale se paragonata alle tristi storie di abusi che siamo abituati a sentire.</p>
<p>Gran parte delle ragazze che vendono il loro corpo arrivano dalle zone più povere del Paese, in particolare dall&#8217;Isaan. E, grazie alla loro professione, riescono a mantenere intere famiglie. Proprio per questo, non esiste neanche una minima condanna di tipo morale o religioso nei loro confronti. Tanto che il lavoro sessuale in Thailandia è considerato del tutto normale, paragonabile a qualsiasi altro impiego.</p>
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		<title>La piaga del turismo sessuale in Nicaragua</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/nicaragua-linfanzia-perduta/la-piaga-del-turismo-sessuale-in-nicaragua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 14:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
<p>Davanti alla chiesa della Madonna di Guadalupe un carro nero trainato da cavalli procede a rilento. Un gruppo di donne con il volto velato adegua il passo alla marcia intonata dalla banda per il funerale. Nicaragua, anno 2017. Sembra di stare in un altro secolo. È come se il tempo si fosse fermato. Le splendide &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/nicaragua-linfanzia-perduta/la-piaga-del-turismo-sessuale-in-nicaragua.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/03/granada_X0A1939-1-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p><p>Davanti alla chiesa della Madonna di Guadalupe un carro nero trainato da cavalli procede a rilento. Un gruppo di donne con il volto velato adegua il passo alla marcia intonata dalla banda per il funerale. <strong>Nicaragua</strong>, anno 2017. Sembra di stare in un altro secolo. È come se il tempo si fosse fermato. Le splendide architetture coloniali, costruite cinquecento anni fa dagli spagnoli, sono ancora lì. Tale e quale è rimasta anche la natura. Il vulcano Mombacho fuma in lontananza, e per chi non se la sente di risalirne le falde, resta l&#8217;alternativa di navigare il lago Cocibolca. Si dice abbia 365 isole, una per ogni giorno dell&#8217;anno, un regalo del grande vulcano Mombacho. Città a tinte forti, Granada, passa con estrema facilità dal chiaro allo scuro. Bella come poche è una delle mete turistiche più frequentate del Nicaragua, accoglie più di mezzo milione di visitatori l&#8217;anno, ma si trova a fare i conti con un drammatico incremento della prostituzione sessuale commerciale. Secondo i dati dell&#8217;Ong Aconifa, circolano ogni giorno almeno cinquanta bambine e bambini che si trovano in una situazione di schiavitù sessuale, vittime di un turismo senza scrupoli, prevalentemente straniero.</p>
<p><strong>La dimensione del problema sfugge alle stime</strong>. Per la Federatiòn Coordinadora Nicargüense de Ong (Codeni), che lavora per la protezione dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, circa 20mila minori nicaraguensi sono vittime di sfruttamento nelle sue molteplici manifestazioni: pornografia, pedofilia, prostituzione, tratta. A Granada il crimine più odioso si consuma in pieno centro cittadino. Tra i vicoli che ospitano la movida si aggirano le “<strong>chicleras</strong>”, ragazzine tra i 12 e i 17 anni, che smerciano per pochi dollari frutta e chincaglierie. In realtà, per alcune di loro, quella è solo una “copertura” per trovare un cliente a cui vendere il proprio corpo. L&#8217;adescamento è questione di pochi minuti. Nessuna domanda sull&#8217;età, malcelata dal trucco pensante. Attorno tanti occhi che scambiano l&#8217;orrore per normalità. Un&#8217;epidemia difficile da arginare. Il denaro compra il silenzio e dietro al marcio dei rapporti forzati, legati alla perversione del singolo, si nasconde l&#8217;incubo di <strong>reti strutturate di pedofili</strong>, come testimoniano alcuni arresti balzati agli onori della cronaca.</p>
<p>&#8220;Lo sfruttamento sessuale infantile remunerato si manifesta sopratutto nella produzione di <strong>materiale pedopornografico</strong> e turismo con finalità sessuale. In un sondaggio realizzato con l&#8217;Unicef è stato rilevato come Granada venga considerata una destinazione proprio per questo tipo di scopo&#8221; spiega Karla Sequeira di Aconifa. Un marchio infamante quanto inaccettabile per la città, che nel 2004 ha spinto le istituzioni a una forte presa di posizione. L&#8217;Unicef, insieme all&#8217;Istituto Nicaraguense del Turismo (Intur) e alla Camera Nazionale del Turismo (Canatur), ha varato il Codice di Condotta per la protezione di bambine, bambini e adolescenti contro lo sfruttamento commerciale sessuale di matrice turistica. Tra i firmatari agenzie di viaggio, compagnie di trasporto, ristoratori e albergatori. Grazie all&#8217;opera di educazione, fatta attraverso il protocollo, è stato recentemente smantellato un traffico di adolescenti tra Granada e Masaya, inoltre, in un hotel granadino, è stato sequestrato del materiale che ritraeva minorenni.</p>
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<p><em>Marzia Ferrone</em></p>
<p>&#8220;Il lavoro per incentivare il turismo responsabile continua. Il Codice di Condotta è stato il primo passo per dare vita a una serie di azioni calate nella dimensione locale, per sensibilizzare le strutture ricettive e creare un cambio di mentalità. È fondamentale veicolare l&#8217;idea che ospitare un turista che vuole portarsi in camera un minore, non è un vantaggio per i propri affari, ma un danno per l&#8217;immagine dell&#8217;attività&#8221; sottolinea Grisel Camille, di Canatur, che sta cercando di includere nelle politiche di contrasto anche le strutture extra-alberghiere, come le 124 case granadine affittate con Airbnb.</p>
<p>Chi viene violato nell&#8217;età del gioco è spesso vittima tre volte: del turista che ne compra l&#8217;innocenza, della connivenza famigliare e anche di una buona dose di complicità sociale. In Nicaragua il 68% degli abusi a danno di minori avviene tra le mura domestiche. Povertà, disgregazione familiare, assenza di spazi ricreativi sono fattori che alimentano la domanda.</p>
<p>&#8220;La cosa più difficile è supportare le vittime, renderle consapevoli di aver subito una violenza e di non considerarla un lavoro. Questo processo di riappropriazione di sé è lungo e faticoso. Per spezzare la catena occorre coinvolgere anche la famiglia così da avviare un effettivo cambiamento culturale&#8221; aggiunge Sequeira. Una rivoluzione dal basso alla quale contribuisce il Centro Carita Feliz, realizzato nel 2001 dal filantropo Peder Kolind, console onorario di Danimarca in Nicaragua. Il signor Kolind ha costruito una struttura che accoglie ogni giorno un migliaio di bambini, serve ogni anno 100.000 pasti e organizza quotidianamente corsi di danza, matematica e laboratori manuali gratuiti. Alle varie attività prendono parte bimbi dai 3 anni in su. &#8220;Il nostro obiettivo è dare agli alunni una visione differente, attraverso l&#8217;arte si impara la disciplina, si prende consapevolezza del proprio corpo e questo aiuta a prevenire le gravidanze precoci e la prostituzione minorile. Non da ultimo i bambini instaurano un rapporto di fiducia con i loro professori, teniamo sempre alta la guardia e siamo pronti a intervenire se necessario. Abbiamo avuto un caso di sfruttamento sessuale, lo abbiamo denunciato al Ministero della Famiglia, attivando una rete di protezione a tutela del minore&#8221; racconta una responsabile. L&#8217;arte genera bellezza e allontana il degrado.</p>
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		<title>Nell&#8217;inferno del turismo sessuale</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nellinferno-del-turismo-sessuale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 09:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="993" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5.jpg 993w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5-768x572.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px" /></p>
<p>Sono giovanissime. I volti ancora da bambine di 11 e 12 anni. Sono le schiave del sesso di Bangkok e Pattaya. I minori fatti prostituire in Thailandia sono migliaia. La situazione, se mai si può fare una classifica dell&#8217;orrore, è ancora peggiore in Cambogia, dove i bambini sfruttati sono più di 20mila. Una piaga apparentemente insanabile, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/nellinferno-del-turismo-sessuale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="993" height="740" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5.jpg 993w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/Cattura-5-768x572.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px" /></p><p>Sono giovanissime. I volti ancora da bambine di 11 e 12 anni. Sono le schiave del sesso di Bangkok e Pattaya. I minori fatti prostituire in <strong>Thailandia </strong>sono migliaia. La situazione, se mai si può fare una classifica dell&#8217;orrore, è ancora peggiore in <strong>Cambogia</strong>, dove i bambini sfruttati sono più di 20mila. Una piaga apparentemente insanabile, che colpisce i più deboli.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;700&#8243; gal_title=&#8221;PROSTITUZIONE MINORILE&#8221;]</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Molto spesso, i bambini vengono venduti dalle famiglie,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.interris.it/2017/09/28/128482/posizione-in-primo-piano/schiaffog/nellinferno-del-turismo-sessuale.html" target="_blank"> come spiega a <em>In Terris</em> Chiara Cattaneo</a>, responsabile dei progetti in Cambogia di Mani Tese: &#8220;Qui, le famiglie <strong>povere e disperate</strong> che si sono trasferite in città provenendo da aree rurali povere anche di mezzi di comunicazione, si lasciano facilmente convincere dal denaro e dalle false promesse di una <strong>vita migliore</strong> per i figli nella vicina Thailandia da parte di trafficanti alla caccia di parenti vulnerabili. Ma il futuro dei bambini che lasciano la loro famiglia per la Thailandia è ben diverso da quello prospettato. Il loro sfruttamento può avvenire inizialmente attraverso <strong>l’accattonaggio</strong> o il <strong>lavoro domestico</strong> fino ad arrivare allo sfruttamento sessuale. Ma ci sono diversi gradi di consapevolezza sui rischi a cui si va incontro: ci sono famiglie che si affidano ad amici per mandare le figlie a lavorare come colf in una famiglia e poi invece a Bangkok sono sfruttate nei bordelli&#8221;.</p>

<p>Gli sfruttatori sono principalmente asiatici, come spiegano gli operatori di Mani Tese: &#8220;È difficile avere dei <strong>dati certi</strong> ed è difficile quantificare il fenomeno . Sicuramente non si tratta solo di turisti occidentali: a Poipet per esempio ci sono casinò in cui arrivano <strong>uomini thailandesi</strong> per il turismo sessuale locale. È così anche nelle zone marittime. La presenza di turisti occidentali, come anche gli<strong> italiani</strong>, rimane comunque ancora molto forte. Per questo puntiamo molto sulle <strong>campagne di sensibilizzazione</strong>, perché si modifichi questo approccio alla donna e alla sessualità che è dominante, che non guarda all’età, alla condizione di vulnerabilità, ai traumi delle vittime e quindi richiede percorsi di rieducazione per i clienti. I turisti, essendo lontani da casa, si sentono più liberi, e coi soldi in tasca <strong>si sentono onnipotenti</strong>. C’è un grave problema culturale di fondo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p>Nonostante in Thailandia e Cambogia la prostituzione minorile sia punita per legge, l&#8217;alto tasso di corruzione delle forze dell&#8217;ordine rende possibile ogni crimine.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.flickr.com/photos/lynhdan/2373009532/in/photostream/" target="_blank">Foto di apertura: lynhdan da Flickr</a><a href="https://gabrieleorlini.com/" target="_blank">Foto della gallery: Gabriele Orlini</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nellinferno-del-turismo-sessuale.html">Nell&#8217;inferno del turismo sessuale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I figli dimenticati di Angeles City</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2017 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo sessuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La pelle un po&#8217; più chiara. Gli occhi occidentali. I capelli biondi o rossi. Sono i figli di nessuno. O meglio, un padre c&#8217;è. Ma alcuni non lo hanno mai conosciuto. Altri lo hanno visto solo in una foto sbiadita recuperata chissà dove. Siamo ad Angeles City, nome di origine spagnola che per un curioso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/i-figli-dimenticati-di-angeles-city.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1187" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/ape2-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La pelle un po&#8217; più chiara. Gli occhi occidentali. I capelli biondi o rossi. Sono i figli di nessuno. O meglio, un padre c&#8217;è. Ma alcuni non lo hanno mai conosciuto. Altri lo hanno visto solo in una foto sbiadita recuperata chissà dove. Siamo ad <strong>Angeles City</strong>, nome di origine spagnola che per un curioso e triste destino sarebbe la “città degli angeli”, ottantacinque chilometri a nord-ovest di Manila, nelle <strong>Filippine</strong>.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/D4NB_hhfN4M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Un posto dove non c&#8217;è nulla di interessante da vedere, ma ogni anno si riempe di centinaia di migliaia di “turisti” maschili. Hotel a cinque stelle, piscine, bordelli luminosi camuffati da disco pub e lusso da una parte. Dall&#8217;altra l&#8217;infelice quotidianità dell&#8217;infanzia negata, della povertà e della solitudine.Il supermarket del sessoAngeles City viene considerata la capitale della prostituzione del Paese asiatico. Nei siti specializzati per il turismo sessuale la chiamano anche “supermarket del sesso”, dove con pochi soldi puoi trovare compagnia tra le oltre 12mila ragazze che si vendono, molte delle quali minorenni. In realtà, però, è un fast food. Entri, consumi velocemente e vai via. Prendi un aereo e torni a casa tua. Nella normalità della vita di tutti i giorni: una famiglia, gli amici, il lavoro. Ma molto spesso quella mezz&#8217;ora diventa una nuova vita, costretta a crescere senza un padre, nelle periferie povere della città. Dove le luci si spengono e la musica diventa rumore. Dove non ci sono drink da consumare nei banconi dei locali o nelle terrazze degli alberghi. Dove non c&#8217;è molto da mangiare. Dove ci si sente diversi dagli altri bambini. E dove si vive alla giornata, sperando che qualcosa di bello possa accadere al più presto.Le truppe americane e la nascita dei bar proibitiI figli dei bordelli sono tanti, troppi. I primi sono nati durante la guerra in Vietnam, quando la “città degli angeli” ospitava la base aerea di Clark &#8211; chiusa nel 1991 -, la più grande dell’US Air Force al di fuori degli Stati Uniti. Ed è proprio per “soddisfare” le truppe americane che sono sorti numerosi bar, trasformando Angeles City nella destinazione preferita dei turisti occidentali del sesso in questa area del sud-est asiatico. Nonostante nelle Filippine &#8211; il Paese più cattolico dell&#8217;Asia &#8211; la prostituzione sia vietata per legge, con pene che possono arrivare fino all&#8217;ergastolo, accade che è tollerata dalla polizia e dai governanti locali soprattutto perchè produce un guadagno altissimo. Talmente alto che è capace di non turbare le coscienze di molti.Il futuro che non c&#8217;èNon di tutti, però. Alcuni piccoli &#8211; i più fortunati &#8211; trovano aiuto nelle organizzazioni di soccorso che, operando nella zona, cercano di alleggerire il peso di queste vite perdute. I volontari offrono un riparo ed un pasto sicuro. Ma questo lavoro non basta e il fenomeno dei “figli dimenticati” cresce di giorno in giorno. E così molti bambini ripercorrono la strada delle loro madri e appena poco più che adolescenti entrano a loro volta nel mondo buio della prostituzione. Dove i colori sono solamente una fatua illusione momentanea, frutto dei sogni infranti dai turisti dagli occhi azzurri. O dai capelli biondi.</p>
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