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	<title>Tripolitania Archives - InsideOver</title>
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	<title>Tripolitania Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>In Libia si prova ad arginare le partenze dei migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libia-partenze-migranti-frenare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 21:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cirenaica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="2667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>In Libia, pur al di fuori del clamore mediatico, si continua a fare i conti con le partenze di migranti dalle coste. Barchini e gommoni ancora una volta prendono la via del canale di Sicilia dalle coste della Tripolitania, in particolare dai porti compresi tra Tripoli e Misurata. L&#8217;ultimo episodio in ordine di tempo risale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-partenze-migranti-frenare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="2667" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Migranti-a-Garabulli-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>In Libia, pur al di fuori del clamore mediatico, si continua a fare i conti con le partenze di <strong>migranti</strong> dalle coste. Barchini e gommoni ancora una volta prendono la via del canale di Sicilia dalle coste della Tripolitania, in particolare dai porti compresi tra Tripoli e Misurata. L&#8217;ultimo episodio in ordine di tempo risale a questo giovedì, con un gommone fermato dalla Guardia Costiera Libica. </p>
<p>Il lavoro delle autorità di Tripoli</p>
<p>Problemi relativi al contrasto dei trafficanti di esseri umani, sorgono nello scorso mese di gennaio quando lungo l&#8217;asse tra <strong>Tripoli</strong> e <strong>Misurata</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/tra-sfiducia-ad-al-sarraj-e-nuovi-scontri-a-tripoli-si-torna-ad-avere-paura/">iniziano a scorgersi contrasti di natura politica e militare</a>. In particolare, l&#8217;isolamento di alcune fazioni misuratine in seno al consiglio presidenziale ed alle forze che sostengono il governo di Al Sarraj, causa screzi tra lettere di sfiducia verso lo stesso Al Serraj e contrasti tra le milizie che controllano Tripoli.</p>

<p>Anche a causa di tutto ciò, iniziano nuovamente ad allentarsi i controlli verso scafisti e trafficanti. Quest&#8217;ultimi vedono nell&#8217;instabilità tripolina l&#8217;occasione per riprendere i propri scellerati affari <strong>criminali</strong>. Non a caso, cambiano anche i porti di partenza: non più Sabrata, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-ecco-perche-si-parte-da-garabulli/">bensì Garabulli e Khoms</a>, due cittadine ad ovest di Misurata, a conferma del clima che si respira in questa zona della Tripolitania. </p>
<p>Ma la Guardia Costiera libica, dal canto suo, sembra tornare nelle condizioni di operare alcuni significativi salvataggi. Come detto, l&#8217;ultimo è di questo giovedì. A darne notizia è il sito <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.addresslibya.com/archives/56295">AddressLibya</a></em>, che parla di <strong>un gommone </strong>con a bordo 113 migranti partito da Khoms e raggiunto dopo alcune ore dalla stessa Guardia Costiera Libica. L&#8217;operazione di salvataggio è andata a buon fine: i 113 sono riportati a Khoms e, da lì, raggiungono in seguito un centro d&#8217;accoglienza a Tripoli. Secondo alcune fonti della stessa Guardia Costiera, a bordo tutti i migranti risultano provenienti da paesi sub sahariani. </p>
<p>Gli avvertimenti del governo provvisorio in Cirenaica </p>
<p>Nella zona orientale della Libia, il problema dell&#8217;immigrazione è meno sentito. Le partenze sono risicate, azzerate anche negli ultimi mesi. Una circostanza spesso rimarcata da<strong> Khalifa Haftar</strong>, che non a caso in alcuni dei colloqui avuti in Italia rivendica questo elementi alle nostre autorità, sottolineando la differenza tra la situazione che vi è in Cirenaica e quella che invece da anni vige in Tripolitania. Il governo dell&#8217;est della Libia, di cui Haftar è il braccio militare, sembra dare molta importanza al contrasto alle partenze dalle proprie coste. Sia tale esecutivo che lo stesso generale, tengono a presentarsi agli occhi della comunità internazionale come difensori dei confini europei, sia dai trafficanti di esseri umani che dai terroristi. </p>
<p>Nei giorni scorsi, <a href="https://twitter.com/thelibyatimes/status/1098618061677125633">come mostra una nota del sito <em>The Libya Times</em></a>, il ministero dell&#8217;Interno dell&#8217;esecutivo con sede ad Al Beyda diffonde un avvertimento contro chiunque si avvicini al business dell&#8217;immigrazione: &#8220;Qualsiasi camion e qualsiasi automobile usata per il traffico di esseri umani e dagli scafisti &#8211; si legge nel comunicato diffuso lungo le coste della Cirenaica &#8211; Verrà confiscata e riposizionata altrove&#8221;.</p>
<p>Un monito comunque non rivolto solo all&#8217;est del paese. Infatti, l&#8217;obiettivo sembra essere anche quello di fermare possibili trafficanti che dal confine egiziano provano ad arrivare in Tripolitania. In questi mesi sono diversi gli egiziani oppure gruppi che provengono dall&#8217;Egitto coinvolti nelle partenze dai porti tripolini. In tal modo, il governo della Cirenaica prova ad aiutare, seppur indirettamente, anche la parte occidentale della Libia alla luce della recente escalation di partenze. </p>

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		<title>Conte adesso vola in Libia: ecco il piano B dell’Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-significato-simbolico-della-visita-di-conte-in-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2018 11:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bengasi]]></category>
		<category><![CDATA[Cirenaica]]></category>
		<category><![CDATA[Tripoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tripolitania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3960" height="2230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg 3960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 3960px) 100vw, 3960px" /></p>
<p>In molte parti del mondo il 24 dicembre è la vigilia di Natale e ci si prepara alla festa più sentita dal mondo cristiano. Ma anche in Libia è festa in questa particolare giornata: si celebra, in particolare, l&#8217;indipendenza del paese. Un dettaglio di non poco conto, che dona alla visita del presidente del consiglio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-significato-simbolico-della-visita-di-conte-in-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3960" height="2230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg 3960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 3960px) 100vw, 3960px" /></p><p>In molte parti del mondo il <strong>24 dicembre</strong> è la vigilia di Natale e ci si prepara alla festa più sentita dal mondo cristiano. Ma anche in Libia è festa in questa particolare giornata: si celebra, in particolare, l&#8217;indipendenza del paese. Un dettaglio di non poco conto, che dona alla visita del presidente del consiglio Conte, tenuta domenica 23 dicembre, un significato ancora più simbolico. Un capo di governo italiano che, alla vigilia della festa dell&#8217;indipendenza del paese, gira in lungo e largo la Libia incontrando tutti e quattro i principali attori politici è un atto prima di tutto simbolico. La visita, sotto il profilo degli argomenti toccati nei vari colloqui avuti da Conte, non sembra richiamare grosse novità: pur tuttavia, le 12 ore trascorse nel paese africano sembrano lanciare importanti segnali sia in Libia che in Europa. </p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61704"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61704" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_libia.jpg" alt="strip_occhi_articolo_libia" /></a></p>
<p>Le quattro tappe del viaggio di Conte</p>
<p>Come scrive lo stesso premier su Facebook, dopo la maratona tra i meandri della legge di bilancio al Senato, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/photos/pcb.538814253267211/538813956600574/?type=3&amp;theater">Conte intorno alle sei del mattino si mette in viaggio verso Tripoli</a>. La prima visita è nella capitale libica e questo è già un passo non indifferente: dopo le sortite lampo dei mesi scorsi del vice premier Salvini, del ministro degli Esteri Moavero e del sotosegretario Del Re, adesso è la volta del capo dell&#8217;esecutivo. Conte arriva a Tripoli con la consapevolezza di rappresentare uno dei governi più attivi a livello internazionale sul dossier libico. La prima trappa prevede l&#8217;incontro con il numero uno del consiglio presidenziale libico, <strong>Fajez Al Sarraj</strong>. Il capo dell&#8217;esecutivo riconosciuto dall&#8217;Onu traccia a Conte una sorta di resoconto della situazione politica degli ultimi mesi a Tripoli: dalle riforme economiche approvate a settembre, ai passi effettuati dopo la conferenza di Palermo di novembre. Su quest&#8217;ultimo fronte, Al Sarraj e Conte avrebbero anche discusso delle iniziative intraprese all&#8217;interno del paese per l&#8217;organizzazione della conferenza di gennaio, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/ecco-il-piano-dell-onu-sulla-libia/">passo propedeutico alle elezioni previste in primavera secondo il piano voluto dall&#8217;Onu. </a></p>
<p>Dopo l&#8217;incontro con Al Sarraj, il presidente del consiglio ha tenuto un colloquio con <strong>Khaled Al-Mishri</strong>. È questa la seconda tappa in programma nella giornata libica di Conte, sempre a Tripoli. Un incontro che vuole rappresentare, al pari dell&#8217;invito inviato allo stesso Al-Mishri per la conferenza di Palermo, la considerazione del governo italiano verso l&#8217;Alto Consiglio di Stato presieduto dall&#8217;esponente politico libico.<strong> Successivamente da Tripoli la delegazione italiana prende la via della Cirenaica</strong>. Qui ovviamente il primo incontro è con <strong>Khalifa Haftar</strong>, il terzo tra Conte ed il generale nel giro di cinquanta giorni. Dopo infatti la stretta di mano a Palermo e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-dietro-le-quinte-dell-incontro-conte-haftar/">la visita dell&#8217;uomo forte della Cirenaica a Roma ad inizio dicembre</a>, adesso il nuovo colloquio è direttamente a Bengasi. Anche in questo caso il significato simbolico appare più importante degli argomenti toccati tra i due, i quali sono gli stessi affrontati nelle settimane precedenti: esercito, percorso verso le elezioni, riappacificazione della Libia. La quarta ed ultima tappa, prima del rientro a Roma, è invece ancora più ad est: a Tobruk infatti, Giuseppe Conte incontra <strong>Aguila Saleh</strong>, presidente del parlamento che si riunisce nella città più orientale della Cirenaica. Poi intorno alle 20:00, il presidente del consiglio riprende l&#8217;areo alla volta dell&#8217;Italia. </p>
<p>Il significato della giornata libica del premier</p>
<p>Quattro tappe, quattro incontro e tutti e quattro i rappresentanti principali della Libia incontrati nel giro di poche ore. Il governo italiano sembra essere riuscito a battere più di un colpo, sia verso il paese africano che verso la sponda europea del Mediterraneo. Incontrare tutti i principali vertici del paese alla vigilia della festa nazionale dell&#8217;indipendenza, è un gesto che sia a Tripoli che in Cirenaica viene apprezzato. Una mossa che dona, in particolare, l&#8217;impressione non solo dell&#8217;attenzione del governo di Roma verso la Libia, ma anche del credito che l&#8217;Italia dà ad ogni principale istituzione impegnata nel frastagliato quadro del paese africano. È forse quello che si aspettano tutti i più importanti attori libici, desiderosi ciascuno di poter vantare un ruolo nel processo di stabilizzazione del paese. Ma la giornata libica di Conte segna anche il passo dell&#8217;Italia a livello internazionale: se già appaiono rare le comparse di capi di Stato e di governi europei in Libia nel dopo Gheddafi, riuscire a mandare un presidente del consiglio non solo a Tripoli ma anche in Cirenaica per Roma vuol significare la continuità di quanto fatto nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/libia-gli-elementi-positivi-per-l-italia-del-vertice-di-palermo/">vertice di Palermo</a>. L&#8217;Italia quindi vuole continuare a seguire da vicino il dossier libico, senza lasciare nulla al caso e senza lasciare indietro nessuna delle autorità che in questo momento si contendono il potere in Libia. </p>
<p>L’Italia non può prescindere dalla Libia. E noi vogliamo tornare sul campo per raccontarvi la nostra sfida. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/">Scopri come sostenerci</a></p>
<p><strong>Ma resta comunque ancora molto da fare</strong>. Se sotto il profilo simbolico e politico la visita di Giuseppe Conte appare un punto a favore dell&#8217;Italia, nel concreto adesso bisogna dare seguito ai buoni segnali arrivati in questo 23 dicembre. Bisogna dunque, in primis, continuare nel supportare il dialogo tra le parti in causa libiche per arrivare a rispettare le scadenze del piano Onu, a cominciare dalla conferenza nazionale prevista a gennaio. Occorre, in poche parole, arrivare ai passi concreti dopo i primi significativi passi politici compiuti nel dopo vertice di Palermo. E, in tal senso, <strong>molti punti sono ancora in ballo</strong>: unificazione delle banche centrali, unificazione dell&#8217;esercito, definitiva approvazione della legge per il referendum costituzionale, ristabilimento di normali condizioni di sicurezza, oltre che diversi altri elementi significativi. Il percorso è quindi ancora tutto da compiere. </p>

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		<title>La Libia rimane un&#8217;incognita  E il vertice di Palermo può saltare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-incognite-della-libia-in-vista-del-vertice-di-palermo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2018 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cirenaica]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[Tripolitania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Adesso c&#8217;è una data e c&#8217;è una sede ben indicata: la conferenza internazionale sulla Libia si terrà a Palermo il 12 ed il 13 novembre. È un appuntamento fortemente voluto dall&#8217;Italia, che scommette molto sulla buona riuscita dell&#8217;evento per dare la propria impronta al futuro del paese nordafricano. I punti all&#8217;ordine del giorno saranno tanti, così &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-incognite-della-libia-in-vista-del-vertice-di-palermo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5833972-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p style="text-align: left">Adesso c&#8217;è una data e c&#8217;è una sede ben indicata: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/moavero-conferenza-internazionale-libia-palermo/AETngWGG">la conferenza internazionale sulla Libia si terrà a Palermo il 12 ed il 13 novembre</a>. È un appuntamento fortemente voluto dall&#8217;Italia, che scommette molto sulla buona riuscita dell&#8217;evento per dare la propria impronta al futuro del paese nordafricano. I punti all&#8217;ordine del giorno saranno tanti, così come gli aspetti da approfondire dopo<a href="http://www.occhidellaguerra.it/tripoli-oramai-precipita-nel-caos/"> i recenti scontri che hanno coinvolto Tripoli</a>. Ma la domanda sorge spontanea: <strong>saprà il nostro paese ottenere il successo sperato?</strong> L&#8217;incognita sta proprio nella buona riuscita o meno di un simile evento, che dipende dalla partecipazione di una più ampia platea possibile.</p>
<p>Il silenzio di Haftar</p>
<p>Il primo elemento riguarda la partecipazione di quello che forse, ad oggi, rappresenta l&#8217;attore libico più importante per le sorti del paese: il generale <strong>Khalifa Haftar</strong>, uomo forte della Cirenaica in grado con il suo &#8220;esercito&#8221; di unificare la parte orientale della Libia <a href="http://www.occhidellaguerra.it/nuovi-scontri-ed-ancora-caos-a-tripoli/">e con le velleità mai nascoste di allearsi con milizie tripoline per arrivare anche nella capitale</a>. Haftar è da sempre considerato, almeno da quando è tornato prepotentemente sulla scena libica nel 2014, molto vicino alla Francia. L&#8217;Italia dal canto suo dal 2016 appoggia il governo &#8220;rivale&#8221; di <strong>Al Serraj</strong>, lo stesso cioè voluto dall&#8217;Onu ma che a fatica riesce a mantenere il controllo anche del palazzo presidenziale. Di recente però il nostro ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, si è recato a Bengasi per incontrare proprio Haftar. Il generale sa che l&#8217;Italia ha bisogno di lui, ma che anche lui ha bisogno dell&#8217;Italia. Così tra Roma ed Haftar i rapporti sembrano, da qualche settimana a questa parte, poter prendere definitivo slancio.</p>

<p>Ma proprio dal giorno della visita a Bengasi Haftar sembra essere caduto in un silenzio non privo di rumore. <strong>Il tempo stringe inesorabilmente</strong>, la conferenza di Palermo sarà fra poco più di un mese e l&#8217;incognita sulla partecipazione o meno di Haftar appare l&#8217;enigma più importante da risolvere. C&#8217;è chi azzarda un silenzio che cela una certa severa riflessione da parte del generale. Se va a Palermo, legittimerebbe la pretesa italiana di incidere sul futuro della Libia a scapito della Francia. Se non va, rischierebbe di fare l&#8217;esatto opposto. Un dilemma che forse potrebbe essere risolto soltanto nei prossimi giorni, quando il generale può essere nelle condizioni di capire se per davvero in Sicilia c&#8217;è in ballo o meno un pezzo importante di futuro (e di interessi) relativi alla Libia.</p>
<p>Le incognite di Usa e Russia</p>
<p>E per comprendere questo, è necessario senza dubbio seguire anche l&#8217;atteggiamento in tal senso che verrà da Washington e Mosca. Gli Usa, per bocca del presidente Trump, in occasione della visita del premier Conte hanno garantito un ruolo primario per l&#8217;Italia sulla Libia. Dunque dalla Casa Bianca adesso potrebbe arrivare disco verde verso il nostro paese, con conseguente partecipazione di alti ranghi della diplomazia a stelle e strisce al vertice di Palermo. Anche la Russia, che con Haftar è in ottimi rapporti e che da almeno dodici mesi ha intensificato il proprio impegno sul fronte libico, potrebbe non avere particolari riserve sul &#8220;legittimare&#8221; l&#8217;Italia e contribuire al successo della conferenza sulla Libia. Ma dalle parole (e dalle intenzioni dichiarate) ai fatti c&#8217;è di mezzo, come si suol dire, il mare. Lo stesso che divide Italia e Libia, lo stesso che, soprattutto dalla caduta di Gheddafi, rappresenta un crocevia essenziale e fondamentale per gli interessi strategici delle potenze sia regionali che mondiali. </p>

<p>L&#8217;atteggiamento di Washington e Mosca potrebbe dipendere dall&#8217;equilibrio che si vuole mantenere anche nei rapporti con altri attori del Mediterraneo. Non è un caso che la <strong>Francia</strong> proprio in questi giorni sembra allinearsi alla politica americana contro l&#8217;Iran, con l&#8217;Eliseo &#8220;En Marche&#8221; verso l&#8217;inasprimento delle sanzioni e dei rapporti con Teheran. La Francia vorrebbe ridimensionare il ruolo italiano, per far questo una convergenza su alcuni punti di politica estera con gli Usa potrebbero suggerire a Trump ed alla sua amministrazione di non concedere troppo spazio a Roma. Da comprendere anche il ruolo dell&#8217;<strong>Egitto</strong>, paese che con l&#8217;Italia di recente ha avuto un&#8217;importante impennata nella qualità delle relazioni diplomatiche e commerciali. Il Cairo è principale sponsor di Haftar, la linea egiziana potrebbe essere quella che appare destinata ad influenzare maggiormente le decisioni del generale libico in vista della conferenza di Palermo. </p>
<p>Una cosa al momento appare certa, ossia <strong>l&#8217;inconsistenza di Onu ed Ue</strong>. È probabile che dal palazzo di Vetro e da Bruxelles arriveranno importanti emissari e rappresentanti in Sicilia, ma il loro ruolo di mediazione sia interno alla Libia che tra gli attori internazionali interessati risulta di fatto poco concludente. Sulla Libia il futuro sarà deciso, come prevedibile, non appena si creerà una equilibrio tra gli interessi (soprattutto di natura petrolifera ed energetica) delle potenze in campo. Solo allora, forse, potrebbero vedersi significativi passi avanti verso la stabilizzazione della Libia. E non è detto che questo avvenga a Palermo, anche se a Roma si cerca di bruciare le tappe per togliere ogni incognita e consolidare il ruolo dell&#8217;Italia nel paese dirimpettaio. </p>
<p>Il clamoroso stop dei servizi segreti: &#8220;Non siamo pronti&#8221;</p>
<p>A frenare la possibilità di una conferenza a Palermo, sono però i servizi di sicurezza e d&#8217;intelligence italiani. Nel corso dell&#8217;incontro che ha stabilito il capoluogo siciliano come sede del vertice, sono emerse perplessità segnalate dai vertici della sicurezza al premier Conte. Il problema non risiede nella scelta della sede, visto che la Sicilia ha già ospitato il G7 e di recente Palermo ha ospitato il Papa, ma nei tempi. <strong>Sei settimane, secondo gli 007 italiani, sono troppo poche</strong>. Bisogna studiare nei minimi dettagli il problema della sicurezza, i percorsi dei leader e degli esponenti politici presenti, bonificare le aree in questione, scegliere con accuratezza i luoghi del vertice e le residenze dei rappresentanti dei paesi stranieri. Bisogna, in poche parole, mettere in piedi un&#8217;imponente macchina organizzativa. Dal giorno della riunione di palazzo Chigi al 12 novembre, data di apertura del vertice, ci sono soltanto 40 giorni di tempo. Troppo poco, specie perchè si deve partire da zero visto che fino a settembre quella della conferenza sulla Libia appariva solo come poco più di un&#8217;ipotesi. </p>
<p>Ma non solo. Come rivela il quotidiano <em>La Repubblica</em>, in un articolo a firma di Gianluca Di Feo, i vertici dei servizi segreti e di sicurezza sollevano un caso di non poco conto: <strong>i loro mandati sono in scadenza</strong>. &#8220;Noi siamo scaduti e non possiamo affrontare una partita così delicata&#8221;, avrebbe dichiarato a Conte <strong>Alberto Manenti</strong>, direttore Aise. A fargli eco sarebbe stato anche <strong>Alessandro Pansa</strong>, a capo del Dis. L&#8217;esecutivo gialloverde più volte nei mesi scorsi ha fatto trapelare una possibilità di non rinnovo del mandato ai vertici di Aise e Dis. Pur tuttavia, una decisione non è mai stata presa, per cui sia Manenti che Pansa risultano più come uscenti che come direttori nel pieno dei loro rispettivi poteri. La puntualizzazione dei vertici dei servizi di sicurezza, oltre ad essere un&#8217;oggettiva constatazione, potrebbe essere vista come una sollecitazione affinché, dall&#8217;esecutivo, si chiarisca la posizione sulle cariche in questione. Intanto però, oltre alle incognite esterne, a Palazzo Chigi ed alla Farnesina si prende nota anche di un&#8217;incognita tutta interna circa la buona riuscita del vertice siciliano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-incognite-della-libia-in-vista-del-vertice-di-palermo.html">La Libia rimane un&#8217;incognita  E il vertice di Palermo può saltare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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