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	<title>Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Feb 2026 06:08:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sudan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 06:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile in corso in Sudan dall’aprile 2023 ha subito un cambiamento determinante: l’uso dei droni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html">Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260217161812228_bcd02cae9827a58ee2ac70651557c205-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile in corso in <strong>Sudan </strong>dall’aprile 2023 tra le <strong>Forze di Supporto Rapido </strong>(RSF) e le<strong> Forze Armate Sudanesi</strong> (SAF) ha subito un cambiamento determinante: l’uso dei <strong>droni</strong>. All’inizio il loro impiego era limitato, ma nel tempo è cresciuto fino a modificare tattiche, strategie e controllo del territorio.</p>



<p>Dopo la<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-el-fasher-e-le-nuove-stragi-di-civili-in-sudan.html"> caduta di El Fasher</a>, il centro delle ostilità si è progressivamente concentrato nel <strong>Kordofan Meridionale</strong>, dove le RSF hanno conquistato la città di Bara e intensificato gli attacchi contro El Obeid. Secondo quanto riportato dal <strong><a href="https://sudanwarmonitor.com/p/kamikaze-drones-kordofan-sudan">Sudan War Monitor</a></strong>, una delle fonti più autorevoli sulle evoluzioni della guerra, <strong>negli ultimi mesi i droni hanno colpito depositi di carburante, mercati e convogli</strong> in diverse parti del Paese, con attacchi che hanno provocato vittime civili e gravi danni alle infrastrutture. In particolare, nel febbraio 2026 un raid su un mercato nello stato del Kordofan Settentrionale ha causato almeno 28 morti e decine di feriti, mentre negli attacchi di maggio 2025 a Port Sudan, più giorni di bombardamenti aerei hanno danneggiato aeroporti, depositi di carburante e altre strutture strategiche.</p>



<p>L’efficacia di questi attacchi sembra aver messo sotto pressione le capacità logistiche delle RSF nel Kordofan Meridionale, contribuendo a un rallentamento delle loro offensive via terra. <strong>Le SAF controllano più della metà del Paese</strong>, gran parte del confine con l’Egitto, Port Sudan e la capitale Khartoum. Quest’ultima ha subito oltre <strong>440 attacchi con droni</strong> documentati dall’inizio della guerra. Port Sudan, considerata fino ad allora relativamente sicura per la sua distanza dalle basi RSF, è stata colpita a maggio 2025 in uno dei primi raid a lungo raggio contro la città. Le RSF controllano invece gran parte del Sudan occidentale e centrale, inclusa buona parte del Darfur e parti del Kordofan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’uso dei droni e il riassestamento degli equilibri</h2>



<p>I droni sono ormai ampiamente utilizzati nei <strong>conflitti armati</strong>, ma in Sudan il loro impiego non è stato immediato. La loro introduzione è partita dalle SAF e ha inciso sull’andamento della guerra, provocando un riassestamento degli equilibri tra le forze in campo. La strategia dell’esercito mira a colpire le scorte di <strong>carburante </strong>e le <strong>infrastrutture</strong>, rendendo più difficili anche le attività commerciali, con l’obiettivo di indebolire le RSF e spingere la popolazione civile ad abbandonare le aree sotto controllo paramilitare.</p>



<p>L’esercito sudanese, che a differenza delle RSF dispone di un’aeronautica militare, deteneva inizialmente il controllo dei cieli grazie ai jet da combattimento. A maggio 2025 le RSF hanno però colpito Port Sudan con un attacco con droni che ha danneggiato l’aeroporto e la principale centrale elettrica della città, causando traumi tra i civili. Le capacità aeree delle RSF sono aumentate dopo la perdita, all’inizio del 2025, di territori nel centro e nell’Est del Paese.</p>



<p>Tecnologie simili sono oggi in possesso di entrambe le parti. I droni sono relativamente facili da reperire, nascondere e <strong>assemblare</strong>, il che rende più semplice aggirare l’embargo sulle armi e le sanzioni. L’<strong>embargo</strong> sulle armi imposto dalle Nazioni Unite si applica principalmente alla regione del Darfur e, secondo diversi osservatori, ha avuto un impatto limitato nel contenere l’afflusso di armamenti nel resto del Paese. Questo ha contribuito alla continua disponibilità di sistemi d’arma, inclusi i droni, nelle mani delle parti in conflitto.</p>



<p>Queste tecnologie permettono di colpire infrastrutture strategiche e, allo stesso tempo, espongono la <strong>popolazione civile</strong> a gravi conseguenze, con esplosioni e raid che possono verificarsi anche in aree densamente abitate. L’uso dei droni, così, non è solo un vantaggio tattico, ma trasforma il conflitto in uno scenario imprevedibile e letale, dove la pressione continua sulle strutture nemiche si combina con il rischio costante per i civili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capacità tecniche e alleanze</h2>



<p>L’uso dei droni è particolarmente efficace nei <strong>territori pianeggianti </strong>e il Sudan, con le sue vaste distese, si presta a questo tipo di operazioni. È infatti più semplice svolgere attività di sorveglianza, come osserva un’analisi del <strong><a href="https://www.criticalthreats.org/analysis/drones-over-sudan-foreign-powers-in-sudans-civil-war">Critical Threats Project</a></strong>. Dall’inizio della guerra, esercito e RSF hanno impiegato droni con capacità molto diverse: da modelli a corto raggio a sistemi con una gittata teorica fino a 4.000 chilometri. In un Paese che si estende per circa 1.250 chilometri da nord a sud e 1.390 da est a ovest, questo significa che, almeno in teoria, qualsiasi area può essere raggiunta.</p>



<p>Le SAF ricevono armi da <strong>Iran </strong>e <strong>Turchia </strong>e dispongono di droni dalla fine del 2023. Le RSF si affidano invece al sostegno degli <strong>Emirati Arabi Uniti,</strong> con tecnologie di origine <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sharjah-la-porta-del-mercato-ombra-delle-armi-cinesi-per-lafrica.html">cinese </a></strong>e <strong>serba</strong>. Tra questi vi sono i cosiddetti <strong>droni “kamikaze”</strong>, in quanto sferrano attacchi suicidi, utilizzati contro obiettivi strategici e simbolici, anche lontano dalle linee del fronte. Alcuni modelli VTOL di fabbricazione serba sarebbero in grado di trasportare le cosiddette bombe “mute”, ordigni che esplodono senza preavviso acustico, rendendo impossibile mettersi al riparo.</p>



<p>Alcuni fornitori stranieri di droni, tra cui Iran e <strong>Russia</strong>, sembrerebbero aver collegato le consegne a interessi strategici nella regione, con l’Iran interessato a una base navale nel Mar Rosso e la Russia che, nel 2024, avrebbe spostato il proprio sostegno dalle RSF alle SAF in cambio della possibilità di ripristinare un accordo del 2017 per una presenza navale sul Mar Rosso.</p>



<p>Le RSF trasformano inoltre droni civili in armi improvvisate per colpire e intimidire infrastrutture e obiettivi simbolici. L’obiettivo non è tanto la precisione o una vittoria militare decisiva, quanto mantenere una pressione costante e rendere il conflitto imprevedibile e logorante. <strong>Testimonianze </strong>video verificate mostrano droni RSF colpire il deposito di carburante di Sidon ad Atbara, nello stato del Nilo, secondo Sudan War Updates.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ar" dir="rtl">🚨 عاجل | مليشيا الدعم السريع تستهدف مدينة عطبرة بولاية نهر النيل عبر طائرات مُسيّرة.<a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan_War_Updates?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan_War_Updates</a> <a href="https://t.co/sn69Yul0uC">pic.twitter.com/sn69Yul0uC</a></p>&mdash; Sudan War Updates (@sudan_war) <a href="https://twitter.com/sudan_war/status/1909902879889973484?ref_src=twsrc%5Etfw">April 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto sui civili e crisi umanitaria</h2>



<p>L’area più colpita dall’inizio della guerra resta la capitale <strong>Khartoum</strong>, con almeno 440 raid documentati. Nel dicembre 2025 un attacco a Kalogi, nel Kordofan Meridionale, ha colpito un asilo e un ospedale, causando almeno 114 morti secondo fonti locali e Al Jazeera.</p>



<p>Per l’<strong>Africa</strong>, l’impiego sistematico dei droni rappresenta una novità significativa. In passato i conflitti nel continente erano prevalentemente terrestri, con un uso limitato dell’aviazione a causa dei costi elevati. Oggi i droni costituiscono un’alternativa relativamente economica ma altamente letale, offrendo un vantaggio tattico rilevante. Come evidenziato dall’<a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2025/06/19/africas-scary-new-age-of-high-tech-warfare">Economist</a>, questa evoluzione potrebbe rendere più facile sia avviare sia terminare più facilmente le guerre nel continente.</p>



<p>La guerra civile in Sudan ha intanto prodotto la <strong>peggiore<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html"> crisi umanitaria </a>al mondo </strong>degli ultimi anni: oltre 30 milioni di persone necessitano di assistenza e tra i 12 e i 14 milioni risultano <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollate </a>secondo le stime delle Nazioni Unite. Violenza sessuale, assedi ai civili e uccisioni di massa sono stati documentati per tutta la durata del conflitto, mentre la comunità internazionale continua a intervenire in modo limitato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-i-droni-stanno-cambiando-le-sorti-della-guerra-in-sudan.html">Così i droni stanno cambiando le sorti della guerra in Sudan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le RSF cercano di insabbiare i crimini di guerra arrestando il “macellaio di El-Fasher”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-rsf-cercano-di-insabbiare-i-crimini-di-guerra-arrestando-il-macellaio-di-el-fasher.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Riccardo Buccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 06:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[elfasher]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1090" height="812" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1.jpg 1090w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-1024x763.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-768x572.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-600x447.jpg 600w" sizes="(max-width: 1090px) 100vw, 1090px" /></p>
<p>Quando El-Fasher è caduta sotto il controllo delle Rapid Support Forces (RSF), a fine ottobre 2025, un video ha iniziato a circolare sui social network. Mostrava un uomo armato che si presentava come Issa Abu Lolo, identificato successivamente come Al-Fateh Abdallah Idris, mentre camminava tra i corpi delle vittime e parlava direttamente alla telecamera. «Guarda tutto questo lavoro. Guarda questo genocidio», &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-rsf-cercano-di-insabbiare-i-crimini-di-guerra-arrestando-il-macellaio-di-el-fasher.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1090" height="812" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1.jpg 1090w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-1024x763.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-768x572.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1-600x447.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1090px) 100vw, 1090px" /></p>
<p>Quando <strong>El-Fasher</strong> è caduta sotto il controllo delle <em>Rapid Support Forces</em> (RSF), a fine ottobre 2025, un video ha iniziato a circolare sui social network. Mostrava un uomo armato che si presentava come <strong>Issa Abu Lolo</strong>, identificato successivamente come <strong>Al-Fateh Abdallah Idris</strong>, mentre camminava tra i corpi delle vittime e parlava direttamente alla telecamera.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="686" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17-686x1024.jpg" alt="" class="wp-image-492755" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17-686x1024.jpg 686w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17-201x300.jpg 201w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17-768x1147.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17-600x896.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.42.17.jpg 856w" sizes="auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>



<p><br><br>«Guarda tutto questo lavoro. Guarda questo genocidio», diceva con voce calma. Poi sorrideva, ruotando il telefono verso i suoi compagni delle RSF e aggiungeva: «Moriranno tutti così».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="in" dir="ltr">🚨 Berikan RETWEET pada video ini<br><br>Dunia perlu melihat apa yang dilakukan teroris RSF — yang dipersenjatai dan didanai oleh UEA dan dengan dukungan Zionis-Amerika — terhadap rakyat Sudan yang tidak bersalah.<br><br>Don’t scroll on 🇸🇩 Kejahatan dan Kebrutalan Ini Harus Dihentikan!! <a href="https://t.co/5xxQTS5Mwa">pic.twitter.com/5xxQTS5Mwa</a></p>&mdash; SW News &#8211; SOFT WAR NEWS (@SoftWarNews) <a href="https://twitter.com/SoftWarNews/status/1984033404892147861?ref_src=twsrc%5Etfw">October 30, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il filmato, pubblicato su TikTok e rilanciato da diversi canali, è stato geolocalizzato nei dintorni di El-Fasher e verificato da <strong>BBC Verify</strong>, che ha confermato come l’uomo ha ucciso decine di persone disarmate in diverse aree della città.</p>



<p>In altre registrazioni, trasmesse in diretta, Abu Lolo si vantava apertamente delle sue uccisioni. «Volevo ucciderne duemila, ma sono sicuro di aver superato il numero. Mi sono confuso con il conteggio, l’ho perso, ma ricomincerò da zero», dichiarava ridendo, mentre altri miliziani RSF lo accompagnavano ridacchiando in sottofondo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> | The criminal known as “Abu lolo”, one of the leading members of the <a href="https://twitter.com/hashtag/RSF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RSF</a> Militia, notorious for his involvement in mass killings of civilians in Darfur, has been released after what appeared to be a staged arrest. <br>This comes despite his confession to murdering more than… <a href="https://t.co/R9qnImhLyI">pic.twitter.com/R9qnImhLyI</a></p>&mdash; Sudan News 🇸🇩 (@Sudan_tweet) <a href="https://twitter.com/Sudan_tweet/status/1986089261972791643?ref_src=twsrc%5Etfw">November 5, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Fonti osint hanno stimato che <strong>oltre 2500 persone siano state uccise</strong> a El-Fasher nei giorni immediatamente successivi alla conquista della città.Testate giornalistiche e centri di ricerca internazionali hanno raccolto video, testimonianze e immagini satellitari che documentano incendi, distruzioni e fosse comuni. In risposta a queste accuse, la <strong>Corte penale internazionale</strong> ha aperto un’inchiesta per verificare se le azioni della RSF nel Darfur costituiscano crimini di guerra o crimini contro l’umanità.<br><br>La Yale University ha pubblicato due diversi paper con materiale open source per dimostrare uccisioni di massa e crimini di guerra perpetrati da parte dalle RSF<br><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-1024x394.png" alt="" class="wp-image-492750" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-1024x394.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-300x115.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-768x295.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-1536x590.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12-600x231.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.12.png 1634w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br><a href="https://files-profile.medicine.yale.edu/documents/876b4afc-e1da-495b-ac32-b5098699a371?utm_source=chatgpt.com">A questo link </a>è possibile accedere al documento del 27 ottobre 2025, <a href="https://files-profile.medicine.yale.edu/documents/8163d430-7a33-458e-be60-f0022a6c31d2?utm_source=chatgpt.com">a questo link </a>invese al report osint del 4 novembre 2025<br><br><br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="692" height="314" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.22.png" alt="" class="wp-image-492751" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.22.png 692w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.22-300x136.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.17.22-600x272.png 600w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /></figure>



<p>Nel frattempo nei primi giorni di novembre, la leadership della milizia RSF ha diffuso un comunicato ufficiale in cui annunciava «un’indagine interna sulle violazioni» commesse dai propri membri. Poche ore dopo, i canali media della RSF hanno pubblicato un nuovo video: Abu Lolo veniva mostrato sotto scorta, trasportato in un convoglio armato verso la prigione di <strong>Shala</strong>, nella periferia occidentale di El-Fasher.<br><br>Di seguito il video.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Isaa Abu Lolo has been arrested by the Tasis civilian government in Fasher. But the truth is that he was handed over because he made the Genocide public to the world. There’s still an ongoing Genocide in Sudan 🇸🇩 committed by UAE backed RSF <a href="https://t.co/cMWk52MMeC">pic.twitter.com/cMWk52MMeC</a></p>&mdash; David Dokuma (@DavidDokuma) <a href="https://twitter.com/DavidDokuma/status/1984158800534806663?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br><br><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="763" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1024x763.jpg" alt="" class="wp-image-492753" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-1024x763.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-768x572.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28-600x447.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.01.28.jpg 1090w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Secondo l’analisi di <strong>BBC Verify</strong>, la scena è stata girata intorno alle 16:00 ora locale, in base alla lunghezza e alla direzione delle ombre. Gli esperti hanno determinato che Abu Lolo è stato collocato in una cella isolata nel cortile meridionale del complesso carcerario, la quarta da est. Tuttavia, alle 17:18 dello stesso giorno, sull’account TikTok dell’uomo — molto attivo e in precedenza usato per documentare le violenze delle RSF — è apparso un nuovo post. Non è chiaro se Abu Lolo gestisse ancora l’account o se fosse controllato da terzi, ma la coincidenza ha sollevato dubbi sull’effettiva natura del suo arresto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42-1024x663.jpg" alt="" class="wp-image-492754" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-07-alle-07.22.42.jpg 1118w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dietro la figura di Abu Lolo si delinea una carriera lunga e ben radicata all’interno dell’apparato paramilitare della RSF. Il suo vero nome, <strong>Al-Fateh Abdallah Idris</strong>, compare in diverse indagini come uno dei membri più vicini alla famiglia <strong>Dagalo</strong>, che guida la milizia e appartiene alla tribù <strong>Mahariya Rizeigat</strong>. Entrato nella RSF nel <strong>2013</strong> dopo un periodo di addestramento militare, Abu Lolo è cresciuto rapidamente di grado grazie ai suoi legami familiari con <strong>Mohamed Hamdan Dagalo</strong>, detto <em>Hemetti</em>, e con suo fratello <strong>Abdelrheem Dagalo</strong>, vicecomandante della forza.<br><br>Dopo un periodo di servizio nelle <strong>forze speciali RSF</strong> e diverse missioni nello <strong>Yemen</strong>, Abu Lolo è rientrato in Sudan e ha lavorato nell’ufficio dell’intelligence interna della milizia, consolidando la propria posizione. Quando nel <strong>2023</strong> il conflitto aperto tra RSF e l’esercito regolare sudanese (SAF) è esploso, è diventato una delle guardie personali di Abdelrheem Dagalo, su cui nel settembre di quello stesso anno sono state imposte <strong>sanzioni internazionali</strong> per violazioni dei diritti umani e crimini di guerra.<br><br>Le dichiarazioni che ha rilasciato sui social hanno alimentato l’indignazione globale. Dopo la diffusione dei suoi video, <strong>TikTok ha chiuso il suo account</strong> per violazione delle linee guida della piattaforma. La settimana successiva, Hemetti ha ammesso pubblicamente che «violazioni» si erano verificate a El-Fasher e ha sostenuto che «comitati investigativi» fossero stati istituiti. Il 30 ottobre, un comunicato sul canale Telegram ufficiale della RSF ha confermato l’arresto di Abu Lolo e di «alcuni individui coinvolti in violazioni dei diritti umani».<br><br>Nonostante le dichiarazioni, numerosi osservatori restano scettici. Secondo analisti indipendenti e fonti umanitarie, l’arresto appare come un’operazione di facciata. Nessuna informazione indipendente ha confermato la sua reale detenzione o un procedimento giudiziario in corso.<br><br>A novembre 2025, la situazione a El-Fasher resta confusa. La città è in gran parte distrutta, decine di migliaia di civili sono fuggiti e nuove immagini satellitari indicano che gli scontri e le violenze non si sono fermati. Il caso di <strong>Issa Abu Lolo</strong> — l’uomo che si è filmato mentre compiva esecuzioni di civili e che la stessa RSF sostiene di aver arrestato — rappresenta oggi il paradosso della guerra in Sudan: una combinazione di brutalità militare, impunità politica e controllo della narrazione attraverso i social media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-rsf-cercano-di-insabbiare-i-crimini-di-guerra-arrestando-il-macellaio-di-el-fasher.html">Le RSF cercano di insabbiare i crimini di guerra arrestando il “macellaio di El-Fasher”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Allarme dal World Food Programme 6 operazioni critiche rischiano interruzione flusso di assistenza alimentare</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/allarme-dal-world-food-programme-6-operazioni-critiche-rischiano-interruzione-flusso-di-assistenza-alimentare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 16:15:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il World Food Programme lancia l&#8217;allarme: rischio interruzione del flusso di assistenza alimentare per almeno sei operazioni critiche entro la fine di quest&#8217;anno. Le informazioni contenute nel nuovo rapporto dell&#8217;agenzia Onu &#8211; “A lifeline at risk” -rilevano che oltre 13 milioni dei beneficiari degli aiuti alimentari consegnati dal più grande programma umanitario del mondo potrebbero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/allarme-dal-world-food-programme-6-operazioni-critiche-rischiano-interruzione-flusso-di-assistenza-alimentare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/allarme-dal-world-food-programme-6-operazioni-critiche-rischiano-interruzione-flusso-di-assistenza-alimentare.html">Allarme dal World Food Programme 6 operazioni critiche rischiano interruzione flusso di assistenza alimentare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11048620-20250620_SDN_Mohamed-Galal_0014-e1760970601535-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>World Food Programme</strong> lancia l&#8217;allarme: rischio interruzione del flusso di assistenza alimentare per almeno sei operazioni critiche entro la fine di quest&#8217;anno. Le informazioni contenute nel <a href="https://it.wfp.org/comunicati-stampa/allarme-wfp-sei-operazioni-critiche-che-rischiano-interruzione-nel-flusso-di">nuovo rapporto</a> dell&#8217;agenzia Onu &#8211; “<em>A lifeline at risk</em>” -rilevano che oltre 13 milioni dei beneficiari degli aiuti alimentari consegnati dal più grande programma umanitario del mondo potrebbero essere tagliati fuori dalle linee di sostentamento e cadere dai &#8220;<em>livelli di fame di crisi</em>&#8220;, classificata come Ipc3, ai <strong>livelli di emergenza</strong>, classificati come <strong>Ipc4</strong>.</p>



<p>La Direttrice Esecutiva del programma umanitario delle <strong>Nazioni Unite</strong> riferisce che &#8220;<em>il mondo sta affrontando una crescente ondata di fame acuta che minaccia milioni di persone tra le più vulnerabili, e i fondi necessari per aiutarci a rispondere si stanno esaurendo</em>&#8220;, aggiungendo come &#8220;<em>ogni taglio alle razioni significa che un bambino va a letto affamato, una madre salta un pasto o una famiglia perde il sostegno di cui ha bisogno per sopravvivere. Il filo dell’assistenza vitale che sostiene milioni di persone viene tagliato davanti ai nostri occhi</em>&#8220;.</p>



<p>Stando a quanto riferito dal rapporto &#8220;<a href="https://u7061146.ct.sendgrid.net/ls/click?upn=u001.gqh-2BaxUzlo7XKIuSly0rCx-2FgeRx-2Fvh6TfyFfzjQF7vMwYmdvVQhys1SiaJiTnYGLsxWBlIiOMbbvYjb8Ub0pQw59LgUweeNt29WUTgstxuE-3Da1Xl_xEr91lmIDp0DBQjog7zi1-2BHt3J-2FkxG-2F-2B5qujze3ATnTrg-2BHUzIhyRb8wVRSKKvcOz8j7dDY3vrIg6D-2ByKYMtUeKr3fwEr9Pk2wgpnYJVLDDPAMB1F-2FtRWaKOm5puFE0pPRwGBAryvEFhKzW3sp7qBKLTfzjxWYfvcWpDP02FJC-2FN8N3LibIvsFZmlxicqwV7T0IhSUvl4-2FYaTft-2FJZ6Aibb8xCP-2FdqQ7ogqQwEZSAdBtTBYRusWpLEL1wA5GiZ-2BiG-2BoIosH8nVxV082lXzF7CyPp00-2BEJdCYuuM0zdIywJYGckz2EBj2aJ5YgzBm7eX1FvQdggCQ-2FlfYFMF5-2BHKQP9H80kijEXMQ-2BGSMbZEL-2Bo8-3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A lifeline at risk: Food assistance at breaking point</a>&#8220;,  la previsione di una riduzioni dell&#8217;assistenza alimentare in tutte le sue operazioni minaccia di portare<strong> 13,7 milioni di persone</strong> a un livello di emergenza alimentare. </p>



<p>L&#8217;aumento previsto tiene conto solo dell&#8217;impatto dei tagli all&#8217;assistenza del Wfo sulle persone che attualmente ricevono supporto, non di altri fattori che potrebbero avere un impatto sull&#8217;<strong>insicurezza alimentare</strong>. Senza risorse aggiuntive, spiegano i responsabili del programma, milioni di persone &#8220;<em>vulnerabili potrebbero rimanere senza assistenza alimentare salvavita, in un momento in cui la fame globale ha raggiunto livelli record</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-490226" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11065907-4N0A5812.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un Ilyushin Il-76 del WFP conduce un airdropping su Ngueny, nello stato dell&#8217;Alto Nilo, nel Sudan del Sud</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sei operazioni critiche a rischio</h2>



<p>Le operazioni attualmente a rischio sono in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Somalia, Sud Sudan e Sudan, e stanno tutte affrontando gravi interruzioni che minacciano di peggiorare<strong> entro la fine del 2025</strong>. </p>



<p>I tagli alle razioni e la riduzione del numero di persone assistite stanno colpendo le comunità devastate da conflitti, sfollamenti e shock climatici, in particolare bambini, donne, rifugiati e sfollati interni.</p>



<p>L&#8217;<strong>Afghanistan</strong> ha registrato riduzioni drastiche, con l&#8217;assistenza che raggiunge meno del 10 per cento delle persone in condizioni di insicurezza alimentare, nonostante i crescenti tassi di malnutrizione. La <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong> sta affrontando livelli record di fame; questo mese il Wfp ha ridotto la sua assistenza a 600.000 persone, rispetto ai 2,3 milioni previsti, con una possibile interruzione completa del servizio entro febbraio 2026. Ad <strong>Haiti</strong>, i programmi di pasti caldi sono già stati interrotti e le famiglie ricevono metà delle razioni mensili standard del programma delle Nazione Uniti. </p>



<p>In<strong> Somalia</strong> il supporto è stato ripetutamente ridotto, a novembre 2025 saranno solo 350.000 i beneficiari, rispetto ai 2,2 milioni di un anno fa. In <strong>Sud Sudan</strong>, tutti i beneficiari dell&#8217;assistenza del programma attualmente ricevono una razione ridotta, che sarà priva di alcuni generi alimentari a partire da ottobre, con l&#8217;esaurimento delle scorte nazionali.</p>



<p>In<strong> Sudan</strong> il Wfp attualmente supporta quattro milioni di persone affamate al mese; nonostante l&#8217;operazione significativa, sono complessivamente 25 milioni le persone – metà della popolazione totale – alle prese con una grave insicurezza alimentare in tutto il paese. Anche la preparazione, fondamentale per gestire la risposta alle crisi, ne ha risentito. Per la prima volta dal 2016, il Wfp non dispone di scorte di emergenza per la stagione degli uragani ad Haiti, e non ha cibo preposizionato in Afghanistan in previsione dell&#8217;inverno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-490227" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/WF11052542-20250619_WFP_SOM_Haatfuul-Farm-23.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Una donna si impegna nel progetto di recupero presso una fattoria nella regione di Gedo, in Somalia.</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fame record, risorse in calo</h2>



<p>La fame nel mondo ha raggiunto livelli record, con <strong>319 milioni di persone che affrontano una grave insicurezza alimentare</strong>, di cui 44 milioni in condizioni di fame di emergenza (Ipc4). Due carestie si sono verificate contemporaneamente, in Sudan e Gaza. Altrettanto preoccupante è il fatto che il numero di persone classificate come in carestia, sull&#8217;orlo della carestia o a livelli catastrofici di fame (Ipc5) sia raddoppiato in soli due anni, raggiungendo 1,4 milioni di persone.</p>



<p>La situazione dei finanziamenti del Wfp non è mai stata così critica. L&#8217;agenzia prevede di ricevere il 40 per cento in meno di finanziamenti per il 2025. Il budget previsto è di 6,4 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 10 miliardi di dollari del 2024.</p>



<p>&#8220;<em>Il divario tra ciò che il WFP deve fare e ciò che possiamo permetterci di fare non è mai stato così grande</em>&#8220;, spiega la direttrice del programma. &#8220;<em>Rischiamo di perdere decenni di progressi nella lotta contro la fame. Non si tratta solo di paesi travolti da gravi emergenze. Anche i progressi duramente ottenuti nella regione del Sahel, dove 500.000 persone sono uscite dalla dipendenza dagli aiuti grazie a programmi integrati di assistenza alimentare e resilienza, potrebbero presto essere vanificati senza un sostegno continuo</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Wpf chiede un&#8217;azione urgente</h2>



<p>L&#8217;<strong>impatto dei tagli si sta manifestando</strong> in maniera diversa nelle varie operazioni del WFP, ma una cosa rimane costante: il WFP rimane impegnato a fornire assistenza alimentare nei luoghi con più fame nel mondo.</p>



<p>&#8220;<em>Il WFP continuerà a tenere i riflettori accesi su tutti i 319 milioni di persone che affrontano un&#8217;insicurezza alimentare acuta nel mondo, non solo su quanti pensiamo di poter sfamare con i fondi raccolti</em>&#8220;, sottolinea il vertice e i portavoce del programma, ribadendo come &#8220;<em>il danno devastante causato dai tagli all&#8217;assistenza alimentare non solo minaccia vite umane, ma rischia anche di minare la stabilità e alimentare sfollamenti e sconvolgimenti sociali ed economici più ampi. Un&#8217;assistenza alimentare rapida ed efficace è un baluardo fondamentale contro il caos nei paesi che già faticano a reagire</em>&#8220;. </p>



<p>Ciò che viene richiesto, in conclusione, è una <strong>risposta efficace</strong> alla crisi alimentare globale richiede uno<strong> sforzo collettivo</strong>. Un&#8217;azione che coinvolga governi, società civile locale, donatori del settore pubblico e privato e attori umanitari. Per questo il programma della Nazioni Unite fa appello a tutte le parti coinvolte affinché facciano ogni sforzo per sostenere programmi vitali per la sicurezza alimentare. </p>



<p>Il <strong>World Food Programme</strong> delle <strong>Nazioni Unite</strong>, l’agenzia Onu World Food Programme, è considera la più grande organizzazione umanitaria al mondo impegnata a salvare vite nelle emergenze e la cui assistenza alimentare vuole costruire un percorso di pace, stabilità e prosperità per quanti si stanno riprendendo da conflitti, disastri e dall’impatto del cambiamento climatico, ha avvertito oggi che sei delle sue operazioni umanitarie più critiche subiranno gravi interruzioni entro la fine dell&#8217;anno, mettendo a rischio altre vite umane, a causa dell&#8217;esaurimento dei finanziamenti umanitari globali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/allarme-dal-world-food-programme-6-operazioni-critiche-rischiano-interruzione-flusso-di-assistenza-alimentare.html">Allarme dal World Food Programme 6 operazioni critiche rischiano interruzione flusso di assistenza alimentare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sudan Protest Icon Says Revolution Cannot Forget Women</title>
		<link>https://it.insideover.com/women/sudan-protest-icon-says-revolution-cannot-forget-women.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[James Reinl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 09:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Women]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[United Nations]]></category>
		<category><![CDATA[womens-rights]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-1024x554.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alaa Salah shot to online fame earlier this year when clips of her dressed in flowing white robes went viral on social media and made her an immediate icon of the revolution against strongman President Omar al-Bashir. This week, the 22-year-old took her message to the world. Al-Bashir is now in jail, but the transitional &#8230; <a href="https://it.insideover.com/women/sudan-protest-icon-says-revolution-cannot-forget-women.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1040" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5613997-e1572522110901-1024x554.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Alaa Salah shot to online fame earlier this year when clips of her dressed in flowing white robes went viral on social media and made her an immediate icon of the revolution against strongman President Omar al-Bashir.</p>
<p>This week, the 22-year-old took her message to the world. Al-Bashir is now in jail, but the transitional government that replaced him is not delivering for the women who drove the revolution against his decades-long rule, she said.</p>
<p>Addressing the United Nations Security Council in New York, Salah said that women made up 70 per cent of the protestors in Sudan’s capital, Khartoum, earlier this year, but they have since been denied real power under the new system.</p>
<p>“Women-led resistance committees and sit-ins, planned protest routes, and disobeyed curfews,” Salah said in New York on Tuesday.</p>
<p>“Despite their courage and their leadership, women have been side-lined in the formal political process in the months following the revolution.”</p>
<p>Al-Bashir came to power in an Islamist-backed military coup in 1989, adopting strict interpretations of religious law that reduced the ability of women to participate meaningfully in public life, according to Human Rights Watch, a campaign group.</p>
<p>Women had to cover their hair and follow austere Islamic dress codes, could not freely post their thoughts on social media and were restricted from travelling and, if unmarried, from dining out with male friends, Salah told diplomats.</p>
<p>Al-Bashir was toppled in a coup in April after months of protests and is being held in a Khartoum prison cell on corruption charges. Opposition groups struck a power-sharing deal with the military in September for a three-year transition to democracy.</p>
<p>Women rallied against al-Bashir in huge numbers despite being “teargassed, threatened, assaulted, and thrown in jail,” said Salah. Rape was widespread amid the revolutionary chaos, and, back in their homes, women protestors “faced retaliation from their own families,” she said.</p>
<p>Salah, then an engineering student, was &#8220;<span class="fontstyle0" style="font-size: 1rem;">chanting, singing and walking with my fellow citizens through the streets&#8221;, she said. She was dubbed the &#8220;woman in white&#8221; after standing on a car, swaddled in white cloth, pointing a finger upwards in a gesture of hope and defiance that was captured by a sea of mobile phone cameras.</span></p>
<p>Campaigners note gains under the post-revolution government. For the first time, women head Sudan’s judiciary and its foreign office. Two women sit on the country’s 11-member sovereign council. In recent weeks, a women’s soccer league kicked off in Khartoum.</p>
<p>According to Salah, these gains are fragile and cannot be taken for granted. In 2018, women made up 31 per cent of Sudan’s parliamentarians, but they were “often without real inﬂuence and left out of decision-making circles”.</p>
<p>“Now, unsurprisingly, women’s representation in the current governance structure falls far below our demand of 50 per cent parity and we are sceptical that the 40 per cent quota of the still-to-be formed legislative council will be met,” she added.</p>
<p>Salah and other Sudanese women campaigners say there is much work to be done. Safaa Ayoub, secretary-general of the Community Development Association for Sudan, said many hinterlands of Sudan remain perilous for women.</p>
<p>Ayoub, based in the Western province of Daruf, said security forces in the turbulent Jebel Marrah region have repeatedly used mass rape to terrorize women and girls amid a conflict between Khartoum and non-Arab tribal groups.</p>
<p>Women also struggle in the Blue Nile and Nuba Mountains regions along the border with breakaway South Sudan, where a simmering conflict, security restrictions, and bureaucratic red tape stalls progress, UN diplomats heard.</p>
<p>“We want to make sure that women in conflict zones are protected, that women can move freely, and reach their farms without fear of rape or violence, that they can watch their children go to school safely,” Ayoub said in a statement.</p>
<p>“We want more space and participation and the chance to be dignified as human beings.”</p>
<p>Salah, Ayoub and other campaigners met decision-makers in the United States this week, hoping to pressure Khartoum for speedier progress. Still, Prime Minister Abdalla Hamdok has many pressing financial and security threats that likely rank higher on his agenda.</p>
<p>The activists’ claim that women made up some two-thirds of the protestors appears to be exaggerated, and they can appear unclear on how they want to get women in half of Sudan’s government jobs. Still, Salah said, that is the target.</p>
<p>“If we are not represented at the peace table, and if we don’t have a meaningful voice in parliament, our rights will not be guaranteed, and discriminatory and restrictive laws will remain unchanged, continuing the cycle of instability and violence,” said Salah.</p>
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		<title>South Sudan: Will Justice Be Served Any Time Soon?</title>
		<link>https://it.insideover.com/without-category/south-sudan-will-justice-be-served-any-time-soon.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[J.S. Von Dacre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 04:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Without category]]></category>
		<category><![CDATA[human rights]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-1024x727.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Six long and arduous years have passed since violence exploded across South Sudan. The perpetrators – which include both government and rebels – of crimes like mass killings, rape, torture, and other human rights violations have still not been held accountable. In December 2013, when the government and opposition forces clashed in Juba, civilians bore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/without-category/south-sudan-will-justice-be-served-any-time-soon.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1364" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_5998078-1024x727.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Six long and arduous years have passed since violence exploded across South Sudan. The perpetrators – which include both government and rebels – of crimes like mass killings, rape, torture, and other human rights violations have still not been held accountable.</p>
<p>In December 2013, when the government and opposition forces clashed in Juba, civilians bore the brunt of the ensuing carnage and since then, both security and human rights situation have remained precarious in the African country.</p>
<p>Tens of thousands have been slaughtered – often due to their ethnicity or perceived affiliations. Almost 2 million people – 85% of whom are women and children – were forced out of their homes and displaced within South Sudan. Thousands of others have been evacuated to UN compounds; these growing camps – known as UNMISS Protection of Civilian (PoC) sites – currently hold over 180,000 people. Furthermore, the ferocity of the conflict single-handedly generated the largest movement of refugees in Africa and the third biggest in the world, with over 2.2 million people seeking refuge abroad.</p>
<p>The bloody clash saw both government and rebel forces violating international humanitarian law and international human rights law. The war crimes and crimes against humanity include the deliberate killing of civilians; acts of sexual violence including gang rape and rape of children, elderly and pregnant women, forced recruitment of children; looting and destruction of civilian property; and enforced disappearances. Additionally, South Sudan&#8217;s National Security Service (NSS) and Military Intelligence Directorate (MID) have arbitrarily detained hundreds of people – mostly men – who have been subjected to torture, other forms of ill-treatment, and extra-judicial executions in detention facilities across the country.</p>
<p>A damning report, <em><a href="https://www.amnesty.org/en/documents/afr65/1105/2019/en/">Do you think we will prosecute ourselves</a>: No prospects for accountability in South Sudan, </em>released by Amnesty International just a few days ago, details how the South Sudanese government not only lacks political will to hold perpetrators of serious crimes accountable, but also has permitted such impunities to prosper.</p>
<p>Joan Nyanyuki, Amnesty International Director for East Africa, the Horn and the Great Lakes said, “Our research found that the government of South Sudan has consistently failed to address violations and abuses.</p>
<p>“Moreover, the presidential interference with justice processes is rampant. This ranges from failing to make public reports of government-led investigation committees, to confirming or denying judgments of court martials, to ousting judges of ordinary courts, and to actively obstructing the establishment of the Hybrid Court for South Sudan (HCSS). The report emphasizes the role of the HCSS as the most viable avenue for justice for victims – at least in the short term.”</p>
<p>Since the outbreak of the conflict in 2013, Amnesty International has campaigned for independent investigations and prosecutions of suspects of crimes committed in relation to the conflict. One of the main issues has been that the government has blocked the establishment of the HCSS that was enshrined in the peace agreements. Amnesty International has now put pressure on the African Union (AU) to issue a new roadmap for the establishment of the HCSS, giving South Sudan a deadline of 6 months to facilitate the prosecution of those accused of war crimes and human rights abuses.</p>
<p>“We were hopeful when the conflicting parties agreed to the Hybrid Court for South Sudan when they signed the peace agreement in August 2015. Yet, four years later, they have left a trail of broken promises. It is time for the AU to step up and issue a timeline for the establishment for the HCSS and give the Government of South Sudan a deadline to sign the legislation,” insisted Nyanyuki.</p>
<p>If it is not established soon, there is a great risk of losing valuable evidence, which will be lost as more time passes. In a region like South Sudan, which is so ravaged by conflict, there is the danger that documents could be destroyed, witnesses displaced or killed, crime scenes transformed or contaminated, and people’s memories fading.</p>
<p>“South Sudanese authorities should implement judicial reforms to enable effective investigations and prosecutions before independent, impartial and competent courts in South Sudan, in a manner that respects international standards of fairness and without recourse to the death penalty. They must also sign a Memorandum of Understanding (MoU) and adopt the Statute establishing the Hybrid Court of South Sudan (HCSS),” Nyanyuki added.</p>
<p>“Secondly, considering the evident lack of will from the government’s side, there is a need for extensive pressure from the AU, the UN, and international donors. The AU should convene a meeting on South Sudan in which they adopt a clear timeline for the establishment of the HCSS. If after all this, the Government of South Sudan does not sign the MoU and adopt the statute, the AU must take measures to address victims&#8217; right to justice through the unilateral establishment of an ad hoc tribunal for South Sudan.</p>
<p>“Lastly, failure or delay of the establishment of either the HCSS or an ad hoc tribunal merit, the intervention of the UN Security Council is needed to take appropriate measures by establishing an ad hoc tribunal or referring the South Sudanese situation to the International Criminal Court (ICC).”</p>
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