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	<title>schiavi Archives - InsideOver</title>
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		<title>La lotta degli schiavi di ieri, l&#8217;ipocrisia sui 50 milioni di schiavi di oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 15:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[schiavi]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1170" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="schiavi" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp 1170w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-300x173.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-1024x591.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-768x443.webp 768w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
<p>Oggi si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della tratta degli schiavi ma quante forme di achiavitù ancora resistono...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-lotta-degli-schiavi-di-ieri-lipocrisia-sui-50-milioni-di-schiavi-di-oggi.html">La lotta degli schiavi di ieri, l&#8217;ipocrisia sui 50 milioni di schiavi di oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1170" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="schiavi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp 1170w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-300x173.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-1024x591.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/schiavi-768x443.webp 768w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
<p>La<strong> schiavitù</strong> è quanto di più umano esista. Nacque con l&#8217;uomo e con il desiderio di alcuni uomini di possedere e sopraffare altri uomini, dall&#8217;era delle caverne, passando per i Greci e i Romani fino all&#8217;odiosa <strong>tratta</strong> che abbiamo appreso fin dai libri di scuola. Ed è proprio in memoria di quella tratta che oggi celebriamo la <strong>Giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione</strong>. Ma no, nulla a che fare con <strong>Abramo Lincoln</strong>. Bensì con un manipolo di uomini che in quel di <strong>Haiti</strong>, nel lontano 23 agosto 1791, scelse di ribellarsi alle catene che gli Europei gli avevano imposto. Volevano per se stessi tutte le bellezze che la <strong>Rivoluzione Francese </strong>andava propagandando e che gli schiavi liberi &#8211; che erano riusciti ad affrancarsi anche intellettualmente &#8211; avevano scelto come manifesto per la lotta di liberazione di neri e meticci sull&#8217;isola.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.storicang.it/medio/2022/01/14/il-23-agosto-1791-i-congiurati-di-haiti-assaltarono-le-prime-piantagioni-a-nord-dellisola_a33f9eb7_800x604.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Gli Stati Uniti, terra che conservava la &#8220;peculiare istituzione&#8221;, dovranno invece attendere la Guerra Civile e il Proclama di emancipazione per vedere abolita la schiavitù, almeno sulla carta. Ma al di là dei provvedimenti legislativi che imponevano la fine dell&#8217;odioso strumento di sopraffazione, fu anche il <strong>progresso tecnologico </strong>a mandare in soffitta la schiavitù: il lavoro manuale mal si addiceva ai ritmi produttivi che la società industriale richiedeva. Così, le macchine che i luddisti volevano tanto distruggere, si trasformarono &#8211; per paradosso &#8211; nel <em>de profundis</em> sulla schiavitù. Generandone un&#8217;altra: quella dell&#8217;<strong>operaio-massa</strong>.</p>



<p>Con le leggi e i trattati che hanno abolito tratta e schiavitù ci si potrebbe lastricare l&#8217;Inferno, ma sebbene si tratti di termini che sembrano appartenere alla notte dei tempi, di schiavitù contemporanee se ne possono contare decine e decine di forme.<br>La schiavitù moderna, come termine, comprende molte forme di sfruttamento, tra cui la <strong>tratta di esseri umani</strong> e la <strong>nascita di persone già schiave</strong>. La schiavitù moderna è ovunque intorno a noi, spesso nascosta in bella vista. Le persone possono diventare schiave realizzando i nostri vestiti, servendo il nostro cibo, raccogliendo i nostri pomodori, lavorando nelle fabbriche o nelle case come cuochi, addetti alle pulizie o tate.</p>



<p>Secondo le ultime stime globali sulla schiavitù moderna (2022) di<em> Walk Free</em>, dell&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro e dell&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni, <strong>oggi quasi 50milioni di persone vivono in schiavitù</strong>: circa un quarto di sono bambini. Il ventaglio di tipi di schiavitù, oggi, tende a essere sempre più ampio: 22 milioni di persone sono costrette a <strong>matrimoni forzati</strong>. Due su cinque sono bambini o adolescenti in età pre-puberale. Dei 27,6 milioni di persone intrappolate in diverse forme di <strong>lavoro forzato</strong>, 17,3 milioni sono vittime di sfruttamento lavorativo forzato nell&#8217;economia privata, 6,3 milioni di <strong>sfruttamento sessuale</strong> e circa 4 milioni sono vittime di lavoro forzato imposto dalle autorità statali. Quanto alla tratta, sebbene non foraggi più le piantagioni coloniali, alimenta nuove forme di prevaricazione dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo. La tratta oggi fornisce essere umani al mercato della <strong>prostituzione forzata</strong>, del<strong> lavoro in nero</strong>, della criminalità e dell&#8217;<strong>accattonaggio</strong>, dei <strong>matrimoni combinati</strong> e dell&#8217;<strong>espianto di organi</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.dealogando.com/wp-content/uploads/2022/10/lp-10906364-1170x675.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Il rovescio della medaglia della tratta è la schiavitù moderna. La più diffusa al mondo è per <strong>debiti</strong>, contratta solitamente da un prossimo oppure in prima persona: le persone intrappolate nella povertà prendono in prestito denaro e sono costrette a lavorare per ripagare il debito, perdendo il controllo sia sulle proprie condizioni di lavoro che sul debito stesso. Ma la schiavitù è ancora oggi anche <strong>condizione ereditaria</strong>: solitamente lo stato di &#8220;schiavo&#8221; viene tramandato lungo la linea materna e non può estinguersi se non con la fuga.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.mondoemissione.it/wp-content/uploads/sudan-20607-kfcD-U11012278831928mjG-1024x576@LaStampa_it.jpg" alt=""/></figure>
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<p><br>E poi ci sono i <strong>bambini</strong>, gli schiavi più redditizi. I loro corpicini esili ben si prestano a calarsi nei cunicoli delle miniere dove si estrae il prezioso <a href="https://it.insideover.com/societa/congo-nellinferno-di-coltan-e-cobalto-del-nord-kivu.html">coltan</a> dei nostri inseparabili smartphone; le loro dita veloci ed eleganti tessono in fretta i<a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-cotone-del-fast-fashion-deforestazione-in-brasile-sfruttamento-in-pakistan-prezzi-bassi-in-europa.html"> tessuti del <em>fast fashion</em></a><em> </em>così come tappeti pregiati; la loro innocenza candida è un richiamo per reti di pedofili, maniaci e uomini in cerca di <strong>spose bambine</strong>. Le loro menti ancora così malleabili e i loro corpi resistenti sono adatti a farne <strong>bambini-soldato</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.criticalsociety.it/wp-content/uploads/2019/12/Spose-bambine-905x500-1.jpg" alt=""/></figure>



<p><strong>Le fattezze del mondo moderno rendono invisibile la schiavitù</strong> ammantandola di lustrini, ma soprattutto creando una distanza emotiva abissale tra i prodotti dello sfruttamento e noi che ne gioviamo. Non ne sentiamo il puzzo, e ci va bene così. <br>Ma come diceva qualcuno, &#8220;<em>anche se ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti</em>&#8220;. Schiavo è il bambino che ha cucito la nostra borsa <em>made in Bangladesh</em>; schiava è quella ragazzina diafana sui tacchi a spillo che batte sulla superstrada che percorriamo ogni sera tornando da lavoro; schiavo è l&#8217;operaio dell&#8217;Est Europa, senza contratto, senza diritti e malpagato, che affianca il nostro idraulico o che costruisce le nostre case.  Non vediamo il loro sangue e le loro lacrime sul cibo che ci viene servito o sulle lenzuola su cui dormiamo, e questo contribuisce a farci dormire sonni tranquilli.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.ilmanifesto.it/2013/11/29/30-est1-congo-uranio.jpg" alt=""/></figure>
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<p>Ma esistono anche altre forme, <strong>più subdole</strong>, di schiavitù moderna. Che non prevedono palle al piede o frustate, ma che tediano la vita di milioni di esseri umani: si annidano nella grande distribuzione e nei suoi turni massacranti; nei <strong><em>call center</em> </strong>pollaio dove milioni di giovani finiscono a subire la schiavitù del risultato e i lavaggi del cervello da improbabili<em> coach</em> caricati a pallettoni; nelle <strong>lettere di dimissioni fatte firmare in bianco</strong> a una donna neo-assunta; nelle migliaia di giovani che lavorano 15 ore con contratti <em>part-time</em>, nei<strong><em> rider </em></strong>che rischiano di ammazzarsi in bici per portarci la pizza ancora fumante.  Non ci sono fruste né catene in questo caso, ma anche rubare i sogni è una forma di riduzione in schiavitù.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-lotta-degli-schiavi-di-ieri-lipocrisia-sui-50-milioni-di-schiavi-di-oggi.html">La lotta degli schiavi di ieri, l&#8217;ipocrisia sui 50 milioni di schiavi di oggi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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