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	<title>pellegrinaggio Archives - InsideOver</title>
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	<title>pellegrinaggio Archives - InsideOver</title>
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		<title>È iniziato il periodo dell&#8217;Hajj:  milioni di fedeli invadono La Mecca</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/hajj-islam-arabia-saudita.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 09:30:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-1024x660.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rito suggestivo, momento di fede tra i più sentiti ed intensamente vissuti nel mondo, di certo un qualcosa che richiama l&#8217;attenzione di milioni di persone. Il riferimento è all&#8217;Hajj, il pellegrinaggio che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita a patto che abbia le disponibilità economiche e le condizioni di salute lo consentano. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/hajj-islam-arabia-saudita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/hajj-islam-arabia-saudita.html">È iniziato il periodo dell&#8217;Hajj:  milioni di fedeli invadono La Mecca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8378983-1024x660.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Rito suggestivo, momento di fede tra i più sentiti ed intensamente vissuti nel mondo, di certo un qualcosa che richiama l&#8217;attenzione di milioni di persone. Il riferimento è all&#8217;<strong>Hajj</strong>, il pellegrinaggio che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita a patto che abbia le disponibilità economiche e le condizioni di salute lo consentano. Il pellegrinaggio dell&#8217;Hajj si svolge in un momento preciso dell&#8217;anno, ossia dall&#8217;ottavo al tredicesimo giorno dell&#8217;ultimo mese del calendario islamico. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilpost.it/2018/08/19/hajj-foto/">Quest&#8217;anno il periodo cade tra il 19 ed il 23 agosto</a>, dunque è in pieno svolgimento. Se il periodo del pellegrinaggio varia, seguendo il calendario gregoriano, rimane fisso invece il luogo in cui si svolge: la città sacra di <strong>La Mecca</strong>. </p>
<p>In Arabia Saudita attesi due milioni di fedeli</p>
<p>La Mecca è la città Santa dei musulmani, il luogo verso cui ci si rivolge durante le preghiere. Effettuare l&#8217;Hajj è un obbligo importante e perentorio per i musulmani ed è il <strong>quinto pilastro della religione islamica</strong>. Per i sauditi, che hanno in custodia i luoghi sacri di La Mecca, l&#8217;Hajj è un onore ma anche un onere. Ogni anno le autorità saudite devono gestire un flusso imponente di persone che si riversano nella città santa. L&#8217;organizzazione dell&#8217;Hajj non è semplice e richiede uno sforzo economico e logistico non indifferente. </p>

<p>Quest&#8217;anno sono due milioni i fedeli attesi a La Mecca, in gran parte sono già arrivati. I pellegrini arrivano da tutto il mondo, il flusso durante i giorni dell&#8217;Hajj è costante oltre che notevole. Aeroporti, vie di comunicazione ed arterie principali appaiono luoghi presi letteralmente d&#8217;assalto, quest&#8217;anno le autorità saudite hanno anche predisposto piccoli locali per permettere ai fedeli di poter riposare a ridosso dell&#8217;edificio sacro. Infatti la tappa finale dell&#8217;Hajj è la grande mosche di La Mecca, al cui interno vi è la <strong>Ka&#8217;bah</strong>. Si tratta di un edificio di forma cubica di color nero, all&#8217;interno del quale vi è la venerata pietra nera. Si tratta del cuore della fede musulmana, i luoghi più sacri ed importanti attorno cui si riversano ogni anno in questo periodo milioni di pellegrini. </p>
<p>La Ka&#8217;bah esiste già in epoca pre islamica, ma è direttamente il profeta Maometto ad introdurne il culto e la venerazione fissando per l&#8217;appunto l&#8217;Hajj come quinta colonna della fede islamica. Hajj in arabo può essere tradotto come &#8220;dirigersi verso&#8221;, indicando per l&#8217;appunto il cammino del fedele verso La Mecca e verso i luoghi sacri. L&#8217;Hajj, oltre ad essere un pellegrinaggio verso un determinato luogo, è anche un momento di preghiera e riflessione e viene considerato anche un periodo di purificazione. </p>
<p>I risvolti politici dell&#8217;Hajj</p>
<p>Oneri certamente, ma anche possibilità di grande influenza politica per i Saud: controllare La Mecca e, con essa, avere le chiavi dei luoghi più santi dell&#8217;islam pone l&#8217;Arabia Saudita in posizione di importante forza all&#8217;interno del mondo arabo ed islamico. Nel 2016<a href="http://www.lastampa.it/2016/09/13/esteri/la-mecca-vietata-agli-iraniani-i-fedeli-sciiti-vanno-a-karbala-JKofBdYpo8qeYFPAYKMqAM/pagina.html"> Riad per esempio ha vietato agli iraniani di entrare in Arabia Saudita</a> e dunque di partecipare all&#8217;Hajj. Nel pieno del braccio di ferro e dello scontro interno tra le due potenze regionali, i Saud hanno cercato di utilizzare l&#8217;Hajj come arma per mettere in difficoltà il governo di Teheran ed i fedeli iraniani. </p>
<figure id="attachment_56508" aria-describedby="caption-attachment-56508" style="width: 1400px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/LP_8366287.jpg" rel="attachment wp-att-56508"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="wp-image-56508 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/LP_8366287.jpg" alt="Forze di sicurezza schierate per l'Hajj (LaPresse)" width="1400" height="1002" /></a><figcaption id="caption-attachment-56508" class="wp-caption-text">Forze di sicurezza schierate per l&#8217;Hajj (LaPresse)</figcaption></figure>
<p>Un altro caso che strettamente lega il possesso di La Mecca, e dunque l&#8217;importanza di poter organizzare l&#8217;Hajj, riguarda lo scontro con i<strong> Fratelli Musulmani</strong>, i quali hanno proprio nella volontà di togliere La Mecca dalle mani dei Saud un motivo di scontro, ben evidente, con la casa reale saudita. Il braccio di ferro con il Qatar parte anche da qui: Doha finanzia, assieme alla Turchia, i Fratelli Musulmani. </p>

<p>Ma l&#8217;Hajj rimane prima di tutto un evento di fede, uno dei più suggestivi al mondo. Fino al 23 agosto milioni di pellegrini invaderanno pacificamente le strade di La Mecca fino ad arrivare alla grande moschea della città Santa. Si tratta di uno dei riti più antichi di sempre, capace di sopravvivere per secoli fino ai nostri giorni. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>La guerra tra Arabia e Qatar passa da La Mecca</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-arabia-qatar-passa-la-mecca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 08:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p>
<p>Non solo il petrolio, ma anche un’altra importante arma in grado di far pressione su molti governi del medio oriente, dell’Asia e dell’Africa: l’Arabia Saudita infatti ha dalla sua l’Hajj, ossia il Pellegrinaggio presso la grande Moschea di La Mecca, il luogo più Sacro dell’Islam che ogni musulmano deve visitare almeno una volta nella vita. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-arabia-qatar-passa-la-mecca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-arabia-qatar-passa-la-mecca.html">La guerra tra Arabia e Qatar passa da La Mecca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="690" height="388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2.jpg 690w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/saudi-2-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></p><p>Non solo il petrolio, ma anche un’altra importante arma in grado di far pressione su molti governi del medio oriente, dell’Asia e dell’Africa: l’Arabia Saudita infatti ha dalla sua l’<strong>Hajj</strong>, ossia il Pellegrinaggio presso la grande Moschea di La Mecca, il luogo più Sacro dell’Islam che ogni musulmano deve visitare almeno una volta nella vita. <strong>Il flusso di pellegrini</strong> che si dirige verso la città santa, strappata dai Saud alla famiglia Hashemita dell’allora Regno dell’Hegiaz nel 1926, è costante e massiccio lungo tutto il corso dell’anno ed oltre ad essere una fonte di guadagno in chiave turistica per Riyadh rappresenta anche <strong>uno strumento per dirigere ed influenzare le politiche di diversi stati a maggioranza musulmana</strong>. Non sono capitate in passato denunce, da parte di alcuni governi non allineati alla politica saudita, di boicottaggio dei viaggi dei propri cittadini verso La Mecca da parte delle autorità dell’Arabia Saudita; <strong>oggi l’Hajj si inserisce anche nel braccio di ferro iniziato a giugno tra Riyadh e Doha</strong>, segno di una crescente tensione nella Penisola Arabica.</p>
<p>La proposta di ‘internazionalizzare’ La Mecca</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/paesi-arabi-contro-qatar-finanzia-terrorismo-1405768.html">Lo scorso 5 giugno</a>, dopo la visita del presidente Trump a Riyadh, il regno saudita ha deciso di troncare ogni rapporto con il sultanato guidato dalla famiglia Al Thani con la motivazione secondo cui Doha continua ad appoggiare il terrorismo internazionale; assieme ai Saud, a dare il via libera al blocco contro il Qatar sono stati anche <strong>Bahrein, Emirati Arabi Uniti</strong> ed <strong>Egitto</strong> i quali hanno dato vita ad un fronte sunnita del Golfo esteso al governo del Cairo con Kuwait ed Oman al contrario più cauti nell’adottare misure drastiche contro l’emirato qatariota. Da allora, la tensione non è mai diminuita con i Saud a capo del fronte sunnita che più volte hanno chiesto, come condizione indispensabile per il ripristino della normalità dei rapporti interni alle petromonarchie, il rispetto del cosiddetto ‘<a href="http://gulfnews.com/news/gulf/qatar/qatar-crisis/what-are-the-13-demands-given-to-qatar-1.2048118">piano dei tredici punti</a>’ da parte del Qatar. Tra le misure richieste dal documento stilato da Riyadh, anche <strong>la fine di ogni rapporto commerciale con l’Iran</strong> da parte di Doha e la <strong>chiusura dell’emittente Al Jazeera.</strong></p>

<p>Un programma piuttosto impegnativo ed oneroso per il Qatar, una vera e propria minaccia agli interessi del piccolo emirato che in questi anni ha visto crescere la propria sfera d’influenza finanziaria grazie a numerose operazioni effettuate dal proprio fondo sovrano in Europa; gli Al Thani non hanno mai preso in considerazione l’eventualità di attuare i tredici punti richiesti dall’Arabia Saudita e, per far fronte al blocco commerciale,<strong> ha intensificato i rapporti con la Turchia</strong> (che nei pressi di Doha ha una grande base militare) ed <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-06-09/l-iran-offre-qatar-porti-e-cibo-e-attacca-presidente-usa-063740.shtml?uuid=AE59OUbB">ha ricevuto da Teheran tonnellate di cibo</a> per scongiurare penurie dei generi di prima necessità a seguito della chiusura delle frontiere lungo la penisola arabica. Una rivalità, quella tra i Saud e gli Al Thani, nata già nel 1995 con il colpo di Stato che a Doha ha portato al potere <strong>Hamad bin Khalifa Al Thani</strong>, il quale ha deposto il padre Khalifa bin Hamad ed ha avviato <strong>una politica autonoma dalla linea dettata dai sauditi</strong> nel Golfo.</p>
<p>Gli screzi sorti nelle ultime settimane, figli anche del finanziamento fornito per anni alla Fratellanza Musulmana (acerrima nemica dei Saud) da parte di Doha, sembravano essersi affievoliti anche con la mossa degli USA di stringere un importante patto militare con il Qatar con lo scopo di equilibrare in parte quello ben più oneroso da 140 miliardi stipulato da Trump a Riyadh nel mese di maggio; nelle ultime ore però, <strong>sono state registrate nuove impennate nelle provocazioni</strong> e nei contrasti tra i due stati del Golfo: in particolare, ha suscitato molto clamore la presunta <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Crisi-del-Golfo-Quartetto-arabo-apre-al-Qatar-no-a-nuove-sanzioni-dialogo-se-accetta-i-13-punti-352e9aa4-b676-44b5-9407-7ca5b7f2cb97.html?refresh_ce">proposta del governo qatariota </a>di internazionalizzare la città Santa di La Mecca, non rendendola quindi più sotto la sovranità saudita.  Proposta presunta per l’appunto giacché, ad onor di cronaca, né presso la <strong>QNA</strong> (la Qatar National Agency) né  presso gli altri canali ufficiali di Doha risulta essere stata esplicitamente effettuata tale richiesta; <strong>esiste tuttavia un reale scontro su La Mecca e sull’Hajj</strong> in particolare, con il governo degli Al Thani che si è detto sì pronto a portare la questione dell’internazionalizzazione della città Santa all’ONU, ma che al tempo stesso non ha ancora formalizzato alcuna ufficiale proposta.</p>
<p>La risposta del gruppo sunnita riunito a Manama</p>
<p>&#8220;<em>Lo Stato del Qatar non vuole risparmiare alcun sforzo per superare le violazioni contro il suo paese e vuole cercare di risolvere la questione attraverso i canali giusti. Le Nazioni Unite sono la giusta piattaforma da partire</em>&#8220;; a pronunciare queste parole è <strong>Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani</strong>, Ministro degli Esteri di Doha, il quale <a href="http://www.express.co.uk/news/world/835135/saudi-arabia-qatar-middle-east-war-tensions-hajj-muslim-pilgrimage-restrictions-doha">in un’intervista concessa ad Al Jazeera</a> fa chiaramente intendere che il Qatar interesserà l’ONU ed i vari organismi internazionali preposti per porre fine ai blocchi sauditi e difendere gli interessi del proprio paese. Da qui anche la proposta, sempre presso la sede del Palazzo di Vetro, di discutere circa lo status di La Mecca e pensare ad un’internazionalizzazione del sito religioso; una provocazione forse, che però è bastata per accendere gli animi tra i palazzi residenziali della famiglia Saud a Riyadh. In coincidenza con la festa dell’Hajj e con il braccio di ferro tra i due paesi, mettere in discussione la sovranità saudita sulla moschea più Sacra dell’Islam è elemento di pressione politica verso l’Arabia Saudita.</p>
<p>Dal canto suo, l’esecutivo saudita ha replicato duramente e lo ha fatto da Manama, capitale del Bahrein, dove il 30 luglio ha avuto luogo un <a href="http://www.spa.gov.sa/viewstory.php?lang=en&amp;newsid=1652331">summit </a>proprio tra i quattro paesi sunniti che hanno imposto il blocco al Qatar: “<em>La proposta qatariota  è un vero atto di guerra</em> –<a href="https://www.youtube.com/watch?v=LVJan0bneIg"> ribadisce il Ministro degli Esteri saudita,   Adel al-Jubeir, in una dichiarazione rilasciata ad Al Arabiya </a>–<em> Riyadh ed i suoi alleati invitano Doha a non politicizzare l’Hajj</em>”. Pur tuttavia, come sopra affermato, una proposta qatariota non è mai ufficialmente pervenuta in alcuna sede, <strong>ma l’Arabia Saudita ha voluto ribadire con forza che la questione non può essere utilizzata</strong> come pretesto politico all&#8217;interno del braccio di ferro in corso tra i due paesi; ma ormai il vaso di Pandora sull’argomento sembra essere stato definitivamente scoperto: è infatti partita, anche nelle ore successive al vertice di Manama, <a href="http://www.aljazeera.com/news/2017/06/qatar-diplomatic-crisis-latest-updates-170605105550769.html">una diatriba tra Riyadh e Doha</a> su chi in effetti rechi maggior danno all’altro sulla questione relativa all’Hajj.</p>
<p>Da un lato, i Saud dichiarano di notare un tentativo di boicottaggio del pellegrinaggio da parte degli Al Thani, rei di non concedere visti ai propri cittadini per recarsi a La Mecca; dall’altro lato però, il governo del Qatar, sempre per bocca del ministro degli Esteri,<strong> accusa l’Arabia Saudita di creare problemi e difficoltà</strong> per il trasporto verso la città Santa dei circa ventimila cittadini del piccolo emirato accreditati per raggiungere la Moschea sacra. Accuse reciproche, con sullo sfondo l’Hajj e le chiavi di La Mecca, da sempre armi a doppio taglio dei Saud in grado di donare loro un importante potere politico ma anche, nell&#8217;altro verso della medaglia, delle pressioni che spesso hanno contribuito a far emergere i lati deboli della dinastia.</p>
<p>Nessuna nuova sanzione dei Saud al Qatar</p>
<p>Il vertice di Manama, oltre alla scia di polemiche e minacce relative all’Hajj, ha però fatto trapelare anche alcuni timidi tentativi di riavvicinamento tra le parti: in primo luogo, <strong>i quattro paesi presenti in Bahrein hanno deciso di non aggiungere nuove sanzioni contro Doha,</strong> riservandosi la possibilità di valutare una soluzione diplomatica e di aspettarsi dal Qatar passi in avanti sulla risoluzione dei tredici punti richiesti lo scorso 5 giugno. “<em>I quattro paesi sono pronti per il dialogo con il Qatar</em> – si legge nel documento il cui primo firmatario è lo sceicco del Bahrein Al Khalifa – <em>a condizione che Doha annunci la sua sincera volontà di smettere di finanziare il terrorismo e l&#8217;estremismo ed il suo impegno a non interferire negli affari esteri di altri paesi rispondendo inoltre alle 13 richieste</em>&#8220;; la strada per la fine delle tensioni e delle diatribe tra il blocco sunnita ed il Qatar, appare però ancora molto lunga.</p>
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		<title>La &#8220;Guerra fredda&#8221; dell&#8217;Islam</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-fredda-dellislam.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 11:08:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-1024x679.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una guerra “fredda” come lo fu quella tra Usa e Urss, in cui le parti in campo si lanciano accuse a distanza, tentando di sfruttare il forte peso simbolico ed il profondo significato religioso che il pellegrinaggio alla Mecca riveste per il mondo islamico.L’hajji – il viaggio alla Mecca e Medina dei fedeli musulmani &#8211; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-fredda-dellislam.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/la-guerra-fredda-dellislam.html">La &#8220;Guerra fredda&#8221; dell&#8217;Islam</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160906224457_20547571-1024x679.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una guerra “fredda” come lo fu quella tra Usa e Urss, in cui le parti in campo si lanciano accuse a distanza, tentando di sfruttare il forte peso simbolico ed il profondo significato religioso che il <strong>pellegrinaggio alla Mecca</strong> riveste per il mondo islamico.L’hajji – il viaggio alla Mecca e Medina dei fedeli musulmani &#8211; di questo settembre, si sta trasformando in un terreno di scontro aperto tra <strong>sunniti</strong> e <strong>sciiti</strong>. I musulmani di ogni parte del globo sono pronti a festeggiare una delle loro due importanti festività, l’Eid Al-Adha, da oggi 12 settembre al 14, ma la festa è già stata in parte guastata dalle polemiche.I due massimi esponenti delle correnti sunnita e sciita, <strong>Arabia Saudita</strong> ed <strong>Iran</strong>, stanno da mesi utilizzando l’evento per rinfocolare vecchie diatribe. Alla base di tutto, ovviamente, c’è la voglia dei giganti del petrolio di guadagnare l’egemonia sul Medioriente, specie in materia economica. Il che significa controllo del territorio, in particolare dello <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.google.it/maps/place/Strait+of+Hormuz/@26.6074909,55.8564657,9z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x3ef7184c25840e51:0x3d7b86ccdd367e5a!8m2!3d26.5944754!4d56.4719928" target="_blank">stretto di Hormuz</a></strong>, passaggio d’acqua per il quale transita il traffico di circa il 20% del petrolio mondiale e, al contempo, “controllo” delle alleanze con i grandi della terra.Proprio di recente, l’Arabia Saudita ha storto non poco il naso di fronte all’accordo sul nucleare raggiunto tra Iran e Stati Uniti, temendo che l’antico alleato, gli Usa, inizi ad andare un po’ troppo d’accordo con l’odiato Iran. I persiani, dal canto loro, per ribadire ancora una volta il disprezzo per il nemico arabo, in vista del pellegrinaggio alla Mecca hanno contestato il sistema usato per la concessione e il diniego dei visti necessari al viaggio.<strong> Da sempre, il Paese sciita ha dimostrato di non gradire che la gestione dei luoghi più sacri dell’Islam sia in mano all’Arabia sunnita</strong>. E proprio di recente, il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Khamenei, ha accusato le autorità saudite di non essersi assunta alcuna responsabilità per l&#8217;incidente dell&#8217;anno scorso, quando in una calca alla Mecca erano rimati uccisi circa 2300 pellegrini, di cui quasi 500 iraniani. L’Arabia, a sua volta, ha fatto volare parole grosse all’indirizzo dell’Ayatollah, attraverso il Consiglio di cooperazione del Golfo, del quale fanno parte anche Bahreïn, Emirati arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Oman, accusando l’Iran di voler politicizzare il pellegrinaggio. Insomma, un botta e risposta infinito, che ha portato l’Iran ad affermare che i suoi cittadini non parteciperanno al sacro hajji ma lo boicotteranno. Per la prima volta dal ’79, in questi giorni, i fedeli iraniani non sono presenti sui tradizionali voli. L’unica certezza è che i due Paesi contrapposti non riescono neanche più a fingere di sopportarsi reciprocamente. Le tensioni etniche e religiose non aiutano.<strong> L’Iran rivendica la modernità del suo islam sciita, accusando l’Arabia di oscurantismo</strong>. L’Arabia asserisce che quello degli iraniani non è il vero islam, e continua a spendere fior di quattrini per finanziare le scuole sunnite wahabite, promuovendo di fatto un’interpretazione letterale ed ultraconservatrice del Corano. Differenze incolmabili, che di fronte alla rivalità per il controllo del prezzo al barile del petrolio rischiano di far esplodere nuove tensioni. Soprattutto se il titolo ufficiale del monarca saudita include il ruolo di “guardiano dei due luoghi santi”, conferendogli un’autorità che l’Iran non riesce proprio a mandare giù. Così i persiani stanno a guardare, sperando che qualcosa vada storto e che ci siano nuovi “sbagli” dei sauditi sui quali far sentire la propria voce.</p>
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