<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Partito socialdemocratico Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/partito-socialdemocratico/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/partito-socialdemocratico</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Dec 2019 07:15:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Partito socialdemocratico Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/partito-socialdemocratico</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“Basta austerity”: il mea culpa dei socialisti tedeschi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/basta-austerity-il-mea-culpa-dei-socialisti-tedeschi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 07:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Partito socialdemocratico]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=246696</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi dell&#039;economia tedesca (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-768x603.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-1024x803.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I partiti in Europa afferenti all&#8217;area socialdemocratica sono da diversi anni entrati in una fase di profonda crisi ideologica. Una caduta progressiva che inizialmente ha colpito i contenuti e la stessa visione del mondo di questi movimenti, appiattita ad un’accettazione acritica di quanto stabilito in sede europea, e che successivamente si è concretizzata in un repentino &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/basta-austerity-il-mea-culpa-dei-socialisti-tedeschi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/basta-austerity-il-mea-culpa-dei-socialisti-tedeschi.html">“Basta austerity”: il mea culpa dei socialisti tedeschi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1506" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Crisi dell&#039;economia tedesca (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-300x235.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-768x603.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Crisi-economica-in-Germania-1024x803.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I partiti in Europa afferenti all&#8217;area socialdemocratica sono da diversi anni entrati in una fase di profonda crisi ideologica. Una caduta progressiva che inizialmente ha colpito i contenuti e la stessa visione del mondo di questi movimenti, appiattita ad un’accettazione acritica di quanto stabilito in sede europea, e che successivamente si è concretizzata in un repentino calo dei consensi.</p>
<h2>Il declino dei socialdemocratici in Germania e in tutta Europa</h2>
<p>Un fenomeno ravvisabile in tutta Europa, dalla Francia all&#8217;Italia, passando per la <strong>Germania</strong>. Ed è proprio da Berlino che è arrivata l’ennesima proposta di rinnovamento da parte di un partito socialdemocratico. Tale movimento politico è attualmente nella fase di maggiore crisi della sua storia contemporanea. Sconfitto alle politiche del 2017, arrivando a lambire appena il 20% delle preferenze, risulta ora essere ancorato agli scranni dell’opposizione senza avere prospettive incoraggianti per il futuro.</p>
<p>La popolazione tedesca è infatti parzialmente soddisfatta dell’attuale esecutivo a cui, secondo gli ultimi sondaggi, conferisce più del 60% delle preferenze. Ecco che allora per uscire da una fase di declino il partito socialdemocratico tedesco tenta di giocarsi una carta evergreen, ovvero il pentimento postumo. &#8220;Se il pareggio di bilancio non corrisponde a una vita migliore per i nostri figli, allora è sbagliato e questo vale anche per il freno all&#8217;indebitamento&#8221;, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/07/germania-il-nuovo-corso-di-spd-a-sinistra-ma-non-troppo-schulz-basta-austerity-in-europa/5600193/" target="_blank" rel="noopener">ha dichiarato il nuovo leader del partito <strong>Walter-Borjans</strong>, durante l’ultimo congresso</a>.</p>
<p>Un invito esplicito dunque a rigettare le politiche di austerità, il rigorismo finanziario e parallelamente a tornare a dialogare con le classi sociali che più di tutte hanno patito l’impostazione economica europea degli ultimi anni. Un cambio d’abito che sembra essere condiviso dallo stesso <strong>Martin Schulz</strong>, ex presidente del Parlamento Ue figura storica dei socialdemocratici tedeschi, nonostante sia sempre ricordato per il suo europeismo convinto e del tutto acritico.</p>
<h2>Un pentimento non sincero</h2>
<p>Ci sono tuttavia due aspetti che dovrebbero porre più di un dubbio rispetto alla genuinità di tale cambiamento. Il primo è il carattere postumo di questo pentimento. I socialdemocratici tedeschi<a href="https://it.insideover.com/politica/non-ce-piu-nulla-socialista-nei-socialdemocratici-tedeschi.html"> sono quelli che</a>, con l’<strong>agenda 2010</strong> attuata dal cancelliere Gerhard Schroder, hanno introdotto pesanti riforme sul mercato del lavoro, contribuendo alla sua flessibilizzazione e alla compressione dei salari verso il basso. Lo stesso partito ha poi partecipato attivamente e acriticamente ai lavori per l&#8217;introduzione di tutti quei principi di politica economica, tra cui il pareggio di bilancio, che oggi rinnega. Meglio tardi che mai, possiamo dire.</p>
<p>Tuttavia c’è un secondo aspetto di questa vicenda che dovrebbe invitare ad ulteriore prudenza rispetto a queste sospettose aperture. Si tratta della constatazione di un copione già visto. Si sprecano infatti gli esempi di partiti della sinistra europea che, a parole, hanno affermato di voler rivedere le politiche di bilancio europee, mentre poi alla prova dei fatti hanno mantenuto la continuità con quanto fatto in precedenza.</p>
<h2>Le promesse di rinnovo della sinistra non mantenute</h2>
<p>Il primo e più eloquente esempio è stato il leader greco di Syriza, <strong>Alexis Tsipras</strong>, che ha vinto le elezioni proprio grazie ad un discorso di volontà di rinnovamento della sinistra: stop alla rigidità di bilancio e riforma della governance economica europea. Dichiarazioni di intenti rimaste tali e rinnegate puntualmente nei momenti decisionali più importanti.</p>
<p>Un destino condiviso anche dall&#8217;Italia, dove l’ex premier <strong>Matteo Renzi</strong> aveva guadagnato ampio consenso grazie ad un discorso del tutto simile sia nei contenuti che nel cambiamento repentino una volta ritrovatosi al governo. La storia della sinistra europea è stata quindi negli ultimi anni un continuo ripetersi, un susseguirsi di pentimenti e mea culpa nel tentativo disperato di rinnovarsi, salvo poi smentirsi dopo poco tempo. Si tratta del più classico tentativo di cambiare abito senza cambiar pelle e finché questa parte politica non rifletterà esattamente sulla visione della società e del mondo che ha in testa non potrà uscire da questa profonda crisi esistenziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/basta-austerity-il-mea-culpa-dei-socialisti-tedeschi.html">“Basta austerity”: il mea culpa dei socialisti tedeschi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Socialdemocratici mettono in crisi la Grande Coalizione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-socialdemocratici-mettono-in-crisi-la-grande-coalizione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 12:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito socialdemocratico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=245328</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spd Germania (Getty)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-1024x530.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>I Socialdemocratici tedeschi mettono in dubbio il futuro della Grande Coalizione con la Cdu della Cancelliera Angela Merkel. Gli attivisti del partito hanno infatti eletto, nel corso delle primarie svoltesi domenica, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken come nuovi leader del movimento progressista. La decisione ha suscitato scalpore perché i due sono estremamente critici circa l&#8217;alleanza con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-socialdemocratici-mettono-in-crisi-la-grande-coalizione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-socialdemocratici-mettono-in-crisi-la-grande-coalizione.html">I Socialdemocratici mettono in crisi la Grande Coalizione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="776" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Spd Germania (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-768x397.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Spd-leader-Getty-e1575202291195-1024x530.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>I <strong>Socialdemocratici tedeschi</strong> mettono in dubbio il <a href="https://www.google.com/amp/s/amp.dw.com/en/germanys-spd-elects-walter-borjans-and-esken-as-new-leaders/a-51484038">futuro</a> della Grande Coalizione con la Cdu della Cancelliera Angela Merkel. Gli attivisti del partito hanno infatti eletto, nel corso delle primarie svoltesi domenica, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken come nuovi leader del movimento progressista. La decisione ha suscitato scalpore perché i due sono estremamente critici circa l&#8217;alleanza con la Cancelliera e sarebbero pronti ad abbandonarla qualora il contratto di governo non venga rinegoziato, una mossa che la Cdu non ha intenzione di compiere. I vincitori si sono aggiudicati più del 50 per cento delle preferenze espresse dalla base socialdemocratica, composta da oltre 400mila persone ( l&#8217;affluenza si è però fermata al 53 per cento) ed hanno sconfitto Olaf Scholz, ministro delle Finanze dell&#8217;attuale esecutivo e Klara Geywitz, favorevoli al mantenimento della coalizione, che si sono fermati al 45,3 per cento dei consensi. Il voto popolare dovrà poi essere confermato da una conferenza di partito che avrà luogo tra il 6 e l&#8217;8 dicembre.</p>
<h2>Incertezze</h2>
<p>Borjans ha <a href="https://www.google.com/amp/s/news.yahoo.com/amphtml/incoming-german-spd-leader-dont-173045366.html">ribadito</a>, dopo la vittoria, che non intende abbandonare immediatamente l&#8217;alleanza ma piuttosto verificare quali <strong>politiche</strong> possono essere implementate e quali no con la Cdu. Il politico vuole che vengano potenziati gli investimenti per lottare contro il cambiamento climatico e per aiutare le fasce più povere della popolazione tedesca ma, per raggiungere questo scopo, Angela Merkel non potrà adottare un budget bilanciato. Sembra probabile, dunque, che le dinamiche di governo possano entrare in acque sempre più burrascose e tormentate e che ciò possa portare ad una crisi di governo. La nuova leadership socialdemocratica potrebbe, però, non voler tornare alle urne nel breve periodo: il partito, in <strong>grave crisi</strong> di consenso da anni, veleggia intorno al 14 per cento delle intenzioni di voto ed è tallonato dalla destra radicale e sovranista di Alternativa per la Germania e rischierebbe così di piazzarsi quarto qualora il popolo tedesco debba tornare a votare. Il problema è che la partnership con la Cdu crea altrettanti problemi di popolarità ai socialdemocratici, che sono il partner debole della coalizione e hanno sofferto la popolarità della Merkel.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il <strong>dubbio amletico</strong> dei Socialdemocratici è di difficile risoluzione: l&#8217;alleanza con la destra moderata può consentire, all&#8217;interno del contratto di governo concordato dalle parti, di attuare alcuni dei punti programmatici del partito che, però, deve anche accettare i rapporti di forza all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo, più sbilanciati in favore dei cristianodemocratici.  La tendenza naturale del partito, però, dovrebbe essere quella di aspirare a poter governare in solitudine e di tornare a guidare la Germania dopo molti anni di assenza e sembra perciò più probabile che, nel medio termine, le pulsioni separatiste all&#8217;interno della Spd possano prevalere. I Verdi, nel corso degli anni, sono riusciti a conquistare il predominio all&#8217;interno dello schieramento progressista e ciò rischia di consegnare alla marginalità politica il movimento a meno che la rotta non venga invertita piuttosto in fretta. In caso di nuove consultazioni, dunque, la Cdu, qualora prevalga, dovrà volgere il proprio sguardo altrove ma, escludendo i radicali di Alternativa per la Germania, è impossibile che possa formare una coalizione organica di centrodestra. Non è escluso, invece, che i partiti del centrosinistra, cioè i Verdi, i Socialdemocratici ed i post-comunisti della Linke, riescano ad ottenere, in futuro la maggioranza assoluta dei seggi. Al momento questo scenario sembra fantapolitica ma le incerte dinamiche di Berlino potrebbero rendere tutto possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-socialdemocratici-mettono-in-crisi-la-grande-coalizione.html">I Socialdemocratici mettono in crisi la Grande Coalizione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quella piccola Baghdad che mostra il fallimento della Svezia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lavanzata-della-destra-potrebbe-arrivare-anche-in-svezia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2018 11:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Partito socialdemocratico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/lavanzata-della-destra-potrebbe-arrivare-anche-in-svezia-168335.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Oggi la Svezia va al voto e dalle urne potrebbero uscire risultati in controtendenza con la tradizione politica del Paese. Per intenderci, la coalizione di centro sinistra guidata dal partito socialdemocratico, primo partito del Paese da circa un secolo, dovrebbe avere la maggioranza e potrebbe formare il futuro governo. Ma gli equilibri del post voto disegnerebbero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lavanzata-della-destra-potrebbe-arrivare-anche-in-svezia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lavanzata-della-destra-potrebbe-arrivare-anche-in-svezia.html">Quella piccola Baghdad che mostra il fallimento della Svezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_2896885-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Oggi la <strong>Svezia</strong> va al voto e dalle urne potrebbero uscire risultati in controtendenza con la tradizione politica del Paese. Per intenderci, la coalizione di centro sinistra guidata dal <strong>partito socialdemocratico</strong>, primo partito del Paese da circa un secolo, dovrebbe avere la maggioranza e potrebbe formare il futuro governo. Ma gli equilibri del post voto disegnerebbero una Svezia profondamente diversa rispetto ai decenni passati: quel modello sociale, da sempre visto in molte parti d&#8217;Europa come un riferimento da cui attingere, non avrebbe più l&#8217;approvazione generale da parte di popolazione ed elettorato. Il partito socialdemocratico non è per caso che è al primo posto da diversi decenni: non ha soltanto inaugurato un particolare sistema di amministrazione sociale ed economica, ma ha forse incarnato lo spirito svedese lungo tutto il &#8216;900 ed oltre. In poche parole, quanto proposto dal partito guida della democrazia svedese è un qualcosa di accettato da tutti, anche da altri partiti e da altri movimenti, quasi mai messo in discussione. Almeno fino ad oggi, per l&#8217;appunto.</p>
<p>Gli svedesi pronti a mettere in dubbio il &#8220;loro&#8221; modello</p>
<p>Ma in cosa consiste il modello svedese? E soprattutto, perché adesso proprio gli stessi svedesi iniziano a metterlo in discussione?<strong> La Svezia punta molto sul particolare sistema di welfare</strong>: lo Stato assiste &#8220;dalla culla alla tomba&#8221; ogni cittadino svedese, garantendo servizi ed un livello di assistenza molto elevati. Vi è un&#8217;assistenza sanitaria universale, l&#8217;istruzione è in gran parte gratuita, il sistema previdenziale viene giudicato solido: dai pensionati ai disoccupati, dagli inoccupati a chi ha perso da poco il posto di lavoro, ogni cittadino in potenziale situazione di difficoltà viene di fatto assistito. Ovviamente questo impone un&#8217;<strong>elevata spesa pubblica</strong>, i cui limiti però sono in parte colmati da un&#8217;alta tassazione in cui l&#8217;imposizione fiscale è progressiva (dunque i cittadini riversano molto denaro nelle casse dello Stato, il quale però si impegna a fornire servizi gratuiti e dalla qualità elevata), così come dal controllo della stessa spesa pubblica e del debito, fermo a poco più del 40% del Pil. A questo, bisogna aggiungere che la Svezia nel 2003 ha rifiutato l&#8217;ingresso nell&#8217;Euro e dunque Stoccolma non deve obbedire ai rigidi dettami fiscali della Bce.</p>

<p>Fin qui dunque i risvolti positivi che da anni contribuiscono a propagandare la Svezia come un vero e proprio paradiso. Ma, per l&#8217;appunto, <strong>oggi gli stessi svedesi non sono più convinti di questo modello</strong>. Al fianco di un incisivo intervento dello Stato nell&#8217;economia e di un welfare molto elevato, il sistema svedese prevede anche una concezione liberale molto accentuata in campo sociale ed economico. E proprio da un punto di vista sociale la presunta &#8220;felicità&#8221; degli svedesi, liberi di fare e disfare tutto, oggi vacilla pericolosamente. Nel 2015<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=PQI2Yls4uuw"> un documentario di Erik Gandini dal titolo &#8220;La teoria svedese dell&#8217;amore&#8221;</a> mostra una Svezia alle prese con uno sfrenato individualismo, con una società dove chi si ammala ha le cure dello Stato ma nessuno in grado di confortarlo. Indipendenza dell&#8217;individuo ed isolamento dello stesso, dona alle future generazioni un paese profondamente inquieto e lontano dalla felicità del propagandato sogno svedese. </p>
<p>Il problema dell&#8217;immigrazione</p>
<p>Ed all&#8217;interno delle politiche iper liberali su famiglia, società ed economia, si inserisce anche la concezione di accoglienza portata avanti dai governi svedesi negli ultimi anni. <strong>Si accoglie tutti indiscriminatamente</strong>, dall&#8217;Asia come dall&#8217;Africa, dal medio oriente come dalla Somalia o dall&#8217;Eritrea, la Svezia non ha posto particolari problemi nel far entrare migliaia di persone da ogni parte più povera del pianeta. Anche qui la modernità, tanto decantata e tanto propagandata dagli svedesi, negli anni ha portato ad un decremento della popolazione: centro &#8211; destra (al potere dal 2006 al 2014) e l&#8217;onnipresente partito socialdemocratico hanno creduto alla risoluzione del problema con l&#8217;accoglienza in massa dei migranti. Ma oggi questo è forse un tassello che rischia di far crollare il modello svedese ed attorno al quale si potrebbero concentrare i vistosi dubbi dell&#8217;elettorato. Impossibile dare a tutti i nuovi arrivati gli stessi diritti dei cittadini svedesi, improbabile che lo Stato economicamente possa reggere se si allarga la platea di coloro che hanno diritto al welfare del modello svedese. </p>

<p>Dunque nel corso degli anni si sono formati ghetti, quartieri malfamati, periferie degradate ed altri fenomeni del genere prima assenti in Svezia. Per stessa ammissione di alcuni esponenti socialdemocratici, si sta rivelando difficile integrare tutti. E dunque ecco che a Stoccolma come a Goteborg ed in altre città, si assiste all&#8217;aumento della criminalità e della povertà. La Svezia, che ha sempre cercato di fare dell&#8217;eguaglianza sociale il più importante perno del suo modello, si ritrova con migliaia di persone straniere ghettizzate ed impossibilitate ad integrarsi. Ed una testimonianza del clima che si respira nel paese, <a href="https://www.corriere.it/esteri/18_settembre_09/alby-piccola-bagdad-svedese-che-porta-voti-all-estrema-destra-c9ad8504-b3a2-11e8-98e5-ba3a2d9c12e4.shtml">proviene da un articolo di Francesco Battistini del<em> Corriere della Sera</em></a>. Nel suo reportage è compresa un&#8217;inchiesta curata ad <strong>Alby</strong>, sobborgo di Stoccolma: questo quartiere adesso viene chiamato &#8220;<strong>little Baghdad</strong>&#8220;. Si tratta di una cosiddetta &#8220;no go zone&#8221;, una zona dove anche la Polizia ha difficoltà a mettere piede. Qui soltanto un abitante su dieci è svedese, la disoccupazione è al 70% a fronte del 6% della media nazionale. Una donna, si legge nel reportage, ha rischiato di essere accusata di razzismo e xenofobia soltanto per aver chiesto alla Polizia l&#8217;identità di coloro che le hanno distrutto una macchina. Dire infatti la nazionalità di chi commette un reato in Svezia è severamente vietato. </p>
<p>Quali gli scenari politici del dopo voto?</p>
<p>Come detto, i socialdemocratici e gli alleati di centro &#8211; sinistra dovrebbero vincere le elezioni. La coalizione è ben radicata sul territorio, vi è però il dubbio dell&#8217;ingovernabilità: difficile infatti dire se i partiti alleati dei socialdemocratici riusciranno ad avere la maggioranza assoluta assieme al partito madre. Ma ciò che sta destando scalpore, è l&#8217;avanzata dell&#8217;estrema destra. <strong>Jimmie Akesson</strong> è il leader di <strong>Democratici Svedesi</strong> ed è anche il politico del momento: molti svedesi dichiarano di avere intenzione di votarlo o comunque mostrano simpatie per le sue idee. Secondo Akesson il modello di accoglienza svedese va abolito e bisognerebbe chiudere le frontiere. Parole queste che, nelle periferie adesso più degradate del paese, vengono prese come risolutive. Democratici Svedesi, che già nel 2014 ha più che raddoppiato il consenso, oggi potrebbe registrare un nuovo balzo in avanti. Difficilmente andrà al governo non essendo in una coalizione, ma addirittura potrebbe insidiare il partito socialdemocratico al primo posto. Il partito viene annoverato vicino a  quelli definiti &#8220;populisti&#8221; e di estrema destra in avanzata nel resto d&#8217;Europa.</p>

<p>La Svezia dunque, potrebbe ritrovarsi con un quadro politico frammentato dove, da un lato, vi sarà forse continuità al governo con un esecutivo formato dagli stessi partiti della coalizione uscente ma, dall&#8217;altro lato, potrebbe vedere percentuali assegnate ad Akesson che inizierebbero a far vacillare la sicurezza sul modello svedese. In poche parole, la Svezia potrebbe da domani riscoprirsi meno svedese del suo stesso modello. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lavanzata-della-destra-potrebbe-arrivare-anche-in-svezia.html">Quella piccola Baghdad che mostra il fallimento della Svezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il crollo della sinistra europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sinistra-calo-voto-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2018 06:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito socialdemocratico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/sinistra-calo-voto-europa-166601.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il modello partitico socialdemocratico ha raggiunto il punto più basso della sua storia. In Europa proliferano i cosiddetti &#8220;populismi&#8221;. Gli operai, il ceto medio, gli statali: le categorie politiche tradizionalmente ascrivibili a quell&#8217;universo politico, cercano risposte diverse, più pragmatiche, alle domande di sempre.  Gli elettori che abitano nelle periferie delle grandi città si sentono abbandonati. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sinistra-calo-voto-europa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sinistra-calo-voto-europa.html">Il crollo della sinistra europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/GETTY_20180510162845_26355904-e1526884884684-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il modello partitico socialdemocratico ha raggiunto il punto più basso della sua storia. In <strong>Europa</strong> proliferano i cosiddetti &#8220;populismi&#8221;. Gli operai, il ceto medio, gli statali: le categorie politiche tradizionalmente ascrivibili a quell&#8217;universo politico, cercano risposte diverse, più pragmatiche, alle domande di sempre. </p>
<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:66.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://giphy.com/embed/7NOwqj1OPwyCgjhAeY" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>
<p>Gli elettori che abitano nelle periferie delle grandi città si sentono abbandonati. I &#8220;centri metropolitani&#8221;, le concentrazioni cittadine in cui vengono governati i processi della <strong>globalizzazione</strong>, sono gli unici luoghi dove la sinistra europea continua a mietere consensi. A dirlo sono i flussi elettorali. L&#8217;establishment neoliberal, come segnalato da Cristopher Lasch nel suo <em>La rivolta delle élite</em>, è &#8220;slegata&#8221; dai processi produttivi, dal &#8220;sentore popolare&#8221; e dalle priorità di quelli che erano soliti andare a votare con il garofano sul cannoncino della camicia. L&#8217;appiattimento sull&#8217;economia finanziarizzata non ha pagato. </p>

<p>Non si tratta di casi isolati. Il collasso elettorale interessa l&#8217;intero territorio coperto dall&#8217;<strong>Unione europea</strong>. La Francia si è dovuta &#8220;inventare&#8221;  <strong>Emmanuel Macron</strong> per impedire al Front National di salire al governo. Altrimenti, con i soli partiti tradizionali in campo, sarebbe stato un trionfo lepenista targato Marine. Gerhard Schröder doveva riformare il modello di stato sociale tedesco. La sua creatura politica è stata &#8220;costretta&#8221; a un&#8217;alleanza di governo con la Merkel, una nemesi, dopo aver fatto registrare il peggior risultato elettorale dalla fine della seconda guerra mondiale. L&#8217;artefice di questo disastro ha un nome e cognome: <strong>Martin Schultz</strong>. </p>
<p>Benoit Hamon, il successore di Hollande per le presidenziali francesi, è arrivato quinto: 6% dei consensi. Alle successive elezioni per l&#8217;Assemblea Nazionale, il Ps ha preso il 7% dei voti: venti punti in meno rispetto al  precedente elettorale per Parlamento transalpino. Parte del consenso perso è finito nelle &#8220;sacche&#8221; di En Marche! Il partito di Macron, però, ha poco a che fare con le piattaforme socialdemocratiche. Un partito liquido, che guarda più al centro che a sinistra. Stando alla definizione di Giovanni Sartori, si potrebbe parlare di &#8220;partito pigliatutto&#8221;.  Gli elettori di sinistra si sono rifugiati per lo più in Jean &#8211; Luc Mélenchon e nella sua &#8220;France Insoumise&#8221;. Segno di come la questione del capitale, riletta in chiave marxista, sia percepita come ancora attuale. </p>
<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:66.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://giphy.com/embed/1jYx9Cw1Dh60eq7xdB" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>

<p>La storia, quella che per <strong>Francis Fukuyama</strong> doveva essere finita con il trionfo del modello neoliberale capitalista, si è &#8220;rimessa in moto&#8221;. Lo stesso autore della tesi in questione ha ammesso di essersi sbagliato. In alcune nazioni i partiti socialdemocratici hanno sfiorato percentuali da prefisso telefonico. Nei Paesi Bassi, il partito di riferimento dei socialdemocratici ha perso diciannove punti. In Repubblica Ceca, tredici. La Grecia, durante le fasi più calde crisi economica, ha assistito alla quasi totale scomparsa di Pasok. Per comprendere i perché serve, ancora una volta, citare <strong>Cristopher Lasch</strong>.</p>
<p>La <strong>sinistra</strong>, ha scritto il sociologo statunitense, non parla più attraverso il senso comune. Più nello specifico: &#8220;Ha finito anzi per vedere nel senso comune &#8211; nella saggezza e nei costumi tradizionali della comunità &#8211; un ostacolo al progresso e all’illuminismo. Dato che identifica la tradizione con il pregiudizio, è ormai incapace di parlare con la gente ordinaria in un linguaggio che questa possa essere in grado di capire&#8221;. <strong>Hillary Clinton</strong>, uscendo per un attimo dai confini dell&#8217;Unione europeo, è un esempio abbastanza esplicativo dell&#8217;assunto di Lasch. La vittoria di Donald Trump è la conseguenza più eclatante e la dimostrazione più concreta. </p>
<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:81.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="http://www.albertobellotto.eu/graphics/flussi-elettorali-francia-germania%20bis.html" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>

<p>Si diceva del naufragio dell&#8217;Spd. <strong>Martin Schulz</strong>, dato in risalita per mesi dalle proiezioni elettorali, aveva proposto una rivisitazione della &#8220;Agenda 2010&#8221;. Socialismo reale, unito a una concezione un po&#8217; datata della spesa pubblica. Un programma onerosissimo, che è stato bocciato senza troppi fronzoli dall&#8217;elettorato tedesco. Qualcuno, ai tempi della campagna elettorale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/programma-flop-martin-schulz-rischia-far-fallire-la-germania/">aveva parlato</a> di &#8220;rischio fallimento&#8221;. Non basta, insomma, una rivalutazione delle istanze socialiste per convincere gli elettori. Serve, come nel caso francese di Mélenchon, una adesione più o meno dichiarata all&#8217;insieme degli &#8220;anti-sistema&#8221;. </p>
<p>Il mondo globalizzato esige risposte che la sinistra socialdemocratica non sa più dare. La ricetta che ha ricevuto recensioni migliori è quella di <strong>Jeremy Corbyn</strong>. La differenza, in sostanza, sta nell&#8217;aver messo in discussione l&#8217;assolutismo della globalizzazione e dei mercati finanziari. A chi, ancora oggi, non crede alla nascente contrapposizione tra popolo ed élite dovrebbero bastare queste poche considerazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sinistra-calo-voto-europa.html">Il crollo della sinistra europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 56/204 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-12 04:35:26 by W3 Total Cache
-->