I Socialdemocratici tedeschi mettono in dubbio il futuro della Grande Coalizione con la Cdu della Cancelliera Angela Merkel. Gli attivisti del partito hanno infatti eletto, nel corso delle primarie svoltesi domenica, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken come nuovi leader del movimento progressista. La decisione ha suscitato scalpore perché i due sono estremamente critici circa l’alleanza con la Cancelliera e sarebbero pronti ad abbandonarla qualora il contratto di governo non venga rinegoziato, una mossa che la Cdu non ha intenzione di compiere. I vincitori si sono aggiudicati più del 50 per cento delle preferenze espresse dalla base socialdemocratica, composta da oltre 400mila persone ( l’affluenza si è però fermata al 53 per cento) ed hanno sconfitto Olaf Scholz, ministro delle Finanze dell’attuale esecutivo e Klara Geywitz, favorevoli al mantenimento della coalizione, che si sono fermati al 45,3 per cento dei consensi. Il voto popolare dovrà poi essere confermato da una conferenza di partito che avrà luogo tra il 6 e l’8 dicembre.

Incertezze

Borjans ha ribadito, dopo la vittoria, che non intende abbandonare immediatamente l’alleanza ma piuttosto verificare quali politiche possono essere implementate e quali no con la Cdu. Il politico vuole che vengano potenziati gli investimenti per lottare contro il cambiamento climatico e per aiutare le fasce più povere della popolazione tedesca ma, per raggiungere questo scopo, Angela Merkel non potrà adottare un budget bilanciato. Sembra probabile, dunque, che le dinamiche di governo possano entrare in acque sempre più burrascose e tormentate e che ciò possa portare ad una crisi di governo. La nuova leadership socialdemocratica potrebbe, però, non voler tornare alle urne nel breve periodo: il partito, in grave crisi di consenso da anni, veleggia intorno al 14 per cento delle intenzioni di voto ed è tallonato dalla destra radicale e sovranista di Alternativa per la Germania e rischierebbe così di piazzarsi quarto qualora il popolo tedesco debba tornare a votare. Il problema è che la partnership con la Cdu crea altrettanti problemi di popolarità ai socialdemocratici, che sono il partner debole della coalizione e hanno sofferto la popolarità della Merkel.

Le prospettive

Il dubbio amletico dei Socialdemocratici è di difficile risoluzione: l’alleanza con la destra moderata può consentire, all’interno del contratto di governo concordato dalle parti, di attuare alcuni dei punti programmatici del partito che, però, deve anche accettare i rapporti di forza all’interno dell’esecutivo, più sbilanciati in favore dei cristianodemocratici.  La tendenza naturale del partito, però, dovrebbe essere quella di aspirare a poter governare in solitudine e di tornare a guidare la Germania dopo molti anni di assenza e sembra perciò più probabile che, nel medio termine, le pulsioni separatiste all’interno della Spd possano prevalere. I Verdi, nel corso degli anni, sono riusciti a conquistare il predominio all’interno dello schieramento progressista e ciò rischia di consegnare alla marginalità politica il movimento a meno che la rotta non venga invertita piuttosto in fretta. In caso di nuove consultazioni, dunque, la Cdu, qualora prevalga, dovrà volgere il proprio sguardo altrove ma, escludendo i radicali di Alternativa per la Germania, è impossibile che possa formare una coalizione organica di centrodestra. Non è escluso, invece, che i partiti del centrosinistra, cioè i Verdi, i Socialdemocratici ed i post-comunisti della Linke, riescano ad ottenere, in futuro la maggioranza assoluta dei seggi. Al momento questo scenario sembra fantapolitica ma le incerte dinamiche di Berlino potrebbero rendere tutto possibile.

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