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	<title>multilateralismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>multilateralismo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Al G20 l&#8217;Arabia Saudita si professa multilateralista pur di contare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/al-g20-larabia-saudita-si-professa-multilateralista-pur-di-contare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 12:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Faisal bin Farhan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-300x212.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-1024x723.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-768x542.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-1536x1084.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-2048x1445.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È un G20 particolare quello che sta attraversando il sud Italia in queste ore: la pandemia, le tensioni tra grandi potenze, l’ombra della Cina sembrano pesare enormemente sull’agenda di questi giorni. Al di là delle dichiarazioni di intenti buoniste e a vere e proprie richieste con il cappello in mano, ci sono atteggiamenti che tradiscono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/al-g20-larabia-saudita-si-professa-multilateralista-pur-di-contare.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Faisal bin Farhan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-300x212.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-1024x723.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-768x542.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-1536x1084.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Faisal-bin-Farhan-Agenzia_Fotogramma-2048x1445.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È un <strong>G20 </strong>particolare quello che sta attraversando il sud Italia in queste ore: la pandemia, le tensioni tra grandi potenze, l’ombra della Cina sembrano pesare enormemente sull’agenda di questi giorni. Al di là delle dichiarazioni di intenti buoniste e a vere e proprie richieste con il cappello in mano, ci sono atteggiamenti che tradiscono il corso futuro della politica estera di Paesi come l’<strong>Arabia Saudita</strong>. Sono parole pacate, ben scandite, quasi melliflue quelle pronunciate dal ministro degli Esteri del Regno, il principe <strong>Faisal bin Farhan</strong>, che prima dell’appuntamento con altri omologhi del G20 ha avuto colloqui con Luigi Di Maio presso il ministero degli Esteri italiano nella capitale Roma, durante la sua visita ufficiale. Un’occasione per tirare le somme della scorsa presidenza (saudita) del G20. Le due parti hanno anche esaminato le iniziative e i risultati fruttuosi della presidenza del Regno del G20 lo scorso anno e l&#8217;importanza di seguirli e completarli durante la presidenza italiana dell&#8217;alleanza quest&#8217;anno, compresi gli sforzi compiuti per affrontare il coronavirus e per raggiungere la ripresa economica dagli effetti della pandemia.</p>
<h2>Una politica estera tumultuosa</h2>
<p>Riad ha molto da farsi perdonare dal consesso internazionale: in primis l’omicidio <strong>Kashoggi,</strong> poi le questioni yemenite, le continue violazioni dei diritti umani. Al cospetto dei grandi 20, però, bin Farhan sembra portavoce di una <strong>monarchia strategicamente rabbonita</strong>, ripulita, che sciorina esigenze nuove come la sostenibilità, avalla l’approccio multilateralista, chiama a raccolta le grandi potenze in nome della cooperazione internazionale e chiede di discutere del futuro della WTO. Ma è anche il Paese che sta perdendo progressivamente il suo patron a stelle e strisce, subisce sempre più spesso l’ostracismo internazionale in fatto di commercio di armi, ma soprattutto deve pensare a se stessa fuori dalla monocultura del petrolio. E non è semplice per un Paese che cammina da decenni sul filo del rasoio e che è guidato da un uomo come Mohammad bin Salman, oscurato da mille ombre. La sua <strong>Saudi Vision 2030</strong> è la prova tangibile della necessità di un allineamento con le altre economie del G20, più dinamiche e più aperte. Il progetto lanciato nel 2016 ha puntato tutto su ospitalità, turismo, cultura, infrastrutture, salute e finanza: si tratta di settori per i quali il Regno ha bisogno di confronto, di dialogo e interconnessione; tutti atteggiamenti internazionali a cui è poco avvezza, avendo avuto per decenni spalle forti rappresentate da petrolio e protezione Usa.</p>
<h2>Saudi Vision 2030 e l&#8217;approccio multilaterale</h2>
<p>Del resto “una società vivace, un’economia fiorente e una nazione ambiziosa” sono i pilastri della visione che l’Arabia ha per se stessa nel futuro. Per questa ragione, già dalla sua presidenza del G20, il Paese si è quasi autointestato l’aura di nazione multilateralista: uno slogan spesso ripetuto quello del “campione del multilateralismo” durante la sua presidenza del G20. Una fase che ha avuto molto successo alla luce delle sfide poste dalla pandemia sulla logistica: il ruolo saudita fra le potenze che contano diventa quanto mai vitale ed è la precondizione per un futuro differente, in linea con le ambizioni del giovane principe. Significa accedere a un tavolo di discussione privilegiato ed è per questa ragione che durante la presidenza di Riad il meccanismo dei 20 è stato quasi plasmato per essere riadattato alle sfide globali, ma soprattutto a quelle saudite. Per questa ragione il regno ha dovuto imparare il vocabolario delle potenze democratiche: crescita economica, diritti, digitalizzazione, resilienza dei sistemi finanziari e dell&#8217;istruzione, meccanismo del debito, accesso all&#8217;energia, svolta <em>green</em>.</p>
<h2>I rapporti con l&#8217;Ue e gli Stati Uniti</h2>
<p>Il flirt presumibilmente più riuscito è quello con l’<strong>Unione europea</strong>, e il G20 è stata la camera di compensazione entro la quale realizzare questo avvicinamento. Ma il multilateralismo può essere anche la strada che consente di prendere la giusta distanza da Washington senza divorzi dichiarati: gli Stati Uniti non possono permettersi di alienarsi completamente il governo saudita; la cooperazione dell&#8217;intelligence saudita con gli Stati Uniti e Israele sulle minacce terroristiche regionali resta cruciale per le preoccupazioni per la sicurezza regionale e globale degli Stati Uniti. Diffondere l’idea e l’immagine di una potenza che dialoga con tutti alleggerisce il compromesso rapporto con gli Stati Uniti di Biden e permette di percorrere nuove strade, fosse anche solo su temi <em>ad hoc</em>. Del resto, multilateralismo è anche la parola chiave agitata come un vessillo dalla presidenza Biden: è qui che può punire efficacemente bin Salman senza danneggiare la relazione fondamentale tra Stati Uniti e Arabia Saudita. E Riad lo sa bene, lo accetta, abbassa la testa, si mostra dialogante, spuntando furbamente le proprie armi.</p>
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		<title>Cosa aspettarsi dal G20 Esteri e Sviluppo di Matera</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-aspettarsi-dal-g20-esteri-e-sviluppo-di-matera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 10:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>“People, Planet, Prosperity”: con queste parole chiave prende il via oggi, nella scenografica cornice di Matera, la riunione dei ministri degli Esteri e una sessione congiunta- prima volta nella storia- coi titolari dello Sviluppo del G20. Presenti nella città lucana 32 fra ministri e rappresentanti di governo e 42 funzionari di organizzazioni internazionali. Inviti speciali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-aspettarsi-dal-g20-esteri-e-sviluppo-di-matera.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-aspettarsi-dal-g20-esteri-e-sviluppo-di-matera.html">Cosa aspettarsi dal G20 Esteri e Sviluppo di Matera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/g20-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>“<strong><em>People, Planet, Prosperity</em></strong>”: con queste parole chiave prende il via oggi, nella scenografica cornice di <strong>Matera</strong>, la riunione dei ministri degli Esteri e una sessione congiunta- prima volta nella storia- coi titolari dello Sviluppo del <strong>G20</strong>. Presenti nella città lucana 32 fra ministri e rappresentanti di governo e 42 funzionari di organizzazioni internazionali. Inviti speciali sono stati recapitati anche ad alcuni capi della diplomazia di nazioni africane. Tra i partecipanti, il segretario di Stato Usa <strong>Antony Blinken</strong> e l&#8217;Alto rappresentante Ue per la Politica estera <strong>Josep Borrell</strong>. I Paesi membri del G20, che insieme rappresentano l&#8217;80% del Pil mondiale, il 75% degli scambi commerciali ed il 60% della popolazione, sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sud Africa, Arabia Saudita, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europa. La Spagna è invitata come ospite permanente.</p>
<h2>Le due sessioni di lavoro</h2>
<p>Il meeting è articolato in due sessioni: la prima verterà sui temi della <em>governance</em> globale e del <strong>multilateralismo</strong>,<em> refrain</em> ricorrente delle sfide post-pandemia. Oggetto delle discussioni la necessità di rafforzare la collaborazione internazionale nei settori nevralgici della salute globale, sviluppo sostenibile, commercio internazionale e cambiamento climatico. Il filo conduttore della giornata è quello del “<em>build back better</em>”, volto a promuovere una ripresa sostenibile, inclusiva e resiliente.</p>
<p>La seconda sessione, specifica dei soli ministri per lo Sviluppo è, invece, dedicata ai <strong>rapporti con l’Africa</strong>, con un focus tematico sullo sviluppo sostenibile e su policy specifiche come gli scambi commerciali, l’inclusione di giovani e delle donne, lotta ai cambiamenti climatici e transizione energetica. L’Africa è stata anche oggetto di discussione nella sessione del 28 giugno svoltasi a Bari: il segretario di Stato Blinken, in questa occasione, ha parlato di un &#8220;allineamento di valori&#8221; tra Italia e Usa &#8220;per i diritti umani e la democrazia&#8221;, aggiungendo che gli Usa sostengono &#8220;fortemente l&#8217;iniziativa dell&#8217;Italia&#8221; di un <strong>gruppo di lavoro anti-Isis</strong> sull&#8217;Africa, secondo l’approccio richiesto dal capo della Farnesina <strong>Luigi Di Maio</strong>.</p>
<h2>Le scommesse della presidenza italiana</h2>
<p>Con la ministeriale congiunta la Presidenza italiana vuole portare al centro dell’agenda internazionale i temi della nutrizione e della sicurezza alimentare propedeutici all’obiettivo &#8220;Zero Fame&#8221; entro il 2030. A questo proposito, al termine dell’incontro verrà adottata la <strong>Dichiarazione ministeriale di Matera</strong>, documento che valorizza il ruolo della “<em>food coalition</em>” lanciata dall’Italia in ambito FAO.</p>
<p>Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha accolto i 32 partecipanti al G20 degli Esteri e dello Sviluppo a Palazzo Lanfranchi a Matera. I rappresentanti dei singoli Paesi, dell&#8217;Onu e dell&#8217;Ue sono intervenuti tutti in presenza, tranne i ministri cinese, brasiliano e australiano collegati da remoto. La Russia e la Corea del Sud hanno deciso invece di inviare i loro viceministri degli Esteri. Un meeting a maglie larghe quello salutato dal ministro Di Maio: sul piatto c’è stata la sfida della pandemia, i vaccini, la ripresa post-pandemia. Ma non sono questi gli unici temi a fagocitare l’attenzione: la linea <em>green</em> è dominante. La Presidenza italiana, infatti, ha dichiarato di scommettere sul rilancio degli Accordi di Parigi, sull’obiettivo della neutralità climatica e del coinvolgimento dei giovani nel processo negoziale sul clima “risvegliato” dai <em>Fridays for future</em>. Nei suoi <em>opening remarks</em> Di Maio ha puntato anche al perseguimento di economie più verdi e digitali ma anche all’innovazione della piccola e media impresa, marchio di fabbrica dell’Italia nel mondo.</p>
<h2>Approcci nuovi e vecchie frizioni</h2>
<p>Ma ci sono anche approcci nuovi che provengono da Paesi emergenti ma strategici. In primis l’<strong>Arabia Saudita</strong>, che si presenta in gran spolvero e <em>à la page</em>, chiedendo di contare in fatto di multilateralismo ed economia nel suo futuro post-petrolifero. Richieste precise arrivano anche dall’<strong>Indonesia</strong>, che chiede a gran voce un impegno delle grandi potenze che sia inclusivo e all’insegna della sostenibilità, ma soprattutto a sostegno dei Paesi in via di sviluppo: il Paese è sull&#8217;orlo di una catastrofe a causa dell&#8217;impennata di casi di Covid spinta dalla variante Delta del coronavirus, che sta travolgendo le strutture sanitarie. L&#8217;Indonesia conta sul suo piano vaccinale per contrastare il virus, ma dall&#8217;inizio dell&#8217;anno solo 13,3 milioni di persone sul target di 181,5 milioni hanno ricevuto entrambe le dosi richieste. Spinge sull’acceleratore anche il <strong>Congo</strong>: il rappresentante della Repubblica Democratica chiede un approccio olistico alla lotta alla pandemia e alla diffusione dei vaccini attraverso il programma Covax, e tuona contro le grandi potenze chiedendo di guardare con maggiore attenzione al ruolo geopolitico dell’Africa. Chiaro il riferimento alle questioni commerciali ma soprattutto alla minaccia dell’Isis che si aggira come uno spettro per il continente.</p>
<p>Non sono mancate le dichiarazioni al vetriolo: a cominciare dal il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas che ha puntato il dito contro <strong>Cina e Russia: </strong>“La loro diplomazia vaccinale punta ad &#8220;ottenere vantaggi geostrategici di breve termine&#8221; invece di salvaguardare la salute globale, ha dichiarato alla stampa al suo arrivo a Matera. Pechino, nel frattempo, risponde a tono attraverso ministro degli Esteri Wang Yi in videocollegamento, invitando i Paesi in grado di fornire vaccini ad evitare restrizioni all&#8217;esportazione o l&#8217;accaparramento, fornendo i dovuti contributi per eliminare il &#8220;divario di immunizzazione&#8221; tra i diversi Paesi, ricordando che la Cina ha inviato oltre 450 milioni di dosi a circa 100 Paesi. Un&#8217;assenza che pesa, quella del ministro russo <strong>Sergei Lavrov</strong>, che ha inviato un proprio rappresentante.</p>
<h2>Il “multilateralismo efficace” di Di Maio</h2>
<p>&#8220;L’Italia sostiene un multilateralismo efficace e un ordine internazionale basato sulle regole, con le Nazioni Unite al centro&#8221;: già dall’apertura dei lavori, il messaggio di Di Maio giunge chiaro e forte, soprattutto sull’idea di <em>restyling</em> delle <strong>Nazioni Unite</strong>. &#8220;La leadership dell’Onu &#8211; ha sottolineato &#8211; è il cardine di un “sistema multilaterale efficace”, fondato su obiettivi e valori comuni. I processi di riforma promossi dal segretario generale <strong>Antonio Guterres</strong>, appena confermato per un secondo mandato, mirano a far sì che l’Organizzazione continui ad essere all’altezza di questo importante compito, rendendola più efficiente, democratica, trasparente, rappresentativa e responsabile&#8221;.</p>
<p>E poi ancora i <strong>temi economici</strong>: &#8220;Un commercio libero, equo, inclusivo e basato sul rispetto di regole condivise è essenziale per contrastare la pandemia e promuovere una ripresa sostenibile, che renda le nostre economie più verdi e digitali&#8221;, ha ribadito quindi il ministro, sottolineando come la pandemia abbia &#8220;evidenziato le vulnerabilità del sistema commerciale e delle catene globali del valore&#8221;. Da qui l’esigenza di un’altra grande riforma di un’altra organizzazione internazionale, la <strong>WTO</strong>: come presidenza del G20, l’Italia lavora intensamente per favorire un’ampia convergenza internazionale sul rilancio dell’interscambio e degli investimenti, con particolare attenzione al rafforzamento delle catene dei prodotti sanitari, alla sostenibilità ambientale, all’internazionalizzazione e all’innovazione.</p>
<h2>La Dichiarazione di Matera</h2>
<p><em>Last but not least</em>, il prodotto, nero su bianco, della giornata di Matera è l’omonima dichiarazione su <strong>sicurezza alimentare</strong>, nutrizione e sistemi alimentari. Proprio nel luogo un tempo simbolo di fame e miseria, i 20 Paesi più sviluppati del mondo si impegnano a realizzare un progetto di sicurezza alimentare all&#8217;insegna della triade equità-giustizia-sostenibilità. La Dichiarazione risponde a particolari urgenze che vedono la fame nel mondo in costante aumento dal 2014 con il rischio di raggiungere cifre da capogiro entro i prossimi dieci anni, aggravandosi ulteriormente per via della pandemia. L&#8217;obiettivo del programma che scaturirà dalla Dichiarazione non è meramente &#8220;etico&#8221; ma volto a mettere in sicurezza enormi aree &#8220;calde&#8221; dove il rischio di conflitti e migrazioni forzate resta altissimo (vedasi il Sahel e il Corno d&#8217;Africa). Legati a doppio filo a questo progetto che viaggia verso il 2030, il ciclo degli “Incontri con l’Africa” volti a mettere in sicurezza, da qui in poi, il continente flagellato da crisi economiche, sanitarie e belliche ormai croniche.</p>
<p>Un &#8220;invito&#8221; all&#8217;azione che ambisce a essere pietra miliare nonché contributo del G20 al <em>food system</em> delle Nazioni Unite ma che difficilmente eliminerà la fame nel mondo in dieci anni. Di certo, una mostrina che l&#8217;Italia e Luigi Di Maio si appuntano sul petto, alla ricerca di un rinnovato ruolo nello scacchiere globale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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