<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>made in italy Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/made-in-italy/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/made-in-italy</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Jul 2024 13:08:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>made in italy Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/made-in-italy</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il miele è sotto attacco, così si difende il lavoro di 75 mila apicoltori</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-miele-e-sotto-attacco-cosi-si-difende-il-lavoro-di-75-mila-apicoltori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 17:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=430488</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La produzione del miele è appesa a un filo sia per ragioni metereologiche, sia per il pericolo della contraffazione estera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-miele-e-sotto-attacco-cosi-si-difende-il-lavoro-di-75-mila-apicoltori.html">Il miele è sotto attacco, così si difende il lavoro di 75 mila apicoltori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240727094659540_af651b653828a758140d363e1fc30a77-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La produzione del miele da diversi anni è appesa a un filo. Secondo il <a href="https://www.informamiele.it/wp-content/uploads/2023/09/Report-prime-valutazioni-2023-per-web.pdf">Report 2023 </a>dell&#8217;Osservatorio Nazionale Miele, organismo nato nel 1988, il comparto produttivo ha vissuto una vera emergenza dovuta all&#8217;instabilità climatica dello scorso anno: mesi estremamente caldi, cui sono succeduti mesi di forte instabilità metereologica, hanno messo a dura prova l&#8217;attività delle api. In aggiunta agli ostacoli naturali (dove comunque l&#8217;impatto dell&#8217;attività dell&#8217;uomo è sempre determinante) c&#8217;è un altro fattore di rischio, stavolta di natura commerciale. Come ogni prodotto Made in Italy, anche il miele è oggetto di quello che viene chiamato &#8220;Italian sounding&#8221;, ovvero la contraffazione di prodotti non italiani ma spacciati come tali sui mercati globali e anche in Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sinergia per la difesa del comparto</h2>



<p>Per contrastare il fenomeno, nel mese di maggio 2023 è stata avviata l&#8217;Azione a Progetto denominata &#8220;Miele 2023&#8221;, che vede la collaborazione interforze del Dipartimento del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste &#8211; ICQRF e la Componente Speciale della Guardia di finanza. Ne è stata data notizia solo nei giorni scorsi, a distanza di più di un anno, spiegando che l&#8217;iniziativa è stata realizzata per&nbsp;<strong>combattere le attività illecite nella produzione, importazione e commercializzazione di miele sul territorio italiano</strong>. </p>



<p>In particolare, l&#8217;obiettivo del progetto è stato quello di proteggere la produzione italiana dalle potenziali interferenze commerciali determinate dal flusso di miele estero di bassa qualità. Il progetto è stato concepito con l&#8217;intento di prevenire fenomeni distorsivi del mercato e frodi, come l&#8217;italianizzazione di prodotti di origine straniera, spacciati per Made in Italy; prodotti di bassa qualità e di dubbia origine che, come sottolineato dal Ministero, vengono venduti a prezzi elevati, sfruttando la rinomata qualità del miele nazionale.</p>



<p>Attraverso uno studio del settore e un&#8217;analisi del contesto, sono stati identificati i <strong>flussi di prodotti provenienti dall&#8217;estero </strong>(Unione Europea ed extra UE) per individuare, di conseguenza, anche i soggetti da sottoporre a controllo.<br>Grazie a questa analisi, nel corso del 2023 sono state eseguite verifiche e campionamenti di prodotti destinati al commercio su tutto il territorio nazionale. Inoltre, sono state condotte verifiche presso stabilimenti di produzione e intermediari commerciali con la contestuale esecuzione di campionamenti di prodotti in transito dall&#8217;estero e destinati alla vendita in territorio comunitario.</p>



<p>I risultati della collaborazione tra l&#8217;ICQRF e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza hanno portato a identificare violazioni di carattere amministrativo e penale connesse all&#8217;importazione di miele a basso costo proveniente da vari Paesi, in particolare dalla Cina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le direttrici della contraffazione</h2>



<p>Il progetto, sviluppato a livello centrale, ha poi visto operare in fase esecutiva, in stretta collaborazione, i Reparti territoriali della Guardia di finanza e gli Uffici e Laboratori territoriali dell&#8217;ICQRF, che hanno proceduto secondo le direttive della Direzione Generale TERR e del Comando Generale delle Fiamme Gialle.<br>Complessivamente, sono state&nbsp;<strong>sequestrate 356 tonnellate di miele irregolare</strong>, evitando che prodotti di bassa qualità finissero sul mercato italiano <strong>per un controvalore commerciale superiore a un milione di euro</strong>.<br></p>



<p>Gli esiti delle attività eseguite hanno portato a rilevare violazioni amministrative, con il sequestro di&nbsp;<strong>miele proveniente da Argentina, Brasile, Cina, Regno Unito, Romania, Spagna, Ucraina e Ungheria</strong>. Le principali violazioni di carattere analitico, rilevate dai Laboratori dell&#8217;ICQRF, hanno riguardato la sofisticazione del miele mediante l&#8217;aggiunta di zuccheri esogeni e l&#8217;utilizzo di trattamenti non consentiti, mentre le infrazioni relative ai requisiti di informazione al consumatore riguardavano la falsa indicazione della provenienza e alla mancanza di rintracciabilità dei prodotti lavorati e confezionati.<br><br>I risultati dell&#8217;operazione dimostrano l&#8217;importanza dell&#8217;azione sinergica tra le forze dello Stato per la tutela del Made in Italy e dei consumatori, oltre a rappresentare un ulteriore tassello verso la protezione dell&#8217;agricoltura italiana e nella lotta alla contraffazione alimentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Numeri in progress</h2>



<p>Per quanto riguarda i numeri, ci affidiamo di nuovo all&#8217;Osservatorio Nazionale Miele: in Italia, nel 2023, il numero degli apicoltori ammonta a 74.548; il numero degli alveari ammonta a 15.955.89; i tipi di miele prodotti sono oltre 60 e la produzione nazionale ha raggiunto le 22.000 tonnellate. Per conoscere nel dettaglio il valore dell&#8217;export verso i mercati esteri, bisogna attendere ancora la pubblicazione del report definitivo. </p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-miele-e-sotto-attacco-cosi-si-difende-il-lavoro-di-75-mila-apicoltori.html">Il miele è sotto attacco, così si difende il lavoro di 75 mila apicoltori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La patente per il cibo: prodotti agricoli più sani, lavoratori più rispettati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-patente-per-il-cibo-verso-la-legalita-nella-filiera-agroalimentare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 11:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Caporalato]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=427950</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="caporalato" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la morte di Satnam Singh, la piaga del caporalato ha attirato l’attenzione dei media e dei politici. La patente del cibo può combatterlo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-patente-per-il-cibo-verso-la-legalita-nella-filiera-agroalimentare.html">La patente per il cibo: prodotti agricoli più sani, lavoratori più rispettati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="caporalato" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240709233524542_c88fc3597a506422c8f4ff155ade470f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla luce degli ultimi avvenimenti, che hanno visto la morte di <strong>Satnam Singh</strong>, il 31enne indiano deceduto in seguito a un incidente sul lavoro nei campi di Latina, <a href="https://it.insideover.com/criminalita/satnam-singh-e-altri-180-mila-come-lui-nuovi-strumenti-per-stroncare-il-caporalato.html#google_vignette">il fenomeno del caporalato</a> ha attirato l’attenzione mediatica e politica, rivelando le condizioni di sfruttamento cui sono sottoposti molti lavoratori agricoli, spesso migranti. Ci si è chiesti in che modo ottemperare ad un problema che riguarda <a href="https://it.insideover.com/societa/indagini-giorgio-armani-ombre-made-italy.html">diversi settori </a>dell’industria italiana. Negli anni, in risposta a questa piaga sociale, si è fatto strada il concetto di <strong>patente per il cibo</strong>, un&#8217;iniziativa volta a certificare la legalità e l&#8217;etica delle filiere agroalimentari.</p>



<p>La patente per il cibo è una <strong>certificazione di legalità e trasparenza</strong> che garantisce che i prodotti alimentari siano coltivati, raccolti e trasportati nel rispetto dei diritti dei lavoratori, in totale assenza di sfruttamento della manodopera. L&#8217;obiettivo principale è quello di creare una filiera agroalimentare più etica e responsabile, assicurando che ogni anello della catena produttiva rispetti normative rigorose in materia di diritti umani e condizioni di lavoro.</p>



<p>In Italia ne ha parlato il sindacalista dell’USB e deputato della Repubblica Italiana <strong>Aboubakar Soumahoro, </strong>che da anni lotta per la realizzazione di questa patente. Il deputato ha spiegato che il processo per la creazione della Patente del Cibo dovrebbe partire dalla creazione di un <strong>programma di partnership</strong> promosso dal <strong>ministero dell’Agricoltura</strong>, coinvolgendo agricoltori, braccianti, sindacati, e aziende alimentari al dettaglio. I soggetti dovranno poi stabilire un “codice di condotta” per delineare le tutele per i lavoratori agricoli, lungo tutta la catena del cibo. Soumahoro ne parla come il primo passo per poter stabilire standard più alti . Conferirebbe anche un maggiore valore al <em>Made in Italy</em>, affinché diventi un’eccellenza anche in termini di giustizia sociale. Quando nel 2020 Soumahoro <a href="https://www.ilpost.it/2020/06/17/protesta-aboubakar-soumahoro/">presentò la proposta</a> a Giuseppe Conte, quest’ultimo la definì “un’idea bellissima” e anche “geniale”. Ma ad oggi resta solo una proposta in via teorica e nulla è stato fatto perché possa diventare un’opzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona la patente per il cibo</strong></h2>



<p>Questa certificazione verrebbe concessa alle aziende che dimostrano di adottare <strong>pratiche etiche </strong>e trasparenti, dalla produzione alla distribuzione. I criteri di valutazione includono la <strong>tracciabilità </strong>dei prodotti, le condizioni di lavoro, la contrattualizzazione regolare dei lavoratori e il rispetto delle normative salariali. Così descritta, sembra una perfetta soluzione al caporalato.</p>



<p>In effetti, la patente per il cibo, promuovendo un sistema di tracciabilità, consentirebbe ai consumatori di conoscere l&#8217;origine dei prodotti e le condizioni di produzione. Con la promessa di una maggiore trasparenza, ad essere maggiormente responsabile dovrà essere ancora una volta il <strong>consumatore</strong>, a cui si demanda di fare scelte più consapevoli, quindi privilegiando i prodotti provenienti da filiere etiche. Più che altro facilitandogli questa scelta tramite un bollino.</p>



<p>È vero che le aziende certificate potrebbero ottenere un vantaggio competitivo, poiché i consumatori sono sempre più attenti alle questioni etiche e ambientali. Inoltre, questo potrebbe incentivare altre aziende a seguire l&#8217;esempio per non perdere quote di mercato. La certificazione impone anche il rispetto dei diritti dei lavoratori, inclusi salari equi, condizioni di lavoro sicure e contratti regolari. Da questo punto di vista potrebbe contribuire a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori agricoli e a ridurre il fenomeno del caporalato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono gli ostacoli</strong></h2>



<p>Nonostante i benefici evidenti, la patente per il cibo presenta anche alcuni limiti e sfide. Ad esempio ci sono difficoltà di implementazione. La messa in pratica di un sistema di certificazione efficace richiede risorse significative e un impegno costante da parte delle autorità e delle aziende. Le verifiche e i <strong>controlli </strong>devono essere rigorosi e continui per evitare frodi e abusi.</p>



<p>Per di più, adottare questo sistema comporterebbe <strong>costi aggiuntivi</strong> per le aziende, che potrebbero essere riluttanti ad aderire, soprattutto in un settore dove i margini di profitto sono spesso ridotti. In aggiunta bisogna considerare una certa <strong>resistenza culturale</strong> e sociale, soprattutto in alcune realtà locali, dove potrebbero avere difficoltà nell&#8217;adozione di nuove pratiche. Il cambiamento richiede tempo e soprattutto un cambiamento di mentalità, non sempre è facile da ottenere.</p>



<p>Un altro fattore è il controllo limitato sulle piccole aziende agricole, spesso a conduzione familiare, che possono sfuggire ai controlli più rigorosi e non avere le risorse per adeguarsi ai criteri della certificazione.</p>



<p>La patente per il cibo rappresenta un passo importante verso la costruzione di una filiera agroalimentare più giusta e trasparente. Sebbene non sia una soluzione definitiva al problema del caporalato, può contribuire in modo significativo a migliorare le condizioni di lavoro e a promuovere una maggiore consapevolezza tra i consumatori. Affinché questa iniziativa abbia successo, però, è necessario un impegno coordinato da parte delle istituzioni, delle aziende e della società civile per superare le sfide e garantire una reale trasformazione del settore agroalimentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-patente-per-il-cibo-verso-la-legalita-nella-filiera-agroalimentare.html">La patente per il cibo: prodotti agricoli più sani, lavoratori più rispettati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Subappalti,  sfruttamento, lavoro nero: il lato oscuro della moda italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/indagini-giorgio-armani-ombre-made-italy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 08:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Caporalato]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425911</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una lunga serie di grandi aziende dell'alta moda italiana indagate perché "incapaci di arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/indagini-giorgio-armani-ombre-made-italy.html">Subappalti,  sfruttamento, lavoro nero: il lato oscuro della moda italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240701123210285_01d3f57ad27298157b689f7f6d5d9700-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prestigio del <strong>Made in Italy</strong> ha subito un duro colpo con la scoperta delle condizioni di lavoro precarie e illecite in cui riversano alcuni dipendenti della <strong>Giorgio Armani Operations</strong>. Sotto la lente degli investigatori sono finite le attività della celebre azienda, accusata di sfruttare manodopera cinese impiegata in condizioni disumane.</p>



<p>Al momento l’azienda è in <strong>amministrazione giudiziaria</strong>, una misura di controllo legale che viene imposta su un&#8217;azienda quando vi sono sospetti di attività illegali o irregolari che potrebbero compromettere i diritti dei lavoratori o dell&#8217;interesse pubblico. Il provvedimento prevede la nomina di uno o più amministratori giudiziari incaricati di gestire l&#8217;azienda al posto dei suoi dirigenti ordinari. Questi hanno il compito di risanare la situazione dell&#8217;azienda, eliminando le pratiche illegali o irregolari e ristabilendo la legalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le indagini: un quadro inquietante</strong></h2>



<p>Tutto è partito da una segnalazione anonima ad aprile 2024, che ha condotto la Guardia di Finanza a investigare sui capannoni della Giorgio Armani Operations in varie regioni d&#8217;Italia. Le segnalazioni includevano dettagli sulle ore di lavoro e le condizioni di vita nei capannoni. La <strong>Procura di Milano</strong> ha disposto l’amministrazione giudiziaria alla luce degli “accertamenti ispettivi, assunzioni di sit, esame di documenti” condotti dal Nucleo Ispettorato del lavoro del Comando dei Carabinieri che ha riscontrato “utilizzo e sfruttamento di manodopera irregolare e clandestina; transito, in molteplici casi, degli stessi soggetti irregolari da un opificio all’altro; presenza, in tutti i casi esaminati, del medesimo committente della produzione in sub appalto”.</p>



<p>Gli agenti hanno scoperto un sistema ben organizzato, in cui lavoratori, per lo più immigrati clandestini, erano impiegati senza regolari contratti, lavoravano fino a <strong>12 ore al giorno</strong> per salari irrisori, costretti a vivere e lavorare in <strong>capannoni-dormitorio</strong> privi delle più basilari norme igieniche e di sicurezza, senza riscaldamento, acqua calda o servizi igienici adeguati. Letti in soffitta, bacinelle per cucinare posizionate nei bagni, macchinari senza sicura, tutte cose che non ci si aspetta di trovare laddove si producono borse da quasi 2mila euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-425912" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_2024062016091423_bab0cb8cc6454dffc669c5ba90a468b7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l&#8217;amministrazione giudiziaria per la Giorgio Armani operations spa, a seguito di un&#8217;inchiesta dei pm Paolo Storari e Luisa Baima Bollone e dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro.</figcaption></figure>



<p>Durante il controllo in una di queste botteghe di Rozzano, i Carabinieri hanno trovato un ispettore della GA Operations che ha dichiarato di recarsi lì una volta al mese per controllare la qualità delle colle, ma non ha avuto niente da dire sul resto. Nonostante ciò, la GA Operations ha rilasciato dichiarazioni in cui affermava di essere all&#8217;oscuro delle pratiche illegali messe in atto dai subappaltatori e si è dichiarata disponibile a collaborare con le autorità per risolvere la situazione. Tuttavia, la magistratura sta indagando anche sulla <strong>catena di responsabilità interna</strong>, cercando di capire fino a che punto la dirigenza fosse effettivamente al corrente di quanto accadeva nei capannoni. Infatti, il Tribunale ha affermato che “il <em>meccanismo è stato colposamente alimentato dalla società che non ha mai verificato la reale capacità imprenditoriale delle società appaltatrici, alle quali affidare la produzione</em>”. </p>



<p>I lavoratori, cinesi o pakistani irregolari pagati in nero, hanno dichiarato di essere stati pagati circa 70/80 euro a borsa dal committente, che le rivende al marchio per circa 250 euro. A punire queste condotte è la norma dell’art. <strong>603-bis</strong> del codice penale, che punisce il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, previsto anche come reato presupposto per la responsabilità amministrativa degli enti, secondo la norma del decreto legislativo n. 231/2001.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Subappalti nella moda: altri casi di caporalato</strong></h2>



<p>È comune che le case di moda affidino, attraverso contratti di appalto, l’intera produzione a società committenti terze, con completa esternalizzazione dei processi produttivi. Ciò ha comportato sempre più spesso appalti per la produzione di <strong>opifici abusivi</strong> e il ricorso a manodopera cinese in nero e clandestina. Nel caso Armani, l’azienda appaltatrice disponeva solo nominalmente della capacità produttiva adeguata e in realtà subappaltava a sua volta la produzione a opifici cinesi, dislocati tra le province di Milano e Bergamo.</p>



<p>Questa modalità di azione illecita, però, è ben <a href="https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/informazioni/comunicati-stampa/amministrazione-giudiziaria-a-carico-di-un'azienda-dell'alta-moda">più radicata</a> e collaudata. È successo a settembre 2023 con la società <strong>Alviero Martini</strong>, che, anche se non indagata esattamente come la Giorgio Armani Operations, è stata commissariata per non aver effettuato adeguati controlli sui suoi fornitori, accusati di sfruttamento dei lavoratori. Tutto per abbattere i costi e massimizzare i profitti.</p>



<p>Nel mese di marzo si è aggiunta all’appello la <strong>Manufactures Dior</strong>, per cui il Tribunale della città Meneghina, ha infatti disposto l’amministrazione giudiziaria. Ancora una volta un marchio di alta moda è stato ritenuto dai giudici «incapace di prevenire e arginare&nbsp;fenomeni di sfruttamento lavorativo&nbsp;nell’ambito del ciclo produttivo», non avendo messo in atto «misure idonee alla verifica delle reali condizioni lavorative ovvero delle capacità tecniche delle aziende appaltatrici», agevolando «soggetti raggiunti da corposi elementi probatori in ordine al&nbsp;<strong>delitto di caporalato</strong>».&nbsp;Anche qui la modalità è la stessa utilizzata dalla produzione Armani.</p>



<p>Le inchieste condotte nei confronti di questi grandi nomi dell’alta moda offre uno scenario molto delineato sul lato oscuro dell’alta moda, sempre più spesso sinonimo di sfruttamento. I PM dichiarano, infatti, che «emerge in modo del tutto evidente l’esistenza di una catena produttiva a valle della filiera, nella quale il vero business è costituito da costi di produzione in serie ampiamente compressi rispetto a quelli che si avrebbero qualora fosse correttamente applicata la normativa contrattuale collettiva ed in materia di sicurezza degli ambienti di lavoro». Nel provvedimento firmato dai giudici si sottolinea che non si tratta di «fatti episodici», ma di un «sistema di produzione generalizzato e consolidato» che va avanti «quantomeno dal 2017».  Proprio quell&#8217;anno, infatti, finirono nel mirino altri tre grandi marchi italiani dell&#8217;alta moda. In quel caso la filiera produttiva agiva in diversi Paesi, sfruttando la manodopera in Cina, India, Bangladesh, Pakistan e Indonesia. Non proprio <em>Made in Italy</em>. </p>



<p>Questi casi gettano ombra sull’intera produzione Made in Italy, un sinonimo di qualità, eleganza e etica. L’immagine è compromessa agli occhi dei consumatori? Se è possibile fare una previsione, la stessa indifferenza che spinge milioni di persone ad acquistare prodotti di <em>fast fashion</em>, rinomati per le condizioni ambientali e umane con cui vengono prodotti gli indumenti, spingerà i fedeli acquirenti del Made in Italy a dimenticare questa faccenda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/indagini-giorgio-armani-ombre-made-italy.html">Subappalti,  sfruttamento, lavoro nero: il lato oscuro della moda italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La classifica europea della pizza? Non c&#8217;è l&#8217;Italia, siamo troppo bravi per partecipare</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-classifica-europea-della-pizza-non-ce-litalia-siamo-troppo-bravi-per-partecipare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 10:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=422206</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1623" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-600x507.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-300x254.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-1024x866.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-768x649.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-1536x1298.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo una classifica, la migliore pizzeria europea si trova a Londra, ma è di un italiano. Le nostre? Fuori gara, siamo troppo bravi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-classifica-europea-della-pizza-non-ce-litalia-siamo-troppo-bravi-per-partecipare.html">La classifica europea della pizza? Non c&#8217;è l&#8217;Italia, siamo troppo bravi per partecipare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1623" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-600x507.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-300x254.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-1024x866.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-768x649.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240422114902853_a1f16b6fdf1c9ae691692cc4b3f613a4-1536x1298.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da giorni fa parlare &#8211; e indignare &#8211; una classifica che elenca le migliori pizzerie in Europa. Indignare perché tra le 50 pizzerie che compongono la classifica non ne figura nemmeno una italiana. Tuttavia il motivo è semplice: la classifica presentata il 13 maggio presso la Fundación Pablo VI di Madrid e stilata da <a href="https://www.50toppizza.it/50-top-europe-2024/">&#8220;50 Top Pizza Europe</a>&#8220;, la guida più influente del mondo della pizza, non ha volutamente considerato il Belpaese. Sarebbe stato uno scontro impari. Ma c&#8217;è un&#8217;altra bella notizia: la maggior parte delle pizzerie finite in classifica, compresa la prima sul podio, sono gestite da italiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sapore italiano</h2>



<p>I paesi maggiormente rappresentati in questa classifica sono: Spagna, con 39 pizzerie; Francia, con 21; Germania, con 17. Sul podio, però, troviamo al primo posto la pizzeria Napoli On The Road, di Michele Pascarella, che si trova a Londra, seguita dalla Sartoria Panatieri, a Barcelona, e da Via Toledo Enopizzeria, di Francesco Calò, a Vienna. Per il quarto posto, che va a “50 Kalò” di Ciro Salvo, torniamo a Londra; quinta posizione per “Baldoria” a Madrid, la pizzeria di Ciro Cristiano, a cui va anche il premio speciale Best Pasta Proposal 2024 – Pastificio Di Martino Award; sesta posizione per la tedesca “Pizza Zulu” a Fürth, di Gaspare Squitieri; settima posizione per “Imperfetto” a Puteaux, in Francia, gestita da Simone Lombardi e dal pizzaiolo Tonino Cogliano, a cui va anche il premio Pizza Maker of the Year 2024 – Ferrarelle Award; ottava posizione per “nNea” di Vincenzo Onnembo, ad Amsterdam, nei Paesi Bassi; per la nona posizione si torna in Spagna, a Barcellona, per “La Balmesina” di Massimo Morbi e Alessandro Zangrossi; ancora Spagna, questa volta a Madrid, per la decima posizione che va a “Fratelli Figurato”, gestita da Riccardo e Vittorio Figurato.<br></p>



<p>Tra gli altri&nbsp;<strong>premi speciali</strong>: il New Entry of the Year 2024 &#8211; Solania Award va a “Stile Napoletano” a Chester, in Inghilterra; il premio Best Fried Food 2024 &#8211; Il Fritturista &#8211; Oleificio Zucchi Award va a “Zielona “Górka a Pabianice, in Polonia; il Performance of the Year 2024 &#8211; Robo Award va a “Franko’s Pizza &amp; Bar” a Zagabria, in Croazia; il premio Best Dessert List 2024 &#8211; Cremoso &#8211; La Dispensa Award va a “Forno d&#8217;Oro” a Lisbona, in Portogallo; il Best Beer Service 2024 &#8211; Peroni Nastro Azzurro Award va a “Matto Napoletano” a Skopje, nella Repubblica di Macedonia del Nord; il premio Made in Italy 2024 &#8211; Mammafiore Award va a “Little Pyg” a Dublino, in Irlanda; il premio One to Watch 2024 va a “Gasparic” a Girona, in Spagna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fortissimo valore di branding</h2>



<p>La pizza rappresenta uno dei simboli dell&#8217;Italia, un vero e proprio asset strategico, attorno cui ruota un grande giro economico. Tanti gli eventi organizzati in Italia e in giro per il mondo per celebrare uno dei cibi maggiormente rappresentativi della nostra cucina. Il 15 maggio scorso, per esempio, a Roma, nella sede della Stampa estera a Palazzo Grazioli, è stata presentata la nuova edizione del Pizza Village, che per il 2024 si terrà in forma diffusa tra Napoli, Milano e Londra a partire da giugno e fino a settembre. Maria Elena Rossi, direttrice del marketing di ENIT, ha parlato di &#8220;attrazione turistica molto forte attraverso uno dei valori identitari più forte, che è quello della pizza&#8221;. &#8220;Portare format come il Pizza Village all’estero &#8211; ha aggiunto &#8211; ha un valore fortissimo di branding e di attrazione e sicuramente saremo a disposizione con la sede di Londra, che potrà lavorare come moltiplicatore importante per il Pizza Village che sarà organizzato lì&#8221;.</p>



<p>Tornando alla classifica, le prime 20 posizioni di 50 Top Pizza Europa 2024 entrano di diritto nelle 100 Migliori Pizzerie al Mondo, che si ritroveranno al Teatro Mercadante di Napoli il 10 Settembre per 50 Top Pizza World 2024. Il prossimo appuntamento con 50 Top Pizza 2024 è il&nbsp;25 giugno a New York, presso il West Edge all’interno del Chelsea Market, per scoprire le migliori pizzerie in USA per il 2024, dopo anche la classifica stilata il 17 aprile scorso per l&#8217;America Latina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Per tutti i gusti</h2>



<p>Se è praticamente certo che l&#8217;origine della pizza sia in Italia, non è sicuro quale sia il luogo che possa fregiarsi di averle dato i natali. A dimostrazione di questo, la grande varietà delle diverse tipologie. La più famosa nel mondo è certamente la pizza napoletana, ma come prescindere alla sua versione romana? Sempre in Campania c&#8217;è poi la pizza fritta; esiste il calzone, la pinsa, la pizza al taglio, i vari generi di focacce, di schiacciate e un&#8217;infinità di versioni che talvolta durano il tempo di una moda passeggera. Ci sono poi delle pizze decisamente bizzarre, ma per trovarle, occorre viaggiare. In Finlandia, per esempio, esiste la &#8220;pizza Berlusconi&#8221;: un impasto di farina di segale con salsa di pomodoro, carne di renna affumicata, cipolle rosse e funghi. Sul sito dell&#8217;Associazione italiana Food Blogger troviamo anche una pizza norvegese chiamata &#8220;pizza africana&#8221;, con banane, curry, arachidi e pollo o prosciutto. Quale che sia il gusto di ciascuno, la pizza è sicuramente un cibo che accontenta tutti. E il fatto che venga universalmente associata all&#8217;Italia non può che renderci orgogliosi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-classifica-europea-della-pizza-non-ce-litalia-siamo-troppo-bravi-per-partecipare.html">La classifica europea della pizza? Non c&#8217;è l&#8217;Italia, siamo troppo bravi per partecipare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/261 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-29 01:28:55 by W3 Total Cache
-->