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Ambiente

Il miele è sotto attacco, così si difende il lavoro di 75 mila apicoltori

La produzione del miele è appesa a un filo sia per ragioni metereologiche, sia per il pericolo della contraffazione estera.

La produzione del miele da diversi anni è appesa a un filo. Secondo il Report 2023 dell’Osservatorio Nazionale Miele, organismo nato nel 1988, il comparto produttivo ha vissuto una vera emergenza dovuta all’instabilità climatica dello scorso anno: mesi estremamente caldi, cui sono succeduti mesi di forte instabilità metereologica, hanno messo a dura prova l’attività delle api. In aggiunta agli ostacoli naturali (dove comunque l’impatto dell’attività dell’uomo è sempre determinante) c’è un altro fattore di rischio, stavolta di natura commerciale. Come ogni prodotto Made in Italy, anche il miele è oggetto di quello che viene chiamato “Italian sounding”, ovvero la contraffazione di prodotti non italiani ma spacciati come tali sui mercati globali e anche in Italia.

Sinergia per la difesa del comparto

Per contrastare il fenomeno, nel mese di maggio 2023 è stata avviata l’Azione a Progetto denominata “Miele 2023”, che vede la collaborazione interforze del Dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – ICQRF e la Componente Speciale della Guardia di finanza. Ne è stata data notizia solo nei giorni scorsi, a distanza di più di un anno, spiegando che l’iniziativa è stata realizzata per combattere le attività illecite nella produzione, importazione e commercializzazione di miele sul territorio italiano.

In particolare, l’obiettivo del progetto è stato quello di proteggere la produzione italiana dalle potenziali interferenze commerciali determinate dal flusso di miele estero di bassa qualità. Il progetto è stato concepito con l’intento di prevenire fenomeni distorsivi del mercato e frodi, come l’italianizzazione di prodotti di origine straniera, spacciati per Made in Italy; prodotti di bassa qualità e di dubbia origine che, come sottolineato dal Ministero, vengono venduti a prezzi elevati, sfruttando la rinomata qualità del miele nazionale.

Attraverso uno studio del settore e un’analisi del contesto, sono stati identificati i flussi di prodotti provenienti dall’estero (Unione Europea ed extra UE) per individuare, di conseguenza, anche i soggetti da sottoporre a controllo.
Grazie a questa analisi, nel corso del 2023 sono state eseguite verifiche e campionamenti di prodotti destinati al commercio su tutto il territorio nazionale. Inoltre, sono state condotte verifiche presso stabilimenti di produzione e intermediari commerciali con la contestuale esecuzione di campionamenti di prodotti in transito dall’estero e destinati alla vendita in territorio comunitario.

I risultati della collaborazione tra l’ICQRF e il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza hanno portato a identificare violazioni di carattere amministrativo e penale connesse all’importazione di miele a basso costo proveniente da vari Paesi, in particolare dalla Cina.

Le direttrici della contraffazione

Il progetto, sviluppato a livello centrale, ha poi visto operare in fase esecutiva, in stretta collaborazione, i Reparti territoriali della Guardia di finanza e gli Uffici e Laboratori territoriali dell’ICQRF, che hanno proceduto secondo le direttive della Direzione Generale TERR e del Comando Generale delle Fiamme Gialle.
Complessivamente, sono state sequestrate 356 tonnellate di miele irregolare, evitando che prodotti di bassa qualità finissero sul mercato italiano per un controvalore commerciale superiore a un milione di euro.

Gli esiti delle attività eseguite hanno portato a rilevare violazioni amministrative, con il sequestro di miele proveniente da Argentina, Brasile, Cina, Regno Unito, Romania, Spagna, Ucraina e Ungheria. Le principali violazioni di carattere analitico, rilevate dai Laboratori dell’ICQRF, hanno riguardato la sofisticazione del miele mediante l’aggiunta di zuccheri esogeni e l’utilizzo di trattamenti non consentiti, mentre le infrazioni relative ai requisiti di informazione al consumatore riguardavano la falsa indicazione della provenienza e alla mancanza di rintracciabilità dei prodotti lavorati e confezionati.

I risultati dell’operazione dimostrano l’importanza dell’azione sinergica tra le forze dello Stato per la tutela del Made in Italy e dei consumatori, oltre a rappresentare un ulteriore tassello verso la protezione dell’agricoltura italiana e nella lotta alla contraffazione alimentare.

Numeri in progress

Per quanto riguarda i numeri, ci affidiamo di nuovo all’Osservatorio Nazionale Miele: in Italia, nel 2023, il numero degli apicoltori ammonta a 74.548; il numero degli alveari ammonta a 15.955.89; i tipi di miele prodotti sono oltre 60 e la produzione nazionale ha raggiunto le 22.000 tonnellate. Per conoscere nel dettaglio il valore dell’export verso i mercati esteri, bisogna attendere ancora la pubblicazione del report definitivo.


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