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	<title>Maaloula Archives - InsideOver</title>
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	<title>Maaloula Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il perdono dei cristiani di Maloula:  &#8220;I musulmani devono pentirsi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perdono-dei-cristiani-maloula-musulmani-devono-pentirsi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 09:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Maaloula]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-1024x661.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Padre Tawfik Eid, parroco della città siriana di Maloula, è attualmente in Francia, dove sta tenendo un ciclo di conferenze. Ha concesso un&#8217;intervista a Tv Libertés ripresa anche dal settimanale Tempi. E il parroco &#8211; tramite le parole rilasciate &#8211; dimostra di avere ben presente il ricordo di quei drammatici giorni del settembre 2013, nei quali i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perdono-dei-cristiani-maloula-musulmani-devono-pentirsi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="968" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20170123123803_21942466-1024x661.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Padre Tawfik Eid, parroco della città siriana di <strong>Maloula</strong>, è attualmente in Francia, dove sta tenendo un ciclo di conferenze. Ha concesso un&#8217;intervista a <em>Tv Libertés</em> ripresa anche dal settimanale <em>Tempi</em>. E il parroco &#8211; tramite le parole rilasciate &#8211; dimostra di avere ben presente il ricordo di quei <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/esteri/coraggio-delle-suore-maaloula-e-forza-dei-reportage-973816.html">drammatici giorni del settembre 2013</a>, nei quali i jihadisti di Jabhat Al Nusra, la costola di al Qaeda in <strong>Siria</strong>, hanno depredato e saccheggiato la città fino a conquistarla.  Un vero e proprio calvario, culminato con l&#8217;uccisione di tre cristiani &#8211; poi dichiarati martiri &#8211; e con il rapimento di altre sei persone professanti la stessa fede.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/static/reportage/aiutiamo_cristiani/aiutiamo_cristiani_home.htm"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone wp-image-36735 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/11/cristiani_perseguitati_strip-1.jpg" alt="cristiani_perseguitati_strip" width="984" height="130" /></a></p>
<p>E, soprattutto, un miracolo, in termini numerici, rispetto a quanto sarebbe potuto accadere. In quella circostanza, alcuni musulmani hanno tradito la perla cristiana della Siria e la vocazione al dialogo interreligioso della Repubblica Araba e a Maloula, vicino la capitale Damasco, sono state distrutte otto chiese e due santuari. Tra quelle attualmente in restauro, la parrocchia greco cattolica di San Giorgio e i due monasteri del IV secolo: uno di questi, quello greco ortodosso di Santa Tecla, è stato lo scenario della  resistenza delle suore, quella documentata dal <a href="http://www.ilgiornale.it/video/esteri/maaloula-micalessin-sotto-spari-dei-ribelli-qaida-973819.html">celebre reportage </a>di Gian Micalessin.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p>Ma Padre Tawfik ha già perdonato: &#8220;Come Gesù sulla croce, anche noi abbiamo gridato: &#8220;Dio, perché ci hai abbandonato?&#8221;. Ma poi abbiamo scoperto che non ci aveva affatto lasciati soli &#8211; aggiunge il parroco &#8211; e la dimostrazione sono le poche perdite che abbiamo subito. La città, pur avendo passato dei mesi terribili, non è stata distrutta e oggi siamo tornati. La nostra fede oggi non solo non è stata minata, ma è più forte e sono i miei parrocchiani a dirmelo per primi&#8221;. Sì, perché i parrocchiani di Padre Eid stanno partecipando &#8211; assieme al resto della popolazione &#8211; alla ricostruzione della loro città, dei loro edifici pubblici e dei loro luoghi sacri. In un clima &#8211; però &#8211; che non appare affatto semplice da gestire. </p>
<p>Ripartire infatti è difficile ed è un processo che presenta anche l&#8217;urgenza sociale di rimarginare le ferite createsi tra due comunità: &#8220;Per tornare a vivere come prima i musulmani devono prima riconoscere i loro errori. I cristiani non possono coltivare l’odio nel loro cuore, altrimenti saremmo uguali ai terroristi. Però non può esserci riconciliazione senza il pentimento da parte loro&#8221;, dice Padre Eid in aramaico, la lingua parlata ancora oggi solo nella sua città e in altri due vicini villaggi siriani. Maloula, che in aramaico significa &#8220;ingresso&#8221;, è stato il luogo dove il sagrestano di Padre Eid è stato sgozzato.</p>

<p style="text-align: center"><strong>Ci sono diversi modi di sostenere i cristiani che soffrono. <br /><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/static/reportage/aiutiamo_cristiani/aiutiamo_cristiani_home.htm">Questi sono tre progetti</a>, tutti con un unico obiettivo: non lasciare soli i cristiani di Aleppo</strong><br /><strong>Iban: IT67L0335901600100000077352 Banca Prossima</strong><br /><strong>Causale: ilgiornale per i cristiani</strong></p>
<p> </p>
<p>Eppure, nonostante la persecuzione subita, i cristiani siriani allungano la mano in segno di pace nella speranza che dall&#8217;altro lato ci sia qualcuno pronto a rispondere con la stessa intenzione. Il parroco, che si trova in Europa grazie a un invito dell’associazione francese SOS Chrétien d’Orient, una di quelle che sta coadiuvando la ricostruzione, <a href="http://www.tempi.it/siria-noi-cristiani-di-maloula-come-gesu-sulla-croce#.WhXTPFXiUYs">ha lanciato</a> un appello all&#8217;occidente intero: &#8220;Prima di tutto devo ringraziare di cuore chi ci sta aiutando a tornare a vivere. Ma voglio anche dire una cosa a tutti i cristiani, a tutti i cattolici e agli uomini di buona volontà: voi dovete affrontare una sfida più dura della nostra. Noi abbiamo subìto l’offensiva dei terroristi, voi dovete combattere contro ateismo e laicismo. Per farlo non potete limitarvi a lamentarvi delle cattive leggi che vengono approvate in Europa, dovete impegnarvi di più in prima persona nella vita pubblica e innervarla con la vostra esperienza di fede. Non basta dire che gli altri sono cattivi. Se non lo fate, se non vi impegnate in politica, nessuno lo farà al posto vostro&#8221;. Padre Eid &#8211; insomma &#8211; invita i cristiani occidentali a non assistere passivamente al trionfo del relativismo, del laicismo e della secolarizzazione e chiede un forte impegno &#8211; specie nella politica attiva &#8211; per far fronte a questi avversari contemporanei. Nemici diversi dai jihadisti di Jabhat Al Nusra, ma che secondo il sacerdote andrebbero affrontati per mezzo della stessa fermezza culturale. </p>

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		<title>Maloula è tornata a vivere</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/siria-vivere-in-un-paese-in-guerra/maloula-e-tornata-a-vivere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 08:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte al Nusra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Maaloula]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È una delle notizie più importanti che arrivano dalla Siria. Maloula, l’antico villaggio cristiano dove si parla ancora aramaico, sta tornando a vivere. In questo Paese, crocevia di etnie e minoranze religiose, era diventata il simbolo di tolleranza e rispetto di un mosaico culturale unico al mondo.  Non a caso Bashar Al Assad, uomo di confessione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/siria-vivere-in-un-paese-in-guerra/maloula-e-tornata-a-vivere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/siria-vivere-in-un-paese-in-guerra/maloula-e-tornata-a-vivere.html">Maloula è tornata a vivere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/maloula13_apertura-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È una delle notizie più importanti che arrivano dalla <strong>Siria</strong>. <strong>Maloula</strong>, l’antico villaggio cristiano dove si parla ancora aramaico, sta tornando a vivere. In questo Paese, crocevia di etnie e minoranze religiose, era diventata il simbolo di tolleranza e rispetto di un mosaico culturale unico al mondo.  Non a caso <strong>Bashar Al Assad</strong>, uomo di confessione alawita, l’aveva visitata a più riprese dopo la liberazione, più precisamente il giorno di Pasqua, per mostrare la sua vicinanza alla sua popolazione.[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;161&#8243; gal_title=&#8221;Maloula&#8221;]Oggi Maloula è luogo protetto da una legislazione particolare. Quasi fosse trofeo. L’aria pesante e pressante che si respirava all’inizio della guerra si sta smorzando con il passare dei mesi. I soldati ai checkpoint bevono rilassati il thé insieme ai residenti. Da queste parti i civili hanno conquistato la stima dei militari perché durante i giorni dell’assedio da parte dei <strong>ribelli</strong> gli abitanti si erano arruolati volontariamente nelle milizie di difesa nazionale. L’arco di pietra all’ingresso della cittadina colpito il 4 settembre del 2013 dai terroristi per mezzo di un attentato kamikaze è stato in parte ristrutturato. Gli edifici ai lati del viale principale possiedono ancora le ferite dei combattimenti a fuoco. Per la ricostruzione di Maloula ci vorrà ancora tempo eppure la speranza è l’ultima a morire nel cuore di chi è tornato (il 45 per cento dei residenti per ora).</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;162&#8243; gal_title=&#8221;Maloula2&#8243;]</p>
<p>In questi giorni si celebrano i due anni dalla liberazione ma il ricordo della guerra persiste sulle mura delle chiese e nei volti di alcuni abitanti. È difficile dimenticare i morti, le grida dei terroristi per le strade, i colpi di mitragliatrici, le famiglie uccise a sangue freddo, il tradimento di alcuni cittadini che prima della guerra frequentavano la stessa piazzetta. La conquista dell’albergo in cima alla collina, divenuto quartiere generale dei ribelli, la <strong>rimozione della Madonna in cima alle montagne</strong>, la distruzione dell’antico convento cristiano di Santa Tecla, le scene di guerriglia che si imperversavano nelle vie strette del villaggio. Sono immagini impietose che ritornano nell’immaginario collettivo come fantasmi. <strong>Padre Toufiq</strong>, prete carismatico che durante l’assedio è rimasto finché gli è stato possibile, è diventato un punto di riferimento per tutti. Raccoglie fondi per la ricostruzione, accoglie le delegazioni venute da tutto il mondo, racconta le ore del terrore, offre da mangiare e da bere ai più bisognosi, scaccia i demoni che assalgono la cittadina martoriata.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;163&#8243; gal_title=&#8221;Maloula3&#8243;]</p>
<p>“Maloula e la Siria torneranno a vivere” è il messaggio che riporta a chiunque è di passaggio. Del resto parlano le strade e i sorrisi di chi è tornato a casa. Lo scuola-bus suona il clacson per raccogliere i bambini. I negozi riaprono, le case vengono ricostruite progressivamente grazie alla nuova legge del governo che ritenendosi responsabile della contro-offensiva ripaga una parte dei lavori di ricostruzione (esattamente un terzo del valore economico con valuta ante-guerra e questo avviene in tutto il Paese, ovunque ci sono stati combattimenti a fuoco). Con i prezzi precipitati in questi cinque anni è una somma di denaro che riesce a coprire quasi tutte le spese. Gli ingegneri progettano i cantieri, i muratori lavorano sotto il sole battente. Gli asini trasportano le pietre per i vialetti scavati tra le rocce. Le botteghe rinascono una dopo l’altra. Fino a poco tempo fa non c’era nulla, ora invece i commercianti storici sono tornati nei loro locali. Il lavoro è ridotto ma rimane una forma di emancipazione per gli abitanti che in questi mesi hanno vissuto come sfollati.Maloula sta tornando il luogo dove la pace dei sensi è ritmata dalla campane e dal Padre Nostro recitato in arabo. Maloula è un invito a tutte le comunità cristiane disseminate per la Siria a restare a casa. Maloula è il simbolo della vittoria perché ogni persona che scappa segna un punto a favore del terrorismo di <strong><em>Daesh</em></strong> e <strong>Al Nusra</strong>. Il radicamento, la ricostruzione delle radici, è la più alta risposta verso chi vuole dividere una terra multi-confessionale, costruita nei secoli dai cristiani quanto dai musulmani.</p>

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		<title>Tra i cristiani siriani in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/in-siria-tra-i-cristiani-in-guerra/cristiani-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 00:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ma’lula doveva essere sicuramente un incanto. Lo si capisce non appena ci si mette piede. Case costruite sotto le grotte, piccoli forni, chiese e sorrisi che arrivano da chiunque si incontri. Poi le montagne tutte intorno che in un abbraccio avvolgono l’intero villaggio, come a proteggerlo…Purtroppo nel 2013 quelle stesse montagne non erano bastate a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/in-siria-tra-i-cristiani-in-guerra/cristiani-in-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/in-siria-tra-i-cristiani-in-guerra/cristiani-in-guerra.html">Tra i cristiani siriani in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1117" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/4000-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/sgAqzHRFOTc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Ma’lula doveva essere sicuramente un incanto. Lo si capisce non appena ci si mette piede. Case costruite sotto le grotte, piccoli forni, chiese e sorrisi che arrivano da chiunque si incontri. Poi le montagne tutte intorno che in un abbraccio avvolgono l’intero villaggio, come a proteggerlo…Purtroppo nel 2013 quelle stesse montagne non erano bastate a fermare i terroristi di Jabha Al Nusra e il loro odio per gli infedeli abitanti di Ma’lula, “ultima roccaforte dei crociati”. Il villaggio andava ripulito dai nazareni e reso un luogo di Allah, dove sarebbe stata la Sha’ria a rendere “sacra” la città. Fortunatamente nell’aprile del 2014 il villaggio viene riconquistato dai governativi e le tredici suore del monastero di Santa Tecla che erano state rapite durante i giorni dell’assedio, vengono liberate in cambio di 150 donne del Jihad.Oggi Ma’lula non è più quel luogo. I segni della guerra sono troppi per fingere che il male non sia passato di qui. Molte case sono distrutte o addirittura ridotte in macerie. “I terroristi abitavano qui, nelle nostre case, guarda come la hanno ridotte”, ci racconta una signora che abitava nelle vie del centro. Ancora oggi in pochi sembrano avere trovato il coraggio e la possibilità di tornare a stare qui. Molte strade vanno ancora ripulite dai blocchi di cemento delle abitazioni distrutte, ma in alcune case, invece, è possibile entrare: uno shock vedere gli oggetti di chi ci abitava, come i libri, le scarpe, gli armadi e i letti. Simboli di una vita tranquilla passata che forse non tornerà più.</p>
<figure id="attachment_206296" aria-describedby="caption-attachment-206296" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-206296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula2-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-206296" class="wp-caption-text">Quel che resta di una casa di Ma’lula</figcaption></figure>
<p>“Siamo stati traditi dai nostri vicini musulmani. Loro hanno fatto entrare i jihadisti, loro hanno permesso tutto questo”. Così ci spiega un’altra signora in cui ci imbattiamo per strada. Lei è una delle poche ad avere trovato il coraggio di tornare a vivere nella propria casa e non manca di invitarci a prendere un caffè. “Ancora non ho potuto rimettere i vetri a tutte le finestre. Fa molto freddo dentro, ma ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di poter tornare. Noi i terroristi di Jabha Al Nusra li vedevamo dalla finestra tutti i giorni, avevano le bende attorno alla testa…la paura era tantissima”. Come non immaginare il terrore che questa gente deve aver vissuto, a pochi metri dai tagliagole. Ma è forse più sorprendete il coraggio di tornare a vivere qui, nonostante i terroristi non siamo molto lontani. La Siria è un paese in guerra e il pericolo che gli uomini di Al Nusra un giorno tentino di tornare non è un’ipotesi remota.</p>
<figure id="attachment_206297" aria-describedby="caption-attachment-206297" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-206297" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula3-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-206297" class="wp-caption-text">La distruzione a Ma’lula è ovunque</figcaption></figure>
<p>La furia jihadista a Ma’lula ha colpito anche i luoghi sacri, come le chiese di Santa Tecla e San Giorgio. “Hanno fatto un grande falò all’interno, vedi? E’ tutto bruciato e ci vorrà molto per donare nuovamente splendore a questi luoghi”, così ci spiega il custode di Santa Tecla. E non sono solo gli interni ad essere stati dati alle fiamme: anche nel cortile fuori infatti molte facciate sono annerite dal fuoco che ha bruciato per giorni interi.</p>
<figure id="attachment_206299" aria-describedby="caption-attachment-206299" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-206299" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/01/maalula1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-206299" class="wp-caption-text">Cripta della chiesa di Santa Tecla, Ma’lula</figcaption></figure>
<p>Ma la vita deve ricominciare ed in effetti è già ricominciata. Il forno di Ma’lula è il simbolo della normalità a cui questi luoghi e questa gente tentano di andare incontro. Ogni giorno qui si crea una lunga fila di persone in attesa di accaparrarsi il famoso pane della città. Non appena ci passiamo accanto incuriositi, uno sconosciuto con in mano una pila di sottili focacce ci viene incontro: “Ragazzi! Non potete andare via senza avere assaggiato questa meraviglia”. Ringraziamo e prendiamo una pagnotta a testa e basta un morso per capire che in effetti il pane di Ma’lula è proprio buono. Un motivo in più per non dimenticare questo cielo.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/in-siria-tra-i-cristiani-in-guerra/cristiani-in-guerra.html">Tra i cristiani siriani in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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