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	<title>libertà religiosa Archives - InsideOver</title>
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	<title>libertà religiosa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Teheran dichiara guerra alle altre fedi</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/teheran-dichiara-guerra-alle-altre-fedi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 05:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza religiosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle stesse ore in cui, quasi a sorpresa, riprendono oggi i negoziati sul nucleare iraniano, Teheran sceglie di preme sull’acceleratore della repressione contro civili e minoranze religiose, quasi a celebrare il primo anno di presidenza dell’hardliner Ebrahim Raisi. Si tratta di convertiti cristiani, musulmani sunniti, sufi ma soprattutto di bahai, con un&#8217;ondata di arresti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/teheran-dichiara-guerra-alle-altre-fedi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022080523184130_e510814a3e85188e46d47f0469c27096-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle stesse ore in cui, quasi a sorpresa, riprendono oggi i negoziati sul <a href="https://it.insideover.com/politica/liran-possiamo-avere-latomica-ma-ora-si-torna-a-parlare-di-negoziati.html">nucleare iraniano</a>, Teheran sceglie di preme sull’acceleratore della <strong>repressione contro civili e minoranze religiose</strong>, quasi a celebrare il primo anno di presidenza dell’<em>hardliner</em> <strong>Ebrahim Raisi</strong>. Si tratta di convertiti cristiani, musulmani sunniti, sufi ma soprattutto di <strong>bahai</strong>, con un&#8217;ondata di arresti di membri di spicco della più grande minoranza non musulmana del Paese. Questi ultimi, in particolare, sono stati oggetto di persecuzione sin dagli albori della Repubblica islamica: all’inizio dell’estate, però, gli attivisti avevano denunciato che decine di membri della comunità erano stati arrestati, convocati o sottoposti a perquisizioni domiciliari. La fede Bahai è una religione monoteista relativamente moderna, con radici spirituali risalenti all&#8217;inizio del XIX secolo, che promuove l&#8217;unità di tutte le persone e l&#8217;uguaglianza. Gli aderenti, che ammontano circa a 300mila persone, affermano che i principi della fede incoraggiano un approccio non conflittuale noto come &#8220;resilienza costruttiva&#8221; e insistono sul fatto che i bahai dell&#8217;Iran vogliono lavorare per il bene del Paese e non contro la sua leadership.</p>
<h2>Una nuova escalation a danno dei <em>bahai</em></h2>
<p>Domenica scorsa, improvvisamente, sono iniziati veri e propri raid cittadini nelle abitazioni private e presso le attività della comunità, demolendo case e arrestando senza sosta. Molti di loro non sono degli illustri sconosciuti bensì figure di spicco come Mahvash Sabet, Fariba Kamalabadi e Afif Naemi, che in precedenza avevano scontato almeno dieci anni di prigione. Si tratta di icone domestiche in fatto di lotta ed ex prigionieri di coscienza di fama internazionale. Questo fa pensare che si tratti di una nuova <em>escalation</em>, mirata a colpire esponenti di rilievo con il fine di terrorizzare le minoranze coinvolte e testare nuovamente la capacità di controllo del regime.</p>
<p>Fra le accuse rivolte alle minoranze, quella di <strong>spionaggio a favore di Israele</strong> (l’organo di governo internazionale dei Baha&#8217;i, la Casa Universale di Giustizia, ha sede da tempo ad Haifa) e di <strong>proselitismo</strong> con metodi illegali. Ma in questa vera caccia alle streghe non finiscono in carcere solo le altre fedi: arrestati registi, sindacalisti e cittadini stranieri in una delicatissima fase di crisi economica che scatena scintille nella società civile. La discriminazione religiosa è stata una caratteristica pervasiva del sistema legale iraniano sin dalla rivoluzione islamica del 1979. Le violazioni dei diritti umani contro la minoranza bahá&#8217;í, la più grande comunità religiosa non musulmana del Paese, costituisce una delle più gravi violazioni degli obblighi internazionali in materia di diritti umani dell&#8217;Iran . Dall&#8217;istituzione della Repubblica islamica, 202 bahá&#8217;í sono stati giustiziati, uccisi o rapiti, mentre 14 sono morti in prigione. Centinaia di bahá&#8217;í sono stati imprigionati e almeno 15.000 hanno perso il lavoro o le fonti di sostentamento. Agli studenti bahá&#8217;í è stato poi impedito di entrare nel sistema universitario statale iraniano dal 1980. Le politiche attuate dal governo iraniano sono state delineate in un memorandum segreto del 1991 dal Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale: questo memorandum, che è stato approvato dal Leader Supremo <strong>Ali Khamenei</strong>, afferma esplicitamente che ai bahá&#8217;í dovrebbe essere negata l&#8217;istruzione superiore e le posizioni di influenza e che il loro progresso dovrebbe essere bloccato.</p>
<h2>Le altre minoranze minacciate</h2>
<p>Nonostante la persecuzione dei bahai si in questo momento la più virulenta, altre minoranze religiose sono sotto tiro. Si tratta anche dell&#8217;ultimo segno di una stretta repressione mentre la Repubblica islamica deve far fronte alla pressione internazionale sul suo logoro accordo nucleare. Se la Costituzione iraniana riconosce altre fedi fra cui cristiani, ebrei e zoroastriani, i Bahai vengono considerati fuori legge e a loro danno sono state pronunciate numerose <em>fatwa</em>. La denuncia dell’escalation di intolleranza giunge da <a href="https://iranhrdc.org/blocked-from-progress-persecution-of-irans-bahai-community-since-1979/">Iran Human Rights Documentation Center</a>, organizzazione non governativa con base negli Stati Uniti, che in un report del 31 maggio scorso offre una preoccupante fotografia della nazione. Cadono sotto i colpi del regime anche sunniti, ebrei, sufi, cristiani convertiti: in questo ultimo caso l’accusa è sempre quella di <strong>propaganda sionista</strong> o di appartenenza ad una rete sionista ma anche quella di “<strong>legami con nazioni straniere</strong>”. La regola del sospetto praticata sempre e comunque a danno di chi “attenterebbe” all’ordine costituito dal 1979. I <strong>cristiani</strong> converti soffrono in particolare in questo ultimo anno: come negli anni precedenti, l&#8217;Iran ha preso di mira in particolare i cristiani convertiti dall&#8217;Islam. Ne sono esempi il pastore Youcef Nadarkhani, prigioniero di coscienza religioso accusato nel 2016 di &#8220;promuovere il cristianesimo sionista&#8221; oppure la convertita cristiana e attivista politica Mary Mohammadi, nuovamente arrestata nel gennaio 2021 per aver indossato in modo improprio il velo. I cristiani convertiti vengono considerati fuori legge, non solo perché la loro conversione viene considerata illegale ma percè considerati “Non indigeni”. I cristiani indigeni provengono principalmente da chiese armene, assire e cattoliche. Diversi convertiti si sono uniti alle cosiddette “Assemblee di Dio”, altri appartengono a varie reti evangeliche di chiese domestiche.</p>
<p>L’ultimo, è stato anche un <em>annus horribilis</em> per i <strong>musulmani sunniti</strong>: prigionieri politici sono stati giustiziati senza avvisare le loro famiglie in anticipo. Nel gennaio 2021 sono state demolite le fondamenta di una moschea sunnita a Iranshahr e interrotta la costruzione di due nuove moschee sunnite nella regione. Stesso destino per la comunità <strong>sufi</strong>: l&#8217;Iran ha continuato a imporre dure condanne ai membri della comunità sufi Gonabadi nel 2021. Celebre la condanna dell&#8217;editore Abbas Dehghan a cinque anni di carcere, una multa di quasi quattromila dollari e 74 frustate per &#8220;collusione contro la sicurezza nazionale”. A cadere sotto i colpi del regime un’altra comunità controversa che, tra l’altro è intimamente legata al mondo sciita: il governo iraniano considera i seguaci della fede <strong>Yarsan </strong>come musulmani sciiti che praticano il sufismo, i membri si identificano come una religione distinta e separata (nota anche come Ahl-e Haqq o People of Truth, stimata fino a due milioni di adepti). Gli Yarsani, la cui identità religiosa è pubblicamente nota, subiscono discriminazioni nell&#8217;istruzione, nel lavoro e nella corsa a cariche politiche (dati del <a href="https://iranprimer.usip.org/blog/2021/aug/09/us-report-religious-minorities-iran#:~:text=In%20the%20first%20half%20of,Commission%20on%20International%20Religious%20Freedom.">United States Institute for Peace</a>).</p>
<p>La ragione? Interromperebbero il “funzionamento dell&#8217;ordine religioso, sconvolgendo l&#8217;unità ideologica e minano la politica stabilità”. Come tutti gli altri, del resto, nella logica perversa del regime degli <em>ayatollah</em>.</p>
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		<title>Massacri, stupri e controllo digitale: ecco come vengono perseguitati i cristiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 16:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs)]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. Asia Bibi, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/massacri-stupri-e-controllo-digitale-ecco-come-vengono-perseguitati-i-cristiani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/cristiani-perseguitati-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L’allontanamento dalle figlie piccole, la prigione, le torture psicologiche, le vessazioni da parte degli agenti di polizia. <strong>Asia Bibi</strong>, la bracciante pakistana cattolica condannata a morte per blasfemia nel 2010 da un tribunale del distretto del Punjab dopo essere stata accusata dalle colleghe musulmane di aver toccato la loro acqua, porta ancora le cicatrici del suo lungo calvario.</p>
<p>Ora vive in Canada, dopo essere stata assolta dalla Corte Suprema del Pakistan nel 2018. Ma non dimentica il dramma di chi, come è successo a lei, continua ad essere imprigionato ingiustamente, o peggio ucciso, stuprato, rapito, discriminato, a causa della propria <strong>fede</strong>.</p>
<p>Quante Asia Bibi ci sono nel mondo? Secondo la quindicesima edizione del rapporto di <strong>Aiuto alla Chiesa che Soffre</strong> sulla libertà religiosa 5,2 miliardi di persone oggi vivono in un Paese in cui il diritto di professare il proprio credo viene soppresso o addirittura negato.</p>
<h2>La persecuzione religiosa in una nazione su tre</h2>
<p>Succede in 62 Stati, una nazione su tre. In 26 casi non si parla soltanto di discriminazione, ma di vera e propria <strong>persecuzione</strong>. Non sono semplici numeri, seppur inquietanti. “Dietro ci sono la carne, il sangue e la sofferenza di milioni di persone”, sottolinea il presidente di Acs-Italia, Alfredo Mantovano.</p>
<p>Tra i gruppi più perseguitati c’è quello dei <strong>cristiani</strong>. Cristiani come Asia, ai quali con la violenza, e con strumenti come la legge pakistana sulla blasfemia, vengono tolte dignità e libertà. “È una spada in mano alla maggioranza del Paese”, accusa la donna, intervenendo alla presentazione del report della fondazione pontificia.</p>
<p>Tra qualche settimana sarà a Roma. Spera di incontrare <strong>Papa Francesco</strong> e Benedetto XVI. Vuole ringraziarli per essersi battuti e aver pregato per lei, quando nell’indifferenza generale portava la sua croce nel silenzio di una cella spoglia del carcere di Sheikhupura.</p>
<h2>Stupri e rapimenti contro i cristiani in Pakistan</h2>
<p>Asia denuncia come in Pakistan le <strong>violenze</strong> contro le minoranze religiose non si siano fermate. Parla dei soprusi subiti dalle ragazzine rapite e costrette a sposarsi e convertirsi all’Islam, delle donne stuprate da uomini musulmani.</p>
<p>Secondo le organizzazioni locali si stima che almeno mille <strong>ragazze</strong> e giovani donne cristiane e indù vengano rapite ogni anno. È andata peggio a Sonia, una giovane cristiana uccisa nel novembre del 2020 dopo aver rifiutato le avances di un uomo musulmano. Soltanto due settimane fa un’altra ragazza è stata attaccata con un coltello per la stessa ragione. L’aggressore è libero mentre lei è stata arrestata per blasfemia.</p>
<p>“Se l’Islam è una religione di pace e armonia, come si può giustificare una tale violenza in nome della stessa religione? L’Islam permette forse di sposare ragazze minorenni e costringerle alla conversione?”, sono le domande di Asia Bibi al primo ministro del Pakistan. E poi un appello, il più accorato, a modificare quella legge sulla blasfemia di cui troppo spesso si abusa per colpire le minoranze religiose.</p>
<h2>Le violenze del Califfato transnazionale</h2>
<p>L’avanzata dei <strong>gruppi islamisti</strong> in alcune aree del mondo, la pandemia e persino lo sviluppo tecnologico hanno aggravato un quadro che già nello scorso biennio si presentava fosco. “Nel novembre del 2018 i Paesi dove si sono registrate violazioni erano 38, di cui 21 con persecuzioni gravi e 17 con discriminazioni. – spiega il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro &#8211; I soprusi non sono diminuiti: nel 2021 i Paesi con violazioni sono diventati 62, di cui 26 colorati di rosso e 36 di arancione”.</p>
<p>La persecuzione religiosa cresce nel <strong>continente africano</strong> che conta ben sette nuovi ingressi nella triste classifica con Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico. Alla base dell’aumento di violenze e discriminazione in Africa c’è l’aumento della presenza dei gruppi jihadisti e la crescente radicalizzazione.  “Il network islamista transnazionale – va avanti Monteduro &#8211; si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, con lo scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale”.</p>
<h2>L&#8217;Africa sempre più &#8220;nera&#8221;</h2>
<p>Tra gli esempi più lampanti c’è quello del <strong>Burkina Faso</strong>, dove negli ultimi due anni sono raddoppiati gli attacchi da parte dei gruppi islamisti come Jama&#8217;at Nusrat al Islam wal Muslimin, Ansaroul Islam e lo Stato islamico del Grande Sahara.</p>
<p>“Il loro obiettivo è quello di invadere l’Africa collegando il deserto al mare per poter controllare le vie del commercio per portare avanti i loro traffici e cambiare l’organizzazione della società, islamizzando tutta l’area”, spiega monsignor <strong>Laurent B. Dabiré</strong>, vescovo di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.</p>
<p>La sua diocesi, nel nord del Paese, si è ritrovata ad avere a che fare all’improvviso con miliziani <strong>jihadisti</strong> che hanno “massacrato la popolazione, distrutto case, scuole e ogni simbolo di tolleranza e dialogo”. “La chiesa si è trovata coinvolta, assieme al resto dei cittadini, compresi gli stessi musulmani”, spiega il vescovo.</p>
<p>Nella sua diocesi, assicura, sei parrocchie su tre sono chiuse, ci sono interi villaggi off limits ed esercitare la propria libertà religiosa viene di fatto impedito. “È una minaccia seria per la libertà, &#8211; avverte &#8211; se i gruppi islamisti avranno la meglio e sarà finita per tutti”.</p>
<h2>La persecuzione 2.0 grazie alle nuove tecnologie</h2>
<p>Alla minaccia del fondamentalismo si affianca anche quella dell’abuso delle <strong>tecnologie</strong> più all’avanguardia. Ad usarle sono gli stessi gruppi jihadisti, ma anche i governi. Come quello cinese che attraverso una sorveglianza di massa basata sull’intelligenza artificiale, portata avanti con l’ausilio di 626 milioni di <strong>telecamere</strong> piazzate in tutto il Paese, controlla e reprime le minoranze religiose, grazie a sistemi di riconoscimento facciale come quelli dei nostri smartphone.</p>
<p>Non solo regimi autoritari, come Cina e Corea del Nord, ma anche nazionalismi etno-religiosi che si traducono nella persecuzione delle minoranze in Paesi come India, Nepal, Myanmar e Thailandia.</p>
<h2>Gli effetti della pandemia e della &#8220;persecuzione educata&#8221;</h2>
<p>Poi c’è la <strong>pandemia</strong>, che ha aggravato le discriminazioni nei confronti delle minoranze, che si sono viste negare gli aiuti economici, alimentari e sanitari in Paesi come Niger, Turchia, Egitto, Pakistan e la stessa Cina. Un trattamento di serie b, basato proprio sui forti pregiudizi sociali già esistenti nella società e spesso amplificati dalle istituzioni.</p>
<p>E infine, la “persecuzione educata”. Così Papa Francesco ha definito l’ascesa di quei nuovi “diritti” e norme culturali che relegano la religione nella “oscurità della coscienza di ciascuno, o alla marginalità del recinto chiuso delle chiese, delle sinagoghe e delle moschee”.</p>
<p>Norme che rischiano di spingere la maggior parte dei Paesi civili all’<strong>indifferenza</strong> verso il dramma vissuto ogni giorno in tutto il mondo da milioni di persone.</p>
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