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	<title>Iskander Archives - InsideOver</title>
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	<title>Iskander Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Regno Unito manda gli aerei spia  per controllare i russi a Kaliningrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/regno-unito-manda-aerei-spia-kaliningrad-russi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 07:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Iskander]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-1024x667.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Lo scontro fra Regno Unito e Russia si fa sempre più acceso. Negli ultimi giorni, la stampa britannica ha riferito che Londra ha inviato gli aerei spia della Royal Air Force a monitorare le operazioni di dispiegamento dei missili balistici con capacità nucleare russi, Iskander, a Kaliningrad. L&#8217;exclave sul Baltico, come ha scritto Franco Iacch &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/regno-unito-manda-aerei-spia-kaliningrad-russi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/regno-unito-manda-aerei-spia-kaliningrad-russi.html">Il Regno Unito manda gli aerei spia  per controllare i russi a Kaliningrad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/Raf-sentinel-ZJ692-071023-27-16-1024x667.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>Lo scontro fra <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Russia</strong> si fa sempre più acceso. Negli ultimi giorni, <a href="https://www.thetimes.co.uk/article/raf-jets-spy-on-russian-missiles-vqcpgwzpz">la stampa britannica ha riferito </a>che Londra ha inviato gli aerei spia della Royal Air Force a monitorare le operazioni di dispiegamento dei missili balistici con capacità nucleare russi, Iskander, a<strong> Kaliningrad</strong>. L&#8217;exclave sul Baltico, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nato-allerta-mosca-schiera-missili-balistici-kaliningrad-1491004.html">come ha scritto Franco Iacch per <em>Il Giornale</em></a>, è per Mosca una vera e propria &#8220;gigantesca piattaforma di lancio corazzata per missili balistici e strategici&#8221;. </p>

<p>Quest&#8217;anno sono state già tre le missioni del velivolo<strong> Sentinel R1</strong> che hanno avuto come programma quello di costeggiare i confini della regione di Kaliningrad. Gli aerei, decollati dalla base aerea di Waddington nel Lincolnshire, trasportano un radar in grado di individuare la posizione delle unità militari sul terreno. Fonti della Difesa hanno confermato che sono stati incaricati di spiare i <strong>missili Iskander</strong> schierati nella <strong>base militare di Chernyakhovsk</strong> e protetti da missili di difesa aerea e difesa costiera a lungo raggio.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.express.co.uk/news/world/923610/vladimir-putin-russia-raf-spy-plane-ballistic-missiles-uk">Come riporta l&#8217;<em>Express</em></a>, Greg Bagwell, ex vice comandante per le operazioni della Raf, ha definito lo spiegamento degli Iskander come una &#8220;provocazione&#8221;, dicendo che: &#8220;Quando qualcuno tira fuori un nuovo kit, vuoi sempre andare a dare un&#8217;occhiata&#8221;. Ed è un concetto che racchiude in modo abbastanza chiaro quelle che sono le paure della Nato per questi nuovi missili. Paure che di certo il Cremlino non ha intenzione di far diminuire, anche per dare un segnale di presenza militare forte e ben radicata in risposta al crescente movimento di truppe dell&#8217;Alleanza atlantica in tutta l&#8217;<strong>Europa orientale</strong>, al confine con la Russia. E questa intenzione anche propagandistica di Mosca è ben individuabile anche nelle parole di <strong>Vladimir Shamanov</strong> , presidente della commissione Difesa della Duma, che ha detto che “le principali infrastrutture militari straniere sono incluse nella lista degli obiettivi da distruggere. La presenza Iskander avviene in risposta all’accumulo delle forze della Nato vicino ai confini russi”.</p>

<p style="text-align: left">La tensione fra Londra e Mosca, ad ogni modo, cresce e diventa sempre più pressante. Pochi giorni fa, sempre su questa testata, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/tensione-nella-manica-royal-navy-scorta-navi-russe/">abbiamo parlato della scorta alle navi russe </a>di ritorno dalla Siria da parte della flotta britannica mentre solcavano le acque della Manica. Un episodio che s&#8217;inserisce nel quadro di numerosi confronti fra la marina di Mosca e quella di Londra. Poche settimane prima di questo episodio, un altro &#8220;incontro&#8221; fra le forze russe e quelle del Regno Unito era avvenuto invece nei cieli, con i <strong>Typhoon</strong> della Raf decollati il 15 gennaio dalla basi di Lossiemouth per intercettare due aerei russi che si stavano avvicinando allo spazio aereo britannico. Il tutto mentre nelle isole Shetland <a href="http://www.occhidellaguerra.it/un-radar-nelle-shetland-proteggersi-dalla-minaccia-russa/">è stato da poco installato un nuovo radar</a> al solo scopo di controllare il traffico di aerei russi nella parte settentrionale del territorio del Regno.</p>
<p>Londra ha da tempo assunto una postura molto definita e dura nei confronti di Mosca, come non si vedeva da anni. In questo senso, la sua uscita dall&#8217;Unione europea non ha fatto che incrementare questa posizione, sia con le accuse rivolte dal governo alla Russia di aver influito sulla <strong>Brexit</strong> e sul processo democratico nel Regno, sia con un rafforzamento dell&#8217;asse con <strong>Washington</strong> nei numerosi fronti caldi che vedono gli Stati Uniti contrapporsi alla potenza russa. Non c&#8217;è un ambito in cui la politica estera di Londra converga in qualche modo con quella di Mosca, dimostrando di avere idee quasi diametralmente opposte nonché interessi assolutamente contrapposti. E negli ultimi mesi, l&#8217;ascesa di Londra nel comando delle truppe <strong>Nato</strong> in Europa orientale dimostra quanto possa essere netta l&#8217;opposizione della Gran Bretagna a ogni tipo di politica o influenza della Russia nel Vecchio Continente. </p>
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		<title>Gli Iskander russi in Armenia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/gli-iskander-russi-in-armenia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 16:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Iskander]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="926" height="612" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia.jpg 926w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 926px) 100vw, 926px" /></p>
<p>Da Yerevan – Il 21 settembre la capitale Yerevan, invasa di una folla festante e bandiere, ha celebrato 25 anni di indipendenza dall’URSS con una serie di eventi. Lo ha fatto fra musiche e danze, armi e soldati, fuochi artificiali e fontane colorate, in un allegro caleidoscopio che ha animato per l’intera giornata le vie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/gli-iskander-russi-in-armenia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="926" height="612" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia.jpg 926w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/Armenia-768x508.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 926px) 100vw, 926px" /></p><p><strong>Da Yerevan</strong> – Il 21 settembre la capitale Yerevan, invasa di una folla festante e bandiere, ha celebrato 25 anni di indipendenza dall’URSS con una serie di eventi. Lo ha fatto fra musiche e danze, armi e soldati, fuochi artificiali e fontane colorate, in un allegro caleidoscopio che ha animato per l’intera giornata le vie e le piazze del centro. Nonostante il clima sereno, a dominare la scena è stata la<strong> parata militare del mattino</strong>, a cui hanno preso parte le maggiori autorità dello Stato e della Chiesa. Lo spettro onnipresente del conflitto con l’Azerbaigian – nato per il controllo della regione del <strong>Nagorno-Karabakh</strong> – non scompare neanche in questo giorno di festa.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;289&#8243; gal_title=&#8221;Parata Armenia&#8221;]</p>
<p>La piccola Armenia ha compiuto 25 anni, dicevamo. Un quarto di secolo di guerra ininterrotta, povertà e sangue, ma anche un tassello importante di una storia millenaria e una scommessa per il futuro. Prima nazione a convertirsi al cristianesimo all’alba del IV secolo, l’Armenia è ancor oggi uno dei Paesi più religiosi al mondo quanto al numero dei fedeli. Al contempo – come riportato da uno studio recente – è fra le repubbliche dell’ex-URSS quella dove la <strong>nostalgia dell’epoca sovietica è più alta</strong>. Contraddizioni soltanto apparenti in un Paese insieme isolato e aperto, tecnologicamente avanzato ma povero, antico ma giovane e dinamico. Un posto unico al mondo, situato alle pendici del Caucaso, da sempre crocevia di popoli, culture e religioni che i geografi arabi del medioevo chiamavano – non a caso – la “Montagna delle lingue”.</p>
<p>I soldati hanno marciato a centinaia insieme a carri armati, missili, droni e ogni tipo di armamenti per la centrale piazza della Repubblica (dove un tempo si trovava una statua dedicata a Lenin) e le vie circostanti. Impossibile dimenticare che l’Armenia, questa nazione sopravvissuta a tante invasioni e un Genocidio – quello compiuto dai turchi ottomani nel 1915 – è ancora protagonista di una guerra dimenticata. A contrapporsi all’Armenia è ancora una volta un Paese di lingua e cultura turca, l’Azerbaigian, a maggioranza musulmana, anche se perlopiù laico. Gli spettri del passato, da queste parti, si presentano in una veste insieme antica e nuova.</p>
<p>Un gran parlare si è fatto in questi giorni a Yerevan dei nuovi armamenti esibiti nella parata, e in particolare del sistema missilistico <strong>Iskander</strong> di produzione russa, vero protagonista della giornata. Ma a colpire lo spettatore – fra marce di soldati, caccia che sfrecciano in cielo, carri armati in abbondanza e bimbi che sventolano il tricolore armeno – è soprattutto l’<strong>accoglienza tiepida riservata dai cittadini alle autorità, e al presidente Sargsyan in testa</strong>. La <strong>corruzione</strong> e i continui <strong>abusi</strong> del potere stritolano una nazione aperta, avanzata e assolutamente europea per livello di cultura e intraprendenza. La popolazione è visibilmente stanca della politica e dei suoi troppi vizi. Il resto lo fa il blocco ultradecennale dei confini imposto da Turchia e Azerbaigian – il nemico antico e quello nuovo – che ha determinato la nascita di un’economia basata su monopoli, e retta da pochissime famiglie, gli oligarchi.</p>
<p>Ma anche questo non basta a piegare questa gente, avvezza da secoli a ogni genere di abusi, invasioni e persecuzioni. Persiani, romani, mongoli, turchi e russi – fra gli altri – hanno a più riprese nel corso della storia calpestato questa terra disseminata di croci, saccheggiando, uccidendo, sterminando. Ponte naturale fra Oriente e Occidente, l’Armenia è per sua definizione terra di passaggio e di guerra. Ma gli armeni nonostante tutto sono ancora qui e resistono, fieri della propria storia e cultura. Questa gente è dura, inscalfibile come le pietre in cui è scolpito il suo paesaggio.</p>
<p>Aveva colto bene questo aspetto lo scrittore armeno-americano William Saroyan, in un brano che gli armeni – soprattutto i più nazionalisti – amano ripetere: “Avanti, distruggete l’Armenia. Vediamo se ci riuscirete. Mandateli nel deserto senza pane o acqua. Distruggete le loro case e chiese. Poi vedrete se non rideranno, canteranno, e pregheranno ancora. Perché quando due o tre di loro si incontrano da qualche parte nel mondo, vedrete se non creeranno una nuova Armenia”.</p>
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