<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Greenpeace Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/greenpeace/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/greenpeace</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Apr 2019 15:20:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Greenpeace Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/greenpeace</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Trump apre l&#8217;Alaska all&#8217;Eni, che ora gioca da gigante planetario</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-apre-lalaska-alleni-ora-gioca-gigante-planetario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 07:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Alaska]]></category>
		<category><![CDATA[Artico]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/trump-apre-lalaska-alleni-ora-gioca-gigante-planetario-163107.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nella giornata del 29 novembre il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha ufficialmente concesso a Eni l&#8217;autorizzazione per avviare attività esplorative nelle acque del Mare di Beaufort. La decisione di Trump porterà la compagnia di San Donato Milanese ad essere la prima major petrolifera straniera a cui gli Stati Uniti concederanno di operare in Alaska &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-apre-lalaska-alleni-ora-gioca-gigante-planetario.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-apre-lalaska-alleni-ora-gioca-gigante-planetario.html">Trump apre l&#8217;Alaska all&#8217;Eni, che ora gioca da gigante planetario</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/OLYCOM_20171121153810_25055996-1024x680.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nella giornata del 29 novembre il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha ufficialmente concesso a Eni l&#8217;autorizzazione per avviare <a href="https://www.boem.gov/eni-ep-2017/" target="_blank">attività esplorative nelle acque del Mare di Beaufort</a>. La decisione di Trump porterà la compagnia di San Donato Milanese ad essere la prima <em>major </em>petrolifera straniera a cui gli Stati Uniti concederanno di operare in Alaska dopo lo stop imposto nel 2015 dall&#8217;amministrazione Obama alle manovre della Shell.</p>
<p>Eni potrà così espandere la sua proiezione nello Stato più settentrionale dell&#8217;Unione, ove, <a href="https://www.panorama.it/economia/aziende/eni-alaska-cosa-cambia-dopo-lok-degli-usa/" target="_blank">come riportato da </a><em><a href="https://www.panorama.it/economia/aziende/eni-alaska-cosa-cambia-dopo-lok-degli-usa/" target="_blank">Panorama</a>, </em>&#8220;già dispone di 18 pozzi di produzione sull&#8217;isola artificiale di <strong>Spy &#8211;</strong> meno di mezzo chilometro quadro unito alla terraferma da un oleodotto già  in funzione da anni &#8211; e di impianti onshore che estraggono petrolio nei territori dell&#8217;Alaska&#8221;, e di rafforzare le sue attività nell&#8217;Artico che la vendono impegnata, sul fronte europeo, nella <em>joint venture </em>col colosso norvegese Statoil nell&#8217;area di perforazione &#8220;Goliat&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;espansione delle attività di Eni in Alaska</strong></p>
<p><a href="http://www.alaskajournal.com/2017-11-21/hilcorp-boost-inlet-output-eni-preps-long-well#.Wh-zSLpFzIU" target="_blank">Come segnalato dall&#8217;</a><em>Alaska Journal</em>, che ha riportato le dichiarazioni del vicepresidente di Eni Alaska Withney Grande, il colosso petrolifero italiano inizierà entro il 31 dicembre le sue attività nelle acque artiche dello Stato. L&#8217;espansione offshore sarà condotta dal punto di estrazione Nikaitchuq di Oliktok Point su un&#8217;estensione marittima di oltre 6,5 miglia e, in caso di successo, sarà seguita da un&#8217;ulteriore attività nel prossimo inverno, con l&#8217;obiettivo dichiarato di raddoppiare la quota di riserve petrolifere stimate per il sito di Nikaitchuq, attualmente pari a 180 milioni di barili.</p>

<p><a href="https://www.voanews.com/a/trump-administration-permits-eni-to-drill-for-oil-off-alaska-/4141344.html" target="_blank">Le mosse di Eni potrebbero ricevere un ulteriore incentivo </a>se il Senato di Washington promuoverà il decreto legislativo istituito da Trump, denominato America-First Offshore Energy Strategy, che mira a offrire una completa protezione legale all&#8217;attività delle compagnie petrolifere nelle acque federali e che ha attirato numerose critiche da parte delle organizzazioni ambientaliste.</p>
<p>Greenpeace, in particolare, si è dichiarata preoccupata per l&#8217;autorizzazione accordata a Eni. Luca Pagni di <em>Repubblica </em><a href="http://www.repubblica.it/economia/finanza/2017/11/29/news/eni_trump_da_il_via_libera_alla_trivellazioni_in_alaska-182552939/" target="_blank">ha riportato le dichiarazioni dell&#8217;organizzazione</a>: &#8220;Questa è una decisione inaspettata. visto che non c&#8217;è nulla di responsabile nell&#8217;incoraggiare l&#8217;estrazione di quel petrolio che sta causando lo scioglimento dell&#8217;Artico, per di più in condizione estreme e rischiose. Tra l&#8217;altro &#8211; conclude &#8211; è altamente improbabile che da questi nuovi pozzi si possa produrre petrolio in breve tempo&#8221;.</p>
<p> <strong>La proiezione planetaria di Eni</strong></p>
<p>L&#8217;apertura di Trump alle esplorazioni di Eni in Alaska sancisce un nuovo passo in avanti per la compagnia guidata da Claudio Descalzi e partecipata dal Ministero del Tesoro, che nel 2016 ha fatto registrare 55,762 miliardi di euro di fatturato e 1,457 miliardi di utili.</p>

<p>Eni si sta dimostrando sempre di più un importante <em>player </em>petrolifero di livello mondiale, capace di rivaleggiare con compagnie dotate di maggiori mezzi economici e finanziari grazie a un attento processo di selezione degli obiettivi di investimento: mentre a Washington Trump concedeva a Eni la possibilità di operare in Alaska, dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano Atlantico Paolo Gentiloni le apriva le porte del sito di Cabinda North, in Angola, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-11-27/italia-angola-gentiloni-firmati-due-accordi-eni-sonangol-125246.shtml?uuid=AEAlwrID" target="_blank">a seguito di un accordo con il presidente del Paese africano Joao Lourenco</a>. </p>
<p>La proiezione strategica di Eni, determinante della politica energetica del nostro Paese, risolta inoltre incentivata da iniziative come la partnership con ExxonMobil <a href="https://www.eni.com/enipedia/en_IT/international-presence/africa/enis-activities-in-mozambique.page" target="_blank">per le esplorazioni offshore in Mozambico </a>e dalle rilevanti licenze <a href="http://expovalve.it/tre-nuove-aree-eni-messico/" target="_blank">concesse all&#8217;azienda da parte del governo messicano</a>. Iniziative e progetti che testimoniano la dinamicità di Eni e la sua capacità di essere all&#8217;avanguardia nel mercato petrolifero mondiale in tutti i più delicati scenari planetari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-apre-lalaska-alleni-ora-gioca-gigante-planetario.html">Trump apre l&#8217;Alaska all&#8217;Eni, che ora gioca da gigante planetario</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra contro l&#8217;Amazzonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-guerra-lamazzonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 12:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Total]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/la-guerra-lamazzonia-158993.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1234" height="913" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia.jpg 1234w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-1024x758.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1234px) 100vw, 1234px" /></p>
<p>L’Amazzonia è un paradiso che non cessa di sorprendere e l’ultima notizia arriva proprio dal Rio delle Amazzoni, il fiume simbolo di questa porzione di mondo che, da sola, contiene le riserve acquee più grandi del pianeta. Laddove il fiume incontra l’Oceano Atlantico un&#8217;équipe di biologi dell’Università di San Paolo del Brasile ha infatti scoperto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-guerra-lamazzonia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-guerra-lamazzonia.html">La guerra contro l&#8217;Amazzonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1234" height="913" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia.jpg 1234w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/Giochi_di_luce_in_Amazzonia-1024x758.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1234px) 100vw, 1234px" /></p><p>L’<strong>Amazzonia</strong> è un paradiso che non cessa di sorprendere e l’ultima notizia arriva proprio dal Rio delle Amazzoni, il fiume simbolo di questa porzione di mondo che, da sola, contiene le riserve acquee più grandi del pianeta. Laddove il fiume incontra l’Oceano Atlantico un&#8217;<em>équipe</em> di biologi dell’Università di San Paolo del Brasile ha infatti scoperto una vera e propria barriera corallina, fatto assolutamente rivoluzionario nelle conoscenze biologiche attuali. Perché questa barriera di coralli &#8211; oltre a racchiudere un ecosistema perfetto a causa delle sue caratteristiche e dimensioni &#8211; è apparsa subito come un bioma, cioè una vera e propria porzione di biosfera con un’estensione notevole, dal Brasile fino alla Guyana. E così, dentro i sette milioni di chilometri quadrati che costituiscono le dimensioni della foresta amazzonica, la scienza ha fatto un altro passo avanti.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OrkZVpRrGos" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>“Finora il mondo scientifico sapeva che le barriere coralline hanno bisogno di molta luce, poco sedimento, acqua salata, insomma di questi presupposti &#8211; spiega il geologo Michel Mahiques della USP, l&#8217;Università di San Paolo – e, invece, per la prima volta ci siamo trovati di fronte ad un bioma, una struttura che contraddice tutto questo. Realmente si rompe un paradigma della scienza”.Un evento rivoluzionario, insomma, che però ha subito attirato l’attenzione anche delle multinazionali del <strong>petrolio</strong> con in testa la <strong>Total</strong>, che sono pronte ad esplorare e trivellare. Tanto da destare l’allerta di <strong><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/La-barriera-corallina-amazzonica-un-tesoro-appena-scoperto-gia-in-pericolo/" target="_blank">Greenpeace </a></em></strong>che, proprio nei prossimi giorni, organizzerà una spedizione sul posto per denunciare al mondo l’assurdità dell’iniziativa. Ma le trivellazioni in prossimità della prima barriera corallina al mondo di tipo fluviale non sono che la punta di un iceberg.Nonostante l’importanza riconosciuta a parole in tutto il mondo dell’Amazzonia poco si fa infatti per preservarla e molto, invece, per distruggerla. Come dimostra la riforma del Codice forestale &#8211; votata e sostenuta a piene mani dal governo di Dilma Vana Rousseff nel 2012 &#8211; ma strutturata in modo da favorire proprio le <strong>lobby</strong> che bisognerebbe invece limitare, ovvero quelle dell’agroindustria e dell’allevamento, le quali il più delle volte hanno fatto del disboscamento illegale il loro mantra. Con una punta di assurdità che ha visto quel governo amnistiare tutti i reati di questo tipo perpetrati fino al 2008.I dati dal canto loro fotografano una realtà sempre più allarmante, nonostante tutti gli sforzi di marketing politico dei verde-oro. Tra il 2015 e il 2016, solo in Amazzonia, si sono persi ottomila chilometri quadrati e si è registrato un aumento del disboscamento illegale del 30% rispetto all&#8217;anno precedente. Una cifra enorme se si considera la brevità di tempo in cui si è verificato tale disboscamento anche se non deve stupire considerando che, proprio in quel periodo, ministro dell’Agricoltura di Dilma era stata Kátia Abreu, già vincitrice del premio “motosega d’oro” assegnatole da Greanpeace nel 2009, quando la sopramenzionata era “solo” una latifondista senatrice del Tocantins.Per non parlare poi dell’aumento di progetti di costruzione di impianti idroelettrici contro i quali sono scesi in campo star internazionali, come il musicista <strong>Sting</strong>. E se la centrale di Belo Monte ha catalizzato per anni l’attenzione dei media di mezzo mondo, adesso la stessa è rivolta a São Luiz do Tapajos – sempre nel Pará, immenso stato (l’equivalente delle nostre regioni, <em>ndr</em>) amazzonico grande oltre quattro volte l’Italia. Più precisamente dove, secondo gli ambientalisti, l’impatto di un’altra mega-idroelettrica sarebbe devastante, tanto che gli indios del posto, spaventatissimi, si dicono pronti a tutto pur di impedirne la costruzione. “Quello che il governo sta facendo è molto chiaro. Significa che vuole la guerra &#8211; ha dichiarato il capo del villaggio Juarez Munduruku &#8211; non siamo noi che la vogliamo, è il governo che vuole la guerra contro di noi”.Una protesta, quella contro l’idroelettrica di São Luiz do Tapajos, che si sta spostando adesso sugli scranni del potere in quel di Brasilia e nelle strade di San Paolo per amplificare il grido di dolore degli indios. Ma a rimetterci nell&#8217;insieme, se si continua di questo passo, non saranno solo i locali bensì tutto il pianeta, che all&#8217;Amazzonia deve la sorgente della sua vita e la promessa di un futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-guerra-lamazzonia.html">La guerra contro l&#8217;Amazzonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/137 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-11-07 03:12:50 by W3 Total Cache
-->