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	<title>flotta Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Nov 2024 06:37:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>flotta Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[flotta]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme flotta da pesca cinese sta ponendo le basi per quella che il Wall Street Journal ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle Zone Economiche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-punta-alle-acque-del-peru-e-preoccupa-gli-usa.html">La Cina punta alle acque del Perù e preoccupa gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1025" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-768x410.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9706717-e1564328259842-1024x547.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una enorme <strong>flotta da pesca cinese</strong> sta ponendo le basi per quella che il <em>Wall Street Journal</em> ha definito come &#8220;una battaglia tra Davide contro Golia&#8221;al largo delle coste peruviane. Così, uno dei fondali più pescosi del mondo rischia di cadere sotto la pressione di Pechino, che ha già molti contenziosi aperti nelle <strong>Zone Economiche Esclusive</strong> del Mar Cinese Meridionale che, almeno sulla carta, appartengono ad altre potenze bagnate dalle acque del <strong>Pacifico</strong>.</p>



<p>Pechino non nasconde le proprie mire espansionistiche da potenza ascendente. Per questo immagina le sue flotte, siano esse composte da navi mercantili o militari, in acque lontane. Ovunque esse possano trovare il loro spazio, e possano imporsi per alimentare gli interessi del <em>Dragone</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spinta di una super potenza marittima</strong></h2>



<p>È questo il caso della flotta composta da migliaia di navi da pesca sovvenzionate dal governo centrale di Pechino,che secondo il Wsj rappresenta una &#8220;spinta cruciale&#8221; per diventare una &#8220;superpotenza marittima&#8221;, fornendo milioni di posti di lavoro e sfamando i suoi 1,4 miliardi di persone nella <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>.</p>



<p>Il risvolto della medaglia, tuttavia, sono i gravi problemi inflitti all&#8217;economia del Perù e ancora prima alla <strong>comunità di pescatori peruviani</strong> che stanno riscontrando gradi difficoltà ad accedere a una delle zone di pesca più ricche del mondo.. Per loro metà &#8220;<em>naturale</em>&#8220;. Secondo quanto riportato, infatti, la presenza di centinaia di gigantesche navi da pesca cinesi impegnate al bordo delle acque nazionali del Perù sta colpendo duramente gli interessi dell&#8217;industria ittica peruviana. Segnando un -70% della pesca dei calamari: &#8220;<em>il risultato della pesca su scala industriale che le aziende cinesi hanno portato in mari normalmente praticati da singoli individui su piccole imbarcazioni</em>&#8220;.</p>



<p>Un &#8220;<em>saccheggio è terribile</em>&#8221; secondo i piccoli pescatori locali che reclamano disgrazia difronte all flotta di Pechino che pesca giorno e notte avvalendosi delle sue maggiori capacità logistiche. Tratteggiando sulle carte nautiche il prossimo capitolo di <strong>tensioni internazionali </strong>che coinvolgono una flotta cinese inviata d&#8217;oltremare in quella che anche gli Stati Uniti considerano una &#8220;<em>concorrenza sleale</em>&#8220;. Secondo Washington, le navi cinesi praticano una &#8220;<em>pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata</em>&#8221; che ha superato &#8220;<em>la pirateria</em>&#8221; e rappresenta <strong>una minaccia globale alla sicurezza marittima</strong>.</p>



<p>Ma la presenza di navi da pesca cinesi al largo del Perù non è un elemento nuovo. Come riportato da vecchi report, la prima flotta cinese di <strong>22 navi</strong> arrivò al largo della costa occidentale del Sud America già nel <strong>2001</strong>. Secondo la <em>South Pacific Regional Fisheries Management Organization</em>, la flotta cinese ha pescato<strong> 17.700 tonnellate</strong> di calamari. Oggi la flotta da pesca cinese che opera al largo delle coste occidentali del Sud America conta <strong>500 navi</strong> per un totale di circa<strong> 500.000 tonnellate</strong> di calamari pescati. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.</p>



<p>Secondo quanto<a href="https://www.wsj.com/world/asia/chinas-massive-fishing-fleet-overwhelms-locals-in-david-and-goliath-battle-a2b64ea6"> riportato</a> da fonti locali e da quanto si può rilevare dalle immagini satellitari, la flotta di navi da pesca cinesi che staziona al largo del Perù inizia a somigliare a una sorta di &#8220;<strong>città galleggiante</strong>&#8221; che si stabilisce per &#8220;<em>gran parte dell&#8217;anno</em>&#8221; appena fuori dalle <strong>200 miglia nautiche</strong> che fanno parte del territorio marittimo peruviano. Questo garantisce una presenza continua, con un avvicendamento che designa determinate unità navali a centri di logistica. Una nave, per esempio, è adibita a &#8220;nave ospedale&#8221;. Forse in attesa dell&#8217;inaugurazione del<strong> megaporto</strong> che il leader cinese <strong>Xi Jinping</strong> inaugurerà in Perù proprio questo novembre.</p>



<p>Stiamo parlando dell&#8217;infrastruttura portuale di<strong>&nbsp;Chancay</strong>, poco a nord di Lima, dove la società statale cinese di spedizioni e logistica<strong> Cosco</strong> possiede il 60% a fronte del 40% posseduto dalla&nbsp;compagnia mineraria peruviana<strong> Volcan</strong>. In questo porto si pensa attraccheranno alcune delle navi mercantili&nbsp;<strong>più grandi del mondo</strong>, rendendo il Perù uno dei principali&nbsp;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-della-seta-sul-mare-la-rete-dei-porti-con-cui-la-cina-cambia-il-commercio-globale.html">hub marittimi del Pacifico</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;Asia al Sud America per &#8220;forza</strong>&#8220;</h2>



<p>La pesca eccessiva in Asia ha spinto le navi cinesi sempre più lontano da casa mentre Pechino ha sempre sostenuto che lo <strong>sviluppo della sua flotta</strong> da pesca è un punto fondamentale per salvaguardare i diritti marittimi della Cina. E a questo punto aggiungeremmo anche i suoi interessi particolari. </p>



<p>Per parte sua il ministero degli Esteri cinese ha affermato che &#8220;<em>la flotta cinese non è responsabile della diminuzione delle catture di calamari</em>&#8220;, osservando come il governo peruviano abbia attribuito in precedenza la diminuzione di questa specie &#8220;alle temperature oceaniche variabili&#8221;. Secondo il ministero degli Esteri cinese  Pechino &#8220;<em>ha sempre rispettato la zona marittima del Perù, si attiene rigorosamente alle regole per la pesca in acque internazionali e monitora la posizione delle flotte in acque lontane</em>&#8220;. </p>



<p>Resta da analizzare il motivo per cui nelle zone in cui hanno debuttato le flotte da pesca cinesi, ad esempio quella del Ghana, si stiano lentamente esaurendo quei &#8220;<em>piccoli pesci simili a sardine, vitali per le comunità costiere</em>&#8220;, e come nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong> le navi cinesi per la pesca del tonno siano state &#8220;<em>accusate di lavoro forzato e di shark finning&#8221;.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mire della Cina sulle infrastrutture del Perù </strong></h2>



<p>Sarebbe quasi inutile aggiungere come le mire cinesi in Perù stiano preoccupando gli Stati Uniti, che guardano alla Cina come il principale avversario del futuro sul piano commerciale e, di conseguenza, su quello militare. L&#8217;attenzione di Washington è stata attirata dagli <strong>investimenti di Pechino</strong> in Perù, da quando il governo peruviano ha concesso a Pechino il controllo della società che fornisce <strong>energia elettrica</strong> alla capitale peruviana e del succitato nuovo megaporto sulla costa del Pacifico.</p>



<p>Il<a href="https://www.ft.com/content/2c77be69-60d7-4d5c-a0c6-c7978bde3888">&nbsp;Financial Times&nbsp;</a> ha riportato le preoccupazioni dei funzionari statunitensi che stanno monitorando la faccenda sottolineando le preoccupazioni riguardanti &#8220;<em>le capacità del governo di Lima di <strong>non saper riconoscere vantaggi e svantaggi</strong> nel fare affari con la Cina</em>&#8220;.&nbsp;Una realtà nota che si è verificata anche nel nostro Paese. Sempre in collegamento ai nuovi progetti incentrati sulle<a href="https://it.insideover.com/economia/il-porto-di-trieste-al-bivio-tra-via-del-cotone-e-via-della-seta.html"> nuove rotte commerciali</a>.</p>
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		<title>Odessa, l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/odessa-lultimo-baluardo-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
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		<category><![CDATA[mar nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-600x432.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-1024x736.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408105921738_dc70f780edc14e6c99d483462d713ba8-768x552.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Odessa, il grande porto sul Mar Nero, è riuscita a respingere la flotta russa. Ma il Cremlino insiste, sa che senza conquistare la città non potrà vincere la guerra. </p>
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<p>Qual è il punto in cui, una volta piantata la bandiera, l’Ucraina o la Russia potrà dire di aver vinto la guerra? Per l’Ucraina è molto difficile dirlo, perché il presidente <strong>Zelensky</strong> e i suoi, nel periodo in cui la Russia sembrava in grossa difficoltà, hanno alzato di molto l’asticella: l’obiettivo dichiarato è tornare ai confini del 1991 (cioè riconquistare tutti i territori perduti, Crimea compresa), tanto da aver firmato, nell’ottobre del 2022, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/10/04/zelensky-firma-decreto-impossibile-negoziare-con-russia_9afaf20b-d15f-460a-a9c4-b964de098b2b.html">un decreto che di fatto vieta qualunque negoziato</a> finché alla presidenza della Russia ci sarà <strong>Vladimir Putin</strong>. Un obiettivo che, onestamente, pare irraggiungibile.</p>



<p>Un po’ più facile cercare quel punto per quanto riguarda la Russia. Noi non abbiamo mai creduto alla sciocchezza, pur molto ripetuta, secondo cui la Russia voleva/vuole prendersi l’Ucraina intera, e siamo sempre stati convinti che l’obiettivo vero dell’invasione fosse e sia <strong>prendersi tutta la fascia Est dell’Ucraina (Crimea ovviamente compresa), da Nord a Sud</strong>, privando così l’Ucraina di qualunque sbocco al mare, raggiungendo via terra la Transnistria, gettando un’ombra pesantissima sulla Moldavia e, di fatto, trasformando il Mar Nero in un comodo condominio con la Turchia, dopo aver ridotto il Mare di Azov a una specie di lago interno. In altre parole, ricreare quella <strong>Novorossija (Nuova Russia)</strong> che alla fine del Settecento scrisse un capitolo fondamentale dell’espansionismo russo verso i mari caldi, guidato dalle ambizioni di una grande imperatrice</p>



<p>Basta osservare una cartina per capire quale impatto geopolitico avrebbe la riuscita di un simile piano. Ma è altrettanto facile capire che, dopo oltre due anni di guerra, alla riuscita manca tuttora uno snodo di decisiva importanza: <strong>Odessa</strong>, fino a prima della guerra la quarta città dell&#8217;Ucraina con il suo milione di abitanti. Fondata nel 1794 dall’imperatrice di cui sopra, <strong>Caterina la Grande</strong>, la città ha una caratteristica impronta mediterranea dovuta, anche, al contributo offerto da numerosi italiani. Dal napoletano <strong>Giuseppe de Ribas</strong>, considerato uno dei veri artefici della nascita della città (sul luogo ove prima sorgeva un villaggio tataro) agli architetti <strong>Francesco Boffo</strong> (che realizzò la Scalinata Potjomkin, quella resa famosa del film di Ejzenstein) e <strong>Francesco Frapolli</strong> (il Teatro dell’Opera, Chiesa Troickaja). Qui si esibirono <strong>Ernesto Rossi ed Eleonora Duse</strong>, qui&nbsp;&nbsp;il musicista <strong>Eduardo di Capua</strong> e il poeta <strong>Giovanni Capurro</strong> composero&nbsp;<em>‘O sole mio</em>.&nbsp;</p>



<p>Proprio le vicende della statua di Caterina, che campeggiava nel centro della città, raccontano l’evoluzione contemporanea della città meglio di tanti trattati. Eretto nel 1900 a ricordo della sovrana fondatrice, il monumento fu smantellato nel 1920 dai bolscevichi, per essere ricostruito nel 2007. In quell’epoca, in Ucraina, fu considerato quasi un affronto: <strong>Viktor Jushchenko</strong> era diventato presidente nel 2004 sull’onda della Rivoluzione Arancione e con una piattaforma politica pro-Occidente e la ricomparsa della sovrana russa pareva addirittura una scelta di campo filorussa. Persino dopo il 2014, cioè dopo l’Euromaidan, la ribellione delle Repubbliche filo-russe del Donbass e la riannessione della Crimea alla Russia, i monumenti e la toponomastica associati alla Russia zarista non furono toccati. Cosa che invece è avvenuta nel maggio del 2023, <a href="https://www.rainews.it/video/2022/12/ucraina-rimossa-la-statua-di-caterina-la-grande-a-odessa-70326b78-a327-42e7-959d-3dc03803f7ad.html#:~:text=La%20statua%20di%20Caterina%20II,simboleggiano%20il%20passato%20imperiale%20russo.">quando il monumento fu rimosso</a> e i nomi di piazze e strade cambiati, a testimonianza di quanto brutalmente l’invasione russa abbia spezzato il legame che da sempre resisteva tra la città e la sua lontana origine russa.</p>



<p>Quel che più conta oggi, però, è quel che si diceva prima: <strong>senza prendere Odessa, la Russia non potrà mai dire di aver vinto.</strong> La chiave della resistenza della città, finora, è stato l’uso sapiente dei droni marini e aerei e dei missili da parte degli ucraini. Non si può prendere un porto senza disporre liberamente di una flotta. E la Flotta russa del Mar Nero è stata letteralmente decimata dai colpi sparati dall’Ucraina. Su 80 mezzi navali russi dispiegati in queste acque, gli ucraini ne avrebbero (le cifre esatte non si conoscono) affondati 25 e altri 15 avrebbero subito danni tali da costringerli a rientrare in porto per le riparazioni. <strong>Il caso più clamoroso è stato quello dell’incrociatore “Moskva”</strong>, 500 uomini di equipaggio, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/missile-o-incendio-perdita-dell-incrociatore-moskva-e-pesante-la-russia-AELe46RB">colpito e affondato da tre missili ucraini</a> il 13 aprile del 2022. Se si pensa che ancora nel 2016 il presidente turco Erdogan invitava la Nato, di cui la Turchia è Paese membro, a interessarsi di più del Mar Nero, a suo dire diventato “un lago russo”…</p>



<p>È ovvio che ai risultati ottenuti dagli artiglieri ucraini molto hanno contribuito le informazioni fornite dall’<em>intelligence</em>&nbsp;occidentale, in particolare con gli aerei e i droni (soprattutto l’MQ-9 Reaper degli Usa, uno dei quali è stato abbattuto da una caccia russo nel marzo del 2023) che sorvolano quasi senza sosta il Mar Nero. Resta però il fatto che gli ammiragli russi non sono riusciti a risolvere il rebus posto dalla combinazione di ricognitori e armi a lungo raggio impiegati dagli ucraini e dai loro alleati occidentali e <strong>hanno dovuto ritirarsi verso Est, allentando così la minaccia su Odessa</strong>. A testimonianza delle difficoltà, gli ormai numerosi avvicendamenti nei posti di comando. L’ultimo di pochi giorni fa, quando&nbsp;il vice ammiraglio <strong>Sergej Pinchuk</strong> è diventato il nuovo comandante della Flotta del Mar Nero.</p>



<p>Per stroncare la resistenza della città i russi hanno tentato diverse tattiche. Prima hanno bombardato le infrastrutture deputate allo stivaggio e alla spedizione della produzione cerealicola, una delle poche risorse rimaste all’export ucraino. Poi, però, con la collaborazione degli altri Paesi d’Europa e della Turchia (grande consumatrice di grano ucraino), Kiev è riuscita a trovare nuove rotte, lungo il Danubio ma anche nel Mar Nero, di nuovo grazie al fatto che le navi russe non potevano avvicinarsi più di tanto.</p>



<p>Ma i russi sanno benissimo che senza Odessa non sarà vera vittoria. In più, sono guerrieri pazienti, grandi incassatori, disposti a imparare dalle sconfitte. Così negli ultimi mesi hanno ricominciato a martellare Odessa ma con sistemi diversi: sciami di droni impegnano la contraerea ucraina, poi arrivano i missili <strong>lanciati da lunga distanza dai cacciabombardieri oppure dai due sottomarini </strong>che hanno cominciato a incrociare nelle acque davanti alla città. È stato uno di questi missili a esplodere, il 7 marzo, a breve distanza dal corteo di auto del presidente Zelensky, in visita alla città insieme con <strong>il premier greco Mitsotakis.</strong>&nbsp;</p>



<p>Il fatto che la cattura di Odessa sia indispensabile ai progetti russi e che la città continui a resistere, tra l’altro, contribuiscono a renderci pessimisti sulle prospettive di un negoziato. Il Cremlino non rinuncerà facilmente. Non fino a quando penserà di potercela fare. O, più difficilmente, quando ammetterà di essere stato sconfitto.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/odessa-lultimo-baluardo-dellucraina.html">Odessa, l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Odessa nel mirino: se non cade, l&#8217;invasione russa fallisce</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/odessa-nel-mirino-se-non-cade-linvasione-russa-fallisce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 16:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1023" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma.jpg 1023w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>Perché i russi si accaniscono contro Odessa? Perché il porto nel sud dell'Ucraina è decisivo per la riuscita della loro invasione. Ecco come.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/odessa-nel-mirino-se-non-cade-linvasione-russa-fallisce.html">Odessa nel mirino: se non cade, l&#8217;invasione russa fallisce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1023" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma.jpg 1023w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/federfarma-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>Due missili russi su un quartiere residenziale di Odessa. Tra i due ordigni giusto il lasso di tempo per far arrivare sul posto i primi soccorsi, in modo da mietere ulteriori vittime. Il primo bilancio, nel momento in cui scriviamo, è di<strong> 14 morti e 46 feriti, </strong>certo destinato ad aggravarsi. Quello di oggi è stato un attacco particolarmente crudele, forse anche una risposta alle incursioni in territorio russo dei cosiddetti &#8220;partigiani russi&#8221;. Ma il bombardamento di Odessa, da quando le truppe russe hanno ripreso l&#8217;iniziativa più a Nord, è diventato una costante. Solo il 5 marzo, per esempio, <strong>22 droni russi avevano puntato la città</strong>, venendo peraltro in gran parte distrutti. Il 2 marzo erano arrivati altri 8 droni e i morti erano stati sette.</p>



<p>Perché la Russia si accanisce così tanto contro questa città? Per capirlo bisogna provare a definire quali siano gli obiettivi reali che la Russia voleva e vuole ottenere con l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina. La maggior parte dei politici europei e dei commentatori ritiene che il Cremlino voglia prendersi l&#8217;Ucraina. Tutta. E porta a riprova di questo l&#8217;attacco verso Kiev organizzato dalle forze armate russe nei primi giorni dell&#8217;invasione. La realtà, secondo noi, è ben diversa.<strong> Come <a href="https://letteradamosca.eu/2024/02/16/invasione-russa-quattro-verita/">gli esperti hanno abbondantemente spiegato</a>, i russi,</strong> in vista del 24 febbraio 2022, avevano preparato tra i 120 e i 150 mila uomini, conducendo poi l&#8217;assalto con &#8220;soli&#8221; 60 mila uomini (un terzo degli effettivi dell&#8217;esercito ucraino). Di questi, a poche decine di chilometri da Kiev era arrivata una piccola avanguardia, del tutto inadeguata a prendere una città come Kiev, con 3,5 milioni di abitanti, dove le autorità avevano distribuito armi a tutto spiano.</p>



<p>Non solo. L&#8217;Ucraina è vasta 603 mila chilometri quadrati e aveva, due anni fa, una quarantina di milioni di abitanti. Se anche i russi avessero riversato nel Paese l&#8217;intero corpo d&#8217;invasione (120-150 mila uomini come si diceva) non avrebbero potuto pensare di occupare una simile estensione e controllare così tante persine. per dare un&#8217;idea: nel 2003, quando invasero l&#8217;Iraq (438 mila chilometri quadrati, 27 milioni di abitanti e un esercitano paragonabile a quello ucraino), gli americani mobilitarono 150 mila uomini con 45 mila britannici e 70 mila curdi.</p>



<p>Cosa cercavano allora i russi a Kiev? Secondo noi, la l<strong>oro idea era di dare una spallata nella speranza che Zelensky e i suoi si dessero alla fuga,</strong> lasciando così il Paese in balìa del vuoto istituzionale. Onore al merito, Zelensky (sollecitato alla fuga anche degli Usa, che volevano portarlo in Polonia o almeno a L&#8217;viv) decise invece di restare e guidare la resistenza degli ucraini. </p>



<p>Il vero piano di conquista dei russi, quindi, è un altro. Si chiama Novorossija. Ovvero: radunare sotto il proprio controllo, e poi annettere alla Russia, tutto l&#8217;Est ucraino, da Nord a Sud, dalla regione di Luhansk alla <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/transnistria-se-putin-apre-il-secondo-fronte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transnistria filorussa</a></strong> e separatista dalla Moldavia, smembrando l&#8217;Ucraina, privandola degli accessi a Mar Nero e trasformando questo mare in un dominio da dividere, di fatto solo con la Turchia. Sono, quelli della cosiddetta Novorossija, i territori che Vladimir Putin ha più volte dichiarato &#8220;territori storici della Russia&#8221;, parti di Russia che le vicende storiche e politiche hanno poi, casualmente dal suo punto di vista, assegnato all&#8217;Ucraina.</p>



<p>E con questo torniamo a Odessa. Per realizzare il progetto, almeno in questo momento, al Cremlino manca solo un tassello, però decisivo: Odessa, appunto. Il grande porto che, con il suo milione di abitanti, è la quarta città più popolosa dell&#8217;Ucraina dopo <strong>Kiev, Kar&#8217;kiv e Dnipro</strong>. Se un vero e proprio assalto alla città non è ancora avvenuto, questo è dovuto a due fattori. Il primo è che i russi non hanno ancora trovato le giuste contromisure ai <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/dalla-guerriglia-di-kiev-al-blitz-in-crimea-ecco-cose-rimasto-della-flotta-russa-del-mar-nero.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">droni marini e ai missili a lunga gittata con cui gli ucraini hanno decimato la flotta del Mar Nero.</a></strong> E prendere un porto senza le navi non è possibile. La seconda è che, al momento, i russi sono impegnati ad avanzare nella regione di Donetsk e a rafforzarsi più a Nord, approfittando delle difficoltà degli ucraini e della stasi negli aiuti Usa a Kiev. Così, per il momento, <strong>Odessa è bombardata di continuo, </strong>per fiaccare il morale degli abitanti e saggiare le sue difese. E soprattutto non facciamoci illusioni: i russi non molleranno e le sofferenze della città, con ogni probabilità, sono solo all&#8217;inizio.    </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/odessa-nel-mirino-se-non-cade-linvasione-russa-fallisce.html">Odessa nel mirino: se non cade, l&#8217;invasione russa fallisce</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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