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	<title>Flotta russa Archives - InsideOver</title>
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	<title>Flotta russa Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;avaria di un sottomarino Kilo II e le strategie della flotta russa per restare nel Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 23:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[classe Kilo]]></category>
		<category><![CDATA[Flotta russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia marina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-768x298.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-1024x397.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo sottomarino russo classe Kilo presente nel Mediterraneo ha avuto una grave avaria mentre stava dirigendosi verso Gibilterra</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lavaria-di-un-sottomarino-kilo-ii-e-le-strategie-della-flotta-russa-per-restare-nel-mediterraneo.html">L&#8217;avaria di un sottomarino Kilo II e le strategie della flotta russa per restare nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia marina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-768x298.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Sottomarino-russo-La-Presse-e1568355180348-1024x397.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><br><br><br>Secondo quanto racconta il canale Telegram russo <em>VChK-OGPU</em>, un sottomarino <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sottomarino-russo-avvistato-nel-canale-della-manica-diretto-nel-baltico.html">classe Kilo II</a></strong> (o Kilo migliorata) appartenente alla Flotta del Mar Nero, il “Novorossijsk”, ha subito una <strong>grave avaria</strong> mentre era in navigazione per uscire dal Mediterraneo. A causa di danni al sistema di alimentazione il carburante si sarebbe diffuso direttamente nella sentina. Viene riportato che a bordo non ci sarebbero pezzi di ricambio per le riparazioni, né specialisti qualificati in grado di effettuarle, pertanto, dato che l&#8217;accumulo di carburante rappresenta un fattore di rischio esplosione elevato, a quanto risulta sarebbe stata presa la decisione di scaricare il carburante in mare.</p>



<p>Da quanto sappiamo da fonti OSINT il battello ha attraversato lo Stretto di Gibilterra (in emersione) il <strong>26 settembre</strong>, per dirigersi verso i porti russi del Nord. Il “Novorossijsk” era l&#8217;unico sottomarino che Mosca avesse ancora nel Mediterraneo, e in questo momento si può affermare che non esista più una flotta russa presente nella regione. <a href="https://www.itamilradar.com/2025/09/24/russian-navy-continues-its-withdrawal-from-the-mediterranean/">Attualmente</a>, infatti, a parte la petroliera “Kola” che opera nel Mare di Alboran, l&#8217;unica nave da guerra russa rimasta è la corvetta della classe Steregushchy “Boiky”, che è rientrata nel Mediterraneo pochi giorni fa per scortare la nave cargo “Sparta IV” nel suo viaggio verso Est, molto probabilmente diretta al porto siriano di <strong>Tartus</strong>.</p>



<p>All&#8217;inizio della guerra in Ucraina, nel Mediterraneo la Flotta Russa del Mar Nero schierava <strong>10 unità da guerra</strong>, tra cui due sottomarini e due incrociatori – il &#8220;Marshal Ustinov&#8221; e il &#8220;Varyag&#8221; della classe Slava, o Atlant per i russi – insieme ai loro Gruppi d&#8217;Azione di Superficie. <strong>Da allora, si è assistito a un lento ma costante ritiro dalla regione</strong>, prima da parte delle principali unità da combattimento di superficie e poi delle restanti navi, lasciando il Mediterraneo privo di una presenza russa significativa a causa della mancanza di una base operativa permanente, ovvero quella siriana di Tartus, nonostante il ritiro fosse già iniziato prima ancora della perdita dell&#8217;unico scalo russo nel Mare Nostrum. Oggi, con una sola unità minore ancora in mare, si può affermare a tutti gli effetti che <strong>la minaccia rappresentata da una forza navale russa nel Mediterraneo non esiste più</strong>, almeno per ora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per Mosca obiettivo Libia e Sudan</h2>



<p>La perdita della possibilità di appoggiarsi in Siria, dato il recente cambio di regime a Damasco, ha levato un importante <strong>punto di appoggio tecnico</strong> per le unità della Flotta del Mar Nero presenti nel Mediterraneo, restate così imbottigliate in un mare diventato di difficile praticabilità a causa dell&#8217;impossibilità di attraversare gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli e della lontananza dei porti russi della Flotta del Nord e del Baltico. La Turchia, infatti, con lo scoppio delle ostilità in Ucraina ha applicato la <strong>Convenzione di Montreux</strong> (1936) proibendo il passaggio attraverso quegli stretti al naviglio militare dei Paesi belligeranti. Le unità russe presenti nel Mar Mediterraneo, si sono così trovate impossibilitate a raggiungere gli scali del Mar Nero (Sebastopoli – Novorossijsk) per effettuare le riparazioni più importanti, e hanno potuto contare solo sullo scalo di Tartus per quelle leggere e per i rifornimenti. Ora che <strong>il nuovo governo di Damasco ha cancellato l&#8217;accordo di utilizzo della base navale da parte russa</strong>, le unità da guerra si vedono costrette a effettuare un lunghissimo viaggio anche solo per effettuare la manutenzione di routine che è impossibile svolgere in mare.</p>



<p>Bisogna ricordare anche che <strong>il porto di Sebastopoli, in Crimea, ha subito pesanti attacchi da parte ucraina</strong>, che hanno anche danneggiato i bacini di carenaggio, quindi la capacità di supportare le esigenze della Flotta del Mar Nero si sono notevolmente ridotte, mentre a Novorossijsk la base navale non ha installazioni di riparazione paragonabili a quelle di Sebastopoli, pertanto i lavori di manutenzione non possono essere effettuati in modo completo e accurato. <strong>Non è da escludere che il comando della Flotta Russa possa inviare qualche tipo di sottomarino a propulsione nucleare nel Mediterraneo</strong>, come già fatto nel recentissimo passato, per continuare a tenere il fianco meridionale dell&#8217;Alleanza Atlantica sotto pressione e dare un segnale di continuità ai partner che ha nella regione.</p>



<p>Proprio parlando di questi ultimi, Mosca sta da tempo cercando un accordo con la <strong>Libia</strong> del generale Khalifa Haftar per ottenere l&#8217;utilizzo di un porto in Cirenaica, e continuare ad avere una presenza navale stabile nel Mediterraneo, ma <strong>per il momento da Tobruk è riuscita a ottenere una base aerea al confine col Sudan</strong> e il Ciad (al-Serra). Non bisogna nemmeno dimenticare che Mosca è tornata prepotentemente a cercare un accordo, proprio col Sudan, per avere uno scalo permanente sul Mar Rosso e così porsi direttamente sulla via di navigazione più trafficata al mondo: la direttrice Gibilterra – Bab el-Mandeb.</p>



<p>Parlare quindi di generale cessazione della minaccia russa nel Mediterraneo, nonostante l&#8217;arretramento delle sue forze navali, è quindi prematuro considerando i rapporti che Mosca sta intessendo col Sudan ma soprattutto con la Libia di Haftar: il rischio di vedere una base navale russa – con annesse unità lanciamissili da crociera – a poche centinaia di chilometri dalla Sicilia resta reale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lavaria-di-un-sottomarino-kilo-ii-e-le-strategie-della-flotta-russa-per-restare-nel-mediterraneo.html">L&#8217;avaria di un sottomarino Kilo II e le strategie della flotta russa per restare nel Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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