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La Royal Navy ha emesso un comunicato stampa in cui si legge che nella giornata di mercoledì 22 luglio due sue unità hanno scortato un sottomarino russo della classe Kilo, accompagnato da un rimorchiatore d’altura, nel suo passaggio attraverso il Canale della Manica.

Il vascello è stato identificato e risulta essere il Krasnodar (B-265), facente parte della classe “Kilo migliorata” o project 06363 in russo: questa nuova serie di sottomarini è stata definita, per le sue qualità di silenziosità, “buco nero” da parte degli esperti russi e occidentali. Il Krasnodar, insieme al Petropavlovsk, è un’unità a propulsione diesel-elettrica da attacco del tipo hunter-killer (Ssk) che dispone di una vasta suite di armamenti nonostante le relativamente ridotte dimensioni (73 metri di lunghezza e 3100 tonnellate di dislocamento in immersione). Il vascello è in grado di imbarcare infatti 8 sistemi missilistici superficie aria 9K310 Igla-1 (con missile 9M313), sei tubi di lancio da 533 mm per 18 siluri di vario tipo, e soprattutto il complesso missilistico Kalibr-PL (coi missili 3M54K e 3M14K) oppure 24 mine tipo DM-1.

Il Krasnodar ha una storia particolarmente interessante: varato nel 2015 ed entrato in servizio a novembre dello stesso anno è passato una prima volta dal Canale della Manica nel 2017, per poi doppiare lo Stretto di Gibilterra e fermarsi nel Mediterraneo Orientale in supporto alle operazioni della Flotta Russa nel conflitto in Siria, dove risulta abbia lanciato diversi missili Kalibr. Successivamente, dopo un periodo di tre mesi di servizio, ha oltrepassato il Bosforo e i Dardanelli per entrare nel Mar Nero, dove è rimasto sino al 14 marzo del 2019, quando è stato visto passare nuovamente per gli stretti turchi diretto ancora nel Mediterraneo Orientale.

Il Krasnodar ha passato quindi circa 15 mesi in quel settore, operando dal porto siriano di Tartus sino al primo luglio di quest’anno, quando è salpato diretto verso Gibilterra. Il sottomarino è stato visto avvicinarsi al Canale della Manica navigando in superficie e scortato dalla fregata francese Enseigne de vaisseau Jacoubet della classe Type A69, che è stata rilevata dall’Hms Tyne (P-281), un pattugliatore costiero della Royal Navy che lo ha accompagnato nell’attraversamento dello stretto braccio marino per poi cedere il passo all’Hms Mersey (P-283) all’uscita del Canale che a sua volta è stato rilevato dalla fregata belga Leopold (F-390) appartenente alla classe Karel Doorman.

Il Krasnodar è diretto verso il Mar Baltico, e nella fattispecie a S.Pietroburgo, per “lavori di manutenzione” come da comunicazioni russe. Un escamotage di Mosca per aggirare le limitazioni del Trattato di Montreux che regola il passaggio attraverso gli stretti turchi del Bosforo e dei Dardanelli ai vascelli subacquei armati. Secondo gli accordi internazionali tali unità possono attraversare quegli stretti solo per effettuare riparazioni, ma la storia operativa del Krasnodar dimostra che gli scali effettuati nel Mediterraneo sono stati di ben altra natura. La Russia, effettivamente, sta utilizzando le clausole speciali del Trattato di Montreux, pensate esclusivamente per viaggi di manutenzione o di consegna di unità, per dispiegare sistematicamente i suoi sottomarini del Mar Nero nel Mediterraneo e utilizzarli nella campagna militare in Siria. L’esempio del Krasnodar del resto è emblematico da questo punto di vista: il sottomarino ha impiegato più di 15 mesi per lasciare la sua base di stanza, nel Mar Nero, e arrivare nel Baltico, dove probabilmente entrerà in cantiere per lavori di manutenzione di routine.

Nonostante questa attività possa essere assimilabile a un’infrazione, o se vogliamo interpretazione molto elastica, delle regole del Trattato, la Turchia non si è ancora mai lamentata, almeno non in via ufficiale, mentre Mosca ha sempre sostenuto che tutto si è sempre svolto nel rispetto letterale dell’accordo.

Tornando al passaggio del Krasnodar attraverso la Manica, il tenente comandante dell’Hms Mersey, Will Edwards-Bannon, ha dichiarato che “é stato impressionante vedere, in prima persona, il perfetto coordinamento tra le navi alleate e gli aerei di varie nazioni coinvolte in questa operazione” facendo anche riferimento alla capacità della Royal Navy di aver gestito l’attività operativa in emergenza Covid, cosa che è riuscita egregiamente anche alla nostra Marina Militare e decisamente molto meno a quella statunitense, restando in ambito Nato, ma questa è un’altra storia.

Non sappiamo se il Krasnodar entrerà subito in cantiere oppure parteciperà, il prossimo 26 luglio, alla giornata della Flotta Russa, però possiamo dire che il movimento di unità navali subacquee di Mosca verso il Baltico è particolarmente interessante in questi ultimi giorni: proprio qualche giorno fa, il 9 luglio, un sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili da crociera (Ssgn) della classe Oscar II è stato visto in navigazione in superficie lungo il Grande Belt, lo stretto danese che segna il passaggio dal Mare del Nord al Mar Baltico. Di certo non una novità di questi tempi, ma comunque un segnale forte e chiaro alla Nato e ai suoi alleati dell’area.

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