<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>esame di maturità Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/esame-di-maturita/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/esame-di-maturita</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Jul 2025 14:02:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>esame di maturità Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/esame-di-maturita</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>In difesa dell’esame di maturità</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-difesa-dellesame-di-maturita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 14:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[esame di maturità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=477353</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ogni anno, si riaccende il dibattito: ha senso sottoporre migliaia di neomaggiorenni a uno stress come l'esame di maturità?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-difesa-dellesame-di-maturita.html">In difesa dell’esame di maturità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250710131254830_09c32c4c9ee2879f95c12d45d44a3bae-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un ragazzo che rifiuta di sostenere l’orale, ringrazia la commissione e se ne va. Una studentessa che fa scena muta per protesta. Un’altra ancora che scrive una lettera aperta alla presidente della commissione, accusandola di umiliazione. Succede tutto nel giro di pochi giorni, in questo luglio di <strong>esami di maturità</strong>. E intorno, come ogni anno, si riaccende il dibattito: serve ancora? Ha senso sottoporre migliaia di neomaggiorenni a uno stress che molti vivono come una prova più psicologica che didattica?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="MATURITA&#039;, RIFIUTA DI FARE L&#039;ORALE E VIENE PROMOSSO: «CONTRARIO AL SISTEMA DEI VOTI» | 07/07/2025" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/4XAl8U1kG5Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_4XAl8U1kG5Q");</script>
</div></figure>



<p>I casi di Padova, Roma, Nardò hanno sollevato più di una domanda. Per alcuni sono solo episodi isolati, gesti simbolici senza un reale valore rappresentativo. Per altri, sono il segnale di un disagio più profondo, di una scuola che – al momento del suo rito più solenne – sembra perdere il contatto con chi dovrebbe accompagnare verso l’età adulta. <strong>Ma davvero la maturità è solo un vecchio relitto da superare?</strong> O c’è ancora un senso, oggi, in questo passaggio collettivo che segna la fine dell’adolescenza e l’ingresso nella vita adulta?</p>



<p>Derubricare questi casi a levate di testa di ragazzetti impertinenti senza voglia di studiare significa non comprendere a fondo cosa stia succedendo alle nuove generazioni. Apatiche, annichilite, omologate? Può essere. Ma prima di pontificare su un gesto che a19 anni richiede comunque fegato, quello che molti nemmeno a 50 possiederanno mai, bisogna per un momento guardare alla scuola. Agli adulti.</p>



<p>È facile accusare gli studenti di non reggere la pressione. Più difficile, ma necessario, è guardare dentro al sistema. Oggi la scuola sembra spesso aver smarrito la sua funzione primaria: <strong>insegnare a imparare</strong>. Al suo posto, <strong>un esercito stanco di adulti rassegnati</strong>, che hanno confuso l’autorità con l’autoritarismo, l’autorevolezza con la rigidità. Le domande si sono trasformate in crocette, la valutazione in automatismo. Non si pesa più lo studente, si conta. Per sentirci a posto con la coscienza, a ondate, si propone di abolire i voti — non per umanità, ma perché non eravamo più capaci di usarli bene. E di insegnare che un voto è solo un numero e non sei tu. Abbiamo svuotato il merito della sua funzione formativa. <strong>Abbiamo riempito i ragazzi di schede, griglie, prove Invalsi, PCTO, crediti, senza mai spiegare davvero perché tutto questo serva, dove porta.</strong></p>



<p>In questo contesto, la maturità arriva come un colpo di teatro incoerente: per mesi inseguiamo la didattica leggera, e poi pretendiamo una prova solenne, concentrata, totalizzante.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Ovosodo esame di maturità" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/8DtHQo0vjoU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_8DtHQo0vjoU");</script>
</div></figure>



<p>Qualcuno ricorderà il finale del film <strong><em>Ovosodo</em></strong> (1997):<br>-Professore: “<em>Allora ricapitoliamo: Carducci sarebbe un trombone, Pascoli stucchevole e Manzoni paternalista. Ci parli lei di un autore che merita il suo apprezzamento</em>”.<br>-Piero: “<em>Quest’anno ho letto tante bellissime cose: Ian McEwan, Benni, Pennac, i fumetti di Andrea Pazienza, che secondo me hanno una loro dignità letteraria, poi quel fantastico libro di Chatwin sulle vie dei canti… E la biografia di Nelson Mandela: quell’uomo ha avuto una vita incredibile. Lo conoscete, vero? Eh? Lo conoscete? No? Non lo conoscete?!</em>”.<br>-Professore: “<em>Vede, Mansani, anche nello scritto lei ha dimostrato una notevole verve, ma mi è uscito completamente fuori tema: è partito sulla traccia del pessimismo leopardiano e si è smarrito in una incomprensibile polemica sul turismo di massa… Poi sembra che ce l’abbia in particolare con chi va in Corsica. Io… francamente non so cosa pensare</em>”.<br>-Piero: “<em>Ha ragione, nemmeno io</em>”.</p>



<p>Ecco, la scuola non capisce mai Piero. Non si accorge mai di Piero, in cinque anni. E non è pietismo. Ma ciò che insegnare dovrebbe essere: <em><strong>in-signare</strong></em>, “lasciare un segno dentro”, imprimere un segno nella mente e nell’animo di qualcuno.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="La scuola - Astariti" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/VvuwqsNtJCI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_VvuwqsNtJCI");</script>
</div></figure>



<p>Ce l’aveva spiegato bene anche <strong>Silvio Orlando</strong> (nei panni del professor Vivaldi) nel film <em>La scuola </em>(1995): “<em>Astariti non è bravo, Astariti è un “primo della classe”. Astariti non c’ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore… Ripete la lezione senza pause: tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro! Alla fine gli metto 8, ma vorrei tagliarmi la gola! […] Perché Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno!</em>”.</p>



<p>E fin qui ci sono gli adulti al banco degli imputati.<br><strong>Ma c’è un però</strong>.</p>



<p>La maturità è un rito, e come per tutti i riti, ne abbiamo ancora bisogno. La maturità serve perché è <strong>la prima vera responsabilità individuale</strong>. Non ci sono genitori, amici o insegnanti che possano farla al posto tuo. Devi esserci tu, da solo, con quello che hai imparato — non solo a scuola, ma dentro. È un momento in cui affronti i tuoi demoni, quelli di cinque anni interi, e lo fai davanti a chi ti ha visto crescere. È questo il suo paradosso più profondo: sei solo, ma non sei mai stato così circondato.<br><strong>È una metafora potente della vita</strong>. Si raccoglie ciò che si è seminato, ma si può anche inciampare in un’ingiustizia, un giudizio frettoloso, una commissione poco empatica. Non dovrebbe succedere, certo — e questa è una ferita da correggere — ma succede. Come succede fuori, nel mondo reale.</p>



<p>Del resto, <strong>ogni vita è segnata da riti simbolici</strong>. A scuola si comincia con il grembiule, si finisce con una camicia stirata per l’orale. Si passa dalla prima pagella ricevuta con ansia al momento in cui consegni la tua tesina, e poi il libretto universitario o il badge del primo lavoro. Si varcano soglie: la porta della scuola il primo giorno, il primo esame all&#8217;Università, il colloquio di lavoro, la porta della sala parto. Così fino alla fine. In ogni cultura, da sempre, ci sono riti di passaggio: l’immersione nell’acqua, l’isolamento nella natura, il primo fuoco acceso da soli, il taglio di un simbolico cordone. Servono a dirti che non sei più quello di prima. E non servono perché siamo perfetti. Servono perché restano come una tacca sul muro.</p>



<p>La maturità, nel suo modo laico e imperfetto, è anche questo. Non è solo un esame da superare. È una soglia da attraversare. E agli esami — quelli veri — non ci si sottrae. <strong>Vasco Rossi</strong> racconta spesso un episodio singolare dei suoi anni di scuola. “<em>Quando facevo ragioneria avevo un professore di italiano bravissimo… un giorno venne in classe e diede da fare un tema libero, senza titolo. Non sapevo cosa scrivere… allora ho cominciato a scrivere questo: &#8220;se non mi date un titolo la mia fantasia non riesce a scrivere niente, mi sentivo con le spalle al muro…&#8221;, e alla fine l’ho intitolato Tema libero sul tema libero. Aspettavo il momento della consegna, immaginavo il professore arrivare e dirmi che mi voleva bruciare vivo</em>”. Ma invece, dopo qualche giorno, lo stesso docente proclamò il suo elaborato come il migliore, leggendo il tema ad alta voce in classe e assegnandogli un voto tra il 9 e il 10.</p>



<p><strong>E allora forse, più che rifiutarlo o sabotarlo, questo esame andrebbe usato</strong>. Sfruttato. Come un palco. Siete tutti qui, in silenzio, ascoltatemi. Sì, mi avete chiesto Carducci, ma adesso parlo io. Ho due cose da dire. Come fa Piero in<em> Ovosodo</em>, quando snobba il programma, salta D’Annunzio e si mette a parlare di Mandela, di Pennac, di Pazienza. Non per fare il ribelle, ma per dire: “<em>Io sono anche questo</em>”. Il &#8217;68 lasciatelo a chi l&#8217;ha fatto e non è riuscito a restituirvi un mondo più giusto. È forse l’unico momento, in tutto il percorso scolastico, in cui un ragazzo può raccontare chi è diventato, davanti a chi lo ha visto magari in silenzio per anni. Ed è lì, in quella libertà improvvisa, che si capisce che la maturità non è solo una prova da passare, ma una possibilità da riprendersi di rapina. E insegnare qualcosa agli adulti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/in-difesa-dellesame-di-maturita.html">In difesa dell’esame di maturità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esami di maturità: cari genitori, fare il mazzo ai figli va bene purché non sia solo di fiori</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/esami-di-maturita-cari-genitori-fare-il-mazzo-ai-figli-va-bene-purche-non-sia-solo-di-fiori.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 13:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[esame di maturità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=427281</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-600x463.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-1536x1186.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tiene banco da giorni, su social e media, la polemica contro i genitori che accompagnano i figli all'esame di maturità. E gli regalano fiori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/esami-di-maturita-cari-genitori-fare-il-mazzo-ai-figli-va-bene-purche-non-sia-solo-di-fiori.html">Esami di maturità: cari genitori, fare il mazzo ai figli va bene purché non sia solo di fiori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-600x463.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-1024x791.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-768x593.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_2024070315541783_45d9ca6b238106510a2d2ce9aaa17431-1536x1186.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“<em><strong>I genitori accompagnano i figli all’esame di maturità e gli portano in dono un mazzo di fiori!</strong></em>”: signora mia non c’è più religione. Questo pare essere il grande dramma italiano mentre migliaia di giovani studenti italiani sono ancora alle prese con gli affanni della <strong>maturità</strong>. La polemica monta sui social come sui media, a mezzo professoroni inaciditi, puntando il dito contro poveri mazzetti di gerbere, simbolo di genitori permissivi e mollaccioni, che premiano figli asini e svogliati.</p>



<p>Che esista una deriva incontrollabile, che mixa una <strong>scuola italiana</strong> illusa di essere innovativa ma alle prese con un inesorabile declino, <strong>nuove generazioni di genitori </strong>pronti a menare gli insegnanti per un cinque in latino e schiere di <strong>giovanissimi annichiliti, </strong>è un dato di fatto. Ma in questo accidentato terreno occorre che ognuno si prenda la propria porzione di responsabilità: la vita di un adolescente non è che la risultante tra le scelte dei propri genitori, le decisioni della scuola e un’indole che sta venendo fuori, che combatte con il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta.<br>Ergo, <strong>gli ultimi da mettere sul banco degli imputati sono proprio loro, i ragazzi</strong>. E non per esonerarli dalle proprie responsabilità di giovani adulti, ma perché frutto di queste due forze che non viaggiano nella stessa direzione. Non più. I ragazzi arrancano senza bussola in mezzo a due eserciti che non conoscono moderazione, scambiando l’autorevolezza con l’autoritarismo, la comprensione con l’assenza totale di regole.<br><strong>La scuola può essere madre o matrigna</strong>, ma in Italia come altrove, nessun passo è stato compiuto per salvare i ragazzi dall’oblio, dalla tentazione del nulla cosmico. Ci si è illusi di attirarli con <strong>una scuola sempre più aziendalista</strong> che li ha ingozzati bulimicamente di LIM, PCTO, PON, PIN e PUK, credendo di far loro un favore. Gli ha riempito le giornate di <strong>test a crocette</strong>, di dispensine prepagate, di <em>power point </em>al posto dei temi, delle equazioni, degli esperimenti in cui ti spellavi le mani. Gli è stato tolto il gioco e la scoperta.</p>



<p>Ad aggravare la situazione, un corpo insegnanti ormai inquinato da <strong>orde di annoiati in cerca di collocamento</strong>. Che hanno pagato fior fior di quattrini 24 CFU, lauree online, percorsi abilitanti, in una corsa che è diventata economica e non una selezione sulle capacità e l’anima. Chi di questi ha mai letto <em>Lettere a una professoressa </em>di <strong>Don Milani</strong>? Praticamente nessuno. Sanno tutto di tassonomie e tabelle di Piaget, ma non sanno leggere uno studente. Fra loro, restano pochi volenterosi e capaci, <em>capitani miei capitani</em>, che resistono, gessetto alla mano, che vanno a trovare i ragazzi a casa, che gli prestano i libri, che li portano in giardino a prendere a pugni i muri quando la vita esagera.</p>



<p>Anche fra i genitori esistono i resistenti. Quelli che vanno ancora a riprenderli dalle feste, quelli che li guardano fare da lontano, quelli che ancora “<em>ma se la professoressa ti ha messo una nota tu che hai fatto?</em>”. Quelli di “<em>Hai fatto la metà del tuo dovere</em>”, che puniscono e baciano in egual misura. E che non si vestono come i figli o pretendono di essergli amici. Battono in ritirata anche loro, di fronte a festicciole che finiscono all’alba, a orli di gonne che si accorciano e ego che si allargano, ad auto regalate troppo presto e a vacanze concesse senza sacrificio.</p>



<p><strong>Ma è la critica al giorno della maturità che è velenosa e fuorviante.</strong> E prende il peggio degli insegnanti, dei genitori, degli psichiatri tuttologi e delle flottiglie di opinionisti sedicenti tali. Accompagnare un figlio a scuola non rappresenta il crepuscolo di Weimar, regalargli dei fiori tantomeno. Un giudizio amaro figlio dello stesso sistema che vuole i giovani d’oggi robot da <em>new economy</em>: scafati dalla tenera età, performanti, proattivi e resilienti: lemmi che ormai ci provocano conati di vomito. </p>



<p>Stando così le cose, questi giovincelli dovrebbero andare soli a scuola il giorno della maturità, al massimo con l’autobus, sostenere l’esame più importante della propria vita, far ritorno a casa e mettersi a tavola <em>business as usual</em>. Così vuole la <strong>nova pedagogia</strong>, che li immagina tutti come quei bimbetti che con il cartellino al collo viaggiano da soli in aereo perché mamma e papà hanno divorziato e loro devono capire fin da subito la durezza della vita. Così si impara, soldato! </p>



<p><strong>C’è tutta una vita per essere forti, per essere soli e per essere orfani</strong>. Quel giorno segna un’era di passaggio, che tu sia stato un somaro viziato o il primo della classe umile e rispettoso. Si può attendere con discrezione un figlio davanti alla scuola o in un corridoio, a debita distanza, con un mazzetto di fiori in mano, senza che questo pregiudichi la loro maturità o li renda dei mollaccioni. Perciò, spariamo pure su scuola e genitori, ma quel mazzetto di fiori, simbolo dell’amore più grande e puro che esista, lasciamolo in pace. <strong>I fiori, come l’amore, non conoscono meritocrazia.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/esami-di-maturita-cari-genitori-fare-il-mazzo-ai-figli-va-bene-purche-non-sia-solo-di-fiori.html">Esami di maturità: cari genitori, fare il mazzo ai figli va bene purché non sia solo di fiori</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sopravvivere alla maturità, tra falsi miti e &#8220;caccia alla traccia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/sopravvivere-alla-maturita-tra-falsi-miti-e-caccia-alla-traccia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 22:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[esame di maturità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425720</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La campagna "Maturità al sicuro" di Polizia di Stato e Skuola.net offre ai maturandi un vademecum per "sopravvivere" all'esame di Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/sopravvivere-alla-maturita-tra-falsi-miti-e-caccia-alla-traccia.html">Sopravvivere alla maturità, tra falsi miti e &#8220;caccia alla traccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618223042293_806c58772b264626dd911e19cf393c32-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notte prima degli esami di maturità non si scorda mai. E nemmeno la mattina, quando &#8211; nove volte su dieci &#8211; ci si sveglia di soprassalto dopo essersi addormentati un&#8217;ora prima. Sì, perché <strong>la notte che precede la prima prova dell&#8217;esame di Stato, il famigerato tema, non è fatta per dormire</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La lotta alle<em> fake news</em> della Polizia di Stato</h2>



<p>Studenti e studentesse in molti casi passano le ore a setacciare la rete in cerca di qualche indizio su quelle che saranno le tracce del giorno dopo, perché da che mondo è mondo la speranza è l&#8217;ultima a morire, e allora perché non sognare di trovare la svolta in qualche oscuro meandro dell&#8217;internet? </p>



<p>Proprio perché<strong> nell&#8217;era della digitalizzazione i falsi miti e le leggende metropolitane rischiano di apparire più reali di quanto in realtà non siano</strong>, anche quest&#8217;anno si è tenuta la campagna &#8220;<strong>Maturità al sicuro</strong>&#8221; della Polizia di Stato e <em>Skuola.net</em>. Una campagna finalizzata proprio a demolire le <em>fake news</em> sull&#8217;esame di Stato e a fornire alcuni consigli utili a non farsi invalidare la prova e, di conseguenza, farsi bocciare. </p>



<p>Da ben diciassette anni la campagna di sensibilizzazione &#8220;Maturità al sicuro&#8221; cerca di supportare ragazzi e ragazze alla vigilia di quella che è a tutti gli effetti una vera prova di maturità; ma è soprattutto negli ultimi anni che il lavoro si è fatto più serrato: <strong>le nuove tecnologie, infatti, fungono in molti casi da amplificatore di errori di comportamento</strong>, con il rischio concreto di portare all&#8217;esclusione dell&#8217;esame. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vademecum per la maturità</h2>



<p>Tanto per fare qualche esempio: secondo un sondaggio effettuato in sinergia tra la Polizia e Skuola.net, <strong>quasi 1 studente su 4 è convinto che durante le prove scritte gli smartphone si possano tenere con sé</strong>, quando in realtà devono essere consegnati al banco della commissione d&#8217;esame. Su 1.000 maturandi interpellati, il 6% crede addirittura che lo smartphone possa essere utilizzato.</p>



<p>Un rischio simile si corre con lo smartwatch. In questo caso, quasi 1 su 6 (il 17%) pensa che l&#8217;orologio tech si possa indossare tranquillamente durante l&#8217;esame, basta che non sia connesso a internet. Non è così. D&#8217;altro canto,<strong> il 4% è convinto che lo si possa usare senza alcuna limitazione</strong>, anche accedendo a internet. </p>



<p>Tecnologia a parte, la campagna di sensibilizzazione mira anche a fornire altri consigli per non vivere l&#8217;esperienza della maturità in modo traumatico: per esempio ricorda a studenti e studentesse di presentarsi la mattina dell&#8217;esame muniti di un documento d&#8217;identità valido, di non introdurre in aula fogli che non siano quelli forniti dalla commissione, fino ad arrivare alle leggende metropolitane vere e proprie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Leggende dure a morire</h2>



<p>Circa un quarto dei maturandi (26%) è infatti convinto che la Polizia possa controllare gli smartphone &#8220;da remoto&#8221; per capire chi stia copiando. Ovviamente non è così. <strong>Il 46% ritiene addirittura che durante l&#8217;esame i membri della commissione possano perquisire i candidati </strong>alla ricerca di oggetti proibiti. Anche questo non è vero. </p>



<p>Ma sicuramente <strong>la leggenda metropolitana più diffusa e persistente riguarda le tracce d&#8217;esame</strong>: sono ancora tanti gli studenti che pensano di trovare in anticipo gli spunti da sviluppare il giorno della prima prova, soprattutto online. Soltanto il 76% dei maturandi censiti è consapevole che in rete l&#8217;unica cosa che si può trovare in anticipo è qualche indiscrezione, previsione o, al massimo, qualche esempio. <strong>Il 24% crede invece che gli argomenti vengano diffusi prima; il 4% pensa che con le giuste mosse si possano mettere le mani con qualche ora di vantaggio sulle tracce vere e proprie</strong> e, infine, 1 studente su 3 crede che il Ministero possa cambiare le tracce all&#8217;ultimo minuto.</p>



<p>Nella giungla di internet è facile perdersi, quando in realtà bisogna solamente mantenere la calma e farsi una bella dormita. Inseguire i falsi miti che da anni si autoalimentano rischia soltanto di distrarre, facendo calare la concentrazione che è invece necessaria per uno dei momenti più importanti dell&#8217;intero percorso scolastico. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/sopravvivere-alla-maturita-tra-falsi-miti-e-caccia-alla-traccia.html">Sopravvivere alla maturità, tra falsi miti e &#8220;caccia alla traccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/235 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-12 03:44:19 by W3 Total Cache
-->