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	<title>corsica Archives - InsideOver</title>
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	<title>corsica Archives - InsideOver</title>
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		<title>Corsica, le ragioni profonde di una lunga rabbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/corsica-le-ragioni-profonde-di-una-lunga-rabbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 18:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[corsica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non c’è pace in Corsica. Nella notte di domenica a Furiani un centinaio di manifestanti hanno cercato d’assaltare la locale caserma dei CRS (i “celerini” francesi) a colpi di bottiglie molotov. Risultato: la polizia ha tirato sulla folla oltre 2330 granate lacrimogene ferendo seriamente sette dimostranti. Per tutta risposta Pascal Zagnoli, portavoce del “Partito della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/corsica-le-ragioni-profonde-di-una-lunga-rabbia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/Agenzia_Fotogramma_IPA28676190-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="text-align: left;">Non c’è pace in <strong>Corsica</strong>. Nella notte di domenica a Furiani un centinaio di manifestanti hanno cercato d’assaltare la locale caserma dei CRS (i “celerini” francesi) a colpi di bottiglie molotov. Risultato: la polizia ha tirato sulla folla oltre 2330 granate lacrimogene ferendo seriamente sette dimostranti. Per tutta risposta Pascal Zagnoli, portavoce del “Partito della Nazione Corsa” (PNC), una delle principali formazioni dell’articolato fronte nazionalista isolano, ha tuonato: &#8220;la mobilitazione deve continuare&#8221;. L’incendio non si placa.</p>
<p>Tutto ha avuto inizio il 2 marzo scorso con l’aggressione in carcere di <strong>Yvan Colonna</strong>, uomo simbolo dell’<strong>indipendentismo</strong> corso condannato all’ergastolo per l’uccisione nel 1998 del prefetto Claude Erignac. Il 21 marzo, dopo tre settimane d’agonia, Colonna è morto e sul tragico episodio — su cui è stata aperta anche un’inchiesta parlamentare — rimangono molte ombre. L’aggressore, Franck Elong Abè, è un <strong>fondamentalista islamico</strong>, catturato dagli americani in Afghanistan, estradato nel 2019 in Francia. Noto per la sua estrema pericolosità era sottoposto a sorveglianza speciale, eppure per dieci lunghi minuti nessuno lo ha controllato mentre nella palestra del carcere di Arles picchiava e poi strangolava Colonna…</p>
<p>Da subito la notizia ha riacceso l’intera Corsica rompendo il precario equilibrio instaurato, dopo decenni di violenze, omicidi e attentati, tra Parigi e l’isola e riportando il dossier Corsica tra le priorità assolute di Emmanuel Macron, presidente uscente e (molto probabilmente) a maggio rientrante.</p>
<p>Per comprendere l’intricata vicenda dobbiamo un passo indietro.  Nel 2014 Gilles Simeoni, leader degli autonomisti e figlio dell’avvocato di Colonna, conquistava il comune di Bastia grazie ad un’alleanza con i movimenti indipendentisti (circa il 15 per cento dell’elettorato isolano). Un successo allora insperato che convinse i duri del Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FNLC) a deporre le armi e uscire dalla clandestinità. L’anno dopo la coalizione vinceva le elezioni regionali con un programma per un’autonomia graduale. Una politica dei piccoli passi che però finì per scontentare gli impazienti (e litigiosissimi) alleati nazionalisti poi prontamente scaricati nelle elezioni del 2021, vinte nuovamente da Simeoni con la sua lista “Fà Populo Inseme”.</p>
<p>Un successo pieno che però Parigi ha sempre faticato a riconoscere, nicchiando ogni volta che il governo regionale ha cercato di aprire una trattativa. &#8220;Negli anni i governi francesi hanno costantemente allargato il perimetro del non negoziabile&#8221;, lamenta Simeoni, &#8220;All’inizio ci hanno assicurato che cessata la violenza avrebbero aperto un dialogo. Poi ci hanno detto si poteva discutere di tutto salvo che dell’indipendenza, poi dell’uso ufficiale della lingua corsa, infine dell’autonomia&#8221;.</p>
<p>Un atteggiamento ondivago perseguito anche da Macron che, una volta eletto, ha cercato di mettere la sordina al fastidioso dossier, scordando le promesse fatte nella campagna del 2017 per una <strong>riforma costituzionale</strong> e ignorando le richieste sull’adozione del bilinguismo, il rafforzamento dei collegamenti marittimi e il trasferimento sull’isola dei prigionieri politici (tra cui Colonna) detenuti negli stabilimenti continentali. Una somma d’incomprensioni e rancori che la morte dell’indipendentista ha aggravato ulteriormente saldando nuovamente un fronte comune tra i diversi movimenti. Non caso ai funerali di Colonna, celebrati in un tripudio di folla e bandiere il 25 marzo a Cargése, erano presenti le più alte autorità regionali guidate Simeoni e la sua vice Antoinette Maupertuis assieme ai capi dei partiti indipendentisti — Paul Felix Benedetti del PNC, Jean Guy Talamoni di “Corisca Libera” — e vecchi militanti della linea “dura” come Charles Pieri, Marcel Istria, Vincent Andriuzzi e Jean Castella. Tutti ad onorare il defunto, “eroe corso, vittima dello Stato francese“.</p>
<p>Macron, preoccupato dalla rabbia che da settimane scuote l’intera isola, ha dato mandato al <strong>ministro dell&#8217;Interno</strong> Gérald Darmanin per “aprire un ciclo di negoziati senza precedenti” sulla possibile autonomia e ha dato l’assenso al trasferimento dei detenuti. Un passo in avanti che però non ha placato i corsi e tanto meno Simeoni che resta scettico sulle reali intenzioni di Parigi: &#8220;Dietro a queste presunte aperture non possiamo escludere l’ipotesi di una manovra opportunistica o l’assenza di una chiara volontà politica&#8221;. Insomma vedere per credere. E intanto le piazze si mobilitano e si infuocano.</p>
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		<title>Così la Corsica vuole abbandonare la Francia di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-la-corsica-vuole-abbandonare-la-francia-di-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 08:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corsica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="954" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636.jpg 954w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /></p>
<p>Emmanuel Macron si deve occupare di tenere botta in vista delle europee, ma pure degli affari interni. Non bastavano le barricate dei gilet gialli e l’annunciata rivolta elettorale del ceto medio, pure le richieste dei corsi finiscono sull’agenda dell’inquilino dell’Eliseo. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che la Corsica sta domandando, con tutti gli strumenti giuridici del caso, di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-corsica-vuole-abbandonare-la-francia-di-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="954" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636.jpg 954w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8911087-954x636-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 954px) 100vw, 954px" /></p><p><strong>Emmanuel Macron</strong> si deve occupare di tenere botta in vista delle europee, ma pure degli affari interni. Non <span id="more-74666"></span>bastavano le barricate dei gilet gialli e l’annunciata rivolta elettorale del ceto medio, pure le richieste dei corsi finiscono sull’agenda dell’inquilino dell’Eliseo. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che la <strong>Corsica</strong> sta domandando, con tutti gli strumenti giuridici del caso, di venir meno all’annessione francese. L’atto centrale risale al 30 novembre del 1789.</p>
<p>In questa storia, per comprendere qualcosa in più, bisogna tornare indietro nel tempo. La base giuridica delle tesi degli indipendentisti – come sottolineato su<em> Libero</em> – è la presunta mancata ratifica dei trattati con cui i transalpini si sono aggiudicati l’isola. Per far sì che il sogno secessionista abbia qualche possibilità concreta, dovremmo mettere in campo qualcosa di nostro. Sono i genovesi, stando a quei documenti, a essersi riservati il diritto di procedere con una sorta di contro – riscatto. Ma la questione, nel Belpaese, non è di stretta attualità. <strong>Marine Le Pen</strong> e il suo <strong>Rassemblement National</strong>, in Corsica, sembrano non bastare più e forse non sono mai bastati.</p>
<p>Tempo fa quei territori, almeno in parte, potevano essere considerati una roccaforte lepenista. Il distacco dei corsi dalla terraferma, nel tempo, è divenuto radicale e i partiti tradizionali hanno smesso da tempo di dettare l’agenda. Gli <strong>indipendentisti</strong> <a href="http://www.occhidellaguerra.it/laddio-alle-armi-dei-nazionalisti-corsi/">non hanno mai mollato</a>. Sembra mancare un novello Pascal Paoli, un leader unificante. Certo, c’è <strong>Jean Guy Talamoni</strong>, ma è molto distante dalle istanze che definiremmo populiste, sovraniste e quindi nazionaliste in senso stretto. Anzi, il presidente dell’Assemblea nazionale è un’aperturista in materia di gestione dei fenomeni migratori. In questa chiave di lettura, che è tutta ideologica, possono essere operate delle analogie tra quanto sta accadendo in Corsica e quanto è già avvenuto in Catalogna.</p>
<p>Il “processo di Matignon”, comunque sia, non basta più. L’appello non riguarda uno status giuridico speciale, ma una vera e propria liberazione da quelle che vengono percepite come barriere oppressive. La Corte di giustizia della <strong>Unione europea</strong>, con ogni probabilità, sarà costretta a pronunciarsi sul caso di specie.</p>
<p>Poi c’è quel rifiuto assoluto del neo – bonapartismo incarnato da Emmanuel Macron. Stando a quanto si apprende sul quotidiano citato, sembra quasi che il presidente della Repubblica francese non possa visitare quelle terre. Viene volentieri rimbalzato da quei leader indipendentisti, che non si palesano nel corso delle occasioni pubbliche.</p>
<p>I sondaggi sulle elezioni europee di maggio, per il leader de La Republique En Marche!, non sono così negativi. Pare che i progressisti d’oltralpe possano sperare almeno di affiancare Marine Le Pen e i suoi. Non in Corsica, però, Macron può solo provare a limitare i danni: la sua presidenza ha contribuito a inasprire le richieste dei secessionisti.</p>
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		<title>L’addio alle armi dei nazionalisti corsi</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/laddio-alle-armi-dei-nazionalisti-corsi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 07:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[corsica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="610" height="321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni.jpg 610w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni-300x158.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>I combattenti per l’indipendenza della Corsica nei prossimi mesi abbandoneranno definitivamente le armi. Ad annunciarlo è stato il quotidiano britannico The Guardian secondo il quale il Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica (FLNC), il principale gruppo indipendentista corso, sostenitore della lotta armata, terminerà le operazioni militari entro il prossimo ottobre.Una svolta preannunciata da tempo, quella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/laddio-alle-armi-dei-nazionalisti-corsi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="610" height="321" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni.jpg 610w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/05/1450107332-corsica-elezioni-300x158.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p><p>I combattenti per l’<strong>indipendenza della Corsica</strong> nei prossimi mesi abbandoneranno definitivamente le armi. Ad annunciarlo è stato il quotidiano britannico<em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.theguardian.com/world/2016/may/03/corsican-separatists-to-end-military-operations-in-october?CMP=twt_a-world_b-gdnworld" target="_blank"> The Guardian</a></em> secondo il quale il <strong>Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica</strong> (FLNC), il principale gruppo indipendentista corso, sostenitore della lotta armata, terminerà le operazioni militari entro il prossimo ottobre.Una svolta preannunciata da tempo, quella che sta avvenendo nella politica corsa e francese. Perché nel giugno del 2014 il FLNC aveva annunciato, attraverso una dichiarazione non molto pubblicizzata dai media, il cessate il fuoco unilaterale. Ma gli indipendentisti corsi in quell’occasione furono chiari: abbandoniamo le armi ma non l’idea. Il nostro obiettivo, scrissero, è e sarà l’indipendenza della Corsica dalla Francia. E, quindi, il FLNC ha deciso di mettere da parte le armi solo per creare un clima politico e sociale favorevole alla nascita di una massa popolare che possa sostenere (col voto) l’indipendenza della Corsica.E la scelta si è dimostrata vincente. Infatti, alle scorse elezioni amministrative del <a href="http://www.askanews.it/top-10/regionali-la-corsica-passa-ai-nazionalisti_711686310.htm" target="_blank">13 dicembre ha trionfato la coalizione indipendentista Pe’ a Corsica</a> (Per la Corsica), nata dall’accordo tra lo storico partito nazionalista “Femu a Corsica” e il movimento indipendentista più giovane “Corsica libera”. A quelle elezioni, caratterizzate dal lampo lepenista, il fronte nazionalista corso conquistò il 35% dei seggi e 24 rappresentanti al Consiglio regionale. Fu un risultato inaspettato.E sembrano superati gli anni bui della <strong>lotta armata</strong>, durante i quali si sparava alla polizia per accendere un faro sulla Corsica. Sulla situazione politica e sociale dell’isola. Un’isola e un popolo, quello corso, che dell’autonomia ha sempre avuto bisogno. E che l’indipendenza ha sempre rivendicato. Sin da quando, nel 1768 la Repubblica di Genova cedette la Corsica alla Francia, così come previsto dal Trattato di Versailles. E da quel momento iniziò l’assoggettamento e la voglia di riscatto dei corsi nei confronti di Parigi. Una voglia, nata tra le barricate della Battaglia di Ponte Nuovo, nel 1769, ed arrivata fino ai giorni nostri. Perché è proprio nelle rivolte del diciottesimo secolo che pone le sue basi il <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Front_de_lib%C3%A9ration_nationale_corse" target="_blank">Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica </a>che, in circa 40 anni di lotta dalla sua costituzione nel 1976, si è reso responsabile di decine di omicidi e rapine. E ha subito violente faide interne, il Fronte, soprattutto negli anni ’90,il periodo di maggiore attività, come ricordano le cronache dell’epoca. Quando i giornali di tutto il mondo scrivevano dell’uccisone del Prefetto francese Claude Erignac, rivendicata, quasi subito, dai nazionalisti corsi.</p>
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