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	<title>corano Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 30 Jun 2023 10:32:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>corano Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché la Svezia rischia di non entrare nella Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-svezia-rischia-di-non-entrare-nella-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strada che avrebbe dovuto portare la Svezia a diventare un membro della Nato si è trasformata in una salita irta di ostacoli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/svezia-nato-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste, critiche, accuse. La strada che avrebbe dovuto portare la <strong>Svezia </strong>a diventare un membro della <strong>Nato </strong>si è improvvisamente trasformata in una salita irta di ostacoli. Il Paese scandinavo è finito nel mirino del <strong>mondo musulmano</strong>, indignato per quanto accaduto a Stoccolma, dove un uomo ha bruciato pagine del <strong>Corano </strong>fuori dalla più grande moschea della città. </p>



<p>Ad aggravare la situazione troviamo tre fatti non da poco. Innanzitutto, la polizia svedese ha dichiarato di aver autorizzato <strong>Salwan Momika</strong> ad organizzare una protesta davanti al luogo sacro e all&#8217;inizio della tre giorni di festa musulmana Eid al-Adha. Per la cronaca, il via libera è arrivato due settimane dopo che una corte d&#8217;appello svedese aveva respinto il divieto di bruciare il Corano imposto dalle forze dell&#8217;ordine, in seguito al rogo del libro sacro musulmano davanti all&#8217;ambasciata turca, che a gennaio aveva provocato settimane di proteste, inviti a boicottare i prodotti svedesi e che aveva ulteriormente bloccato la candidatura della Svezia alla Nato. </p>



<p>Vanno poi considerate le reazioni del governo svedese e di quello turco. Mentre il primo ministro svedese, <strong>Ulf Hjalmar Kristersson</strong>, ha detto che la decisione della polizia di consentire il rogo del Corano è &#8220;legittima ma inappropriata&#8221;, il ministro degli Esteri turco, <strong>Hakan Fidan</strong>, ha definito il gesto un atto &#8220;<strong>spregevole</strong>&#8220;. &#8220;Maledico questo atto spregevole commesso in Svezia contro il nostro libro sacro, il Sacro Corano. È inaccettabile consentire queste azioni anti-islamiche con il pretesto della libertà di espressione. Perdonare tali atti atroci significa essere complici&#8221;, ha detto il ministro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze del rogo</h2>



<p>La diatriba sul libro sacro in fiamme non riguarda soltanto la sfera religiosa e culturale. Chiama in causa anche l&#8217;<strong>adesione</strong> della Svezia alla Nato, in un percorso – di per sé già complesso – che potrebbe adesso uscirne, se non compromesso, ancor più complicato. </p>



<p>Il motivo è semplice: Stoccolma necessita dell&#8217;appoggio di Ankara per entrare nell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico. Il governo svedese aveva chiesto l&#8217;adesione all&#8217;Alleanza atlantica incontrando la resistenza turca. La Turchia aveva posto un primo stop, accusando la Svezia di ospitare persone considerate terroristi e chiedendone l&#8217;estradizione. Quando sembrava che la situazione potesse essersi sbloccata, ecco una nuova fonte di discordia.</p>



<p>Bruciare testi religiosi è &#8220;irrispettoso e offensivo&#8221;, ha detto ai giornalisti Vedant Patel, il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano in un briefing quotidiano.&#8221;Ciò che potrebbe essere legale non è certamente necessariamente appropriato&#8221;, ha tuttavia aggiunto, continuando a sollecitare la Turchia e l&#8217;Ungheria a ratificare senza indugio il protocollo di adesione alla Nato della Svezia. &#8220;Crediamo che la Svezia abbia adempiuto ai suoi impegni previsti dal memorandum trilaterale&#8221;, ha affermato Patel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse di Ankara (e la sponda di Budapest)</h2>



<p>&#8220;Coloro che li consentono con il pretesto della libertà di espressione e chiudono un occhio davanti a questa cattiveria, così come coloro che hanno commesso questo <strong>crimine</strong>, non raggiungeranno i loro obiettivi. &#8220;Insegneremo all&#8217;arrogante popolo occidentale che non è libertà di espressione insultare i valori sacri dei musulmani&#8221;. </p>



<p>Il messaggio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recep Tayyip Erdogan</a> ha gettato nuove nubi sul via libera che la Turchia dovrebbe concedere per far entrare la Svezia nella Nato. Come detto, Erdogan aveva precedentemente escluso di sostenere la richiesta di Stoccolma di aderire all&#8217;Alleanza militare dopo che, lo scorso gennaio, un altro Corano era stato bruciato nella capitale svedese. Da quel momento in poi, il leader turco ha affermato che la nuova legge antiterrorismo svedese non riesce a reprimere i militanti <strong>curdi </strong>che Ankara considera, come detto, terroristi. </p>



<p>Il nuovo incidente è arrivato pochi giorni dopo che Svezia e Turchia avevano concordato di incontrarsi per discutere l&#8217;offerta di adesione svedese, prima del vertice dei leader della Nato di luglio. Nel frattempo, l&#8217;<strong>Ungheria</strong> ha posticipato ancora il voto sulla ratifica della suddetta adesione della Svezia alla Nato. &#8220;Orban si muove in tandem con Erdogan ignorando la sovranità ungherese e rompendo l&#8217;unità della Nato&#8221;, ha dichiarato Agnes Vadai, deputata del partito di opposizione ungherese Coalizione democratica. Il rogo del Corano potrebbe quindi costare carissimo alla Svezia e, di riflesso, a tutta la Nato.&nbsp; &nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Svezia, le associazioni islamiche chiedono di cambiare la costituzione</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/svezia-le-associazioni-islamiche-chiedono-di-cambiare-la-costituzione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 13:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="523" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-300x82.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-1024x279.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-768x209.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-1536x418.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-2048x558.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 29 agosto, a Malmö, in Svezia, manifestanti islamici e antirazzisti hanno messo a ferro e fuoco la città dopo che alcuni sostenitori dell’estrema destra hanno bruciato un corano. Secondo quanto riportato dalla stampa svedese, il leader dell&#8217;estrema destra danese e di Stram Kurs, Rasmus Paludan, a cui è stato impedito entrare in Svezia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/svezia-le-associazioni-islamiche-chiedono-di-cambiare-la-costituzione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="523" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-300x82.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-1024x279.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-768x209.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-1536x418.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Scontri-in-Svezia-scaled-e1600090856191-2048x558.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 29 agosto, a Malmö, in Svezia, manifestanti islamici e antirazzisti hanno messo a ferro e fuoco la città dopo che alcuni sostenitori dell’estrema destra hanno bruciato un corano. Secondo <a href="https://www.berlingske.dk/internationalt/paludan-varsler-koranafbraending-i-stockholm-politiet-afviser">quanto riportato</a> dalla stampa svedese, il leader dell&#8217;estrema destra danese e di Stram Kurs, <strong>Rasmus Paludan</strong>, a cui è stato impedito entrare in Svezia per due anni, ha promosso nelle ultime settimane manifestazioni anti-islamiche a Stoccolma e in altre città svedesi dove <a href="https://samnytt.se/video-har-brinner-koranen-i-angered/">vengono bruciate</a> copie del Corano. Il 28 agosto, Paludan ha attraversato il confine per recarsi proprio a Malmö, ma alla stazione di Lernacken è stato accolto da un gran numero di agenti di polizia, che lo hanno obbligato a lasciare immediatamente il Paese.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Paludan è chiaro: fermare l&#8217;islamizzazione del Paese. &#8220;L&#8217;obiettivo è fermare l&#8217;islamizzazione della Svezia. Tornare ai livelli di islamizzazione ai livelli degli anni Sessanta circa. Un milione di persone dovrebbe tornare nei Paesi musulmani di provenienza o convertirsi a qualcosa di diverso dall&#8217;islam. È chiaro che questo è l&#8217;obiettivo&#8221;, ha detto Paludan, promettendo di andare avanti fino a quando&#8221; ogni islamico &#8220;avrà lasciato la Svezia&#8221;. Dalla fine di agosto, il partito etno-nazionalista anti-islamico Hard Line ha bruciato diversi Corani in quelli che descrive come i &#8220;ghetti svedesi&#8221;, in particolare a Malmö, nel quartiere di Rosengård.</p>
<h2>&#8220;Cambiamo la costituzione&#8221;</h2>
<p>L&#8217;avvocato anti-islam danese non demorde. Sabato scorso, la polizia ha respinto <a href="https://www.expressen.se/nyheter/paludans-parti-uppges-ha-brant-koranen-i-rinkeby/">la richiesta</a> di indire una manifestazione presentata dal suo partito. Le autorità ritengono che esista il rischio che si verifichi una situazione che comporti &#8220;gravi minacce all&#8217;ordine e alla sicurezza pubblica&#8221;. Paludan scrive nella domanda che lo scopo è dimostrare per la libertà di espressione e &#8220;deridere e umiliare&#8221; l&#8217;islam. Ora le organizzazioni islamiche di Stoccolma, riporta il <a href="https://www.dn.se/sthlm/jarvas-ledare-manar-till-lugn-nar-hogerextrema-vill-branna-koranen/"><em>Dagens Nyhether</em></a>, vogliono cambiare la costituzione svedese e vietare il fatto che si possa prendere di mira l&#8217;Islam e le altre religioni. &#8220;Non vogliamo che sia legale in Svezia bruciare sacre scritture come il Corano o la Bibbia e allo stesso tempo dovrebbe essere vietato deridere le varie religioni&#8221;, dice <strong>Hussein Farah Warsame</strong>. &#8220;Vogliamo un cambiamento nella politica,&#8221; sottolinea Abdulla Ali Abdi, della moschea di Tensta.</p>
<p>Le manifestazioni anti-islam sono state condannate dall&#8217;arcivescovo <strong>Antje Jackelén</strong>. Come riportato dal quotidiano <em>Expressen</em>, in qualità di membro del Consiglio cristiano svedese, ha fortemente disapprovato le &#8220;violazioni consapevoli della fede delle persone&#8221;. &#8220;Bruciare libri è barbaro. Non ultimi libri che molti considerano sacri&#8221;, ha scritto il Consiglio in una dichiarazione, avvertendo che queste azioni &#8220;alimentano la polarizzazione tra le persone e contrastano gli sforzi di integrazione&#8221;. &#8220;Esprimiamo la nostra forte solidarietà ai credenti musulmani nel nostro Paese&#8221;, ha concluso.</p>
<h2>Lo scontro di civiltà in Svezia</h2>
<p>Estremismo etnico e razzismo da una parte, islamismo dall&#8217;altra: la Svezia fa i conti con una guerra culturale e di religione che sta minando le basi della normale convivenza, soprattutto nei quartieri più difficili. È (l&#8217;inevitabile) fallimento del modello multiculturale. Gli esempi di questa convivenza impossibile sono molti. Secondo una ricerca pubblicata dal giornale svedese <a href="https://www.aftonbladet.se/nyheter/a/Ql0Lgq/expert-brottslighet-oroar-kvinnor--inte-moralpoliser"><em>Aftonbladet</em></a>, le donne si sentirebbero particolarmente insicure e preoccupate per la loro incolumità in determinate zone del Paese.</p>
<p>Si tratta dei quartieri dominati da immigrati, in special modo islamici. Sono le tristemente celebri &#8220;no-go area&#8221;, dove nemmeno la polizia può mettere piede. <a href="https://www.analisidifesa.it/2018/01/gangs-e-no-go-zones-la-sfida-islamica-alla-svezia/">Come ha ammesso</a> nel gennaio 2018<strong> Dan Eliasson</strong>, capo della polizia nazionale svedese, &#8220;il numero delle no-go-area ha raggiunto un livello molto critico, sono salite da 55 a 61 in soli 12 mesi e rappresentano un attacco alla nostra società&#8221;. E la situazione è drasticamente peggiorata. Basti pensare al quartiere di <strong>Rinkeby</strong>, a Stoccolma, dove la percentuale di immigrati arriva al 90% della popolazione, e dove le donne &#8211; come ha ben documentato<a href="https://www.dailymail.co.uk/debate/article-4269576/KATIE-HOPKINS-reports-Scandi-lib-paradise-Sweden.html"> un’inchiesta di Katie Hopkins</a> &#8211; hanno paura a uscire di casa per timore di essere stuprate o aggredite. Lo scorso 4 settembre, un ragazzo di 11 anni a Malmö è stato aggredito da una banda da alcuni sconosciuti che lo hanno definito un &#8220;maiale bastardo&#8221;. Motivo? Indossava un crocifisso. Nel mese di agosto, dei vandali <a href="https://www.christianophobie.fr/la-une/suede-vandalisme-a-repetition-dans-une-eglise-de-malmo">hanno profanato</a> la chiesa evangelica luterana sempre a Malmö per sette giorni consecutivi questo mese, rompendo finestre e demolendo una statua di Gesù. Il sogno del multiculturalismo è diventato un vero e proprio incubo.</p>
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		<title>REPORTAGE &#124; Al Baqra 2.43</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/226283</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 13:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi e con la  pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Hanno un solo obiettivo per la giornata: elemosinare il più possibile, e riportare al proprio maestro l’ammontare di cibo e denaro richiesto per sfuggire alle severe punizioni. La giustificazione? La zakat, l’obbligo religioso di purificazione dalle proprie ricchezze prescritto nella sura 2.43 del Corano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/226283">REPORTAGE | Al Baqra 2.43</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/hqdefault-2-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p><p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi e con la pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Hanno un solo obiettivo per la giornata: elemosinare il più possibile, e riportare al proprio maestro l’ammontare di cibo e denaro richiesto per sfuggire alle severe punizioni. La giustificazione? La zakat, l’obbligo religioso di purificazione dalle proprie ricchezze prescritto nella sura 2.43 del Corano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/226283">REPORTAGE | Al Baqra 2.43</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al Baqarah 2.43</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/societa/al-baqarah-2-43.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 04:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[corano]]></category>
		<category><![CDATA[daara]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[talibé]]></category>
		<category><![CDATA[zakat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi, con indosso magliette di seconda mano di un paio di taglie più grandi importate dall’Occidente e ormai macere, al pari della loro pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Al braccio un secchiello di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/al-baqarah-2-43.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        23.07.2019
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                <h1 class="article__title">
                    Al Baqarah 2.43
                </h1>

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                        Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi, con indosso magliette di seconda mano di un paio di taglie più grandi importate dall’Occidente e ormai macere, al pari&#8230;
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                Stefano Fasano
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        <p>Sono una presenza costante per le strade di Dakar e delle principali città del Senegal, impossibile da ignorare. Normalmente scalzi, con indosso magliette di seconda mano di un paio di taglie più grandi importate dall’Occidente e ormai macere, al pari della loro pelle, distrutta da anni di graffi e malattie. Al braccio un secchiello di concentrato di pomodoro ormai vuoto, con un solo obiettivo per la giornata: elemosinare il più possibile, e riportare al proprio maestro l’ammontare di cibo e denaro richiesto. E se questo non viene raggiunto, le punizioni possono essere severe.<br />La leva sfruttata è quella della zakat, l’obbligo religioso di purificazione dalle proprie ricchezze prescritto nella sura 2.43 del Corano, Al Baqarah, ed è uno dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam. In altre parole, ogni buon musulmano deve riservare una certa quantità del proprio reddito all’elemosina per i poveri.</p>
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    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/01_ALM201811G_DSC01357-5.jpg" alt="" class="wp-image-217677" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/01_ALM201811G_DSC01357-5.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/01_ALM201811G_DSC01357-5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/01_ALM201811G_DSC01357-5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/01_ALM201811G_DSC01357-5-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Guédiawaye, Senegal. I bambini, appena svegli, studiano il Corano e pregano all’interno della daara, sorvegliati da uno degli insegnanti
</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>È la vita dei talibé, bambini tra i 4 e i 16 anni che in Senegal vengono affidati dalle proprie famiglie, spesso poverissime, agli insegnamenti di un marabout, un maestro coranico, perché se ne prenda cura e insegni loro i precetti della religione islamica. Le scuole dove molti di essi vivono, le <em>daara</em>, sono spesso dei veri e propri incubi igienico-sanitari, dove altrettanto spesso l’educazione lascia spazio alla memorizzazione meccanica del Corano e alla paura delle violenze del maestro.</p>
<figure id="attachment_216123" aria-describedby="caption-attachment-216123" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-216123 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/02_PC120548-2-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/02_PC120548-2-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/02_PC120548-2-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/02_PC120548-2-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/02_PC120548-2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-216123" class="wp-caption-text">Guédiawaye, Senegal. Un talibé riporta ad uno dei ragazzi più grandi quanto è riuscito a ottenere durante l’intera mattinata di elemosina. Tutto ciò che i ragazzini “guadagnano” viene meticolosamente registrato su di un quaderno.</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le violenze di solito scattano per mancanze nella memorizzazione del Corano, o anche semplicemente per non aver raggiunto la quota giornaliera di cibo e denaro richiesta dal marabout. Il principio è quello della condivisione tra studenti e maestri di quanto raccolto in giornata, ma questo è interamente vero solo per quanto riguarda il cibo. Spesso infatti una grande percentuale del denaro viene trattenuta dai maestri, che lo usano per migliorare il proprio stile di vita senza curarsi delle condizioni dei propri scolari.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Al Baqra 2.43" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/9d44bzeMO10?feature=oembed&#038;rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Secondo l’organizzazione Human Rights Watch, il numero di talibé in giro a mendicare per le strade più trafficate del Senegal si aggirerebbe tra i <a href="https://www.hrw.org/sites/default/files/report_pdf/senegal0717_web_1.pdf">50mila</a> e i <a href="https://www.hrw.org/report/2019/06/11/there-enormous-suffering/serious-abuses-against-talibe-children-senegal-2017-2018">100mila</a> bambini. Un numero che tuttavia risente della scarsa collaborazione dei maestri coranici e delle famiglie stesse: queste spesso infatti non hanno notizie dei propri figli a partire dal momento in cui li affidano ai marabout, i quali a volte non hanno alle spalle alcun tipo di studio religioso, e pertanto non hanno alcun interesse a rendere nota l’esistenza della propria “scuola”, che sarebbe quindi illegale.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/04_ALM201811G_DSC1430-2.jpg" alt="" class="wp-image-216124" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/04_ALM201811G_DSC1430-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/04_ALM201811G_DSC1430-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/04_ALM201811G_DSC1430-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/04_ALM201811G_DSC1430-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Saint-Louis, Senegal. Le strade di Saint Louis. A Saint-Louis ci sono più di 1.000 scuole coraniche e si calcola ci siano più di 15.000 talibè nel solo territorio comunale. È qui che si trova anche il più alto tasso di violenze e morti nelle scuole</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“Non lo so, non capisco perché i genitori continuino a mandare i propri bambini qui” dice scuotendo la testa Elhadji, un volontario dell’organizzazione locale Maison de la Gare, che si occupa di dare assistenza agli studenti mendicanti della città di Saint Louis, nel nord del Senegal. Tra le loro attività, un monitoraggio delle daara della città, di cui proprio Elhadji si prende cura. Una delle scuole che visitiamo è in condizioni spaventose. È un cortile a cielo aperto che funge da recinto e scuola per i più di 60 bambini all’interno, in cui il fortissimo odore acido dell’urina e la presenza degli insetti sono presenze costanti danno una misura dello stato del luogo. In un angolo degli zaini impolverati, dono di qualche Ong occidentale, e delle copie del Corano che nessuno di loro è però in grado di leggere. Il marabout è assente, mentre il suo sostituto, uno studente più anziano, dorme in un angolo su un materasso logoro, sotto l’unica zanzariera presente. All’arrivo di Elhadji tutti i bambini si fiondano intorno a lui, mentre apre la propria borsa estraendo il kit di pronto soccorso: praticamente tutti loro hanno delle piaghe da scabbia sulla pelle. Uno di loro ha le ginocchia completamente distrutte dai parassiti, e deve essere tenuto fermo dagli altri suoi coetanei per permettere ad Elhadji di curarlo. “Forse c’è un caso di malaria” osserva Elhadji, “ma non possiamo portare via il bambino senza il permesso del marabout” spiega. L’unica è lasciarlo lì, sperando la sua salute regga fino al ritorno del maestro, che dovrebbe avvenire in qualche giorno.</p>
<figure id="attachment_217670" aria-describedby="caption-attachment-217670" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-217670 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/05_ALM201811G_DSC1713-2-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/05_ALM201811G_DSC1713-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/05_ALM201811G_DSC1713-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/05_ALM201811G_DSC1713-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/05_ALM201811G_DSC1713-2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-217670" class="wp-caption-text">Saint-Louis, Senegal. Un bambino scavalca il muro della daara in cui vive</figcaption></figure>

    </div>
</div><div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>Le violenze e l’incuria dei maestri nei confronti degli studenti a loro affidati sono la causa di molte delle fughe dei bambini dalle scuole. E per rendersene conto è sufficiente fare un giro per la città al calar del sole. Riusciamo a trovarne una decina dopo soli cinque minuti dall’inizio della nostra ricerca, mentre dormono sotto le reti da pesca nel porto. Insieme a loro un cane e delle capre, mentre dall’altro lato della strada le luci di una sala da thé, tra quattro pannelli di compensato. Tra loro Mohamed, un bambino di circa 12 anni proveniente da Kaolack, a 300 km di distanza, fuggito dalle violenze del proprio marabout. Indossa ancora il suo vestito della festa, e un orologio giocattolo ormai non più funzionante. Non possiede null’altro. “Ho paura a tornare” racconta, “se torno mio padre mi gonfierà di botte”, spiega. Ha vissuto per strada per mesi ormai, e si guadagna da vivere aiutando a lavare i piatti le donne che al porto fanno il thiebudhienne, il piatto locale a base di riso, pesce e olio di palma, per i pescatori del quartiere di Guet Ndar. “Se vieni con noi, ti porteremo in un centro dove potrai avere un letto, e potremo aiutarti a trovare la tua famiglia. O te ne troveremo un’altra” prova a spiegargli Boubacar, un assistente sociale che si occupa di monitorare la situazione di questi bambini di strada. “Non è semplice convincerli” racconta Boubacar, “la sfiducia è tanta. Sono bambini in gamba, sanno cavarsela meglio di te e me. Dopo anni di violenze nelle daara, e mesi per strada, sono convinti non vi sia nessun altro posto per loro”, continua. Dopo diverse decine di minuti Mohamed si lascia convincere ad essere portato al centro di assistenza per minori, ma non è finita qui. “Proveremo a rintracciare la famiglia, vedere se viene riaccolto. Ma non funziona sempre: per molte famiglie un figlio affidato ad un marabout è una bocca in meno da sfamare” spiega, “non sono sempre contenti di vederli tornare. Spesso nemmeno credono loro quando raccontano delle violenze subite”.</p>

    </div>
</div>    
    <figure class="wp-block-image is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-2.jpg" alt="" class="wp-image-216126" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-2.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/06_ALM201811G_DSC1675-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption>Saint Louis, Senegal. Dei bambini, per lo più talibe scappati dalle daara, giocano con aquiloni realizzati con rifiuti trovati sulla spiaggia di Guet Ndar, a Saint Louis</figcaption></figure>
    <div class="special-container">
    <div class="special-container__content primary-color">
        <p>“Il problema è sociale. E non verrà risolto in fretta” analizza Issa Kouyaté, direttore e fondatore dell’organizzazione Maison de la Gare. Da anni offre supporto ed assistenza sanitaria e legale a tutti i talibé della città che dovessero averne bisogno, insieme a corsi di formazione per reinserirsi nella società. Per le sue azioni nel 2016 è stato insignito del titolo di “Eroe” da parte del <a href="http://www.tipheroes.org/issa-kouyat%C3%A9/">Dipartimento di Stato statunitense</a>. Lo incontriamo nel cortile della sua organizzazione, in tenuta da lavoro. A poca distanza decine di bambini di 8-10 anni intenti a lavare i propri abiti semidistrutti e a imparare come usare il sapone. Alle sue spalle, i murales dei ragazzi che sono riusciti a reinserirsi in società dopo aver lasciato la propria scuola coranica.</p>
<figure id="attachment_217672" aria-describedby="caption-attachment-217672" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-217672 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/08_ALM201811G_DSC1572-2-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/08_ALM201811G_DSC1572-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/08_ALM201811G_DSC1572-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/08_ALM201811G_DSC1572-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/08_ALM201811G_DSC1572-2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-217672" class="wp-caption-text">Saint-Louis, Senegal. Alcuni talibé fuggiti dalle daara dormono sotto le reti da pesca nei pressi del molo di Guet Ndar, a Saint Louis</figcaption></figure>

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        <p>“Qualche mese fa ci sono state quattro morti, qui a Saint Louis”, racconta, affranto. “Due di tetano, e due di malaria”. E tutto dovuto all’incuria dei marabout: i primi non sarebbero stati vaccinati prima della circoncisione rituale, mentre per i secondi il maestro avrebbe ignorato la febbre alta, uno dei primi sintomi della malattia.<br />
“Il problema è che non c’è interesse da parte della politica a risolvere la situazione, poiché questa si è mescolata con la religione. Perché c’è molto denaro che arriva dall’estero per finalità di aiuto sociale. Pensate arriverebbe lo stesso, se i bambini fossero ben vestiti e tenuti in buone condizioni?” commenta, sarcastico.</p>
<figure id="attachment_217674" aria-describedby="caption-attachment-217674" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-217674 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/12_ALM201811G_DSC01326-2-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/12_ALM201811G_DSC01326-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/12_ALM201811G_DSC01326-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/12_ALM201811G_DSC01326-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/12_ALM201811G_DSC01326-2.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-217674" class="wp-caption-text">Guédiawaye, Senegal. Giovani studenti in una “daara moderna”</figcaption></figure>
<p>La legge senegalese, sulla carta, proibisce lo sfruttamento dell’elemosina dei minori, mettendo potenzialmente un freno al fenomeno. Diversi marabout infatti continuano imperterriti a sfruttare l’immagine e le elemosine elargite ai più piccoli per mandare avanti la scuola, arricchendosi in alcuni casi. Altri invece hanno convertito le proprie scuole in modo da utilizzare le offerte del quartiere piuttosto che l’elemosina fatta ai bambini. Queste vengono chiamate “daara moderne”, e qui mendicare non è più parte dell’educazione religiosa impartita.</p>
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                            Testo di
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                                    Stefano Fasano
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                                    Marco Albertini
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