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	<title>Colera Archives - InsideOver</title>
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	<title>Colera Archives - InsideOver</title>
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		<title>Catastrofe sanitaria in Siria e Libano. Il colera è tornato e fa paura</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/catastrofe-sanitaria-in-siria-e-libano-il-colera-e-tornato-e-fa-paura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 07:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Colera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-2048x1151.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al peggio non vi è limite. Potrebbe essere questo il motto fondante di Siria e Libano, due Paesi splendidi ma devastati dai conflitti e dalla corruzione e stritolati dalla miseria più nera, più cupa. Dopo anni terribili — la guerra civile in Siria e la liquefazione dell’apparato statale in Libano — ora arriva il colera. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/catastrofe-sanitaria-in-siria-e-libano-il-colera-e-tornato-e-fa-paura.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-2048x1151.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220513201540417_c1c37eea45bd26bcd5b748e1225ceb27-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p></p>



<p>Al peggio non vi è limite. Potrebbe essere questo il motto fondante di Siria e Libano, due Paesi splendidi ma devastati dai conflitti e dalla corruzione e stritolati dalla miseria più nera, più cupa. Dopo anni terribili — la guerra civile in Siria e la liquefazione dell’apparato statale in Libano — ora arriva il colera. Damasco ha registrato in sei settimane 13mila casi sospetti con 60 morti accertati mentre Beirut dichiara 170 ricoveri e cinque decessi. Numeri ancora ridotti ma nessuno si fa illusioni, questo è solo l’inizio.</p>



<p>In Siria l’epidemia si è sviluppata nelle devastate zone rurali del Nord Est e nella regione d’Aleppo ed è causata dall’inquinamento delle acque. Dopo undici anni di feroci combattimenti la rete idrica che prima assicurava il rifornimento al 95 per cento della popolazione è in gran parte distrutta o danneggiata e meno della metà dei siriani ha oggi la disponibilità d’acqua potabile. Gli altri, tutti gli altri, sono costretti ad abbeverarsi a piccoli pozzi artigianali, strutture primitive prive d’ogni controllo sanitario. Un disastro a cui si aggiungono due anni di siccità e il conseguente abbassamento dell’Eufrate, il grande fiume che assicurava l’irrigazione della regione. Vista l’assenza o quasi di interventi statali — il regime di Bashar al-Assad è praticamente sul lastrico e l’alleato russo ha attualmente altri problemi…. —&nbsp;sono arrivati i volontari di Medecins sans Frontieres (MSF) che hanno aperto a Raqqa un ospedale da campo, dove in pochi giorni sono stati accolti oltre 600 pazienti, di cui un terzo gravemente malati.</p>



<p>L’epidemia si è velocemente estesa anche al vicino Libano, aggiungendo un altro incubo ad una nazione in piena bancarotta, con più dell’80 per cento della popolazione in stato di estrema povertà e dove mancano persino i soldi per mantenere operative le stazioni di pompaggio e controllare gli acquedotti. Il primo focolaio è stato identificato nel distretto dell’Akkar confinante con la Siria e nella valle della Bekka. Qui da tempo l’acqua non arriva più e il rifornimento è garantito ad intermittenza da camion cisterna mentre anche il sistema fognario è tracollato con conseguenze facilmente intuibili.</p>



<p>A farne le spese in primis sono stati i campi dei rifugiati siriani — complessi praticamente invivibili e quasi privi di strutture sanitarie serie — ma ormai il contagio, come ammesso dal ministro della sanità libanese Firas Abiad, &#8220;si sta propagando anche tra le comunità di libanesi a causa del deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie, e questo di fronte al del collasso delle istituzioni locali e centrali alla luce della peggiore crisi finanziaria della storia del paese&#8221;. A peggiorare ulteriormente la già compromessa situazione del Paese dei cedri vi è poi il massiccio esodo del personale medico verso l’Europa o i Paesi del Golfo. I pochi ospedali ancora funzionanti a Beirut e nell’entroterra lavorano — anche a causa delle continue interruzioni di corrente elettrica — a ritmi ridotti, con ranghi sguarniti e dove i medicinali, persino quelli più comuni, vengono meticolosamente razionati.</p>



<p>Una catastrofe umanitaria nel Levante martoriato è dunque prossima se la comunità internazionale non interviene rapidamente e in modo massiccio. &nbsp;Ricordiamo che, come ripete MSF, il colera “è un’infezione diarroica intestinale causata dal batterio Vibrio cholerae. L’infezione provoca vomito e diarrea e può causare rapidamente una perdita di liquidi corporei tali da portare alla disidratazione e allo shock che, nei casi più gravi, possono essere fatali. La sua trasmissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con alimenti e acqua contaminati da materiale fecale di soggetti infetti portatori del vibrione o convalescenti”. Si tratta, tuttavia, di una patologia semplice da trattare. Basta reintegrare i liquidi corporei e gli elettroliti persi tramite soluzioni orali o intravenose e la mortalità scende a meno dell’1 per cento. Come sempre è una questione di volontà politica.</p>
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		<item>
		<title>Yemen, quei crimini di guerra della coalizione guidata dai sauditi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-crimini-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colera]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-1024x672.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si intitola &#8220;Solo Dio sa se è ancora vivo&#8221; ed è il nuovo rapporto di Amnesty International su ciò che sta accadendo in Yemen, in particolare nelle prigioni controllate dagli Emirati Arabi Uniti, braccio destro dell&#8217;Arabia Saudita nel Paese mediorientale. Già lo scorso anno, Human Rights Watch aveva parlato dell&#8217;operato di Abu Dhabi, denunciando la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-crimini-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-crimini-guerra.html">Yemen, quei crimini di guerra della coalizione guidata dai sauditi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1261" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_8054602-1024x672.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si intitola &#8220;<strong>Solo Dio sa se è ancora vivo</strong>&#8221; ed è il nuovo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.amnesty.org/en/documents/mde31/8682/2018/en/" target="_blank">rapporto di Amnesty International</a> su ciò che sta accadendo in <strong>Yemen</strong>, in particolare nelle prigioni controllate dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, braccio destro dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> nel Paese mediorientale. Già lo scorso anno, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/27302-2/" target="_blank">Human Rights Watch</a> aveva parlato dell&#8217;operato di Abu Dhabi, denunciando la sparizione di civili e bambini. Ma la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/punto-la-guerra-nello-yemen/" target="_blank">guerra in Yemen</a> ha mille lati nascosti. Mille storie tenute nel buio perché<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/quel-mattatoio-tenuto-nascosto-non-turbare-larabia-saudita/" target="_blank"> gli interessi in gioco</a>, in questa parte di mondo, sono alti. </p>
<p>Il rapporto di Amnesty sullo Yemen</p>
<p>Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero creato, attorno alle normali strutture di sicurezza del presidente Hadi, istituzioni parallele per controllare il territorio, come la Cintura di sicurezza e la Forza di élite, tanto che in più di un&#8217;occasione Abu Dhabi è stata vista più come una forza occupante che come un alleato. Ma è la brutalità dei trattamenti a colpire.</p>
<p>Giustamente, tutti i media mondiali denunciano il modo in cui il governo di <strong>Bashar al Assad</strong> tratta i detenuti delle prigioni siriane. Torture e violenze, non è difficile da immaginare, sono all&#8217;ordine del giorno. Però perché nessuno parla dello Yemen? Eppure il report di Amnesty è chiaro.</p>
<p> &#8220;Le famiglie dei detenuti vivono un incubo senza fine. Alle loro richieste di sapere dove i loro parenti siano detenuti o se siano ancora vivi, la risposta è il silenzio o l&#8217;intimidazione&#8221;, ha detto Tirana Hassan direttrice dell&#8217;ong.</p>
<p><figure id="attachment_55126" aria-describedby="caption-attachment-55126" style="width: 2400px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/LP_7961419.jpg" rel="attachment wp-att-55126"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-55126 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/07/LP_7961419.jpg" alt="Un'associazione di giovani fornisce del pane gratis in Yemen (LaPresse)" width="2400" height="1600" /></a><figcaption id="caption-attachment-55126" class="wp-caption-text">Un&#8217;associazione di giovani fornisce del pane gratis in Yemen (LaPresse)</figcaption></figure></p>
<p>Attraverso interviste a 75 persone &#8211; tra cui ex detenuti, familiari di persone scomparse e membri del governo &#8211; Amnesty ha cercato di comprendere cosa è successo a 51 uomini arrestati dalle forze legati agli Emirati. Diciannove di questi sono spariti nel nulla. Sono diventati fantasmi. Le loro famiglie non sanno più nulla di loro. E forse non lo sapranno mai. </p>
<p>Il documento è agghiacciante: &#8220;Detenuti ed ex detenuti hanno riferito di <strong>scariche elettriche</strong>, <strong>pestaggi</strong> e <strong>violenze sessuali</strong>. Uno di loro ha visto un compagno di prigionia venir portato via in un sacco da cadavere dopo essere stato ripetutamente torturato&#8221;. Oltre alla violenza, un altro problema è dato dagli arresti indiscriminati, &#8220;basati su sospetti infondati o dovuti a vendette private. Tra le persone prese di mira figurano infatti coloro che hanno espresso critiche nei confronti della coalizione a guida saudita e dell&#8217;operato delle forze di sicurezza appoggiate dagli Emirati, nonché leader locali, attivisti, giornalisti e simpatizzanti e militanti del partito Al Islah, sezione yemenita della Fratellanza musulmana&#8221;. Secondo Amnesty queste violenze potrebbero essere paragonate a dei veri e propri &#8220;<strong>crimini di guerra</strong>&#8220;.</p>
<p>Il colera uccide ancora</p>
<p>Ma lo Yemen si trova ad affrontare un problema quasi più letale della guerra: il <strong>colera</strong>. Secondo l&#8217;Unicef, negli ultimi mesi la situazione sarebbe peggiorata, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-assedio-hodeidah/" target="_blank">soprattutto dopo l&#8217;attacco al porto di Hodeidah</a>: &#8220;Nonostante i progressi compiuti nel rispondere all&#8217;epidemia di colera, il sistema sanitario e il conflitto in corso potrebbero compromettere tali sforzi. In oltre 13 mesi, il totale di casi sospetti di colera segnalati è stato di 1.118.381 con 2.311 morti&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Secondo le Nazioni Unite, inoltre, più di 22 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari in Yemen e 8,4 milioni sono minacciati da una grave insicurezza alimentare. Ma non solo: oltre al colera, che ha infettato oltre 1 milione di persone, nel Paese è tornata anche la <strong>difterite</strong>, assente dal 1982.</p>
<p>Allarme carestia</p>
<p>Continua infine a imperversare l&#8217;incubo della <strong>carestia</strong>. Secondo l&#8217;ultimo allarme lanciato dalle organizzazioni umanitarie, la situazione è drammatica. E l&#8217;offensiva sul porto di Hodeidah rischia di dare un colpo definitivo alla popolazione.</p>
<p>Secondo quanto detto a <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-yemen-hunger-famine/yemen-close-to-famine-after-port-offensive-aid-groups-warn-idUSKBN1KE04B">Reuters</a></em> da Suze van Meegen, portavoce del Norwegian Refugee Council, lo Yemen si trova &#8220;sul filo del rasoio per quanto riguarda la carestia e potrebbe cedere in qualsiasi momento&#8221;. &#8220;La disperazione che stiamo osservando, sta diventando sempre più grande e sempre più persone mendicano per le strade&#8221;.</p>
<p>Il <strong>World Food Programme </strong>ha rivelato che quattro <strong>bambini</strong> su 10 sotto i cinque anni sono gravemente malnutriti. Già nel 2017, le Nazioni Unite avevano parlato di condizioni di &#8220;carestia&#8221; in alcune parti dello Yemen, ma che non vi fossero tutti i requisiti per dichiararla ufficialmente.</p>
<p></p>
<p>Affinché venga dichiarata ufficialmente una carestia, le Nazioni Unite richiedono che oltre il 20% della popolazione non sia  in grado di nutrirsi da solo e che più del 30% dei bambini sotto i cinque anni soffrano di malnutrizione acuta.</p>
<p>Il porto di Hodeidah, ultimo accesso per gli aiuti umanitari alla popolazione e cinto d&#8217;assedio dall&#8217;esercito governativo e degli Emirati, rappresenta l&#8217;ultima ancora di salvezza per centinaia di migliaia di persone.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Yemen, la strage dei bambini:  oltre 5mila morti in tre anni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-bambini-morti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2018 18:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Colera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Noi, i bambini dello Yemen, stiamo disperatamente cercando di sopravvivere. Andiamo a letto con il rumore degli aerei da guerra sopra le nostre teste e quello delle armi nelle strade. Quando ci svegliamo, attorno a noi vediamo sempre più distruzione. Siamo innocenti, non siamo parte di questa guerra e non abbiamo fatto nulla di male&#8221;. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-bambini-morti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="976" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/LAPRESSE_20180507231938_26332408-1024x666.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>&#8220;Noi, i bambini dello <strong>Yemen</strong>, stiamo disperatamente cercando di sopravvivere. Andiamo a letto con il rumore degli <strong>aerei da guerra</strong> sopra le nostre teste e quello delle <strong>armi</strong> nelle strade. Quando ci svegliamo, attorno a noi vediamo sempre più distruzione. Siamo innocenti, non siamo parte di questa guerra e non abbiamo fatto nulla di male&#8221;. Sono i bambini dello Yemen che <a href="https://www.savethechildren.it/blog-notizie/yemen-3-anni-di-una-guerra-dimenticata" target="_blank">parlano </a>e a fanno un bilancio di questi mille giorni di guerra.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;956&#8243; gal_title=&#8221;Condizioni dei bambini in Yemen&#8221;]</p>
<p>&#8220;Stiamo perdendo la possibilità di studiare, perché le nostre scuole sono state distrutte. Ci vengono negati i nostri diritti primari, come la <strong>salute</strong>, la <strong>sicurezza</strong> e la nostra stessa <strong>vita</strong>. Più a lungo questa guerra durerà e più bambini moriranno. Le malattie continueranno a diffondersi, visto che i centri sanitari non hanno abbastanza forniture mediche e vaccini per curarle. E rischiamo di essere costretti a lavorare solo per poterci permettere di avere qualcosa da mangiare. Siamo tristi per il nostro Paese, per le nostre famiglie e per i nostri amici&#8221;. Se si guardano i bilanci di questi tre anni di guerra, si scopre che oltre 5mila bambini (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.tpi.it/2018/01/17/unicef-cinquemila-bambini-morti-guerra-yemen/" target="_blank">i numeri sono dello scorso gennaio</a>) sono stati uccisi dalle bombe dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. Chi è sopravvissuto, invece, lotta contro la morte e la malnutrizione.</p>
<p>Lo scorso anno, infatti, sono stati chiusi tutti i porti e gli aeroporti del Paese, chiudendolo di fatto in un embargo forzato. Sono 400mila,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.unicef.it/doc/7901/in-yemen-400000-bambini-rischiano-di-morire-per-malnutrizione-acuta.htm" target="_blank"> secondo l&#8217;Unicef</a>, i bambini che rischiano di morire a causa della malnutrizione. <a href="https://www.unicef.it/doc/8241/yemen-guerra-e-sete-9-milioni-di-bambini-senza-acqua.htm" target="_blank">Oltre otto milioni minori</a>, invece, sono privati di acqua potabile, anche a causa dei bombardamenti &#8220;mirati&#8221; di Casa Saud. </p>
<p>Raid contro gli uffici presidenziali in Yemen</p>
<p>Ieri due attacchi aerei della coalizione guidata dall&#8217;Arabia Saudita hanno colpito alcuni<strong> uffici della presidenza yemenita</strong> nel distretto centrale di Tahrir, a <strong>Sanaa</strong>.</p>
<p>&#8220;Ci siamo precipitati sulla scena della prima esplosione e abbiamo visto diverse persone intrappolate tra le macerie, e poi abbiamo subito il secondo attacco&#8221;, ha detto Ahmed Dehecher, uno dei soccorritori. </p>
<p>&#8220;Ci sono molte <strong>persone scomparse</strong>, penso che ci siano sette o otto morti e decine di feriti&#8221;. Secondo le informazioni diffuse da Medici senza frontiere, i morti provocati dal raid sarebbero almeno sei mentre i feriti 72. </p>
<p></p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;957&#8243; gal_title=&#8221;Raid saudita contro uffici presidenziali in Yemen&#8221;]</p>
<p>&#8220;Ancora una volta dei <strong>civili</strong>, compresi bambini, sono stati uccisi e mutilati perché si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato&#8221;, ha dichiarato João Martins, capo missione di Msf in Yemen. &#8220;Nessuno dovrebbe vivere nella paura di essere bombardato in momenti normali della propria quotidianità. Ancora una volta vediamo vittime civili di attacchi aerei combattere per la vita negli ospedali&#8221;.</p>
<p>Le condizioni dei feriti sono le più disparate, come ha spiegato Abdulfatah Al-Alimi, referente medico di Msf a Sanaa: &#8220;Alcuni pazienti sono arrivati con un trauma cranico, altri avevano ferite da schegge sulle gambe. Abbiamo riscontrato ogni tipo di ferita. Ho visto anche una ragazza che cercava di entrare nel pronto soccorso. Non sapeva se avrebbe trovato suo padre vivo o morto&#8221;.</p>
<p>Il racconto dei sopravvissuti in Yemen</p>
<p>Il raid ha colpito chi stava svolgendo il proprio lavoro o stava tornando a casa da scuola, come Shehab, che aveva appena dato un esame. Akram, uno spazzino di 19 anni, ha invece perso molto sangue a causa delle ferite riportate alla testa e all&#8217;orecchio. Hussein, 30 anni, è stato ferito da alcune schegge alla testa, ma trova la forza di parlare: &#8220;Ero venuto a ritirare la mia indennità di trasporto per il lavoro, quando c&#8217;è stato l&#8217;attacco e sono rimasto ferito. Non so cosa sia successo al resto dei miei colleghi&#8221;.</p>
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		<title>Yemen, 300mila casi colera</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/28499-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 11:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Carestia]]></category>
		<category><![CDATA[Colera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>È sprofondato nelle sabbie della penisola arabica sotto il peso delle bombe e del silenzio globale lo Yemen. Dimenticato dall&#8217;attenzione mediatica e condannato alla pena della guerra civile e del pubblico silenzio, il Paese arabo è sempre più isolato. E ora, a gambizzare lo Stato più povero della regione, non sono solo i combattimenti, i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/28499-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/LAPRESSE_20170702163606_23631580-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>È sprofondato nelle sabbie della penisola arabica sotto il peso delle bombe e del silenzio globale lo <strong>Yemen</strong>. Dimenticato dall&#8217;attenzione mediatica e condannato alla pena della guerra civile e del pubblico silenzio, il Paese arabo è sempre più isolato. E ora, a gambizzare lo Stato più povero della regione, non sono solo i combattimenti, i raid aerei, la presenza di nuclei jihadisti, ma anche una <strong>carestia</strong> e un&#8217;epidemia di <strong>colera</strong> che stanno falcidiando la popolazione. </p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;537&#8243; gal_title=&#8221;Colera Yemen&#8221;]</p>
<p></p>
<p>Per comprendere l&#8217;orrore che sta verificandosi in Yemen, occorre fare un breve passo indietro. Riavvolgere il rocchetto della storia di soli 24 mesi e prendere coscienza di come il male sia inclemente, veloce e totalizzante, capace di condannare a morte una terra, un popolo e una storia di secoli, nell&#8217;arco di soli due anni.</p>
<p>Tutto ha avuto inizio nel 2014 quando gli <strong>Houti</strong>, un gruppo sciita anti governativo, ha dato vita a<strong> manifestazioni di protesta</strong> contro il governo accusandolo di posizioni filo statunitensi e di essere travolto dalla corruzione. Immediata c&#8217;è stata la risposta di San&#8217;a che ha arrestato i dimostranti e così gli insorti si sono organizzati e dalle proteste di piazza sono passati alla guerriglia. Hanno <strong>spodestato il presidente Hadi</strong> e hanno preso controllo della capitale. Il leader del Paese si è rifugiato in <strong>Arabia Saudita</strong> ed è così che a marzo 2015 una coalizione capeggiata da Riyadh, con l&#8217;appoggio dei Paesi del Golfo insieme a Marocco, Giordania, Sudan ed Egitto, ha iniziato a bombardare lo Yemen per fermare l&#8217;avanzata degli Houti supportati dall&#8217;Iran.</p>
<p></p>
<p>Il presidente Hadi è poi tornato ad Aden e la guerra civile è dilagata in tutta la nazione portando a uno scontro tra potenze sunnite e sciiti, a una guerra dove il tribalismo dilaga e dove gli interessi internazionali agiscono per procura facendo dello Yemen lo scacchiere su cui muovere guerriglieri e bombardieri a discapito di una popolazione ridotta alla fame. Stando ai dati delle Nazioni Unite infatti, in questi anni di guerra, i morti sono stati quasi 8mila, più di 42mila i feriti e oltre tre milioni gli sfollati, e ora, oltre alle armi, a falcidiare la popolazione yemenita ecco il colera.</p>
<p>Una notizia delle ultime ore, diffusa dalla Croce Rossa Internazionale, recita infatti: in Yemen ci sono <strong>300mila nuovi casi sospetti di colera</strong>. Una cifra inquietante che diventa ancor più tragica se si leggono anche le parole dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità che ha fatto sapere che il 41% di questi casi interessa i bambini. I morti a causa della malattia sono già 1600 e i dati sembrano poter solo aumentare dal momento che il sistema sanitario è al collasso, gli ospedali sono privi di qualsiasi strumento in grado di fronteggiare l&#8217;epidemia e mancano persino gli antibiotici, le soluzioni idratanti e gli strumenti basici per arginare una situazione apocalittica che sembra essere senza vie d&#8217;uscita stando allo stato attuale delle cose.</p>
<p></p>
<p>Guardando poi la posizione geografica dello Yemen si ha un&#8217;ulteriore conferma della tragedia che ha investito il Paese. Uomini, anziani, donne e bambini non hanno vie di fuga e in molti, mossi dalla disperazione, stanno fuggendo sui barconi in Somalia. I boat people solcano le acque del golfo di Aden e approdano nel Corno d&#8217;Africa, dove un&#8217;altra carestia e un ventennale conflitto è pronto ad accoglierli. </p>
<p>La storia e il destino dell&#8217;uomo sembrano quindi essersi avvitati su sé stessi costringendo innocenti a fuggire dalla guerra per cercare riparo in un&#8217;altra guerra. Protagonisti senza colpe, i profughi yemeniti, di un&#8217;Odissea di orrore, naufraghi senza rotta nell&#8217;inclemenza di un&#8217;epoca che non concede nemmeno il diritto agli ultimi di fuggire da morte certa.</p>
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