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	<title>Clinton Foundation Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 23 Apr 2019 15:10:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Clinton Foundation Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le ombre della Clinton Foundation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 15:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton Foundation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Sono una delle più grandi dinastie degli Stati Uniti. I Clinton sono sulla scena politica statunitense dagli anni 70, prima con  Bill e poi anche con Hillary. E forse è proprio questo che gli ha permesso di costruire una rete globale di donatori senza  pari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/le-ombre-della-clinton-foundation">Le ombre della Clinton Foundation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/sddefault-10-1-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Sono una delle più grandi dinastie degli Stati Uniti. I Clinton sono sulla scena politica statunitense dagli anni 70, prima con Bill e poi anche con Hillary. E forse è proprio questo che gli ha permesso di costruire una rete globale di donatori senza pari.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/le-ombre-della-clinton-foundation">Le ombre della Clinton Foundation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Clinton sotto inchiesta per l&#8217;uranio:  si rischia un nuovo caso Watergate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/clinton-inchiesta-luranio-si-rischia-un-caso-watergate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 07:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1136" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-768x582.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-1024x776.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Hilary Clinton sotto inchiesta per il mailgate, ma soprattutto per l&#8217;accordo sull&#8217;uranio risalente al 2010. Il Congresso Usa indagherà sui due casi, entrambi riguardanti l&#8217;amministrazione Obama, ma direttamente collegati all&#8217;attività politica dell&#8217;ex first lady e candidata a presidente degli States. La commissione Giustizia della Camera cercherà di fare luce sul mailgate, mentre la commissione Intelligence ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/clinton-inchiesta-luranio-si-rischia-un-caso-watergate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1136" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-768x582.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171026030920_24763980-1024x776.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Hilary Clinton</strong> sotto inchiesta per il mailgate, ma soprattutto per l&#8217;accordo sull&#8217;<strong>uranio</strong> risalente al 2010. Il Congresso Usa indagherà sui due casi, entrambi riguardanti l&#8217;amministrazione Obama, ma direttamente collegati all&#8217;attività politica dell&#8217;ex first lady e candidata a presidente degli States. La commissione Giustizia della Camera cercherà di fare luce sul <strong>mailgate</strong>, mentre la commissione Intelligence ha dato parere positivo rispetto all&#8217;avvio di un&#8217;indagine sull&#8217;accordo del 2010 per cui la Rosatom, una società russa, riuscì ad ottenere il controllo di un grande quantitativo di uranio appartenente agli Stati Uniti. Donald Trump <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agi.it/estero/trump_obama_clinton_russiagate_rosatom-2291308/news/2017-10-26/">ha dichiarato</a> che il caso dell&#8217;uranio rappresenta: &#8220;Il Watergate dell&#8217;era moderna&#8221;. Entrambe le questioni, del resto, erano state sollevate dal Tycoon in campagna elettorale. Davide Nunes, il presidente repubblicano della commissione Intelligence del Congresso, ha annunciato l&#8217;inizio di un&#8217;indagine sui perché l&#8217;Fbi, all&#8217;epoca, non rese partecipe il Parlamento sui dubbi riguardo all&#8217;appropriazione da parte di Rosatom del canadese Uranium One. La stipulazione della vendita avvenne sotto la presidenza Obama, quando la Clinton era Segretario di Stato. Ma qual è l&#8217;accusa nei confronti della candidata dem? Rosatom avrebbe acquisito il 20% dell&#8217;uranio dopo che la Uranium One avrebbe ripetutamente donato dei soldi alla <strong>Clinton Foundation</strong>. Sui passaggi di denaro e sulla possibile contiguità di queste due operazioni, insomma, il Congresso è chiamato ad indagare.</p>

<p><em>The Hill</em> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://thehill.com/policy/national-security/355749-fbi-uncovered-russian-bribery-plot-before-obama-administration">ha rilanciato</a> questa storia, sostenendo l&#8217;esistenza di prove di &#8220;passaggi di denaro&#8221; e &#8220;reati di corruzione&#8221;, si legge <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agi.it/estero/trump_obama_clinton_russiagate_rosatom-2291308/news/2017-10-26/">qui</a>, finalizzati a far sì  che <strong>Vladimir Putin</strong> e <strong>Rosatom</strong> crescessero economicamente, quindi politicamente, negli Stati Uniti. Un testimone oculare, poi, avrebbe indicato la Clinton Foundation come &#8220;destinatario di milioni di dollari, nello stesso periodo in cui la moglie Hilary, sconfitta da Obama alle primarie, veniva riciclata da quest&#8217;ultimo come capo della diplomazia a stelle e strisce&#8221;. Secondo le rivelazioni dello stesso sito, Bill Clinton aveva interrogato il Dipartimento di Stato sulla possibilità dell&#8217;esistenza di un conflitto di interessi, riuscendo ad ottenere il permesso di incontrare un dirigente del Rosatom. Il <em>New York Times</em>, inoltre, ha pubblicato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2015/04/24/us/cash-flowed-to-clinton-foundation-as-russians-pressed-for-control-of-uranium-company.html?_r=0">questo articolo</a>, secondo cui i russi riuscirono ad ottenere il controllo di Uranium One per mezzo di tre transazioni, avvenute tra il 2009 e il 2013. Il flusso, insomma, avrebbe riguardato la sempre più discussa fondazione presieduta da <strong>Bill Clinton</strong>. Il caso era già stato sollevato da un libro di Peter Schweizer, &#8220;Clinton Clash&#8221; ed è scoppiato mediaticamente solo adesso, salvando la presidenza Obama da una vicenda che avrebbe potuto travolgerla. Il denaro circolato per questa storia, infatti, non è poco. Il colosso statale Rosatom ha acquistato un quinto delle riserve minerarie di uranio degli Stati Uniti per &#8220;decine di miliardi di dollari&#8221;, si legge <a href="http://formiche.net/2017/10/23/il-russiagate-dei-clinton-e-di-obama/">qui</a>, mentre l&#8217;ex presidente Bill Clinton &#8220;incassava in un solo giorno mezzo milione di dollari da una banca d&#8217;affari russa legata al Cremlino, la Renaissance Capital, forte sostenitrice di Rosatom, per un discorso pronunciato a Mosca&#8221;. Una contropartita per la vendita dell&#8217;uranio?</p>
<p>La coppia dei Clinton, insomma, sembra giunta al tramonto politico. Il <strong>Russiagate</strong> riguardante Donald Trump si è mediaticamente smorzato nel tempo a causa delle mancanza di prove fattuali. Relativamente a questa vicenda dell&#8217;uranio, invece, pare esserci più di un indizio sfavorevole al duo democratico. Negli ultimi giorni, peraltro, un&#8217;inchiesta giornalistica aveva svelato come il comitato nazionale democratico avesse avuto un ruolo nel commissionare <strong>il dossier</strong> sui rapporti tra Trump e Mosca durante la campagna elettorale per le presidenziali. Hilary Clinton, spesso, dichiara di essere pronta a contestare l&#8217;esito delle presidenziali americane, nonostante sia passato quasi un anno dal voto americano, ma sembrano altre le questioni che dovrà contestare nel breve periodo. La notizia risale al 2010, ma il Dipartimento di Giustizia americano ha indagato per altri quattro anni. Cosa sarebbe successo se il tutto fosse emerso mentre Obama trattava con Putin sul nucleare? I nomi coinvolti, infine, lasciano aperta qualche domanda: Il ministro della Giustizia dell&#8217;epoca era <strong>Eric Holder</strong>, obamiano di ferro; il capo dell&#8217;Fbi era <strong>Robert Mueller</strong>, che invece oggi si occupa come &#8220;special prosecutor&#8221; del Russiagate di Trump; Nel 2013, a Mueller, è succeduto quel <strong>James Comey</strong> che ha accusato l&#8217;attuale presidente degli Stati Uniti di &#8220;mentire&#8221; e si è dichiarato certo che Mosca abbia &#8220;interferito col voto americano&#8221;. Un terzetto che, secondo qualcuno, potrebbe aver contribuito quantomeno a non far esplodere il caso sull&#8217;uranio. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/clinton-inchiesta-luranio-si-rischia-un-caso-watergate.html">Clinton sotto inchiesta per l&#8217;uranio:  si rischia un nuovo caso Watergate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I nuovi guai della Clinton Foundation</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nuovi-guai-della-clinton-foundation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 08:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-1024x757.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tempi bui per la famiglia Clinton. Dopo la cocente sconfitta alle elezioni presidenziali, alcuni importanti finanziatori della Clinton Foundation, delusi dall&#8217;insuccesso dell&#8217;Ex Segretario di Stato Hillary Clinton, hanno deciso di rivedere il loro contributo alla discussa organizzazione no-profit. È il caso dell&#8217;Australia e della Norvegia, due dei primi tre Paesi che sponsorizzano la fondazione, secondi soltanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-guai-della-clinton-foundation.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1419" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161118104755_21348181-1024x757.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tempi bui per la famiglia Clinton. Dopo la cocente sconfitta alle elezioni presidenziali, alcuni importanti finanziatori della <strong>Clinton Foundation</strong>, delusi dall&#8217;insuccesso dell&#8217;Ex Segretario di Stato Hillary Clinton, hanno deciso di rivedere il loro contributo alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-ombre-della-clinton-foundation/" target="_blank">discussa organizzazione no-profit</a>. È il caso dell&#8217;<strong>Australia</strong> e della <strong>Norvegia</strong>, due dei primi tre Paesi che sponsorizzano la fondazione, secondi soltanto all&#8217;<a href="https://www.clintonfoundation.org/contributors/">Arabia Saudita</a>.<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/oH8LdJBdpLc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Come riporta il quotidiano norvegese <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.hegnar.no/Nyheter/Politikk/2016/11/Norge-kutter-gigantoverfoeringer-til-Clinton-stiftelsen">Hegnar</a>, la <strong>Norvegia</strong> ha tagliato il proprio contributo alla Clinton Foundation dell&#8217;87% a seguito della disfatta elettorale di Hillary Clinton. Dopo aver stanziato una somma di denaro di circa 5 milioni di dollari l&#8217;anno tra il 2007 e il 2013, il governo norvegese aveva deciso di far lievitare il finanziamento a 15 e 21 milioni di dollari rispettivamente nel 2014 e nel 2015, proprio quando le ipotesi di una candidatura dell&#8217;Ex First Lady si facevano sempre più concrete, così come la possibilità che diventasse Presidente degli Stati Uniti. Una coincidenza? Difficile crederlo. Anche perché a pochi giorni dalla vittoria di <strong>Donald Trump</strong>, la Norvegia ha immediatamente ridimensionato il contributo dell&#8217;87% per il 2017, e questo ragionevolmente non può essere soltanto un caso. E dato che il governo di <strong>Oslo</strong> ha sinora stanziato &#8211; dal 2007 in poi &#8211; circa <strong>174 milioni di dollari</strong> di contributo, per la fondazione si tratta di una perdita grave e assai rilevante.Bruttissime notizie per i Clinton arrivano anche dall&#8217;<strong>Australia</strong>. Ne dà notizia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sputniknews.com/us/201611241047774465-australia-cuts-ties-clinton-foundation/">Spuntik International</a>: secondo l&#8217;agenzia di stampa russa, infatti, a seguito della sconfitta elettorale il Paese del Commonwealth avrebbe comunicato di aver tagliato i ponti con la Clinton Foundation. L&#8217;annuncio sarebbe stato dato pochi giorni fa dal Ministro degli Esteri australiano <strong>Julie Bishop</strong>, la quale ha confermato che gli accordi con la fondazione precedentemente pattuiti con i governi Rudd e Gillard non sarebbero stati rinnovati. Dal 2006 al 2014 l&#8217;Australia ha donato ben 88 milioni di dollari alla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.clintonfoundation.org/our-work/clinton-health-access-initiative">Clinton Health Access Initiative </a>e alla Clinton Foundation, come ha evidenziato il quotidiano australiano <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.heraldsun.com.au/blogs/andrew-bolt/why-have-we-donated-to-clintons-foundation/news-story/96f87b9c4999e22cd3b022d267129896">Herald Sun</a> in un editoriale dello scorso ottobre molto critico al riguardo. La fondazione istituita dall&#8217;ex Presidente Bill Clinton ha ricevuto una grande quantità di donazioni da parte di nazioni straniere, molte delle quali elargite proprio nel periodo in cui Hillary ricopriva la carica di Segretario di Stato americano (2009-2013): un fatto messo in luce da <a href="https://wikileaks.org/clinton-emails/?q=Clinton+Foundation&amp;mfrom=&amp;mto=&amp;title=&amp;notitle=&amp;date_from=&amp;date_to=&amp;nofrom=&amp;noto=&amp;count=50&amp;sort=0&amp;page=12&amp;">Wikileaks</a> durante la campagna elettorale, che ha gettato più di un&#8217;ombra sui possibili conflitti d&#8217;interesse della Ex First lady e del marito, ed ha evidenziato una gestione poco chiara e trasparente degli affari della fondazione di famiglia.Negli Stati Uniti, inoltre, alcuni osservatori ipotizzano un futuro tutt&#8217;altro che roseo per la <strong>Clinton Foundation</strong>, legato a doppio filo alla sconfitta elettorale dell&#8217;esponente democratica. “La prodigiosa capacità di raccogliere fondi della Clinton Foundation potrebbe subire un destino simile a quello delle naufragate ambizioni politiche di Hillary Clinton? &#8211; osserva <strong>Javer E. David</strong> su <a style="color: #0000ff" href="http://www.cnbc.com/2016/11/19/clinton-foundation-seen-at-a-crossroads-after-hillary-clintons-dashed-white-house-dreams.html">CNBC </a>&#8211; Hillary non occuperà più un ruolo di primo piano nel governo, almeno nell&#8217;immediato futuro, e questo limiterà la possibilità che vi siano grandi donazioni al fine di ingraziarsi il consenso dei Clinton. L&#8217;ex Segretario di Stato non è più visto come il futuro Presidente degli Stati Uniti e i collaboratori della fondazione devono guardare altrove e rivedere totalmente la loro la strategia”. Per altri esperti la fondazione avrebbe finalmente la possibilità di mettere da parte le critiche e rinascere: “La sconfitta elettorale &#8211; afferma <strong>Pablo Eisneberg</strong>, senior fellow presso il Center for Public and Nonprofit Leadership Center alla Georgerown University &#8211; dà la preziosa opportunità alla Clinton Foundation di essere meno invischiata con gli interessi politici e finanziari dei Clinton e di svolgere un&#8217;attività più mirata e trasparente”.Nel frattempo in <strong>Germania</strong> sta scoppiando una polemica inerente la Clinton Foundation e che sta generando un certo imbarazzo nel governo di<strong> Angela Merkel</strong>. Come ha rilevato il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.welt.de/wirtschaft/article159791364/Bundesregierung-zahlte-Millionen-an-Clinton-Stiftung.html?campaign_id=A100">Die Welt</a>, durante la campagna elettorale americana, tra settembre e luglio,  il Ministero Federale per l&#8217;Ambiente tedesco avrebbe elargito una somma di <strong>5 milioni di dollari</strong> di contributo destinati alla fondazione. Il ministero ha tuttavia negato l&#8217;ipotesi che la donazione fosse direttamente legata alla campagna elettorale di Hillary Clinton, dichiarando altresì che &#8220;il finanziamento rientra nell&#8217;ambito delle iniziative internazionale a favore del clima” e che quei soldi pubblici servivano “a sostenere le riforestazione nell&#8217;Africa orientale”. Che si tratti della verità o meno, è innegabile che la tempistica sia perlomeno sospetta. E la fondazione non è certo nota, almeno sin qui, per la trasparenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovi-guai-della-clinton-foundation.html">I nuovi guai della Clinton Foundation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le ombre della Clinton Foundation</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-ombre-della-clinton-foundation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 14:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton Foundation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-768x309.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-1024x412.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono una delle più grandi dinastie degli Stati Uniti. I Clinton sono sulla scena politica statunitense dagli anni 70, prima con  Bill e poi anche con Hillary. E forse è proprio questo che gli ha permesso di costruire una rete globale di donatori senza  pari.LEGGI ANCHE: Chi fa la &#8220;guerra&#8221; alla ClintonMa facciamo un passo indietro. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ombre-della-clinton-foundation.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-768x309.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/LAPRESSE_20161108095720_21237819_CLINTON-e1478615862246-1024x412.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono una delle più grandi dinastie degli Stati Uniti. I <strong>Clinton</strong> sono sulla scena politica statunitense dagli anni 70, prima con  <strong>Bill</strong> e poi anche con <strong>Hillary</strong>. E forse è proprio questo che gli ha permesso di costruire una rete globale di donatori senza  pari.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/guerra-alla-clinton/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Chi fa la &#8220;guerra&#8221; alla Clinton</a></strong>Ma facciamo un passo indietro. Bill e Hillary hanno fondato – nel 1997 – la <strong>Clinton Foundation</strong>, una fondazione diversa da qualsiasi altra nella storia. È un impero filantropico globale gestito da un ex presidente degli Stati Uniti, con l&#8217;obiettivo di risolvere molti dei problemi più difficili al mondo.Avviata in modo modesto &#8211; e inizialmente focalizzata sulla biblioteca personale di Bill &#8211; è via via cresciuta in modo molto ambizioso. Attualmente conta oltre <strong>2000 dipendenti</strong>. Più specificatamente, i fondi raccolti dalla fondazione vengono spesi direttamente sui programmi aperti dalla società e non vengono donati ad altre organizzazioni di beneficenza.Lo stesso ex presidente in passato ha dichiarato al <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.washingtonpost.com/politics/the-inside-story-of-how-the-clintons-built-a-2-billion-global-empire/2015/06/02/b6eab638-0957-11e5-a7ad-b430fc1d3f5c_story.html" target="_blank">Washington Post</a></em>: &#8220;La fondazione è una macchina geniale che può trasformare qualcosa di intangibile in qualcosa di tangibile: il <strong>denaro</strong>&#8220;.Ecco, il denaro. Secondo un&#8217;inchiesta del <em>Washington Post</em>, i due coniugi per le loro campagne politiche e per le raccolte fondi sono riusciti a racimolare <strong>3 miliardi di dollari</strong> negli ultimi 40 anni. Cioè da quando Bill ha iniziato le sue prime campagne elettorali negli anni &#8217;70. Di questi, 2 miliardi sono finiti direttamente nelle casse della Clinton Foundation, mentre la restante parte (cioè 1 miliardo di dollari) è andata direttamente a <strong>finanziare le campagne elettorali dei due coniugi</strong>.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/ecco-chi-paga-la-campagna-da-un-miliardo-di-dollari-della-clinton/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Chi paga la campagna della Clinton</a></strong>Ma chi sono i donatori? Già nel 2008, quando Hillary è stata nominata segretario di stato durante la prima amministrazione Obama, si è sollevò il problema. Una delle accuse che vennero rivolte alla Clinton fu che tra i donatori ci fossero <strong>governi stranieri</strong>. Governi che, donando ingenti somme di denaro, potevano influenzare la politica estera del nuovo Segretario di Stato statunitense. Quindi, dopo un polverone di polemiche, l&#8217;amministrazione Obama chiese la pubblicazione dei donatori.E la fondazione diffuse un elenco composto da circa <strong>200mila nomi</strong>. Tra questi, c&#8217;erano un<strong> membro della famiglia reale saudita</strong> – che ha donato alla fondazione milioni di dollari &#8211; un <strong>oligarca ucraino</strong>, il <strong>governo del Qatar</strong> e potenti uomini d&#8217;affari come il magnate dell&#8217;editoria <strong>Rupert Murdoch</strong>.Le donazioni da parte di governi stranieri ad un candidato ad un qualsiasi ruolo pubblico sono illegali negli Stati Uniti (in seguito ad una sentenza della Corte Suprema) e sono di conseguenza malvisti dall&#8217;elettorato statunitense.Oltre a quelli già citati, tra i principali donatori della fondazione che hanno donato più di 25 milioni di dollari, troviamo anche la “<strong>Bill &amp; Melinda Gates Foundation</strong>” (di Bill Gates, fondatore di Microsoft).<div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/oH8LdJBdpLc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>Costruire questa rete immensa, eterogenea e soprattutto <strong>fedele</strong>, non è stato facile per i due coniugi. Bill Clinton ha usato il suo carisma per catturare nuovi sostenitori, Hillary ha applicato la sua caratteristica attenzione ai dettagli per inviare note scritte a mano per celebrare fidanzamenti tra i donatori e nuovi arrivati. Delle mosse semplici ma efficaci. Talmente efficaci che solo l&#8217;1% dei donatori ha donato il 21% delle sovvenzioni totali ricevute dalla Clinton Foundation.Ma torniamo all&#8217;attualità. Già nella campagna elettorale per la nomination democratica il senatore del <strong>Vermont Bernie Sanders</strong> ha risollevato la questione. “Ho un problema quando un ex Segretario di Stato – ha detto – riceve nella propria fondazione milioni di dollari da governi stranieri”. E poi ancora “penso che questo possa essere considerato conflitto di interessi”, ha concluso.Nel mirino non sono finiti solo i finanziamenti ottenuti nella fondazione, ma anche quelli ottenuti dai coniugi Clinton da banche e servizi finanziari per le loro campagne elettorali nel corso degli anni.Il <em>Washington Post</em> sostiene che Hillary Clinton avrebbe incassato oltre 3.5 milioni di dollari per alcuni discorsi <strong>discorsi a pagamento</strong> organizzati da <strong>banche</strong> e <strong>società finanziarie</strong>. Tra le banche che hanno elargito un sostanzioso assegno (di circa 675 mila dollari) in seguito a tre interventi dell&#8217;ex Segretario di Stato, figura anche <strong>Goldman Sachs</strong>. E tra gli sponsor che hanno pagato per uno o più discorsi di Hillary troviamo anche la banca tedesca <strong>Deutsche Bank</strong>, che ha elargito circa 485mila dollari.In più, le società di servizi finanziari e di Wall Street hanno donato in tutto circa <strong>44 milioni di dollari</strong> per sostenere le varie campagne elettorali di Hillary Clinton. Tutto questo successo tra gli investitori di Wall Street, come riporta il quotidiano statunitense, mostra come Hillary continui a beneficiare delle relazioni che lei e suo marito sono riusciti a forgiare dagli anni &#8217;70 ai giorni nostri.Proprio in quegli anni Bill Clinton decise di intraprendere la carriera politica, altro punto forte della raccolta fondi del clan Clinton. Perché, oltre ai piccoli donatori, anche le società di Wall Street hanno donato per le campagne elettorali. Ma entriamo nel dettaglio e andiamo a quantificare queste somme di denaro. Nel 1992, per la prima corsa presidenziale di Bill Clinton, circa 11 milioni e 700mila dollari. Soldi più che raddoppiati quattro anni dopo: più di 28 milioni di dollari, in occasione della campagna per la rielezione nel 1996.Quattro anni dopo (nel 2000) Hillary si candida al Senato per lo stato di New York e ottiene oltre 2 milioni di dollari. Sei anni dopo, nel 2006, sempre per la corsa al Senato, quei soldi triplicano e Hillary riesce a ottenere oltre 6 milioni di dollari.Ma è nel 2008 che Hillary decide di fare il grande salto e di correre per le presidenziali. Lo scontro con <strong>Barack Obama</strong> per la nomination democratica è storica, perché chiunque di loro avesse vinto sarebbe stata una “prima volta”: il primo uomo di colore contro la prima donna. E la Clinton ottiene sovvenzioni per oltre 14 milioni di dollari. Soldi sprecati visto che quella nomination la ottenne Obama.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17415" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/10/banner_cristiani.jpg" alt="banner_cristiani" /></a>Facciamo un salto in avanti di 8 anni. Hillary ci riprova, stavolta ha davanti il socialista Bernie Sanders e, grazie soprattutto all&#8217;appoggio del partito, la Clinton vince la nomination democratica. Ora rimane solo da battere il candidato repubblicano Donald Trump per diventare la prima presidentessa degli Stati Uniti, una carica inseguita per anni. E, in occasione di queste ultime elezioni, gli ultimi dati pubblicati dal <em>Washington Post</em> si fermano al 30 settembre scorso: oltre 6 milioni di dollari. Cifra che, sicuramente, nel frattempo sarà aumentata. Senza dimenticare che Bill ha già annunciato le sue dimissioni da presidente della fondazione Clinton se Hillary dovesse ottenere la presidenza. La motivazione è evitare il conflitto di interessi.Ma se Hillary dovesse vincere le elezioni presidenziali, verrà nuovamente sollevato il velo sulla Clinton Foundation o si cercherà di nascondere il problema?</p>
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		<title>Guai per la Clinton Foundation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 08:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton Foundation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se vincerà le prossime elezioni presidenziali di novembre, Hillary Clinton dovrà tagliare tutti i ponti con la Clinton Foundation. Parola di Bernie Sanders, la grande rivelazione di queste primarie democratiche che lo scorso luglio ha ufficializzato il suo endorsement in favore della ex rivale nella corsa alla Casa Bianca.Come riportato da Russia Today, il senatore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/guai-per-la-clinton-foundation.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/clinton-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Se vincerà le prossime elezioni presidenziali di novembre, <strong>Hillary Clinton</strong> dovrà tagliare tutti i ponti con la Clinton Foundation. Parola di Bernie Sanders, la grande rivelazione di queste primarie democratiche che lo scorso luglio ha ufficializzato il suo endorsement in favore della ex rivale nella corsa alla Casa Bianca.Come riportato da <em><a style="color: #0000ff" href="https://www.rt.com/" target="_blank">Russia Today</a></em>, il senatore del Vermont ha espresso la sua posizione durante il programma televisivo della NBC &#8220;Meet the Press&#8221;: incalzato dai giornalisti, alla domanda specifica su una eventuale chiusura della fondazione, Sanders ha dichiarato tuttavia di &#8220;non saperne abbastanza&#8221; e che la stessa Clinton Foundation &#8220;si impegna comunque in giuste cause, come la lotta all&#8217;AIDS&#8221;.Alcune e-mail provenienti dal server privato di Hillary Clinton metterebbero in luce dei rapporti, non propriamente trasparenti, tra la stessa fondazione e il <strong>Dipartimento di Stato</strong> nel periodo in cui la candidata democratica alla Casa Bianca ricopriva la carica di Segretario di Stato: in questi messaggi, che verranno presumibilmente pubblicati e resi noti solo dopo le elezioni di novembre, si confermerebbe il fatto che i maggiori donatori della fondazione avrebbero avuto dei privilegi e favori speciali, come ad esempio un pranzo esclusivo con l&#8217;allora Presidente della Repubblica Cinese Hu Jintao.Secondo un&#8217;inchiesta dell&#8217;<em>Associated Press</em> dello scorso 23 agosto, &#8220;più della metà delle persone estranee a incarichi governativi che hanno incontrato Hillary Clinton mentre era Segretario di Stato hanno finanziato &#8211; attraverso una donazione personale o tramite società &#8211; la Clinton Foundation&#8221;. La testata americana parla di &#8220;<strong>almeno 85 personalità</strong> non legate all&#8217;attività governativa che hanno incontrato la Clinton mentre era a capo del Dipartimento di Stato e che hanno dato un contributo al programma internazionale della fondazione, per un totale di circa 156 milioni di dollari raccolti&#8221;.Come se non bastasse, un&#8217;indagine di pochi giorni fa condotta da <em><a style="color: #0000ff;" href="http://www.politico.com/" target="_blank">Politico</a></em> ha scoperto come<strong> i contribuenti americani finanzino la Clinton Foundation a loro insaputa</strong> attraverso l&#8217;escamotage &#8211; legale, ma non propriamente etico &#8211; della &#8220;Former Presidents Act&#8221;: approvata nel 1958, la legge aveva l&#8217;obiettivo di operare come fondo di assistenza per gli ex inquilini della Casa Bianca e accompagnarli nel ritorno alla vita civile. Tuttavia Bill Clinton, sulla base di questa legge, avrebbe ottenuto la bellezza di <strong>16 milioni di dollari</strong>, che sarebbero finiti nelle casse della fondazione al fine di acquistare apparecchiature, materiale e quant&#8217;altro.Un caso, legato a doppio filo all&#8217;inchiesta sull’utilizzo di account e-mail e server privati durante il periodo del mandato da Segretario di Stato della candidata democratica, che sta facendo discutere l&#8217;opinione pubblica americana: da qui le dichiarazioni sopracitate di Bernie Sanders, aspramente criticato nelle ultime settimane da una larga fetta del suo elettorato per la sua scelta di sostenere Hillary Clinton. Appoggio che non è in discussione, almeno per il momento.Nel corso dell&#8217;intervista alla NBC, Sanders ha inoltre dichiarato che &#8220;la strada per una rivoluzione politica negli Stati Uniti è ancora molto lunga&#8221; ma rimane ottimista sul fatto che qualcosa stia effettivamente cambiando. &#8220;Il cambiamento degli Stati Uniti deve coinvolgere milioni di persone nel processo politico e questo non succede dal giorno alla notte, ma penso che qualcosa si stia muovendo&#8221; &#8211; ha ribadito.Nel frattempo lo sfidante repubblicano <strong>Donald Trump</strong> contesta la decisione del Dipartimento di Stato di pubblicare le e-mail dopo le elezioni di novembre definendola «inaccettabile», aggiungendo che &#8220;gli elettori meritano di sapere la verità <strong>prima</strong> di esprimere il proprio voto&#8221;. Ma con i sondaggi che vedono per la prima volta in testa &#8220;The Donald&#8221;, e gli scandali che si susseguono di settimana in settimana, per Hillary Clinton la strada verso le elezioni presidenziali comincia a farsi seriamente in salita. E la stoccata di Bernie Sanders conferma il grande imbarazzo in casa democratica.</p>
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