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	<title>Alpini Archives - InsideOver</title>
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	<title>Alpini Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il servizio di leva e la petizione dell’Ana: ecco perché manca il bersaglio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-servizio-di-leva-e-la-petizione-dellana-ecco-perche-manca-il-bersaglio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 15:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-1536x1028.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>L&#8217;Ana, l&#8217;Associazione Nazionale Alpini, ha lanciato il 5 agosto scorso una petizione online per ripristinare il servizio di leva. Nel testo si legge che “la scomparsa di questo servizio alla Patria ha privato i giovani della possibilità di conoscere realtà diverse dalla propria, condividere fatiche per un risultato comune e acquisire consapevolezza che oltre al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-servizio-di-leva-e-la-petizione-dellana-ecco-perche-manca-il-bersaglio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-servizio-di-leva-e-la-petizione-dellana-ecco-perche-manca-il-bersaglio.html">Il servizio di leva e la petizione dell’Ana: ecco perché manca il bersaglio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1370" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220813173510541_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_87232-1536x1028.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>L&#8217;Ana, l&#8217;<strong>Associazione Nazionale Alpini</strong>, ha lanciato il 5 agosto scorso <a href="https://www.ana.it/2022/08/08/firma-la-petizione-e-sostieni-lintroduzione-di-un-servizio-obbligatorio-per-i-giovani/" target="_blank" rel="noopener">una petizione online</a> per ripristinare il servizio di leva. <a href="https://www.ana.it/2022/08/05/un-servizio-obbligatorio-per-i-giovani/" target="_blank" rel="noopener">Nel testo</a> si legge che “la scomparsa di questo servizio alla Patria ha privato i giovani della possibilità di conoscere realtà diverse dalla propria, condividere fatiche per un risultato comune e acquisire consapevolezza che oltre al proprio io c’è un soggetto che si chiama Stato, una comunità che oltre a garantire diritti richiede doveri. Oggi, purtroppo, ci troviamo in una situazione in cui doveri e osservanza delle regole sono sempre più negletti: i giovani appaiono disorientati e la scuola e alcune realtà di volontariato giovanile da sole non bastano a colmare i vuoti nel loro senso civico”. In particolare, riguardo al ripristino della coscrizione obbligatoria, l&#8217;Ana richiede che “sia reintrodotto un servizio obbligatorio per tutti i giovani, per formarli nel campo della <strong>protezione civile</strong>, dell’<strong>ambiente</strong> e del <strong>servizio pubblico</strong>, con una formazione <strong>anche</strong> militare che contribuisca a creare una riserva impiegabile sul territorio nazionale”.</p>
<p>Dopo il primo tentativo, profuso da tutte le associazioni d&#8217;arma, di spingere le realtà politiche a reintrodurre la leva obbligatoria avvenuto nel 2018 e diventato “lettera morta”, gli Alpini in congedo ci riprovano partendo da una richiesta popolare firmata, per il momento, da poco più di 3mila persone.</p>
<p>L&#8217;intento, a livello generale, è lodevole, ma le motivazioni e le modalità <strong>sono sbagliate</strong>. Innanzitutto, dal punto di vista tecnico, la reintroduzione del servizio di leva <em>tout court</em>, così come si effettuava sino alla sua sospensione avvenuta nel 2004, è <strong>anacronistica</strong>, <strong>inutile</strong> per le esigenze del Paese e <strong>dispendiosa</strong>. Le caserme che un tempo ospitavano migliaia di coscritti ogni mese, sono state dismesse per la stragrande maggioranza in questi quasi vent&#8217;anni, mentre lo stesso strumento militare è cambiato, evolvendosi nel professionismo che, se pur con tutti i limiti della sua declinazione italica fatti di duplicazione dei comandi e personale dall&#8217;età media avanzata, è l&#8217;unico in grado di soddisfare le esigenze di una Difesa dove il soldato, di qualsiasi forza armata egli sia, non deve più solamente “saper usare un fucile o un carro armato”, ma è un <strong>operatore specializzato</strong> che deve essere in grado di gestire armamenti e strumenti sempre più sofisticati che si trovano sul campo di battaglia, che ha assunto le caratteristiche di uno <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>scenario multidominio</strong></a>.</p>
<p>La coscrizione obbligatoria <em>tout court</em> è efficace solo per quelle <strong>nazioni piccole</strong>, come Israele, la Svizzera o la Finlandia, dove però il servizio dura più di un anno e in cui il soldato, compiuto “il suo dovere”, entra nel meccanismo della <strong>riserva</strong> per il resto della sua vita, venendo richiamato e continuando a essere, pertanto, aggiornato e addestrato.</p>
<p>All&#8217;Italia quindi non serve una leva obbligatoria come quella che si svolgeva sino al 2004, piuttosto, visto lo scenario internazionale dove si è ripresentata forte la necessità di avere una <strong>capacità di deterrenza convenzionale credibile</strong> stante il ritorno della conflittualità con la Russia e, in prospettiva, quella con la Cina, sarebbe necessario introdurre una <strong>leva selezionata</strong> sul modello svedese, dove ogni anno vengono arruolati 10mila coscritti scelti in base alle competenze, attitudini professionali e psicofisiche. Un modello simile, se affiancato a una riserva effettivamente concepita come tale, servirebbe, peraltro, a svecchiare i ranghi delle forze armate e a sopperire alla cronica carenza di personale pesando relativamente poco sul bilancio annuale della Difesa.</p>
<p>Quello che invece veramente <strong>stona</strong>, nel testo della petizione dell&#8217;Ana, è il modo di concepire il servizio di leva. La frase “per formarli [i giovani n.d.r.] nel campo della protezione civile, dell’ambiente e del servizio pubblico, con una formazione anche militare” sottintende una mentalità del tutto sbagliata di pensare alla “naja”. Innanzitutto si dovrebbe <strong>smettere di pensare ai militari come a degli operatori di Protezione Civile</strong> da utilizzare nelle emergenze nazionali, siano esse alluvioni, incendi, emergenze rifiuti o effettuare pattugliamenti nelle nostre strade. Ruolo che si vorrebbe per essi come esplicitamente reso nel comunicato da quel “anche” prima di “militare”.</p>
<p>Compito del soldato è difendere il Paese e i suoi interessi, quindi, detto senza troppi giri di parole, <strong>saper fare la guerra</strong>. E proprio la guerra, come abbiamo visto in questi mesi, è tornata in Europa, e non è più pensabile – né sopportabile – che ancora si propugni una retorica da “esercito della salvezza” degli uomini (e donne) con “le stellette”. Certo, i soldati, in caso di grave emergenza, possono essere mobilitati per aiutare gli enti civili preposti al soccorso, ma questo ruolo deve essere del tutto accessorio rispetto a quello principale, quindi, semmai, il militare <strong>può essere anche un operatore</strong> nel campo della protezione civile, non il contrario.</p>
<p>Secondariamente il servizio di leva non è mai stato, e non deve essere, un <strong>surrogato della famiglia o della scuola</strong> nel campo dell&#8217;educazione dei giovani. Graduati, marescialli e ufficiali non sono educatori dell&#8217;oratorio feriale. Non sono nemmeno un surrogato dei genitori, né devono mai esserlo. Pensare che basti ripristinare il servizio di leva per “raddrizzare la schiena” a una gioventù che (pare) allo sbando, è illogico e, soprattutto, destinato a fallire miseramente. L&#8217;educazione, il senso civico, si impara in famiglia e a scuola: i militari possono e devono solo insegnare a un ragazzo a diventare un soldato, ovvero a sapere cosa fare sul campo di battaglia.</p>
<p>Chi scrive ha svolto il servizio di leva e ne ha un bellissimo ricordo, ma solo perché, quando arrivò la famosa “cartolina”, si presentò in caserma con lo spirito di chi doveva svolgere il proprio dovere dando un anno della sua vita alla Patria. Tantissimi altri, che non hanno optato per il servizio civile e attraversarono con me i cancelli di quella caserma, lo svolsero controvoglia, non imparando nulla se non odiare le imposizioni e l&#8217;autorità. Il servizio militare, insomma, ti “migliora” &#8211; o raddrizza se volete – solo se hai già una particolare educazione (o predisposizione), altrimenti non sortisce nessun effetto in tal senso.</p>
<p>Possiamo capire che la richiesta dell&#8217;Ana sia stata formulata in questi toni perché, in questo sciagurato Paese, non si può avere un dibattito serio e costruttivo sulla Difesa e sul mondo militare, in quanto è la politica, di ogni colore, per prima a propugnare l&#8217;idea del militare come operatore di protezione civile, ma sarebbe opportuno smettere questa retorica, almeno da parte delle associazioni d&#8217;arma, per cercare di instaurare una cultura della Difesa, come peraltro auspicato dagli stessi Stati maggiori.</p>
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		<title>In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 11:34:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>I militari italiani in Lettonia rappresentano uno dei contingenti dell&#8217;Alleanza Atlantica di stanza nel Baltico. Una presenza che dimostra il pieno sostegno ai partner regionali, ma che in questa fase rafforza quel messaggio che viene continuamente ribadito dai leader politici dell&#8217;Alleanza: la difesa &#8220;di ogni centimetro&#8221; del blocco occidentale. Nella base di Adazi, a poche &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/IMG_6803-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>I militari italiani in <strong>Lettonia</strong> rappresentano uno dei contingenti dell&#8217;Alleanza Atlantica di stanza nel Baltico. Una presenza che dimostra il pieno sostegno ai partner regionali, ma che in questa fase rafforza quel messaggio che viene continuamente ribadito dai leader politici dell&#8217;Alleanza: la difesa &#8220;di ogni centimetro&#8221; del blocco occidentale.</p>
<p>Nella base di Adazi, a poche decine di chilometri dalla capitale Riga, gli italiani si addestrano continuamente, sia da soli che insieme alle altre forze Nato. Lo scopo è quello di farsi trovare sempre pronti, migliorando l&#8217;interoperabilità delle truppe atlantiche. E per fare questo, gli uomini del contingente, insieme ai militari di una decina di Paesi dell&#8217;Alleanza, si esercitano in un campo di addestramento di circa 60 chilometri quadrati immerso nella fitta foresta lettone.</p>
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<p>Il poligono si trova poco distante dalla base vera e propria, ed è suddiviso in diverse aree dove i vari contingenti si prenotano per svolgere le simulazioni in programma. All&#8217;arrivo nel campo di addestramento, <strong>Adazi</strong> mostra subito una delle sue caratteristiche più interessanti: il clima. Nel giro di una manciata di minuti, si rincorrono sole, vento, nuvole e alcune gocce di pioggia. Con un freddo che cala all&#8217;improvviso mentre pochi minuti prima un pallido sole di inizio primavera sembrava promettere conforto. Clima tipico di una regione cosparsa di vegetazione, non lontana dal mar Baltico e a ridosso del grande Nord, e che risulta perfetto per alcune attività addestrative che compiono gli uomini dell&#8217;Esercito. Tra il fango e le buche, con sentieri segnati solo dal passaggio dei cingolati, è possibile testare non solo la tenuta dei mezzi, ma anche le capacità di movimento delle forze di terra.</p>
<p>Per molti di loro, appartenenti per la Brigata &#8220;Taurinense&#8221; al 2° reggimento <strong>Alpini</strong> e al reggimento Nizza cavalleria, oltre che al 17° reggimento contraerea sforzesca e al 2° reggimento trasmissioni, il clima rigido non è certo un problema. E l&#8217;esperienza dei vari reparti è già molto ampia nonostante la giovane età di tanti componenti. Ma come ci spiega il <strong>tenente colonnello Claudio Blardone</strong>, al comando del contingente italiano in Lettonia, il compito è sempre quello di addestrarsi al meglio; proprio perché uno degli obiettivi della missione è quello di consolidare prontezza e capacità anche in coordinamento con le forze atlantiche.</p>
<div id="gallery_350474" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_350474 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6769.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6769-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6681.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6681-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6690.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6690-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6719.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6719-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6724.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6724-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6739.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6739-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6734.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6734-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6708.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6708-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6699.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6699-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6781-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6781-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6779-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6779-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6777-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6777-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6820-scaled.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6820-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6816.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6816-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6807.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6807-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6803.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6803-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6799.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6799-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6811.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6811.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6756.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6756-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6825.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6825-150x150.jpeg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6710.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_6710-150x150.jpeg","subHtml":""}];</script>
<p>Tra gli alberi e il fango, accompagniamo alcuni uomini del contingente in un addestramento sul pattugliamento a terra e l&#8217;esfiltrazione di un ferito dal campo di battaglia. Un elicottero Apache sorvola l&#8217;area per raggiungere altre forze, mentre in lontananza possiamo sentire gli spari di altri militari che si esercitano in qualche attività a fuoco vivo. Insieme alle truppe appiedate, che simulano uno dei possibili scenari impieghi sul campo di battaglia tra fumogeni e movimenti coordinati da una parte all&#8217;altra del poligono, si muovono anche due mezzi in dotazione all&#8217;Esercito Italiano, un <strong>Vtlm Lince</strong> e un veicolo tattico <strong>Bv206</strong>. Le caratteristiche del terreno, tra buche, fango e ghiaccio, sono utili anche per testare l&#8217;utilizzo di questi mezzi.</p>
<p>Per il contingente, le esercitazioni rappresentano attività continue, più o meno ampie e di diversa natura. Solo pochi giorni prima del nostro arrivo in Lettonia, i militari italiani erano stati impegnati nella manovra <strong>Cristal Arrow 2022</strong>: una delle più importanti esercitazioni della Nato nel Paese baltico. Quella manovra, avvenuta proprio nel poligono di Camp Adazi, è stata particolarmente interessante perché, come ci ricorda Blardone, si è simulato un &#8220;partito contrapposto&#8221;. E <a href="https://www.analisidifesa.it/2022/03/lesercitazione-nato-crystal-arrow-in-lettonia/">come ha scritto lo stesso Stato Maggiore</a>, &#8220;l&#8217;operato del Contingente italiano ha evidenziato un ottimo livello di integrazione con gli <em>enablers</em> delle Forze NATO meritando gli apprezzamenti del Battle Group dell’enhanced Forward Presence (eFP Lettonia)&#8221;. Un attestato che dimostra anche l&#8217;importanza del lavoro quotidiano delle unità italiane nel Paese baltico: in prima linea lungo la nuova &#8220;cortina di ferro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/sguardo-rivolto-alla-russia/lettonia-esercito-in-campo-con-i-militari-italiani.html">In campo con i militari italiani: così l&#8217;Esercito si addestra in Lettonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Con i militari italiani in Lettonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/con-i-militari-italiani-in-lettonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 11:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Baltici]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/lettonia-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Siamo stati a Camp Adazi, in Lettonia. Ecco le foto dall'addestramento dell'Esercito Italiano in una delle principali basi Nato del Baltico</p>
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		<title>L&#8217;esercitazione tra alpini e soldati dell&#8217;Oman</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lesercitazione-tra-alpini-e-soldati-delloman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Petrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 07:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Alpini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="560" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Australiana-e1564126691378.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Australiana-e1564126691378.jpeg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Australiana-e1564126691378-300x105.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Australiana-e1564126691378-768x269.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Australiana-e1564126691378-1024x358.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>È ormai l’imbrunire quando la colonna si assiepa di fronte alla carraia della caserma “Pasquali” de L&#8217;Aquila, seguiti poco dopo da un VM90 e da un Defender. Sono gli alpini del 9° Reggimento della Brigata Taurinense e i loro colleghi del Royal Army of Oman, nell’inconfondibile DPM desertica a tinta rossa e con il fucile d’assalto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercitazione-tra-alpini-e-soldati-delloman.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercitazione-tra-alpini-e-soldati-delloman.html">L&#8217;esercitazione tra alpini e soldati dell&#8217;Oman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Destinazione: una quota appena fuori dal capoluogo abruzzese; tempo stimato di arrivo, intorno alla mezzanotte. Non è un caso che i fanti omaniti siano a L’Aquila. Roma e Muscat, infatti, sono legate da un accordo bilaterale (firmato nel 2004) che comprende anche l’ambito difesa. E quella in corso è Sun Mountain, seconda “edizione” di una esercitazione congiunta che quest’anno vede i militari arabi impegnati nel “vertical warfare”.</p>
<p>E di verticale i tratturi abruzzesi hanno molto, specie quando la temperatura sfiora i 30 gradi anche di notte e si hanno addosso zaino, gibernaggio, arma individuale e di squadra. Il “film” di Sun Mountain è accattivante: un hub ostile penetra il territorio aquilano col tentativo di destabilizzarlo. E i team italo-omaniti avranno il compito di strappare terreno all’avversario e di neutralizzarlo.</p>
<p>“L’obiettivo è un team con funzione Opfor (Opposing Force), cioè componente militare che ha compito di rappresentare il ‘nemico’ e della quale hanno fatto parte il plotone fucilieri della fanteria alpina, aliquote del Royal Oman Army e istruttori” spiega il Maresciallo Capo Agostina Pischedda, che ha trascorso la notte in quota in “attesa” degli attaccanti. E una delle fasi clou di SM2, nonché molto suggestiva: alle prime luci del giorno, dai pendii circostanti avanzano plotoni che circondano la postazione nemica. Distinguere i “buoni” dai “cattivi” è difficile poiché tutti indossano una sorta di armatura da samurai, protezioni sintetiche necessarie a contenere le marcanti. Il munizionamento e le armi (FN Minimi, Beretta ARX 160, Steyr AUG) , infatti, sono veri: stesso peso e stesso rumore, allo sparo, di quelle usate in un contesto reale non fosse che il colpo sparato si riduca ad una chiazza di vernice.</p>
<p>“Le protezioni &#8211; spiegano gli istruttori &#8211; sono necessarie per evitare lividi. È bene proteggersi bene, soprattutto il volto e le altri parti sensibili del corpo”.</p>
<p>Alle 7.30 di mattina il sole è già caldo e avanzare sotto quello strato protettivo è difficile: effetto sauna, sudore a gogo, movimenti resi meno fluidi e stanchezza per le poche ore di sonno trascorse in bivacco. Disagi tuttavia subito dimenticati al momento della “battaglia”, quando tutti i plotoni impegnati convergono sull’obiettivo. Niente deadline, si combatte fino a che si hanno munizioni e gli italo-omaniti si battono bene. Epica la sequenza di un giovane arabo lanciato all’assalto: finirà “crivellatto” dalla vernice, regalando però ai commilitoni e all’obiettivo che lo segue sequenze davvero eccitanti.</p>
<p>Attorno alle 8 la postazione avversaria è “occupata”. Qualche minuto per riposare, poi la raccolta capillare dei bossoli lasciati sul terreno, operazione alla quale nessuno si sottrae: grado o nazionalità non contano, perché l’area deve tornare pulita. Punto.</p>
<p>Boato improvviso e soldato omanita che salta come un grillo, gettandosi a terra e coprendosi la testa con le mani. Risate e applausi dei suoi e degli italiani: non è una bomba ma una piccola carica sfruttata nell’ambito dell’esercitazione… Serve anche questo, per stemperare la tensione e riprendersi.</p>
<p>Piccolo break e di nuovo in azione. Stavolta è l’anfiteatro naturale di Monticchio a fare da sfondo, con le sue pareti verticali e un sole caldissimo che batte sulle rocce. Due soli piaceri: il gradevole aroma di origano nell’aria e scoprire una targa dedicata al pluridecorato Tenente di Vascello<strong> Andrea Bafile</strong> originario di Monticchio, caduto nella Grande Guerra e con una falesia a lui dedicata.<br />
Scrutando l’orizzonte si scorgono tre team in addestramento, due lungo le pareti e uno a valle che assumerà, ancora una volta, il ruolo di Opfor.</p>
<p>In teoria l’operazione è semplice: attaccare l’avamposto scendendo dalla quota a gran velocità, neutralizzare il nemico e recuperare eventuali feriti/ostaggi. In pratica è tutto più complesso: la discesa dal picco, infatti, è all’“australiana” specialità nella quale gli alpini del 9° sono maestri e che cercano di trasmettere ai colleghi arabi. Non è affatto facile, come ricorda un istruttore:   “Continuerete a cadere o ad essere impacciati finché non avrete capito che il bacino va spostate tutto in avanti e che le funi vi tengono in completa sicurezza”.</p>
<p>È la dura legge del “<strong>vertical warfare</strong>”, cioè quel combattimento montano che fa della capacità di adattamento e della resistenza alle insidie della montagna (gelo, neve, rapidi cambiamenti di clima, terreno aspro, faticose scalate) i suoi punti cardine e degli Alpini fra le migliori truppe da montagna al mondo.</p>
<p>Dopo alcuni tentativi i team sono pronti. E il risultato è un vero spettacolo: l’esplosione di un paio di cariche dà inizio all’attacco con le penne nere che si muovono fra gli speroni con l’agilità di stambecchi. La discesa è velocissima: fucile sempre pronto a “rispondere” al fuoco (colpi a salve) e occhio due volte vigile, su dove si mettono i piedi e sulla linea dell’orizzonte. In pochi minuti, i militari si congiungono con i plotoni che arrivano dall’altro lato dell’anfiteatro naturale, occupando il campo avversario e dando l’ok alle squadre di soccorritori che si calano dalla vetta per recuperare un ostaggio sulla falesia. E’ a quel punto che si staglia in cielo la sagoma allungata di un AB412 dell’Aviazione Esercito in assetto “personnel recovery”. Fermo ad un centinaio di metri d’altezza, l’elicottero cala il soccorritore dal verricello e mette in sicurezza l’ostaggio per poi sparire fra le nuvole.</p>
<p>Coordinamento e celerità sono stati gli elementi di punti di una esercitazione cha profondamente colpito la delegazione militare omanita, un generale e il suo staff che segue con attenzione da un palco poco distante. Al suo fianco il Generale di Brigata Davide Scalabrin (Comandante della Brigata Taurinense) e il Colonnello Paolo Sandri (Comandante del 9° Alpini de L’Aquila) visibilmente soddisfatti per il risultato raggiunto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercitazione-tra-alpini-e-soldati-delloman.html">L&#8217;esercitazione tra alpini e soldati dell&#8217;Oman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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