Nuovo governo oppure elezioni anticipate? In Israele si deciderà tutto entro la mezzanotte di questo mercoledì. E se la nottata precedente è stata caratterizzata dai jet alzatisi in volo per colpire obiettivi iraniani a Damasco, le prossime ore invece potrebbero essere delicate sotto il profilo prettamente politico. Benny Gantz, a cui in qualità di leader di Blu&Bianco, la formazione centrista piazzatasi al primo posto nelle elezioni di settembre, è andato l’incarico esplorativo per dare vita ad un nuovo esecutivo, ha tempo fino a mezzanotte per presentare il nuovo esecutivo. Diversamente, Gantz potrebbe sì chiedere una proroga di ulteriori 14 giorni per le trattative, ma al tempo stesso potrebbe presentare al presidente Rivlin la formale rinuncia all’incarico. Con la prospettiva, a questo punto sempre più vicina, di nuove elezioni anticipate.

Fumata nera nell’ultimo incontro Gantz-Netanyahu

La serata di martedì per Netanyahu non deve essere stata certo tranquilla. Da premier uscente ed ancora in carica, in piena notte ha dato il via libera all’operazione israeliana volta a bombardare obiettivi iraniani in Siria. Poco prima, intorno alle 22, l’attenzione sua e quella dell’intero paese era rivolta ad un incontro a cui Netanyahu però ha partecipato in qualità di leader del Likud. Il premier uscente ha incontrato il premier incaricato, al fine di trovare un accordo per la formazione di un nuovo governo. Poche ore prima, in un’intervista a Channel 13, il presidente Rivlin  aveva espresso il suo auspicio affinché tra i due principali leader politici israeliani si potesse giungere ad un accordo. Spingendosi anche un po’ oltre nell’intervista, Rivlin aveva anticipato una possibile intesa volta a creare una sorta di “staffetta“: Netanyahu, in particolare, avrebbe preso l’incarico di premier per poi cederlo, dopo due anni oppure dopo una possibile sentenza di condanna per corruzione, a Benny Gantz.

L’accordo, dopo le affermazioni del capo dello Stato, sembrava alla portata. In questa maniera sarebbe potuto sorgere un governo di unità, voluto non solo da Rivlin ma anche da Avigdor Lieberamn, leader di Yisrael Beiteinu e decisivo attore politico grazie ai nove seggi ottenuti dal suo partito a settembre. Un esecutivo capace dunque di inglobare tutti i principali partiti e scongiurare il ricorso a nuove consultazioni. Tuttavia, al termine dell’incontro è stato annunciato un nuovo nulla di fatto: niente accordo, niente intese e niente governo formato dalle due principali formazioni politiche israeliane. Con Gantz che, poco dopo, su Facebook ha attaccato il suo rivale e mancato alleato di governo: “Netanyahu – ha scritto – vuole mandarci di nuovo alle urne”.

Cosa farà adesso Gantz?

Secondo leggi e consuetudini israeliane, un premier incaricato ha 28 giorni di tempo prima di sciogliere la riserva. Questi 28 giorni scadranno, come detto, alla mezzanotte di mercoledì. Benny Gantz quindi, fallito l’accordo con il Likud, adesso deve trovare in extremis un’intesa volta a potergli dare la possibilità di avere la maggioranza in parlamento. La cifra da raggiungere è 61, quota in grado di fornire i voti necessari in un’aula legislativa composta da 120 deputati. Con l’appoggio del Partito Laburista, dell’Unione democratica e della Lista araba unita (con quest’ultima che potrebbe dare però solo appoggio esterno), Gantz arriverebbe a 54 deputati. A risolvere la situazione potrebbe essere Avigdor Lieberman, colui che ha fatto cadere il governo Netanyahu a gennaio e che ha negato allo stesso leader del Likud la possibilità di creare una maggioranza che includesse le destre nazionaliste e religiose.

Lieberman, con i suoi nove seggi, darebbe a Gantz la maggioranza. Nei giorni scorsi si è parlato di contatti che potrebbero portare ad un buon esito delle trattative. Il leader di Yisrael Beiteinu, all’indomani del voto di settembre si era detto disponibile ad entrare in un governo che comprendesse sia il Likud che Blu&Bianco. Inoltre, Lieberman si era espresso contro la possibilità di formare un esecutivo sia con la destra religiosa che con le liste arabe. Tuttavia, alcune resistenze sembravano essere state vinte fino a quando, proprio a poche ore dalla scadenza di mezzanotte, lo stesso Lieberman ha fatto sapere che probabilmente non appoggerà nessuno. Ed il tempo stringe: Gantz ha necessità, entro le prossime ore, di sapere se ed in che modo potrà formare l’esecutivo.