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	<title>xi jinping Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Russia in Asia Centrale: Rosatom costruirà la prima centrale nucleare del Kazakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/la-russia-in-asia-centrale-rosatom-costruira-la-prima-centrale-nucleare-del-kazakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 19:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Kazakistan affida a Rosatom la costruzione della sua prima centrale nucleare. Una scelta strategica che rafforza i legami con Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-russia-in-asia-centrale-rosatom-costruira-la-prima-centrale-nucleare-del-kazakistan.html">La Russia in Asia Centrale: Rosatom costruirà la prima centrale nucleare del Kazakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5667602-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Kazakistan ha scelto. E la scelta, dopo mesi di trattative e offerte parallele, è ricaduta <strong><a href="https://www.reuters.com/business/energy/russias-rosatom-lead-consortium-build-first-nuclear-power-plant-kazakhstan-2025-06-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul gigante nucleare russo Rosatom, che guiderà la costruzione della prima centrale atomica del Paese</a>.</strong> La decisione è arrivata in modo piuttosto sobrio, con una nota ufficiale dell’agenzia statale kazaka, ma il suo peso geopolitico è tutt’altro che trascurabile, ma dietro a quell’annuncio c’è molto più di un semplice appalto energetico. C’è una conferma: <strong>Mosca, nonostante le sanzioni e l’isolamento occidentale, continua ad avere forza e voce nel cuore dell’Asia</strong>. E Almaty, pur cercando di mantenere equilibri tra Russia e Cina, ha puntato su una carta precisa e ben nota.</p>



<p>L’impianto sarà realizzato nella zona di <strong>Ulken</strong>, non lontano dal lago Balkhash, nel Sud-Est del Paese, un’area scarsamente abitata, ma logisticamente strategica. Il referendum con cui la popolazione ha approvato il progetto si è svolto nell’autunno del <strong>2024</strong> e ha dato il via libera a quello che sarà <strong>uno dei cantieri più importanti dell’intera regione</strong> per i prossimi dieci anni. Non è passata inosservata la tempistica della comunicazione, arrivata a pochi giorni dalla visita di <strong>Xi Jinpin</strong>g in Kazakstan per il vertice “Cina–Asia centrale”, come a voler ricordare chi, al momento, ha la priorità nei rapporti bilaterali con Nur-Sultan.</p>



<p>Ufficialmente anche <strong>Cina, Francia e Corea del Sud</strong> resteranno nel consorzio guidato da Rosatom, ma nei fatti sarà l’agenzia russa a gestire l’intero ciclo, dalla progettazione al finanziamento. Una dinamica già vista altrove che serve a salvare l’equilibrio diplomatico con gli altri grandi attori internazionali, senza però mettere in discussione la leadership operativa di Mosca. La tecnologia sarà quella dei reattori <strong>VVER-1200</strong>, già utilizzati in altri Paesi alleati della Russia, e i lavori inizieranno a breve, anche se non è ancora stato comunicato un cronoprogramma ufficiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Rosatom.jpg-1-1024x640.webp" alt="Il Kazakistan sceglie Rosatom per costruire la prima centrale nucleare" class="wp-image-474411"/><figcaption class="wp-element-caption">Il Kazakstan sceglie Rosatom per costruire la prima centrale nucleare</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Rosatom in prima linea: energia, diplomazia e nuovi equilibri regionali</h3>



<p>Per un Paese che produce <strong>il 43% dell’uranio mondiale</strong>, il paradosso di dipendere ancora dal carbone per soddisfare i bisogni energetici interni è evidente ed è anche il motivo principale che ha spinto il governo di <strong>Kassym-Jomart Tokayev </strong>ad accelerare sulla costruzione di un impianto nucleare moderno e sicuro. Il progetto rientra infatti in un piano più ampio: ridurre le importazioni, rafforzare l’autonomia elettrica e, allo stesso tempo, rafforzare la posizione del Kazakstan come <strong>crocevia energetico tra Asia ed Europa.</strong></p>



<p><a href="https://www.themoscowtimes.com/2025/06/14/rosatom-to-build-kazakhstans-first-nuclear-power-plant-a89447" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rosatom ha vinto</a> perché ha offerto più di una semplice centrale e perché ha messo sul tavolo un pacchetto completo: <strong>tecnologia, esperienza, finanziamenti e relazioni consolidate</strong>. Il Governo kazako, che solo pochi anni fa sembrava intenzionato a diversificare verso l’Occidente, ha invece trovato in Mosca un partner affidabile, almeno per ora. A facilitare la decisione, anche il fatto che Rosatom sia già attiva in progetti simili nel vicino <strong>Uzbekistan</strong> e abbia proposto una centrale anche al <strong>Kirghizistan</strong>, segno che la presenza russa nel settore non è occasionale ma strutturata.</p>



<p>Il contesto regionale è cambiato in fretta negli ultimi anni: l’influenza cinese cresce, certo, ma lo fa in ambiti diversi, soprattutto nei trasporti, nelle infrastrutture e nelle telecomunicazioni. La Russia invece ha scelto il nucleare come suo campo di forza, e lo sta dimostrando con accordi concreti. L’intesa con il Kazakistan rafforza anche la sua posizione <strong>in uno spazio post-sovietico sempre più conteso</strong> e lo fa in un settore, quello dell’energia, che resta centrale per la sicurezza e la stabilità di ogni Paese. </p>



<p>Secondo quanto riferito dal capo dell’agenzia kazaka per l’energia atomica, <strong>l’impianto a Ulken sarà il primo ma non l’unico</strong>: è in programma anche un secondo progetto da sviluppare insieme alla cinese <strong>CNNC</strong>, in una località ancora da definire. Una strategia a doppio binario, pensata per non sbilanciarsi troppo, ma che nel presente sembra parlare russo, almeno per la fase operativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tra passato sovietico e nuove ambizioni energetiche</h3>



<p>Il Kazakstan conosce bene<a href="https://it.insideover.com/dossier/lo-spettro-atomico" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> il potere e il rischio dell’energia nucleare.</a> Durante l’era sovietica era sede di test militari, reattori sperimentali e depositi di armi, un’eredità pesante, che ha lasciato ferite ambientali e memorie difficili, ma dopo il crollo dell’URSS, il Paese ha scelto la strada del <strong>disarmo</strong>, rinunciando volontariamente alle testate e dismettendo gli impianti in attività. Ora però si torna a parlare di nucleare, con toni diversi e finalità civili, e questo passaggio non è solo tecnico, è anche politico e culturale.</p>



<p>Costruire una centrale significa molto più che dotarsi di una nuova fonte di energia ma significa ridefinire i propri rapporti internazionali, stabilire alleanze industriali di lungo periodo, affrontare resistenze interne legate a timori legittimi sulla sicurezza. Il referendum approvato nel 2024 ha segnato un punto di svolta, ma il dibattito pubblico resta acceso, anche perché, tra memoria storica e problemi energetici attuali, si gioca una partita scottante.</p>



<p>L’impianto avrà una potenza complessiva di <strong>2,4 gigawatt</strong> e, secondo il Governo, sarà pienamente operativo entro il <strong>2035</strong>, un obiettivo ambizioso, che richiederà continuità politica, risorse economiche e un’efficace gestione dei rapporti con Rosatom. Ecco perché l’attenzione resta alta: ogni avanzamento o battuta d’arresto del progetto sarà letto <strong>anche in chiave geopolitica</strong>, non solo industriale.</p>



<p>Nel frattempo, le forniture di uranio kazako continueranno ad alimentare reattori in tutto il mondo, ma per la prima volta, parte di quella materia prima servirà anche <strong>a generare elettricità per i cittadini kazaki stessi</strong>, in una fase storica in cui sicurezza energetica e sovranità tornano ad essere concetti centrali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h3 class="wp-block-heading">Il nucleare, le scelte geopolitiche e la realtà che cambia</h3>



<p>C’è qualcosa di inevitabile, forse anche di simbolico, nella scelta del <a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/expo-2017-il-kazakistan-proiettato-verso-il-futuro.html">Kazakistan </a>di tornare al nucleare proprio oggi, in una fase storica in cui il mondo è alla ricerca di alternative al carbone, ma anche di nuovi equilibri di potere. Rosatom non è solo un fornitore: <strong>è un pezzo dell’influenza russa</strong>, un’estensione diplomatica fatta di ingegneria, finanziamenti e know-how e per un Paese come il Kazakstan, da sempre in bilico tra Est e Ovest, la decisione di affidarsi a Mosca racconta molto più di quanto sembri.</p>



<p>Si potrebbe pensare che sia solo una scelta tecnica, ma non lo è. È una scelta che incrocia politica, strategia e storia, e che definisce il tipo di futuro energetico che il Kazakstan vuole costruire: in un mondo dove <strong>l’indipendenza energetica è tornata a essere un fattore di sicurezza nazionale</strong>, chi costruisce le centrali non è mai un attore neutrale. E forse la domanda non è tanto chi abbia vinto oggi, ma chi sarà davvero il partner del domani, quando la tecnologia invecchierà e i contratti diventeranno alleanze, perché il nucleare <strong>non è mai solo una questione di kilowatt.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/la-russia-in-asia-centrale-rosatom-costruira-la-prima-centrale-nucleare-del-kazakistan.html">La Russia in Asia Centrale: Rosatom costruirà la prima centrale nucleare del Kazakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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