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	<title>Vjosa Osmani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Vjosa Osmani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Le opposizioni escono vincitrici dalle elezioni anticipate in Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-opposizioni-escono-vincitrici-dalle-elezioni-anticipate-in-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 09:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni anticipate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voto in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il popolo del Kosovo ha votato e ha mandato un segnale forte e chiaro ai partiti che fino a oggi hanno guidato saldamente il Paese. A votare, in ogni caso, è stata una minoranza degli aventi diritti: il 44%. In aumento rispetto al 2017. Il primo exit poll è apparso subito dopo la chiusura dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-opposizioni-escono-vincitrici-dalle-elezioni-anticipate-in-kosovo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Voto in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-2-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il popolo del <strong>Kosovo</strong> ha votato e ha mandato un segnale forte e chiaro ai partiti che fino a oggi hanno guidato saldamente il Paese. A votare, in ogni caso, è stata una minoranza degli aventi diritti: il 44%. In aumento rispetto al 2017.</p>
<p>Il primo exit poll è apparso subito dopo la chiusura dei seggi e indicava una lotta a due, dall&#8217;esito incerto, tra la <strong>Lega Democratica del Kosovo</strong> (Ldk) e <strong>Vetevendosje</strong> (Vv), entrambi attestati al 30%. A seguire, nettamente staccati, il <strong>Partito Democratico del Kosovo</strong> (Pdk) e la coalizione guidata da <strong>Ramush</strong> <strong>Haradinaj</strong>.</p>
<h2>Vetevendosje in testa, Lega Democratica del Kosvo segue</h2>
<p>Alle undici di sera circa tre quarti delle schede elettorali sono già scrutinate e la Commissione Elettorale Centrale segna il passaggio di <strong>Vetevendosje</strong> ai danni della <strong>Lega Democratica del Kosovo</strong>. Se al di fuori della sede elettorale di Vv l&#8217;entusiasmo si rafforza, nel quartier generale di Ldk, <strong>Vjosa Osmani</strong> convoca una conferenza stampa. Per lei si tratta di una sconfitta, benché lo scarto tra i due schieramenti non vada oltre l&#8217;un per cento.</p>
<p>Con il passare dei minuti, la vittoria di<strong> Albin Kurti</strong> è apparsa definitiva e dalla pagina Facebook del partito è comparso l&#8217;invito a portarsi in piazza Skanderbeg per festeggiare la notte del cambiamento. In ogni caso, il primato di Vv è minimo (come detto neppure dell&#8217;un per cento), Kurti lo comprende perfettamente e nella prima intervista rilasciata a T7 apre fin da subito alla Osmani: &#8220;È da salutare positivamente il fatto che&#8230; insieme avremo almeno 60 seggi&#8221;. Un&#8217;apertura necessaria che lancia la palla bollente alla candidata del partito di Ibrahim Rugova.</p>
<h2>La sconfitta delle forze di governo</h2>
<p>I sondaggi davano in discesa sia il<strong> Partito Democratico del Kosovo</strong> (Pdk) sia la coalizione formata dall&#8217;<strong>Alleanza per il Futuro del Kosovo</strong> (Aak) e il <strong>Partito Socialdemocrativo del Kosovo</strong> (Psd), le urne hanno confermato le attese.</p>
<p>Appena chiusi i seggi, <strong>Kadri Veseli</strong> (Pdk) era fiducioso del risultato: &#8220;Siamo convinti che il Pdk ha vinto le elezioni con una lieve differenze rispetto al secondo partito&#8221;. La dichiarazione, però è arrivata troppo presto per essere ritenuta affidabile. E a fine serata il conteggio del voto ha mostrato come il maggior partito dello Stato si è fermato intorno al 21%.</p>
<p>Lo stesso è accaduto per la coalizione guidata da <strong>Ramush Haradinaj </strong>(Aak-Psd), il cui staff nei giorni precedenti aveva affermato di essere primo nei sondaggi. Il voto non ha premiato l&#8217;entità politica che al termine della giornata aveva poco oltre il 10% dei voti. Haradinaj, che è il Primo ministro uscente, ha poi scritto su Facebook che &#8220;la decisione di restituire il processo decisionale ai cittadini si è rivelata giusta&#8221;.</p>
<h2>Una ventina di arresti</h2>
<p>La prova più importante per il Kosovo era riuscire a svolgere le elezioni in maniera tranquilla e pacifica. Così è stato a parte qualche episodio sporadico che non ha messo in pericolo il processo di voto. In particolare a <strong>Mitrovica</strong> un gruppo di attivisti del Pdk ha attaccato e ferito gravemente il fratello di Safet Kamberi, candidato di Ldk. A ciò si sono aggiunti gli arresti di chi è stato colto mentre fotografava la propria scheda elettorale, atto vietato dalla legge.</p>
<p>Anche nella parte settentrionale del Kosovo e nelle enclavi serbe, le procedure di voto non hanno subito impedimenti di sorta. Gli unici problemi si sono riscontrati quando a Nord Mitrovica e a Gracanica gruppi di elettori si sono presentati accompagnati da rappresentanti arrivati da Belgrado in sostegno della <strong>Lista Serba</strong>. Il candidato della coalizione avversaria <strong>Sloboda</strong>, Nenad Rasic, ha criticato l&#8217;azione affermando che &#8220;la presenza dei rappresentanti ha messo pressione sulle elezioni di oggi&#8221;.</p>
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		<title>I protagonisti delle elezioni per il parlamento del Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-protagonisti-delle-elezioni-per-il-parlamento-del-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lutman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 07:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il volto delle strade e dei palazzi in Kosovo è cambiato, al posto delle pubblicità che si scorgevano nei mesi precedenti sono comparsi i volti dei candidati delle elezioni anticipate in Kosovo che si terranno oggi domenica 6 ottobre. Sono circa un migliaio a contendersi i 120 seggi (di cui 20 riservati alle minoranze presenti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-protagonisti-delle-elezioni-per-il-parlamento-del-kosovo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni in Kosovo (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Elezioni-in-Kosovo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Il volto delle strade e dei palazzi in <strong>Kosovo</strong> è cambiato, al posto delle pubblicità che si scorgevano nei mesi precedenti sono comparsi i volti dei candidati delle elezioni anticipate in Kosovo che si terranno oggi domenica 6 ottobre. Sono circa un migliaio a contendersi i 120 seggi (di cui 20 riservati alle minoranze presenti all&#8217;interno dello Stato), il che significa circa un candidato ogni 1800 abitanti. Un numero incredibilmente alto considerato che la popolazione stimata non raggiunge neppure i due milioni. Le entità politiche sono 23, di cui 3 coalizioni e 20 partiti. Di questi, solo quattro hanno reali possibilità di giocarsi la vittoria: il <strong>Partito democratico del Kosovo</strong> (Pdk), la <strong>Lega democratica del Kosovo</strong> (Ldk), <strong>Vetëvendosje</strong> (Vv) e infine la coalizione formata dall’<strong>Alleanza per il futuro del Kosovo</strong> (Aak) e <strong>Partito socialdemocratico del Kosovo</strong> (Psd). Altrettanti a contendersi la carica di primo ministro: <strong>Kadri Veseli</strong> (Pdk), <strong>Vjosa Osmani</strong> (Ldk), <strong>Albin Kurti</strong> (Vv) e infine <strong>Ramush Haradinaj</strong> (Aak-Psd). </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Ramush Haradinaj, il primo ministro uscente</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Assieme ad Albin Kurti,<strong> Ramush Haradinaj </strong>è probabilmente l’esponente politico più conosciuto anche a livello internazionale di queste elezioni. Uomo forte e carismatico, proviene da un villaggio nei dintorni di Decan. Noto per essere stato uno dei principali combattenti dell’<strong>Esercito di liberazione del Kosovo</strong> (Uck), dopo la fine del conflitto armato si è reinventato politico fondando l’Aak, che fin dalla nascita ha fatto del nazionalismo il proprio cavallo da battaglia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ha rivestito la carica di primo ministro in due occasioni e in entrambe ha rassegnato le dimissioni: nel 2008 per comparire come imputato di fronte al Tribunale penale internazionale dell’Aia per la ex Jugoslavia &#8211; processo dal quale è stato assolto anche in appello; nel 2019 dopo essere stato chiamato sempre a L’Aia per essere interrogato in veste di accusato. La chiamata a L’Aia gli ha valso una grande popolarità, tanto che qualcuno è arrivato a definirlo un martire.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Il candidato della coalizione Aak-Psd ha condotto la propria campagna elettorale sul suo ruolo per evitare qualsivoglia scambio di territori con la Serbia, ritenendo l’appuntamento del 6 ottobre un referendum per i confini del Kosovo. Lo stato confinante è l’oggetto della sua battaglia politica ed è difficile comprendere quali passi avanti possano essere fatti nel dialogo con lo Stato serbo in caso di sua vittoria. Haradinaj, infatti, è il promotore e sostenitore dei dazi alle merci importate dalla Bosnia e dalla Serbia.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Albin Kurti, la guida di Vetëvendosje</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Se Haradinaj ha un passato militare all’interno dell’UCK, <strong>Albin Kurti</strong> ne ha uno politico. Lavorò nell’ufficio di <strong>Adem Demaci</strong>, quando questi divenne il rappresentante politico del movimento guerrigliero. Fu anche rappresentante del movimento studentesco di Pristina, ragione per cui venne arrestato nel 1999 e processato da un tribunale serbo, venendo rilasciato solamente due anni dopo grazie alle pressioni internazionali.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Nel 2005 ha fondato il movimento <strong>Vetëvendosje</strong> (in italiano autodeterminazione), che si posizionava in netto contrasto con i partiti presenti allora e con la linea perseguita dalle organizzazioni internazionali. La prima apparizione elettorale risale al 2010, riscuotendo un discreto successo: il 12% che valse allo schieramento 14 seggi in Parlamento.<br />
</span><span style="font-size: 1rem;">Kurti &#8211; e di conseguenza il partito &#8211; era ed è tuttora un sostenitore dell’unione tra Albania e Kosovo, bensì le sue posizioni si siano con il tempo ammorbidite: se all’inizio dell’avventura politica di Vetëvendosje questo era un punto fermo del programma, oggi non lo rinnega ma non lo ritiene neppure una priorità.<br />
</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">I</span><span style="font-size: 1rem;">l punto di forza, però, risiede nel fatto di non aver mai partecipato ad alcun governo fino a oggi. Kurti e il movimento sono sempre stati all’opposizione. Questo gli permette di parlare di corruzione e criminalità organizzata senza poter essere vittima di attacchi da parte degli altri schieramenti politici.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Kadri Veseli, il leader del partito fondato da Hashim Thaci</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Anche<strong> Kadri Veseli</strong>, il candidato del Pdk, ha un passato nell’Uck, fu anzi tra i suoi fondatori. Certamente meno noto dei sopra citati contendenti, dal 2016 guida il partito che all’interno della precedente legislatura vantava più seggi. Prima la figura di rilievo era<strong> Hashim Thaci</strong>, attuale presidente della Repubblica.</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">Il Pdk ha incentrato la propria campagna elettorale principalmente sulla lotta alla corruzione, proponendo a tutti gli schieramenti che corrono per il Parlamento di firmare un patto contro la corruzione, affermando che “nessun partito è esente da errori” e che “la gente si aspetta cambiamenti e una nuova realtà”: la proposta è stata rigettata al mittente pressoché da tutti. Non per l’oggetto, quanto per il soggetto proponente.<br />
</span></p>
<p class="p4"><span style="font-size: 1rem;">Oltre a questo, il Pdk sembra essere molto vicino agli Stati Uniti d’America. Negli ultimi comizi, infatti, gli esponenti del partito hanno più volte ribadito l’importanza dell’alleato oltreoceano. Un chiaro segno di questa vicinanza sono i manifesti che vedono Veseli stringere la mano al Presidente Trump. Non solo questo, nello staff del candidato compare anche <strong>Sam Nunberg</strong>, che fino al 2015 era il consigliere politico di Trump.</span></p>
<h2 class="p4"><span class="s1">Vjosa Osmani, la possibile prima donna al vertice del governo</span></h2>
<p class="p4"><span class="s1">Vjosa Osmani, candidata di L</span><span style="font-size: 1rem;">dk,</span><span style="font-size: 1rem;"> non è solo l’unica donna a contendersi la carica più importante del governo in Kosovo, bensì anche la più giovane. Classe 1982, Osmani è originaria di Mitrovica, città da cui è partita la campagna elettorale dello storico partito fondato da Ibrahim Rugova (soprannominato il Gandhi dei Balcani).</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Alla fine di agosto, dopo la scelta del candidato da parte dell’assemblea del partito, Osmani ha ricevuto l’endorsement del Cdu di <strong>Angela Merkel</strong> attraverso il parlamentare Nikolas Lobel. Un sostegno importante, considerato il ruolo che la Germania vuole giocare nel dialogo tra Kosovo e Serbia. Ed è quest’ultimo aspetto a essere stato il centro del discorso del partito. Osmani punta sulla linea dura: innanzitutto ha ribadito che sarà lei in prima persona a portare avanti il dialogo, in secondo luogo ha affermato che dalla Serbia pretende l’ammissione di quanto commesso ai danni dei kosovari albanesi, nonché la condivisione delle informazioni per ritrovare le ancora 1700 persone che rimangono scomparse. La giustizia è l&#8217;elemento per raggiungere una pace duratura.<a href="https://www.botasot.info/aktuale-lajme/1165556/ekskluzive-sondazhi-slloven-e-nxjerre-ldk-ne-te-paren-pastaj-vv-ne//"> Secondo l&#8217;ultimo sondaggio, la Lega democratica del Kosovo è data come vincitrice con il 32%</a>, tuttavia le sorprese nei Balcani sono sempre dietro l&#8217;angolo<br />
</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Le divisioni nella comunità serba</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">All’interno della comunità serba non si può parlare di incertezza, considerato che il risultato sembra essere quasi scontato. Nel 2017, dei dieci seggi riservati alla minoranza serba, nove furono ottenuti dalla <strong>Lista Serba</strong>, a distanza di due anni la situazione non ha subito grandi sconvolgimenti. Eppure il malumore e il dissenso hanno cercato di prendere forma, portando alla nascita della coalizione <strong>Sloboda</strong> (in italiano &#8220;Libertà&#8221;), in cui il principale schieramento è il Progressivo partito democratico guidato da<strong> Nenad Rasic</strong> e che durante l’ultimo appuntamento elettorale non è riuscito ad arrivare a 2mila voti, ottenendo di conseguenza un solo seggio in parlamento.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Ma le critiche da parte di questa neonata coalizione sono da tenere in considerazione. Rasic, infatti, ha contestato alla Lista Serba di essere semplicemente uno strumento politico del presidente Vucic e di non tenere conto delle differenze che intercorrono tra chi vive nel Kosovo settentrionale e chi nelle enclavi all’interno del Paese.</span></p>
<p class="p1"><span style="font-size: 1rem;">Al tempo, anche Sloboda non ha vissuto un periodo finale sereno: <a href="http://rs.n1info.com/English/NEWS/a530662/Video-in-Albanian-brings-media-campaign-against-Kosovo-Serb-coalition.html">il video in cui Rasic invita i serbi in lingua albanese a votare ha spaccato l’entità politica</a> e Dragisa Miric, leader di uno dei partiti che forma la coalizione, ha invitato i candidati a ritirarsi. </span><span style="font-size: 1rem;">Nonostante i dissensi, è improbabile che la Lista Serba possa subire uno smacco il 6 ottobre.</span></p>
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