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	<title>Vagit Alekperov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Vagit Alekperov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dal colosso russo al fondo Usa: Lukoil vende a Carlyle i suoi asset all&#8217;estero</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dal-colosso-russo-al-fondo-usa-lukoil-vende-a-carlyle-i-suoi-asset-allestero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 05:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Carlyle]]></category>
		<category><![CDATA[Chevron]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal colosso russo al fondo Usa: Lukoil vende gli asset all'estero a Carlyle. Si testa la distensione Usa-Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dal-colosso-russo-al-fondo-usa-lukoil-vende-a-carlyle-i-suoi-asset-allestero.html">Dal colosso russo al fondo Usa: Lukoil vende a Carlyle i suoi asset all&#8217;estero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Trump-sanziona-i-colossi-russi-per-salvare-il-settore-del-petrolio-americano-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo quasi un anno di confronto, il colosso russo del petrolio <strong>Lukoil </strong>ha individuato nel fondo americano <strong>Carlyle</strong> l&#8217;attore deputato per la cessione delle sue attività fuori dal Paese guidato da Vladimir Putin. Una mossa attesa da tempo, che si inserisce nel quadro tanto della reazione delle major di Mosca alle <strong>sanzioni internazionali</strong> quanto del processo di graduale ricerca di una distensione russo-americana passante anche dagli affari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa venderà Lukoil</h2>



<p>Pozzi di petrolio e giacimenti di gas in <strong>Paesi come Iraq e Messico,</strong> partecipazioni in progetti in Azerbaijan,<a href="https://www.spglobal.com/energy/en/news-research/latest-news/crude-oil/012926-lukoil-agrees-to-sell-most-international-assets-to-carlyle"> quote in piani di estrazione </a>tra Uzbekistan, Egitto, Camerun, Nigeria, Ghana, Emirati Arabi Uniti e Congo, raffinerie in <strong>Bulgaria e Romania, reti distributive di carburanti in 20 Stati diversi</strong>: l&#8217;impero di Lukoil, fondata nel 1991 e diretta fino al 2022 da Vagit Alekperov e oggi avente come uomini forti il Ceo Vadim Vorobyov e il vicepresidente Leonid Fedun, contiene asset multimiliardari all&#8217;estero che passeranno al fondo guidato da <strong>David M. Rubenstein, forte di oltre 400 miliardi di asset in gestione</strong> dal quartier generale di Washington e da tempo attivo nel campo del private equity.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/59c44622-2be4-41d8-9954-8c3c93490986">Il <em>Financial Times</em> nota </a>che &#8220;il potenziale accordo con Carlyle non includerà gli interessi di Lukoil in Kazakstan, tra cui le quote nei giacimenti petroliferi di Karachaganak e Tengiz, nonché il Caspian Pipeline Consortium, che trasporta la maggior parte del petrolio del Paese al porto russo di Novorossijsk per l&#8217;esportazione&#8221;, dato che la <strong>leadership di Astana ha deciso di esercitare un&#8217;opzione di riacquisto degli asset</strong> in una manovra che sembra orientata al bilanciamento tra il crescente legame verso gli Usa e la volontà di non chiudere al complicato ma strategico rapporto con la Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlyle in volata su Chevron per gli asset Lukoil</h2>



<p>Per il resto, Carlyle vince una <strong>contesa in volata con la cordata formata da Chevron e da Quantum Group,</strong> con una filosofia diversa: i due gruppi si <a href="https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Chevron-and-Quantum-Prepare-22-Billion-Bid-for-Lukoil-Assets.html">erano detti pronti a investire <strong>22 miliardi di dollari</strong></a> per l&#8217;intero patrimonio estero di Lukoil dopo che <a href="https://it.insideover.com/energia/il-grande-gioco-del-petrolio-chevron-e-exxon-rilanciano-la-produzione-lukoil-vende-gli-asset-esteri.html">quest&#8217;ultima era stata colpita dalle sanzioni del Tesoro Usa a ottobre</a>. </p>



<p>Chevron, in particolare, sarebbe stato un partner industriale importante e avrebbe espanso la sua rete già attiva, negli ultimi mesi molto spesso a sostenere la proiezione geopolitica Usa, dal Venezuela a <a href="https://it.insideover.com/energia/chevron-punta-sul-giacimento-leviatahn-israele-sempre-piu-grande-potenza-del-gas.html">Israele.</a> Carlyle entra con un <strong>approccio più finanziario: i private equity hanno un orizzonte chiaro di investimento,</strong> 3-5 anni in genere, e mirano a valorizzare gli asset prima di rivenderli rafforzati e potenziati.</p>



<p>&#8220;Le società di private equity, tra cui Carlyle, si sono sempre più posizionate per trarre profitto da accordi energetici complessi e politicamente vincolati, che spesso comportano scorpori, strutture di proprietà transitorie o lunghi tempi di approvazione&#8221;, <a href="https://oilprice.com/Company-News/Lukoil-Agrees-Deal-With-Carlyle-to-Sell-International-Assets-Unit.html">nota <em>OilPrice,</em> sottolineando </a>che ora Carlyle e Lukoil dovranno attendere il via libera ufficiale del Tesoro Usa, che<strong> vede nella nuova operazione una potenziale leva economica d&#8217;influenza sulla Russia,</strong> il cui rientro nell&#8217;economia globale potrebbe avvenire solo dopo che altre operazioni di cessione di asset a leva sotto la pressione sanzionatoria si saranno concretizzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive future</h2>



<p><a href="https://altanalyses.org/en/2026/02/01/lukoil-carlyle-exit-strategy/">Il portale finanziario Altanalyses </a>indica che la differenza circa la scelta finale del partner a cui Lukoil ha deciso di cedere i suoi asset all&#8217;estero è esiziale, dato che Carlyle non mira a costruire un suo personale portafoglio energetico strutturato ma a rendere ottimale il possesso dei beni, e ipotizza che la transazione possa essere potenzialmente reversibile: per la <strong>sanzionata Lukoil cedere a Chevron</strong> avrebbe potuto significare compiere una mossa irreversibile perché in operazioni del genere &#8220;gli asset verrebbero integrati nei bilanci dei concorrenti, il know-how operativo verrebbe assorbito, i canali commerciali smantellati e le quote di mercato trasferite irreversibilmente. Ciò equivarrebbe a una capitolazione strategica&#8221;.</p>



<p>Con Carlyle, invece, non si segna la parola fine ma si potrebbe raggiungere l&#8217;obiettivo di &#8220;preservare l&#8217;esposizione economica e di mantenere un&#8217;opzione di <strong>rientro in caso di cambiamento del contesto geopolitico&#8221;.</strong> Insomma, si tratta di una manovra che cela anche una fiduciosa scommessa sulla positiva conclusione della distensione russo-americana a partire dall&#8217;Ucraina. Le prospettive della quale andranno analizzate, dunque, nelle loro ramificazioni politiche e anche economico-finanziarie.</p>



<p><strong><em>Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e sostieni il nostro lavoro.</a></p>
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		<title>Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Se fossero attentati, le esplosioni a Ploietsi e Szazhalombatta somiglierebbero molto agli attentati anti-europei al gasdotto Nord Stream.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Non molte ore fa due esplosioni parallele hanno scosso due raffinerie di Paesi dell&#8217;Unione Europea ma in qualche modo legate alla Russia: quella di <strong>Ploiesti, in Romania</strong>, e in quella di <strong>Szazhalombatta, in Ungheria</strong>. La prima di proprietà di Lukoil Europe, filiale della società russa Lukoil, la più grande azienda petrolifera privata russa; la seconda alimentata da petrolio russo attraverso l&#8217;oleodotto Druzhba.</p>



<p>Signorilmente ignorate dalla &#8220;stampa di qualità&#8221;, impegnata a prevedere per la centesima volta il crollo del rublo o la morte per fame dei soldati russi, le esplosioni ci mettono di fronte a un&#8217;ardua scelta: fare gli scemi o fare i complottisti? Ma sembrerebbe da scemi <strong>pensare che sia fortuito il fatto che vengano danneggiate due raffinerie legate alla Russia</strong> proprio mentre l&#8217;Ucraina sviluppa con missili e droni l&#8217;assalto al sistema petrolifero russo, la Ue decreta l&#8217;interruzione totale dell&#8217;acquisto di prodotti energetici russi, diversi Paesi europei (Francia, Danimarca, Svezia) danno la caccia alle petroliere della flotta-ombra russa, i contatti tra Usa e Russia riprendono, l&#8217;Ungheria si dice disposta a ospitare un eventuale summit Trump-Putin e annuncia che comunque non eseguirà il mandato d&#8217;arresto spiccato dalla Corte penale internazionale contro il leader russo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-europeo-in-12-punti-per-la-pace-in-ucraina-cessate-il-fuoco-sulla-linea-del-fronte-e-kiev-nellue.html">l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Ucraina presentano un piano di pace alternativo</a> e via via tanti altri indizi. Segno dei tempi. Una volta si diceva &#8220;meglio rossi che morti&#8221;. Adesso siamo ridotti a &#8220;meglio complottisti che scemi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lukoil e Druzhba, i precedenti</h2>



<p>Sia il caso rumeno sia quello ungherese meritano un brevissimo riassunto delle puntate precedenti. La raffineria di Ploiesti fu riattivata nel 2014 e nel 2015 il Governo rumeno aveva ordinato il sequestro di 2 miliardi di depositi Lukoil in banche olandesi e inglesi, oltre all&#8217;arresto di diversi dirigenti della compagnia, accusati di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Da allora le autorità rumene hanno tenuto d&#8217;occhio Lukoil che infatti, nel 2022, all&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, attraverso il Consiglio di amministrazione il Consiglio di amministrazione aveva espresso &#8220;solidarietà per tutte le vittime colpite da questa tragedia&#8221; e chiesto &#8220;un cessate il fuoco durevole&#8221;. Subito dopo <strong>Vagit Alekperov</strong>, proprietario della compagnia e uno dei massimi oligarchi russi, sanzionato dalla Ue, si era dimesso dalla carica di presidente.</p>



<p>Per quanto invece riguarda l&#8217;Ungheria e la raffineria di <strong>Szazhalombatta</strong>, occorre ricordare che per tre volte i droni ucraini hanno colpito l&#8217;oleodotto Druzhba, quello che appunto rifornisce la raffineria, provocando una durissima polemica tra i ministeri degli Esteri di Ungheria e Ucraina. La ragione è questa: il Druzhba a un certo punto si divide in due rami. Uno va verso la Bielorussia e poi la Polonia, e guarda caso non è mai stato toccato. Quello attaccato è il ramo che va verso l&#8217;Ungheria e la Slovacchia, Paesi notoriamente dissidenti (per necessità e per volontà politica) rispetto alle politiche europee di confronto duro con la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese <strong>Péter Szijjártó</strong> rimproverò all&#8217;Ucraina di sapere che quegli attacchi danneggiavano più l&#8217;Ungheria e la Slovacchia della Russia e chiese (ovviamente senza alcun risultato) alle autorità Ue di intervenire. Il suo collega ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>rispose: noi colpiamo la Russia, se poi voi continuate a comprare il suo petrolio sono affari vostri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attacchi all&#8217;Europa, non alla Russia</h2>



<p>Ed è proprio qui il punto. La strategia Ue di tagliare i ponti con le forniture energetiche russe ha certamente ridotto la capacità economica russa ma non sarà decisiva finché grandi clienti come Cina e India continueranno ad approvvigionarsi alle risorse di Mosca. E quella ucraina di colpire l&#8217;infrastruttura gasiera e petrolifera russa, che ha di certo ottenuto buoni risultati (secondo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-tanto-petrolio-e-niente-benzina.html">il quotidiano economico russo Kommersant</a> la produzione di carburanti si è ridotta del 20%), non è tale da fermare o rallentare nel breve periodo le operazioni militari. <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">Come si vede da ciò che avviene al fronte. </a></p>



<p>Ma se le esplosioni in Romania e Ungheria non sono state accidentali ma frutto di sabotaggio, vuol dire che <strong>vanno annoverate nella stessa categoria degli attentati ai gasdotti Nord Stream</strong> (di cui ormai conosciamo bene i responsabili) e peraltro anche dei bombardamenti sul ramo dell&#8217;oleodotto Druzhba che porta verso Ungheria e Slovacchia (e non quello che sbocca in Polonia). In altre parole, non sono attentati contro la Russia (che ne soffre ma in misura non decisiva) ma contro l&#8217;Europa. Tentativi di riorientare gli equilibri politici continentali attraverso un riorientamento delle politiche energetiche, <strong>ridimensionando così nella Ue il peso dei Paesi fondatori (a cominciare dalla Germania</strong>, che con il gas russo aveva un collegamento diretto appunto attraverso il Nord Stream) e aumentando invece quello dei Paesi di più recente adesione, quelli con il più stretto legame con gli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;anti-Ue dentro la Ue</h2>



<p>Davvero qualcuno ha creduto che gli Usa spingessero così tanto contro il Nord Stream per &#8220;liberare&#8221; l&#8217;Europa dal ricatto energetico russo? Che finanziassero i gasdotti e gli oleodotti polacchi (<a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-nord-stream-lipocrisia-di-varsavia-che-ha-finanziato-lo-sviluppo-con-i-soldi-ue-e-il-gas-russo-1.html">ne abbiamo già parlato</a> e ne parleremo ancora) per fare un favore a noi poveri consumatori? Guarda caso tutta la storia è finita con noi europei che <strong>abbiamo costi per l&#8217;energia di 3,5 volte superiori a quelli Usa</strong>, con uno svantaggio competitivo a livello di produzione industriale e di export che non è difficile immaginare.</p>



<p>Subito dopo le esplosioni in Romania e Ungheria, <strong>gli ambienti dei servizi segreti russi hanno messo sotto accusa l&#8217;Ucraina e il Regno Unito</strong>. Tutti danno per scontato che tutto ciò che arriva da Mosca sia una colossale bugia, un inganno, comunque qualcosa cui non prestare attenzione. È in generale un errore. E in questo caso una logica c&#8217;è. Non bisogna dimenticare, infatti, che nel febbraio del 2022, prima dell&#8217;invasione russa, <strong>Regno Unito, Ucraina e Polonia sottoscrissero a Kiev una formale alleanza</strong> che Dmytro Kuleba, allora ministro degli Esteri ucraino, così descrisse: “Varsavia, Kiev e Londra non hanno solo una realistica consapevolezza della sicurezza e una strategia per contrastare le sfide della Federazione Russa, ma anche il grande potenziale della cooperazione trilaterale nei settori del commercio, degli investimenti, dell’energia, comprese le energie rinnovabili”. L&#8217;alleanza non aveva, ovviamente, ragioni geografiche ma molte evidenti ragioni politiche. In primo luogo<strong> creare una sorta di anti-Ue dentro la Ue, una Ue alternativa</strong> tenuta insieme dalla postura filo-americana, capace di legare a sé, proprio attraverso un reticolo di oleodotti e gasdotti, i già tradizionalmente atlantisti Paese del Nord Europa (ne parleremo prossimamente) e del Baltico. Allora il premier del Regno Unito era Boris Johnson che, come sappiamo, si batte molto, pochi mesi più tardi, contro ogni ipotesi di trattativa tra Russia e Ucraina. </p>



<p>E quindi non ci sarebbe da stupirsi se, ormai realizzata la torsione politica che <strong>nella Ue ha portato alla ribalta i &#8220;nuovi&#8221; Paesi che aderirono a metà degli anni Duemila</strong>, si passi a consolidarne i risultati provando a chiudere le residue &#8220;sacche&#8221; di resistenza. Come diceva Giulio Andreotti: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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