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	<title>Thierry Baudet Archives - InsideOver</title>
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	<title>Thierry Baudet Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Benelux resta la roccaforte europeista: le destre non sfondano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/benelux-unione-europea-destre-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 05:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-1024x708.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8216;Olanda è, tra quelle andate al voto durante la giornata di ieri, una delle nazioni meglio integrate nell&#8217;Unione europea. Nei Paesi bassi, in realtà, le elezioni hanno avuto luogo qualche giorno prima, ma è un particolare di poco conto: Frans Timmermans, che è &#8211; forse adesso sarebbe meglio dire &#8220;era&#8221; &#8211; il candidato socialista alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/benelux-unione-europea-destre-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9781351-1024x708.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L<strong>&#8216;Olanda</strong> è, tra quelle andate al voto durante la giornata di ieri, una delle nazioni meglio integrate nell&#8217;<b>Unione europea</b>. Nei Paesi bassi, in realtà, le elezioni hanno avuto luogo qualche giorno prima, ma è un particolare di poco conto:<strong> Frans Timmermans</strong>, che è &#8211; forse adesso sarebbe meglio dire &#8220;era&#8221; &#8211; il candidato socialista alla presidenza della Commissione europea, è arrivato primo, con il suo partito laburista, davanti ai popolari di <strong>Mark Rutte</strong>, che invece è il primo ministro in carica, e ai sovranisti &#8211; populisti, tanto a quelli <strong>Thierry Baudet</strong> quanto a quelli di <strong>Geert Wilders</strong>.</p>
<p>Questi erano i protagonisti annunciati, ma solo tre su quattro possono dire di essere sopravvissuti a questa turnata elettorale. L&#8217;ultimo &#8211; come si apprende sull&#8217;<em>Agi</em> &#8211; non ha ottenuto neppure un seggio all&#8217;europarlamento di Strasburgo, Lussemburgo e Bruxelles. Il Partito della Libertà, che era balzato alle cronache durante le passate elezioni politiche olandesi, è sostanzialmente scomparso dai radar: 4,1%. Thierry Baudet, che invece veniva dato come vincente dalle rilevazioni pre-elettorali, può dirsi soddisfatto solo per un&#8217;operazione riuscita: aver ottenuto i consensi che in passato erano stati consegnati dagli olandesi a Wilders. Per il resto, il suo è un parziale insuccesso: il Forum per la Democrazia ha preso solo l&#8217;11%. Basta questo dato a sottolineare come l&#8217;europeismo sia ancora l&#8217;ideologia vincente dalle parti di Amsterdam. Il sovranismo, come si usa dire in circostanze di questo tipo, tiene ma non sfonda.</p>
<p>Frans Tiemmermans, però, non deve solo fare i conti con quanto successo in casa sua. È lo scenario complessivo quello che gli interessa: &#8220;Noi &#8211; ha ammesso il leader socialdemocratico, come si legge sulla <em><a href="https://agensir.it/quotidiano/2019/5/27/elezioni-europee-timmermans-sd-abbiamo-perso-ma-abbiamo-una-grande-responsabilita/">Sir</a> </em>&#8211; abbiamo perso e quindi dobbiamo essere umili, chiari sul programma futuro, onesti con le persone&#8221;. Un virgolettato che va interpretato alla luce di un crollo generale, quello dell&#8217;eurogruppo parlamentare che intendeva rappresentare nell&#8217;esecutivo del Vecchio continente.<br />
<iframe src="https://telemaco87.carto.com/viz/5afd62d5-a577-419e-a5b5-ad1725ff2377/embed_map" width="100%" height="520" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>In <strong>Belgio</strong>, invece, è possibile annotare qualche sorpresa in più. La nazione in questione si è tecnicamente frazionato in due: da una parte, cioè nelle Fiandre, hanno trionfato la destra e il centrodestra, con Vlaams Belang e quella che in italiano chiamiamo Nuova alleanza fiamminga a rubare le scene a tutti le altre formazioni partitiche, dall&#8217;altra, cioè nella Vallonia, hanno prevalso gli ambientalisti e la sinistra massimalista. Un belga di spicco, però, è <strong>Guy Verhofstadt</strong>, che si è affrettato a spiegare &#8211; come si legge sull&#8217;agenzia citata &#8211; come l&#8217;Unione europea, nonostante tutto, sia ancora viva e vegeta. Belgio e Olanda, a ben vedere, esprimono soprattutto due dei possibili leader dell&#8217;Europa che verrà.</p>
<p>Niente di nuovo nel <strong>Lussemburgo </strong>di Juncker: le prime tre piazze del podio sono occupate rispettivamente dai democratici, dai cristiano popolari e dai verdi.</p>
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		<title>Olanda, il populista &#8220;dandy&#8221; Thierry Baudet è il favorito</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/olanda-populista-dandy-thierry-baudet.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 06:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-1024x728.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Colto, elegante, tanto da essere soprannominato &#8220;il Dandy&#8221;: Thierry Baudet, 36 anni, è il leader carismatico del partito euroscettico e conservatore &#8220;Forum per la democrazia&#8221; fondato nel 2016, protagonista di un&#8217;ascesa rapidissima e sbalorditiva. In appena tre anni, la destra nazionalista di Baudet ha sbaragliato gli avversari, Geert Wilders compreso, e contro ogni previsione, è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/olanda-populista-dandy-thierry-baudet.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/Thierry_Baudet_4_cropped-1024x728.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Colto, elegante, tanto da essere soprannominato &#8220;il Dandy&#8221;: <strong>Thierry Baudet</strong>, 36 anni, è il leader carismatico del partito euroscettico e conservatore &#8220;Forum per la democrazia&#8221; fondato nel 2016, protagonista di un&#8217;ascesa rapidissima e sbalorditiva. In appena tre anni, la destra nazionalista di Baudet ha sbaragliato gli avversari, Geert Wilders compreso, e contro ogni previsione, è diventata la prima forza politica del Paese alle elezioni provinciali dello scorso 20 marzo, conquistando 13 dei 75 seggi della <em>Eerste Kamer</em>, il senato olandese.</p>
<p>Giornalista ed ex dottorando all’Università di Amsterdam, Baudet punta a consolidare la sua popolarità e a confermare il Forum per la Democrazia intorno al 20% dei consensi alle elezioni europee, che nei Paesi Bassi si svolgono nella giornata di domani, giovedì 23 maggio. I Paesi Bassi sono chiamati ad eleggere 26 eurodeputati tramite un sistema elettorale proporzionale e l<a href="https://www.france24.com/en/20190519-dutch-lead-populist-charge-eu-elections">&#8216;FvD è ampiamente in testa</a> in tutti i sondaggi delle ultime settimane.</p>
<h2>L&#8217;ascesa dell&#8217;intellettuale &#8220;populista&#8221; Thierry Baudet</h2>
<p>Sebbene il programma elettorale del Forum per la Democrazia di Baudet sia simile a quello del Partito per la Libertà (Pvv) di <strong>Geert Wilders</strong> &#8211; sul palco di Piazza Duomo, a Milano, insieme a Matteo Salvini e Marine Le Pen lo scorso 18 maggio &#8211; lo stile di Thierry Baudet è completamente diverso rispetto agli altri leader populisti ed euroscettici europei. Sofisticato e raffinato, &#8220;nel suo curriculum&#8221;, scrive <em>La Stampa,</em> &#8220;ci sono studi in Legge e in Scienze Politiche, oltre a due romanzi. Un intellettuale che a molti ricorda <strong>Pim Fortuyn</strong> (il precursore del populismo di destra olandese, assassinato nel 2002). Eletto in Parlamento nel 2017, ha iniziato il suo primo discorso parlando in latino. Ama vestirsi in modo elegante, giocare a scacchi e in ufficio si è fatto mettere un pianoforte&#8221;. Per questo viene soprannominato &#8220;il Dandy&#8221;.</p>
<p><a href="https://fpif.org/thierry-baudet-the-new-kid-on-the-nationalist-block/">Baudet è un convinto sostenitore</a> degli Stati nazionali, gli unici capaci di &#8220;preservare le culture indigene e le etnie dell&#8217;Europa così come sono&#8221;, ed è favorevole a una distensione dei rapporti con la Federazione Russa. I suoi nemici giurati sono il &#8220;marxismo culturale&#8221;, che rappresenta il male &#8220;capace di distruggere la cultura occidentale attraverso il <strong>multiculturalismo</strong> e il <strong>politicamente corretto&#8221;</strong>. Non crede alla vulgata dei cambiamenti climatici e secondo lui &#8220;il clima si sta riscaldando a un ritmo molto più lento del previsto&#8221;. Durante l&#8217;ultima campagna elettorale, ricorda <em><a href="https://www.politico.eu/article/thierry-baudet-forum-for-democracy-netherlands-5-things-to-know-about-dutch-far-rights-new-figurehead/">Politico</a>, </em>Baudet ha parlato di &#8220;isteria per il cambiamento climatico&#8221; e ha messo in discussione i costi &#8220;esorbitanti&#8221; del piano di azione per il clima presentato dalla coalizione di Rutte.</p>
<p>&#8220;Siamo qui &#8211; <a href="https://nos.nl/artikel/2276916-baudet-arrogantie-en-stupiditeit-afgestraft.html">ha dichiarato</a> &#8211; tra i detriti di una delle più grandi e belle civiltà che il mondo abbia mai conosciuto. Ma come gli altri Paesi che appartengono all&#8217;emisfero boreale, siamo stati distrutti da coloro che dovrebbero proteggerci. Siamo stati indeboliti dalle nostre università, dai nostri giornalisti, ma soprattutto siamo stati indeboliti dai nostri amministratori&#8221;.</p>
<h2>Contro l&#8217;immigrazione di massa e l&#8217;Unione Europea</h2>
<p>Due giorni prima delle elezioni provinciali, la campagna elettorale olandese ha spostato l&#8217;attenzione sull&#8217;immigrazione dopo che un uomo di origine turca è stato arrestato in seguito alla sparatoria di <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/utrecht-nuovo-tipo-attentato-1664934.html">Utrecht</a>, dove tre persone sono rimaste uccise. Il giovane leader ha incolpato il governo di <strong>Rutte</strong> e le sue fallimentari politiche migratorie. &#8220;Il governo Rutte ha lasciato i nostri confini aperti, consentendo di entrare nel Paese a centinaia di migliaia di persone con culture completamente diverse dalla nostra&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;immigrazione incontrollata &#8211; ha dichiarato &#8211; distorce i nostri paesaggi, così come tutto questo indottrinamento di sinistra nelle nostre scuole, il trasferimento del potere all&#8217;Unione europea, l&#8217;isteria climatica&#8221;. Se non fosse successo nulla, ha aggiunto, &#8220;non sarei mai entrato in politica. Ma siamo stati chiamati in prima linea&#8221;. Abbandonata la volontà di lasciare l&#8217;Ue, ora il Forum per la Democrazia intende entrare a far parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) al <strong>Parlamento europeo</strong>. E le elezioni di domani potrebbero consolidare l&#8217;ascesa di un leader peculiare e unico nel panorama europeo, che &#8220;rappresenta l&#8217;establishment dell&#8217;anti-establishment&#8221;, così come lo ha definito il <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/apr/03/thierry-baudet-dutch-rightwing-populism"><em>Guardian</em></a>.</p>
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		<title>In Olanda continuano a crescere i populisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-olanda-continuano-a-crescere-i-populisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 14:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="965" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636.jpg 965w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636-768x506.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 965px) 100vw, 965px" /></p>
<p>Quanto accaduto a Utrecht è destinato a modificare gli equilibri politici dell’Olanda. C’era da aspettarselo. Non è la prima volta che, in seguito a eventi tragici come quello dello del 19 marzo scorso, le forze sovraniste fanno registrare performance degne di nota nelle rilevazioni sondaggistiche e/o nelle urne elettorali. Certo, non è neppure la prima circostanza in cui &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-olanda-continuano-a-crescere-i-populisti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="965" height="636" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636.jpg 965w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_1911316-965x636-768x506.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 965px) 100vw, 965px" /></p><p>Quanto accaduto a Utrecht è destinato a modificare gli equilibri politici dell’Olanda. C’era da aspettarselo. Non è la prima volta che, in seguito a eventi tragici come quello dello del 19 marzo scorso, le forze sovraniste fanno registrare performance degne di nota nelle rilevazioni sondaggistiche e/o nelle urne elettorali. Certo, non è neppure la prima circostanza in cui il populismo, cioè la rivendicazione da parte del popolo della sovranità perduta, l’elogio – direbbe Regis Debray – delle frontiere e il perseguire  un progetto politico passando dal megafono di un leader riconosciuto, fa la sua comparsa nei Paesi Bassi.</p>
<p>Vi ricorderete di Gert Wilders, di quello che avrebbe dovuto rappresentare, come poi è stato solo in parte, alle passate elezioni politiche olandesi e della sua prossimità, tematica ed estetica, con Donald Trump. Ma il fondatore del Partito della Libertà sembra già acqua passata. Il sovranismo dei tulipani adesso ha il giovane volto di Thierry Baudet  e del suo Forum per la democrazia. A segnalare quello che appare come un progressivo successo, tra gli altri, è stata anche La Stampa.</p>
<p>Sembra un controsenso, ma è attraverso quel nome, quello che si propone di tutelare il sistema democratico, che i populisti olandesi hanno sbancato alle elezioni provinciali tenutesi ieri e si sono così proiettati sul Senato, dove costituiranno il secondo gruppo per numero di parlamentari iscritti. L’obiettivo, come sempre, è anche quello di contrastare i partiti che hanno contribuito a organizzare le istituzioni per come le conosciamo, secondo le logiche proprie delle democrazie liberali.</p>
<p>A dire il vero, però, uno degli ingredienti programmatici di qualunque forma di populismo è proprio questo: il richiamo a una forma di democrazia che viene definita “primitiva”. Il paradosso del nome trova la sua giustificazione. Ma queste sono considerazioni politologiche, quello che è interessante davvero riguarda i numeri: le proiezioni elettorali – come evidenziato da Repubblica– lasciano ben sperare Baudet e i suoi sodali, che si aggiudicherebbero 10 scranni senatoriali.</p>
<p>Il dato, com’è normale che sia, nasconde un rovescio della medaglia sovranista, cioè la discesa di Gert Wilders, che sembra risucchiato elettoralmente dal suo competitor interno. Crollano pure le forze che compongono l’esecutivo. Le stesse che, non avendo più la maggioranza in Senato, dovranno inventarsi qualcosa per tirare avanti. Non manca poi molto alle elezioni europee e l’Olanda, dove di solito si affermano le forze normaliste, nel senso di pienamente integrate al di quelle antisistema, potrebbe regalare qualche brutta sorpresa alle cosiddette “cancellerie di Bruxelles”.</p>
<p>Thierry Baudet, come del resto Gert Wilders, fa parte di quei leader politici che hanno aderito a The Movement. Steve Bannon, al quale sfugge poco di queste dinamiche, si è recato più volte in Olanda. Segno di come, anche dalle parti di Amsterdam, in vista del 26 maggio, ci si possa aspettare qualcosa di inatteso.</p>
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