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	<title>Seth jones Archives - InsideOver</title>
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	<title>Seth jones Archives - InsideOver</title>
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		<title>Prima l’ombrello difensivo: così gli Usa si preparano a uno scontro con l’Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/prima-lombrello-difensivo-cosi-gli-usa-si-preparano-a-uno-scontro-con-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 05:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cresce la presenza militare statunitense in Medio Oriente, con il trasferimento e dispiegamento operativo di sistemi di difesa aerea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prima-lombrello-difensivo-cosi-gli-usa-si-preparano-a-uno-scontro-con-liran.html">Prima l’ombrello difensivo: così gli Usa si preparano a uno scontro con l’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260205213215195_3e8ab0e9483d9e37b5216b2670896355-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla fine di gennaio cresce la <strong>presenza militare statunitense in Medio Oriente</strong>, con il trasferimento e dispiegamento operativo di sistemi di difesa aerea stratificata, inclusa la loro integrazione nella rete C2 regionale. Sui colloqui tra Teheran e Washington pende la spada di Damocle di un possibile intervento statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il bildup militare USA in Medio Oriente</strong></h2>



<p>Non tutte le crisi nascono da azioni offensive. Anzi, talvolta hanno avuto inizio con l’adozione di misure difensive. Quando nel maggio-giugno 1962 aerei di ricognizione USA rilevarono le installazioni di sistemi terra-aria S-75 sovietici a Cuba, il Pentagono intuì si trattasse di misure a protezione di successive installazioni di sistemi superficie-superficie, come i missili balistici a medio raggio R-12 e R-14. <strong>La crisi che ne scaturì è fin troppo nota. </strong>Quella in Medio Oriente, oggi, ancora in corso.</p>



<p><a href="https://edition.cnn.com/2026/01/30/politics/us-military-equipment-middle-east-iran">A partire dal 22 gennaio</a>, gli ultimi spostamenti in Medio Oriente della cosiddetta “Armada” USA hanno riguardato una serie di piattaforme aeree e navali distribuite in diversi Paesi e aree strategiche.</p>



<p>In Arabia Saudita, presso la base di Al Kharj, e negli Emirati Arabi Uniti, ad Al Dhafrah, operano <strong>velivoli da comunicazioni avanzate</strong>, come gli EA-11A BACN (Battlefield Airborne Communications Node), che garantiscono collegamenti sicuri e continui tra le forze dispiegate. Sempre ad <strong>Al Dhafrah</strong> sono stati schierati anche i <strong>MQ-4C Triton</strong>, droni ad alta quota e lunga autonomia per missioni di sorveglianza e ricognizione, con quattro unità attive.</p>



<p>A Awali, in Bahrain, sono stati collocati tre velivoli per la ricognizione, mentre ad Al Udeid, in Qatar, operano aerei specializzati come il P-8A Poseidon e il RC-135V, entrambi impiegati per missioni di sorveglianza marittima e raccolta di intelligence.</p>



<p>Sul piano navale, nel Mar Arabico settentrionale e nel Mar Rosso, il Lincoln Carrier Strike Group comprende la portaerei <strong>USS Abraham Lincoln</strong>, supportata dai cacciatorpediniere USS Frank E. Petersen Jr., USS Michael Murphy e USS Spruance, insieme a una varietà di velivoli imbarcati: F/A-18E Super Hornet multiruolo, EA-18G Growler per guerra elettronica, E-2 Hawkeye per l’allerta precoce, F-35C Lightning II, e elicotteri da combattimento MH-60S e MH-60R Sea Hawk.</p>



<p>Nel Golfo Persico sono attivi anche diversi <em>Littoral Combat Ship</em>, tra cui USS Santa Barbara, USS Tulsa e USS Canberra, mentre nello Stretto di Hormuz sono schierati i cacciatorpediniere USS McFaul e USS Mitscher, per garantire una copertura navale estesa e la capacità di risposta rapida in caso di escalation regionale.</p>



<p>Presso la base USA di Al Udeid, in Qatar – la stessa presa di mira dalla rappresaglia missilistica iraniana nel giugno 2025 – sono apparsi nuovi sistemi di difesa aerea <a href="https://defence-industry.eu/united-states-deploys-thaad-patriot-air-and-missile-defenses-across-the-middle-east-amid-preparations-for-potential-iranian-retaliation/">THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) e Patriot</a>, rispettivamente per la difesa ad alta quota e la difesa a medio-bassa quota contro missili tattici, balistici e minacce aeree a corto raggio.&nbsp;</p>



<p>Come ha osservato sul <a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/before-any-strike-on-iran-u-s-needs-to-bolster-air-defenses-in-mideast-faca35a9">Wall Street Journal</a> Seth Jones, un ex funzionario del Dipartimento della Difesa, “è costoso spostare Patriot e THAAD: la probabilità che vengano utilizzati inizia ad aumentare”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ma per Washington servono più THAAD e Tomahawk</strong></h2>



<p>Proprio mentre lo scorso 30 gennaio il Pentagono notificava la richiesta di acquisto di <a href="https://media.defense.gov/2026/Jan/30/2003868787/-1/-1/0/PRESS%2520RELEASE%2520-%2520SAUDI%2520ARABIA%252026-13%2520CN.PDF">730 missili Patriot Advanced Capability-3 Missile Segment Enhancement (PAC-3 MSE)</a> da parte dell’Arabia Saudita, gli Stati Uniti approvano <strong>un piano per quadruplicare la disponibilità annua di missili THAAD.</strong></p>



<p>L’azienda statunitense Lockheed Martin ha firmato un accordo quadro storico con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti (DoW) per <a href="https://www.armyrecognition.com/news/army-news/2026/u-s-approves-quadrupled-thaad-interceptor-production-to-counter-rising-missile-threats">espandere la produzione di intercettori THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) da 96 a 400 unità all&#8217;anno</a>. Un incremento industriale che segnala un passaggio del Pentagono verso una produzione di difesa strategica su larga scala e sostenuta.</p>



<p>Un obbiettivo ambizioso. Come ricordavamo su queste colonne, l’inteso impiego di missili intercettori durante la guerra dei dodici giorni avrebbe bruciato il <a href="https://it.insideover.com/difesa/allarme-al-pentagono-le-scorte-di-intercettori-thaad-talon-e-sm-3-sono-dagli-sgoccioli.html">25% delle scorte di THAAD americane e una parte significativa dei nostri depositi di SM-3</a>.</p>



<p>Non solo, la stessa fornitura di missili da crociera Tomahawk, che possono essere utilizzati dai cacciatorpedinieri della Armada attualmente dispiegata in Medio Oriente, sconta un grave ritardo nei ritmi di produzione. Dal 2022, l’esercito USA statunitense avrebbe infatti <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/785-million-later-us-navy-still-cant-reload-tomahawk-missile-launchers-bw-010926">esaurito in cinque anni le scorte di Tomahawk di 15 anni</a>.</p>



<p>Il breve conflitto con l’Iran dello scorso giugno ha dimostrato come, in caso di confronto militare con Teheran, l’ambiente non sia affatto permissivo, con <strong>elevati costi economici e operativi che sono al vaglio del Pentagono.</strong> Quali che siano le intenzioni della presidenza Trump – tra le “molte opzioni” che avrebbe riferito la portavoce <a href="https://www.politico.com/news/2026/01/13/trump-iron-military-option-00725872">Anna Kelly</a> a inizio gennaio – è certo che un’eventuale intervento sottoporrà a forte pressione la catena di produzione militare USA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/prima-lombrello-difensivo-cosi-gli-usa-si-preparano-a-uno-scontro-con-liran.html">Prima l’ombrello difensivo: così gli Usa si preparano a uno scontro con l’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il New York Times è un po&#8217; incerto: quelli che cita un giorno sono lobbisti, il giorno dopo analisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-new-york-times-e-un-po-incerto-quelli-che-cita-un-giorno-sono-lobbisti-il-giorno-dopo-analisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 09:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="716" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-600x224.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-300x112.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-1024x382.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-768x286.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-1536x573.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In passato, il New York Times criticava i think-tank: oggi, per sostenere la guerra in Ucraina, smentisce le sue stesse inchieste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-new-york-times-e-un-po-incerto-quelli-che-cita-un-giorno-sono-lobbisti-il-giorno-dopo-analisti.html">Il New York Times è un po&#8217; incerto: quelli che cita un giorno sono lobbisti, il giorno dopo analisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="716" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-600x224.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-300x112.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-1024x382.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-768x286.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240918110342308_49b75ba24fb1edd2bc24ae740976c2eb-e1726650341279-1536x573.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2014, il New York Times pubblicò una serie di articoli che mettevano in luce una questione controversa: i possibili <a href="https://www.nytimes.com/2014/09/07/us/politics/foreign-powers-buy-influence-at-think-tanks.html">conflitti d’interesse</a> tra alcuni think tank molto gettonati, come il <strong>Center for Strategic and International Studies (CSIS)</strong>, e l&#8217;industria della Difesa. In altre parole, il complesso militar-industriale degli Stati Uniti. All’epoca, il quotidiano più famoso del mondo rivelò come il CSIS ricevesse fondi da aziende della difesa, mentre i suoi studiosi ed esperti agivano come<a href="https://www.nytimes.com/2016/08/08/us/politics/think-tanks-research-and-corporate-lobbying.html"> lobbisti per influenzare le politiche del Congresso americano</a>. Oggi, a quasi un decennio di distanza, il <em>New York Times</em> ha completamente smentito le sue stesse inchieste e il ruolo del CSIS sembra essere diventato ancora più centrale nel dibattito politico e mediatico, specialmente per quanto riguarda la <a href="https://it.insideover.com/guerra/silenziosi-micidiali-superaddestrati-sono-gli-incursori-navali-dellucraina.html">guerra in Ucraina</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Analisti o lobbisti?</strong></h2>



<p>Secondo quanto riportato dal <a href="https://www.leefang.com/p/new-york-times-previous-reporting">giornalista investigativo Lee Fang</a>, il <em>New York Times</em> cita infatti il CSIS quasi settimanalmente per commentare ciò che accade in Ucraina, ma soprattutto per sostenere una maggiore <em>escalation</em> nel conflitto, visto che la posizione del think tank con sede a Washington è tutt’altro che favorevole al raggiungimento di un accordo negoziale con Mosca. Come il <em>Nyt</em> aveva scritto non molto tempo fa, il CSIS è regolarmente finanziato dai più grandi appaltatori della difesa del mondo, tra cui <strong>Lockheed Martin</strong>, il produttore del sistema missilistico ATACMS. Ma non finisce qui, perché il vicepresidente del CSIS, Seth Jones, è anche dirigente di Beacon Global Strategies, una società di consulenza che fa lobby per conto dell&#8217;industria della difesa e che ha avuto tra i suoi clienti <strong>Raytheon</strong>, azienda che produce armi.</p>



<p>&#8220;Studioso di think tank o consulente aziendale? Dipende dal giorno,&#8221; <a href="https://www.nytimes.com/2016/08/09/us/politics/think-tank-scholars-corporate-consultants.html">recitava un titolo del <em>New York Times</em></a>, scrive <strong>Lee Fang</strong>. L&#8217;articolo mostrava come, documenti ed email alla mano, uno studioso del CSIS lavorasse anche come lobbista presso un’importante azienda della difesa, utilizzando il think tank per promuovere gli interessi dei suoi clienti. Un&#8217;altra indagine del Nyt titolava: &#8220;Come i think tank amplificano l&#8217;influenza delle aziende americane,&#8221; con e-mail interne che rivelavano come il CSIS promuovesse politiche favorevoli ai droni militari mentre riceveva donazioni dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/i-droni-per-haftar-arrivano-dalla-cina-ma-passano-per-gioia-tauro-e-gli-usa-hanno-deciso-che.html">industria dei droni</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mancanza di trasparenza verso i lettori&nbsp;</strong></h2>



<p>Tuttavia, nel raccontare ai lettori il conflitto in Ucraina l’autorevole quotidiano non sembra menzionare i legami finanziari tra il CSIS e l’industria della difesa, sollevando non pochi dubbi e interrogativi sull’imparzialità delle informazioni che vengono date in pasto all&#8217;opinione pubblica. Eppure lo stesso quotidiano, non più tardi di dieci anni fa, aveva svelato i legami e i conflitti d’interesse di esperti e analisti con il <strong>complesso militar-industriale</strong>.&nbsp; </p>



<p>La mancata trasparenza nella citazione di fonti legate al complesso industriale-militare non è un problema da sottovalutare poiché l’influenza del CSIS sul mondo politico è significativa. Poiché questi <strong>think-tank</strong> ricevono finanziamenti dalle maggiori aziende che si occupano di Difesa (e che producono armi) il rischio concreto è che le analisi dei loro esperti siano fortemente interessate e orientate a politiche che sostengono l’escalation, più che a soluzioni diplomatiche. Perlomeno, bisognerebbe avvisare i lettori che il parere di questi esperti rischia di essere parziale e non super partes.&nbsp;Ma il <em>New York Times</em> evita di fare questo, proprio come altri giornali.</p>



<p>Non dichiarare i legami finanziari tra i think tank e le aziende del settore militare significa influenzare l&#8217;opinione pubblica con una narrazione di parte, senza che il pubblico abbia tutte le informazioni necessarie per farsi un&#8217;idea globale.&nbsp; L&#8217;episodio riportato dal giornalista Lee Fang pone quindi un serio <strong>problema etico</strong> e stimola una riflessione critica sul ruolo dei media e delle istituzioni che essi citano. La domanda è legittima: quanto sono davvero trasparenti i meccanismi che alimentano le notizie e le opinioni che plasmano il dibattito pubblico? Poi non c&#8217;è da stupirsi se la fiducia del pubblico nei media tradizionali è in calo. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La controversa copertura del conflitto a Gaza</strong></h2>



<p>Non è la prima volta, peraltro, che il quotidiano sposa narrazioni di parte nel raccontare i conflitti e i fatti internazionali. Negli ultimi mesi, alcuni giornalisti indipendenti hanno infatti criticato il <em>New York Times</em> per diverse ragioni legate alla copertura del <strong>conflitto israelo-palestinese</strong>, in particolare riguardo all&#8217;escalation di violenze e alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Come<a href="https://theintercept.com/2024/04/15/nyt-israel-gaza-genocide-palestine-coverage/"> ha svelato nei mesi scorsi <em>The Intercept</em></a>, il <em>New York Times </em>ha emesso alcune linee guida interne che impongono restrizioni sull&#8217;uso di termini come &#8220;genocidio&#8221;, &#8220;pulizia etnica&#8221; e &#8220;territori occupati&#8221; nel descrivere la guerra tra Israele e Gaza. Un documento interno trapelato e ottenuto da <em>The Intercept</em>, indica che i giornalisti del quotidiano devono evitare l&#8217;uso della parola &#8220;Palestina&#8221; e non devono descrivere i campi profughi a Gaza come tali, anche se riconosciuti dalle Nazioni Unite.&nbsp;</p>



<p>Il <em>New York Times</em> è stato coinvolto, nei mesi scorsi, in un&#8217;accesa disputa interna riguardante un articolo pubblicato il 28 dicembre 2023 intitolato “Screams Without Words”, che accusava Hamas di aver sistematicamente utilizzato la violenza sessuale durante gli attacchi del 7 ottobre. Successivamente, <a href="https://theintercept.com/2024/04/18/nyt-israel-hamas-leak-investigation/">è emerso che una parte del reportage era infondata</a>, in particolare riguardo a presunti abusi sessuali avvenuti al kibbutz Be&#8217;eri. Nonostante ciò, il <em>Nyt</em> ha inizialmente difeso il suo articolo, per poi correggerlo parzialmente inserendo un &#8220;aggiornamento&#8221; che ridimensionava le affermazioni originali. Il danno d&#8217;immagine, però, rimane. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-new-york-times-e-un-po-incerto-quelli-che-cita-un-giorno-sono-lobbisti-il-giorno-dopo-analisti.html">Il New York Times è un po&#8217; incerto: quelli che cita un giorno sono lobbisti, il giorno dopo analisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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