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Difesa

Allarme al Pentagono: Le scorte di intercettori THAAD Talon e SM-3 sono dagli sgoccioli 

Il Pentagono ha lanciato un allarme sulle scorte di missili terra-aria statunitensi: 3,5 miliardi di dollari di budget di emergenza.

La guerra tra Israele e Iran rappresenta il primo conflitto moderno con missili a lungo raggio e droni tra due Paesi che non condividono un confine. E il conto è salato: ci vorranno anni per recuperare le scorte di missili intercettori SM-3 e THAAD Talon impiegati in pochi giorni. 

La produzione di SM-3 rallenta

Lo scorso mese il Pentagono ha lanciato un allarme sulla crescente pressione sulle scorte di missili terra-aria statunitensi, stimando a 3,5 miliardi di dollari un budget di emergenza per il costo di rifornimento degli intercettori dispiegati in Israele dall’ottobre 2023.

La JINSA (Jewish Institute for National Security of America) ha stimato che gli Stati Uniti, durante la guerra dei 12 giorni, abbiano lanciato oltre 150 THAAD Talon e 80 intercettori SM-3, pari a circa il 70% di tutti gli intercettori utilizzati durante il conflitto israeliano-iraniano.

Entrambe le tipologie di intercettori sono missili cinetici senza testata esplosiva, che utilizzano l’impatto diretto (hit-to-kill) per neutralizzare i missili balistici avversari ad altezze diverse: mentre i Talon lanciati dal THAAD possono raggiungere un raggio di 200 km e un’altezza di 150 km, gli SM-3 del sistema AEGIS arrivano fino a 160 km di altitudine con un raggio di ingaggio di oltre 2000 km, risultando quindi particolarmente efficaci contro missili balistici a medio raggio (MRBM).  

Tuttavia, con un costo che varia dai 10 ai 30 milioni di dollari per missile (contro gli MRBM Emad iraniani a costo 250.000 di dollari e i Ghadr al costo di 5 milioni), la produzione della variante Block IIA del SM-3 rimane stagnante, con una capacità di produzione annua di soli 12 missili fino al 2029.

Un ritmo produttivo che, se confermato, renderebbe necessari almeno 6 anni per recuperare gli 80 intercettori lanciati contro i missili balistici iraniani. Se non che, il bilancio della difesa USA proposto per l’anno fiscale 2025 aveva ridotto a zero l’acquisto di SM-3 per i prossimi cinque anni.

I Talon scarseggiano

Quanto questi sistemi siano stati fondamentali per la difesa di Israele è documentato dal report JINSA, che inizialmente aveva stimato fino al 48% la percentuale di intercettori USA “bruciati” sul totale di missili utilizzati per neutralizzare l’attacco balistico iraniano. Mentre il numero preciso di intercettori Arrow israeliano è classificato, è facile ipotizzare che l’impatto dei circa 100 intercettori Arrow utilizzati sia stato elevato per le scorte di Tel Aviv. 

I Talon degli USA utilizzati a supporto dei sistemi israeliani rappresentano circa il 25% dello stockpile USA. Ma è qui il punto: la JINSA stima due diverse tempistiche produttive per rimpiazzare questa enorme quantità di intercettori impiegati. 

Ipoteticamente, un anno e mezzo se la Lockheed Martin dedicasse a questo sforzo l’intera capacità produttiva, che può arrivare a circa 100 unità all’anno, ma ciò comprometterebbe la consegna ai partner stranieri che li hanno ordinati, come i 360 già preordinati dall’Arabia Saudita. L’analisi realistica, basata sui volumi produttivi correnti, suggerisce invece dai 3 agli 8 anni per rimpiazzare non il 25%, ma il solo 14 % dei THAAD “Talon” utilizzati. 

Gli altri teatri USA

La potenzialità tecnico-operativa dei THAAD e degli SM-3, in effetti, è notevole: la capacità esoatmosferica di ingaggiare il target in una fase terminale alta, prima che il missile rientri ad altezza atmosferica, conferisce a questi sistemi SAM (Surface-to-Air) un netto vantaggio rispetto ai Patriot, che intervengono nella fase terminale di volo dei missili balistici.

Taiwan prevede di dotarsi nel 2026 di un sistema di difesa missilistica nazionale denominato Sky Bow IV, che è modellato sul sistema THAAD americano. Non è da escludere che proprio il THAAD costituirà uno degli elementi che comporranno l’architettura difensiva antiaerea statunitense nel Sud-Est asiatico.

Tuttavia, è un recente articolo di due autori statunitensi, apparso su The National Interest, a sollevare perplessità sulla sostenibilità logistica USA: “Se gli iraniani riescono a esaurire il 25% delle scorte di THAAD americane e una parte significativa dei nostri depositi di SM-3 in pochi giorni, i cinesi possono esaurirli in poche ore”. 

Un monito allarmante, che arriva proprio in un momento in cui alcuni esperti di difesa presentano il nuovo HQ-29 cinese come persino più performante del THAAD statunitense, in termini di portata e versatilità operativa.

Fonte: A. Cicurel [August 2025], Shielded by Fire: Middle East Air Defense During the June 2025 Israel-Iran War, JINSA’s Gemunder Center for Defense and Strategy. 

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