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	<title>Sarah scazzi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Sarah scazzi Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Avetrana. Qui non è Hollywood&#8221;. Se tutto può diventare una serie tv</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/avetrana-qui-non-e-hollywood-se-tutto-puo-diventare-una-serie-tv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 09:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sarah Scazzi" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241027234649972_723a463aadbc136d4d231641a7e40f35-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Possiamo accettare che crimini efferati realmente commessi vengano raccontati come romanzi gialli? Il mondo della serializzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/avetrana-qui-non-e-hollywood-se-tutto-puo-diventare-una-serie-tv.html">&#8220;Avetrana. Qui non è Hollywood&#8221;. Se tutto può diventare una serie tv</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em><strong>Avetrana. Qui non è Hollywood </strong></em>e le sue peripezie hanno riportato in auge il dibattito sull&#8217;opportunità di certi prodotti cinematografici. La serie Tv del regista pugliese Pippo Mezzapesa sull&#8217;omicidio di <strong>Sarah Scazzi</strong>, la 15enne di Avetrana (Taranto) uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010, era prevista dal 25 ottobre sulla piattaforma Disney+. Un ricorso ne ha bloccato l&#8217;uscita, poiché lesiva della dignità del piccolo Comune in cui i fatti si sono svolti.</p>



<p>Una volta si chiamavano &#8220;<strong>sceneggiati</strong>&#8220;. Poi vennero le &#8220;<strong>fiction</strong>&#8220;, prodotti prettamente televisivi quando non esistevano le grandi piattaforme di streamig. Storie vere, o ispirate a storie vere, o finzione pura centellinata in un tot di episodi, in modo da tenere incollate allo schermo milioni di persone. Ma nell&#8217;era Netflix&amp;co., le &#8220;<strong>serie</strong>&#8221; acquistano una valenza antropologica totalmente differente. Le piattaforme sono come i grandi buffet delle navi da crociera: perennemente apparecchiate, costantemente rimpinguate, incontrando i gusti di ogni tipo di palato. Avventura, romanticismo, storia, guerra, perfino porno: prodotti di ogni genere da poter sgranocchiare nel tempo o da buttar giù bulimicamente.</p>



<p>Le odierne serie, amate trasversalmente da giovani e meno giovani, hanno risposto a due problemi fondamentali dei prodotti per il vecchio tubo catodico: l&#8217;<strong>attesa </strong>e la <strong>nostalgia</strong>. Se per una nuova puntata, e per conoscere i destini dei loro beniamini, di <em>Un Medico in famiglia </em>gli spettatori degli anni Novanta dovevano attendere una settimana, oggi intere stagioni sono a portata di <em>click </em>per essere ingurgitate nel giro di poche ore. Quanto alla nostalgia, un tempo bisognava attendere e sperare che la Tv rimandasse in onda quella serie così cara ai nostri occhi di spettatori: non sempre accadeva, ma quando era possibile la gioia dell&#8217;effetto Amarcord ci induceva a rivedere perfino le infinite puntate della signora Fletcher.</p>



<p>Esiste un abisso fra il modo di concepire la serialità oggi rispetto anche solo a venti anni fa. I colossi dello streaming, infatti, non solo mandando &#8220;in onda&#8221; <strong><em>on demand</em></strong>, ma sono arrivati perfino a produrre creando <em>hype</em>, soprattutto fra giovani e giovanissimi, che non conoscono più la bellezza dell&#8217;attesa e dell&#8217;analogico. Ma soprattutto, il pullulare delle serie Tv ha esposto temi dell&#8217;attualità-la <strong>cronaca nera</strong> in particolare-alla &#8220;<strong>ludicità</strong>&#8221; del meccanismo seriale. Se un tempo si poteva fare cinema su tutto, questo tipo di operazioni si fermavano a prodotti che avevano una tradizionale durata da film. Il cinema e la Tv, come il teatro, infatti, sono stati potenti strumenti di informazione, sensibilizzazione e catarsi. Pensiamo alla <strong>mafia</strong>, ad esempio: milioni di persone, in Italia, hanno conosciuto la storia di <strong>Peppino</strong> <strong>Impastato</strong> attraverso quel capolavoro di Marco Tullio Giordana che è <em>I cento passi</em>. Soprattutto chi non gli è stato contemporaneo come la <strong>Gen Z</strong>, che oggi lo celebra e commemora nelle scuole alla stregua di un supereroe.</p>



<p>Ma una serie è un&#8217;altra cosa. Al di là di ogni intento informativo, la serie DEVE &#8220;<strong>intrattenere</strong>&#8220;. La serie condisce il tempo, lo riempie, cavalca l&#8217;edonismo del &#8220;voglio sapere come va a finire&#8221;, crea <strong>immedesimazione</strong> e <strong>tifo</strong> per i personaggi. La domanda sorge spontanea: può la mafia intrattenere? Possiamo ritenere corretto sollazzarci dietro a prodotti che raccontano il crimine come un appassionante romanzo giallo? Ma soprattutto, ha un senso sociale appassionarsi a una trama che nella realtà è costata morti e dolore? La risposta non è semplice, ma il fenomeno assume tinte inquietanti se guardiamo al modo in cui i giovani consumano questi prodotti.</p>



<p>Al di là della vicenda di Avetrana e dell&#8217;omicidio Scazzi, chi è tutti i giorni fra gli Under 20 avverte un senso di fastidio, uno stridore di intenti e atteggiamenti. Ne è stato un esempio <strong><em>Mare</em></strong> <strong><em>fuori</em></strong>. Un prodotto di grande successo partorito dalla Tv generalista, che però è stato concepito e percepito come una <em><strong>Dawson&#8217;s Creek </strong></em>in salsa carcere minorile. Discutendo e origliando i discorsi tra i fruitori della serie, come ogni giorno fa la sottoscritta, si percepisce qualcosa di aberrante. I ragazzi parteggiano per quel personaggio o per il suo rivale, lo scimmiottano, ne imitano il look. Non a caso per mesi abbiamo assistito al tormentone Tik Tok in cui migliaia di ragazzine giocavano a &#8220;<em>Io sono Rosa Ricci e tu chi caXX sì?</em>&#8220;. Era questo l&#8217;intento di una serie che voleva accendere il faro sul dramma delle carceri minorili?</p>



<p>Stessa cosa dicasi per il delitto Scazzi e per la serie <em>Qui non è Hollywood</em>. Cosa aggiunge un prodotto simile alla comprensione dei fatti, all&#8217;umana compassione per una ragazzina uccisa brutalmente? Nulla, se non cavalcare bisogni ludici e pruriginosi di grandi e piccini, con l&#8217;aggravante del tempo: Sarah Scazzi è morta ieri. E che tutto possa diventare moda o gioco, ce ne accorgiamo dal fatto che sui social come nella vita vera &#8220;<em>Non ho stato io</em>&#8221; (da una dichiarazione del famigerato &#8220;Zio Michele&#8221;) è diventato un meme e una classica battuta da bar. Stessa cosa vale per la nota poesia di Pietro Pacciani, che ragazzetti &#8220;memano&#8221; sui social ignorando di chi si tratti. Di esempi ve ne sono a bizzeffe. Veniamo dalla civiltà di Eschilo ed Euripide: avevamo bisogno di usare i morti ammazzati (qualche anno prima) per fare teatro?</p>
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		<title>L&#8217;omicidio di Sarah Scazzi in 60 minuti, il noir viaggia in streaming</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/lomicidio-di-sarah-scazzi-in-60-minuti-il-noir-viaggia-in-streaming.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Ida Settembrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 09:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netflix" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241002003923836_f952ecf8f494511e194301c78af8d947-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quattro puntate per raccontare da ogni punto di vista il delitto di Avetrana. Il successo del noir in Tv non si ferma. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/lomicidio-di-sarah-scazzi-in-60-minuti-il-noir-viaggia-in-streaming.html">L&#8217;omicidio di Sarah Scazzi in 60 minuti, il noir viaggia in streaming</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il fascino del noir – mai nuovo e mai estinto – contagia lo streaming con successo: dopo&nbsp;<em>Yara</em>&nbsp;su Netflix, dopo la serie sul caso di&nbsp;<em>Alfredino</em>&nbsp;e dopo&nbsp;<em>La città dei vivi,</em> miniserie Sky basata sull&#8217;omonimo romanzo di Nicola La Gioia dedicato all&#8217;omicidio di Luca Varani, anche la bionda Sarah ci racconterà di lei e di un paese che ancora oggi porta le rughe di questa atroce vicenda.</p>



<p>Al Festival del Cinema di Roma (dal 16 al 27 ottobre 2024) c’è stata la presentazione della serie tv “Avetrana – Qui non è Holliwood”, diretta da <strong>Pippo Mezzapesa</strong>, che racconta l’omicidio della studentessa quindicenne per il quale stanno scontando l’ergastolo la cugina <strong>Sabrina Misseri</strong> e la zia <strong>Cosima Serrano</strong> (mentre Michele Misseri, zio della vittima, è libero da qualche mese, dopo aver scontato otto anni per soppressione di cadavere).</p>



<p>La serie è composta di quattro episodi da 60 minuti, ognuno dei quali racconterà la vicenda secondo il punto di vista di uno dei protagonisti della storia: Sarah, Sabrina, Michele e Cosima.</p>



<p>Proprio in queste ore però il Tribunale di Taranto ha ordinato la sospensione cautelare della fiction. Accolto il ricorso presentato dal sindaco Antonio Iazzi: &#8220;Il titolo dipinge Avetrana come una comunità ignorante, retrograda, omertosa ed eventualmente dedita alla commissione di crimini efferati di tale portata&#8221;.</p>



<p>Un racconto a più voci che probabilmente porterà le verità care a ciascuno dei protagonisti di questa angosciante vicenda. Chi sarà Cosima, la mamma con i capelli bianchi raccolti, dallo sguardo truce? <strong>Sarà Vanessa Scalera, mentre Paolo De Vita avrà il ruolo di Michele Misseri, Federica Pala sarà Sarah Scazzi; Giulia Perulli vestirà i panni di Sabrina Misseri, Imma Villa quelli di Concetta Serrano</strong>. &nbsp;&nbsp;Anna Ferzetti è la giornalista Daniela, Giancarlo Commare è Ivano e&nbsp;Antonio Gerardi interpreta il maresciallo Persichella, personaggi secondari ma sempre determinanti nel plot, che è basato sul libro&nbsp;<em>Sarah la ragazza di Avetrana</em>, scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni e edito da Fandango Libri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’omicidio Scazzi</strong></h2>



<p>Sarah Scazzi, studentessa all’istituto alberghiero, uscì dalla propria abitazione intorno alle 14 del 26 agosto 2010 per recarsi a casa della cugina Sabrina, che l’attendeva, insieme a un’amica, per andare al mare. Proprio nella villetta di via Grazia Deledda, di proprietà della famiglia Misseri, divenuta nel tempo meta di macabri pellegrinaggi, <strong>Sarah fu ammazzata dalla Misseri</strong>, con l’aiuto della madre Cosima. Il corpo della giovane fu fatto ritrovare dallo zio Michele, che lo aveva occultato, in un pozzo ubicato in un terreno in contrada Mosca, che lo stesso aveva in comproprietà con i suoi fratelli. </p>



<p>Fu proprio Michele Misseri ad accusare la figlia dell’omicidio, salvo poi ritrattare accollandosi egli stesso la responsabilità del delitto. Le versioni successive alla prima, tuttavia, non sono mai state ritenute attendibili. Stando a quanto accertato nei tre gradi di giudizio, Sabrina Misseri avrebbe ucciso la ragazzina perché Sarah, nei giorni precedenti, <strong>aveva svelato ad altre persone alcuni particolari intimi sui rapporti tra la cugina maggiore e il ragazzo</strong> che frequentava, Ivano Russo. Anche la gelosia di Sabrina nei confronti della giovane Sarah, a cui Russo si rivolgeva con affetto, sarebbe parte del movente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Negli archivi di Google Maps, il luogo dell&#8217;ultimo giorno di Sarah Scazzi</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps.webp" alt="" class="wp-image-438539" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Via-Deledda-nellarchivio-di-Google-Maps-300x200.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>C’è un’immagine, conservata negli infiniti archivi di Google Maps, dal potere straordinariamente evocativo perché descrive oggi un luogo così com&#8217;era quattordici anni fa quando, il 26 agosto del 2010, un’anonima ragazzina scomparve in un piccolo comune al confine tra le province di Taranto e Lecce. Il suo nome era Sara, poi corretto con Sarah dall&#8217;acca finale e il paesino era Avetrana. Cercando via Grazia Deledda e tornando indietro l’orologio del sistema di mappatura Google maps e passando ad ottobre del 2019, l’immagine che appare è quella che dieci mesi dopo dovrebbe aver visto Sarah arrivando a casa degli zii in via Grazia Deledda: la strada deserta, lA Panda rossa parcheggiata davanti al garage dove c’era il famoso trattore che non partiva e, accucciato all’ingresso della villa, il suo cane Saetta.&nbsp;</p>



<p>Maria Ida Settembrino</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca/lomicidio-di-sarah-scazzi-in-60-minuti-il-noir-viaggia-in-streaming.html">L&#8217;omicidio di Sarah Scazzi in 60 minuti, il noir viaggia in streaming</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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