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	<title>Rory Stewart Archives - InsideOver</title>
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		<title>Così Rory Stewart vuole sbarrare la strada a Boris Johnson</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-rory-stewart-vuole-sbarrare-la-strada-a-boris-johnson.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 10:58:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Conservatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni volta che un leader giovane si affaccia sul palcoscenico continentale i riflettori si accendono. Rory Stewart, tra i candidati alla successione di Theresa May, impersona l&#8217;outsider. Quello chiuso dall&#8217;Ancien regime partitico, che può far sognare gli analisti che desiderano raccontare storie nuove. Il politico di cui parleremo non è proprio un neofita: è un deputato, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-rory-stewart-vuole-sbarrare-la-strada-a-boris-johnson.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9864969-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ogni volta che un leader giovane si affaccia sul palcoscenico continentale i riflettori si accendono. <b>Rory Stewart</b>, tra i candidati alla successione di<strong> Theresa May, </strong>impersona l&#8217;outsider. Quello chiuso dall&#8217;<em>Ancien regime</em> partitico, che può far sognare gli analisti che desiderano raccontare storie nuove.</p>
<p>Il politico di cui parleremo non è proprio un neofita: è un deputato, ricopre già il ruolo proprio di colui che in Italia chiameremmo &#8220;ministro dello Sviluppo internazionale&#8221; ed è sceso in campo addirittura prima dell&#8217;avvento di David Cameron, per il quale e con il quale ha fatto parte di un esecutivo. L&#8217;associazione tra i due viene abbastanza naturale: il primo può essere considerato il delfino del secondo. Rory Stewart, a dire il vero, non è neppure giovanissimo: sulla sua carta d&#8217;identità c&#8217;è scritto che ha quasi cinquant&#8217;anni, però ha predisposto una campagna elettorale che si sta distinguendo per simpatia, nel senso etimologico del termine. Basta andare sul suo profilo <a href="https://twitter.com/rorystewartuk">Twitter.</a></p>
<p>Gli <em>hashtag</em> in voga sulle sue pagine sono due: #AskRory e #Roryrally. Rory Stewart improvvisa comizi di piazza, scatta selfie con potenziali elettori, si aggira per le strade delle città britanniche come se fosse un militante volontario e, soprattutto, passeggia di continuo, come se facesse parte di un pellegrinaggio perenne dove il fine è persuadere una nazione intera.</p>
<p>La sua è una strategia <em>face to face </em>che di sicuro gli sta consentendo di essere attenzionato dai media. Poi c&#8217;è la <strong>Brexit</strong>, sulla quale ha un&#8217;idea mediana. Ha più volte ribadito questo punto: i conservatori non dovrebbero più discutere sull&#8217;uscire o meno. La ritiene una perdita di tempo perché il popolo britannico ha già deliberato, ma bisogna che i governanti si concentrino solo sull&#8221;&#8221;how&#8221;, cioè sul &#8220;come&#8221; uscire. Questo è solo il succo, il virgolettato indiretto più efficace, che esprime la sua posizione sul futuro politico-economico del Regno Unito. Il complesso si può approfondire sul <em><a href="https://www.theguardian.com/politics/2019/jun/09/rory-stewart-if-we-want-change-we-have-to-face-reality-conservative-leadership">Guardian</a></em>.</p>
<p>La differenza di stile tra Rory Stewart e <strong>Boris Johnson</strong> è evidente. L&#8217;uno sembra la nemesi dell&#8217;altro. L&#8217;ex sindaco di Londra pende dalle parti del sovranismo, il cameroniano è piuttosto un conservatore puro, uno che non ha alcuna intenzione di fare mosse avventate, rischiando che la Brexit si tramuti in un conto salato per tutti. Sono modi diversi di concepire la politica: Rory Stewart si candida come &#8220;nuovo&#8221;, ma in antitesi al fenomeno populista, Boris Johnson, per paradosso, è più anziano, ma incarna meglio i trend contemporanei più in voga. Non sarà una sfida a due: ci sono altri otto competitor, ma la distanza che separa questi due è forse la più esasperata.</p>
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		<title>Tutti i nomi possibili per il dopo May</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-nomi-possibili-per-il-dopo-may.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 05:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="527" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-300x82.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-768x211.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-1024x281.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Theresa May ha rinunciato tre giorni fa. Le elezioni europee le sono state fatali: il risultato conseguito dai Tories, che è corrisposto a un deludente quinto posto totale raggiunto e a solo l&#8217;8% dei voti complessivi, non ha consentito ulteriori tentativi. La Brexit rimane una faccenda spinosa. Chi prende il posto dell&#8217;ex premier, eredita la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-nomi-possibili-per-il-dopo-may.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-nomi-possibili-per-il-dopo-may.html">Tutti i nomi possibili per il dopo May</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="527" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-300x82.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-768x211.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9862919-e1560274426646-1024x281.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Theresa May</strong> ha rinunciato tre giorni fa. Le elezioni europee le sono state fatali: il risultato conseguito dai <em>Tories</em>, che è corrisposto a un deludente quinto posto totale raggiunto e a solo l&#8217;8% dei voti complessivi, non ha consentito ulteriori tentativi. La <strong>Brexit</strong> rimane una faccenda spinosa. Chi prende il posto dell&#8217;ex premier, eredita la ricetta sul futuro economico del Regno unito oltre che la leadership del Partito conservatore. La complessità degli scenari è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Le vie perseguibili, come all&#8217;inizio di tutta questa storia del resto, sono ancora due: <em>hard Brexit</em>, cioè uno strappo netto che prescinde dall&#8217;accordo con l&#8217;<strong>Unione europea</strong>, o <em>soft Brexit,</em> che prevede un&#8217;uscita di scena dalle istituzioni sovranazionali europee, ma il mantenimento di rapporti commerciali privilegiati e continuativi. E chi si è candidato alla successione della May, in fin dei conti, pende per l&#8217;una o per l&#8217;altra ipotesi. A dire il vero fino a qualche giorno fa era possibile tenere presente Sam Gimah, che avrebbe visto di buon occhio un secondo appuntamento referendario, ma non figura più tra i nomi dei partecipanti alla contesa. Il grande favorito, manco a dirlo, è <strong>Boris Johnson</strong>, che è forte del sostegno di <strong>Donald Trump</strong> e di quello degli esponenti del suo partito che non hanno mai gradito un ruolo subalterno all&#8217;assetto europeistico. Pure Nigel Farage potrebbe guardare con favore alla vittoria dell&#8217;ex sindaco londinese. Ma se Johnson dovesse vincere, il Brexit Party potrebbe ripercorrere la parabola dell&#8217;Ukip: sparire per esaurimento della missione. Poi ci sono altri <strong>nove nomi.</strong></p>
<p>Tra questi, come rilevato da <em>Lapresse</em>, ce ne sono alcuni tendenzialmente contrari alla rottura definitiva. Quello su cui vale la pena porre l&#8217;accento è <strong>Rory Stewart</strong>, che si è autodefinito &#8211; come riporta il <a href="https://time.com/5604003/rory-stewart-anti-trump-tory-leadership/"><em>Time</em></a> &#8211; &#8220;una sorta di trumpiano antitrumpiano&#8221;. Del trumpismo, Stewart ha il carattere mediatico e l&#8217;agonismo. Nel caso capitaste a Londra, lo incontraste per strada e provasse a convincervi della bontà della sua causa, non vi preoccupate: è il suo modo di condurre questa<em> campaign</em>. Su <em><a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/05/30/news/la-guerriglia-di-rory-stewart-257711/">IlFoglio</a></em> trovate un profilo completo di Stewart e una narrazione dettagliata della sua &#8220;guerriglia&#8221;. Neppure <strong>Michael Gove,</strong> <strong>Jeremy Hunt</strong>, <strong>Matt Hancock</strong> e <strong>Andrea Leadsom</strong> sembrano troppo convinti della Brexit nella sua versione <em>hard</em>. Sono tutti membri dell&#8217;ultimo governo o di esecutivi passati. Quindi coloro che spingono per la via mediana: <strong>Sajid David</strong>, <strong>Dominic Rabb</strong> e<b> Mark Harper. </b></p>
<p>C&#8217;è un altro candidato che la pensa alla maniera di Boris Johnson: si chiama <strong>Ester McVey</strong> e come l&#8217;altro promotore della hard Brexit ha avuto modo, in realtà ancora lo ha, di ricoprire la carica di ministro del Lavoro. Dare il finale per scontato sarebbe dilettantistico. Tutto si svolge mediante due fasi: nella prima votano i parlamentari, dunque potrebbe prevalere anche un candidato istituzionale. Dopo però tocca alla base: quello è lo stadio di casa di Boris Johnson. Avremo modo di seguire una battaglia che durerà un mese e mezzo.</p>
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