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	<title>Radosław Sikorski Archives - InsideOver</title>
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	<title>Radosław Sikorski Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Baltico tra diplomazia e sanzioni: il dialogo tra Varsavia e Minsk e la trappola di Suwałki</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:29:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1207" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-1536x966.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La costante militarizzazione del territorio comporta costi imponenti per la finanza pubblica dei Paesi di frontiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-baltico-tra-diplomazia-e-sanzioni-il-dialogo-tra-varsavia-e-minsk-e-la-trappola-di-suwalki.html">Il Baltico tra diplomazia e sanzioni: il dialogo tra Varsavia e Minsk e la trappola di Suwałki</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1207" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124011416360_93345642bb6a7065d3915e4411f733c7-1536x966.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia muove le sue pedine nell’ombra proprio mentre il rumore dei cingolati sembra saturare l’orizzonte del fianco orientale della NATO. A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, uno <strong>scambio riservato tra Radosław Sikorski e Maksim Ryženkov</strong> ha improvvisamente riaperto un canale di contatto diretto tra la Polonia e la Bielorussia. <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/bielorussia-esercitazioni-militari-vicino-al-corridoio-di-suwalki-mentre-minsk-tratta-con-washington-2/">Questo passaggio diplomatico inaspettato dimostra quanto la partita in corso lungo il <strong>corridoio di Suwałki</strong> non sia una semplice questione di schieramenti di truppe, ma un gioco multilivello in cui politica estera, finanza e deterrenza militare si sovrappongono costantemente</a>. Sebbene Minsk continui a rappresentare un bastione logistico fondamentale per le ambizioni tattiche del Cremlino, l’amministrazione guidata da <strong>Aleksandr Lukašenko</strong> cerca disperatamente margini di manovra strategica, bilanciando l’integrazione militare con Mosca e una complessa trattativa di compensazione economica con l&#8217;Occidente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre la geografia militare e la nozione di blocco fisico</h3>



<p>Analizzare il passaggio geografico di circa cento chilometri che separa la Bielorussia dall&#8217;exclave russa di Kaliningrad esclusivamente attraverso le lenti della dottrina militare convenzionale è un errore di prospettiva. Il vero punto nodale per la stabilità dell&#8217;intera regione baltica non riguarda soltanto l&#8217;eventualità di un&#8217;occupazione territoriale armata, un evento che farebbe scattare le garanzie dell&#8217;Articolo 5 dell&#8217;Alleanza Atlantica, scatenando un conflitto aperto. La vera minaccia risiede in una dinamica molto più sottile e strisciante: la <strong>progressiva chiusura funzionale del chokepoint terrestre</strong>. </p>



<p>Un&#8217;infrastruttura di transito di primaria importanza può perdere del tutto la sua valenza strategica ed economica ben prima che un solo soldato straniero ne valichi il confine. È la gestione della percezione dell&#8217;insicurezza a dettare i tempi della geopolitica moderna. In un contesto di costante tensione cibernetica e militare, il primo vero indicatore di una crisi imminente non è l&#8217;ordine di battaglia delle truppe sul campo, ma il cambio di parametri nei calcoli degli attori economici privati. Quando la frequenza di <strong>interferenze elettroniche ai sistemi GNSS</strong>, i sorvoli non autorizzati di droni e i piccoli incidenti infrastrutturali superano una determinata soglia critica, la reazione del mercato è immediata. L&#8217;aumento verticale dei <strong>premi assicurativi per il rischio politico e commerciale</strong>, l&#8217;innalzamento delle franchigie operative e il rincaro dei trasporti agiscono come una tassa invisibile ma paralizzante. Gli operatori della logistica, le banche d&#8217;investimento e le grandi catene di distribuzione rispondono riorganizzando le rotte, aumentando le scorte di sicurezza e dirottando i flussi di capitale verso itinerari geografici ritenuti più stabili e prevedibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra sanzioni e trattative riservate</h2>



<h3 class="wp-block-heading">In questo scenario di pressione asimmetrica, la Bielorussia gioca una partita speculare e complessa. Se da un lato il territorio di Minsk rimane una <strong>piattaforma logistica indispensabile per la proiezione militare russa</strong>, con stazioni di trasmissione che potenziano i raggruppamenti strategici e le capacità dei droni a lungo raggio, dall&#8217;altro la leadership bielorussa cerca disperatamente valvole di sfogo economiche. L&#8217;interlocuzione parallela con Washington, culminata nella recente liberazione di diversi detenuti in cambio di un <strong>alleggerimento mirato delle sanzioni commerciali statunitensi</strong>, dimostra come il regime di Lukašenko tenti continuamente di monetizzare la propria posizione geopolitica. Il ripristino di un canale di comunicazione riservato con Varsavia si inserisce esattamente in questo solco di pragmatismo tattico, dove le garanzie di sicurezza e le concessioni finanziarie diventano moneta di scambio diplomatica.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Le manovre di deterrenza e le conseguenze sulla finanza pubblica</h3>



<p>Sul piano strettamente operativo, la dimostrazione di forza rimane il linguaggio dominante lungo la linea di confine. Le recenti esercitazioni condotte dalle forze armate bielorusse, caratterizzate dall&#8217;impiego di reparti corazzati e da simulazioni di difesa aerea, hanno trovato un&#8217;immediata risposta nelle massicce manovre difensive organizzate dalle forze alleate polacche e lituane. Tuttavia, questa costante <strong>militarizzazione del territorio comporta costi imponenti per la finanza pubblica</strong> dei Paesi di frontiera, costretti a distogliere ingenti risorse economiche dai capitoli di spesa civile per destinarle all&#8217;Hardening delle infrastrutture civili e al consolidamento della viabilità tattica. La sfida futura per la stabilità dell&#8217;area baltica non si giocherà dunque unicamente sulla capacità di respingere un&#8217;aggressione convenzionale, ma sulla capacità degli Stati europei di sostenere i costi finanziari e logistici di una pressione asimmetrica permanente.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="1bv0FuFk18"><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/bielorussia-esercitazioni-militari-vicino-al-corridoio-di-suwalki-mentre-minsk-tratta-con-washington-2/">Bielorussia, esercitazioni militari vicino al corridoio di Suwalki mentre Minsk tratta con Washington</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Bielorussia, esercitazioni militari vicino al corridoio di Suwalki mentre Minsk tratta con Washington&#8221; &#8212; Notizie Geopolitiche" src="https://www.notiziegeopolitiche.net/bielorussia-esercitazioni-militari-vicino-al-corridoio-di-suwalki-mentre-minsk-tratta-con-washington-2/embed/#?secret=nOzaMtOxkj#?secret=1bv0FuFk18" data-secret="1bv0FuFk18" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<item>
		<title>USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 23:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Polonia sarebbe vicina a un accordo con gli USA per aprire una base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230820102535346_90a3339381b2431a5649de8ce9dc39ac-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polonia e Stati Uniti sarebbero vicini a trovare un&#8217;intesa per l&#8217;apertura di una nuova base americana nel Paese in grado di ospitare 10mila soldati. Il ministro degli Esteri polacco <strong>Radosław Sikorski</strong> ha annunciato l&#8217;iniziativa giovedì, come riferisce <em><a href="https://www.politico.com/news/2026/09/24/poland-us-base-troops-01091905">Politico</a></em>, e la notizia arriva nel mezzo della formulazione dei piani del Pentagono per la ridistribuzione e parziale ritiro delle forze statunitensi dal teatro europeo.</p>



<p>L&#8217;idea di una base USA in Polonia circolava da tempo, ed è stata caldeggiata da Varsavia in quanto ritenuta necessaria <strong>per aumentare la deterrenza nei confronti della Russia. </strong>Gli Stati Uniti hanno attualmente circa 7mila soldati nel Paese presenti secondo un meccanismo a rotazione e stanno inoltre trasferendo, sempre secondo lo stesso meccanismo, unità dell&#8217;esercito in <a href="https://www.lrt.lt/en/news-in-english/19/3062086/two-us-army-battalions-to-arrive-in-lithuania-in-october-minister-says">Lituania </a>ed <a href="https://news.err.ee/1610145598/us-to-send-new-troop-contingent-to-estonia-ministry-confirms">Estonia</a>, che dovrebbero arrivare rispettivamente a ottobre e a novembre, nel quadro del rafforzamento del fronte orientale della NATO.</p>



<p>“Vogliamo un tipo di presenza statunitense che ci rassicuri, senza però costituire una minaccia per la Russia”, ha dichiarato Sikorski durante un evento del <em>Council on Foreign Relations </em>a New York, aggiungendo “speriamo che il Presidente Trump mantenga la promessa fatta a tal proposito”.</p>



<p>L&#8217;esecutivo statunitense sta però studiando la diminuzione della propria presenza militare in Europa e in parallelo una <strong>ridistribuzione </strong>dei reparti dall&#8217;Europa centrale a quella orientale, un processo cominciato ormai da molti anni ma che solo molto di recente ha subito un&#8217;accelerazione. </p>



<p>Durante una riunione dei ministri della Difesa della NATO nel giugno 2026, il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> <a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/crumbling-defense-europe">aveva annunciato</a> che il Pentagono si stava muovendo “rapidamente e in modo irreversibile verso una situazione in cui l’Europa si faccia carico della responsabilità primaria della propria difesa” e starebbe lavorando a uno studio per determinare il livello ottimale di forze statunitensi in Europa che vedrebbero la riduzione di un terzo del numero di caccia F-15E e F-16 dell’U.S Air Force dislocati in Europa, di ritirare tutti e otto gli aerei cisterna per il rifornimento in volo presenti, di riassegnare uno dei due gruppi di bombardieri destinati al teatro europeo della <em>Bomber Task Force Europe</em>, <strong>di ritirare 15 dei 26 velivoli da pattugliamento marittimo presenti nel continente</strong> e di richiamare un sottomarino lanciamissili da crociera e un gruppo navale incentrato su una portaerei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I piani del Pentagono</h2>



<p>A <a href="https://apnews.com/article/trump-merz-germany-troops-withdrawal-nato-d37af7bcd1a97e265f3b3afd8aa65142">maggio</a>, la Casa Bianca aveva dato ordine al Pentagono di ritirare 5mila soldati dalla Germania con piani di esecuzione da compiere in 6/12 mesi, mentre dalla Romania ne sono già stati richiamati mille. Attualmente, si stima che in Europa siano presenti <strong>80mila militari americani</strong> di tutte le forze armate e <a href="https://www.timesnownews.com/world/us/us-news/25000-us-troops-out-of-europe-pentagon-weighs-major-military-drawdown-report-article-156180869">si ritiene</a> che nei piani di Washington ci sia la volontà di <strong>ridurre questa cifra di oltre 25mila unità</strong>, potendo – in base alle necessità – arrivare anche a 40mila: in sostanza le forze statunitensi in Europa sarebbero dimezzate.</p>



<p>Il Segretario Hegseth dovrebber ricevere il piano finale di revisione delle forze entro l&#8217;inizio di novembre. <strong>Elbridge Colby,</strong> responsabile delle politiche del Pentagono e a capo della revisione, ha affermato mercoledì in un discorso che l&#8217;iniziativa porterà a “una NATO migliore, più forte e più solida”, dato che i membri dovranno investire maggiormente nella propria difesa: “Offrirà inoltre all&#8217;Europa una maggiore capacità militare su cui contare” e nascerà quella che ha definito una “NATO 3.0”.</p>



<p>La possibile apertura di una nuova base dell&#8217;esercito USA in Polonia sembra andare in controtendenza, e far pensare all&#8217;ennesima giravolta dell&#8217;amministrazione Trump, ma in realtà se guardiamo al possibile (e plausibile) piano di riduzione possiamo notare che gli Stati Uniti prevedrebbero di <strong>ritirare assetti aerei e navali</strong> – e quanto vi ruota intorno per quanto riguarda logistica e personale addetto – e di continuare sulla via del rafforzamento del fronte orientale dell&#8217;Alleanza con reparti dell&#8217;U.S. Army là dove ritengono ce ne sia più bisogno, come in Polonia e nei Baltici che sono più sensibili alle azioni russe nel campo della guerra ibrida e hanno una percezione più marcata della pericolosità di Mosca.</p>



<p>Attualmente, per quanto riguarda la possibile apertura della nuova base USA in Polonia, non è dato sapere quali reparti dell&#8217;esercito ospiterà né se i 10mila soldati che dovrebbe contenere saranno presenti stabilmente o secondo il classico meccanismo rotazionale. Nemmeno sappiamo se il Pentagono prevede di prelevarli da altre nazioni europee e in che numero. Molto probabilmente sarà effettuata una scelta a metà tra quest&#8217;ultima ipotesi e l&#8217;invio di reparti dagli Stati Uniti – soprattutto se si tratta di reparti corazzati – che <strong>saranno stanziati in Polonia a rotazione</strong> e sino a un massimo di 10mila unità in caso di necessità.</p>



<p>Nel frattempo, nonostante le smentite e le rassicurazioni successive allo “scoop” del quotidiano “<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/24/mosca-vuole-colpire-italia-francia-e-spagna.-roma-smorza-lallarme_f3970154-cd44-45da-9d7a-0f7ce91c9725.html">El Mundo</a>”, l&#8217;intelligence della Danimarca <a href="https://www.fe-ddis.dk/globalassets/fe/dokumenter/2026/trusselsvurderinger/-assessment-of-the-threat-from-russia-.pdf">ha diffuso un comunicato</a> il 24 settembre in cui ritiene che la Russia intensificherà la propria guerra ibrida sferrando attacchi più frequenti contro l&#8217;Occidente e la NATO e che al contempo, sussiste il rischio – basso ma crescente – che la Russia lanci un attacco militare limitato contro uno o più Paesi della NATO confinanti con il territorio russo nei prossimi mesi, con l&#8217;obiettivo di distogliere le risorse europee dal sostegno all&#8217;Ucraina e di seminare divisioni all&#8217;interno della NATO, qualora l&#8217;Alleanza non riuscisse a concordare una risposta collettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-si-avvicina-lintesa-per-una-base-americana-in-polonia.html">USA, si avvicina l&#8217;intesa per una base americana in Polonia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il Giornale Unico della Propaganda: l’Ucraina ha vinto, l’Europa trionfa!</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-giornale-unico-della-propaganda-lucraina-ha-vinto-leuropa-trionfa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 05:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A scorrere il giornale unico atlantista, il quarto anniversario dell’attacco russo all’Ucraina celebra l’invincibile potenza dell’Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giornale-unico-della-propaganda-lucraina-ha-vinto-leuropa-trionfa.html">Il Giornale Unico della Propaganda: l’Ucraina ha vinto, l’Europa trionfa!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1060" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260225103223324_56cc21eb81ed9aca1fa1c03248529486-e1772012032765.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giù all’inferno, il povero <strong>Joseph Goebbels</strong> si starà mettendo le mani nei capelli. Gli attuali epigoni devono aver preso un po’ troppo alla lettera la famosa sua prima lezione del buon propagandista:<strong> ripetere la menzogna all’infinito</strong> finché non sia creduta vera. A scorrere le testate del giornale unico atlantista, sembra infatti che il<strong> quarto anniversario dell’attacco russo all’Ucraina</strong> corrisponda alla celebrazione dell’invincibile potenza dell’Europa e del <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2026-zelensky-il-presidente-della-guerra.html">suo beniamino Zelensky</a>. Va’ a spiegare, alle testate subatomiche, che il gerarca nazista aveva però l’intelligenza di capire che le balle trovano prima o poi un limite nella <strong>verità fattuale</strong> (tanto che, ricordiamolo per inciso, dopo la sconfitta di Stalingrado all’inizio del 1943, corse a ideare una nuova parola d’ordine, la “guerra totale”, proprio perché <em>non </em>poteva negare l’evidenza). I mini-Goebbels da imitazione continuano invece imperterriti, nell’officiare la loro mansione di <strong>ribaltare la realtà come niente fosse.</strong> Se il maestro era un personaggio tragico, i maestrini di oggi sono solo comici.</p>



<p>Tre esempi basteranno. <em>Corriere della Sera</em>, intervista a tutta pagina ad <strong>Anne Applebaum</strong>, prezzemolina dell’immarcescibile pensiero <em>neocon</em> americano e, incidentalmente, moglie di <strong>Radosław Sikorski</strong>, ministro degli esteri polacco. Proclama la premio Pulitzer (sui premi intrisi di lobbismo e ideologia, vedi il Nobel alla <strong>Machado</strong>, bisognerebbe aprire un discorso a parte): «L’Ucraina è un Paese che non sono riusciti a sconfiggere dopo 4 anni. E questa è una lezione per chiunque creda che un Paese più grande vinca automaticamente». Certamente, <em>mrs</em> Applebaum: prego chiedere lumi agli <strong>afghani,</strong> che sono riusciti a umiliare la più potente coalizione militare del mondo senza poter contare, diversamente dal governo di Kiev, su santi in paradiso pronti a sborsare <strong>miliardi in aiuti economici e militari (194 per essere esatti, </strong>quelli erogati finora dall’Ue).</p>



<p>Il <em>Foglio</em>, avamposto del bellicismo con l’elmetto di latta. Nell’edizione del <strong>Quadriennale della Resistenza Occidentalista</strong>, tre pezzi che crepitano come mortai. Editoriale del direttore, <strong>Claudio Cerasa:</strong> «L’Ucraina, da quattro anni, è lì che difende i confini non solo di uno Stato sovrano ma delle nostre società, della nostra Europa, della nostra idea di Occidente». L’idea in questione, che essendo liberale e democratica dovrebbe fare della <strong>tolleranza per le opinioni altrui</strong> il proprio solido fondamento, è la stessa in base alla quale, non più tardi di qualche mese fa, la nostrissima Europa, intesa come Unione, ha fatto partire <strong>una raffica di sanzioni finanziarie <em>ad personam</em> </strong>contro analisti, giornalisti e accademici rei del crimine, testé inventato, di «propaganda putiniana». Cittadini di Stati europei trattati come quinte colonne nemiche di una guerra peraltro mai dichiarata, e privati della facoltà, <strong>essenziale alla sopravvivenza,</strong> di usare i propri soldi in banca. Democraticissimo modo per reprimere le voci non allineate non avendo nemmeno la decenza di chiamarla censura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Yugoslavia all&#8217;allargamento della Nato</h2>



<p>Poi, due frizzanti interviste. Parla <strong>Pina Picierno,</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-furia-censoria-e-doppi-standard-pina-picierno-e-sempre-piu-sola-nel-pd.html">piddina vicepresidente dell’Europarlamento</a>, già tre volte in visita in Ucraina (immaginiamo ogni volta gli scongiuri da parte della popolazione locale, alla vista dell’amazzone guerriera): «L’alternativa alla destra è il contrasto all’ideologia delle potenze fondate sull’aggressione militare». Una a caso potrebbero essere <strong>gli Stati Uniti, che non hanno mai smesso di aggredire</strong> nazioni straniere da fine Ottocento in avanti. Ma sempre, va da sé, per il loro bene. Il bene degli aggrediti, si capisce. </p>



<p>O potremmo aggiungere anche la stessa formidabile e gioiosa macchina da guerra di Bruxelles. Così formidabile e gioiosa che quando la guerra insanguinò il continente, nell’<strong>ex Yugoslavia degli anni Novanta,</strong> fu così incisiva che la Nato bombardò Belgrado e lasciò premeditatamente il Kosovo come una bomba etnica a orologeria bypassando bellamente quel nano politico che era ed è l’Unione Europea. Intervista ad<strong> Arianna Meloni,</strong> sorella di Giorgia: «Se l’obiettivo di Mosca era dividere il continente europeo, oggi abbiamo invece un continente più coeso e determinato nel difendere il popolo ucraino per una pace giusta e con le adeguate garanzie di sicurezza per Kyiv». Determinato, senza dubbio. <strong>Coeso non tanto</strong>, dal momento che, in assenza di un esercito unico che non si farà mai, Francia e Germania hanno voluto affiancargli, ripescando la Gran Bretagna extra-Ue, l’alleanza dei cosiddetti “volenterosi”. Il trionfo della volontà, avrebbe detto Leni Riefenstahl, sempre per stare a Terzo Reich e dintorni.</p>



<p>Come terzo e ultimo scampolo, non possiamo far mancare al lettore la citazione della rivista che tutte le sinistre del globo ci invidiano: <em>Micromega.</em> Abstract-strillone sui social, articolo di <strong>Andriy Movchan</strong>: «L’invasione dell’Ucraina non ha nulla a che vedere con l’<strong>allargamento della Nato.</strong> Come spiega Putin stesso, la guerra è motivata da un’ideologia “primordialista” di ricongiungimento». Movchan, autodefinito blogger e giornalista ucraino a Barcellona, ragiona compitamente sul fatto che, in seguito all’adesione alla Nato di <strong>Finlandia e Svezia, </strong>Putin avrebbe dovuto irrompere con le sue truppe anche lì. Mettiamoci d’accordo, caro Movchan: questo Putin va esecrato quando invade, ma è esecrabile anche quando non invade? Non sfiora la testolina dei micromeghisti che l’ampliamento della Nato costituiva una minaccia particolare riguardo l’Ucraina, data la sua importanza, non solo <strong>storico-culturale ma anche energetica e mineraria</strong>, di valore strategico per i russi? Perché allora, già che ci siamo, non tirare fuori anche la mancata occupazione dei <strong>Paesi Baltici</strong>? Ma sì, abbondiamo, <em>abbondandis in abbondandum</em>!</p>



<p>Consigliamo vivamente agli agitprop dell’Europa ultimo baluardo di civiltà di studiarsi meglio non tanto Herr Doktor, come il Führer chiamava il suo <em>Propapagandaminister</em> (denominato proprio così, sfacciatamente, con una torva onestà: <strong>Ministro della Propaganda</strong>), ma il vero teorico del ramo: un ebreo austriaco naturalizzato statunitense, <strong>Edward Bernays, nipote di Freud</strong> e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/media-e-potere-da-mussolini-ai-giorni-nostri-quanto-conta-la-conquista-del-consenso.html">artefice</a> delle prime gloriose malefatte comunicative in nome del modello occidentale, da esportare a forza di colpi di Stato, blitz militari e, soprattutto, <strong>ben orchestrate campagne di marketing politico</strong>, incentrate su manipolazione delle notizie e dissonanza cognitiva indotta. Magari imparerebbero almeno a smerciare la loro retorica riuscendo pure a convincere qualcuno, anziché farlo per l’unico motivo per cui lo fanno: timbrare il cartellino del <strong>bravo euro-atlantista,</strong> garantendosi così la pagnotta, e alimentare la <strong>guerra interna</strong> contro chi dissente. E da TeleKiev, per oggi è tutto.</p>
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