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	<title>Mugabe Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mugabe Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Sudafrica lotta contro l&#8217;apartheid  Dà ai neri le terre dei contadini bianchi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sud-africa-lotta-lapartheid-rida-ai-neri-le-terre-dei-contadini-bianchi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 14:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="677" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;African National Congress (ANC), partito di maggioranza del Sudafrica dalla fine dell&#8217;apartheid, ha approvato un emendamento costituzionale che consentirà al governo di Johannesburg/Pretoria/Città del Capo di espropriare le terre sotto il controllo dei contadini bianchi da quasi cinque secoli.  La nuova legge rientra nel programma di governo di Cyril Ramaphosa, nominato per la prima volta presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sud-africa-lotta-lapartheid-rida-ai-neri-le-terre-dei-contadini-bianchi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sud-africa-lotta-lapartheid-rida-ai-neri-le-terre-dei-contadini-bianchi.html">Il Sudafrica lotta contro l&#8217;apartheid  Dà ai neri le terre dei contadini bianchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="677" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/30962119356_c670264ecf_b-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>L&#8217;African National Congress (<strong>ANC</strong>), partito di maggioranza del Sudafrica dalla fine dell&#8217;<strong>apartheid</strong>, ha approvato un emendamento costituzionale che consentirà al governo di Johannesburg/Pretoria/Città del Capo di espropriare le terre sotto il controllo dei contadini bianchi da quasi cinque secoli. </p>
<p>La nuova legge rientra nel programma di governo di <strong>Cyril Ramaphosa</strong>, nominato per la prima volta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cfr.org/blog/ramaphosa-confronts-land-reform-south-africa">presidente</a> del Sudafrica poco più di due settimane fa, prendendo il posto di un a dir poco discutibile <strong>Zuma</strong>, e prevede l&#8217;espropriazione delle terre rurali, concentrate nelle mani dei coltivatori dalla pelle bianca, senza che questi possano godere di alcuna compensazione economica.</p>

<p>La proposta è stata avanzata dai parlamentari della sinistra radicale del <strong>EFF</strong> (<strong>Economic Freedom Fighters</strong>), appoggiati in sede di suffragio dal partito di maggioranza dell&#8217;ANC, facendo approvare la<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.rt.com/business/420021-africa-white-owned-land/"> mozione</a> di modifica della <strong>sezione 25</strong> della Costituzione con 241 voti a favore contro gli 83 contrari. Il leader del partito di sinistra <strong>Julius Malema</strong> ha sottolineato come tale provvedimento sia soltanto un passo avanti verso la restituzione della <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2015/01/16/opinion/south-africas-land-inequity.html">dignità ad un popolo</a> martoriato per anni &#8220;da criminali che non riceveranno compenso per ciò&#8221;. </p>
<p>Il programma dell&#8217;African National Congress prevede dalla sua elezione quale partito di maggioranza nel 1994 un programma che fosse atto a ridurre le disparità sociali derivanti dal colore della pelle, specie dopo la fine dell&#8217;apartheid e della <a href="https://www.rt.com/news/420181-south-africa-land-redistribution-explained/">dominazione anglo-olandese</a>, che dal Seicento aveva operato violenze e soprusi nei confronti delle popolazioni autoctone. Nessuno però, fino ad oggi, aveva osato prendere la piena iniziativa al riguardo, visti anche i primi entusiastici periodi post-dominazione, e il larghissimo consenso di cui l&#8217;ANC godeva. Nel recente passato, tuttavia, anche a causa degli innumerevoli scandali che hanno coinvolto l&#8217;ex presidente Zuma, il partito ha perso una grossa fetta dei suoi consensi, dunque non poteva più aspettare nell&#8217;intraprendere questo percorso, dai risvolti ancora molto incerti.</p>

<p>Ad oggi la<a href="http://www.plaas.org.za/sites/default/files/publications-pdf/No1%20Fact%20check%20web.pdf"> popolazione </a>di colore del Sudafrica costituisce circa il <strong>79%</strong>, e controllano soltanto l&#8217;1,2% delle terre coltivabili, mentre la popolazione bianca, di origine inglese o boera, che rappresenta il 9% della popolazione, detiene il controllo su oltre i due terzi delle terre coltivabili tra zone rurali e zone urbane. Dunque esiste un problema di <strong>disparità</strong> razziale, con evidenti radici storiche plurisecolari, ma non si sa se sia esattamente il modo migliore di operare. </p>
<p>Tra la fine degli anni &#8217;90 e i primi anni 2000 un&#8217;operazione simile è stata condotta in Zimbabwe dal presidente <strong>Mugabe</strong>, il quale ha concesso quindi molte delle terre espropriate ai cittadini di carnagione nera del proprio Paese. Ne è risultata una forte flessione nella produzione agricola, poiché tali frange di popolazione erano sprovviste dell&#8217;expertise e degli strumenti di produzione adeguati per l&#8217;attività agricola. Solo nel 2010 è stata <a href="https://www.rt.com/business/419543-south-africa-land-compensation-whites/">portata alla luce </a>l&#8217;eventualità che Mugabe, in realtà, offrì tali terre ai propri alleati e non ai comuni cittadini. </p>

<p>Un altro timore è rappresentato quindi dalla possibilità che la <strong>corruzione</strong> diffusa tra i membri del parlamento locale possa dunque rendere la strategia attuata solo una forma di compensazione clientelare per alcuni vicinissimi ai vertici della politica, con la possibilità di far esplodere una bomba sociale in un paese di 50 milioni di persone con condizioni di disagio e povertà ancora molto diffuse. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sud-africa-lotta-lapartheid-rida-ai-neri-le-terre-dei-contadini-bianchi.html">Il Sudafrica lotta contro l&#8217;apartheid  Dà ai neri le terre dei contadini bianchi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Zuma e Mugabe: storia di due leader con le mogli &#8216;detronizzate&#8217;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zuma-mugabe-storia-due-leader-le-mogli-detronizzate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 16:15:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="450" height="300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg 450w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>È una storia che assomiglia molto da vicino ad un romanzo, ad un vero racconto ambientato nei palazzi del potere di due tra i più importanti paesi africani, dove politica e cronaca rosa sembrano procedere di pari passo; questa storia ha due donne come protagoniste, le quali a loro volta hanno in comune il fatto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zuma-mugabe-storia-due-leader-le-mogli-detronizzate.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zuma-mugabe-storia-due-leader-le-mogli-detronizzate.html">Zuma e Mugabe: storia di due leader con le mogli &#8216;detronizzate&#8217;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="450" height="300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg 450w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p><p>È una storia che assomiglia molto da vicino ad un romanzo, ad un vero racconto ambientato nei palazzi del potere di due tra i più importanti paesi africani, dove politica e cronaca rosa sembrano procedere di pari passo; <strong>questa storia ha due donne come protagoniste</strong>, le quali a loro volta hanno in comune il fatto di essere le consorti di due capi di governo: da un lato vi è <strong>la moglie di Mugabe</strong>, Grace, dall’altro <strong>l’ex moglie di Jacob Zuma</strong>, Nkosazana Dlamini. Contesti diversi, paesi molto differenti, ma un comune incredibile destino: entrambe designate leader al posto dei mariti, entrambe però perdenti e sconfitte nel giro di poco meno di un mese; <strong>il 2017 doveva essere il loro anno della consacrazione</strong>, con Grace Mugabe pronta a prendere il timone dello Zimbabwe dopo i 37 anni di governo del marito e, dall’altro lato, Nkosazana Dlamini designata leader dell’ANC dall’ex consorte, Jacob Zuma, in Sudafrica e quindi papabile successore anche nel palazzo presidenziale di Pretoria.</p>
<p>La fine dell’era Zuma in Sudafrica</p>
<p>Il Sudafrica, dopo la fine dell’Apartheid, è stato retto dall’African National Congress (ANC): si tratta della formazione fondata da Nelson Mandela e che ha permesso al simbolo della lotta sudafricana di essere presidente tra il 1994 ed il 1999; ma anche dopo il ritiro di Madiba dalle scene politiche, l’ANC ha continuato ad essere il principale partito del paese fino ad assumere quasi il ruolo di formazione guida del Sudafrica. Nel 2007 alla presidenza del partito è arrivato Jacob Zuma; grazie a tale incarico, nel maggio del 2009 il nuovo leader ha potuto assumere la Presidenza della Repubblica: il ruolo di capo di Stato infatti, tradizionalmente in Sudafrica è sempre spettato al numero uno del partito più votato. Dopo esattamente dieci anni, l’era di Zuma alla guida dell’ANC è terminata lo scorso 18 dicembre, quando <a href="http://www.lastampa.it/2017/12/18/esteri/sudafrica-cyril-ramaphosa-nuovo-capo-dellanc-sconfitta-lex-moglie-di-zuma-sUhvD4W2CcAgXik4QXIFzH/pagina.html">nel congresso svolto a Soweto</a> il partito ha designato<strong> Cyril Ramaphosa</strong> quale nuovo leader; con molta probabilità sarà lui ad ereditare la presidenza nel 2019, anno delle prossime elezioni.</p>

<p>Nonostante il calo di consensi ed una situazione economica disastrosa, con disoccupazione e povertà come vere protagoniste indesiderate del Sudafrica di oggi, l’ANC dovrebbe comunque mantenere il controllo del futuro parlamento; di certo però, la nuova leadership non è quella voluta dal presidente uscente Jacob Zuma: è stato infatti proprio lui ad indicare, quale nuovo numero uno del partito e quindi quale anche suo successore alla presidenza, l’ex moglie Nkosazana Dlamini. La vita privata di Zuma è molto tribolata: anche se la legge vieta la poligamia, <strong>l’attuale capo di Stato sudafricano dichiara apertamente di essere sposato con tre mogli</strong>, mentre con una quarta ha divorziato nel 1998 ed un’altra si è suicidata nel 2000. Il suo primo matrimonio risale al 1973 ed è attualmente valido, le altre consorti sono arrivate negli anni successivi; tra di esse, per l’appunto, vi è Nkosazana Dlamini: i due si conoscono da tempo, nel 1998 è però arrivato il divorzio anche se i rapporti non sono mai del tutto finiti, almeno da un punto di vista politico.</p>
<p>L’ex moglie è stata infatti Ministro degli Esteri, Ministro della Salute e Segretaria dell’Unione Africana;<strong> all’interno dell’ANC, è stata tra le principali sostenitrici di Zuma durante gli anni della sua scalata alla presidenza</strong>. La staffetta tra i due era uno dei piani architettati dal presidente uscente per la sua successione; <strong>il piano è fallito</strong> per l’appunto quando il partito, come sopra accennato, ha scelto l’ex leader sindacalista e uomo d’affari Cyril Ramaphosa.</p>
<p>Le analogie tra Grace Mugabe e Nkosazana Dlamini</p>
<p>Pur se anch’essa non priva di colpi di scena, la vita privata di Robert Mugabe in confronto a quella di Zuma appare decisamente più ‘tranquilla’: <a href="http://www.occhidellaguerra.it/dalle-lotte-marxiste-al-lusso-ostentato-la-parabola-robert-mugabe/">l’ex presidente dello Zimbabwe ha avuto un unico grande amore</a> che corrisponde alla prima moglie Sally, attivista politica ghanese, con la quale è stato sposato dal 1963 fino alla morte della consorte avvenuta nel 1992; pur tuttavia, sul finire degli anni 80 Mugabe ha conosciuto una giovane donna che aveva da poco iniziato a lavorare come segretaria negli uffici governativi e, da lì, è iniziata una relazione inizialmente tenuta nascosta a livello pubblico. La ragazza in questione era per l’appunto Grace, sposata anch’essa e di 41 anni più giovane; la loro primogenita è nata nel 1990 quando i due erano semplicemente amanti: dopo la morte di Sally, l’ex presidente dello Zimbabwe ha sposato l’ex segretaria nel 1996 e<strong> pochi mesi fa aveva designato la consorte quale successore alla guida del paese.  </strong></p>
<p>Grace Mugabe e Nkosazana Dlamini hanno pagato sia <strong>l’impopolarità dei mariti</strong> che le modalità con le quali, dai palazzi presidenziali di Harare e Pretoria, si è arrivati alla scelta dei successori; <a href="http://www.occhidellaguerra.it/tentativo-colpo-zimbabwe-militari-provano-rovesciare-mugabe/">se in Zimbabwe è stato l’esercito a bloccare i piani di Mugabe</a>, detronizzando l’ex uomo forte del paese con un incruento colpo di Stato, in Sudafrica sono stati i delegati dell’ANC a rifiutare la proposta di candidatura dell’ex consorte di Zuma. Due vite e due paesi diversi dunque, ma due storie incredibilmente vicine e somiglianti: nel giro di poche settimane, <strong>entrambe le consorti sono state spodestate dal ruolo di successori dei rispettivi mariti</strong>; lo Zimbabwe ed il Sudafrica, pur confermando persone vicine ai presidenti uscenti, hanno però preferito non trasformare l&#8217;amministrazione di governo in un affare di famiglia.</p>
<p>Adesso per i nuovi leader che hanno detronizzato prima del tempo Grace e Dlamini, arriva però il difficile: da un lato lo Zimbabwe, <strong>paese stretto tra disoccupazione e povertà</strong> e con una prospettiva futura tutta da riscrivere, dall’altro il Sudafrica il quale, pur mantenendo il rango di principale potenza africana ed economia più solida del continente nero, sta soffrendo una condizione sociale contrassegnata da un sempre maggiore divario tra ricchi e poveri, <strong>con una corruzione diventata pressoché strutturale</strong> e con un mandato di Zuma contrassegnato nella sua seconda parte da scandali ed inchieste.</p>

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		<item>
		<title>Dalle lotte marxiste al lusso ostentato  La parabola discendente di Mugabe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalle-lotte-marxiste-al-lusso-ostentato-la-parabola-robert-mugabe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>In Zimbabwe è finita un’epoca, l’unica in realtà da quando il paese ha preso l’attuale denominazione abbandonando nel 1979 quella coloniale di Rhodesia Meridionale; Robert Mugabe già nel 1980 era al potere e, da allora, non ha più lasciato la guida del governo fino allo scorso 21 novembre. L’oramai ex presidente dello Stato africano è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dalle-lotte-marxiste-al-lusso-ostentato-la-parabola-robert-mugabe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalle-lotte-marxiste-al-lusso-ostentato-la-parabola-robert-mugabe.html">Dalle lotte marxiste al lusso ostentato  La parabola discendente di Mugabe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1016" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171121185901_25058672-1024x694.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>In Zimbabwe è finita un’epoca, l’unica in realtà da quando il paese ha preso l’attuale denominazione abbandonando nel 1979 quella coloniale di Rhodesia Meridionale; <strong>Robert Mugabe già nel 1980 era al potere</strong> e, da allora, non ha più lasciato la guida del governo fino allo scorso 21 novembre. L’oramai ex presidente dello Stato africano è indubbiamente un <strong>uomo molto controverso</strong> ed in patria, tanto gli amici quanto i detrattori, lo descrivono come una persona profondamente influenzata dal carattere delle tre donne più importanti della sua vita: sua madre, <strong>Bona Mugabe</strong>, la sua prima moglie, <strong>Selly Mugabe</strong>, e l’attuale consorte, <strong>Grace Mugabe</strong>. A parlare del ruolo di queste tre donne nelle scelte umane e politiche di Robert Mugabe, è stato nei giorni scorsi il giornalista <strong>Trevor Grundy</strong>, profondo conoscitore delle dinamiche dei paesi sudafricani:<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politicsweb.co.za/opinion/mugabes-women"> nel suo articolo</a>, è emersa la contraddizione di un uomo “<em>considerato come un Messia nel 1980</em> – si legge – <em>E che adesso viene buttato giù quasi come un mostro</em>”.</p>
<p>“Robert aveva una vena selvaggia ma ben mitigata da Selly”</p>
<p>Il primo episodio realmente significativo per la vita di Mugabe si ha quando il futuro presidente dello Zimbabwe aveva soltanto dieci anni: suo padre, povero falegname dell’allora Salisbury (l’odierna Harare), ha lasciato la famiglia improvvisamente e da allora ha fatto perdere le proprie tracce; sua madre, descritta come una donna molto forte ed in grado di sobbarcarsi il peso dell’educazione di sei figli, è andata a vivere presso la missione gesuita di Kutama. E’ qui che Robert Mugabe si è istruito ma è qui che è accaduto un altro importante episodio, ossia la morte del fratello maggiore: da quel momento, la madre ha riversato molte attenzioni su di lui, trasferendo (a detta di molti) gran parte della sua forte personalità nel carattere del figlio. Le cronache dal paese africano hanno anche raccontato, negli anni passati, del fatto che Bona Mugabe ha spesso insistito, alla soglia del compimento della maggiore età di Robert, affinché il figlio intraprendesse la via del sacerdozio.</p>

<p>Pur tuttavia, la strada scelta è stata un’altra: prima un diploma per l’insegnamento, poi l’Università in Sud Africa in cui si è potuto iscrivere grazie ad una borsa di studio e, infine, il proseguimento degli studi in patria. Il destino ha voluto che la prima cattedra universitaria a Robert Mugabe fosse assegnata ad Accra, capitale del Ghana, nel 1958 e quindi l’anno dopo in cui il paese guidato da Kwame Nkrumah è diventato il primo Stato africano a conseguire l’indipendenza;<strong> è proprio qui che Mugabe è venuto a contatto con le idee dei movimenti panafricani</strong> ed è nella capitale ghanese che, di fatto, matura le proprie convinzioni marxiste e vocate all’emancipazione dell’Africa dal periodo coloniale. Ma l’incontro più importante di questi anni è indubbiamente quello con <strong>Sally Hayfron</strong>, attivista politica ghanese: tra i due sarebbe stato amore a prima vista, tanto da sposarsi già nel 1961; Sally, che nel suo paese era conosciuta per le posizioni in ambito sociale e per essere una delle prime docenti ghanesi, ha influenzato molto la formazione del marito.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-36812 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/11/OLYCOM_20171121195002_25059305-1.jpg" alt="OLYCOM_20171121195002_25059305 (1)" width="1500" height="999" /></p>
<p><strong>Lawrence Vambe</strong> è uno dei giornalisti più famosi non solo dello Zimbabwe ma anche dell’intera area sudafricana; è stato proprio lui a confidare a Trevor Grundy, nel corso di un’intervista, alcuni aneddoti della vita privata di Mugabe: “<em>Politicamente è un genio</em> – ha dichiarato il giornalista – <em>Quei giorni del 1980 in cui è salito al potere erano pieni di speranza. Sapevamo che Robert aveva una vena selvaggia, ma pensavamo anche che Sally al suo fianco riusciva sempre a mitigare il suo carattere, a non far uscire i suoi lati più estremi”</em>. In effetti, le cronache dell’epoca riportano come Mugabe nel suo primo governo ha nominato come vice il suo più importante rivale politico,  Joshua Nkomo, riservando anche due ministeri alla minoranza bianca; poco dopo però, la storia ha riportato anche la nascita della cosiddetta <em>Gukurahundi</em>, ossia la politica di repressione attuata proprio contro gli uomini di Nkomo nella regione del <strong>Matabeleland</strong>, lì dove il suo antagonista era più ramificato.</p>
<p>L’influenza della seconda moglie e la vita della sua nuova famiglia</p>
<p>Una data spartiacque, segnalata tanto nell’articolo di Grundy quanto nelle dichiarazioni di chi negli anni ha preso le distanze da Mugabe dopo averlo sostenuto, è stata quella del <strong>1992</strong>; il 27 gennaio di quell’anno infatti, Sally Mugabe è morta prematuramente a seguito di una lunga malattia: per Robert, che già aveva subito nel 1966 il dolore per la morte dell’unico figlio della coppia causata dalla malaria, si è trattato di uno dei momenti che maggiormente ha influito nella sua vita. Alla fine degli anni 80 però, presso gli uffici governativi di Harare aveva iniziato a lavorare come segretaria una giovane donna di nome <strong>Grace Marufu</strong>: il presidente, hanno poi rivelato in seguito molti membri del partito, è stato molto attratto dalla ragazza ed i due sono diventati amanti nonostante anche lei fosse sposata. Quando nel 1990 dalla loro relazione non ufficiale è nata la primogenita, chiamata Bona come la madre di Mugabe, lui aveva 65 anni e lei 24; dopo la morte di Sally, la loro storia è diventata pubblica ed i due si sono quindi sposati nel 1996 dopo aver dato alla luce <strong>Robert Mugabe Jr</strong>, nato nel 1993, e prima della nascita dell’ultimo figlio, <strong>Chatunga Mugabe</strong>, avvenuta nel 1997.</p>
<p><em>“Se Sally ha sempre cercato di frenare i tratti violenti di Robert, Grace invece ha fatto il possibile per liberarli”</em>, si legge nell’articolo di Grundy; l’immagine che esce fuori dell’oramai ex first lady dello Zimbabwe, almeno dal racconto di chi negli anni 80 ha creduto alla politica di Mugabe, è quella di una vera arrampicatrice sociale, di una donna ambiziosa ed anche molto avida: <em>“Sally era un’attivista politica, una donna molto colta, Grace ha solo pensato alla carriera ed ai soldi”</em> si legge nel reportage di Grundy, in cui quello tra Robert e Grace viene addirittura considerato come un ‘<em>tragico incontro</em>’. Anche all’estero la seconda moglie di Mugabe ha spesso assunto l’immagine di donna più interessata ai soldi che alla politica: sono rimaste famose le foto che la ritraevano mentre faceva shopping in via Condotti a Roma, durante <strong>la riunione della FAO del 2005</strong>; anche i figli non sembrano condurre una vita molto diversa da quella della madre, la quale prima del colpo di Stato dei giorni scorsi si stava preparando per raccogliere il testimone della presidenza dal marito.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/17_novembre_22/zimbabwe-auto-feste-vita-extralusso-famiglia-mugabe-c6185f6e-cf68-11e7-a1da-9278adb4d756.shtml">Su Instagram Robert jr. e Chatunga ostentano lusso e ricchezza</a>: orologi appena acquistati, selfie con donne in discoteca, auto sportive e catenine d’oro a fare da contorno ad abiti da migliaia di Dollari. <strong>Il tutto stride sia con l’immagine politica</strong> di un padre considerato, negli anni della sua formazione, tra i principali interpreti del marxismo africano e della lotta per l’affrancamento del continente nero dal colonialismo e sia, dall&#8217;altro lato, con<strong> una situazione economica molto difficile in cui versa il paese</strong>, con uno Zimbabwe che appare sempre più povero ed una società costretta a convivere con una disoccupazione molto alta. Intanto ad Harare ci si prepara al passaggio di consegne: il vice – presidente scaricato nei giorni scorsi a favore di Grace, <strong>Emmerson Mnangagwa</strong>, giurerà nella giornata di venerdì come nuovo Capo di Stato. Robert Mugabe, come oramai da giorni si afferma a livello diplomatico,<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-11-21/zimbabwe-arriva-l-annuncio-mugabe-si-e-dimesso--171010.shtml?uuid=AErq4mFD"> si sarebbe dimesso con la promessa di avere l’immunità e conservare il proprio patrimonio</a>; in altre parole, nulla sarebbe destinato a cambiare negli scenari futuri: la popolazione continuerà ad arrancare, mentre i figli di Mugabe potranno continuare ad ostentare ricchezza e lusso sui social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalle-lotte-marxiste-al-lusso-ostentato-la-parabola-robert-mugabe.html">Dalle lotte marxiste al lusso ostentato  La parabola discendente di Mugabe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Zimbabwe, tentativo di colpo di Stato:  militari provano a rovesciare Mugabe</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tentativo-colpo-zimbabwe-militari-provano-rovesciare-mugabe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 20:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="695" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865-768x534.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sono momenti di forte tensione quelli che si vivono ad Harare, capitale dello Zimbabwe; la città appare presidiata da diversi carri armati, con truppe dell’esercito che hanno bloccato le principali arterie di collegamento e la sede della tv pubblica: si tratta, in poche parole, del classico scenario di un colpo di Stato che in queste &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tentativo-colpo-zimbabwe-militari-provano-rovesciare-mugabe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tentativo-colpo-zimbabwe-militari-provano-rovesciare-mugabe.html">Zimbabwe, tentativo di colpo di Stato:  militari provano a rovesciare Mugabe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="695" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/7190865-768x534.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Sono momenti di forte tensione quelli che si vivono ad <strong>Harare</strong>, capitale dello Zimbabwe; la città appare presidiata da diversi carri armati, con truppe dell’esercito che hanno bloccato le principali arterie di collegamento e <strong>la sede della tv pubblica</strong>: si tratta, in poche parole, del classico scenario di un colpo di Stato che in queste ore si sta provando quindi ad attuare per rovesciare <strong>Robert Mugabe</strong>, il leader del paese sudafricano in sella oramai da trent’anni e tra i più longevi capi di governo al mondo. Sui social, unico mezzo utile al momento per avere informazioni da Harare vista l’inattività della tv pubblica, <a href="https://twitter.com/search?f=tweets&amp;vertical=news&amp;q=%23harare&amp;src=typd">sono comparse centinaia di foto scattate </a>da comuni cittadini in cui si distinguono chiaramente i carri armati che presidiano le strade e bloccano un traffico sempre più in diminuzione. Pochi però, almeno a distanza di alcune ore dall’inizio della crisi, i commenti da parte degli stessi leader politici e militari.</p>
<p>Il capo dell’Esercito a difesa di Emerson Mnangagwa, ultima vittima delle ‘purghe politiche’ di Mugabe</p>
<p>Pomo della discordia in questa situazione sembra essere la decisione, presa nei giorni scorsi da parte del presidente Mugabe, di togliere dal governo<strong> Emerson Mnangagwa</strong>, suo fidato vice – presidente e papabile successore; sarebbe stata questa la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso: quando ancora non era ben evidente lo schieramento imponente di carri armati attorno il quartiere presidenziale, il capo dell’esercito<strong> Constantino Chiwenga</strong>, ha diramato una nota stampa in cui si dichiara <a href="http://www.lastampa.it/2017/11/14/esteri/zimbabwe-stretta-sul-presidente-mugabe-tank-e-soldati-nella-capitale-harare-gYMv4TMz71VpRlpKJ5taxJ/pagina.html">pronto ad intervenire se Mugabe non torna sui suoi passi</a>. Quello dei militari, oltre che una difesa del vice – presidente ‘detronizzato’, sembra anche un monito contro un più generale giro di vite attuato da Mugabe negli ultimi tempi, in cui il capo di Stato dalla sua residenza di Harare <strong>ha decretato numerose espulsioni non solo dalla sua squadra di governo ma anche dal suo partito.</strong></p>

<p>Che la situazione fosse tesa comunque, lo si capiva da mesi: Mugabe ha 93 anni ed anche se appare lucido ed ancora in grado di guidare il paese, tuttavia lo Zimbabwe si prepara ad assistere ad una sua difficile successione per gli evidenti limiti dati dall’età del capo di Stato; ecco dunque che, da un lato, si è instaurata una vera e propria guerra per accaparrarsi le credenziali del presidente al fine di poter aspirare a succedergli, dall’altro però pare che lo stesso Mugabe voglia in qualche modo<strong> indirizzare il processo politico</strong> che si aprirà nel paese quando sarà costretto a lasciare quella poltrona presidenziale che occupa dal 1987. Un tira e molla che, adesso, mette gravemente in difficoltà lo stesso Mugabe, il quale mai come in queste ore appare vicino alla fine del suo lungo periodo di governo; l’esercito non ha gradito le ultime epurazioni e ad Harare i carri armati potrebbero nelle prossime ore virare verso la zona che ospita gli uffici della presidenza.</p>
<p>Il piano del presidente: lasciare l’eredità alla moglie</p>
<p>La corda pare essersi spezzata soprattutto quando, dopo l’epurazione dalla vice presidenza dell’oramai ex delfino Emerson Mnangagwa, Robert Mugabe è sembrato deciso nel designare come erede la moglie <strong>Grace Mugabe</strong>; 52 anni, dunque molto più giovane del marito, la first lady non è stata in realtà soltanto la consorte ombra del presidente,<strong> ma ha sempre esercitato un grande carisma</strong> assumendo popolarità soprattutto nella fascia più giovane della popolazione. L’eventualità di vedere Grace Mugabe al potere, ha definitivamente rotto gli equilibri tra il governo e l’esercito: da qui la decisione, da parte del capo di Stato maggiore, di schierare le truppe nella capitale e minacciare il presidente di un diretto intervento. Anche perché l’ex vice – presidente sopra menzionato, è un veterano di guerra degli anni 70, le stesse combattute fianco a fianco con Mugabe e che hanno portato il paese nella sua attuale conformazione politica passando dal governo filo – coloniale della Rhodesia a quello per l’appunto dello Zimbabwe.</p>
<p>La storia di un presidente controverso che rischia di subire il colpo di Stato</p>
<p>Robert Mugabe è un personaggio che, nel bene e nel male, ha segnato la storia del continente africano; in politica già da giovanissimo, la sua ascesa risale agli anni 60 quando è nominato segretario del neonato <strong>ZANU</strong>, il partito che rivendica il ritorno del potere alla popolazione di colore e la lotta anche armata contro gli esecutivi filo – britannici di allora. Incarcerato proprio per le sue idee giudicate sovversive, Mugabe è riuscito durante la detenzione a conseguire due lauree; in seguito, è divenuto uno dei personaggi più noti e carismatici del suo partito ma, in generale, di tutta la popolazione di colore dell’allora Rhodesia. <strong>Nel 1979 si ha la fine della lotta armata</strong>, con l’indipendenza totale riconosciuta al governo di Harare al cui potere l’anno dopo salirà proprio Mugabe; da allora, la guida dell&#8217;esecutivo non conoscerà passaggi di consegne, specie quando nel 1987 l’attuale capo di Stato diventa presidente dopo aver lasciato la carica di primo ministro occupata per sette anni.</p>
<p>C’è chi lo definisce eroe africano, chi invece un dittatore capace di non dare al proprio popolo i basilari diritti democratici; per l’UE e per gli USA è anche una persona ‘non gradita’, tanto da dover richiedere uno speciale permesso accordato dai Patti Lateranensi per poter visitare il Vaticano quando è stato invitato, negli anni passati, da Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI. Adesso però, <strong>Mugabe deve vedersela con il fronte interno</strong> che non ha gradito le ultime purghe in seno al partito: i militari, in particolare, dopo aver lottato assieme a lui negli anni 70, pretendono un veterano alla guida del paese dopo la fine della lunga era dell’attuale capo di Stato; uno scontro tutto intestino allo Zimbabwe ed al partito di governo, in cui i militari potrebbero recitare da qui a breve un ruolo importante nella prosecuzione o nel definitivo stop alla quasi quarantennale esperienza al potere di Mugabe.</p>

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