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In Zimbabwe è finita un’epoca, l’unica in realtà da quando il paese ha preso l’attuale denominazione abbandonando nel 1979 quella coloniale di Rhodesia Meridionale; Robert Mugabe già nel 1980 era al potere e, da allora, non ha più lasciato la guida del governo fino allo scorso 21 novembre. L’oramai ex presidente dello Stato africano è indubbiamente un uomo molto controverso ed in patria, tanto gli amici quanto i detrattori, lo descrivono come una persona profondamente influenzata dal carattere delle tre donne più importanti della sua vita: sua madre, Bona Mugabe, la sua prima moglie, Selly Mugabe, e l’attuale consorte, Grace Mugabe. A parlare del ruolo di queste tre donne nelle scelte umane e politiche di Robert Mugabe, è stato nei giorni scorsi il giornalista Trevor Grundy, profondo conoscitore delle dinamiche dei paesi sudafricani: nel suo articolo, è emersa la contraddizione di un uomo “considerato come un Messia nel 1980 – si legge – E che adesso viene buttato giù quasi come un mostro”.

“Robert aveva una vena selvaggia ma ben mitigata da Selly”

Il primo episodio realmente significativo per la vita di Mugabe si ha quando il futuro presidente dello Zimbabwe aveva soltanto dieci anni: suo padre, povero falegname dell’allora Salisbury (l’odierna Harare), ha lasciato la famiglia improvvisamente e da allora ha fatto perdere le proprie tracce; sua madre, descritta come una donna molto forte ed in grado di sobbarcarsi il peso dell’educazione di sei figli, è andata a vivere presso la missione gesuita di Kutama. E’ qui che Robert Mugabe si è istruito ma è qui che è accaduto un altro importante episodio, ossia la morte del fratello maggiore: da quel momento, la madre ha riversato molte attenzioni su di lui, trasferendo (a detta di molti) gran parte della sua forte personalità nel carattere del figlio. Le cronache dal paese africano hanno anche raccontato, negli anni passati, del fatto che Bona Mugabe ha spesso insistito, alla soglia del compimento della maggiore età di Robert, affinché il figlio intraprendesse la via del sacerdozio.

Pur tuttavia, la strada scelta è stata un’altra: prima un diploma per l’insegnamento, poi l’Università in Sud Africa in cui si è potuto iscrivere grazie ad una borsa di studio e, infine, il proseguimento degli studi in patria. Il destino ha voluto che la prima cattedra universitaria a Robert Mugabe fosse assegnata ad Accra, capitale del Ghana, nel 1958 e quindi l’anno dopo in cui il paese guidato da Kwame Nkrumah è diventato il primo Stato africano a conseguire l’indipendenza; è proprio qui che Mugabe è venuto a contatto con le idee dei movimenti panafricani ed è nella capitale ghanese che, di fatto, matura le proprie convinzioni marxiste e vocate all’emancipazione dell’Africa dal periodo coloniale. Ma l’incontro più importante di questi anni è indubbiamente quello con Sally Hayfron, attivista politica ghanese: tra i due sarebbe stato amore a prima vista, tanto da sposarsi già nel 1961; Sally, che nel suo paese era conosciuta per le posizioni in ambito sociale e per essere una delle prime docenti ghanesi, ha influenzato molto la formazione del marito.

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Lawrence Vambe è uno dei giornalisti più famosi non solo dello Zimbabwe ma anche dell’intera area sudafricana; è stato proprio lui a confidare a Trevor Grundy, nel corso di un’intervista, alcuni aneddoti della vita privata di Mugabe: “Politicamente è un genio – ha dichiarato il giornalista – Quei giorni del 1980 in cui è salito al potere erano pieni di speranza. Sapevamo che Robert aveva una vena selvaggia, ma pensavamo anche che Sally al suo fianco riusciva sempre a mitigare il suo carattere, a non far uscire i suoi lati più estremi”. In effetti, le cronache dell’epoca riportano come Mugabe nel suo primo governo ha nominato come vice il suo più importante rivale politico,  Joshua Nkomo, riservando anche due ministeri alla minoranza bianca; poco dopo però, la storia ha riportato anche la nascita della cosiddetta Gukurahundi, ossia la politica di repressione attuata proprio contro gli uomini di Nkomo nella regione del Matabeleland, lì dove il suo antagonista era più ramificato.

L’influenza della seconda moglie e la vita della sua nuova famiglia

Una data spartiacque, segnalata tanto nell’articolo di Grundy quanto nelle dichiarazioni di chi negli anni ha preso le distanze da Mugabe dopo averlo sostenuto, è stata quella del 1992; il 27 gennaio di quell’anno infatti, Sally Mugabe è morta prematuramente a seguito di una lunga malattia: per Robert, che già aveva subito nel 1966 il dolore per la morte dell’unico figlio della coppia causata dalla malaria, si è trattato di uno dei momenti che maggiormente ha influito nella sua vita. Alla fine degli anni 80 però, presso gli uffici governativi di Harare aveva iniziato a lavorare come segretaria una giovane donna di nome Grace Marufu: il presidente, hanno poi rivelato in seguito molti membri del partito, è stato molto attratto dalla ragazza ed i due sono diventati amanti nonostante anche lei fosse sposata. Quando nel 1990 dalla loro relazione non ufficiale è nata la primogenita, chiamata Bona come la madre di Mugabe, lui aveva 65 anni e lei 24; dopo la morte di Sally, la loro storia è diventata pubblica ed i due si sono quindi sposati nel 1996 dopo aver dato alla luce Robert Mugabe Jr, nato nel 1993, e prima della nascita dell’ultimo figlio, Chatunga Mugabe, avvenuta nel 1997.

“Se Sally ha sempre cercato di frenare i tratti violenti di Robert, Grace invece ha fatto il possibile per liberarli”, si legge nell’articolo di Grundy; l’immagine che esce fuori dell’oramai ex first lady dello Zimbabwe, almeno dal racconto di chi negli anni 80 ha creduto alla politica di Mugabe, è quella di una vera arrampicatrice sociale, di una donna ambiziosa ed anche molto avida: “Sally era un’attivista politica, una donna molto colta, Grace ha solo pensato alla carriera ed ai soldi” si legge nel reportage di Grundy, in cui quello tra Robert e Grace viene addirittura considerato come un ‘tragico incontro’. Anche all’estero la seconda moglie di Mugabe ha spesso assunto l’immagine di donna più interessata ai soldi che alla politica: sono rimaste famose le foto che la ritraevano mentre faceva shopping in via Condotti a Roma, durante la riunione della FAO del 2005; anche i figli non sembrano condurre una vita molto diversa da quella della madre, la quale prima del colpo di Stato dei giorni scorsi si stava preparando per raccogliere il testimone della presidenza dal marito.

Su Instagram Robert jr. e Chatunga ostentano lusso e ricchezza: orologi appena acquistati, selfie con donne in discoteca, auto sportive e catenine d’oro a fare da contorno ad abiti da migliaia di Dollari. Il tutto stride sia con l’immagine politica di un padre considerato, negli anni della sua formazione, tra i principali interpreti del marxismo africano e della lotta per l’affrancamento del continente nero dal colonialismo e sia, dall’altro lato, con una situazione economica molto difficile in cui versa il paese, con uno Zimbabwe che appare sempre più povero ed una società costretta a convivere con una disoccupazione molto alta. Intanto ad Harare ci si prepara al passaggio di consegne: il vice – presidente scaricato nei giorni scorsi a favore di Grace, Emmerson Mnangagwa, giurerà nella giornata di venerdì come nuovo Capo di Stato. Robert Mugabe, come oramai da giorni si afferma a livello diplomatico, si sarebbe dimesso con la promessa di avere l’immunità e conservare il proprio patrimonio; in altre parole, nulla sarebbe destinato a cambiare negli scenari futuri: la popolazione continuerà ad arrancare, mentre i figli di Mugabe potranno continuare ad ostentare ricchezza e lusso sui social.