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	<title>Janez Jansa Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 23 Nov 2020 15:08:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Janez Jansa Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Unione europea sempre più divisa: è nata una nuova &#8220;Cortina di ferro&#8221;?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unione-europea-sempre-piu-divisa-e-nata-una-nuova-cortina-di-ferro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 14:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-2048x1216.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Una cortina di ferro è calata sull&#8217;Europa (dell&#8217;Est) e non sappiamo che cosa accada dietro di essa&#8221;. Con queste parole, pronunciate il 5 marzo del 1946, Winston Churchill definì il mondo socialista che si stava delineando al di la della linea di fronte raggiunta dagli americani. Uno scenario divisivo per l&#8217;Europa, che forse per la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/unione-europea-sempre-piu-divisa-e-nata-una-nuova-cortina-di-ferro.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unione-europea-sempre-piu-divisa-e-nata-una-nuova-cortina-di-ferro.html">L&#8217;Unione europea sempre più divisa: è nata una nuova &#8220;Cortina di ferro&#8221;?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1140" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-1536x912.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Viktor-Orban-2048x1216.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Una cortina di ferro è calata sull&#8217;Europa (dell&#8217;Est) e non sappiamo che cosa accada dietro di essa&#8221;. Con queste parole, pronunciate il 5 marzo del 1946, <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/churchill-lultimo-leone-dellimpero.html">Winston Churchill</a> definì il mondo socialista che si stava delineando al di la della linea di fronte raggiunta dagli americani. Uno scenario divisivo per l&#8217;Europa, che forse per la prima volta si pose degli interrogativi fondamentali che portarono alla nascita della <strong>Guerra fredda</strong>.</p>
<p>Benché da quel discorso siano passati oltre 76 anni, la divisione dell&#8217;Europa in due blocchi con due sistemi di organizzazione della vita politica, sociale ed economica agli antipodi ha prodotto degli effetti visibili ancora ai giorni nostri. E soprattutto ha generato uno schema condiviso di paure e di preoccupazioni che non sono comuni a tutti i Paesi dell&#8217;attuale Unione europea; creando così nuovamente due blocchi contrapposti dagli obiettivi e dagli ideali differenti: emblema di una unificazione europea che forse è rimasta in tanti anni soltanto sulla carta.</p>
<h2>L&#8217;Europa adesso ha &#8220;due capitali&#8221;</h2>
<p>Quando si parla delle posizioni e delle decisioni prese a livello europeo, sono due le città che vengono maggiormente nominate: la prima è <strong>Bruxelles</strong>, &#8220;capitale&#8221; di fatto dell&#8217;Unione europea in quanto sede del Parlamento; la seconda invece è un altrimenti anonimo paese dell&#8217;Ungheria: <strong>Visegrad</strong>. Mentre con le direttive prese dall&#8217;indirizzo comunitario si utilizza la prima espressione, con la seconda ci si riferisce a quella serie di indirizzi e di posizioni prese dai Paesi dell&#8217;Est e principalmente discesi dalla vecchia sfera di influenza sovietica.</p>
<p>Formato da Ungheria, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca, il &#8220;<strong>gruppo di Visegrad</strong>&#8221; ha negli anni attirato sempre più ammiratori, con l&#8217;Austria e la Slovenia che in più occasioni si sono trovate allineate con le idee della fazione europea che ha identificato <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html">Viktor Orban</a> come sua massima espressione. Dopo anni caratterizzati dalle &#8220;lotte&#8221; diplomatiche interne e dalle prese di posizione molto forti, la differenza nella visione comunitaria dei due schieramenti ha raggiunto adesso dei livelli elevatissimi, avvicinandosi, forse, quasi al punto del &#8220;non ritorno&#8221;. E soprattutto, adesso, rischia di non limitarsi soltanto alle questioni legislative e migratorie come nel primo periodo di attriti, ma potrebbe arrivare a bloccare anche gli interventi di natura prettamente economica ed in risposta alla crisi generata dalla <a href="https://it.insideover.com/scheda/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>.</p>
<h2>Visegrad non tollera la visione comune europea</h2>
<p>Quando venne alla luce per la prima volta l&#8217;idea di Unione europea, i Paesi aderenti &#8211; tutti appartenenti all&#8217;Europa occidentale &#8211; uscivano dalla stagione dei<strong> fascismi</strong> e dalle conseguenze che la guerra aveva portato nei loro territori. La risposta a quanto accaduto in passato era dunque chiara, quasi scontata e soprattutto condivisa da tutti i Paesi appartenenti. E soprattutto, la chiusura verso quei Paesi che non condividevano un &#8220;passato comune&#8221; era molto forte &#8211; con l&#8217;esempio lampante dell&#8217;<strong>Austria</strong> che rimase per anni in sospeso a causa della questione non ancora risolta con l&#8217;Italia relativa all&#8217;attuale Provincia autonoma di Bolzano/Sudtirol.</p>
<p>Con l&#8217;allargamento dell&#8217;Unione europea verso oriente, però, questa comunanza dei pilastri fondanti è venuta sempre meno. In modo particolare proprio a causa della <strong>mancanza di una storia comune</strong> che potesse funzionare da collante anche culturale per affrontare insieme le avversità. Mentre infatti, e come già sottolineato, l&#8217;Europa occidentale vedeva nei fascismi il nemico da combattere, l&#8217;Europa orientale preferiva liberarsi dal suo passato <strong>socialista</strong> sotto la sfera di influenza moscovita. E questa sottile differenza, in fondo, è il motivo per il quale molte visioni nella gestione della <em>Res Europea</em> non vengono condivise tra Bruxelles e Visegrad.</p>
<p>È in buona parte grazie a questa chiave di lettura &#8211; <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2020/11/18/la-slovenia-si-schiera-con-lungheria-e-la-polonia-su-veto-al-recovery_9ee2d7bf-8aa8-4033-98be-01057b7c2c22.html">come sottolineato anche dal presidente sloveno Janez Jansa</a> &#8211; che si può comprendere come le due fazioni siano giunte allo scontro in tempi recenti. Anche le questioni legate all&#8217;<strong>indipendenza della magistratura</strong> dalla politica e la <strong>visione delle minoranze</strong> (sia in termini razziali, sia in termini di orientamento sessuale) rientrano infatti pienamente in questo filone di cause, confermando come la rottura  tra Bruxelles e Visegrad si sia spostata a tutti gli effetti sotto il piano ideologico.</p>
<h2>Due ideologie e due visioni: l&#8217;Europa unita ha ancora significato?</h2>
<p>Come visto sino a questo momento, il grado di dissociazione tra Bruxelles e Visegrad ha raggiunto col passare degli anni un livello di distacco che rende molto <strong>difficile</strong> un più totale riavvicinamento nel prossimo futuro. Soprattutto, poiché la continua contrapposizione ideologica e le resistenze alle visioni dell&#8217;alleato-avversario hanno generato dissapori che rendono sempre più difficile una qualsiasi collaborazione costruttiva.</p>
<p>In questo modo, però, è la stessa capacità di giungere insieme ad obiettivi comuni &#8211; sempre che ce ne siano &#8211; ad essere messa in discussione, aprendo ad una serie di <strong>scenari negativi</strong> per quanto riguarda il futuro dell&#8217;Unione europea. In assenza di un chiaro programma condiviso e senza una visione di obiettivi comuni, infatti, quanto lontano può andare la massima istituzione transnazionale del Vecchio continente? E soprattutto, quali garanzie di apporto di valore aggiunto potrà fornire agli stessi Stati membri in futuro, nella misura in cui ogni proposta viene ripetutamente e sonoramente messa in discussione dalle varie fazioni nate al suo interno?</p>
<p>Realisticamente, ben poche. Almeno allo stato attuale e, almeno, senza un progetto di riavvicinamento graduale e progressivo, mirato a limare le differenze e soprattutto a rendere comuni tutte le problematiche e le preoccupazioni dei singoli popoli e non soltanto gli interessi delle élite. Perché in assenza di questo, purtroppo, Visegrad potrebbe allontanarsi sempre di più; e come lei, in futuro, anche altre alleanze interne all&#8217;Europa che si stanno piano piano formando potrebbero scegliere la stessa strada &#8211; e qualsiasi allusione all&#8217;asse economico <strong>Benelux-Nord Europa</strong> non è puramente casuale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unione-europea-sempre-piu-divisa-e-nata-una-nuova-cortina-di-ferro.html">L&#8217;Unione europea sempre più divisa: è nata una nuova &#8220;Cortina di ferro&#8221;?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo governo sloveno sarà guidato dai sovranisti locali</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-sloveno-sara-guidato-dai-sovranisti-locali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 15:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[sovranismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marjan Sarec (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-1024x727.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Slovenia svolta a destra ed archivia la breve esperienza dell&#8217;esecutivo di centrosinistra guidato dall&#8217;ormai ex premier Marjan Šarec. Il Partito Democratico Sloveno, schierato su posizioni di destra radicale e guidato dal leader populista ed ex primo ministro (per due mandati) Janez Jansa, si appresta a governare il Paese. Le elezioni parlamentari del giugno 2018, infatti, avevano dato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-sloveno-sara-guidato-dai-sovranisti-locali.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-sloveno-sara-guidato-dai-sovranisti-locali.html">Il nuovo governo sloveno sarà guidato dai sovranisti locali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1363" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marjan Sarec (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Marjan-Sarec-1024x727.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La Slovenia <strong>svolta a destra</strong> ed archivia la breve esperienza dell&#8217;esecutivo di centrosinistra guidato dall&#8217;ormai ex premier Marjan Šarec. Il <strong>Partito Democratico Sloveno</strong>, schierato su posizioni di destra radicale e guidato dal leader populista ed ex primo ministro (per due mandati) <strong>Janez Jansa</strong>, si appresta a governare il Paese. <span style="font-size: 1rem;">Le elezioni parlamentari del giugno 2018, infatti, avevano dato vita ad un Parlamento instabile e frazionato: al primo posto si era piazzato il Partito Democratico Sloveno con il 24 per cento dei suffragi e 25 seggi sui 90 della Camera mentre in seconda posizione, con appena il 12 per cento dei suffragi, era giunta la lista Marjan Šarec, di ispirazione progressista e guidata dal carismatico amministratore locale ed ex comico. Quest&#8217;ultimo, dopo lunghe trattative, era riuscito a formare un esecutivo di minoranza ( 43 seggi totali e supporto esterno di una lista progressista) con il sostegno di altri quattro partiti di centrosinistra, riuscendo in questo modo ad escludere il Partito Democratico. Questa fase è però durata poco ed alcuni contrasti sulla sanità hanno determinato la caduta del </span>governo<span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<h2>Una nuova fase</h2>
<p>Il Presidente della Repubblica ha così deciso di nominare Janez Jansa come Primo Ministro in attesa del voto di conferma parlamentare che dovrebbe avere luogo a breve. Il Partito Democratico Sloveno dovrebbe <a href="https://www.reuters.com/article/us-slovenia-government/slovenia-president-names-center-right-janez-jansa-as-pm-candidate-idUSKCN20K20B">governare</a> con l&#8217;appoggio del Partito del Centro Moderno (centro-sinistra), lo schieramento conservatore Nuova Slovenia ed il movimento dei pensionati Desus e dovrebbe poter contare sul voto di almeno 48 parlamentari sebbene un deputato del Partito del Cento Moderno ha già annunciato che non voterà per il nuovo esecutivo. Jansa, che è uno stretto alleato di Viktor Orban, si presenta con un<strong> programma politico innovativo</strong>: dall&#8217;introduzione della coscrizione obbligatoria all&#8217;aumento delle pensioni, dalla decentralizzazione dell&#8217;organizzazione dello Stato alla presentazione di una serie di proposte politiche conservatrici in ambito sociale e che ricalcano quelle dell&#8217;alleato Orban. La nomina di Jansa costituisce una nuova vittoria per il fronte sovranista europeo che potrà così contare, in questo modo, sulla presenza di un alleato in più. Il contributo della Slovenia alla determinazione delle politiche europee non è ovviamente consistente ma, passo dopo passo, i sovranisti del Vecchio Continente sperano di allargare, sempre di più, la propria presa politica sulle istituzioni europee e sulle legislature nazionale. Bisogna però aggiungere che l&#8217;esecutivo Jansa vede la presenza anche di una forza di centrosinistra e che pertanto l&#8217;azione di governo sarà probabilmente segnata dalla presenza di compromessi e da un&#8217;attenuazione degli elementi più spiccatamente sovranisti.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il mutamento politico avvenuto a Lubiana è destinato ad<strong> influire negativamente</strong> sulle relazioni tra Italia e Slovenia: Roma, infatti, è schierata su posizioni diametralmente opposte a quelle di Jansa e di Orban ma condivide, in ogni caso, una porzione di frontiera con Lubiana. C&#8217;è il rischio che la dialettica tra le parti possa degenerare, nel prossimo futuro, con una certa facilità e che ciò possa generare contraccolpi negativi sulle relazioni bilaterali e sugli interscambi transfrontalieri. Quanto accaduto in Slovenia, in parole povere, contribuisce ad isolare ulteriormente l&#8217;Italia sullo scacchiere regionale e porterà, probabilmente, a conseguenze diplomatiche dirette piuttosto negative.</p>
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