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	<title>Iryna Venediktova Archives - InsideOver</title>
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	<title>Iryna Venediktova Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina: contrordine compagni, le agenzie anticorruzione tornano indipendenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-contrordine-compagni-le-agenzie-anticorruzione-tornano-indipendenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 09:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il Parlamento ha votato una legge esattamente opposta a quella votata solo pochi giorni fa: restituita l'autonomia a NABU e SAP. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-contrordine-compagni-le-agenzie-anticorruzione-tornano-indipendenti.html">Ucraina: contrordine compagni, le agenzie anticorruzione tornano indipendenti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dopo giorni e giorni di proteste nelle piazze di Kiev animate soprattutto da giovani e giovanissimi, e ancor più dopo che l&#8217;Europa aveva bloccato una tranche da 1,7 miliardi di aiuti e sibilato ulteriori avvertimenti (di colpo si è scoperto che l&#8217;Ucraina era indietro su alcuni capitoli per l&#8217;adesione alla Ue&#8230;), <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/01/news/legge_ucraina_anticorruzione_nabu_sapu-424765211/?ref=RHLF-BG-P4-S4-T1-r620">il Parlamento ucraino ha votato</a> per restituire al <strong>NABU</strong> (Ufficio nazionale ucraino anti-corruzione) e alla <strong>SAP</strong> (Procura speciale anticorruzione) la piena libertà d&#8217;azione, ovvero per cancellare la norma, approvata pochi giorni prima, che voleva le due agenzie sottoposte all&#8217;autorità della Procura generale, laddove il procuratore generale (attualmente <strong>Ruslan Kranchenko</strong>, un ex magistrato militare) è nominato dal Presidente, cioè <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. </p>



<p>Le proteste, le prime così ampie e così chiaramente volte a contestare l&#8217;azione di Zelensky, avevano ragioni piuttosto evidenti. La lotta alla corruzione è, da almeno trent&#8217;anni, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">la prima preoccupazione interna del popolo ucraino</a>. Lo stesso Zelensky deve l&#8217;elezione del 2019 anche alle promesse fatte su questo tema, peraltro precedute dall&#8217;enorme successo ottenuto dalla serie televisiva &#8220;Servo del popolo&#8221;, che lo vedeva protagonista nei panni dell&#8217;eroe per caso Holoborodko, un semplice professore di Storia che diventava presidente proprio per aver attaccato il malaffare. Mentre il suo rivale di allora, il presidente in carica <strong>Petro Poroshenko</strong>, pagò (anche) la sua condizione di oligarca e una serie di scandali emersi nella sua cerchia di governo. E la prospettiva, dopo l&#8217;approvazione della prima legge, quella che mortificava NABU e SAP, era assai triste. Lo ha spiegato bene <strong>Oleksandr Klimenko</strong>, capo della SAP, in un&#8217;intervista a The Times: &#8220;Ci sono investigatori che non vogliono più lavorare sui casi per paura di ritorsioni. E anche gli informatori si tirano indietro perché hanno paura che la loro identità venga rivelata&#8221;.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel che racconta questa storia</h2>



<p>In attesa di ulteriori sviluppi, dalla vicenda di NABU e SAP si possono trarre utili lezioni sulla realtà dell&#8217;Ucraina. La prima e più evidente è la condizione del Parlamento ucraino, che da lungo tempo altro non è che l&#8217;ufficio timbri per le decisioni prese da Zelensky e dall&#8217;amministrazione presidenziale guidata da <strong>Andrij Jermak</strong>. La legge per restituire l&#8217;indipendenza alle due agenzie anticorruzione è stata approvata da 331 deputati (il quorum era di 226), più o meno la stessa quota raggiunta dalla legge che, pochi giorni prima, aveva stabilito l&#8217;esatto contrario. Contrordine compagni, dunque, senza alcun problema. </p>



<p><strong>È un condizione che la Verkhovna Rada vive fin dall&#8217;inizio di questa legislatura</strong>, cominciata nel 2019 e in proroga dal 2024 a causa della legge marziale. Servo del popolo, il partito zelenskiano, ha una maggioranza assoluta di 231 seggi sui 450 totali, e gode dell&#8217;appoggio esterno di un&#8217;altra settantina di deputati. In più, il trionfo di Servo del popolo nelle elezioni del 2019 portò a un radicale rinnovamento dei quadri parlamentari, con centinaia di deputati che in realtà dovevano tutto all&#8217;effetto di trascinamento di Zelensky. Ovvio che fossero fedeli al Presidente, e che tanto più lo siano ora quando è chiaro che un&#8217;eventuale uscita di scena del loro mentore comporterebbe l&#8217;uscita di scena di quasi tutti loro. In più, come abbiamo già scritto altre volte, nel 2021 approfittando delle leggi antioligarchi e dal 2022 della legge marziale, Zelensky è riuscito a trasferire quasi tutti i poteri essenziali al Consiglio di sicurezza, i cui membri sono di nomina presidenziale. Quindi&#8230; </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Maidan non c&#8217;entra</h2>



<p>Un&#8217;altra questione da tenere presente è che, a differenza di quanto scrivono molti, l&#8217;Euromaidan del 2014 con le vicende attuali, e con le proteste pro NABU e pro SAP dei giovani ucraini, non c&#8217;entra per nulla. Il NABU fu istituito nell&#8217;aprile del 2015 sulle ceneri della Commissione anticorruzione voluta già nel 2009n dall&#8217;allora primo ministro <strong>Julija Tymoshenko</strong>. E il NABU nacque dietro specifica richiesta del Fondo monetario internazionale, che si disse disposto a sostenere le riforme promesse da <strong>Petro Poroshenko</strong> solo a patto che fosse appunto riformata la struttura deputata a lottare contro il malaffare. La SAP, invece, fu fondata nel dicembre del 2015 per supportare l&#8217;attività del NABU ma, anche e soprattutto, perché lo chiedeva l&#8217;Unione Europea al momento di varare per gli ucraini un regime d&#8217;ingresso senza visto nei confini comunitari. Il tema, quindi, non era l&#8217;Euromaidan ma impedire che la corruzione, endemica in Ucraina, ingoiasse i miliardi degli aiuti o trasferisse in Europa i suoi maneggi. Obiettivo, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">come ben sappiamo</a>, raggiunto solo in parte.</p>



<p>E qui la questione chiama in causa anche Zelensky. Non solo per il suo discutibile record di 14 società off shore, create a partire dal 2012, e degli ingenti capitali sottratti alla tassazione ucraina. Ma soprattutto perché le polemiche tra presidenza, procura generale e SAP cominciarono già all&#8217;alba del suo mandato presidenziale. Nel maggio del 2020, l&#8217;allora procuratrice generale <strong>Iryna Venediktova</strong> (che era stata la responsabile legale della campagna elettorale di Zelensky), accusò il capo della SAP, <strong>Nazar Kholodnytskyj </strong>(che nel dopo-maiden era stato vice-procuratore generale), di &#8220;svolgimento improprio dei propri compiti&#8221; e di aver mal istruito casi contro alcuni deputati di Servo del popolo. Kholodnytsky si dimise poco dopo con una lettere in cui scriveva di &#8220;aver dovuto sistematicamente affrontare tentativi politici di invadere la nostra indipendenza e manipolare i risultati del nostro lavoro&#8221;. </p>



<p>Una vecchia storia, quindi, quella tra l&#8217;apparato presidenziale di Zelensky e le agenzie anticorruzione. E non stupisce che il Parlamento lo segua come un cagnolino su questo tema spinoso: <strong>42 deputati sono stati denunciati dalla SAP dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa del 2022</strong>, e 71 in totale da quando NABU e SAP sono state istituite. Su 450 seggi parlamentari non è poca cosa.</p>



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		<title>Zelensky, da un rimpasto all&#8217;altro l&#8217;arte di cambiare tutto per cambiare il meno possibile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-da-un-rimpasto-allaltro-larte-di-cambiare-tutto-per-cambiare-il-meno-possibile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 13:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Cambiando di continuo ministri e collaboratori, Zelensky si assicura di restare sempre al centro della scena. Senza responsabilità. </p>
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<p>Annunciato per settimane nei bisbigli kieviani e finalmente realizzato, è infine arrivato l&#8217;ennesimo rimpasto di Governo del presidente Zelensky. I passi principali di quest&#8217;ultima decisione sono i seguenti: il premier <strong>Denis Shmyhal</strong>, vero veterano del Governo essendo entrato in carica il 4 marzo del 2020 (dopo essere stato brevemente ministro dello Sviluppo regionale), passa al ruolo di ministro della Difesa; al suo posto, nella carica di Primo ministro, arriva <strong>Yulija Svyrydenko</strong> (già vice-premier e ministro dell&#8217;Economia). Da non trascurare la nomina della fedelissima <strong>Olha Stefanishyna</strong>, attuale vice primo ministro responsabile per l&#8217;Integrazione euro-atlantica, al ruolo di ambasciatrice negli Usa, al posto di Oksana Markarova, la diplomatica che uscì affranta dal famoso scontro tra Zelensky e Donald Trump alla Casa Bianca ma che, soprattutto, aveva puntato sulla vittoria dei democratici e di Kamala Harris. Questi i pezzi da novanta, quelli che più contano. Ma è logico prevedere che altri alfieri e pedoni si muoveranno presto sulla scacchiera degli incarichi.</p>



<p>Le interpretazioni politiche, anche logiche, già si sprecano. E sono perlopiù superflue, perché la sostanza è chiara. La Svyrydenko, un&#8217;economista di 39 anni, diventa premier perché ha due qualità in questo momento fondamentali: è persona di fiducia di <strong>Andrij Yermak</strong>, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale e vero uomo forte del potere in Ucraina; e conosce bene gli uomini dell&#8217;entourage trumpiano, avendo guidato le trattative (di fronte a lei <strong>Scott Bessent</strong>, ministro del Tesoro Usa, uno di quelli che hanno contribuito a liquidare Elon Musk) per il famoso accordo sulle terre rare. D&#8217;altra parte è proprio Yermak il titolare dei contatti con l&#8217;amministrazione Usa, non certo lo sbiadito ministro degli Esteri <strong>Andrij Sybiha</strong>, e infatti è stato Yermak ad accogliere l&#8217;inviato speciale di Trump, Keith Kellogg, attualmente a Kiev. Quindi la quadratura del cerchio è perfetta. Shmyhal va al ministero della Difesa perché è fidato e sa far di conto, mentre la Stepanishina va all&#8217;ambasciata di Washington per riannodare il filo del rapporto con la Casa Bianca, nel primo semestre di Trump piuttosto sfilacciato. Tutto questo a dimostrazione di un semplice fatto: Zelensky e i suoi danno per scontato l&#8217;aiuto europeo, di cui però ben conoscono i limiti (si vedano, per esempio, le dichiarazioni del ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che per la milionesima volta ha negato all&#8217;Ucraina i missili Taurus), mentre pensano che l&#8217;aiuto americano sia da un lato più decisivo ma dall&#8217;altro anche legato a dinamiche di potenza in cui l&#8217;Ucraina è un tassello. Importante ma non esclusivo.</p>



<p>L&#8217;attuale rimpasto, poi, ha anche una valenza di politica interna e illustra molto bene il metodo di governo di Zelensky, che troppi hanno ritenuto, e magari ancora ritengono, un comico prestato alla politica, quando sarebbe ora di considerarlo un politico prestato al cinema. In ogni caso, una personalità di forte carattere e molta astuzia. Dal momento in cui è diventato presidente, il 20 maggio del 2019, <strong>il presidente è sempre riuscito a galleggiare sugli insuccessi proprio avvicendando i collaboratori</strong> e, di fatto, scaricando su di loro le responsabilità del momento e le attese dei cittadini.</p>



<p>Si comincia il 16 marzo del 2020, quando viene liquidato il primo Governo zelenskiano, una compagine di giovani tecnocrati insediata pochi mesi prima. Se ne vanno il premier <strong>Oleksiy Honcharuk</strong> <strong>e 11 dei 17 ministri.</strong> Compaiono qui due figure diventate poi note: il già citato Shmyhal, che diventa premier, e Dmytro Kuleba, che diventa ministro degli Esteri. Per settimane restano vacanti i ministeri dell&#8217;Energia e dell&#8217;Economia, a conferma della fretta con cui il rimpasto viene varato. Tutto ciò avviene, significativamente, in un momento importante per Zelensky. L&#8217;indice di gradimento del presidente e della sua azione è in ribasso (cosa che sarà certificata alle elezioni amministrative dell&#8217;ottobre successivo) e l&#8217;ombra dell&#8217;oligarca <strong>Ihor Kolomoi&#8217;skij</strong>, con il quale Zelensky aveva molto collaborato, diventa sempre più ingombrante. Così viene promosso Shmyhal, che era stato un manager delle aziende dell&#8217;altro oligarca <strong>Rinat Akhmetov</strong>, rivale di Kolomoi&#8217;skij. E se gli elettori non sono soddisfatti dell&#8217;andamento dell&#8217;economia e del fatto che la guerra nel Donbass continua, gli si dà in pasto il governo Honcharuk.</p>



<p>Come un abile pianista, Zelensky da sempre utilizza tutta la tastiera degli incarichi, trovando il modo di restare sempre al centro dello spartito. Appena diventato presidente, nomina capo dell&#8217;amministrazione presidenziale (il vero centro del potere operativo) <strong>Andrij Bohdan</strong>, che era l&#8217;avvocato personale dell&#8217;oligarca Kolomoi&#8217;skij. Lo liquida appena prima del ribaltone del Governo Honcharuk, quello che segna anche il passaggio all&#8217;alleanza con Akhmetov. Allo stesso modo, il primo Zelensky si tiene stretto il ministro degli Interni <strong>Arsen Avakov</strong>, che aveva ricoperto la stessa carica anche con il predecessore Petro Poroshenko, per poi liquidarlo a metà del 2021, dopo le elezioni amministrative che sono state un disastro per Servo del popolo e quando l&#8217;indice di gradimento dello stesso Zelensky è ai minimi storici.</p>



<p>Cambiare tutto, o quasi, per non cambiare l&#8217;unica cosa che davvero conta: il potere presidenziale. È una tecnica che Zelensky padroneggia perfettamente, agevolato prima dalle leggi di emergenza varate per la guerra in Donbass e poi dalla legge marziale istituita al momento dell&#8217;invasione russa. non si creda, però, che tutto dipenda dalla guerra del Cremlino. <strong>Nel periodo del Covid</strong>, di fronte alle oggettive difficoltà e a una certa confusione nell&#8217;azione di governo, <strong>Zelensky cambia cinque ministri della Sanità.</strong> Figure mediocri, in un paio di casi finite poi in tribunale per malaffare. In ogni caso, l&#8217;Ucraina esce dalla pandemia con la più bassa percentuale in Europa di persone vaccinate (35%), cosa che nessuna ha mai rinfacciato al Presidente. Allo stesso modo Zelensky ha cambiato quattro ministri della Difesa prima dell&#8217;invasione russa e, più comprensibilmente, tre dal 2022 a oggi. Per non parlare del generale Valerij Zaluzhny, comandante in capo delle truppe ucraine, prima eroe nazionale e, al primo cenno di dissenso sulla strategia generale, spedito a fare il finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>I casi sono infiniti e l&#8217;elenco degli ex amici spediti nel dimenticatoio sarebbe assai lungo. Come <strong>Ivan Bakanov</strong>, l&#8217;amico d&#8217;infanzia diventato prima amministratore di Kvartal 95, lo studio di produzione di Zelensky, e poi, dopo il trionfo presidenziale, nominato capo dei servizi segreti. dura fino al luglio del 2022 quando, passato il grande spavento per l&#8217;invasione russa, Zelensky comincia a regolare i conti con chi non ha saputo prevedere e organizzare. Anche se era stato lui stesso a escludere fino all&#8217;ultimo la possibilità di un attacco del Cremlino. Allo stesso modo, e nello stesso periodo, salta la testa di un&#8217;altra vecchia amica, <strong>Iryna Venediktova</strong>, già responsabile legale della sua campagna elettorale, dopo la vittoria nominata capo della procura generale di Ucraina, considerata non abbastanza ferma nel perseguire traditori e collaborazionisti filo-russi.</p>



<p><strong>Novello gattopardo, Zelensky</strong> ha trovato il sistema per cambiare tutto affinché non cambi quasi nulla. E lo ha trovato verso la fine del 2021, quando ha scoperto il chiavistello del vero potere. In epoca di guerra (allora il Donbass, poco dopo la Russia), tutte le questioni, inevitabilmente, diventano o questioni di sicurezza nazionale. Quindi devono essere esaminate e risolte dal Consiglio di sicurezza nazionale. Consiglio che, guarda caso, ha membri di esclusiva nomina presidenziale. Per questo, anche se non si espongono, molti in Ucraina (fuori meno, perché in realtà degli ucraini se ne fregano un po&#8217; tutti) temono che, una volta arrivata la pace (o qualunque cosa fermi la guerra), <strong>non sarà così facile tornare alle normali regole della democrazia.</strong> O che, viceversa, trovare un accordo con la Russia sia così difficile anche perché la verticale del potere zelenskiano tira in lungo per garantirsi u &#8220;dopo&#8221;, magari con l&#8217;appoggio di Donald Trump. Una dei tanti, vedi rissa alla Casa Bianca, che ha scoperto a proprie spese che incastrare Zelensky è molto, molto più complicato di quanto si possa pensare. </p>



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Object Caching 55/122 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

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