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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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		<title>Trump contro gli accordi di Basilea III: la mossa che può costare miliardi alle banche europee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="banche" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo la minaccia, poi sventata, di dazi dal peso mastodontico, l’Europa potrebbe trovarsi a spegnere un’altra miccia accesa dagli Stati Uniti. L&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe coltivando l’idea di riscrivere profondamente alcune disposizioni degli accordi di Basilea III &#8211; l’insieme di regole internazionali disciplinanti i termini di vigilanza bancaria &#8211; al fine di non considerare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-contro-gli-accordi-di-basilea-iii-la-mossa-che-puo-costare-miliardi-alle-banche-europee.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="banche" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/banche-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo la minaccia, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-bacio-della-pantofola-nel-golf-club-di-trump-von-der-leyen-firma-la-resa-della-ue.html">poi sventata</a>, di dazi dal peso mastodontico, l’Europa potrebbe trovarsi a spegnere un’altra miccia accesa dagli Stati Uniti. L&#8217;amministrazione di Donald Trump starebbe coltivando l’idea di riscrivere profondamente alcune disposizioni degli <strong><a href="https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/approfondimenti/basilea-3.htm">accordi di Basilea III</a></strong> &#8211; l’insieme di regole internazionali disciplinanti i termini di vigilanza bancaria &#8211; al fine di non considerare più le nazioni componenti l&#8217;Unione Europea come un unico mercato, ma 27 sistemi finanziari distinti. </p>



<p>Entrando più nel merito, da oltreoceano vorrebbero l’applicazione di <strong>requisiti patrimoniali</strong> &#8211; quote di capitale adeguate per fronteggiare le situazioni emergenziali &#8211; più stringenti per gli istituti di credito, che finora sono stati molto agevolati nell’accumulo degli oneri di capitale rispetto agli omologhi americani <strong>proprio perché operanti nel quadro comunitario.</strong> Se la Federal Reserve tornasse a valutare separatamente i singoli Paesi dell’UE a livello finanziario, gli enti del Vecchio Continente si troverebbero a dover accantonare miliardi in più e, di conseguenza, ridurre le operazioni creditizie.   </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia degli Usa</h2>



<p>La proposta americana, <a href="https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/us-banks-expect-victory-capital-requirements-trump-regulators-revamp-rules-2025-10-02/">secondo diverse agenzie di stampa</a>,  non sarebbe un’ipotesi remota, ma una richiesta formale già al vaglio del Comitato di Basilea. Alla Casa Bianca prende piede la<strong> convinzione che sia “irrazionale” trattare l’Eurozona e l’Ue come un unico Stato ai fini della vigilanza bancaria</strong>, sostenendo che l’economia di ogni Paese abbia connotati e profili di rischio diversi da quella di un altro. Un’impostazione di questo tipo impone che le attività di un istituto con filiali in più nazioni comunitarie siano considerate transfrontaliere (ad esempio, una banca francese che svolge operazioni di capitale riguardanti una sussidiaria spagnola).    </p>



<p>Gli accordi di Basilea III, partoriti nel 2010 dopo la crisi finanziaria del 2008, stabiliscono l’ammontare di capitale che le banche devono accumulare in rapporto alle <strong>attività ponderate per il rischio (RWA)</strong>, ovvero prestiti, obbligazionari, investimenti associati a diversi livelli di pericolosità (ad esempio, un prestito a un Governo nazionale avrà un fattore di rischio diverso rispetto a uno a favore di un’impresa privata in perdita). Maggiori sono i rischi, maggiore è il capitale richiesto. L’amministrazione Trump punta, da una parte, a scardinare il sistema europeo e, dall’altra, ad allentare i requisiti patrimoniali per le banche statunitensi: la vicepresidente per la supervisione della Fed, Michelle Bowman, ha proposto quest’estate di abbassare il rapporto minimo di capitale tra il 3,5% e il 4,5% rispetto all’attuale 5%, in modo che gli <strong>enti creditizi possano vantare più liquidità da destinare ai mercati finanziari</strong>, e dunque a famiglie e imprese, stimolando così il consumo di beni di servizi. Secondo stime dell’Economic Policy Innovation Center, tale approccio consentirebbe un balzo dell’1,8% al Pil Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le insidie per le banche europee</h2>



<p>Se l’iniziativa degli Stati Uniti dovesse andare in porto, per le <a href="https://it.insideover.com/economia/da-bnp-paribas-a-deutsche-bank-le-banche-europee-si-preparano-allera-del-riarmo.html">banche europee </a>sarebbe un grattacapo non di poco conto. BNP Paribas potrebbe essere una delle più esposte: sulla base di analisi preliminari, in caso di requisiti più severi, l&#8217;istituto dovrebbe destinare a riserva di capitale circa 3 miliardi di euro in più. Un’altra banca che rischia un aggravio molto simile è la spagnola Santander, mentre altri istituti come Deutsche Bank, ING e Intesa Sanpaolo potrebbero andare incontro a un incremento di 1 miliardo circa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A essere chiamata in causa, inevitabilmente, è la <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/lagarde-aspetta-trump-la-bce-congela-i-tassi-in-un-clima-di-incertezza.html">Bce</a></strong>. Francoforte si trova di fronte a un bivio e le strade da imboccare sono le seguenti: <strong>alleviare i requisiti patrimoniali, oppure mantenere una linea più prudenziale e accettare la concorrenza da oltreoceano</strong>. Il fatto, però, è che una deregolamentazione del settore bancario potrebbe intaccare la stabilità finanziaria dell’Eurozona e privare gli enti creditizi dei presidi necessari in caso di crisi pari a quella del 2008,<a href="https://www.eleconomista.es/banca-finanzas/noticias/13574809/10/25/trump-prepara-un-nuevo-golpe-contra-la-banca-europea-quiere-usar-basilea-iii-para-abrir-un-abismo-de-capital-con-las-entidades-de-eeuu.html"> come già avvertono alcuni economisti</a>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La partita dunque non si gioca per definire le regole che scandiscono la vita della finanza internazionale, ma per mettere a segno una strategia di politica economica che permetta di prevalere sui mercati globali. L’America vuole essere protagonista, spetta all’Europa capire a quali condizioni scendere in campo.&nbsp;</p>



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		<item>
		<title>Ucraina: Trump balla da solo, tratta con Putin e la Ue resta a guardare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-balla-da-solo-tratta-con-putin-e-la-ue-resta-a-guardare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250203162535414_23c4b255c39b82e79a8c2dbf72537784-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In pochi giorni Trump ha avviato trattative con il Cremlino, mentre i politici europei restano inchiodati all'idea della guerra a oltranza.  </p>
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<p> Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha impresso una formidabile accelerazione a molti campi della politica internazionale. Uno di questi è la guerra in Ucraina, cominciata su larga scala il 24 febbraio del 2022 ma in realtà in corso già dal 2014. In questo settore, ciò che più colpisce è la crescente divaricazione tra le posizioni Usa e quelle della Ue, dopo anni in cui l&#8217;identità di vedute è stata in pratica totale, con l&#8217;obiettivo teorico di accompagnare l&#8217;Ucraina verso la vittoria e quello reale di logorare il più possibile l&#8217;apparato militare russo armando gli ucraini e la struttura economica russa con l&#8217;impatto crescente delle sanzioni.  </p>



<p><strong>A Trump sono bastati pochi giorni per mandare tutto a carte quarantotto</strong>. Ancor prima di rientrare a Washington da vincitore ha fatto chiaramente capire di voler metter fine alla guerra in Ucraina, chiedendo &#8220;rinunce&#8221; sia alla Russia sia all&#8217;Ucraina stessa. A mille anni luce, insomma, dal mantra europeo, ripetuto mille volte a ogni livello: sconfiggere la Russia per ottenere una &#8220;pace giusta&#8221; (peraltro mai davvero delineata o descritta) e per garantire la sicurezza futura del continente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Zelensky spiazzato</h2>



<p>Quanto sia ampia, ormai, la distanza tra le due sponde dell&#8217;Oceano è testimoniato dagli avvenimenti più recenti. Negli ultimi tempi, <strong>quando già Trump premeva sull&#8217;esigenza di un negoziato</strong>, hanno inviato aiuti militari all&#8217;ucraina Paesi Ue come Germania (missili, droni, munizioni per l&#8217;artiglieria, veicoli blindati), Grecia (addestramento di tecnici e piloti all&#8217;uso dei caccia F-16), Francia (caccia Mirage e cannoni semoventi Caesar) e Danimarca. E la Gran Bretagna, dopo aver firmato con l&#8217;Ucraina un accordo di cooperazione per la sicurezza della durata di un secolo, ha stanziato altri 2,5 miliardi di aiuti militari per Kiev. Nel frattempo, a Washington, venivano bloccati per 90 giorni gli aiuti esteri e su USAID, l&#8217;agenzia governativa per l&#8217;aiuto allo sviluppo e per l&#8217;aiuto agli oppositori dei regimi sgraditi agli Usa (<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/che-cose-usaid-lagenzia-per-gli-aiuti-e-molto-altro-a-cui-trump-fa-la-guerra.html">si veda l&#8217;articolo di Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>), si abbatteva la mannaia del duo Trump-Musk, con immediate conseguenze per una serie di organizzazioni sostenute in Ucraina.</p>



<p>Non solo. Trump <a href="https://t.me/letteradamosca/25093">prima diceva a mezza bocca</a> di aver avuto contatti con il Cremlino e poi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/02/03/trump-i-colloqui-con-russia-e-ucraina-stanno-andando-bene_916af939-6ee4-4fa5-9d8c-3f364a1cb3aa.html">annunciava apertamente di averne avuti</a>. Nello stesso tempo, il suo inviato speciale per la crisi ucraina, l&#8217;ex generale <strong>Keith Kellogg</strong>, diceva che in caso di cessate il fuoco <strong>Volodymyr Zelensky</strong> dovrebbe convocare elezioni presidenziali e parlamentari, quelle che da due anni sono state sospese a causa della legge marziale. Il Presidente ucraino, già alle prese con l&#8217;avanzata russa nel Donbass (le truppe di Mosca sono ormai a pochissimi chilometri dal confine occidentale della regione di Donetsk) e con l&#8217;inesorabile logoramento delle truppe dispiegate nella regione russa di Kursk (ormai riconquistata dai russi al 70% rispetto a quanto gli ucraini occuparono il 6 agosto del 2024), è rimasto spiazzato. Andare a elezioni in tempi brevi sarebbe, per lui, una condanna quasi certa, vista la sconfitta sul campo e gli umori del popolo ucraino che nell&#8217;autunno scorso, <a href="https://news.gallup.com/poll/653495/half-ukrainians-quick-negotiated-end-war.aspx">stando all&#8217;ultima ricerca Gallup</a>,  al 52% già chiedevano una chiusura rapida del conflitto, anche dovendo cedere ai russi parte del territorio. Insomma, l&#8217;uscita di Kellog dà l&#8217;idea che alla Casa Bianca ormai considerino Zelensky più che altro uno scomodo impiccio.</p>



<p>E poco ha contribuito a rasserenarlo la notizia che Trump stia già parlando con il Cremlino. Ha risposto piccato che &#8220;trattare senza l&#8217;Ucraina sarebbe molto pericoloso&#8221; ed è tornato a chiedere che alle trattative partecipi anche la Ue. Richiesta a cui Trump ha fatto semplicemente orecchie da mercante. <strong>Vladimir Putin</strong>, perfido, ha detto, nell&#8217;ordine: che se nel 2020 non avessero rubato la vittoria elettorale a Trump la guerra in Ucraina non ci sarebbe stata; che ben presto Trump rimetterà ordine in Europa e i leader europei scodinzoleranno ai suoi piedi; e ha incassato il parziale riconoscimento della sua tesi (infondata alla luce della Costituzione ucraina e propagandistica) che Zelensky non ha legittimità per firmare un trattato di pace. Da qui l&#8217;idea trumpiana di un cessate il fuoco eseguito da elezioni in Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cerino in mano agli europei</h2>



<p>Di fronte a tutto questo movimento, i leader europei (con la Von Der Leyen in congedo malattia) sembrano marmorizzati in una tesi (guerra a oltranza fino alla sconfitta della Russia) che all&#8217;inizio li trovava in parte scettici (Germania e Francia cercarono fino all&#8217;ultimo di trattare), che oggi non ha più alcuna rispondenza coi fatti e che ha da tempo come <strong>oppositori il premier ungherese Orban e quello slovacco Fico</strong>, che i duri e puri del fronte bellicista (Polonia, Baltici, Paesi del Nord Europea) vedono come il fumo negli occhi, quando non come veri traditori della causa. È passato solo qualche mese da quando il ministro degli Esteri della Lituania <strong>Gabrielius Landsbergis </strong>diceva: &#8220;Un accordo di pace tra Ucraina e Russia allo stato attuale equivale a un tradimento dell’Europa nei confronti di Kyjiv, la vera soluzione sarebbe costringere Mosca a chiedere dei negoziati perché incapace di portare avanti la guerra&#8221;. E già queste parole sembrano pronunciate da un marziano, non da un politico che ha seguito l&#8217;evoluzione del conflitto.</p>



<p>Oggi, quindi, gli europei sono rimasti con il cerino in mano. Che cosa dovrebbero o potrebbero fare se domani Trump trovasse il modo di negoziare un cessate il fuoco con Putin? Lo rifiuterebbero? <strong>Direbbero agli ucraini di continuare a combattere</strong> come già fecero nel 2022 in occasione delle trattative poi abortite, con i bei risultati che abbiamo sotto gli occhi? E non molto diversa è la situazione degli ucraini. Invasi da una potenza straniera a dispetto di accordi internazionali che parevano inviolabili, devastati nella struttura economica e in quella sociale, soggetti da tre anni a sacrifici e lutti enormi, davvero potrebbero rifiutare la prospettiva di una cessazione delle ostilità, al rischio tra l&#8217;altro di perdere il fondamentale sostegno Usa? Zelensky avrebbe il coraggio e la forza politica di chiedere questo ai suoi connazionali? </p>



<p>Alla fin fine, per quanto riguarda noi europei, ha purtroppo ragione Putin. Avendo rinunciato a ogni forma di dialettica strategica nei confronti degli Usa, e anzi gongolando per l&#8217;ormai perfetta sovrapposizione tra i confini Ue e quelli Nato, che ovviamente si è tradotta in una nuova forma du subordinazione politica (<a href="https://it.insideover.com/difesa/lue-si-confonde-con-la-nato-e-per-lucraina-sceglie-la-guerra-a-oltranza.html">si veda su questo l&#8217;articolo di Giuseppe Gagliano</a>), ci siamo bruciati i ponti alle spalle. Scondinzoleremo, eccome se lo faremo. </p>



<p> </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-trump-balla-da-solo-tratta-con-putin-e-la-ue-resta-a-guardare.html">Ucraina: Trump balla da solo, tratta con Putin e la Ue resta a guardare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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