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	<title>Bezalel Smotrich Archives - InsideOver</title>
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	<title>Bezalel Smotrich Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dentro Israele &#8211; Chi sono gli ultrareligiosi alla destra di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dentro-israele-chi-sono-gli-ultrareligiosi-alla-destra-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 15:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ideologie e differenze interne ai partiti religiosi israeliani, alleati di Netanyahu ma anche suoi possibili accusatori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Ebrei-ortodossi-in-Israele-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cronaca politica in Israele non conosce pause. Nemmeno quando il caldo asfissiante di luglio sembrerebbe suggerire una pausa dei lavori parlamentari, con molte persone oramai alla ricerca dei lungomari delle grandi città per dimenticare i recenti mesi di guerra. <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/utjs-eichler-is-latest-to-submit-resignation-from-his-knesset-role/">Martedì 15 luglio i leader di Giudaismo Unito per la Torah (Utj) hanno annunciato il ritiro definitivo dalla maggioranza di governo.</a> Il premier Netanyahu si è così ritrovato senza 7 deputati, con la sua coalizione adesso a quota 61 parlamentari, s<strong>olo uno in più del necessario per garantirsi l&#8217;appoggio della Knesset</strong>. L&#8217;Utj è uno dei partiti di riferimento delle <strong>comunità religiose ortodosse</strong>, le quali costituiscono circa l&#8217;11% della popolazione israeliana. Non è l&#8217;unico: tra gli ultra religiosi, occorre annoverare anche lo <strong>Shas</strong>, attualmente in maggioranza. Mentre spesso, nella cerchia di questi partiti, vengono inseriti anche quelli di <strong>Bezalel Smotrich</strong> e <strong>Itamar Ben Gvir</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Partiti etnici oltre che religiosi </h2>



<p>Il sionismo è l&#8217;ideologia base che ha portato alla fondazione di Israele, ma non l&#8217;unica all&#8217;interno del mondo ebraico ospitato poi nel nuovo Stato. Se il sionismo è fondamentalmente laico e ispirato a principi secolari, ci sono altri movimenti che invece al contrario hanno nei rabbini i propri riferimenti. È il caso dei sopra citati Utj e Shas. Entrambe le formazioni traggono voti e consensi dalle <strong>comunità ultra ortodosse</strong>. La matrice da cui sono nate è inoltre unica: i due partiti sorgono infatti dall&#8217;esperienza di<strong> Agudat Yisrael</strong>, storica formazione sorta nel 1912 quale <strong>braccio politico dell&#8217;ebraismo ortodosso. </strong></p>



<p>L&#8217;idea di uno Stato laico non era contemplata, tuttavia in seguito il partito ha scelto di partecipare ugualmente alle competizioni elettorali israeliane e dunque di accettare le regole parlamentari. Nel 1984 è arrivata la scissione: la costola sefardita di Agudat Yisrael, guidata dal rabbino<strong> Aryeh Deri</strong>, ha deciso di staccarsi e di fondare lo Shas. Deri ha lamentato discriminazioni verso i <strong>sefarditi</strong>, ossia gli ebrei della diaspora mediorientale. Ed è per questo che oggi il partiti è definito<strong> religioso ed etnico</strong>: ne fanno parte infatti gli ebrei ortodossi arrivati dal nord Africa e dal medio oriente. Agudat Yisrael esiste ancora oggi ma è confluito dentro l&#8217;Utj, il quale ha anch&#8217;esso assunto la fisionomia di partito etnico: buona parte dei suoi membri è infatti <strong>ashkenazita</strong>, originaria cioè dell&#8217;Europa dell&#8217;est. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel patto politico e sociale che rischia di saltare</h2>



<p>Se gli ebrei ultraortodossi hanno accettato di far parte della vita politica israeliana, è per una sorta di patto non scritto che regge da anni il rapporto tra le istituzioni e le comunità ultraortodosse: queste ultime accettano di vivere in un Paese laico, in cambio però sono esentate da<strong>l servizio di leva obbligatoria</strong>. Ed è infatti su questo punto che ora rischia di saltare il governo Netanyahu. Lo scorso anno una sentenza della Corte Suprema ha di fatto eliminato l&#8217;esenzione al servizio di leva, Shas e Utj hanno quindi chiesto a Netanyahu di far approvare un disegno di legge che ribalti la sentenza. </p>



<p><strong>Ma il Likud, il partito del premier, non sembra voler assecondare questa volta i partiti religiosi.</strong> In primis, perché Israele è impegnata su più fronti di guerra e necessita di sempre più personale all&#8217;interno dell&#8217;esercito. L&#8217;Utj ha quindi ufficialmente lasciato la maggioranza, lo Shas sta valutando. Ma oltre alla sopravvivenza del governo, in ballo sembra esserci la sopravvivenza di quel patto non scritto che ha regolato fino a oggi i rapporti con gli ultra ortodossi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il nazionalismo religioso</h2>



<p>Ci sono poi le formazioni ritenute più estremiste, quelle che in questi anni hanno premuto per una linea ancora più dura a Gaza e che sostengono una colonizzazione sistematica della Cisgiordania. Il riferimento è ai partiti guidati da Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, rispettivamente a capo di <strong>Sionismo Religioso</strong> e<strong> Potere Ebraico</strong>. La loro catalogazione all&#8217;interno dei partiti ultra religiosi è però errata. Con Shas e Utj c&#8217;è una differenza di fondo: Smotrich e Ben Gvir partono dall&#8217;idea religiosa per arrivare poi a principi di natura nazionalistica, principi assenti tra gli ultra religiosi vista l&#8217;assenza al loro interno dello stesso concetto di nazione o patria. </p>



<p><strong>Il Sionismo Religioso predica il sogno della &#8220;Grande Israele&#8221;</strong>, una nazione da fondare in quelle terre indicate dalla Torah. Potere Ebraico, oltre agli elementi nazionalisti in senso stretto, appoggia una retorica anti palestinese e trae origine dal Kach, formazione bandita dalla Corte nel 1994 con l&#8217;accusa di portare avanti idee discriminatorie e razziste. A questa galassia, Netanyahu ha dato le chiavi del governo e di Israele. Circostanza che, nel lungo periodo, non mancherà di alimentare giudizi nei confronti dell&#8217;attuale premier.</p>
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		<title>Ehud Olmert su Netanyahu e il suo Governo: &#8220;Una banda criminale&#8221;.</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ehud-olmert-su-netanyahu-e-il-suo-governo-una-banda-criminale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2025 06:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>Perché gli attacchi di Olmert possono essere un crocevia per Netanyahu di fronte a elite e popolazione israeliana.</p>
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<p>L’accusa non arriva da un attivista pacifista, né da un organismo internazionale sospettato di ostilità preconcetta verso Tel Aviv. A lanciare la denuncia, con parole che scuotono le fondamenta della retorica bellica israeliana, è l’ex primo ministro <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/israele-iran-project.html">Ehud Olmert.</a></strong> Proprio lui, già protagonista dell’operazione <strong>“Piombo Fuso”,</strong> già membro di punta del Likud, oggi rompe il fronte dell’omertà politica israeliana e punta il dito: “<strong>Sì, Israele sta commettendo crimini di guerra nella Striscia di Gaza”.</strong></p>



<p>Non si tratta di un’uscita estemporanea. Le dichiarazioni di Olmert, affidate alla penna di Haaretz e ribadite alla BBC, delineano un atto d’accusa sistemico contro<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/david-zini-un-messianico-nazionalista-per-guidare-lo-shin-bet-netanyahu-vuole-blindare-lintelligence.html"> la condotta del governo Netanyahu, </a></strong>definito senza esitazioni “una banda criminale” che ha gettato il Paese in una guerra “senza scopo, senza obiettivi, senza alcuna possibilità di successo”. È un atto d’accusa che, nella sua radicalità, rompe con anni di silenzi compiaciuti o giustificazionismi di Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra politica privata</h2>



<p>Olmert non risparmia nulla. Sottolinea che mai, dalla fondazione dello Stato di Israele, il Paese aveva intrapreso un conflitto tanto privo di coerenza strategica, condotto con metodi che hanno trasformato Gaza in un “disastro umanitario”. La guerra, afferma, ha perso qualsiasi connotazione difensiva o legittimità militare. È diventata <strong>“una guerra politica privata”,</strong> funzionale solo alla sopravvivenza di un governo assediato da accuse e inchieste, privo di consenso e ossessionato dalla propria caduta.</p>



<p>In queste parole riecheggia il disincanto di un insider che conosce i meccanismi della sicurezza israeliana, e che oggi li vede<strong> svuotati di etica e logica</strong>. L’orrore dei bombardamenti, le migliaia di vittime civili, la distruzione sistematica delle infrastrutture civili: tutto ciò, dice Olmert, “non ha più nulla a che vedere con obiettivi bellici legittimi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele e l’abisso morale</h2>



<p>Le affermazioni dell’ex premier non sono isolate. Fanno eco a quelle del generale <strong>Yair Golan</strong>, già vicecapo di stato maggiore, oggi voce fuori dal coro nel panorama militarizzato della politica israeliana: “<strong>Un Paese sano non uccide bambini per hobby</strong>, non si pone l’obiettivo di espellere intere popolazioni”. Frasi che suonano come bestemmie per l’establishment dominante, ma che riflettono un disagio crescente anche all’interno di settori tradizionalmente fedeli allo Stato profondo.</p>



<p>La reazione dell’apparato è immediata e feroce. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar grida al tradimento, accusando Olmert e Golan di partecipare a una “campagna diplomatica e legale contro Israele e l’IDF”. Il ministro dell’Istruzione<strong> Yoav Kisch rincara</strong>: “Stanno pugnalando alle spalle i nostri soldati”. E la ministra May Golan, con retorica da trincea, parla di “sputi in faccia” a chi combatte per Israele.</p>



<p>Ma l’eco delle parole di Olmert è difficile da silenziare. Perché arrivano nel momento in cui la narrativa del Governo comincia a sfaldarsi sotto il peso di una realtà innegabile: Gaza è oggi un cimitero a cielo aperto, un laboratorio di distruzione totale, una vetrina crudele di ciò che accade quando la guerra diventa cieca e ossessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il linguaggio della destra estrema: genocidio normalizzato</h2>



<p>A rendere ancor più inquietante il quadro, sono le dichiarazioni di esponenti dell’estrema destra, passate quasi sotto silenzio. Moshe Feiglin, ex deputato e ideologo radicale, ha affermato in diretta TV: “Ogni bambino a Gaza è un nemico. Non deve restare neanche un bambino gazawi”. Una frase che, in qualsiasi altro contesto, farebbe tremare i tribunali internazionali. In Israele, invece, è stata accolta con indifferenza dai vertici politici.</p>



<p>Lo stesso <strong>ministro delle<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-di-israele-per-gaza-via-tutti-i-palestinesi-entro-450-giorni-parola-di-smotrich.html"> Finanze Bezalel Smotrich</a></strong> rivendica apertamente la “distruzione totale” della Striscia, descrivendo un’operazione militare che colpisce non solo Hamas, ma l’intera amministrazione civile. Il principio di distinzione tra combattenti e civili, cardine del diritto internazionale umanitario, sembra essere stato cestinato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crimini di guerra e isolamento internazionale</h2>



<p>Nel frattempo, la reputazione internazionale di Israele crolla sotto i colpi delle inchieste giornalistiche, delle risoluzioni delle Nazioni Unite, dei movimenti per i diritti umani. L’accusa di crimini di guerra non è più una provocazione, ma una prospettiva concreta. Olmert lo dice chiaramente: “<strong>Uccisioni indiscriminate, senza limiti, crudeli e criminali di civili</strong>… È il risultato di una politica governativa consapevole, irresponsabile e malvagia”.</p>



<p>E quando lo dice uno dei protagonisti storici della politica israeliana, non si può più archiviare la questione come propaganda nemica. È la voce di chi ha fatto parte del sistema e ora denuncia il collasso morale di quel sistema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine dell’impunità?</h2>



<p>Le parole di Ehud Olmert potrebbero segnare una frattura. Non solo nella narrazione interna israeliana, ma anche nel posizionamento del Paese sulla scena internazionale. La domanda è se ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarle. Perché ciò che accade a Gaza non è più solo un problema regionale: è una crisi della coscienza occidentale, che tollera, finanzia, giustifica.</p>



<p>Per Olmert, l’ora della verità è arrivata. Per Israele, il bivio è drammatico: continuare a marciare verso l’abisso o fermarsi, riconoscere, cambiare. Ma intanto, Gaza brucia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ehud-olmert-su-netanyahu-e-il-suo-governo-una-banda-criminale.html">Ehud Olmert su Netanyahu e il suo Governo: &#8220;Una banda criminale&#8221;.</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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