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	<title>Avi Bluth Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 05 Jul 2026 09:33:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Avi Bluth Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israele: vent&#8217;anni dopo il disimpegno di Sharon tornano i coloni nella Cisgiordania settentrionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-ventanni-dopo-il-disimpegno-di-sharon-tornano-i-coloni-nella-cisgiordania-settentrionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colono armato presidia un avamposto illegale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cisgiordania settentrionale, ultima grande area palestinese ancora territorialmente contigua, è al centro di un progetto di reinsediamento dei coloni israeliani sostenuto dal governo Netanyahu. Secondo un'inchiesta di Haaretz, il ritorno degli insediamenti si accompagna a una crescente integrazione tra esercito, movimento dei coloni e istituzioni, con l'obiettivo di creare nuovi fatti sul terreno. Una strategia che punta a seppellire definitivamente gli Accordi di Oslo e ad aprire la strada a una futura annessione della Cisgiordania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-ventanni-dopo-il-disimpegno-di-sharon-tornano-i-coloni-nella-cisgiordania-settentrionale.html">Israele: vent&#8217;anni dopo il disimpegno di Sharon tornano i coloni nella Cisgiordania settentrionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Colono armato presidia un avamposto illegale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Un-colono-armato-nei-pressi-di-un-avamposto-illegale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La più grande continuità territoriale palestinese della <strong>Cisgiordania sta per essere spezzata</strong>. È questo il progetto che Israele sta portando avanti con il ritorno negli insediamenti evacuati durante il disimpegno del 2005 voluto da <strong>Ariel Sharon.</strong> Proprio lì, come riporta <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-06-23/ty-article-static/.premium/as-the-world-watched-gaza-israeli-settlers-charged-ahead-in-the-west-bank-a-clash-is-imminent/0000019e-b6d1-d7bd-a3bf-befd20750000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un’inchiesta di Haaretz</a>, i coloni israeliani stanno occupando 18 siti strategici per frammentare l&#8217;ultima grande area palestinese il cui territorio non è ancora stato frazionato.</p>



<p>Il ritorno di Israele in quell&#8217;area, che&nbsp;anche allo stato attuale per il diritto internazionale&nbsp;<strong>è pur sempre occupazione</strong>, non&nbsp;è un’esclusiva dei&nbsp;soli&nbsp;coloni.&nbsp;Prevede, infatti,&nbsp;anche un dispiegamento di forze militari, di basi a protezione degli insediamenti,&nbsp;nonché&nbsp;la costruzione di strade d&#8217;apartheid, che solo gli israeliani possono attraversare e, ovviamente, l&#8217;espropriazione di terre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia sulla Cisgiordania settentrionale</h2>



<p>C’è una differenza sostanziale tra la zona settentrionale della Cisgiordania e il resto del territorio. Nell&#8217;area a Nord di Nablus, infatti, gli insediamenti israeliani sono quasi del tutto assenti. Almeno per ora. Sulla cartina è come un grande cerchio che unisce idealmente Tulkarem, Sebastia, Tammun, Tubas, Zababdeh, Jenin, Yamun e Silat ad Dhahr. All’interno di questa vasta zona è davvero <strong>tutta Palestina</strong>. Ci vivono 720mila palestinesi, i coloni sono sostanzialmente assenti e la regione, fino al 2022, era relativamente più tranquilla rispetto alle altre parti della Cisgiordania.</p>



<p>L’attuale governo <strong>Netanyahu però ha cambiato tutto</strong>. Nel 2022 si è insediato e, nel marzo 2023, ha <a href="https://www.jpost.com/israel-news/article-735128" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abrogato la legge</a> sul disimpegno, permettendo così ai coloni di tornare nel cuore del territorio palestinese. Due insediamenti evacuati nel 2005 – Homesh e Sa-Nur – sono stati ripopolati. Secondo i piani del governo dovrebbero seguirne altri due: Ganim, destinato ai diplomati della yeshiva [scuola ebraica, ndr] Bnei David di Eli, e Kadim, destinato a un gruppo religioso proveniente da Tel Aviv. Entrambi gli insediamenti, secondo il progetto, saranno più grandi di quanto fossero prima dello sgombero (si tratta di una pratica abbastanza comune: nuovi insediamenti o quartieri vengono spesso fondati da gruppi che condividono un&#8217;identità religiosa, come ex studenti di una stessa yeshiva).</p>



<p>Ma il governo Netanyahu non si è limitato a ristabilire i quattro insediamenti sgomberati con il disimpegno: ha fatto le cose in grande. Ne ha approvati altri 14, frammentando ulteriormente il territorio palestinese e circondandolo di comunità israeliane, esattamente come avviene già nella Cisgiordania centro-meridionale. Per questo, si legge su Haaretz, “la direzione del progetto è chiara e punta al definitivo <strong>superamento degli Accordi di Oslo</strong>”.</p>



<p>Il piano è iniziato a Homesh, un simbolo per i coloni israeliani. Sono stati gli ultimi ad andarsene con il <strong>disimpegno del 2005</strong> e i primi a tornare nel 2023, dopo il via libera di Netanyahu e del suo governo. Hanno costruito una yeshiva nel sito e l’IDF è tornato nell’area, allestendo una base. In seguito sono state costruite delle case e una strada asfaltata riservata ai coloni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I ministri a Sa-Nur</strong></h2>



<p>Poco distante da Homesh è stato ripopolato un altro insediamento, quello di Sa-Nur. Alla cerimonia di &#8220;riapertura&#8221;, ad aprile, erano presenti ben sei ministri. Tanto lustro anche perché è qui che ora vive <strong>Yossi Dagan</strong>, uno degli uomini più influenti del Paese e presidente del Consiglio regionale della Samaria. Tant&#8217;è che sono stati i ministri Israel Katz e Haim Katz in persona ad apporre una mezuzah sulla sua casa, una pergamena fissata agli stipiti delle porte che, nella tradizione ebraica, richiama la presenza e la protezione di Dio. Un <strong>rito sacro celebrato</strong> direttamente da due ministri del governo israeliano.</p>



<p>Oltre a Sa-Nur, sono stati costruiti almeno nove avamposti. Sorgono tutti nell&#8217;Area A, quella che, come stabilito dagli Accordi di Oslo, è sotto il pieno controllo dell&#8217;Autorità Nazionale palestinese. Proprio a causa di uno di questi nuovi avamposti, lo scorso maggio una famiglia palestinese è stata costretta a riesumare il corpo di un proprio caro, sepolto regolarmente nella sua terra, nel villaggio di Asasa. Una tomba troppo vicina all’insediamento (illegale) di Sa-Nur. E tanto è bastato per far valere la legge del più forte: i <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/5/9/israeli-settlers-force-palestinian-family-to-exhume-and-rebury-their-father" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coloni hanno minacciato la famiglia palestinese</a> e l&#8217;hanno costretta alla riesumazione. Il tutto davanti all’IDF.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La distruzione dei campi profughi</strong></h2>



<p>Il ritorno dell’esercito israeliano nella Cisgiordania settentrionale è drammaticamente testimoniato dalla distruzione dei campi profughi di Jenin, Tulkarm e Nur-Shams. I loro abitanti, oltre quarantamila,&nbsp;<a href="https://www.ochaopt.org/content/northern-west-bank-humanitarian-response-update-21-january-30-april-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono stati sfollati</a>. L&#8217;esercito ha stabilito una presenza militare all&#8217;interno dei campi sta costruendo una nuova base proprio sulla collina che affaccia su Jenin. I campi profughi, cuore della resistenza palestinese, sono stati definiti da Israel Katz “<strong>focolai di terrore armati dall’Iran</strong>”. E nonostante vengano raccontati così, un nuovo insediamento sta per sorgere a meno un chilometro di distanza da Jenin, a Kadim. La stretta vicinanza non è un caso. “<strong>Si vuole infiammare la regione</strong>”, annota Haaretz, mentre i gruppi per i diritti umani avvertono ciò che è un triste presagio: “Se un colono verrà danneggiato, l’esercito risponderà con forza contro la popolazione, innescando anche qui una grande spirale di violenza”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esercito e coloni: il processo di integrazione</strong></h2>



<p>Ma il cambiamento non riguarda soltanto gli insediamenti. Negli ultimi anni anche l&#8217;esercito israeliano ha attraversato un processo di crescente integrazione con il movimento dei coloni.&nbsp;Sono sempre più&nbsp;numerosi gli&nbsp;ufficiali cresciuti negli insediamenti o che si sono formati nelle yeshivot del sionismo religioso&nbsp;e&nbsp;ricoprono oggi posizioni chiave nella catena di comando&nbsp;delle forze che insistono sulla Cisgiordania. Il caso più emblematico è quello di <strong>Avi Bluth</strong>, comandante del Comando Centrale, la più alta autorità militare israeliana&nbsp;della&nbsp;Cisgiordania. Cresciuto nell&#8217;insediamento di Neve Tzuf, è stato definito dal ministro delle Finanze Bezalel <strong>Smotrich il capo del Comando Centrale</strong> più favorevole agli insediamenti che Israele abbia mai avuto. È lo stesso che, mesi fa, ha parlato apertamente di apartheid, pur senza pronunciare il temine tabù. “Ho dato l’ordine di sparare&nbsp;ai palestinesi che lanciano pietre”,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/i-monumenti-zoppicanti-della-nostra-politica-cosi-israele-rivendica-le-mutilazioni-inflitte-ai-palestinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato fiero</a>,&nbsp;aggiungendo che non si può fare lo stesso con i coloni violenti, “perché questo creerebbe un problema per la società israeliana”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="631" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-1024x631.jpg" alt="Palestinesi protestano contro il ripopolamento di un insediamento nei pressi di Nablus, considerato illegale ai sensi del diritto internazionale e il cui reinsediamento è stato vietato dagli Accordi di Oslo." class="wp-image-521919" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-1024x631.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-1536x946.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1-600x370.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Palestinesi-protestano-contro-i-nuovi-insediamenti-vicino-a-Nablus-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Palestinesi protestano contro il ripopolamento di un insediamento nei pressi di Nablus, considerato illegale ai sensi del diritto internazionale e il cui reinsediamento è stato vietato dagli Accordi di Oslo.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Yossi Dagan, l’uomo dietro al progetto</strong></h2>



<p>Parallelamente, il movimento dei coloni ha conquistato un peso senza precedenti anche nelle istituzioni. Con il governo Netanyahu, Smotrich ha ottenuto ampi poteri sull&#8217;amministrazione civile della Cisgiordania, mentre figure provenienti direttamente dagli insediamenti occupano incarichi di primo piano nella Knesset e nell’amministrazione.</p>



<p>Se c&#8217;è una figura che meglio rappresenta l&#8217;ascesa politica del movimento dei coloni, è il succitato <strong>Yossi Dagan</strong>. Oggi è il capo del Consiglio regionale della Samaria, ma soprattutto è considerato uno degli uomini più influenti del Paese. Evacuato dall&#8217;<strong>insediamento di Sa-Nur</strong> durante il disimpegno del 2005, ha dedicato gli ultimi vent&#8217;anni a rovesciare quella decisione. Nel frattempo ha costruito una rete di potere all&#8217;interno del Likud, influenzando le primarie del partito e coltivando rapporti diretti con ministri e parlamentari, molti dei quali fanno regolarmente tappa da lui (come si è detto per il rito della mezuzah).</p>



<p>Ma la sua influenza va ben oltre la politica israeliana. Negli anni ha costruito una <strong>fitta rete di relazioni con la destra americana</strong>, incontrando esponenti del&nbsp;partito Repubblicano, figure evangeliche e collaboratori di Donald Trump. Tra questi anche Pete Hegseth, oggi Segretario alla Difesa statunitense, che&nbsp;<a href="https://www.israelnationalnews.com/news/242253" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontrò Dagan nel 2018</a>, quando era ancora soltanto un conduttore di Fox News.</p>



<p>Secondo Haaretz, l&#8217;obiettivo è chiaro: fare in modo che un&#8217;eventuale <strong>annessione della Cisgiordania</strong> non incontri l&#8217;opposizione degli Stati Uniti e possa, al contrario, contare sul loro sostegno. Il <strong>ritorno degli insediamenti nella Cisgiordania settentrionale</strong> non è che l&#8217;ultimo tassello di una strategia politica costruita da anni, dentro e fuori Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-ventanni-dopo-il-disimpegno-di-sharon-tornano-i-coloni-nella-cisgiordania-settentrionale.html">Israele: vent&#8217;anni dopo il disimpegno di Sharon tornano i coloni nella Cisgiordania settentrionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“I monumenti zoppicanti della nostra politica&#8221;: così Israele rivendica le mutilazioni inflitte ai palestinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-monumenti-zoppicanti-della-nostra-politica-cosi-israele-rivendica-le-mutilazioni-inflitte-ai-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 13:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un anziano palestinese ferito mentre lavorava nei suoi campi in Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cisgiordania, il generale dell'esercito Avi Bluth ha parlato apertamente di apartheid:“Spariamo ai palestinesi e non agli ebrei, per evitare conseguenze sociali”. E sui palestinesi che cercano di entrare in Israele per lavorare: “Gli spariamo alle gambe per mutilarli. Sono i nostri monumenti zoppicanti”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-monumenti-zoppicanti-della-nostra-politica-cosi-israele-rivendica-le-mutilazioni-inflitte-ai-palestinesi.html">“I monumenti zoppicanti della nostra politica&#8221;: così Israele rivendica le mutilazioni inflitte ai palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un anziano palestinese ferito mentre lavorava nei suoi campi in Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/Palestinese-ferito-in-Cisgiordania-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Cisgiordania l’esercito israeliano può sparare ai palestinesi, ma non agli ebrei. È una regola non scritta, ma pienamente operativa, tant&#8217;è che a raccontarlo — anche con estrema fierezza — è <strong>Avi Bluth,</strong> capo del Comando Centrale dell’esercito israeliano. La cronaca della Cisgiordania, dove dall’ottobre 2023 sono stati uccisi almeno <a href="https://www.middleeasteye.net/live-blog/live-blog-update/death-toll-occupied-west-bank-israeli-attacks-rises">1.151 palestinesi</a>, lo testimonia da tempo. Altra cosa, però, è sentire dichiarazioni tanto esplicite dalla voce del comandante dell’IDF in West Bank. A riportare le sconvolgenti parole di Bluth, pronunciate durante un forum a porte chiuse e mai smentite, è stato <em>Haaretz</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I palestinesi gambizzati: “I nostri monumenti zoppicanti&#8221;</h2>



<p>Non ci sono solo il muro di separazione, il filo spinato e i checkpoint. Il sistema di apartheid imposto da Israele in Cisgiordania si vede anche nei corpi dei palestinesi. Molti di loro — soprattutto giovani e uomini in età lavorativa — zoppicano. Bluth li definisce “i monumenti zoppicanti della nostra politica”. I soldati israeliani hanno l’ordine di sparare “dal ginocchio in giù” contro i palestinesi che tentano di attraversare la barriera che separa la Cisgiordania da Israele. L’obiettivo è mutilare. “Devono essere colpiti intenzionalmente, senza necessariamente essere uccisi. <strong>Occorre lasciarli feriti in modo permanente”, ha dichiarato Bluth.</strong> Le mutilazioni hanno come scopo la deterrenza. Si tratta di creare una “coscienza della barriera”: diffondere la paura delle conseguenze per chi tenta di attraversarla. <strong>“I villaggi palestinesi sono pieni di ‘monumenti zoppicanti&#8217;:</strong> il prezzo di chi ha provato ad attraversare”, ha aggiunto Bluth.</p>



<p>Ma questa pressione non si esercita solo sul corpo. È anche economica e strutturale. La disoccupazione in Cisgiordania è il risultato di un sistema di restrizioni che ha progressivamente eroso le possibilità di sostentamento. Molti terreni agricoli sono finiti oltre il muro di separazione, rendendo impossibile per tanti contadini accedere alle proprie terre. A ciò si aggiungono le <a href="https://www.972mag.com/jayyous-greenhouses-israel-demolition-west-bank/">demolizioni di serre e infrastrutture agricole</a> dei palestinesi, soprattutto nell’Area C, sotto il pieno controllo israeliano. Il risultato è un impoverimento dilagante che lascia sempre meno alternative: <strong>per molti, attraversare la barriera diventa l’unica possibilità di lavoro, nonostante i rischi.</strong></p>



<p>Così, ogni giorno, centinaia di palestinesi cercano di entrare in Israele. Con la disoccupazione altissima in Cisgiordania e salari molto più alti in Israele, molti rischiano la vita — o, come dice Bluth, le gambe — pur di lavorare. “Un muratore di Ramallah &#8211; prosegue il generale &#8211; guadagna 1.500 shekel al mese. In Israele può arrivare a 7.000: quindi è disposto a rischiare di essere gambizzato. Se dovessimo colpirlo, potrà comunque attraversare di nuovo e lavorare in una panetteria”. Bluth ha poi aggiunto: “La prossima volta che siete in una panetteria, guardate dietro il bancone: probabilmente ci sono quattro residenti di Hebron lì dentro”. Qualcuno, magari, zoppicante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“<strong>Abbiamo ucciso decine di lanciatori di pietre”</strong></h2>



<p>Tra i simboli della resistenza palestinese (<em>sumud</em>) ci sono anche le pietre. Le immagini della prima Intifada &#8211; iniziata nel 1987 — di bambini che lanciano sassi contro i mezzi blindati israeliani sono diventate l’icona della dicotomia tra oppressori e oppressi. Israele, consapevole della forza simbolica di quel gesto, ha progressivamente inasprito le pene contro chi lo compie. <strong>“Nel solo 2025 abbiamo ucciso 42 lanciatori di pietre”, ha dichiarato Bluth. “Si tratta di terrorismo, altro che resistenza popolare”.</strong> Il <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/twilight-zone/2026-05-09/ty-article-magazine/.highlight/a-palestinian-boy-was-shot-dead-his-death-has-no-sociological-consequences/0000019e-0af8-d930-adde-bbfe6ab60000">23 aprile un ragazzino di 15 anni è morto c</a>osì. Si chiamava Youssef Shtayyeh ed è stato ucciso dai soldati israeliani mentre scappava via dopo aver lanciato dei sassi contro i carri armati. Gli hanno sparato alla schiena, a 100 metri di distanza.</p>



<p>Eppure, a lanciare pietre sono talvolta anche i coloni ebrei. Ed è qui che l’esistenza di un sistema di apartheid emerge in modo lampante: <strong>“Il pericolo del lancio di pietre è lo stesso, ma non dobbiamo sparare agli ebrei”. </strong>“Purtroppo qualche incidente c’è stato”, ha aggiunto Bluth, “e ha avuto conseguenze sociali”. Il riferimento è alla scorsa estate, quando due soldati dell’IDF spararono contro coloni mascherati che stavano lanciando pietre contro alcune automobili. “Abbiamo colpito due ebrei, ferendo un quindicenne. La notizia provocò molto clamore. Fortunatamente quegli ebrei non sono morti”.</p>



<p>Con i coloni, ha spiegato Bluth, “preferiamo usare altri mezzi” perché altrimenti “si rischiano delle conseguenze psicologiche”. Per i quindicenni palestinesi uccisi a colpi di fucile, invece, nessun trauma collettivo. Purché non siano ebrei, annota amaramente <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/twilight-zone/2026-05-09/ty-article-magazine/.highlight/a-palestinian-boy-was-shot-dead-his-death-has-no-sociological-consequences/0000019e-0af8-d930-adde-bbfe6ab60000">Gideon Levy</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“<strong>Una cella con due brandine per 18 detenuti”</strong></h2>



<p>Molti dei palestinesi sorpresi in Israele senza permesso finiscono gambizzati o nelle carceri israeliane. Attualmente, infatti, oltre 4mila palestinesi si trovano in detenzione amministrativa, misura che prevede la carcerazione senza passare per un processo e altro (<strong>i prigionieri totali sono più di 11mila)</strong>.</p>



<p>Il 2 maggio scorso la polizia israeliana ne <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-05-11/ty-article/.premium/two-beds-for-18-people-israel-detains-w-bank-palestinians-in-harsh-conditions/0000019e-0d11-d0cf-a7ff-1f3b4e160000">ha arrestati altri 18</a>. “Sono stati portati alla stazione di polizia di Arad, nel Sud del Paese”, riporta <em>Haaretz</em>. Lì sono stati rinchiusi in una cella con due materassi e un bagno. Incatenati l’uno all’altro. Sono rimasti per dieci giorni in una cella di appena nove metri quadrati, in attesa di essere trasferiti in una struttura carceraria e di sapere se la detenzione verrà trasformata in reclusione a lungo termine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-monumenti-zoppicanti-della-nostra-politica-cosi-israele-rivendica-le-mutilazioni-inflitte-ai-palestinesi.html">“I monumenti zoppicanti della nostra politica&#8221;: così Israele rivendica le mutilazioni inflitte ai palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cisgiordania, l’IDF: “Punizioni collettive per interi villaggi”</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-lidf-punizioni-collettive-per-interi-villaggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=483515</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;esercito israeliano sradica oltre tremila ulivi in un villaggio della Cisgiordania occupata." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Cisgiordania occupata l’esercito israeliano punisce interi villaggi, devastando uliveti e case. Un meccanismo di intimidazione consolidato, ora rivendicato apertamente dai generali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-lidf-punizioni-collettive-per-interi-villaggi.html">Cisgiordania, l’IDF: “Punizioni collettive per interi villaggi”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;esercito israeliano sradica oltre tremila ulivi in un villaggio della Cisgiordania occupata." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250828225002424_e1507b72aa43f766ae0d34875e2706a0-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’esercito israeliano&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-22/ty-article/.premium/idf-uproots-thousands-of-palestinian-villages-trees-after-shooting-attack-near-settlement/00000198-d233-d1e9-abf9-db7707d10000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha sradicato oltre tremila ulivi</a>&nbsp;come punizione collettiva contro un intero villaggio palestinese. Già, in Cisgiordania funziona così: l’IDF e i coloni spadroneggiano su quella terra per terrorizzare gli abitanti, in ogni modo possibile. Violenze e soprusi che fanno parte di una politica di lunga data, e che ora — con il genocidio&nbsp;di&nbsp;Gaza in corso — vengono persino rivendicati dagli stessi generali che li ordinano.</p>



<p>Ha fatto notizia l’ennesimo incidente di percorso, che ha visto un colono lievemente ferito da un palestinese&nbsp;mentre guidava un quad&nbsp;su&nbsp;dei&nbsp;terreni rubati.&nbsp;Per ritorsione,&nbsp;il capo del Comando Centrale dell’IDF, Avi Bluth, ha fatto sradicare 3.100 ulivi — poco prima della raccolta delle olive —&nbsp;punendo così&nbsp;non il singolo aggressore che aveva sparato, bensì l’intero villaggio da cui proveniva. Lo&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-08-25/ty-article-opinion/after-razing-gaza-the-idf-is-uprooting-thousands-of-trees-in-the-west-bank/00000198-ddc3-d4c6-afdf-dddf59370000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha&nbsp;</a><a href="https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2025-08-25/ty-article-opinion/after-razing-gaza-the-idf-is-uprooting-thousands-of-trees-in-the-west-bank/00000198-ddc3-d4c6-afdf-dddf59370000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>rivendicato</u>&nbsp;lo stesso Bluth</a>: “I palestinesi devono sapere che, se commettono un attacco terroristico, pagheranno un prezzo elevato”.&nbsp;Nulla importava, infatti, che, mentre l’esercito era all’opera per devastare gli ulivi di al-Mughayyir, l’aggressore&nbsp;fosse&nbsp;stato&nbsp;già&nbsp;stato&nbsp;identificato e arrestato.</p>



<p>Il generale maggiore Bluth ha rincarato la dose, precisando che tale distruzione “è volta a scoraggiare tutti, non solo questo villaggio [al-Mughayyir, ndr], ma chiunque cerchi di alzare una mano contro i residenti [ovvero i coloni degli insediamenti e degli avamposti illegali, ndr]”. Ha poi chiarito ulteriormente il senso della “giustizia” applicata dall’esercito israeliano nella Cisgiordania occupata: “Se un palestinese compie un attacco, non c’è problema. Accenderemo i riflettori sul suo villaggio con operazioni di ‘ristrutturazione’”.</p>



<p>Eppure Bluth,<a href="https://www.haaretz.com/opinion/2025-08-28/ty-article-opinion/.premium/the-general-of-bloodshed-in-the-west-bank-is-israels-moral-face/00000198-ece4-d2dc-afde-ecff9a200000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;scrive Gideon Levy</a>, “non accenderà quei riflettori contro chi davvero alza le mani”,&nbsp;cioè&nbsp;i coloni, che attaccano indisturbati i palestinesi: da gennaio <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-28/ty-article/.premium/un-over-1000-attacks-on-palestinians-by-israelis-in-the-west-bank-recorded-since-january/00000198-ef92-db11-a9ba-ff9bd54f0000">sono state registrate 1000 aggressioni</a> contro di essi.&nbsp;Aggressioni che si consumano con la connivenza dell’IDF che, quando va bene, resta a guardare. Ciò perché&nbsp;Bluth,&nbsp;come annota Levy,&nbsp;“e i coloni provengono dallo stesso villaggio, hanno gli stessi capelli e indossano le stesse kippah”. “Quando si nomina un ufficiale come Bluth a capo del Comando Centrale — continua Levy — si affida&nbsp;questo&nbsp;ruolo&nbsp;cruciale&nbsp;a uno che è sostanzialmente&nbsp;un&nbsp;fiancheggiatore&nbsp;dei coloni”. Avi Bluth, infatti, si è formato nella Yeshiva &#8211; scuola religiosa ebraica &#8211; di Eli, un insediamento illegale della Cisgiordania. Proprio lì il generale maggiore ha imparato quel che mette in&nbsp;pratica:&nbsp;cioè&nbsp;“che gli ebrei sono i padroni della terra e che ai coloni è permesso bruciare, distruggere, sradicare e uccidere quando vogliono”. Questo è “il sionismo di Bluth e dell’esercito che guida”,&nbsp;commenta&nbsp;Levy.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema punitivo rodato</h2>



<p>Il metodo della punizione collettiva è un sistema ben rodato in Israele. È così che le case di Al-Funduq sono state rase al suolo dopo la sparatoria sul bus compiuta da tre palestinesi armati. Allo stesso modo è stato devastato il villaggio di Burqin e <a href="https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-come-gaza-israele-distrugge-jenin-e-i-campi-palestinesi-per-insediare-i-coloni.html">sono stati distrutti i campi profughi</a> di Tul Karm, Nur al-Shams e Jenin. La motivazione ufficiale, ovviamente, resta sempre il solito mantra dell’IDF: “L’abbattimento di case e di alberi è giustificato da un chiaro e immediato bisogno di sicurezza”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Disumanizzare i palestinesi per distruggere ogni cosa”</h2>



<p>Il problema di fondo, spiega Levy su Haaretz, ha a che fare sempre con la disumanizzazione dei palestinesi — a Gaza come in Cisgiordania: “I palestinesi sono considerati subumani e come tali non possono fare nulla: non possono difendersi, non possono lasciare i loro villaggi e neppure raccogliere le loro olive”.</p>



<p>Le punizioni collettive non solo sono tollerate dal governo e da&nbsp;tanta parte della&nbsp;società&nbsp;israeliana, ma in molti casi vengono persino incoraggiate. “La prospettiva militare dominante è che tutti i palestinesi sono terroristi, e ogni raid in Cisgiordania viene inquadrato come un’operazione antiterrorismo o di sicurezza”. Ed è&nbsp;per questo motivo&nbsp;che interi villaggi possono essere&nbsp;legittimamente&nbsp;rasi al suolo.</p>



<p>Partendo da questo assunto, ogni casa palestinese diventa un&nbsp;possibile&nbsp;sito del terrore. E quando l’IDF non arriva armato di ruspe e bulldozer, è comunque legittimato a fare ciò che vuole. Persino sequestrare — o rubare, ça va sans dire — i&nbsp;soldini&nbsp;custoditi nei&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-07/ty-article-magazine/.premium/even-childrens-piggy-banks-reports-of-israeli-soldiers-looting-surge-in-the-west-bank/00000198-83a6-dcd6-a7db-f3e758680000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">salvadanai dei bambini</a>. D’altronde, per simili confische i soldati israeliani non devono&nbsp;dare&nbsp;alcuna giustificazione: fa parte dello stesso copione, collaudato da decenni,&nbsp;cioè da ben prima del 7 ottobre.</p>



<p>“Ogni persona ha un nome datogli da Dio –&nbsp;conclude Levy &#8211;&nbsp;Il cognome Bluth significa ‘sangue’ in tedesco. Questo generale sanguinario è ormai diventato il volto della Cisgiordania e l&#8217;immagine morale dell&#8217;intero Paese. Forse sarà lui a comandare il prossimo genocidio, dopo&nbsp;quello di&nbsp;Gaza”.&nbsp;Che sarà quello che si consumerà in Cisgiordania, se nessuno fermerà&nbsp;il mattatoio&nbsp;di Gaza.</p>



<p>Coraggioso Levy, che, nell’articolo citato, ha definito Bluth&nbsp;&#8220;Oberkommandant&#8221;,&nbsp;termine che evoca un&nbsp;noto quanto&nbsp;tenebroso&nbsp;passato. Tanto che stavolta la sua denuncia&nbsp;ha suscitato più rabbia del solito:<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-28/ty-article/.premium/netanyahu-ministers-bash-haaretz-for-column-labeling-idf-west-bank-chief-with-nazi-rank/00000198-f0ab-d2dc-afde-fcbbbdcc0000">&nbsp;si è mosso addirittura&nbsp;il governo</a>&nbsp;che ha ferocemente&nbsp;criticato&nbsp;sia il cronista&nbsp;che&nbsp;il giornale che ospita i suoi scritti&nbsp;che, al solito, sono stati accusati di seminare odio antisemita (accusa ormai omnicomprensiva). E Haaretz è stato definito&nbsp;“entità ostile”. Probabile che questa storia non finisca qui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-lidf-punizioni-collettive-per-interi-villaggi.html">Cisgiordania, l’IDF: “Punizioni collettive per interi villaggi”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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