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	<title>Ahmad yassin Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ahmad yassin Archives - InsideOver</title>
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		<title>7 ottobre 2023, dalle stragi di Hamas al genocidio di Netanyahu, la cicatrice del secolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-dalle-stragi-di-hamas-al-genocidio-di-netanyahu-la-cicatrice-del-secolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 21:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 7 ottobre del 2023 comincia nel 1994, quando si apre la lunga stagione delle interazioni tra Hamas e Benjamin Netanyahu.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-dalle-stragi-di-hamas-al-genocidio-di-netanyahu-la-cicatrice-del-secolo.html">7 ottobre 2023, dalle stragi di Hamas al genocidio di Netanyahu, la cicatrice del secolo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/israele-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il 7 ottobre del 2023, il giorno in cui i terroristi di Hamas hanno massacrato 1,200 israeliani, in realtà dura da trent&#8217;anni. Da quel 1994 in cui, in seguito e a causa degli Accordi di Oslo dell&#8217;anno prima, comincia a succedere quanto segue. <strong>Hamas scatena una serie di sanguinosi attentati suicidi in Israele</strong>: autobomba contro un autobus a Afula, 9 morti e 40 feriti; 6 aprile, bomba su un autobus in sosta, 6 morti e 35 feriti; 19 ottobre, autobomba contro un autobus nel centro di Tel Aviv, 23 morti e 50 feriti. E poi ancora: 22 gen 1995, a Netanya due terroristi suicidi si fanno esplodere e uccidono 21 persone, 60 i feriti; 24 luglio, nel centro di Tel Aviv, un terrorista si fa esplodere a bordo di un autobus, 7 morti, 30 feriti; 21 agosto, a Ramat Eshkol un kamikaze palestinese si fa esplodere su un autobus, 5 morti e 100 feriti. Arriviamo al 1995, il 4 novembre: durante una manifestazione a sostegno degli Accordi di Oslo, a Tel Aviv, il premier <strong>Yitzhak Rabin</strong>, che aveva firmato con Yasser Arafat gli Accordi di Oslo ed era per questo bersagliato da una vera campagna d&#8217;odio da parte dell&#8217;ultradestra e del partito Likud, la cui opposizione in Parlamento era guidata dal 1993 da <strong>Benyamin Netanyahu</strong>. </p>



<p>A uccidere Rabin è <strong>Ygal Amir</strong>, un colono estremista che negava la possibilità di qualunque trattativa con i palestinesi, considerata un cedimento e, ancor più, un peccato rispetto alla Terra di Israele. Di fatto, <strong>Amir era l&#8217;antesignano dei vari Ben Gvir e Smotrich con cui ora governa Netanyahu.</strong> Dopo l&#8217;omicidio, anche a causa della scomparsa di un leader carismatico come Rabin, il sostegno per gli Accordi di Oslo comincia a calare. Il resto lo fa Hamas con altri attentati: 25 febbraio 1996, due attentati a Gerusalemme e Ascalona con 28 morti; 3 marzo, un kamikaze palestinese fa esplodere una bomba su un autobus nel centro di Gerusalemme, 19 morti; 4 marzo, esplosione all&#8217;ingresso del centro commerciale Dizengoff, a Tel Aviv: 13 morti, 130 feriti. Non per caso, quindi, il 29 maggio di quell&#8217;anno Netanyahu vince le elezioni e diventa il più giovane primo ministro nella storia di Israele.</p>



<p>Le sorti di Netayahu e quelle di Hamas sono intrecciate da sempre. Ed è ormai noto, grazie anche alle inchieste dei media israeliani, che <strong>il premier dello Stato ebraico ha concretamente collaborato a sostenere e rafforzare il movimento radicale </strong>(si veda<a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-netanyahu-ha-finanziato-hamas-per-affondare-i-due-stati.html"> qui</a> e<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/05/soldi-ad-hamas-col-benestare-di-netanyahu-il-ruolo-del-qatar-tra-il-sostegno-agli-islamisti-e-la-volonta-di-tenere-buoni-rapporti-con-gli-usa/7343349/"> qui</a>) fondato nel 1987 dallo sceicco Ahmad Yassin, provvedendo anche a canalizzare i milioni in arrivo dal Qatar per garantirsi che mai e poi mai l&#8217;unità tra palestinesi sarebbe confluita verso l&#8217;obiettivo di uno Stato indipendente. <em>Simul stabunt vel simul cadent</em>, se cade l&#8217;uno cade l&#8217;altro. Lo dimostra l&#8217;infinita quantità di dubbi e di ombre che circondano <strong>l&#8217;esitante (eufemismo) reazione israeliana all&#8217;attacco terroristico del 7 ottobre 2023</strong> (si veda <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/roberto-iannuzzi-israele-e-il-7-ottobre-troppi-punti-oscuri.html">qui</a> e il dettagliato articolo di Roberto Vivaldelli). E anche, per venire all&#8217;atroce anniversario di quel giorno, l&#8217;ambiguissima reazione di Netanyahu al <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c70155nked7o">Piano Trump per la pace a Gaza</a>: sorrisi e consensi a Trump in inglese e davanti alle telecamere americane, promesse di non ritirarsi mai da Gaza in ebraico e di fronte ai media di Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;anniversario e il Piano Trump</h2>



<p>L&#8217;anniversario del 7 ottobre coincide, forse non per caso, con la presentazione del Piano Trump. Piaccia o no il presidente Usa, e fatti salvi i molti aspetti discutibili del piano, <strong>la sua iniziativa resta l&#8217;unica mirata a interrompere le stragi a Gaza, obiettivo che in questo momento deve essere prioritario.</strong> E anche l&#8217;unica che può interrompere <strong>la trentennale coincidenza di fatto, e non solo, tra gli obiettivi di Hamas e quelli di Netanyahu e dell&#8217;ultradestra</strong> israeliana, tra il fondamentalismo islamico del movimento palestinese e il suprematismo bianco dei seguaci di Smotrich e Ben Gvir. Non ultimo, quella di Trump è l&#8217;unica iniziativa che può <strong>riportare a casa viva una parte degli ostaggi</strong> sopravvissuti alle brutalità di questi due anni, risultato che certo non era contemplato nelle azioni di Netanyahu. Il tutto di fronte all&#8217;ignavia di un&#8217;Europa che alla fin fine, salvando forse solo la Spagna di <strong>Pedro Sanchez</strong> e qualche tardivo ripensamento francese e inglese, si è riconosciuta nelle indegne parole del cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong>: &#8220;Israele sta facendo il lavoro sporco per noi&#8221;.</p>



<p>Il 7 ottobre 2023, con tutto ciò che ne è seguito, a partire dal progetto genocida del Governo Netanyahu, è una data destinata a segnare il secolo, come l&#8217;11 settembre 2001. Ci ha detto che l&#8217;Occidente, a parole così legato all&#8217;idea dell&#8217;autodeterminazione dei popoli e ostile ai progetti di genocidio quando in tali situazioni trova una convenienza politica (si veda il caso del Kosovo, per fare un solo esempio), è diventato totalmente indifferente se gli stessi fenomeni riguardano il popolo palestinese: che <strong>in pace subisce l&#8217;occupazione violenta di Israele attraverso gli insediamenti</strong> illegali, e <strong>in guerra subisce la potenza militare combinata di Israele, degli Usa e degli Stati europei </strong>che in questi due anni non hanno smesso di rifornire, in un modo o nell&#8217;altro, le forze armate dello Stato ebraico. Non c&#8217;è stato attentato, intifada, sollevazione o guerra che non abbia peggiorato la situazione dei palestinesi. Vogliamo davvero credere che Hamas non se ne sia mai accorto? Meno sanguinosamente ma non meno drammaticamente, non c&#8217;è stato periodo di pace di cui Israele non abbia approfittato per impadronirsi di altre terre palestinesi. Ma noi tutti abbiamo fatto finta di non accorgercene.</p>



<p>Così, l&#8217;incontro-scontro finale tra Hamas e i suprematisti bianchi israeliani, che ha nel 7 ottobre la sua data simbolo, ci parla dei palestinesi, dello Stato di Israele, del Medio Oriente, degli Stati Uniti. <strong>Ma parla tanto anche di noi europei</strong>: delle nostre attuali vigliaccherie e della perduta capacità, che pure avevamo, di essere un faro di moralità nel mondo.  </p>



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<p></p>
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		<title>7 ottobre, un anno dopo &#8211; Hamas ora è allo sbando ma le sue stragi hanno fatto il gioco di Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-hamas-ora-e-allo-sbando-ma-le-sue-stragi-hanno-fatto-il-gioco-di-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 10:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hamas" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-1536x1080.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strage organizzata da Hamas il 7 ottobre 2023 ha offerto a Netanyahu l'occasione di arrivare alla tanto attesa resa dei conti con l'Iran. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-hamas-ora-e-allo-sbando-ma-le-sue-stragi-hanno-fatto-il-gioco-di-netanyahu.html">7 ottobre, un anno dopo &#8211; Hamas ora è allo sbando ma le sue stragi hanno fatto il gioco di Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241007105659981_118c3ad2bd42cb74ed3239501f351e4f-1536x1080.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un anno fa, i miliziani di <strong>Hamas</strong> mettevano a segno il loro colpo più violento e sanguinoso, attaccando a sorpresa (ma mica poi tanto, <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/7-ottobre-un-anno-dopo-dalla-disfatta-con-hamas-allattacco-a-hezbollah-la-guerra-delle-spie-di-israele.html">ne parla in questa pagine Andrea Muratore</a>) dalla Striscia di Gaza, uccidendo 1.200 cittadini israeliani in grandissima parte civili e portando via centinaia di ostaggi. Ieri i generali israeliani hanno annunciata la totale sconfitta dell&#8217;ala militare del movimento palestinese. È certo possibile che, nell&#8217;anniversario delle stragi terroristiche del 7 ottobre 2023, le autorità dello Stato ebraico aggiungano un pizzico di retorica e di ottimismo all&#8217;emozione collettiva. Ma è indubbio che, <strong>al prezzo di infinite distruzioni e di una intollerabile e ingiustificabile strage di innocenti</strong>, l&#8217;esercito di Hamas (che è un&#8217;organizzazione terroristica per Usa, Ue, Israele, Canada, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Giappone ma non per l&#8217;Onu) oggi sia prossimo allo sbando.</p>



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<p>Parliamo di esercito non per caso. Si tratta (o si trattava, per meglio dire) di circa 30 mila uomini divisi in sei reggimenti, ognuno dei quali composto da cinque battaglioni, bene armati e ben finanziati. Il vanto di Hamas, che lo aveva più volte messo in mostra facendolo sfilare per le strade di Gaza City. Con un settore artiglieria specializzato nell&#8217;uso dei razzi e Unità di commando dedite alle infiltrazioni in territorio israeliano, ma con una inconfondibile spina dorsale: il Genio, ovvero <strong>gli addetti alla logistica, alla produzione di armi e soprattutto alla realizzazione dei tunnel e all&#8217;organizzazione della vita sotterranea</strong>, unico polmone per i miliziani in una Striscia completamente circondata da Israele e in pratica isolata dal mondo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-medium-font-size"><strong><a href="https://it.insideover.com/topic/7-ottobre-un-anno-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">7 OTTOBRE, UN ANNO DOPO &#8211; LEGGI LO SPECIALE DI INSIDEOVER</a></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p> È impossibile, nella totale assenza di fonti imparziali di informazione dalla Striscia, fare un&#8217;eventuale tara alle affermazioni dei generali di Israele o anche solo arrivare a una decente valutazione approssimativa delle perdite subite da Hamas (o di quelle dell&#8217;esercito israeliano). <strong>Mesi fa, le solite comunicazioni dei portavoce israeliani avevano parlato di 17 mila miliziani eliminati</strong> ma, appunto, si tratta di affermazioni prive di conferma e di opinabile credibilità essendo così palesemente di parte. Di certo, i bombardamenti indiscriminati, l&#8217;occupazione militare della Striscia, l&#8217;interruzione di gran parte dei collegamenti tra Hamas e l&#8217;esterno, la pressione militare esercitata da Israele sul Libano e sull&#8217;Iran e la collaborazione (forse più con gli Usa che con Israele stesso) dei Paesi sunniti ormai lontani dalla causa palestinese e ancor più lontani dalle sue forme estreme hanno spuntato la forza militare di Hamas e hanno cambiato la sua natura politica.</p>



<p>l passaggio decisivo, da questo punto di vista, è stato l&#8217;assassinio del capo politico del movimento, <strong>Ismail Haniyeh</strong>, ucciso a Teheran il 31 luglio scorso. Haniyeh era praticamente &#8220;nato&#8221; come dirigente di Hamas, essendo stato ancora giovanissimo il braccio destro dello <strong>sceicco Ahmad Yassin</strong>, fondatore del movimento nel 1987. Era un politico. Nel magma contraddittorio e tatticismo dell&#8217;ideologia di Hamas (a tratti movimento islamista e a tratti movimento di liberazione, a volte pronto ad accettare l&#8217;esistenza di Israele e più spesso intenzionato a distruggerlo), assolutamente disposto ad accettare anche forme estreme di violenza per poi trattare da una posizione di forza. Il nuovo leader, <strong>Yahya Sinwar</strong>, forse ancora vivo e forse no, comunque costretto a vivere nascosto mentre i servizi segreti israeliani cercano di eliminarlo, è un soldato e un killer. Un coetaneo di Haniyeh (entrambi nati nel 1962) che nel 1989, mentre l&#8217;altro organizzava l&#8217;ala politica del movimento accanto allo sceicco Yassin, rapiva due soldati israeliani e quattro palestinesi accusati di essere spie e li uccideva.</p>



<p>Si è così riprodotta, in forma riveduta e aggiornata ai tempi, quella divisione che in passato si notava anche tra Yasser Arafat e, appunto, il più radicale sceicco Yassin. È comprensibile che Hamas, schiacciato dall&#8217;offensiva israeliana, nell&#8217;emergenza si affidi a un uomo d&#8217;arme come Sinwar. Per il movimento è ormai una pura questione di sopravvivenza. Questo però significa affidarsi a una fazione che, in una prospettiva più ampia, ha fatto il gioco di <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</p>



<p>Da lungo tempo, infatti, il premier israeliano voleva arrivare alla resa dei conti con quello che considera<strong> il più pericoloso nemico di Israele, ovvero l&#8217;Iran.</strong> E l&#8217;azione terroristica lanciata da Hamas il 7 ottobre del 2023 gli ha dato la ragione e la scusa buona. La ragione perché Hamas non poteva più essere tollerato. La scusa, invece, sotto un duplice aspetto. <strong>Da un lato Netanyahu ha potuto applicare indisturbato una tattica di guerra molto vicina alla decimazione</strong>: 42 mila morti (tra i quali 11 mila bambini e 6 mila donne) per eliminare (come dicono gli israeliani) 17 mila miliziani sono a loro volta il frutto di un terrorismo di Stato, reso accettabile agli occhi delle cancellerie occidentali, di solito così perbene e pulitine, proprio dal massacro di israeliani innocenti operato da Hamas. L&#8217;altro aspetto è che Netanyahu ha &#8220;usato&#8221; l&#8217;inaccettabile provocazione di Hamas per risalire tutta la filiera: da Gaza all&#8217;Hezbollah libanese fino, come ora vediamo, allo scontro diretto con l&#8217;Iran. Nella convinzione, peraltro perfettamente giustificata, che <a href="https://it.insideover.com/guerra/7-ottobre-un-anno-dopo-da-gaza-a-kiev-la-guerra-mondiale-non-e-piu-a-pezzetti.html">al dunque gli Usa si sarebbero schierati con lui.</a></p>



<p><strong>Chi parla di Hamas come di un &#8220;movimento di liberazione&#8221;</strong>, dal presidente turco Erdogan agli esaltati nostrani, dice una cosa falsa (Erdogan) o prende un colossale abbaglio (i nostrani): Hamas non ha liberato i palestinesi di Gaza, anzi, li ha costretti a vivere in un limbo a metà tra il socialismo reale e lo Stato islamico; e ha fatto il gioco di Netanyahu, scatenando un conflitto che, come tutti gli altri scontri armati tra palestinesi e israeliani, si è rivolto contro gli interessi dei palestinesi. Anche questa volta i palestinesi hanno perso territori, spazi di libertà, agibilità e credibilità politica. E Israele ne ha guadagnati, questa volta come solo nel 1948.</p>



<p>Com&#8217;è ovvio, anche se si arrivasse alla liquidazione completa di Hamas, resterebbe da risolvere il problema palestinese. <strong>Che cosa vuole Netanyahu è chiaro: la sparizione dei palestinesi, in un modo o nell&#8217;altro.</strong> Figuriamoci un loro Stato, come ripetono tutti, da Washington a Bruxelles, in un coro che definire ipocrita è poco. Un solo esempio: nell&#8217;anno che ha preceduto il 7 ottobre del 2023, il numero dei palestinesi uccisi dai coloni o dall&#8217;esercito di Israele in Cisgiordania è stato il più alto dalla seconda intifada, quella durata più o meno dal 2000 al 2005. Vi risulta che ci sia stato un qualche intervento di Biden o della Von Der Leyen? Che qualche politico europeo abbia speso una parola su quei fatti? Se siamo alle soglie di una grande guerra mediorientale o, peggio, di una terza guerra mondiale come temono alcuni, la responsabilità non è solo di Hamas o di Netanyahu, ma anche di quei silenzi. Chi tace (come chi dice &#8220;sto con Israele ma non con Netanyahu&#8221;, come se oggi non fosse la stessa cosa) acconsente. Sempre. A tutto.</p>



<p>Fulvio Scaglione</p>



<p></p>



<p></p>
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Object Caching 59/158 objects using Redis
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