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	<title>Uruguay Archives - InsideOver</title>
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	<title>Uruguay Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>In morte di Pepe Mujica, ex-presidente dell&#8217;Uruguay e simbolo della lotta contro la dittatura</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-morte-di-pepe-mujica-ex-presidente-delluruguay-e-simbolo-della-lotta-contro-la-dittatura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-1536x1002.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>José Alberto Mujica Cordano, ex presidente dell’Uruguay, è morto nel pomeriggio del 13 maggio (ora locale) all’età di 89 anni, nella sua casa poco fuori Montevideo. Nato il 28 maggio 1935, la sua vita è un ritratto delle lotte e delle tragedie vissute nel Novecento dal continente latino-americano. In gioventù &#8220;El Pepe&#8221;, come era chiamato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-morte-di-pepe-mujica-ex-presidente-delluruguay-e-simbolo-della-lotta-contro-la-dittatura.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-morte-di-pepe-mujica-ex-presidente-delluruguay-e-simbolo-della-lotta-contro-la-dittatura.html">In morte di Pepe Mujica, ex-presidente dell&#8217;Uruguay e simbolo della lotta contro la dittatura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_2025051415382538_6243273c6206f6867b46c257c500e2f3-1536x1002.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>José Alberto Mujica Cordano, ex presidente dell’Uruguay, <a href="https://www.dw.com/en/humble-poor-uruguay-former-president-jose-mujica-dies/a-72533367">è morto</a> nel pomeriggio del 13 maggio (ora locale) all’età di 89 anni, nella sua casa poco fuori Montevideo. Nato il 28 maggio 1935, la sua vita è un ritratto delle lotte e delle tragedie vissute nel Novecento dal continente latino-americano. In gioventù &#8220;El Pepe&#8221;, come era chiamato dai suoi concittadini, aveva incontrato Enrique Erro, uno dei politici di spicco del Partido Nacional, liberale e panamericanista. </p>



<p>Per tutti gli anni Cinquanta Mujica ha supportato il partito, tanto da divenire stretto collaboratore di Erro quando questi venne nominato Ministro del Lavoro nel 1959. Tuttavia, in polemica con lo spostamento a destra del Partido Nacional, Erro e Mujica nel 1962 ne uscirono per unirsi a Unione Popolare, una formazione di sinistra guidata fra gli altri dal Partito Socialista uruguayano. Ma furono gli anni Settanta a rappresentare una svolta: ispirato dalla rivoluzione cubana, Mujica si unì già a metà anni Sessanta al Movimento di Liberazione nazionale – Tupamaros, un gruppo guerrigliero che puntava a una rivoluzione socialista in Uruguay, e a partire dal 1973 a causa delle sue attività venne incarcerato dalla dittatura militare per oltre dodici anni. In quel periodo Mujica subì torture fisiche e psicologiche, e venne liberato soltanto alla caduta del regime, nel 1985. Dopo una lunga carriera politica nel Fronte Ampio, la coalizione della sinistra radicale uruguayana, Mujica venne candidato alla carica di presidente del Paese nelle elezioni del 2009. Vinta quella tornata elettorale, Mujica mantenne la presidenza fra il 2010 e il 2015, nel periodo della &#8220;ondata rossa&#8221;, la nascita di numerosi governi di sinistra in America Latina, dei quali divenne in parte ispiratore.</p>



<p>Negli anni della presidenza è stato innanzitutto un “<a href="https://apnews.com/article/uruguay-pepe-jose-mujica-death-obit-d6074a22d7c0510697b8e684fe173cd3">idealista pragmatico</a>”. Grande ammiratore di Cuba e di Fidel Castro, la sua prassi di governo si è però discostata da quella della rivoluzione caraibica. Non ha nemmeno mai aderito al Socialismo del XXI secolo lanciato da Chavez dal Venezuela (ben prima della crisi innescatasi soprattutto sotto la presidenza Maduro), con il quale comunque ha collaborato e si è scontrato, almeno quanto si scontrò più volte e in maniera più aspra con un altro presidente progressista dell’area, l’ecuadoriano Correa. La sua visione era quella di un socialismo che fosse innanzitutto una garanzia di diritti per i lavoratori, di progresso e giustizia sociale, e di tutela delle libertà fondamentali per gli emarginati dal sistema capitalista, senza per forza mettere in atto piani di nazionalizzazione forzata di tutti i settori dell’economia. «Se caccio gli imprenditori e nazionalizzo, corro il rischio che si riducano gli investimenti e i posti di lavoro per la mia gente», diceva Mujica, e aggiungeva che lo Stato, nel corso del Novecento, non ha dimostrato di essere necessariamente più competente di un privato nella gestione degli affari.</p>



<p>La figura di Mujica era quella di un uomo che andava però <a href="https://www.youtube.com/watch?v=RuGvRYRxLlg">oltre la prassi politica quotidiana</a>, e che riusciva a connetterla ai discorsi sui massimi sistemi affinché fossero per tutti comprensibili. Una filosofia che non divenne mai dominata dall’ideologia, ma che anzi vedeva l’ideologia al servizio della realtà, che per Mujica significava innanzitutto il benessere della popolazione. «Una delle principali fonti di conoscenza è il senso comune» affermava Pepe Mujica. «Il problema è quando metti l’ideologia al di sopra della realtà. La realtà ti arriva come un pugno e ti fa rotolare per terra. Io devo lottare per migliorare la vita delle persone nella realtà concreta di oggi e non farlo è immorale. Questa è la realtà. Sto lottando per degli ideali, ok; ma non posso sacrificare il benessere della gente per degli ideali».</p>



<p>Tra le <a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2025/05/14/uruguay-morto-mujica">tante definizioni</a> che sono state date di Mujica, particolarmente calzante per i suoi ultimi anni è quella di &#8220;Capo di Stato più povero del pianeta&#8221;. Immortalato alla guida del suo maggiolino Volkswagen azzurro dal documentario di Emil Kusturica <em>El Pepe, una vita suprema</em>, da presidente dell’Uruguay Mujica aveva destinato oltre il 90% del proprio stipendio al sostegno delle fasce più povere della popolazione, criticando ferocemente il consumismo e rifiutandosi di occupare la residenza ufficiale del presidente uruguayano, preferendo di gran lunga rimanere tra la sua gente nella sua casa di tre stanze nella periferia povera della capitale. Come lo stesso Mujica ha dichiarato in più di un’occasione, lo sviluppo per lui non era affatto finalizzato all’arricchimento personale o alla costruzione di una rendita economica o di potere: «lo sviluppo deve essere a favore della felicità umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane» diceva invece, applicando questo assunto alla propria prassi politica.</p>



<p>Negli ultimi anni, il fisico minato dalle privazioni subite in gioventù, Pepe Mujica si era ritirato in una <em>chacra</em>, una cascina di Rincón del Cerro, nella periferia povera di Montevideo, la capitale di quel Paese per anni da lui amministrato. Lì viveva con i suoi adorati cani e con la sua compagna da oltre mezzo secolo, Lucía Topolansky, anche lei ex guerrigliera e con un passato da senatrice nella sinistra uruguayana. Le difficili condizioni di salute <a href="https://ilmanifesto.it/vita-suprema-di-pepe-mujica">erano note</a> a tutti almeno dallo scorso mese di gennaio. &nbsp;&#8220;Semplicemente sto morendo&#8221; aveva dichiarato Mujica a chi gli chiedeva notizie. &#8220;Il cancro si è diffuso e mi ha compromesso il fegato. Non riusciamo a fermarlo. E io non voglio né chemio pesante, né operazioni chirurgiche perché il mio fisico è debole, ne ha passate troppe. Il guerriero ha diritto al riposo&#8221;.</p>
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		<title>Vuoi comprare una Tesla ma non ci sono concessionarie? Ci pensa la Cina a &#8220;portarti&#8221; l&#8217;auto</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/vuoi-comprare-una-tesla-ma-non-ci-sono-concessionari-ci-pensa-la-cina-a-portarti-lauto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1536x1080.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei Paesi in cui Tesla non ha una presenza ufficiale, come l’Uruguay, ci sono concessionari privati che importano le auto dalla Cina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1536x1080.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Immaginate di vivere in <strong>America Latina</strong>: in Colombia, Brasile, Argentina, o in un qualsiasi altro Paese della regione. Da un giorno all’altro decidete di acquistare un’<strong>auto elettrica</strong>. Iniziate a dare un’occhiata alle opzioni possibili, ma capite presto che avete a che fare con scelte molto limitate. </p>



<p>Già, perché se i brand cinesi hanno letteralmente <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cacciata-dalla-ue-lauto-elettrica-cinese-va-alla-conquista-del-sud-del-mondo.html">conquistato il mercato dell’intera regione</a>, quelli occidentali – per via di specifiche scelte strategiche – non possono vantare una presenza altrettanto capillare in loco. Ci sono, certo, ma i loro concessionari sono pochissimi e si trovano solo in alcuni Stati. </p>



<p>Vale anche per <strong>Tesla</strong>, la sineddoche numero uno per riferirsi alle auto elettriche, che però, a differenza della concorrenza, ha un asso nella manica che si chiama <strong>Uruguay </strong>e un jolly che fa rima con <strong>Cina</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1024x535.jpg" alt="" class="wp-image-444392" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1536x802.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Detto altrimenti, se il nostro amico latinoamericano, poniamo argentino, volesse acquistare una Tesla – che in America Latina ha una sola <strong>concessionaria </strong>in <strong>Cile </strong>– per risparmiare qualcosa potrebbe affidarsi all’Uruguay, ormai diventato una sorta di hub non ufficiale della creatura di <strong>Elon Musk</strong> per l’intera regione. </p>



<p>Spieghiamo meglio: i concessionari di automobili privati uruguayani hanno iniziato ad importare le Tesla direttamente dalla <strong>Cina</strong>, dove viene prodotta la metà degli Ev del marchio, per poi rivenderle ai propri cittadini, ma anche a tanti altri clienti di Stati limitrofi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Uruguay + Cina = Tesla  </strong></h2>



<p>Nei Paesi in cui l’azienda di Musk non ha una presenza ufficiale, come l’Uruguay (3,4 milioni di abitanti circa), ci sono concessionari che hanno escogitato modi a dir poco creativi per mettere le mani sulle auto marchiate “T”. </p>



<p>A Montevideo e dintorni, per esempio, alcuni <em>venditori di auto</em> importano le Tesla dalla Cina a titolo privato, per poi rivenderle alla clientela locale (ed eventualmente dei Paesi adiacenti). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-444393" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Queste vetture sono identiche a quelle acquistabili nei centri ufficiali Tesla. Le uniche discriminanti riguardano il fuso orario, le impostazioni meteo e la lingua delle mappe, tutte riguardanti la Cina o in cinese. </p>



<p>L’Uruguay è insomma diventato un <strong>hub ufficioso</strong> di Tesla, che in America Latina, come detto, può contare al momento su un solo negozio ufficiale (in Cile) e una manciata di auto abili e arruolabili tra Colombia e Perù.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una piacevole eccezione</strong></h2>



<p>L&#8217;Uruguay ha dalla sua parte un’efficiente <strong>rete di ricarica</strong> <strong>pubblica</strong>, le autorità hanno tagliato le <strong>tasse </strong>per i veicoli elettrici e lasciato <strong>minimi ostacoli burocratici</strong> per importare le automobili. Basta unire questi tre punti ed ecco spiegato come ha fatto Montevideo a diventare un hub (seppur non ufficiale) di Tesla. </p>



<p>Numeri alla mano, tra il 2020 e la prima metà del 2024 l’Uruguay ha importato più di <strong>6.500 veicoli elettrici</strong>, ovvero 191 auto ogni 100.000 abitanti. Qui, inoltre, ogni anno vengono vendute tra le 55.000 e le 60.000 auto, e circa il 7% sono EV (c’è l’intenzione di arrivare presto al 10%). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-444394" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>UTE, la società energetica di proprietà del governo, ha investito oltre 2 milioni di dollari in infrastrutture di ricarica e prevede di rendere disponibile <strong>almeno un caricabatterie ogni 50 chilometri</strong> (370 sul suolo nazionale) entro la fine del 2024. </p>



<p>Sempre tra il 2020 e il 2024, infine, secondo Uruguay XXI, l&#8217;agenzia governativa incaricata di promuovere esportazioni e investimenti, il Paese ha importato quasi 80 Tesla, di cui 50 dagli Stati Uniti. Il numero potrebbe però essere più alto, soprattutto se consideriamo le auto di Musk prelevate dalla Cina. Ben felice di fare da tramite del nuovo amico, e forse consigliere, del <a href="https://it.insideover.com/politica/elon-musk-appoggia-trump-per-cambiare-il-futuro-degli-usa.html">nuovo presidente degli Stati Uniti</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/vuoi-comprare-una-tesla-ma-non-ci-sono-concessionari-ci-pensa-la-cina-a-portarti-lauto.html">Vuoi comprare una Tesla ma non ci sono concessionarie? Ci pensa la Cina a &#8220;portarti&#8221; l&#8217;auto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le presidenziali in Uruguay verranno decise al ballottaggio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-presidenziali-in-uruguay-verranno-decise-al-ballottaggio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 14:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni in Uruguay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni Uruguay" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il primo turno delle elezioni presidenziali uruguaiane si è concluso con un nulla di fatto e la contesa elettorale verrà così decisa nel ballottaggio, che avrà luogo il 24 novembre. Daniel Martinez, candidato del Fronte Ampio, una variegata coalizione politica che va dai cristiano-democratici alla sinistra radicale, ha ottenuto il 38,6 per cento dei consensi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-presidenziali-in-uruguay-verranno-decise-al-ballottaggio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1018" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elezioni Uruguay" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-768x407.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Uruguay-elezioni-La-Presse-e1572273686232-1024x543.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il primo turno delle <strong>elezioni presidenziali</strong> uruguaiane si è concluso con un nulla di fatto e la contesa elettorale verrà così decisa nel ballottaggio, che avrà luogo il 24 novembre. Daniel Martinez, candidato del Fronte Ampio, una variegata coalizione politica che va dai cristiano-democratici alla sinistra radicale, ha ottenuto il 38,6 per cento dei consensi mentre Luis Lacalle Pou, del Partito Nazionale (di tendenze centriste) si è <a href="https://www.elpais.com.uy/informacion/politica/mira-todos-resultados-elecciones-octubre.html">fermato</a> al 28,2 per cento dei suffragi. Più distanziati Ernesto Talvi, membro del Partito Colorado (centro-destra) e l&#8217;ex generale Guido Manini Rios, di Cabildo Apierto (destra radicale) che hanno conseguito rispettivamente il 12,1 ed il 10,7 per cento dei voti. Il Fronte Ampio, che governa il Paese dal 2005, ha anche perso la maggioranza al Senato ed alla Camera dei Deputati dove ha ottenuto 13 senatori su 30 e 41 deputati su 99. Questi dati, riferiti al 98 per cento dei suffragi scrutinati, rischiano di rivelarsi problematici per il futuro politico della coalizione progressista, che potrebbe trovarsi in difficoltà. Un <strong>referendum</strong> in materia di sicurezza, svoltosi nello stesso giorno delle consultazioni, non ha invece incontrato la maggioranza dei consensi popolari. L&#8217;iniziativa avrebbe introdotto l&#8217;ergastolo per alcuni reati gravi, il divieto di liberazione anticipata per i crimini più seri ed avrebbe portato alla formazione della Guardia Nazionale.</p>
<h2>La destra è unita</h2>
<p>Il Partido Colorado e Cabildo Abierto <a href="https://www.nytimes.com/aponline/2019/10/28/world/americas/ap-lt-uruguay-elections.html?searchResultPosition=6">appoggeranno</a>, al ballottaggio, Luis Lacalle Pou andando così a creare un vero e proprio <strong>fronte conservatore</strong> che si rivelerà un avversario ostico per Martinez, ex sindaco della capitale Montevideo. Il Fronte Ampio ha garantito all&#8217;Uruguay un lungo periodo di stabilità interna ed ha introdotto riforme progressiste in ambito sociale, come la legalizzazione della cannabis ma i crescenti problemi di <strong>sicurezza e criminalità</strong> hanno causato dei problemi all&#8217;esecutivo e fomentato la crescita delle opposizioni di destra. L&#8217;aumento degli omicidi nel Paese, 414 nel 2018 con un incremento del 45 per cento rispetto all<a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/10/ruling-left-coalition-faces-tough-presidential-run-uruguay-191028021642436.html">&#8216;anno precedente</a>, ha di certo pesato sulla performance elettorale del Fronte Ampio ma anche l<strong>&#8216;economia</strong> stagnante, con un&#8217;inflazione al 7.5 per cento ed un tasso di disoccupazione al 9 per cento non ha di certo aiutato. Nulla a che vedere, ovviamente, con la gravissima crisi che sta colpendo la vicina Buenos Aires e che ha portato alla detronizzazione del presidente liberale Mauricio Macri ed alla vittoria dei peronisti di Alberto Fernandez ma, in ogni caso, le prestazioni economiche si rivelano da sempre un argomento chiave delle campagne elettorali.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Il vento politico uruguaiano sembra soffiare nella direzione di un <strong>cambiamento al vertice</strong> e Daniel Martinez dovrà essere particolarmente convincente per riuscire a sfuggire alla morsa del centro-destra che, unito dietro Lacalle Pou, sembra destinato a vincere il ballottaggio delle presidenziali. I partiti conservatori possono anche contare sulla maggioranza dei seggi in entrambi i rami del Parlamento e questo faciliterà, qualora riescano a vincere la presidenza, il passaggio delle leggi volute dalla nuova amministrazione. La crisi della sinistra latinoamericana è sempre più forte e la formula magica trovata dal Fronte Ampio, una sintesi di posizioni progressiste moderate e radicali, sembra non funzionare più, dopo anni di successi. Brasilia e Washington potrebbero così aver trovato un nuovo alleato politico sulla scena regionale e rafforzare così la propria presa sull&#8217;America Latina salvo le sempre possibili sorprese che potrebbero scaturire dal secondo turno elettorale.</p>
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		<title>Perché Amlo disconosce Guaidò ma preme per la svolta democratica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 09:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Venezuela odierno è caratterizzato da dinamiche che richiamano la Libia contemporanea, l&#8217;Albania del 1997 e il Cile del 1973. La Liba contemporanea, perché allo stato attuale delle cose nel Paese vi sono due Presidenti e due Parlamenti, dopo l&#8217;autoincoronazione del carneade Juan Guaidò a presidente ad interim in virtù del suo ruolo di leader dell&#8217;Assemblea Nazionale, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica.html">Perché Amlo disconosce Guaidò ma preme per la svolta democratica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LAPRESSE_20190111192648_28156483-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il Venezuela odierno è caratterizzato da dinamiche che richiamano la Libia contemporanea, l&#8217;Albania del 1997 e il Cile del 1973. La Liba contemporanea, perché allo stato attuale delle cose nel Paese vi sono due Presidenti e due Parlamenti, dopo l&#8217;autoincoronazione del carneade <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro/" target="_blank">Juan Guaidò</a> a presidente <em>ad interim </em>in virtù del suo ruolo di leader dell&#8217;Assemblea Nazionale, in opposizione a Nicolas Maduro che fa perno sull&#8217;Assemblea Costituente da lui convocata. L&#8217;Albania del 1997, a causa dell&#8217;anarchia venutasi a creare in larghe parti del Paese per il dilagare della criminalità e il crollo dell&#8217;economia. Il Cile del 1973, per la dinamica del confronto tra Maduro e Guaidò, che si inserisce in più ampi scenari latinoamericani e globali.</p>
<p>Con questo, chiaramente, non si tratta di paragonare lo scenario a quello in cui andò in scena il golpe di Augusto Pinochet contro Salvator Allende. In primo luogo, perché Guaidò non è un Pinochet, ma al massimo un Pinocchio, un burattino controllato dall&#8217;esterno (Stati Uniti e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-brasile-bolsonaro-sta-lassemblea-nazionale/" target="_blank">Brasile </a>soprattutto), e a Maduro mancano le gigantesche qualità umane e politiche di Allende. Ma, soprattutto, perché in questi casi entrambi i Presidenti hanno ben pochi elementi di legittimità da chiamare a loro favore: fatto che porta a un necessario inserimento dello scenario venezuelano nel contesto internazionale.</p>
<p>La coraggiosa scelta di Amlo: contro Guaidò, ma cauto su Maduro</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://piccolenote.ilgiornale.it/38646/venezuela-guaido-inizia-regime-change" target="_blank"><em>Piccole Note </em>parla di &#8220;regime change&#8221;,</a> e non sbaglia: è palese il tentativo degli Stati Uniti di forzare la mano al Venezuela imponendo, come accadde nel 1973, il passaggio di potere a un governo allineato a Washington e ai suoi nuovi alleati latinoamericani, primo fra tutti il Brasile di Jair Bolsonaro. La continuità del supporto dei militari a Maduro, tuttavia, rende impossibile prevedere una soluzione ordinata dalla crisi nel caso in cui lo stallo dovesse continuare a lungo. E, piaccia o no, Nicolas Maduro ha ancora un ruolo importante e dovrà essere considerato un interlocutore per la risoluzione della crisi. Lo ha capito, con lungimiranza <strong>Andres Manuel Lopez Obrador</strong>, nuovo presidente del Messico. </p>
<p></p>
<p>Amlo, infatti, assieme al presidente uruguaiano Tabaré Vázquez, si è rifiutato di riconoscere la legittimità di Guaidò, ritenuto un usurpatore, ma ha contestualmente richiamato le parti in causa a una soluzione non violenta e dialogante, scaturisca in una mediazione da parte dei due leader. Con questa mossa, Amlo ottiene numerosi dividendi politici.</p>
<p>I successi politici di Amlo con la mossa sul Venezuela</p>
<p style="text-align: left">Da un lato, non nega il ruolo del Gruppo di Lima sulla crisi venezuelana nascondendo le numerose criticità che il governo di Maduro ha posto in essere, non negando  la spaccatura profonda e i danni che il protrarsi della presidenza di Maduro rischia di causare. Dall&#8217;altro, tuttavia, non si conforma <a href="http://www.occhidellaguerra.it/piano-usa-venezuela/" target="_blank">alla nuova Dottrina Monroe dell&#8217;amministrazione Trump, fondata sulla plateale e reiterata ingerenza negli affari interni latinoamericani.</a></p>
<p>Inoltre, a livello geopolitico, Amlo ha posto le basi per un processo di mediazione che troverà interlocutori interessati nel Vaticano, in prima linea nella ricerca di una soluzione negoziata per la crisi venezuelana, e non dispiacerà certamente Russia e Cina, che giocando di sponda con il Messico potranno capitalizzare in sede latinoamericana la maldestra mossa di Trump su Guaidò. Amlo dimostra inoltre una forte sensibilità verso il popolo venezuelano, mancante sia all&#8217;usurpatore Guaidò (che ha seccamente rifiutato la proposta di mediazione) che a Maduro, che parla di golpe sebbene sul piano formale tutte le leve del potere siano ancora nelle sue mani.</p>
<p></p>
<p>Proprio per prevenire un bagno di sangue e il rischio di una guerra civile, la mossa di Amlo e Vazquez risponde a una solida logica di <em>realpolitik</em>: Maduro ha commesso gravi errori sovvertendo l&#8217;ordine democratico, esautorando il Parlamento e convocando elezioni farsa, certamente, ma l&#8217;opposizione non ha agito in maniera meno irresponsabile nei tre anni e mezzo di controllo sull&#8217;Assemblea Nazionale, tentando più volte di esautorare Maduro andando oltre i propri poteri e <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-scheletri-nellarmadio-degli-oppositori-maduro/" target="_blank">fomentando violentissime proteste di piazza</a>. In questo contesto, risulta necessario &#8220;normalizzare&#8221; Maduro, riconoscendogli il ruolo che i rapporti di forze gli garantiscono in una transizione democratica, ma anche l&#8217;opposizione, richiamando alla necessità di un confronto che avvenga sul piano politico e non con mosse avventate.</p>
<p>Un esempio per l&#8217;Europa</p>
<p>La mossa di Amlo dovrebbe fungere da esempio per evitare passi falsi che potrebbero avere conseguenze tragiche in Venezuela. Non sembrano averlo capito, oltre Atlantico, i governi europei che hanno con troppa leggerezza sostenuto Guaidò perdendo di converso ogni spazio per un serio ruolo di mediazione politica. Non lo hanno capito buona parte dei partiti italiani: dal Pd, che ha sciorinato una retorica degna dei più duri neoconservatori statunitensi, alla Lega di Matteo Salvini, che ha rinnegato la saggia cautela sul regime change esternata di recente sul caso siriano ma anche in passato <a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/03/22/sinistra-guerriera-destra-pacifista-ecco-perche/" target="_blank">su quello libico</a>.</p>
<p>Più ragionevole, invece, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha preservato lo spazio d&#8217;azione per l&#8217;Italia  esprimendo &#8220;forte preoccupazione per i rischi di un&#8217;escalation di violenza&#8221; e auspicando &#8220;un percorso democratico che rispetti libertà di espressione e volontà popolare&#8221;. Rimbottando Maduro, ma senza aprire a Guaidò. Pensando che l&#8217;interesse primario dell&#8217;Italia deve essere la tutela dei<a href="http://www.occhidellaguerra.it/venezuela-un-grido-daiuto-litalia-deve-ascoltare/" target="_blank"> 150mila connazionali che abitano in Venezuela</a>, le parole di Conte sono state sicuramente ben equilibrate. Abbiamo la possibilità di raffinare ulteriormente la posizione per giocare un ruolo di mediazione fondamentale e rilanciare una politica latinoamericana: e l&#8217;esempio di Amlo è degno di essere l&#8217;ispirazione perfetta per le prossime mosse.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-amlo-disconosce-guaido-preme-la-svolta-democratica.html">Perché Amlo disconosce Guaidò ma preme per la svolta democratica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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