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	<title>Simona Mangiante Archives - InsideOver</title>
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	<title>Simona Mangiante Archives - InsideOver</title>
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		<title>James Comey incriminato: la politica americana torna a confrontarsi con il Russiagate</title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/james-comey-incriminato-la-politica-americana-torna-a-confrontarsi-con-il-russiagate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 15:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-600x328.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l'incriminazione dell'ex direttore dell'Fbi James Comey la politica americana torna a fare i conti con il Russiagate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/james-comey-incriminato-la-politica-americana-torna-a-confrontarsi-con-il-russiagate.html">James Comey incriminato: la politica americana torna a confrontarsi con il Russiagate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1050" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-1024x560.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-1536x840.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250927145821797_7c4f1626c56eb06e58194318d190a984-e1758977951213-600x328.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il “Russiagate” <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-lombra-lunga-che-ostacola-la-pace.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non è stato solo un’inchiesta</a>: è stato il più potente esperimento nella storia recente di weaponization delle istituzioni statali a fini politici. Per la prima volta, non è un subordinato qualunque  ad essere sotto accusa, <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-indagati-james-comey-e-john-brennan-ex-direttori-dellfbi-e-della-cia.html">ma lo stesso ex direttore dell’FBI</a>, <strong>James Comey</strong>. E l’incriminazione depositata il 25 settembre 2025, sotto la supervisione del Dipartimento di Giustizia guidato da Pam Bondi e con l’FBI ora <a href="https://it.insideover.com/politica/con-patel-e-bongino-trump-rivoluziona-lfbi-e-indaga-sul-russiagate.html">diretto da Kash Patel</a>, segna una presa di posizione storica: giustizia contro chi ha usato lo Stato come strumento, non mera vendetta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa recita formalmente l’atto d’accusa</h2>



<p>Secondo il gran giurì del Distretto orientale della Virginia, Comey è accusato di:</p>



<p><strong>False statements</strong>&nbsp;(falsa testimonianza) – <a href="https://www.foxnews.com/politics/comey-indicted-alleged-false-statement-obstruction-justice">in violazione del titolo 18 del Codice degli Stati Uniti</a>, § 1001: aver dichiarato sotto giuramento, nel suo intervento al Senato il 30 settembre 2020 davanti alla Senate Judiciary Committee, che non aveva autorizzato né era a conoscenza che si fosse usata una fonte anonima dell’FBI per divulgazioni alla stampa di informazioni relative a indagini su Trump o Hillary Clinton. In particolare, l’accusa sostiene che quella affermazione sia falsa alla luce della prova che Andrew McCabe, allora vice direttore dell’FBI, avrebbe ammesso di aver autorizzato la fuga di notizie verso il Wall Street Journal riguardo a un’indagine del Department of Justice sulla Clinton Foundation, e che avrebbe informato Comey in merito.</p>



<p><strong>Ostruzione del procedimento congressuale – violazione di 18 U.S.C. § 1505:&nbsp;</strong>aver imp<strong>e</strong>dito o ostacolato il Congresso nell’accertare la verità relativa alla divulgazione di informazioni sensibili. L’atto d’accusa afferma che la posizione di Comey — che egli “sta dalla parte” della sua dichiarazione del 2017, che smentiva l’autorizzazione di fughe di notizia — sia una dichiarazione falsa sostanziale, e che questa menzogna, insieme ad altri comportamenti, abbia ostacolato il controllo che il Congresso è chiamato ad esercitare.</p>



<p>Se condannato, Comey rischia fino a cinque anni di carcere, anche se le pene effettive federali spesso restano sotto il massimo, a seconda delle linee guida giudiziarie e delle circostanze attuative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto: come si arriva a questa incriminazione</h2>



<p>La testimonianza incriminata era stata resa il 30 settembre 2020, in un’audizione del Senato in cui Comey fu interrogato da senatori repubblicani, in particolare da <strong>Ted Cruz</strong>, sul suo ruolo e su questa fuga di informazioni riportate dal Wall Street Journal (ottobre 2016), in cui si parlava di un’indagine della DOJ sulla Clinton Foundation.</p>



<p>L’accusa afferma che McCabe avrebbe ammesso di essere stato a conoscenza e di aver autorizzato il leak, e che avrebbe informato Comey; ma Comey, cinque anni dopo, quando fu interrogato, disse di non aver autorizzato né sapere della partecipazione di una fonte anonima legata al leak riportato dal Wall Street Journal.</p>



<p>È importante sottolineare che <strong>non si tratta dell’inchiesta di Mueller</strong>: quella non ha stabilito che vi sia stata collusione criminale tra la campagna Trump e la Russia, benché abbia confermato interferenze russe. Questo caso, però, non riguarda direttamente collusione, ma verità e trasparenza nelle procedure istituzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Kash Patel e il cambiamento istituzionale</h2>



<p>Kash Patel è diventato direttore dell’FBI nel 2025,. Sotto la sua direzione ci sono state ristrutturazioni significative: redistribuzione delle risorse, spostamento del personale da Washington a uffici locali, delega diretta dei <em>field offices </em>a nuovi <em>branch directors</em>, e una ridefinizione dell’autorità centrale sull’agenzia.</p>



<p><strong>Patel ha anche promosso una maggiore declassificazione</strong> e campionamento di documenti relativi ai leak (tra cui investigazioni FBI come “Arctic Haze”), che sono emersi tra le prove usate nell’atto d’accusa. Questi documenti avrebbero rivelato che Comey era coinvolto, direttamente o indirettamente, nell’organizzazione di fughe di notizie, inclusi tramite intermediari come il professor Daniel Richman.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato politico e istituzionale</h2>



<p>Weaponizzazione dello Stato – Il Russiagate è stato, secondo molti, non solo un’indagine sbagliata in alcune sue parti, ma l’uso deliberato delle agenzie investigativa e giudiziaria per demolire un avversario politico. Questo procedimento contro Comey è visto come il primo tentativo esplicito di far pagare davvero qualcuno ai vertici per quella fase.</p>



<p>Restituire fiducia – La posta in gioco è alta. Se le istituzioni, dalla Casa Bianca al DOJ all’FBI, possono essere usate come armi, <strong>la democrazia emerge indebolita</strong>. Un’incriminazione come questa, se sostenuta da prove robuste, può servire da deterrente per futuri abusi</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non vendetta, ma possibilità di giustizia</strong></h2>



<p>L’incriminazione di James Comey segna un possibile spartiacque. Non è vendetta politica per partito preso, ma l’applicazione del principio che <strong>nessuno è al di sopra della legge</strong>, neanche chi ha controllato l’apparato investigativo federale. È la risposta istituzionale — benché ancora incerta — alla domanda che molti si sono posti per anni: <strong>chi risponde se le istituzioni si bilanciano su finzioni e omissioni?</strong></p>



<p>Se la giustizia farà il suo corso, questo caso potrebbe essere l’inizio di una stagione in cui la trasparenza, la verità sotto giuramento e la responsabilità formale saranno poste come pilastri fondamentali per restaurare la credibilità dello Stato nella mente dei cittadini.</p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;attacco all&#8217;Iran visto dagli USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lattacco-alliran-visto-dagli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 09:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250622090836985_0cceb403b5876595114f25473ef9e802-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Raid aerei USA in Iran: Gli Stati Uniti hanno colpito sistemi missilistici e infrastrutture nucleari iraniane, con Trump che presenta l’azione come difesa della sicurezza nazionale e degli alleati.</p>
<p>Reazioni contrastanti: Sostegno da Londra e Tel Aviv, critiche da Bannon per il rischio di conflitto prolungato, mentre Flynn e Gaetz spingono per diplomazia e contenimento.</p>
<p>Tensioni internazionali: Teheran promette una risposta proporzionata, alza l’allerta militare e rafforza i contatti con milizie alleate; Europa chiede un Consiglio di Sicurezza ONU.</p>
<p>Impatto economico: Il prezzo del petrolio Brent aumenta di oltre il 5%, con timori per la stabilità dello Stretto di Hormuz e i mercati globali.</p>
<p>Sfida globale: L’azione segna un bivio storico, con il rischio di escalation e alleanze Iran-Russia-Cina, mentre gli USA devono bilanciare fermezza e diplomazia per evitare una guerra infinita</p>
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<p><em>Da Los Angeles</em> &#8211; Nel primo pomeriggio, ora di Washington, <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-parla-alla-nazione-gli-stati-uniti-colpiscono-le-strutture-nucleari-iraniane.html">gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di raid aerei mirati</a> contro obiettivi strategici in Iran, colpendo sistemi missilistici e infrastrutture legate al programma nucleare di Teheran. L’operazione è stata presentata dal presidente Donald Trump come un chiaro segnale sulla determinazione americana a difendere la propria sicurezza e quella dei suoi alleati e a impedire che l’Iran prosegua sulla strada dell’atomica.</p>



<p>«<strong>L’Iran ora deve scegliere: pace o conseguenze ancora più severe</strong>. Gli Stati Uniti non tollereranno minacce alla nostra sicurezza o a quella dei nostri alleati. Questa operazione dimostra la nostra determinazione a difendere i nostri interessi e la stabilità globale», ha dichiarato Trump nel discorso trasmesso in diretta dalla Casa Bianca, lasciando aperta la strada a ulteriori interventi nel caso in cui Teheran non indichi la volontà di fermare l’escalation.</p>



<p>L’attacco segna una nuova e <strong>pericolosa fase nel confronto decennale tra Washington e Teheran</strong>, richiamando alla memoria l’uccisione del generale Qassem Soleimani nel gennaio 2020. All’epoca, l’assassinio dell’uomo chiave dell’espansionismo iraniano in Iraq, Siria e Libano innescò una rappresaglia missilistica sulla base americana di Al Asad e inaugurò una stagione di tensioni contenute a fatica e mai completamente risolte.</p>



<p>A cinque anni di distanza, il raid chiude idealmente un cerchio e apre scenari di confronto ancora più ampi e imprevedibili. <strong>Steve Bannon</strong>, ex stratega capo della Casa Bianca e portavoce dell’ala “America First” dei Repubblicani, ha definito l’operazione «un errore strategico destinato a trascinare l’America in un conflitto prolungato e costoso». Nel suo podcast “War Room” è stato netto: «Non è nell’interesse dell’America espandere conflitti in Medio Oriente mentre la priorità dovrebbe restare quella di proteggere cittadini e confini».</p>



<p><strong>Michael Flynn</strong>, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale e architetto dei primi orientamenti strategici dell’amministrazione Trump,  poche ore dopo i raid, Flynn ha dichiarato: «L’azione contro l’Iran era necessaria per difendere la sicurezza nazionale, ma ora la priorità è mantenere la calma e sviluppare una strategia diplomatica che eviti una spirale di violenza incontrollata».</p>



<p>Anche dal fronte dei Repubblicani più moderati sono arrivate riflessioni di peso. L’ex deputato Matt Gaetz, precedentemente designato dal presidente come Attorney General prima di Pam Bondi, aveva chiesto una soluzione basata sul disarmo nucleare reciproco tra Israele e Iran, dichiarando che «la stabilità passa dal dialogo e dal contenimento, non dal ricorso continuo alla forza». A sinistra, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha richiamato l’importanza dei principi costituzionali, affermando che «nessuna guerra può scoppiare senza l’esplicita approvazione dei rappresentanti del popolo americano».</p>



<p>In campo internazionale, la reazione è stata altrettanto netta. Le principali capitali europee, Parigi e Berlino in testa, hanno chiesto la convocazione immediata del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e sollecitato un ritorno alla diplomazia. Londra e Tel Aviv, invece, si sono schierate al fianco di Washington, riconoscendo la legittimità e la necessità dei raid. Da Gerusalemme, il primo ministro Benjamin Netanyahu è intervenuto pubblicamente per elogiare la decisione di Trump, definendola una prova di forza e visione strategica destinata a cambiare la storia: «Trump ha dimostrato coraggio e determinazione nell’assestare un colpo fondamentale al programma nucleare iraniano».</p>



<p>Teheran, dal canto suo, ha innalzato al livello massimo l’allerta militare e intensificato i contatti con le milizie alleate in Iraq, Siria e Libano, promettendo una risposta «adeguata e proporzionata» e accusando gli Stati Uniti di aver commesso un’aggressione illegale e immotivata.</p>



<p>A livello economico, l’impatto è stato significativo e immediato. Il prezzo del petrolio Brent è balzato di oltre il 5%, riflettendo l’allarme dei mercati per la vulnerabilità dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto dell’offerta globale. Qualsiasi chiusura o intensificazione dei conflitti nell’area potrebbe scatenare una nuova crisi dei prezzi e compromettere la stabilità dei mercati internazionali.</p>



<p>Oggi più che mai, la nuova fase dei rapporti tra Washington e Teheran rappresenta un bivio storico per l’ordine globale e per la stessa visione americana nel mondo. L’Iran potrebbe intensificare la collaborazione strategica e militare con Russia e Cina, ampliando ulteriormente la frattura tra i principali blocchi contrapposti e trasformando la regione in un terreno di confronto diretto e indiretto.</p>



<p>Ma ciò che è in gioco va ben oltre l’equilibrio mediorientale. Come ha concluso Michael Flynn, «la sfida sarà bilanciare fermezza e diplomazia, evitando che la spirale di violenza travolga l’intero sistema internazionale». In questo senso, la posta in palio è chiara: la capacità dell’America di affermare la propria credibilità e proteggere i propri interessi senza scivolare nell’abisso di una nuova guerra infinita. Le scelte dei prossimi giorni diranno al mondo se l’America saprà trasformare la prova di forza in un’opportunità per ridefinire la stabilità globale, o se finirà per esserne travolta.</p>
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