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	<title>Coen van Wyk Archives - InsideOver</title>
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	<title>Coen van Wyk Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;incubo che non finisce: l&#8217;ebola fa ancora paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 10:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diogene, l&#8217;antico mercante greco, ha raccontato di un viaggio alle mitiche Montagne della Luna, fonte del Nilo. Ptololomeo ha disegnato delle mappe mostrandone la presunta collocazione, ma Henry Morton Stanley ha  infine identificato le Montagne Rwenzori, coperte di neve e immerse fra nuvole, come una delle sorgenti del fiume. La loro presenza nascosta domina il fertile cuore dell&#8217;Africa. Ricco suolo vulcanico, sole tropicale e clima moderato hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lincubo-che-non-finisce-lebola-fa-ancora-paura.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_8972685-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Diogene, l&#8217;antico mercante greco, ha raccontato di un viaggio alle mitiche Montagne della Luna, fonte del Nilo. Ptololomeo ha disegnato delle mappe mostrandone la presunta collocazione, ma Henry Morton Stanley ha  infine identificato le Montagne Rwenzori, coperte di neve e immerse fra nuvole, come una delle sorgenti del fiume. La loro presenza nascosta domina il fertile cuore dell&#8217;Africa. Ricco suolo vulcanico, sole tropicale e clima moderato hanno nutrito gli uomini nella valle avvolta dalla nebbia.</p>
<p>I <strong>pigmei Twa</strong> abitano ancora le foreste, proseguendo nei loro millenari rituali di <strong>caccia</strong> per pacificare gli spiriti che abitano la foresta prima di avventurarsi al suo interno, ma oggi sono per lo più ridotti in schiavitù. I piccoli coltivatori ancora provano risentimento per l&#8217;assoggettamento ai pastori aristocratici. Dal Sudan è arrivato l&#8217;islam, in competizione con i missionari cristiani per le anime degli animisti. Le sfere di influenza francofona e anglofona qui si incontrano, lacerando il fragile tessuto della società, mentre il governo nella lontana Kinshas è per lo più asente.</p>
<p>Un tesoro giace sotto il suolo della foresta: si dice che i ribelli M23 sponsorizzati dal Rwanda abbiano oro per un valore di  miliardi di dollari, prodotto da artigiani minatori che lavoravano in condizioni di semi-schiavitù. Il <strong>coltan</strong>, essenziale per la tecnologia degli smartphone, qui viene raccolto a mano, mentre lo stagno grezzo, abbastanza redditizio da giustificare un trasporto aereo, si trova nelle province del Kivu, lontane da tutte le principali città, dominate da signori della guerra e milizie.</p>
<p>Le persone bramano selvaggina: antilope, coccodrillo, scimmie, scimpanzé e pipistrelli della frutta, tutti finiscono nella stessa pentola. Ma la foresta si prende la sua vendetta: molte di queste specie portano malattie, e di queste nessuna è mortale quanto il virus <strong>Ebola</strong>, probabilmente portato dai pipistrelli della frutta.</p>
<p>Il virus causa emorragie interne molto gravi ed è estremamente contagioso: una sola goccia di fluido di un paziente infetto può essere sufficiente per il contagio. Durante le prime epidemie un tasso di mortalità dell’88% era comune, ma l&#8217;impegno del dottore ugandese <strong>Matthew Lukwia</strong> lo ha abbassato fino al 50%. La rigida aderenza ai protocolli di isolamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’estrema attenzione nel coprire ogni millimetro di pelle per evitare il contagio, il lavoro di squadra per aiutare i colleghi a indossare la divisa, a ispezionare la loro pesante e scomoda attrezzatura avvolti dal caldo e dall&#8217;umidità tropicale: questi sono stati i segreti. Lukwia ha pagato è giunto all&#8217;estremo sacrificio. Nella fretta di soccorrere un collega in punto di morte, ha trascurato di indossare una maschera e così, nel 2000, si è unito alle altre 224 vittime dell’epidemia del Gulu.</p>
<p>Un ragazzino in <strong>Sierra Leone</strong>, nel 2014, ha mangiato un pezzo di frutta lasciata dai pipistrelli. I tradizionali riti funerari hanno diffuso il virus: in totale si sono contati 11.310 morti, a causa di una mancanza di coordinamento da parte del governo e dell’ignoranza e della sfiducia della popolazione.</p>
<p>La seconda epidemia in poco più di un anno nella <strong>Repubblica democratica del Congo</strong> si sta ora accadendo sui 250mila abitanti di Beni, all&#8217;ombra dei monti Rwenzori. Durante la prima epidemia, a Mbandaka, la situazione è stata normalizzata grazie all&#8217;efficiente azione professionale delle autorità Congolesi, ai supporti internazionali, e a un nuovo vaccino sperimentale. Ma l&#8217;epidemia scatenatasi a Beni rischia di sfuggire a ogni controllo.</p>
<p>La battaglia contro l&#8217;Ebola non ha luogo in un ambiente tranquillo. Nel novembre 2018 le <strong>milizie ribelli</strong> hanno compiuto un blitz in una clinica, portando operatori sanitari e pazienti contagiosi a sparpagliarsi, e i vaccini a venire esposti al clima tropicale. Un funerale di una vittima di Ebola è stato interrotto da alcuni giovani parenti ai quali era stato detto che &#8220;gli stranieri&#8221; stavano uccidendo delle persone per i loro <strong>organi</strong>, e che hanno voluto ispezionare il corpo. La maggior parte di loro era stata infettata. Nella vicina Butembu, un milione abitanti, solo un anno fa, ha avuto una lunga battaglia contro le truppe governative, accusandole di corruzione e pulizia etnica.</p>
<p>Il contesto politico non aiuta: fino a poco tempo fa le divisioni etniche fra la popolazione di questa ragione venivano sfruttate dai governi confinanti, e solo un accordo quadro di pace mediato dalle Nazioni Unite e una Brigata di intervento forzato hanno ristabilito la pace. Un attacco dei ribelli del <strong>Fronte democratico alleato</strong>, che si nasconde dai militari ugandesi fra le montagne,  ha causato la fuga di migliaia di profughi in Uganda, a un giorno di cammino. L&#8217;esercito della Repubblica democratica del Congo, composto da soldati spesso sottopagati, spesso di origini straniere, è giustamente temuto dal popolo. I ricercatori Onu hanno documentato lo sfruttamento, l&#8217;effettiva schiavitù della popolazione, e la corruzione dilagante a opera dei militari, ma delle milizie locali.</p>
<p>Le province del Nord Kivu e di Ituri sono a un incrocio continentale. L&#8217;Oms ha avvertito della possibilità della diffusione della malattia a causa dell’instabilità politica. Più di 56mila persone sono state vaccinate per provare a contenere la malattia.</p>
<p>Ma c&#8217;è una buona notizia: alcuni segni indicano che la battaglia contro la malattia sta venendo lentamente vinta.<br />
In alcuni rari casi i bambini sopravvivono all&#8217;Ebola. Nel settembre 2018 una bambina, Benedicte, è nata da una madre affetta da Ebola, che è morta nel darla alla luce. La bambina ha contratto la terribile malattia, e solo 45 giorni di attente cure le hanno permesso di sopravvivere. In seguito un’altra madre, di recente guarita dall&#8217;Ebola, aveva dato alla luce una bambina sana, Sylvana. Il vaccino non può essere somministrato alle donne incinte, perché gli effetti sono troppo pericolosi. Tuttavia il personale medico specializzato sta trovando il modo di padroneggiare le procedure, di combattere il virus e di accrescere le possibilità di sopravvivenza.</p>
<p>I Rwenzori hanno visto pace, prosperità e sviluppo, ma anche morte, genocidio e cose anche peggiori. Il messaggio non è mai stato così chiaro. Violenza a guerra hanno hanno permesso alle malattie di prosperare. L’Africa ha bisogno di pace e di una buona amministrazione.</p>
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		<title>Le mille sfide dello Zimbawe: una storia che si ripete</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 15:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il novantenne Robert Mugabe è stato finalmente destituito dal trono presidenziale dello Zimbabwe dai suoi militari dopo quasi quattro decenni al potere, il mondo e i sei milioni di zambesi in esilio hanno tirato un sospiro di sollievo. Inoltre, il nuovo presidente, Emmerson Mnangagwa, ha fatto le giuste promesse. La corruzione sarebbe stata affrontata. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando il novantenne <strong>Robert Mugabe</strong> è stato finalmente destituito dal trono presidenziale dello <strong>Zimbabwe </strong>dai suoi militari dopo quasi quattro decenni al potere, il mondo e i sei milioni di zambesi in esilio hanno tirato un sospiro di sollievo. Inoltre, il nuovo presidente, <strong>Emmerson Mnangagwa</strong>, ha fatto le giuste promesse.</p>
<p>La corruzione sarebbe stata affrontata. Le fattorie sottratte ai proprietari sarebbero state restituite. L’economia sarebbe stata rivitalizzata, e una nuova valuta nazionale avrebbe sostituito il dollaro statunitense. Una nuova democrazia del cambiamento avrebbe portato posti di lavoro. Sono state organizzate nuove elezioni, e gli elettori hanno cautamente conferito a Mnangagwa un mandato, anche se molti hanno dubitato dell&#8217;integrità dei risultati.</p>
<p>Poco è rimasto di quelle promesse. La reazione pubblica contro il drastico <strong>aumento del prezzo della benzina</strong>, la <strong>tassa</strong> imposta su tutte le transazioni elettroniche e gli scarsi miglioramenti nell&#8217;economia hanno portato le persone nelle strade. Mnangagwa ha interrotto un lussuoso tour delle capitali straniere per indagare sui casi di brutalità da parte dei militari e della polizia e ha promesso di intervenire duramente contro i trasgressori. Ma intanto l’olio per cucinare costa 25 dollari, quando si riesce a trovarlo, sono stati riportati casi di colera nella capitale, e dottori e insegnanti sono entrati in sciopero perché non venivano più pagati.</p>
<p>Che cosa è accaduto? Che cosa ne è stato del mitico impero <strong>Monomotapa</strong>, leggenda degli esploratori portoghesi? Cosa ne è stato di Mwene we Mutapa, il principe del popolo che regnò dallo Symbãoe, un palazzo placcato in oro?</p>
<p>Questo impero esisteva davvero in passato, ed ha prosperato basandosi sul principio che la partecipazione al Gran Concilio era aperta a tutti quei leader che si sottomettevano volontariamente al re Matope . Gli avventurieri portoghesi si tenevano alla larga dai suoi eserciti forti e ben addestrati, che includevano, stando alle relazioni giunte in Europa, anche reggimenti composti da <strong>fanciulle nude</strong>. La malaria e altre malattie scoraggiavano i possibili invasori. L’abile gestione delle esportazioni di rame e oro, e più tardi di avorio, mantenevano alto l’umore dei commercianti arabi e portoghesi.</p>
<p>Questa proto-Unione europea del popolo Shona è caduta a causa di disaccordi interni, divisioni e della successiva invasione di Mzilikazi, un generale rinnegato del Re Shaka degli Zulu, che alla fine dell’Ottocento diede vita al Matabeleland, schiavizzò gli Shona e negoziò con i britannici. Questo si rivelò un errore fatale, poiché i britannici si schierarono con le tribù Shona assoggettate per eliminare Lobengula, figlio di Mzilikazi, e per creare la colonia della Rhodesia.</p>
<p>Quando divenne indipendente, lo Zimbabwe ereditò forti istituzioni governative, una vibrante<strong> industria mineraria</strong>, un settore agricolo che era il più produttivo della regione e il migliore sistema educativo dell’intera area. La produzione di <strong>mais</strong> e <strong>zucchero</strong> era tra le più ricche dell’Africa. Ma il clientelismo, la corruzione e una graduale ricaduta verso una versione moderna del Regno Monomotapa, portò a un lento e inesorabile collasso. La diffidenza verso le etnie &#8220;altre&#8221; ha portato al <em>gurukahundi</em> (letteralmente: &#8220;pulizia dei campi dalla paglia prima della pioggia&#8221;) quando la Quinta Brigata addestrata nordcoreana uccise migliaia di Matabele, e spezzò il loro potere politico. Ha anche guidato l’esproprio dei territori appartenenti ai coltivatori bianchi e ai coltivatori neri che non appartenevano all’élite al potere. Le miniere dovevano presentare una percentuale di azionisti &#8220;indigeni&#8221;. Infine gli investimenti non si sono mai concretizzati.</p>
<p>I successori di Mwene we Mutapa hanno dovuto dimostrare la propria combattendo per arrivare ai vertici: non c’è stata un’elezione o un’ereditarietà del titolo. La libera associazione in uso fra i leader che avevano dato vita al regno non si estendeva alla gente comune. Il presidente Mnangagwa è un prodotto dell&#8217;epoca di Mugabe: è stato ministro della sicurezza di Stato durante i massacri del gurukahundi, e tanti continuano a non fidarsi. Aveva un compito impossibile. Il modello politico, basato sul governo di circa 300 uomini che godono del favore del presidente, e circa 300mila civili che godono dell’appoggio dell’Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe, è incline alla settarietà e alla frammentazione.</p>
<p>La sfiducia popolare nei confronti del governo affonda le sue radici nell’<strong>inflazione</strong> galoppante che nel 2008 è arrivata a un tasso giornaliero del 98%, quando con una banconota del valore di cento trilioni di dollari, la più alta in circolazione, ci si comprava un caffè. Il risultato è che si preferisce usare la valuta forte per ogni tipo di spesa, ma il pagamento di pensioni, stipendi, vendite a consigli agricoli, avviene in &#8220;<em>zollars</em>&#8221; fortemente ribassati o con transazioni elettroniche.</p>
<p>Il governo ha bisogno di denaro per alimentare il sistema: i prezzi della benzina sono stati aumentati drasticamente, una pesante tassa è stata imposta su tutte le transazioni elettroniche. Tutto questo si è tradotto in un&#8217;aperta rivolta da parte degli zambesi, solitamente placidi e pacifici. I beneficiari del clientelismo non ricevono più i loro stipendi ormai e le società statali non vengono pagate.</p>
<p>Ci sono forti dubbi sul fatto che nello Zimbabwe possa avvenire un reale cambiamento. Nonostante questo la fertilità delle risorse agricole e la gestione economica della ricchezza minerarie rimarranno nelle mani delle persone al potere. Le istituzioni governative rimarranno al servizio del partito al potere. I gruppi di opposizione politica sono stati a tutti gli effetti neutralizzati. Durante i summit dell’Unione africana i funzionari hanno diffuso alcuni memoranda affermando che &#8220;le potenze occidentali&#8221; stavano cercando di innescare un cambiamento di regime nello Zimbabwe.</p>
<p>Ma la popolazione è ormai vicina a un punto di rottura. Un attivista, il pastore <strong>Evan Mawarire</strong>, si è avvolto nella bandiera zambese, ha chiesto a gran voce un cambiamento, ed è diventato il capo di un movimento spontaneo. Al momento è in attesa di un’udienza giudiziaria in seguito agli ultimi disordini. Le recenti proteste di massa, represse con la violenza, sono state le prime a raggiungere questi livelli nella storia dello Zimbabwe. Forse ora il presidente Mnangagwa presenterà ascolto alla voce del popolo.</p>
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